martedì 6 settembre 2016

Harry Potter and The Cursed Child di J.K. Rowling, John Tiffany & Jack Thorne: NO.

Buongiorno ~
Oggi avevo in mente di pubblicare un altro post ma non sono riuscita a finirlo in tempo, quindi ci dobbiamo accontentare di questo qui che avevo salvato nelle bozze.
Parliamo di HARRY POTTER AND THE CURSED CHILD e di come per me sia un grande, grandissimo NO. Non so se chiamarla recensione, perché vorrei che nascesse una discussione da quello che ho scritto. A me questo lavoro non è piaciuto per niente - per niente! -, e ogni volta che ci ripenso e vedo un lettore che dà tre, quattro, cinque stelle o scrive un parere positivo mi sento male (rispetto la vostra opinione, davvero, è solo che io l'ho odiato alla follia e non riesco a trovarci nulla di buono), quindi scrivetemi liberamente nei commenti tutto ciò che pensate di questa storia, se vi è piaciuta oppure no, se siete d'accordo o meno con me, così da poter comprendere anche un punto di vista diverso dal mio.


Harry Potter and The Cursed Child
di J.K. Rowling, John Tiffany & Jack Thorne

Little, Brown  31 Luglio  352 pagine  20,43 €  ENG
Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne, un nuovo spettacolo di Jack Thorne, Harry Potter e la Maledizione dell’Erede è l'ottava storia della serie di Harry Potter e la prima a essere rappresentata a teatro. La premiere mondiale si terrà nel West End di Londra il 30 luglio 2016. È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati. Una nuova edizione, arricchita e definitiva, uscirà nel 2017 in data da definirsi.
DATI DELL’EDIZIONE ITALIANA: Harry Potter e la Maledizione dell'Erede • 24 Settembre 2016 • 368 pagine • 19,80 €

My rolling thought
We cannot protect the young from harm. Pain must and will come.
Non ho mai ritenuto nemmeno lontanamente possibile che sarebbe arrivato il giorno in cui mi sarei ritrovata a parlare in modo negativo di un libro di Harry Potter, e non ne sono felice perché Harry Potter fa parte della mia vita da quando ero piccola. Se avete la mia stessa età, conoscete Harry Potter da quando siete piccoli e lo adorate, potete capirmi: potete capire quanto questa storia sia qualcosa di intimo e personale, che vi ha fatto compagnia praticamente per tutta la vostra vita fino ad ora e che ha un valore indefinibile.
Spero quindi che non la prendiate sul personale se The Cursed Child vi è piaciuto o vi piacerà, e se amate Harry Potter e non vi va giù il fatto che vengano dette parole poco carine su ciò che lo riguarda - anche io rientro in quest’ultimo gruppo, accidenti! Non piace nemmeno a me sentir “parlare male” di Harry Potter (soprattutto da chi ignora) e in modo più ampio di un qualunque suo prodotto derivato, ma questo è quello che penso sinceramente di questo lavoro e non posso farci niente.
Mi sono approcciata a The Cursed Child con tutte le buone intenzioni di questo mondo. Non ho fatto i salti di gioia alla notizia che ci sarebbe stato una specie di continuo, ma comunque è Harry Potter e qualunque cosa riguardi Harry Potter credo sia assolutamente comprensibile che, beh, uno sguardo lo ci si deve buttare. Non avevo letto gli spoiler e volevo che mi piacesse nel modo più genuino possibile, in qualche modo come è stato per la saga, ma no. No. No, no, no, no.

Prima di iniziare a parlare del lavoro in sé, vorrei fare alcune precisazioni e spendere due parole su cosa è in realtà The Cursed Child. The Cursed Child nasce come spettacolo teatrale. La Rowling ha scritto una novella, e da questa novella John Tiffany e Jack Thorne hanno tratto il copione che poi è diventato lo spettacolo teatrale. Quello che dovete aspettarvi, quindi, non è un romanzo, ma un vero e proprio copione di scena, con le direttive per gli attori e le battute indicate per ogni personaggio. Ho letto in giro che molti si aspettavano un vero e proprio romanzo (che a quanto pare è in lavorazione, nel senso che la Rowling sta scrivendo un vero e proprio libro ampliando la novella che ha scritto), quindi volevo fare un attimo chiarezza.
Un copione non è pensato per arrivare nelle mani di un lettore. Penso infatti che 3/4 della bellezza di una rappresentazione teatrale si perda se viene solo letta proprio perché il copione serve agli attori, ai direttori, alle persone che lavorano in questo ambito, specialisti che fanno fruire attraverso la loro persona, la scenografia, le luci, i costumi, ecc, la storia. Ovviamente al momento non possiamo permetterci di andare a vedere lo spettacolo a Londra e dobbiamo accontentarci, ma credo che avere in mente tutto ciò sia abbastanza importante per approcciarsi a questo prodotto perché manca l’impatto visivo che, ovviamente, solo leggendo non c’è.

Se me lo permettete, vorrei fare anche un piccolo inquadramento sulla trama per capire dove siamo e con chi siamo, e per rendere anche più concreto quello che dirò in seguito su ciò che non mi è piaciuto. Non è assolutamente spoiler perché tutto quello che scriverò avviene nelle primissime pagine del copione, il resto si concentra su altro che ovviamente non vi dirò perché sono io la prima a voler leggere qualcosa senza saperne nulla sulla trama o comunque sapere solo il giusto.
Sono passati ventidue anni dalla Battaglia di Hogwarts. Il secondo figlio di Harry e Ginny, Albus Severus, sta per andare a Hogwarts con sua cugina Rose Granger-Weasley e sul treno fa amicizia con Scorpius Malfoy. Albus e Scorpius si trovano immediatamente perché sono due ragazzi sulle cui spalle ricade in qualche modo l’attenzione del mondo magico: Albus sente il peso della fama del padre e Scorpius è perseguitato da una diceria che riguarda la sua nascita. I due diventano quindi immediatamente amici e a Hogwarts sono una specie di “coppia da evitare”. Nessuno si avvicina a Scorpius e Albus, e Albus è costantemente in conflitto con il padre. Un giorno Albus ascolta per sbaglio una conversazione tra Amos Diggory, il padre di Cedric, e suo padre in seguito alla quale decide di rimediare agli errori commessi dal padre quando era un ragazzo.

Da un certo punto di vista, non nego che sarei riuscita ad apprezzare in qualche modo questa storia se non avesse avuto tanti buchi, imperfezioni e assurdità, e quello che io definisco il più alto tradimento alla saga. Se si fosse limitata ad essere un semplice what if, non mi sarebbe dispiaciuta più di tanto. Cosa sarebbe successo se Ron e Hermione non si fossero sposati? Se Cedric non fosse morto nell’ultima prova del Torneo Tremaghi? Se Harry fosse morto nella Battaglia di Hogwarts? Se Voldemort fosse diventato Signore Oscuro? Se Voldemort non avesse ucciso James e Lily per via della profezia della Cooman? Sono tutti quesiti che vengono affrontati in The Cursed Child con le relative conseguenze e, torno a ripetere, se ci si fosse limitati a questo - anche se ognuno di noi può facilmente immaginare ogni singola situazione -, mi sarebbe andato tutto più che bene (anche se una Hermione frustrata potevano risparmiarcela). Se fosse stato tutto pensato come un modo per far rivivere la magia di Harry Potter attraverso un nuovo mezzo di comunicazione, un ponte per far conoscere questo mondo alle nuove generazioni e riavvicinare le prime, sarebbe stato un gran bel lavoro. Purtroppo, e lo dico a malincuore, si è andati oltre ed è stato fatto un gran casino.

The Cursed Child è un continuo tornare indietro nel tempo di Albus e Scorpius per rimediare agli errori commessi da Harry. Tralasciando il fatto che non riesco a proprio a concepire quali possano essere questi errori commessi da Harry, sappiamo che tornare indietro nel tempo ha conseguenze sempre devastanti, quindi, se a farlo sono due ragazzini che il senno non ce l’hanno nemmeno sulla luna ma si è perso nelle profondità dello spazio, potete ben immaginare i casini che ne deriveranno. Tornare poi indietro in un momento importantissimo per la saga, quello di snodo che segna il vero e proprio passaggio di Harry - e della saga e dei lettori - da un’età in cui è comunque ancora un ragazzino ad una in cui ha maggiore consapevolezza di sé e del suo ruolo, beh, è un gran bel problema.
Quello che mi lascia perplessa non è tanto il fatto dei viaggi nel tempo, ma il modo in cui tutto nasce e si sviluppa perché la trama non si regge in piedi proprio a livello di costruzione. The Cursed Child nasce da una motivazione che per me è completamente assurda e va avanti allo sbaraglio.
C’è un problema, e Albus e Scorpius non riescono a risolvere da soli il casino che hanno fatto, arriva sempre un personaggio dal nulla che ha la soluzione e riporta alla normalità le cose. In qualunque storia l’eroe deve affrontare da solo il problema e trovare la soluzione con le sue proprie forze e quella dell’aiutante / oggetto magico (sono le funzioni del racconto, le basi!). È quello che succede anche nella serie: Harry, Ron e Hermione ce l’hanno sempre fatta con astuzia e intelligenza (la partita a scacchi ne La Pietra Filosofale? È il primo di innumerevoli esempi che mi vengono in mente), ma no, qui no: ti arriva il Piton della situazione e ti risolve il problema. È tutto trattato con sufficienza, superficialità e pressapochismo.
I sette libri di Harry Potter sono pensati e costruiti minuziosamente, e la Rowling ci ha lavorato per una cosa come circa dieci anni. Non ha mai buttato nulla al caso, ha fatto crescere Harry, Ron e Hermione, e noi avvertiamo questo cambiamento; Albus e Scorpius, ma soprattutto Albus, verrebbe da prenderli a schiaffi in ogni. singola. pagina.
Inoltre The Cursed Child è un riciclaggio di eventi presi direttamente dai sette libri della serie, non aggiunge niente e non porta a niente. Io capisco che il riferimento ci sta, un modo per far scattare quella molla nella mente del lettore affezionato che lo riporta a pensare al momento in cui si è trovato a leggere per la prima volta quel determinato episodio, ma l’ho visto più come un modo per far nascere sentimenti ed emozioni… totalmente false, e quello che sto anticipando ora si lega anche al modo in cui sono stati pensati e introdotti altri personaggi. La pozione polisucco, l’algabranchia, la giratempo: è tutto un ricalcare nei tempi, nei modi e nei luoghi tutto ciò che è già successo.

Tenendo in considerazione che stiamo leggendo il copione di una rappresentazione teatrale e che quindi ci manca tutta la parte relativa alla sapienza dell’attore nel dare vita ad un personaggio, e che è una rappresentazione teatrale non scritta dalla Rowling ma basata su una sua novella, la caratterizzazione dei personaggi non è completa e non è quella che ci ha sempre dato J.K.
Anche in questo caso la Rowling ha passato più di dieci anni a costruire i suoi personaggi, che da bambini sono diventati naturalmente adulti. Abbiamo letto del loro percorso libro dopo libro, e sono diventati persone talmente reali agli occhi dei lettori che ognuno di noi è capacissimo di immaginare le loro vite da solo, e non c’è niente di più bello e importante di un personaggio che continua a vivere nella mente di un lettore. Questi non sono Harry, Ron e Hermione e tutti gli altri personaggi. Sappiamo riconoscerli e recitare le loro battute nella vita di tutti i giorni perché sappiamo come Harry, Ron e Hermione si comporterebbero in determinate situazioni, quello che direbbero, ma in The Cursed Child, solo leggendo, risultano appiattiti, tutti uguali. Questo è un conto, infatti è possibile che vedendo la rappresentazione prendano vita, ma per me sono stati comunque irriconoscibili, snaturati, perché non possiedono quella scintilla che li caratterizza nel modo che conosciamo. Ad esempio, Ron è sempre stato il personaggio con la battuta pronta, pronto a sdrammatizzare determinate situazioni, ma qui viene trattato alla stregua di un idiota, un vero e proprio pagliaccio a cui vengono messe in bocca battute squallide. E anche lui viene trattato come un buffone, non gli è data credibilità nemmeno dagli altri personaggi. Non sono loro, e basta.
Come è stato per il ritorno di determinati eventi, anche i personaggi più importanti della saga (come Piton, Silente, James e Lily) ritornano in determinati punti di The Cursed Child. Sappiamo che una delle caratteristiche principali di Silente è quella di non aver mai parlato chiaro, e che Piton è il terrore degli alunni di Hogwarts, ma anche loro sono trattati come Harry, Ron e Hermione: non sono loro. Prendiamo Piton, per esempio: si trova davanti Scorpius e crede immediatamente a quello che gli dice, non esitando a dargli una mano, ritornando a battere sempre sul solito chiodo “ho sempre amato Lily” ecc, ecc. Anche in questo caso mi sono sentita come se avessi dovuto provare qualcosa, qualcosa che ho già provato la prima volta che ho letto queste parole; non mi serviva una seconda volta perché non è qualcosa di genuino e spontaneo, si capisce che è stato messo lì perché doveva assolvere proprio a questo specifico compito.

Tutto questo si chiama fan service.
E manca ancora la parte della trama da fan fiction, che si lega anche a quello che per me è il tradimento più alto alla saga. Questa parte è il nucleo centrale di The Cursed Child ed è ovviamente spoiler, quindi vi consiglio di saltarla se non volete rovinarvi la lettura.

SPOILER - La traduzione letterale del titolo della rappresentazione è “Il bambino maledetto”, che da noi è stato reso come La maledizione dell’erede. Ma chi è questo bambino maledetto? Chi è questo erede? È Delphi, la figlia di Voldemort e Bellatrix, nata poco prima della Battaglia di Hogwarts. Io ho odiato, profondamente odiato, questa fantastica *sarcasm* trovata perché per me non ha senso! Mi dà fastidio che la Rowling sia arrivata a pensare questo, che lo abbia ritenuto plausibile, perché mi ha fatto capire che io della serie non ci ho capito proprio niente (mandiamo a quel paese l’amore di Lily per Harry che lo fa salvare dall’Avada Kedavra, allora!). Ci sono rimasta davvero, davvero male. Voldemort non è qualcuno in grado di dare amore perché non sa cosa sia, non è nato da un atto d’amore, non può dare qualcosa ad un altro essere vivente. E non lo avrebbe mai fatto perché come può qualcuno che cerca l’immortalità con così tanta forza, un Signore Oscuro che ha come unico obiettivo prendere il controllo del mondo magico, pensare a qualcosa come un proprio erede, a qualcosa dopo se stesso, che continuerà dopo di lui. Non ha senso. Se non può essere lui, perché pensare a qualcun altro per portare avanti la propria causa? Un figlio? No, scusatemi, ma no, per me non è logico. E questo è anche il motivo per cui per me questa parte è da fan fiction. Voldemort e Bellatrix? Io non leggo fan fiction, ma mi è capitato in giro di imbattermi in una ipotetica love story tra Voldemort e Bellatrix nata dalla mente dei lettori/scrittori di fan fiction. Troppo facile, accontentiamo i lettori in questo modo. Quando ho letto questa parte sono rimasta basita, letteralmente senza parole. - FINE SPOILER

E poi… perché si “parla” solo di Albus? Perché di James, Lily e Rose non si parla o non si parla abbastanza?? Dov’é Teddy Lupin???

Non so perché dopo quasi dieci anni dalla conclusione de I Doni della Morte la Rowling abbia avvertito la necessità di regalarci una tale perla, se per avere più soldi (questa opzione non l’ho proprio contemplata fin dall’inizio ma ora, ritrovandomi questa cosa tra le mani, cosa devo pensare?) o se lei è la prima a non saper mettere la parola fine al mondo che ha creato. La Rowling è una brava scrittrice, in dieci anni ha lavorato ad una storia enorme in cui ogni dettaglio seminato ritornava dopo e aveva il suo senso, un coming of age perfetto. Perché sì, la Rowling ha creato qualcosa di perfetto in sette libri e in dieci anni, e poi in un attimo, con questa rappresentazione, è stato fatto tutto a pezzettini e buttato nel water.
Io non capisco proprio cosa sia questa… cosa, il suo senso. È un volume che vorrei dimenticare il più in fretta possibile. Il mio cervello si rifiuta di ufficializzare la cosa come “l’ottava storia”, “l’ottavo libro”, quindi questa parte del mondo di Harry Potter non entrerà a far parte di quello che sono, e come lettrice credo di averne il diritto. Quel “all was well era, è e rimane la degna conclusione a dieci anni di vera magia.

Obliviate Me.

9 commenti:

  1. Mamma mia, che delusione! ç_ç

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    1. Delusissima, guarda. Non riesco nemmeno a dire altro!

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  2. Meno male qualcuno che dice le cose come stanno. Sono d'accordissimo con te Veronica :/

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    1. Ah, meno male! C'è qualcuno che la pensa come me!! Oltre a Denise, ho letto solo pareri positivi e visto tre/quattro/cinque stelle ovunque! "Tutto quello che desideravo" ... rispetto il tuo parere ma no, grazie.

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  3. Io ero quasi triste perché non c'era traccia di Luna e Neville e quest'ultimo dovrebbe comparire perché è lì ad Hogwarts, ci insegna. Dopo pagina 126 ho spento alcune parti del cervello per poter andare avanti nella lettura, non c'era niente da fare.
    E si, Hermione frustrata è la cosa che più non mi è andata giù *prende pomodori da lanciare*

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    1. Ma infatti! Neville e Luna sono i miei personaggi preferiti da sempre e... non ci sono! Di Teddy Lupin non se ne parla nemmeno, gli altri piccoli Potter vengono abbandonati a loro stessi dopo poco... boh.
      *ti aiuto a lanciare pomodori*

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  4. I love you, Vero! Come sai, io mi rifiuto proprio di leggerla questa cosa.
    Non chiedermi perché... ma era come se me lo sentissi che sarebbe stato un pacco orrido! Così, quando è uscita la trama online, e la gente ha iniziato a dare di testa dicendo quanto fosse orrenda... e peggio di una fan fiction... me la sono voluta leggere di proposito da cima e fondo. Ed è stato dopo aver finito il riassuntino che ho detto "Ehm, grazie, ma NO grazie! Non mi avrete mai! Non lo leggo sto schifo!"
    A parte che già, anche prima di leggere la trama, avevo deciso di non leggere comunque questa cosa perché sono dell'opinione che, se la Rowling avesse voluto UN CONTINUO VERO che i fan potessero LEGGERE si sarebbe degnata di SCRIVERLO, non di rifilarci il copione da teatro! Dài!
    E quindi va be', adesso che ho letto qui da te che addirittura sta cercando di scrivere questa cosa mi vengono i brividi.
    Per me non esiste. Non c'è. Non fa parte della serie. No no no e ancora NO! L'ho già detto NO?! No. E va be' la smetto che rischio di ripetermi...
    E la cosa dei soldi, per quanto triste, alla fine l'ho pensata pure io -_- per quanto non avessi mai rivolto i miei pensieri a Zia Jo in questo modo!

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    1. NO è l'unica parola che mi viene da scrivere, pronunciare, urlare!! N O O O O O O O.
      Okay, i due tizi non sono la Rowling e non potranno mai replicare il modo in cui scrive e caratterizza lei, e va bene anche che noi stiamo leggendo un copione, solo una millesima parte del prodotto finale... ma la storia è il problema! Per me è una presa in giro e credo di aver spiegato bene il perché, secondo me.
      Che poi, lei non aveva detto che la storia di HP era ormai conclusa? Perché tornare a scrivere, perché scrivere questa cosa, perché quel tradimento? È facile rispondere "per soldi". Non voglio minimizzare così ma il dubbio viene e, come hai detto, non avrei mai pensato di fare un simile pensiero.

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  5. Mi trovi totalmente d'accordo. Una delle cose che più mi ha fatta arrabbiare è lo snaturamento dei personaggi, ridotti a macchiette oppure proprio cambiati rispetto a come erano. Tipo Ron e Draco. Soprattutto quest'ultimo, che posso comprendere sia cresciuto e maturato nel corso del tempo, ma qui dice e fa cose che proprio non sono da lui. Già solo il chiamare Harry col nome, anziché Potter, mi suona strano :O
    Ci sta voler continuare una saga, anche per nostalgia e magari non solo per soldi, però il rispetto verso i lettori che ancora la amano a distanza di anni è doveroso; ma qui visto il fan service davvero che si è fatto, la fanfiction pessima tra l'altro, perché ne ho lette tante migliori... viene difficile non pensare che invece il ritorno economico, sia dello spettacolo che di libri e merchandise vario, non sia stato al primo posto.

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡