venerdì 9 giugno 2017

ULTIME LETTURE (pt. I): Aidan Chambers, Katherine Rundell, Janne Teller

Ciao a tutti!
Oggi voglio parlarvi delle mie ultime letture, ovvero delle letture svolte in preparazione di Mare di Libri. Mare di Libri è un festival letterario che si svolge ogni anno a Rimini verso la metà di Giugno in cui i protagonisti sono i ragazzi, i libri per ragazzi e gli autori per ragazzi. Ho dedicato un intero post a questo festival (potete trovarlo QUI) in cui ve ne parlo più nel dettaglio riportandovi anche il link al programma di quest’anno, gli eventi ai quali parteciperò e la mia to-be-read.
Sarà un post di ULTIME LETTURE diviso in due parti: oggi c’è la prima, venerdì prossimo la seconda. I libri e gli autori protagonisti di questa prima parte sono Questo è tutto e Breaktime di Aidan Chambers, Sophie sui tetti di Parigi di Katherine Rundell, e Niente di Janne Teller.
Grazie a questo festival ho potuto finalmente leggere autori sui quali puntavo da molto tempo e scoprirne di nuovi, quindi al momento sono la persona più felice a questo mondo! Fatemi sapere se voi ci sarete o se avete letto questi libri e cosa ne pensate. :)


Aidan Chambers

Questo è tutto » Cordelia è una ragazza di diciannove anni che scrive degli anni della sua adolescenza alla bambina che sta aspettando riprendendo il modello dei diari del cuscino giapponese. Scrive del suo primo amore, della sua famiglia, della sua passione per la poesia e dei suoi punti di riferimento, delle sue speranze, dei suoi errori, delle sue insicurezze e di come tutto ciò che ha sperimentato l’abbia aiutata a crescere.

Breaktime » È la storia di Ditto e Morgan, due amici che fanno una sfida tra di loro. Morgan crede che la letteratura, specialmente la narrativa, sia una menzogna, quindi redige una lista articolata in una serie di punti secondo i quali la sua tesi è inconfutabile. Ditto raccoglie la sfida e cerca di annientare la tesi del suo amico.

Aidan Chambers è un autore che volevo conoscere da tanto, tantissimo, troppo tempo. Ho scelto di approcciarmici leggendo Questo è tutto, un volumone di poco più di mille pagine che tratta argomenti verso cui provo un certo disagio, una piccola sfida per vedere se lo scrittore inglese sarebbe stato in grado non solo di fare colpo su di me ma anche di presentarmi questi argomenti in un modo che mi fosse congeniale. Ci è riuscito, è inutile anche che ve lo dica. Ho proseguito poi con Breaktime, un libro che mi ha colpito fin da subito per la trama molto particolare e… bizzarra, ma geniale.
Questo è tutto e Breaktime sono due libri al tempo stesso molto affini ma diversi tra di loro. Mi spiego meglio: entrambi sono la storia di due ragazzi, Cordelia e Ditto, che in modo molto semplice e senza pretese vogliono parlare di loro stessi, di quello che gli è successo e di cosa gli sta succedendo; quello che a un livello un po’ più profondo li “allontana” è la loro anima. Questo è tutto è un intero studio su un personaggio — un bellissimo, intenso e profondo studio su di un personaggio —, Breaktime è una riflessione sulla letteratura: la narrativa è menzogna? Quindi si va oltre il racconto dello spaccato di vita di questi due ragazzi.
Chambers spacca la testa dei suoi ragazzi e ci mette a parte dei loro pensieri non solo raccontandoceli ma anche mostrandoceli concretamente: dubbi, riflessioni, pensieri vengono riportati attraverso la combinazione di diversi espedienti letterari quali conversazioni faccia a faccia, dialoghi al telefono, lettere, disegni, vignette. È uno scrittore che gioca molto e osa molto sia sulla pagina che con le parole, e non ha paura di parlare di argomenti come, ad esempio, vita, morte, sesso, religione. Sa scrivere dei ragazzi per i ragazzi in modo diretto e senza giri di parole, è molto scherzoso ma anche altrettanto pungente. I suoi personaggi sono molto intelligenti, con una testa funzionante e capaci di riflessioni profonde.
Con le sue mille pagine, Cordelia è diventata pian piano un personaggio sempre più reale: l’ho trovata insopportabile, mi è piaciuta, l’ho odiata, mi ha destabilizzato, mi ha sorpreso. Riconoscendo le rispettive peculiarità dei due romanzi, a livello del racconto delle vicende personali dei due protagonisti, ho preferito Questo è tutto. Breaktime è un libro molto particolare che non può ridursi ad una preferenza sui personaggi e sulla storia. Può essere letto sia come un romanzo ordinario seguendo il racconto delle vicende di Ditto oppure analizzare queste stesse vicende con l’obiettivo di rispondere alla stessa domanda di Morgan, cercando noi stessi di confutare la sua tesi.
Ad ogni modo, Aidan Chambers è fantastico.
QUESTO È TUTTO • BUR RIZZOLI • 12 MARZO 2015 • 1011 PAGINE • 14,00€ • ITA • ★★★★★
BREAKTIME • BUR RIZZOLI • 19 MARZO 2015 • 190 PAGINE • 9,00 € • ITA • ★★★☆☆
Ad ogni modo, non mi piacciono le storie che vanno avanti per pagine e pagine nello stesso modo, senza variazioni,senza mutamenti di ritmo,di idee, di musica, senza pause per poter riprendere fiato, quello mentale e quello emotivo. Mi piacciono le storie che sono come il tempo e il paesaggio inglese. Un posto dove niente rimane uguale a lungo o è mai troppo se stesso.


Katherine Rundell

Sophie sui tetti di Parigi » Sophie ha circa un anno quando, dopo il naufragio della Queen Mary, viene ritrovata a galleggiare sul canale della Manica all’interno della custodia di un violoncello da Mr Charles Maxim, londinese, che decide di adottarla.
Sophie sui tetti di Parigi è il secondo romanzo di Katherine Rundell che leggo. Il primo è stato La Ragazza del lupi (QUI), un romanzo che mi è piaciuto tanto per via della protagonista Feo e del rapporto con i suoi lupi ma che mi ha lasciato comunque alcuni piccoli motivi di insoddisfazione. Sophie sui tetti di Parigi è bellissimo, stupendo, fantastico, fermate immediatamente quello che state facendo e leggetelo/ordinatelo subito!
Ho adorato sopra ogni cosa Charles, un gentiluomo e studioso inglese, tranquillo e discreto, con la sua buona dose di stravaganza ed eccentricità. In casa sua si possono lasciare messaggi scritti sui muri, mangiare dai libri e vestire con i pantaloni. La piccola Sophie cresce felice e amata, in piena libertà e autonomia sotto la tutela di Charles, sviluppando una spiccata intelligenza e una forte curiosità. È una ragazzina che osa, sogna, immagina e spera. Quando Sophie deve scontrarsi con le convenzioni sociali e Mr Maxim con l’autorità, i due non ci pensano due volte a fuggire verso Parigi per andare a ritrovare la mamma di Sophie, perché Sophie sente che è ancora viva e non si deve mai ignorare una possibilità.
Sophie sui tetti di Parigi è un bellissimo libro sulla libertà, sugli spiriti eccentrici, sul coraggio, sulla forza dei sogni e della speranza. È un libro un po’ magico e un po’ ribelle, una fiaba moderna, scritto da una penna suggestiva e impertinente.
Riuscira Sophie a trovare la sua mamma sui tetti di Parigi? :)
RIZZOLI • 12 MARZO 2015 • 283 PAGINE • 14,50 € • ITA • 
Aveva trentasei anni ed era alto un metro e ottantanove centimetri. Parlava in inglese con le persone, in francese con i gatti e in latino con gli uccelli. Una volta si era quasi ucciso cercando di leggere mentre era a cavallo.
Janne Teller

Niente » Pierre Anthon è un ragazzino di dodici anni che un giorno afferma che al mondo nulla ha senso, pertanto sale su un albero e da lì ricorda ogni giorno ai suoi compagni di non preoccuparsi troppo di nulla perché non sono indispensabili, in quanto il destino di ogni uomo è quello di morire senza aver lasciato traccia di se stesso nel mondo. I compagni, stufi dei continui ammonimenti di Pierre Anthon, decidono di provare che ha torto e iniziano a riunire degli oggetti che per loro hanno un significato in una catasta del significato. Questi oggetti sono inizialmente oggetti molto semplici e innocui — sandali, biciclette, tappeti da preghiera, canne da pesca — ma man mano le cose iniziano a sfuggire di mano e quella che era iniziata come una piccola sfida per far cambiare idea ad un compagno si trasforma in un gioco macabro e folle.
Il romanzo breve di Janne Teller è una lettura provocatoria, che turba. Chi legge non resta indifferente a questo gruppo di bambini che, partendo da uno status di innocenza e delicatezza, arrivano a toccare e sperimentare l’uno sull’altro la paura, la vendetta e la crudeltà, sia fisica che mentale. Il fatto poi che il punto di vista sia quello di una ragazzina del gruppo, quindi una voce molto ingenua e candida, crea un contrasto molto forte con gli eventi che vengono narrati, che sono davvero molto tetri e angoscianti.
Ho apprezzato tantissimo questa costante e progressiva crescita di intensità sia nella narrazione che nella cattiveria dei ragazzi perché rende ancora più forte l’assunto dell’autrice: come reagirebbe un ragazzino messo davanti a una verità così sconvolgente come quella che Pierre Anthon predica dall’alto del suo ramo? Che nulla ha senso, che siamo bloccati in un circolo vizioso per cui la nostra vita è una sequenza di tappe ripetitive (scuola - lavoro - famiglia) e alla fine si muore senza possibilità di miglioramento? Sono riflessioni molto complesse e difficili da accettare già per gli adulti, Janne Teller insinua questi pensieri nella mente di ragazzini, individui che si trovano in un particolare stato mentale della loro vita in cui non hanno ancora i mezzi per giudicare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia buono e cosa sia cattivo; sono menti ancora in formazione, innocenti e candide. Se nulla ha senso, non hanno senso neanche il bene e il male e tutto è consentito.
Sono riflessioni realistiche, per quanto assurde, e per questo motivo ho apprezzato il romanzo. Penso che Janne Teller sia stata molto brava a trattare queste tematiche, grazie anche a uno stile di scrittura diretto e a una storia concreta.
FELTRINELLI • 7 MAGGIO 2015 • 119 PAGINE • 7,50 € • ITA • 
Non c'è niente che abbia senso, è tanto tempo che lo so. Perciò non vale la pena far niente, lo vedo solo adesso.

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