venerdì 23 marzo 2018

RECENSIONE: Il castello errante di Howl di Diana Wynne Jones

Ciao a tutti!
Oggi sono super-contenta perché vi parlo di un libro che ho letto la settimana scorsa che ho amato tantissimo, tratto da un film d'animazione che adoro allo stesso modo: Il castello errante di Howl. Primo libro della trilogia scritta da Diana Wynne Jones, non mi ha deluso nel modo più assoluto considerando il mio amore per la versione dello Studio Ghibli, che se ne distacca in diversi punti ma che non ne esce sconfitto nel confronto.
Mi raccomando, fatemi sapere se avete letto questo libro e gli altri della serie, se avete visto il film d'animazione e se vi è piaciuto, cosa ne pensate del libro vs il film. c:


Il castello errante di Howl
Howl’s Moving Castle di Diana Wynne Jones

Kappalab  18 Aprile 2013  245 pagine  15,00 €  ITA
La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega.

My rolling thought
Sophie era la più studiosa delle tre e passava buona parte del suo tempo a leggere. Così presto si rese conto che avrebbe avuto poche opportunità di vivere un interessante futuro.
La giovane Sophie vive a Market Chipping, città nel paese di Ingary. In quanto prima di tre sorelle sente gravare su di sé la “sfortuna della primogenita”, ovvero colei che non vivrà mai avventure straordinarie e fantastiche e che in futuro dovrà portare avanti l’attività di famiglia, il negozio di cappelli del padre. L’improvvisa morte dell’uomo catapulta Sophie prima del tempo nel negozio a realizzare cappelli, e la destina a una vita piatta e priva di stimoli. La sua vita procede in questo modo fino a quando, un giorno, la Strega delle Terre Desolate la maledice facendola invecchiare per non aver trovato un cappello di suo gusto. Sophie, ormai irriconoscibile, per non essere di peso agli altri decide di lasciare la città e di mettersi in viaggio per trovare un posto adatto a lei. Durante il suo cammino si imbatte nel castello errante del mago Howl, un potente stregone che ha la fama di divorare il cuore delle fanciulle che si innamorano di lui. Sophie decide di entrare e di farsi assumere come domestica, e questo decreterà l’inizio delle sue avventure.
Il castello errante di Howl è un romanzo dalle mille sfaccettature che può essere letto su diversi piani e da molteplici punti di vista: come un romanzo di avventura, come un romanzo fantasy, come un romanzo di formazione, come un omaggio ai grandi cicli cavallereschi, come un romanzo di magia, come una fiaba.
È un testo molto profondo che riesce a toccare tematiche importanti come la vecchiaia, la solitudine, il valore della bellezza, le convinzioni sulla propria vita che si consolidano nel corso del tempo in base a valutazioni e considerazioni personali, e la consapevolezza di se stessi, veicolando in modo molto discreto messaggi di un certo spessore e di qualità.
Sophie è un personaggio estremamente intelligente, condizione che la porta all’autocommiserazione continua e ad essere brutalmente realista e pragmatica. Nonostante sia vittima della maledizione della Strega, si trova benissimo a vestire i panni di una vecchia non solo perché ha sempre svolto il ruolo di sorella maggiore con il destino già segnato ma perché dentro si è sempre sentita come tale. Questo evento così significativo che mette in moto la trama del romanzo per lei non ha nel modo più assoluto alcun valore, non ne rimane sconvolta o turbata, non va nel panico ma accetta la sua nuova condizione con lo stoicismo con il quale ha sempre affrontato la sua vita. La vecchiaia, che ha sempre fatto parte di lei interiormente e che ora si è mostrata anche esteriormente, le permette di essere più coraggiosa (perché non ha più nulla da perdere essendo arrivata ad una fase della vita più vicina alla fine) e di ricercare legami con le altre persone (spinta inizialmente per motivi legati alla sopravvivenza personale), di cambiare la sua vita.
Il personaggio più interessante del romanzo e altrettanto enigmatico è sicuramente Howl. Pur non essendo sempre presente, si fa comunque sentire e domina all’interno del libro: è pigro, scansafatiche, codardo, ipocondriaco e particolarmente vanitoso — infatti il bagno del suo castello è pieno di cosmetici. È un bel tipino, in poche parole, ma è impossibile non rimanerne affascinati.
La solitudine è una condizione che accompagna quasi tutti i personaggi di questa storia: la stessa Sophie, che perde i genitori, viene allontanata dalle sorelle per cause di forza maggiore e si mette in viaggio da sola, e che durante tutta la storia parla con oggetti inanimati (come i cappelli che realizza e i fiori che vende in negozio) in cerca di un po’ di conforto e comprensione; Howl, che si rinchiude per ore e ore in bagno e che sembra non avere nessun legame e nessuna famiglia; Michael, l’apprendista che Howl ha preso con sé perché senza famiglia e senza un posto dove andare; e Calcifer, il demone che muove il castello che non può spostarsi dal posto in cui si trova e che ricerca costantemente compagnia per sfuggire alla noia. Tutti loro, privati dei legami e senza legami tra di loro, si riuniscono nel castello per i più disparati motivi e danno vita a un piccolo, strambo universo nel quale si trovano a interagire e avere a che fare l’uno con l’altro.
Inoltre tutti i personaggi condividono anche la convinzione di essere predestinati a qualcosa, come Sophie, che è convinta che non le accadrà mai nulla di entusiasmante, e Howl, che confesserà di essere destinato a non incontrare mai il vero amore.
L’ambientazione è molto generica e da tipico romanzo fantasy: ci sono re, principesse e cavalieri, maghi, streghe e stregoni; la magia esiste, può essere praticata da chiunque mostri delle inclinazioni verso di essa ed è accettata dalla popolazione, che richiede talismani, filtri e pozionoi. La maggior parte della storia è ambientata all'interno del castello mobile, disordinato e polveroso, ingombro degli oggetti più disparati che Howl compra senza un motivo ben preciso e in cui trovano dimora anche i ragni. Il castello è sicuramente l’elemento più curioso del romanzo: si muove continuamente grazie a Calcifer e può aprirsi su diversi paesi girando un pomello. Può essere considerato come una sorta di metafora dell'interiorità di Howl: lasciata a se stessa, trasandata rispetto all'aspetto esteriore e in perenne fuga.
Il castello errante di Howl è un romanzo ricco di avventure, colpi di scena, intrecci e amore quanto basta. La trama è gestita magnificamente dall’autrice perché tutti gli eventi, i personaggi e gli elementi che sembrano buttati a caso nella storia hanno la loro funzione e tornano costantemente per tutto il romanzo. Inoltre si legge molto velocemente perché le vicende sono coinvolgenti e accattivanti e i personaggi sono fantastici, i battibecchi di Sophie e Howl portano la giusta dose di leggerezza in una storia intricata e con tematiche di un certo rilievo.
Se avete visto il film d’animazione dello Studio Ghibli, vi consiglio di leggere anche il romanzo della Jones perché non ne rimarrete delusi; se non conoscete né romanzo né film d’animazione, dovete rimediare assolutamente.

★★★★
Wonderful. *^*

8 commenti:

  1. Ho visto il film d'animazione anni fa e mi ricordo che ero rimasta piacevolmente sorpresa! Forse, come dici tu, dovrei recuperare anche il libro...

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    1. DEVI assolutamente leggerlo se hai visto il film d'animazione!

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  2. Ciao, Veronica, la tua recensione mi ha incuriosità. È già nella tbr e non vedo l'ora. Bellissima recensione, complimenti!

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    1. Ciao e grazie!
      Fammi sapere se lo leggi e se ti è piaciuto (lo spero). :)

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  3. Nonostante abbia visto spesso questo libro non mi ha mai attirato molto, e devo ammettere che non sapevo esistesse una trasposizione cinematografica! Magari darò un'occhiata a quest'ultima 😉

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    1. Inizia dal film d'animazione dello Studio Ghibli, è stupendo! Tanto non ti rovinerai la lettura perché il libro ha molti elementi in più. :)

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  4. Ne ho sempre sentito parlare ovunque... diciamo che è considerato un *must* eppure non mi sono mai decisa nemmeno a considerarlo, senza una vera ragione... a questo punto mi tocca metterlo in wish u.u

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    1. Ti tocca. FALLO. Mettilo in wishlist e LEGGILO. Possibilmente SUBITO.

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