martedì 30 gennaio 2018

Midnight in Paris di Woody Allen ☽

Ciao a tutti!
Quando vi propongo il “post cinematografico” del mese cerco di rimanere il più possibile legata all’argomento libri, parlando quindi di film o serie tv che sono stati tratti da romanzi, fumetti o fiabe. Non sempre ci riesco, ma questo è il mio proposito base. Questo mese vi parlo di un film che non è stato tratto da qualcosa di carta, ma è comunque legato ai libri perché il protagonista è uno scrittore e tra i personaggi secondari figurano scrittori realmente esistiti.



Midnight in Paris
di Woody Allen

2 Dicembre 2011  94 minuti  COMMEDIASENTIMENTALE
Midnight in Paris è una storia romantica ambientata a Parigi, nella quale s'intrecciano le vicende di una famiglia, in Francia per affari, e di due giovani fidanzati prossimi alle nozze; tutti alle prese con esperienze che cambieranno per sempre le loro vite. Il film è anche la storia del grande amore di un giovane uomo per una città, Parigi e dell'illusione di tutti coloro che pensano che se avessero avuto una vita diversa sarebbero stati molto più felici.

My rolling thought
Che esista Parigi e che qualcuno scelga di vivere in qualunque altra parte del mondo resterà sempre un mistero per me.
La visione di Midnight in Paris mi è stata consigliata (con tanto di “Fidati, sono sicuro che ti piacerà, è il tuo genere”) in particolare perché tra i personaggi secondari figurano una serie di scrittori e artisti che ho letto e che mi sono piaciuti / che apprezzo. Il problema è che è un film di Woody Allen e io non ho mai visto un film di Woody Allen — tranne per venti minuti a caso di Prendi i soldi e scappa — e non è che si può vedere un film di Woody Allen *così*, c’è bisogno di una certa preparazione, della visione dei suoi film precedenti… per non dimenticare la comicità! Sarò in grado di capire la comicità di Woody Allen!? Vabbé, alla fine l’ho visto, con il proposito di impegnarmi a recuperare (almeno) i lavori più significativi di questo regista.
Gil è un famoso scrittore di scenografie di Hollywood che, stanco della sua solita vita, vuole impegnarsi nella stesura di un romanzo, quindi decide di andare in vacanza a Parigi con la sua futura moglie e con la famiglia di lei in cerca di ispirazione per perfezionarlo. Gil è perennemente frustrato e scoraggiato non solo dalla sua compagna e dalla sua famiglia ma anche da una coppia di amici incontrata casualmente, che sminuiscono costantemente le sue ispirazioni-e-aspirazioni. Una sera decide di non seguire il malsano gruppetto in discoteca e di passeggiare da solo per le strade di Parigi. Allo scoccare della mezzanotte, una vettura d’epoca lo raggiunge e lo trasporta nella mitica Parigi degli anni Venti, un momento storico in cui i maggiori scrittori, artisti, musicisti e ballerini stanno dando vita a una vera e propria “età dell’oro” delle arti.
Midnight in Paris è un film molto romantico (ma non perché è ambientato a Parigi) e lo si capisce fin dalle prime inquadrature che consistono nelle vedute più famose, tipiche o caratteristiche di Parigi di giorno e di notte, montate insieme in sequenza per la durata di quasi cinque minute e accompagnate da una musica molto leggera, anch’essa romantica e caratteristica. È stata una scelta iniziale che mi è piaciuta molto perché permette allo spettatore di entrare nel mood della storia e in sintonia con il protagonista, perdutamente innamorato di Parigi e della bellezza delle sue notti — se poi ci capita anche una pioggerella leggera, tanto meglio.
Non ho notato particolari virtuosismi sul piano della regia, solo immagini semplici ma molto dirette (come quella sul ponte di Giverny nel giardino giapponese di Monet che oh) che appunto mettono in una condizione di empatia con i sentimenti del protagonista.
Gil è uno scrittore molto oppresso dalla sua futura famiglia: tutti e tre lo ritengono molto bravo nel suo lavoro ma solo per motivi opportunistici, e non capiscono il perché delle sue nuove aspirazioni. Lui non si sente affatto realizzato, è stufo di essere il più bravo dei mediocri, ma non riesce nemmeno a uscire fuori dallo stallo creativo in cui è finito durante la revisione del suo romanzo.
L’opportunità di viaggiare indietro nel tempo fin nella Parigi degli anni Venti gli permette non solo di incontrare i personaggi che più ama e stima e di ricevere consigli sul proprio lavoro, ma gli permette anche di riflettere su stesso, le sue aspirazioni e la sua vita.
Infatti il meccanismo del viaggio del tempo viene sfruttato per raccontare in chiave romantica la storia di un uomo che vive perennemente nell’illusione che la sua vita in un’altra epoca e in un altro luogo sarebbe stata certamente migliore perché il suo presente è insoddisfacente. Tutto quello che Gil vive e riesce a realizzare nel passato è tutto quello che non riesce a vivere o realizzare nel suo presente ma alla fine, attraverso il contatto con gli scrittori e gli artisti che ha ammirato per tutta la sua vita, capisce che non è necessariamente il passato a essere migliore ma il presente a non essere vissuto al meglio.
Succede infatti spessissimo che ognuno di noi abbia una visione idealizzata del passato perché si tende a romanticizzare un determinato periodo storico ma, non avendolo mai vissuto, non se ne ha una reale percezione (un po’ come succede per le città — ma una città si può visitare, il passato non si può vivere).
Gil verrà messo davanti a due soluzione: continuare a vagare nel passato (letteralmente) oppure affrontare il presente, per davvero, e renderlo meno buio.
Il punto forte di questo film non è la storia o il suo messaggio, ma i surreali incontri del protagonista con le personalità del passato: Francis Scott Fitzgerald e Zelda Fitzgerald, Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Cole Portman, Salvador Dalì, Pablo Picasso, Henri Matisse, Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Gauguin, Edgar Degas, Man Ray, ecc. Incarnano un po’ l’immaginario comune, ma i siparietti che li vedono coinvolti sono molto leggeri e simpatici. Compaiono molte citazioni e curiosità su di loro che chi è appassionato di letteratura e arte di inizio Novecento coglierà di sicuro.
Owen Wilson interpreta il protagonista Gil. Non ero molto entusiasta all’idea di vedere un film con Owen Wilson, pensare poi che ne è anche il protagonista… Non è che ho un problema con Owen Wilson, ho un problema con i ruoli che gli vengono affidati: troppo comici, buffoneschi e infantili. In Midnight in Paris mi ha stupito perché Woody Allen è stato capace di tirarlo fuori dal suo solito personaggio per fargliene vestire uno del tutto nuovo. In poche parole, è riuscito a valorizzarlo. È una recitazione sempre molto spontanea e naturale, quella di Owen Wilson, ma secondo me il personaggio di Gil gli è riuscito alla perfezione.
Il resto del cast vede tantissimi nomi importanti e, senza soffermarmi troppo su ognuno di loro perché spesso e volentieri hanno parti brevissime, secondo me sono stati tutti sul pezzo. Mi sono piaciuti in particolare Kathy Bates nei panni di Gertrude Stein (che nei pochi minuti in cui compare domina l’inquadratura); Tom Hidleston e Alison Pill nei ruoli dei coniugi Fitzgerald; Yves Heck, un Cole Portman vivente; Corey Stoll, un perfetto Hemingway; Adrien Brody,un azzeccato Dalì in fissa con i rinoceronti (Adrien Brody mi piace tantissimo, lo trovo molto elegante); Marion Cotillard, una bellissima e malinconica Adriana.
Tirando le somme, non penso che Midnight in Paris sia uno di quei film imperdibili o da vedere assolutamente nella vita, e penso anche che i film che hanno reso Woody Allen un grande regista siano altri, ma è stato piacevole da guardare e lo riguarderò sicuramente in futuro se dovesse ricapitare l’occasione.


★★★½
Good. :)

4 commenti:

  1. Ciao! Ho letto volentieri questo post perché non ti nascondo che questo è uno dei miei film preferiti e che darei davvero non so cosa per vivere un'avventura simile a quella di Gil. Molto bravi tutti gli attori, come hai detto tu. Parigi è la vera protagonista della storia :-)

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    1. Ti ringrazio per averlo letto, allora. :3
      Hai altri film preferiti di Woody Allen? O qualche consiglio da darmi?
      Concordo, l'avventura di Gil è molto affascinante ma penso che alla fine tornerei indietro con un'attitudine verso me stessa e la mia vita come quella di Gil nel finale.

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  2. Ciao Vero!Sono più o meno nella tua stessa situazione, non ho mai visto film di Woody Allen (se non qualche spezzone) e ho continuato a rimandare per anni!Prima o poi inizierò anch'io, questo qui sembra molto carino, sia per il tema sia per l'ambientazione *__*

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    1. Ciao Juliette! Sì, Midnight in Paris è molto carino! Se vuoi iniziare ad approcciarti a Woody Allen potrebbe essere un buon punto di partenza. :3

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