venerdì 8 dicembre 2017

RECENSIONE: The Near Witch di Victoria Schwab

Ciao a tutti!
Oggi vi lascio la recensione di The Near Witch di Victoria Schwab. È il suo primo libro e pare essere introvabile, escludendo i privati che lo vendono sia in rigida che in flessibile a prezzi altini. Io mi ci sono messa di punta e ho controllato quasi ogni giorno per trovare un’offerta buona, alla fine ce l’ho fatta e con 10€ comprese le spedizioni dall’Inghilterra sono riuscita ad averlo per leggerlo. *il mio tesoro* Parliamone insieme! c:


The Near Witch
di Victoria Schwab

Hyperion  2 Agosto 2011  300 pagine  $ 8,99  ENG
La Strega di Near è solo una vecchia storia che viene raccontata per spaventare i bambini. Se il vento chiama di notte, non devi stare a sentirlo. Il vento è solitario, ed è sempre in cerca di compagnia. E non ci sono stranieri nel villaggio di Near. Queste sono le verità che Lexi ha ascoltato per tutta la sua vita. Ma quando un vero straniero — un ragazzo che sembra scomparire come fumo — compare fuori dalla sua casa sulla soglia della brughiera di notte, sa che almeno una di queste cose non sono più vere. La notte successiva i bambini di Near iniziano a scomparire dai loro letti e il ragazzo misterioso è sospettato, ma insiste ad aiutare Lexi a ritrovarli. Qualcosa le dice che può fidarsi di lui. Come le ronde per la ricerca dei bambini si intensificano, cresce anche il bisogno di Lexi di sapere sulla strega che può essere qualcosa di più che una favola della buonanotte, sul vento che sembra parlare attraverso i muri di notte, e la storia del suo ragazzo senza nome.

My rolling thought
Fear is a strange thing. It has the power to make people close their eyes, turn away. Nothing good grows out of fear.
Near è un piccolo villaggio circondato dalle mura che sembra essersi isolato dal resto del mondo e in cui gli stranieri non sono visti di buon occhio. Così chiuso in sé stesso, vive di tradizioni e di leggende che si trasmettono di generazione in generazione, in particolare quella sulla Strega di Near, una donna molto potente vissuta nel villaggio anni e anni prima che aveva la capacità di controllare gli elementi naturali. La vita tranquilla e ordinaria degli abitanti di Near viene sconvolta quando, una notte, un giovane straniero viene visto nel villaggio e i bambini iniziano a scomparire dai loro letti. Il Concilio accusa subito il giovane dei rapimenti ma Lexi è sicura che non sia lui il colpevole, memore delle storie che le raccontava il padre.
The Near Witch è il primo libro di Victoria Schwab, scrittrice che ha dimostrato una grande fantasia e una grande abilità di scrittura con le sue serie più recenti, Shades of Magic e Monsters of Verity. Ci tenevo molto a poterlo leggere perché Victoria Schwab mi rapisce ogni volta con ogni suo libro e perché morivo dalla curiosità di sapere come se la fosse cavata con il suo primo lavoro — ma anche perché si parla di racconti e di streghe, e io amo sia i racconti che le streghe.
È un ottimo primo libro: se fosse stato il mio primo libro di Victoria Schwab, sono sicura che mi avrebbe colpito allo stesso modo di come ha fatto il suo primo libro che ho letto (Vicious). Leggendolo adesso, con un occhio già abituato a questa scrittrice, sono riuscita a notare elementi tipici del suo stile di scrittura (come le filastrocche e i ritornelli) e della sua personalità letteraria, nonché tematiche che ritorneranno perfezionate e ampliate nei suoi libri successivi.
Ovviamente non è un libro esente da un paio di difetti, e quelli più grandi li ho notati nei personaggi: non c’è molto sviluppo su questo fronte perché tutto ruota attorno allo sviluppo delle vicende.
Lexi e Cole (il giovane straniero a cui Lexi dà questo nome), i due personaggi principali, non hanno una vera, propria e solida personalità: Lexi è sì una ragazza forte e combattiva, che non si arrende davanti agli ostacoli e soprattutto davanti alle convenzioni sociali che la vorrebbero una ragazza rispettosa e ubbidiente, e ci viene detto spessissimo che è come suo padre, ma in realtà tutte le azioni che compie non derivano da scelte che si basano su delle riflessioni per cui si può notare una certa maturazione o una determinata personalità che non sia solo genericamente "forte e combattiva", ma le compie per far andare avanti la storia; Cole si limita ad avere un po’ di storia di background relativa alle vicende della sua famiglia che però non definisce il suo personaggio e, soprattutto, tutto quello che fa non è così forte da poterlo apprezzare o per poter notare un percorso in crescita rispetto al “prima” a confronto con il “dopo”.
Mi sarebbe piaciuto leggere di più sia su Lexi e Cole che su altri personaggi, in particolare le sorelle Thorne, Magda e Dreska, le “vecchie streghe” del villaggio. La Schwab ha reso tutti così interessanti con poco che è stato un vero e proprio crimine lasciare i lettori così, a desiderare di saperne e averne di più di ognuno di loro.
Anche se c’è una specie di insta-love, la situazione amorosa non è invadente e non soppianta di netto le vicende. Per quel poco che c’è, c’è la tendenza a ribadire sempre gli stessi concetti ma ho preferito questa ridondanza piuttosto che a situazioni e descrizioni del tutto fuori contesto.
Non trovandosi nei personaggi, il vero nucleo della storia si nasconde nella storia stessa, ovvero in questo singolo episodio della scomparsa dei bambini e dell’arrivo di uno straniero che sconvolge il villaggio, legato a sua volta alla figura metaforica della Strega di Near. Victoria Schwab è una vera e propria maestra nell’esplorare i temi legati al conflitto tra uomo e uomo / demoni interiori / minacce esterne / cambiamento e alla necessità di avere il controllo sull’ambiente in cui si vive. Anche in The Near Witch è presente qualcosa del genere, che si traduce nell’opposizione tra comunità vs straniero, conosciuto vs sconosciuto, sicuro vs potenzialmente pericoloso.
Lo stile di scrittura è molto limpido e scorrevole, l’ho trovato più agevole rispetto i suoi lavori successivi ma ugualmente d’impatto, il modo in cui utilizza le parole è sempre denso di significato già da questo primo libro.

The witch still a'singing her hills to sleep
Her voice is high and her voice is deep
Under the door the sounds all sweep
Through the glass the words all creep
The Near Witch is a'singing to me.

L'ambientazione mi ha lasciato un pochino perplessa nelle prime pagine del libro perché non riuscivo a capire le coordinate spazio-temporali! In realtà rimane tutto molto sospeso, si sa solo il nome del villaggio di Near e non ci sono riferimenti temporali, si può solo desumere dai dettagli e ognuno può farsi l'idea che più preferisce (a me hanno fatto pensare a un piccolo villaggio americano a distanza di poche generazioni dalla sua fondazione e dall'arrivo dei Padri Pellegrini).
In definitiva vi consiglio The Near Witch perché la storia è molto carina e ben scritta, ma ve lo consiglio soprattutto per conoscere la Victoria Schwab dell’inizio e per vedere il percorso in crescita che ha fatto, se già avete letto e adorato i suoi romanzi più recenti. A questo libro non manca proprio nulla, anzi: preannuncia la Schwab che sarà.

★★★★☆
Awesome! :D

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