domenica 15 maggio 2016

LE MISS MOVIE: Le avventure acquatiche di Steve Zissou di Wes Anderson

HELLOUW!
Oggi è domenica. Non mi piace postare di domenica perché ho sempre l'impressione che la blogosfera sia vuota, ma oggi è 15 e questo significa che io e Francy @ NEVER SAY BOOK vogliamo parlarvi di un film. A questo giro è toccata a me la scelta :-) spero che qualcuno di voi conosca questo film o abbia visto qualcosa di questo regista; se invece no, non conoscete né film né regista, sper-iamo di mettervi un pochino di curiosità.


Le avventure acquatiche di Steve Zissou
The Life Aquatic with Steve Zissou di Wes Anderson

4 Marzo 2005 118 minuti COMMEDIA, DRAMMATICO
L’oceanografo di fama mondiale Steve Zissou (Bill Murray) e il suo equipaggio - il team Zissou - salpano per una spedizione alla ricerca del misterioso, sfuggente, forse nemmeno esistente squalo giaguaro, responsabile della morte del compagno di Zissou durante le riprese del loro ultimo documentario. Alla loro avventura si uniranno un giovane pilota di linea che potrebbe essere, ma anche non essere, il figlio di Zissou (Owen Wilson), una bella giornalista (Cate Blanchett), incaricata di scrivere un profilo di Zissou e la sua distante moglie e co-produttore Eleanor (Anjelica Huston). Il team affronterà  incredibili complicazioni inclusi pirati, rapimenti e la bancarotta.

My rolling thought
I know I haven’t been at my best this past decade.
Le avventure acquatiche di Steve Zissou è il quarto lavoro di Wes Anderson e la sua quarta pellicola che vedo in ordine di tempo; nell’arco della durata di un film, questo regista americano è riuscito a diventare uno dei miei punti di riferimento e una grande fonte di ispirazione. 
Apprezzo così tanto Wes Anderson per la sua capacità di elaborare trame insolite, interessanti e curiose che non sono altro il punto di partenza per lo sviluppo di tematiche comunissime che caratterizzano le vicende personali di ogni persona; per il suo modo di vedere attraverso la telecamera e di raccontare le sue storie; di tutti quei piccoli dettagli che si ripetono di film in film che, una volta imparati a riconoscere, non si aspetta altro che vederli spuntare sullo schermo (qualcuno ha detto cani, per caso?).
Per il momento ho una piccola classifica personale dei film di Wes Anderson elaborata sulla base di quelli che ho visto, che potrebbe ovviamente essere soggetta a cambiamenti: al primo posto c’è - sono banale e scontata - I Tenenbaum, seguito a ruota da - sono banale e scontata di nuovo - Moonrise Kingdom, poi Le avventure acquatiche di Steve Zissou e infine Grand Budapest Hotel.
Ma di cosa parla Le avventure acquatiche di Steve Zissou?
Steve Zissou è un famoso oceanografo e documentarista che da qualche tempo sta attraversando una profonda crisi personale, a causa della quale il suo lavoro ne ha molto risentito. La sera della proiezione del suo ultimo lavoro, il pubblico, visionando il documentario della missione esplorativa, viene a conoscenza della profonda tragedia che ha segnato la spedizione: il fidato amico e collaboratore di Zissou, Esteban du Plantier, è stato divorato da un animale marino sconosciuto, che lo stesso Zissou ha battezzato “squalo-giaguaro”. Nessuno degli spettatori sembra essere propenso a credere nell’esistenza di questo animale, pertanto Zissou decide di imbarcarsi in una nuova missione per trovarlo, testimoniare la sua presenza nelle acque marine e trovare vendetta. I compagni di viaggio di Zissou sono la moglie Eleanor, il figlio Ned appena conosciuto, una giornalista incinta, e l’immancabile cameramen Klaus Daimier.
Inizierei subito dicendo che Zissou è uno di quei film che o lo si ama o lo si odia, non c’è una via di mezzo. Io l’ho amato perché - è quasi scontato da dire - ha il suo stile come tutti i film di Wes Anderson, che poi non è altro che lo stile di Wes Anderson, e le sue particolarità che lo portano un gradino più su di tanti film che in un certo qual modo, nonostante si possano apprezzare sotto molti aspetti, rimangono anonimi.
Una sua piccola grande pecca che potrebbe far allontanare i più che non hanno confidenza con questo regista è il fatto che la storia risulta a tratti piatta e lenta per via dei tempi morti e i giri a vuoto. Direi però che anche chi conosce Wes Anderson potrebbe rilevare questo difetto, ma riesce comunque a non soffrire come i primi. Il fatto è che è un film che va seguito, e chi è abituato a ritmi frenetici si spazientisce facilmente. A posteriori, anche i tempi morti e i giri a vuoto hanno il loro perché, secondo me.
Per quanto riguarda la sceneggiatura con tutti i suoi personaggi, oh, è sempre tutto così meravigliosamente imprevedibile e folle!
Mi è piaciuta un sacco l’ambientazione marina, acquatica - insomma, che ha a che fare con il mare! L’accuratezza di Wes Anderson nel descrivere la Belafonte, tutti i suoi ambienti, l’equipaggio e i loro ruoli è come se riuscisse a far vivere allo spettatore la scena che sta vedendo. E poi ci sono tantissimi animali marini, sia reali che inventati, curiosi e bellissimi, che arricchiscono maggiormente le riprese.
Il modo del regista di narrare è sempre lo stesso: riprese e inquadrature geometriche, veloci, precise e ponderate che raggiungono la perfezione, impreziosite da musiche di sottofondo e colori pastello in cui ogni singolo oggetto, ogni minimo elemento, ogni singolo personaggio ha il suo posto preciso e il suo significato.
In Zissou ho ritrovato tematiche come la difficoltà dei rapporti umani, in particolare quelli famigliari, e le conseguenze che hanno su di essi le piccole incomprensioni, e la necessità di fare un bilancio della propria vita, che porta al desiderio di riscattarsi con un finale atto eroico, che posso dire con sicurezza essere tematiche caratteristiche di questo regista. In questo film però, più degli altri, mi ha colpito la grande e palpabile malinconia di cui è intriso e che non abbandona mai Steve Zissou, nemmeno nei momenti più ironici della storia: è questo che mi ha fatto affezionare a Steve Zissou sia film che personaggio. E anche un po’ di più a Bill Murray, che da piccola mi ha traumatizzato in Osmosis Jones - che schifo! Bill Murray, abbiamo fatto pace, dài.
Un’attrice che ho sempre amato, invece, è Anjelica Huston: la Morticia Addams della mia infanzia (insieme a quella di Carolyn Jones) non smette mai di piacermi, e l’ho trovata adattissima a ricoprire il ruolo di una donna ricca e a prima vista quasi fredda, indifferente, che però nasconde una grande passione per quello che fa.
Anche tutti gli altri attori li ho trovati fantastici e adatti al loro ruolo: Owen Wilson, Cate Blanchett, Willem Defoe (ti ho adorato) e Jeff Goldlum sono stati ottime spalle a Bill Murray.
Zissou mi è piaciuto, e anche parecchio - tanto, moltissimo -, ma I Tenenbaum e Moonrise Kingdom mi sono piaciuti - sono banale e scontata - molto, molto di più. Ma Zissou è Zissou, ha il suo stile, e quindi adoro anche lui anche se in modo diverso e unico.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


FRANCY’S ROLLING THOUGHT

Il nostro Steve Zissou è un personaggio originale; quel suo cappellino rosso che perfora lo schermo insieme a quegli occhi pieni di una gioia di vivere a volte repressa. Nel momento in cui questo film lo ritrae è un famoso oceanografo che si occupa di numerosi documentari il cui declino è ormai iniziato.
Non distingue più chiaramente il lavoro e quella che può essere la sua vita privata perché sono così strettamente connesse nel suo caso; sarà che la fama dà un po' alla testa, seppur man mano svanisca -tutti quei flash, quelle presentazioni a cui deve andare, quei rari momenti di tranquillità, o sarà che un animale sconosciuto ha ucciso il suo migliore amico Esteban du Plantier durante una spedizione.  Credere all'esistenza di un mostro però è troppo per la gente che a volte si dimostra così ottusa: se non ha prove concrete davanti a sé non è in grado di dar fiducia agli altri: credere è un'abilità che va man mano perdendosi. La maggior parte delle persone sono convinte che lo squalo giaguaro sia una mera invenzione di un uomo con la mente offuscata dall'età perciò sarà solo dopo un particolare incontro che potrà portare avanti la spedizione alla ricerca del mostro
E' un film che parla di quei momenti che ti cambiano la vita all'improvviso e di quelle avventure che non ti saresti mai aspettato. La maniera in cui tratta l'argomento della fama mi ha affascinato molto; certamente non è il tema centrale della storia ma è interessante vedere un uomo con lo sguardo ormai perso in ciò che ha fatto in precedenza e la fama del quale man mano svanisce; dimostra anche che -pure quando sembra non ci sia più niente da fare- c'è sempre speranza nel ritornare sulle proprie traccie. 
Non amo molto i film comici e certamente questo mi ha ostacolato nell'apprezzare completamente il film; ho trovato alcune battute troppo finte benché d'effetto sull'osservatore la cui attenzione a momenti cala. 
Un ulteriore elemento che ho apprezzato moltissimo è la musica; ogni scena è accompagnata dalla giusta quantità di silenzio e di melodia. Di solito in un film non mi faccio affascinare da elementi simili ma questa volta, nei momenti ambientati nei pressi del mare, mi sembrava quasi di essere accanto ai personaggi...

♥♥♥


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