venerdì 1 giugno 2018

IPSE DIXIT READING CHALLENGE con Reading is Believing - Giugno


Ciao a tutti!
Il post di questo mese relativo alla challenge è molto speciale perché avremo come protagoniste due illustrazioni e i relativi obiettivi proposti da due di voi!
Lo scorso mese Denise e io vi abbiamo ceduto il ruolo di narratrici chiedendovi di inviarci le vostre proposte composte da un tema (foto, illustrazione, quadro, immagine, canzone), degli obiettivi (da un minimo di due a un massimo di tre) e tre consigli di lettura. Ne abbiamo ricevute diverse tutte molto interessanti — io personalmente sono stata molto indecisa su quale selezionare, quindi vorrei farvi i miei complimenti per la vostra fantasia e per aver partecipato a questa piccola sfida. (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧
Se la vostra illustrazione non è stata scelta, non disperate. c;


La narratrice di questo mese è STEFANIA CREPALDI, che guadagna 10 punti ed è esonerata dalla lettura del tema da lei proposto! Vi lascio alla sua spiegazione:

Io sono un'appassionata di pittura e di romanzi storici, per cui ecco la mia immagine.
Si tratta del quadro del Canaletto, titolato "Veduta del palazzo ducale di Venezia" datato alla metà del Settecento circa.
In particolare adoro le scene affollate che il pittore riesce a restituire inserendo allo stesso tempo tutta una serie di dettagli interessanti.
La figura dell'unica donna di cui non si vede il volto, con un velo azzurro sul capo, mi ha sempre incuriosita molto. Chissà dove va e a cosa pensa. 

Per cui ecco gli obiettivi che avrei pensato sulla base di questo dipinto:
  • un romanzo storico +1;
  • un romanzo ambientato a Venezia +2;
  • un romanzo con protagonista una donna o un uomo che raggiungono la grandezza o la notorietà a Venezia, riuscendo ad esprimere il loro talento +2.

Ecco alcuni esempi di romanzi con cui guadagnare tutti e cinque i punti:


Il turchetto di METIN ARDITI  Costantinopoli, 1531. Elie, un bambino ebreo di undici anni, si aggira per il bazar al seguito di Arsinée, la donna che l'ha fatto uscire dal ventre di sua madre, e di suo padre Sami. Al bazar, tutti lo conoscono come un monello capace di ritrarre chiunque in pochi secondi. Quando può, Elie fugge via dal bazar. Verso la bottega di Djelal, il danzatore sufi che crea gli inchiostri più belli di tutta Costantinopoli. Ad affascinare Elie sono, tuttavia, i suoi inchiostri - azzurri, cremisi, verdi - che gli permettono di esprimere il talento in cui sembra meravigliosamente eccellere: il disegno. L'infanzia di Elie in terra turca finisce il giorno in cui la morte si porta via Sami. In cambio di un ritratto fatto al capitano del Tizzone, una maestosa nave ancorata al porto, Elie si imbarca per Venezia, non prima di ribattezzarsi Ilias Troyanos, greco di Costantinopoli. A Venezia uno strabiliante destino lo attende. Ilias Troyanos diventa il Turchetto, il più grande di tutti i pittori della città. Uno strabiliante destino che si capovolge, tuttavia, nel suo opposto, in una sorte maligna, il giorno in cui la modella prediletta del Turchetto, Rachel, una bellissima ragazza ebrea dagli occhi incredibilmente verdi e dalla bocca perfetta, viene orribilmente assassinata e gettata in un canale da tre malviventi mascherati come a Carnevale e reduci da una notte di bagordi.
Neri Pozza  8 Novembre 2012  256 pagine  € 16,50  ITA

L'amante del Doge di CARLA MARIA RUSSO • 1755. Il carnevale veneziano è all'apice dell'ebbrezza e della festa. Caterina Dolfin, nonostante il divieto materno, partecipa di nascosto a una festa in casa del console inglese Smith, per stordirsi e dimenticare per qualche ora i dispiaceri che l'assillano: la recente morte del padre, che l'ha educata all'amore per l'arte e allo studio della filosofia, la povertà e le nozze imminenti con un uomo che detesta, ma che la madre le impone. Nella biblioteca del palazzo incontra Andrea Tron, ambasciatore della Serenissima, erede di una delle più facoltose famiglie veneziane, cui tutti predicono un futuro da doge. Stregato dalla bellezza di Caterina e abituato a soddisfare ogni capriccio, Tron osa proporle un cinico patto: abbandonare il marito e divenire la sua amante fino a quando a lui piacerà, in cambio della sicurezza economica e della promessa di non intromettersi nella sua vita privata. Da quel momento Caterina si trasforma in un'adultera, ma anche in una donna padrona di sé e delle proprie scelte, spesso contro corrente e pericolose, incurante del disprezzo della società, che non le perdona la coraggiosa sfida alle sue regole. Ma Tron, contro ogni aspettativa e contro la sua stessa volontà, è costretto ad ammettere che il legame con la Dolfin si è trasformato in un sentimento che non può ignorare e che esige una improrogabile e difficile scelta.
Piemme Pickwick  7 Marzo 2016  416 pagine  € 9,90  ITA

Giacomo Casanova. La sonata dei cuori infranti di MATTEO STRUKUL Venezia, 1755. Giacomo Casanova è tornato in città, e il precario equilibrio su cui si regge la Repubblica, ormai prossima alla decadenza, rischia di frantumarsi e degenerare nel caos. Lo scenario politico internazionale è in una fase transitoria di delicate alleanze e il disastroso esito della Seconda guerra di Morea ha svuotato le casse della Serenissima. Il doge Francesco Loredan versa in pessime condizioni di salute, e l'inquisitore Pietro Garzoni trama alle sue spalle per ottenere il consenso all'interno del Consiglio dei Dieci e influenzare così la successione al dogado. Il suo sogno proibito è arrestare il seduttore spadaccino, e per far questo gli mette alle calcagna il suo laido servitore Zago. Rubacuori galante e agile funambolo, Casanova entra in scena prendendo parte a una rissa alla Cantina do Mori, la più antica osteria della laguna, per difendere una bellissima fanciulla, Gretchen Fassnauer, apparsa a consegnargli un messaggio: la contessa Margarethe von Steinberg vorrebbe incontrarlo. La nobile austriaca intende sfidarlo a una singolare contesa: se riuscirà a sedurre la bella Francesca Erizzo, figlia di uno dei maggiorenti della città, allora lei sarà sua. Casanova accetta, forte del suo impareggiabile fascino. È l'inizio di una serie di rocambolesche avventure che lo porteranno ad affrontare in duello Alvise, il focoso spasimante di lei...
Mondadori  27 Marzo 2018  305 PAGINE  € 19,00

QUI il post con l'illustrazione e gli obiettivi scelti da Denise ☜



Anche per questo mese è tutto! Per qualunque domanda, informazione o chiarimento, non esitate a contattarci qui sotto nei commenti, via mail o sul gruppo dedicato alla challenge (QUI). Buone letture e buona sfida!

venerdì 25 maggio 2018

La spaventosa paura di Épiphanie Frayeur di Séverine Gauthier & Clément Lefévre

Ciao a tutti!
Oggi vi parlo de La spaventosa paura di Épiphanie Frayeur, fumetto candidato al Premio Andersen 2018 che premia le opere più originali e innovative dell’anno dedicate ai ragazzi. Dopo il delicato racconto del rapporto tra nonno e nipote descritto ne L’uomo montagna, Séverine Gauthier torna con una nuova storia in cui questa volta racconta la relazione tra una bambina e la sua paura.


La spaventosa paura di Épiphanie Frayeur
L’épouvantable peur d’Épiphanie Frayeur di Séverine Gauthier & Clément Lefévre

Tunué  22 Marzo 2018  96 pagine  17,00 €  ITA
Un graphic novel fiabesco che racconta di come una bambina riesce a rendersi consapevole delle proprie paure e come voglia riuscire a tutti i costi a sconfiggerle. Il suo sarà un viaggio di ricerca, un racconto fiabesco di formazione.

My rolling thought
Ecco Épiphanie. Ha otto anni e mezzo. Ed ecco la su paura, ha otto anni e mezzo pure lei. In otto anni e mezzo Épiphanie non è cresciuta molto. La sua paura sì.
Épiphanie è una bambina di otto anni e mezzo letteralmente terrorizzata da qualsiasi cosa. La sua paura più grande è la paura stessa, una grande massa nera attaccata ai suoi piedi che ha preso il posto della sua ombra e che la segue ovunque. La paura di Épiphanie è diventata così grande da renderle la vita impossibile, quindi decide di intraprendere la missione di liberarsene.
La spaventosa paura di Épiphanie Frayeur fa parte della collana Tipitondi della Tunué indirizzata a un pubblico di piccoli grandi lettori, tuttavia ci troviamo davanti il tipico caso di lettura che può essere apprezzata anche da un pubblico più grande perché racconta qualcosa che è vicino anche al loro mondo.
Il viaggio di Épiphanie è un percorso di crescita e di maturazione che insegna come vivere, gestire e affrontare la paura di modo che non sia lei a prendere il nostro posto, a prendere le decisioni per noi e a vivere per noi. È una storia in ci si può rivedere chiunque, grandi e piccoli, perché ognuno di noi ha paura di qualcosa e ha vissuto o sta vivendo un’esperienza simile a quella di Épiphanie.
È un fumetto che per ambientazione e toni ricorda molto Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carroll: Épiphanie, come Alice, compie il suo viaggio all’interno di un bosco, un mondo curioso e particolare fatto di alberi e sentieri, vecchie abitazioni e stanzette ricolme, e abitato da personaggi sopra le righe e animaletti antropomorfi dalle sembianze bizzarre, ma riesce comunque a distinguersi e a mantenere la propria originalità senza che la mente operi continui paragoni tra le due opere.
Durante il suo percorso, Épiphanie incontra diversi personaggi — una guida che si è persa, uno psichiatra dalle dubbie capacità, un parrucchiere pieno di sé, un coraggioso domatore di circo, un cavaliere senza macchia e senza paura — che cercano di aiutarla ad affrontare la sua paura ma, nel corso della sua esperienza, capirà che non sempre si può fare affidamento sugli altri e che bisogna affrontare le proprie paure in prima persona.


I disegni di Clément Lefévre sono meravigliosi: linee morbide e colori caldi sulla scala dell’arancione che suscitano un senso di calore accompagnati da tocchi freddi per enfatizzare la paura di Épiphanie.
La rappresentazione che è stata fatta della paura di Épiphanie è molto particolare e interessante: è qualcosa di concreto, che può essere vista, toccata e con la quale si può interagire; graficamente è buffa e tenerissima (ricorda Sdentato di Dragon Trainer), tutta tonda e dai modi affettuosi, e suscita proprio un sentimento di affetto che rende difficile il volersene liberare.
Una particolarità di questo fumetto, che mi ha fatto andare letteralmente fuori di testa, consiste nell’originalità dei contenuti speciali che si possono trovare alla fine del volume: il Piccolo prontuario di psichiatria per pazienti fobici che illustra fobie rare e insolite (ma non per questo non abituali) e Lo spaventoso gioco di Épiphanie Frayeur. Quest’ultimo, simile al gioco dell’oca con tanto di caselle da percorrere e regole da seguire, rende il fumetto interattivo e permette di riprenderlo in mano per giocare e, con l’occasione, sfogliarlo e farlo leggere al compagno di gioco.
La spaventosa paura di Épiphanie Frayeur è una storia molto tenera e carina raccontata con i tipici toni fiabeschi di Séverine Gauthier: in modo semplice e incantevole ma mai banale, e trasmette un messaggio che arriva forte e chiaro.

★★★★☆
Awesome! :D

mercoledì 23 maggio 2018

ARF! 2018 • Comunicato stampa

Ciao a tutti!
Venerdì inizia la quarta edizione dell'ARF! Il festival del fumetto a Roma. Vi ho parlato di questo festival anche l'anno scorso, in un post in cui vi spiegavo cos'è e vi raccontavo la mia esperienza (potete trovarlo QUI). Parteciperò anche questa volta e non vedo l'ora, ma prima vediamo insieme cosa ci riserva l'edizione di quest'anno.

Dal 25 al 27 maggio 2018 torna «il fumetto a Roma!» negli spazi del MATTATOIO con la quarta edizione di ARF!, il Festival ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi.
Dopo il grande successo delle prime tre edizioni, ARF! 2018 cresce negli spazi con un padiglione in più e si arricchisce nelle rassegne e nei contenuti grazie alla presenza dei più importanti editori italiani e dei migliori autori contemporanei, attraverso mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime esclusive.
Un intenso weekend di attività, dalle 10 alle 20, a partire da venerdì 25 con l'inaugurazione di «Andrea Pazienza, trent’anni senza», la grande esposizione che - nell’anno del trentennale della sua scomparsa - celebra e finalmente riunisce le eredità artistiche e l’intera opera del più eclettico e geniale fumettista italiano di tutti i tempi (una coproduzione ARF!/Comicon, dal 25 maggio al 15 luglio 2018).
Oltre a Pazienza, sei le mostre allestite per i tre giorni del Festival: Alessandro Barbucci, disegnatore per Disney Italia, co-creatore di W.I.T.C.H., Monster Allergy e Sky Doll e autore del manifesto ARF! 2018; lo spagnolo Jordi Bernet con «Il Buono, le Belle e il Cattivo» dedicata a Tex, alle sensualissime protagoniste dei suoi fumetti (Chiara di Notte, Sarvan, Custer, Cicca) e al gangster Torpedo; il croato Danijel Zezelj, talento visionario di questo fine millennio (anche per Marvel, DC Comics, Vertigo e Image) con «Black Oxygen»; la personale di Francesco Guarnaccia (vincitore del Premio Bartoli 2017) «Ce ne sono di cose strane in questo regno».
Come le scorse edizioni non mancherà la Self ARF! (ad accesso gratuito) dedicata esclusivamente al mondo delle autoproduzioni e dell’editoria indipendente, che in questa quarta edizione si arricchisce con l’importante mostra sul tema dell’autoerotismo «Love yourSELF (V.M.18)».
Infine anche la mostra dedicata alle tavole originali di Will Eisner, il “padre” del moderno graphic novel, che avrà luogo alla CArt Gallery di via del Gesù dal 15 maggio al 6 giugno 2018, realizzata da CArt Gallery in collaborazione con ARF!, che insieme pubblicheranno anche ARFBOOK, il catalogo di tutte le mostre del 2018.
Tra le sezioni del Festival, anche nel 2018, riapre l'area dedicata alle opportunità professionali: la Job ARF!, uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività, realizzata quest’anno grazie al contributo di RUFA - Rome University of Fine Arts.
Per i più piccoli torna ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti. 
E per la formazione di aspiranti fumettisti e illustratori non mancheranno le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” con le superstar del fumetto italiano, per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare fumetti Da venerdì a domenica saliranno in cattedra, oltre all’autore in mostra Alessandro Barbucci, Mirka Andolfo, Alessandro Bilotta, Davide De Cubellis, Ale Giorgini, Emiliano Mammucari e Michele Masiero.
Altri appuntamenti di assoluto rilievo sono le tre Lectio Magistralis tenute dai tre maestri del fumetto d'autore Jordi Bernet, Altan e Enrique Breccia e gli incontri con Peter Kuper, David B, Marcello Quintanilha, Giacomo Bevilacqua, Zerocalcare, Gipi...
Confermata per il secondo anno di seguito l’Artist Alley che ospiterà i migliori autori italiani che pubblicano all’estero (esportando l’eccellenza del fumetto “made in Italy”), tutti presenti per disegni, dediche, stampe esclusive e commission.
Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi e Dynamo Camp, quest’anno il partner solidale del Festival è Amnesty International.
ARF! è promosso da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda speciale Palaexpo, con il sostegno della Regione Lazio, con il patrocinio delle Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Napoli Comicon, il Treviso Comic Book Festival, Lucca Comics & Games e Cartoons on The Bay.
QUI potete consultare il programma previsto per i tre giorni del festival, QUI avere maggiori informazioni sulle mostre e QUI consultare i laboratori organizzati per i più piccoli. Potete rimanere sempre aggiornati sul festival consultando il sito, facebook, instagram e twitter.
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Documenterò il tutto principalmente su instagram (potete trovarmi QUI) e condividerò qualcosa anche su facebook e su twitter (QUI e QUI). Se vi fa piacere, potete seguirmi e scrivermi tutto ciò che volete. c: Non mancherà un post riassuntivo dell'esperienza anche qui sul blog.
Fatemi sapere se parteciperete anche voi e in che giorno, mi farebbe piacere salutarvi!

martedì 22 maggio 2018

3 ULTIME VISIONI: The Alienist, The Miniaturist, Mistero a Crooked House

Ciao a tutti!
Per il post cinematografico del mese, ho pensato di lasciarvi tre piccoli pareri su due serie tv e un film visti recentemente tratti dai libri. Fatemi sapere se li avete visti e cosa ne pensate, e se avete letto i rispettivi romanzi. :)


The Alienist • Nel 1896 una serie di omicidi con al centro ragazzi che si prostituiscono sconvolge i bassifondi della città e mette in crisi la polizia, che non riesce a risolvere il caso dimostrando la sua totale incapacità. Viene così richiesto l’aiuto dell’alienista Laszlo Kreizler che, insieme all’illustratore John Moore e la prima donna impiegata come segretaria in un distretto di polizia Sara Howard, cercherà di scoprire chi si nasconde dietro questi efferati omicidi.
The Alienist è una serie tv in dieci episodi (che da quanto ho capito proseguirà con una seconda stagione) basata sull’omonimo romanzo di Caleb Carr. Non ho letto il romanzo perché la trama non mi ispirava abbastanza da farmi buttare nell’impresa, ma ho voluto provare a vedere la serie tv perché mi piacevano le atmosfere delle immagini promozionali e la scelta degli attori principali (Daniel Brühl per il dottor Kreizler, Luke Evans per John Moore, Dakota Fanning per Sara Howard).
Il racconto della ricerca dell’assassino illustra una società fortemente caratterizzata da ignoranza, discriminazione e pregiudizio: i poveri non hanno diritti, vivono in condizioni miserevoli e i bambini sono costretti a prostituirsi; le donne vivono in una costante situazione di inferiorità e sottomissione in un mondo maschilista; la scienza medica sta compiendo i suoi primi passi ma gli alienisti sono visti come dei ciarlatani; le persone affette da malattie mentali sono tenute come prigionieri e subiscono qualsiasi genere di abuso.
La società è ancora vittoriana, rigida e repressa, pertanto viene mostrato il modo in cui “deviano” i tre personaggi principali, in pubblico o nel privato: Laszlo Kreizler è una mente innovativa, cerca di capire i meccanismi mentali che portano a commettere determinati atti, ma si lascia andare a scatti di rabbia repressa; John Moore dedica buona parte del suo tempo alla ricerca dei piaceri carnali; Sara Howard è la prima donna ad uscire fuori dall’ideale della “donna angelo”.
Ho fatto fatica a concludere questa serie e secondo me non offre nulla di nuovo o innovativo: i personaggi sono degli stereotipi, la storia è altalenante e tutto sa di già visto. Le uniche cose che mi sono piaciute sono i costumi e le scenografie, e ho capito il perché solo in un secondo momento: Cary Fukunaga (IT, Jane Eyre) ne è stato sceneggiatore e produttore.

The Miniaturist • Petronella è una ragazza di 18 anni che, a causa delle difficoltà economiche della sua famiglia, viene destinata in sposa al ricco mercante di Amsterdam Johannes Brandt. Dopo il matrimonio, Petronella si trasferisce in città in una casa sinistra e piena di segreti in cui si ritrova a vivere insieme alla sorella di Johannes, Marin, e ai due servitori, Cornelia e Otto. Come regalo di nozze riceve da Johannes una casa per le bambole e, per assecondarne i desideri, decide di commissionare dei pezzi a un miniaturista, il quale ogni volta ne aggiunge di non richiesti per portarla a scoprire i segreti dei nuovi membri della sua famiglia.
The Miniaturist è una mini-serie in due episodi tratto dall’omonimo romanzo di Jessie Burton, che ho letto e apprezzato per le tematiche che non mi aspettavo affrontasse.
Gli episodi sono caratterizzati da toni drammatici, ansiogeni e spaventosi, ma l’elemento sovrannaturale è solo la superficie, il punto di partenza per offrire il quadro di una società molto simile ai giorni nostri seppur lontana di più di tre secoli. Come il libro, la mini-serie infatti affronta tematiche come l’omosessualità, il razzismo e il ruolo della donna nella società, uno dei punti forti di questa mini-serie insieme al lavoro svolto dagli attori, che hanno restituito personaggi complessi e umani.

Mistero a Crooked House • Charles Hayward è un giovane detective privato che viene incaricato da Sophia Leonides, conosciuta pochi anni prima al Cairo, di indagare sulla morte del ricchissimo nonno Aristide, probabilmente vittima di avvelenamento. Charles si reca quindi a Three Gables, la strana dimora abitata dai membri della famiglia Leonides, ognuno dei quali cova rivalità, odio e invidia.
Mistero a Crooked House è l’adattamento cinematografico del romanzo È un problema di Agatha Christie, in cui a condurre le indagini non c’è uno dei suoi investigatori più famosi ma un giovane uomo guidato dal padre e dai suoi sentimenti nei confronti della donna che l’ha assunto.
Nel film ci sono pochissime differenze con il romanzo che però non stravolgono lo sviluppo della trama e come esso possiede un intreccio interessante e tradizionale, un’adeguata ricostruzione del periodo storico, un parco di personaggi potenziali assassini che si rivelano poco a poco, sospetti, piste sbagliate e colpi di scena.
Trovo sempre interessante vedere un giallo dopo aver letto il romanzo perché si può compiere l’operazione di trovare le prove non solo attraverso la parola ma anche con l’occhio passando al vaglio ogni singolo elemento ambientale, cogliendo l’impercettibile gesto di un personaggio, facendo caso a qualcosa che sembra casualmente inquadrato dalla macchina da presa. Mistero a Crooked House è ricco di queste sottigliezze.
Ho adorato la regia di Gilles Paquet-Brenner, che ha dato una personalità alla crooked house del titolo attraverso piccoli dettagli che rimandano alla personalità dei suoi abitanti, e le sottolineature da parte della colonna sonora. Si sente tantissimo Julian Fellowes nelle battute taglienti e nelle relazioni tra i personaggi.
Forse ciò che mi è piaciuto meno di questo adattamento sono i personaggi, ho preferito di gran lunga la loro controparte di carta. L’unica che brilla è Glenn Close nella parte di Lady Edith de Haviland.

venerdì 18 maggio 2018

RECENSIONE: Bellezza Selvaggia di Anna-Marie McLemore

Ciao a tutti!
Oggi vi lascio la recensione di Bellezza Selvaggia di Anna-Marie McLemore, recentemente pubblicato in Italia dalla Newton Compton. È un romanzo che parla di donne e di fiori, e ne sono rimasta profondamente colpita.


Bellezza selvaggia
Wild Beauty di Anna-Marie McLemore

Newton Compton  10 Maggio 2018  315 pagine  10,00€  ITA
Per quasi due secoli le Nomeolvides sono state legate al giardino di La Pradera, la splendida tenuta che incanta i visitatori di tutto il mondo, giunti appositamente per ammirare le sue piante rigogliose. La bellezza del giardino, infatti, dipende direttamente dai poteri delle donne che lo custodiscono e che sono in grado di far sbocciare i fiori più belli al loro tocco. Ma il loro legame con la terra è connesso a una maledizione: se si innamorano, i loro amanti svaniscono nel nulla. Dopo generazioni di misteriose scomparse, all'improvviso nel giardino viene ritrovato uno strano ragazzo. È Estrella, una delle più giovani, a prendersi cura di lui, mentre le Nomeolvides si interrogano sul misterioso nuovo arrivato, che ricorda a malapena il proprio nome: Fel. La ricerca della verità nel passato di La Pradera e di Fel porterà Estrella a scoprire segreti tanto magici quanto pericolosi, che affondano le radici in eventi accaduti secoli prima.

My rolling thought
Avevano cercato di comportarsi come se non fossero nate con petali nascosti nella punta delle dite. I fiori che portavano dentro trovavano sempre il modo di uscire.
Le cinque cugine Nomeolvides — Azalea, Calla, Dalia, Estrella e Gloria — vivono a La Pradera insieme alle rispettive madri e nonne. La Pradera è una vasta proprietà costituita da numerosi giardini di cui le donne Nomeolvides si sono sempre occupate nel corso delle generazioni facendovi crescere piante e fiori di ogni genere grazie al potere racchiuso nelle loro mani. Eppure la terra a La Pradera è maledetta così come sono maledette le donne della famiglia Nomeolvides, destinate a veder scomparire la persona che amano e alla morte se provano a lasciare il luogo che le ha accolte. Un giorno dalla terra compare un ragazzo che non ricorda né il suo nome né la sua storia e le donne Nomeolvides lo accolgono in casa come un fratello, un figlio, un nipote. La sua apparizione porterà allo scoperto segreti antichissimi che cambieranno per sempre la vita delle Nomeolvides e il destino de La Pradera.
Prima di leggere Bellezza Selvaggia, di Anna-Marie McLemore avevo già letto The Weight of Feathers, un romanzo che si inserisce nel genere del realismo magico che racconta la storia d’amore tra Lace e Cluck, due ragazzi provenienti da due famiglie circensi, una messicana e l’altra francese, acerrime nemiche da generazioni. Anche Bellezza Selvaggia riprende il genere del realismo magico e ha al suo centro come grande protagonista la famiglia.
Bellezza Selvaggia è una lettura particolare, misteriosa, poetica e fiabesca, con una trama complessa e stratificata che si rivela a poco a poco. L’inizio appare molto confuso, ci si perde nel tripudio delle piante e dei fiori de La Pradera, ma dopo qualche capitolo ci si ambienta e diventa più semplice seguire le vicende della famiglia Nomeolvides.
Le donne della famiglia Nomeolvides hanno tutte nomi di fiori, tranne Estrella, e hanno la capacità di far germogliare le piante e i fiori del nome che portano. Per questo loro dono, da sempre sono state considerate delle streghe e sono state odiate in ogni luogo in cui hanno provato a rifugiarsi, fino a quando non sono giunte a La Pradera, terra di esilio della famiglia Briar. Le Nomeolvides vivono in un giardino meraviglioso nato dalle loro straordinarie capacità ma non è altro che una bellissima prigione: la terra ha donato loro un rifugio ma la terra chiede anche in cambio qualcosa, i loro amanti e la loro vita.
La storia è raccontata dal punto di vista di Estrella, una delle giovani cugine, frizzante ed esuberante ma anche forte e disposta a sacrificarsi per il bene della sua famiglia. La controparte maschile è rappresentata da Fel, il misterioso ragazzo che compare dal nulla che conquista i cuori delle donne Nomeolvides con i suoi modi pacati, gentili ed educati.
Estrella è il personaggio più curato e più approfondito della storia, le madri e le nonne rimangono perlopiù delle comparse. Delle altre quattro cugine si conoscono alcuni tratti caratteriali ma si tende a confonderle tra di loro, un aspetto che non ho trovato del tutto negativo ma funzionale alla storia perché, a un certo punto, le ragazze si chiedono chi sono, sono stufe di essere identificate come un’unica entità.
Bellezza Selvaggia ha come cuore centrale la famiglia, quella di provenienza e quella che ci si costruisce da soli nel corso della propria vita, e parla di legami famigliari, dell’eredità che che gli antenati lasciano nelle mani delle generazioni successive e di quanto sia importante coltivare la propria identità personale.
Da qui, il romanzo acquisisce sempre nuove sfumature affrontando tematiche come l’omosessualità, il razzismo, la discriminazione e la schiavitù, e celebrando la diversità sotto ogni punto di vista. Viene dato tantissimo spazio ai sentimenti, quelli profondi e primordiali, come l’amore, l’odio, la paura e la vendetta.
Anna-Marie McLemore racconta la sua storia con uno stile di scrittura che definirei barocco: ricco e ricercato, frasi poetiche e metafore frequenti. Può risultare lento e ridondante ma lo trovo uno stile che ben si adatta alle donne Nomeolvides.
Bellezza Selvaggia non è un romanzo che consiglierei a tutti proprio a causa di questo stile molto particolare, che potrebbe portare ad abbandonare e a odiare profondamente il romanzo. Vi consiglio però di leggerlo e di affrontare questo ostacolo perché è una storia meravigliosa, profonda, sincera e vera. A me è piaciuta tantissimo, l’ho adorata visceralmente: sono entrata in forte empatia con le donne Nomeolvides e i loro piccoli rituali, come i versetti della Bibbia recitati sottovoce e i sacrifici fatti alla terra per proteggere le persone amate. Le donne Nomeolvides meritano di essere conosciute, apprezzate e amate.

★★★★½
Awesome! :D

martedì 15 maggio 2018

MARE DI LIBRI 2018: Festival dei ragazzi che leggono

Ciao a tutti!
Anche quest’anno vorrei dedicare un post a Mare di Libri, che quest’anno raggiunge la sua XI edizione. Se non sapete cos’è questo festival, MOLTO MALE! Si tratta di un festival letterario che si tiene ogni anno a Rimini verso la metà di Giugno dedicato a tutti i ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che amano i libri e la lettura ed è interamente gestito da loro. Per ulteriori dettagli, vi rimando al post di presentazione dello scorso anno.
Io ho partecipato alle ultime tre edizioni del festival ed è sempre stata un’esperienza unica e inimitabile, vi rimando anche all’etichetta MARE DI LIBRI se vi fa piacere leggere i miei resoconti e le interviste che ho avuto l’opportunità di tenere insieme ad altre amiche blogger.

© Mare di Libri

Esattamente una settimana fa è uscito il programma di quest’anno, che occuperà i giorni 15, 16 e 17 Giugno: potete consultarlo QUI. Le prenotazioni apriranno il 21 Maggio.
Questi sono gli eventi che hanno suscitato il mio interesse e la mia curiosità:

VENERDÌ 15
16:30 • Cinema Fulgor Rimini » Dieci libri per leggere il femminismo: Incontro con Michela Murgia e Francesca Manzoni.
21:00 • Castel Sismondo, Cortile » Al binario 9¾: Festa Harry Potter.

SABATO 16
11:30 • Museo della Città, Sala del Giudizio » Dentro il libro: Petrademone, incontro con Manlio Castagna.
11:30 • Cinema Fulgor Rimini »Un talento splendente: Omaggio a Siobhan Dowd con Pam Smy, Robin Stevens e Sante Bandirali.
16:30 • Museo della Città, Sala del Giudizio » Dentro il libro: Thornhill, incontro con Pam Smy.
21:00 • Teatro degli Atti » Buio in salaMary e il Mostro, spettacolo di e con Alessia Canducci.
21:00 • Cinema Fulgor Rimini » Buio in salaWonderstruck, proiezione del film ispirato al libro La stanza delle meraviglie di Brian Selznick.

DOMENICA 17
9:45 • Museo della Città, Sala del Giudizio » Dentro il libroIo e te come un romanzo, incontro con Cath Crowley.
9.45 • Teatro degli Atti » Dentro il libro: Omicidi per signorine, incontro con Robin Stevens.
11.30 • Museo della Città, Sala del Giudizio » Tutto sull’autore: Katja Centomo.

Potete rimanere aggiornati sul festival seguendolo su:
- SITO;

Non so ancora dirvi se ci sarò o meno e quanti e in quali giorni, vi farò sapere. c:
Generalmente, il periodo che va dall’uscita del programma al giorno di apertura del festival, lo occupo preparandomi leggendo / recuperando i libri degli autori che mi piacerebbe incontrare. I titoli che leggerei in preparazione di questa edizione sarebbero: Petrademone, Thornhill, La stanza delle meraviglie e quelli della serie investigativa di Robin Stevens.
Grazie a questo festival ho scoperto tantissimi scrittori nuovi e storie magnifiche, e questo è uno dei motivi per cui lo adoro profondamente. Anche se non dovessi partecipare quest’anno, leggerò sicuramente i titoli appena citati e quelli in lizza per il Premio Mare di Libri.

© Mare di Libri

I libri in lizza per il V Premio Mare di Libri sono:
  • Buio di Patrick Bard, Giralangolo;
  • The Hate U Give di Angie Thomas, Giunti;
  • Io e te come un romanzo di Cath Crowley, DeAgostini;
  • La natura della grazia di William Kent Krueger, Neri Pozza;
  • Tartarughe all’infinito di John Green, Rizzoli.

Vi consiglio davvero con tutto il cuore di partecipare a Mare di Libri se ne avete l’opportunità, per me è un festival validissimo, che fa crescere e riflettere, che mette in contatto non solo i lettori con gli scrittori ma anche — e soprattutto — i lettori tra di loro.

Fatemi sapere se avete partecipato a una delle edizioni passate del festival o se parteciperete quest’anno, e ovviamente i vostri pareri sui titoli dei libri citati. ♥︎

venerdì 11 maggio 2018

Sofia dell'Oceano di Marco Nucci & Kalina Muhova

Ciao a tutti!
Ho letto Sofia dell’Oceano poco tempo fa e avrei voluto parlarvene subito, solo che mi sono resa conto che è quel particolare tipo di lettura per la quale, per quanto ti sia piaciuta, non ti vengono le parole, solo “leggilo e capirai perché mi è piaciuta così tanto”.  Ci tenevo però a far passare Sofia per il blog, quindi eccovi una mini-recensione in cui vi parlo della sua storia e di quanto sia bella.


Sofia dell’Oceano
di Marco Nucci e Kalina Munhova

Tunué  22 Marzo 2018  186 pagine  27,00€  ITA
Sofia ha sette anni, è alta come un portaombrelli, e una strana malattia chiamata Ombra Rossa la tiene lontana dall'aria di città perché vivere troppo potrebbe trasformarla in una corona di crisantemi. Così la bambina, chiusa in una villetta sul mare insieme agli incomprensibili zii, condivide i suoi pensieri con la bambola Veronica, un gattone di nome Meo e l'Oceano, a cui spedisce delle lunghe lettere nella bottiglia chiedendo un vestito rosa, la conoscenza del mondo e dei veri amici. Un giorno l'Oceano risponde inviandole Occhioblu, il Capitano di una ciurma di conigli, ragni, fenicotteri e cavalli marini che la porta in viaggio dentro un sommergibile, per sconfiggere insieme il Principe Malattia e raggiungere i leggendari cristalli guaritori, nascosti nel fondo degli abissi.

My rolling thought
Piantala di voltarti indietro mentre vai avanti, Sofia.
Sofia ha sette anni, è alta come un portaombrelli ed è molto malata, motivo per cui è costretta a vivere con i suoi zii su un’isola sperduta, lontana da tutto e da tutti, per evitare che le sue condizioni si aggravino. I suoi zii sono sempre troppo distratti dagli avvenimenti del mondo esterno per potersi occupare di lei e i suoi unici amici sono il suo gatto nero Meo, la sua bambola Veronica e l’Oceano. Così un giorno Sofia decide di chiedere aiuto all’Oceano e l’Oceano risponde mandando da lei Capitano Occhioblu, che la prende con sé portandola nel suo sottomarino alla volta degli abissi per vivere un’avventura unica e inimmaginabile.
L’avventura di Sofia ha tutti gli elementi caratteristici della più tipica delle fiabe — un’eroina, il suo mentore, spalle animali, un cattivo, il suo adepto, una missione da compiere, tanta magia — ma è influenzata anche da tantissimi prodotti letterari e cinematografici, scrittori, attori e registi, persone, sensazioni e oggetti (gli autori fanno una lunghissima e interessante lista nei ringraziamenti), che la rendono una lettura vicinissima al mondo del lettore e fruibile per tutte le età.
Sofia dell’Oceano è una fiaba moderna. Sofia è un personaggio al tempo stesso fragile ma anche molto forte, ha paura dell’ignoto ma è pronta a sfidarlo. Il suo viaggio nelle profondità dell’oceano funge da rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta: affrontando l’ignoto, affronta la sua malattia e la sua solitudine, perché sono le cose difficili che insegnano qualcosa, non quelle facili.


Con parole semplici e immagini dirette, Sofia dell’Oceano riesce a parlare ai più piccoli di malattia e di solitudine, di lealtà e di amicizia, e ai più grandi ricorda come affrontare l’avventura più grande di tutte, la vita. Lancia anche un forte messaggio ecologista, sottolineando il modo in cui l’uomo abbia distrutto ciò che dovrebbe avere più caro a questo mondo: la Terra, la sua casa.
La storia è permeata da un velo di malinconia e da toni fiabeschi che rendono ancor più incisiva la storia di Sofia. I disegni di Kalina Muhova, matite in scala di grigi, sono evocativi e delicati, in particolare colpiscono gli sguardi dei personaggi, intensi e umani. Il lettering in corsivo a mano contribuisce a rendere la storia un racconto fuori dal tempo e gli espedienti visivi per i flashback sono geniali. I testi di Marco Nucci sono poetici ed estremamente comunicativi, c’è la volontà da parte sua di condividere con il lettore verità molto forti e piccole perle di saggezza.
Sofia dell’Oceano è una piccola perla che si fa amare con una semplicità unica.

★★★★
Wonderful. *^*