martedì 15 marzo 2016

LE MISS MOVIE: Birdman di Alejandro González Iñárritu

BUOOONGIORNOOOO!
In questi giorni mi sono ritrovata inaspettatamente e particolarmente indaffarata, quindi non sono riuscita a postare nulla. >.< Sono riuscita però a trovare un attimo di tempo per scrivere il mio pensiero per questa rubrica che condivido con Francy @ NEVER SAY BOOK. La scelta del film questa volta è toccata a me :D spero che qualcuno di voi l'abbia visto, così possiamo parlarne insieme!


Birdman o (L’IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELL’IGNORANZA)
Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
di Alejandro González Iñárritu

5 Febbraio 2015  119 minuti  DRAMMATICO
Birdman racconta di Riggan Thomson (Michael Keaton), attore in declino che dopo un folgorante passato nei panni di un glorioso supereroe, spera di rilanciare la sua carriera dirigendo un nuovo, ambizioso spettacolo a Broadway per dimostrare a tutti che non è solo una ex star di Hollywood. Nei giorni che precedono la sera della prima, Riggan deve fare i conti con un ego irriducibile e gli sforzi per salvare la sua famiglia, la carriera e se stesso.

My rolling thought
È questo il tuo posto. Sopra a tutti.
Ho trovato Birdman un film molto particolare e complesso, una pellicola che richiede allo spettatore di essere sezionata in ogni sua minima parte di modo che egli possa riuscire a raggiungere un livello di soddisfazione tale che possa permettergli di dire se questo film è riuscito a colpirlo oppure no, in quale misura e perché. Nonostante questo, già da un’unica visione è possibile comprendere il grande lavoro che c’è stato dietro la realizzazione di un film del genere.
Tutto ciò che sapevo prima di vedere Birdman era giusto l’essenziale, ovvero: Riggan Thompson, una star del cinema che ha raggiunto un grande successo vestendo i panni di Birdman, decide di lanciarsi nella titanica impresa di scrivere l’adattamento teatrale di un racconto di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, di dirigerlo e di prenderne parte anche come attore, spinto dalla necessità di dimostrare di essere altro oltre il supereroe mascherato al quale deve il suo successo e verso il quale la sua persona è indissolubilmente legata.
Ingenuamente pensavo di ritrovarmi davanti la storia drammatica di un certo Signor Riggan Thompson, della sua voglia di ribalta e di ri-affermazione; e fondamentalmente è stato così, ma la maniera di Iñárritu mi ha colpito molto.
Più che la costruzione della trama - che potrebbe sembrare in un primo momento la parte fondamentale dell’intero lavoro di Iñárritu -, a mio parere, colpisce di più il particolare linguaggio cinematografico adottato dal regista per raccontare la parabola della lotta interiore di un uomo in declino che cerca in tutti i modi di dimostrare il suo valore, incapace di distinguere tra amore e approvazione.
Dopo essermi resa conto che non stavo vedendo un film dalla trama passiva (diciamo quasi subito), ho iniziato a preoccuparmi di trovare il modo di come interpretare determinati situazioni, ma altrettanto immediatamente mi sono resa conto che stavo costruendo solo castelli in aria, che quello che stavo vedendo, in realtà, era molto più semplice di quello che pensavo. Una bella confusione, insomma, ma in questo modo ho potuto anche riflettere molto, riuscire a far accendere la lampadina, trovare il mio personale significato di questo film e apprezzarlo. Perché Birdman è un film dalla trama che vuole essere enigmatica, il cui finale lascia aperte diverse interpretazioni e che chiede allo spettatore di scegliere quella che più preferisce in relazione anche al modo in cui ha recepito l’intera storia.
Non ho mai visto un film di Alejandro González Iñárritu (no, neanche The Revenant), ma sono rimasta molto colpita dal modo in cui ha diretto Birdman.
L’intero film è stato costruito come se la cinepresa non fosse mai stata spenta, in una lunga sequenza che termina solo nel punto cruciale della trama e all’interno della quale gli stessi attori recitano senza interruzioni alternandosi sul palcoscenico come in una vera e propria rappresentazione teatrale. Mi sono sentita coinvolta in quello che stavo vedendo, e anche in un certo modo oppressa dagli ambienti, ma il ritmo incalzante, la pianificazione attenta e puntuale di ogni singola scena, la recitazione e la colonna sonora, mi hanno permesso di scandagliare l’animo di Riggan Thompson, di conoscere le fragilità, le contraddizioni, le delusioni e i sogni di gloria di cui è fatto il suo ego, e la vulnerabilità che caratterizza ogni artista.
Un ulteriore elemento che mi ha fatto apprezzare Birdman è stata l’operazione di metacinema realizzata dal regista: Michael Keaton veste i panni di Riggan Thompson e, come il personaggio che interpreta, anche lui è stato il volto di un famoso supereroe, un altro uomo-uccello (sono particolarmente fiera di essere riuscita a fare questo collegamento perché conosco Michael Keaton come attore. Spero di averci preso, Alejandro González Iñárritu); ma questo non è l’unico esempio, ce ne sono altri (spero di aver preso anche questi, Alejandro González Iñárritu).
La mia attenzione, durante la visione, si è concentrata tutta verso il personaggio di Riggan Thompson e l’attore che lo interpreta, quindi non sono rimasta particolarmente colpita o impressionata dagli altri attori, ma non hanno avuto nessuna mancanza particolare. Un momento legato ad un personaggio che non sia il protagonista che mi ha colpito è quello che vede Sam, figlia di Riggan interpretata da Emma Stone, mettere il padre davanti al fatto compiuto che il mondo, oggi, è un luogo in cui se non diventi virale, se non hai visualizzazioni, se non sei su internet, non sei nessuno.
Birdman non è un film immediato, cerebrale piuttosto. Richiede allo spettatore uno sforzo in più, sforzo che sono contenta mi sia stato richiesto di fare e che credo sia riuscita a fare, a mio modo, riuscendo a trovare un significato a tutto ciò che ho visto che mi ha fatto apprezzare questa pellicola.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


FRANCY’S ROLLING THOUGHT

Vorrei avere le idee chiare su questo film ma in realtà mi gira la testa solamente a pensare alla trama; forse si tratta di una storia troppo complicata per il mio piccolo cervello; e poi io dovevo addirittura complicarmi le cose guardandolo in inglese. E' molto originale, qualcosa di mai visto, che oscilla tra commedia e dramma nell'intervallo di un sol minuto. Ci sono quei sorrisi dei personaggi che appaiono imperscrutabile, di cui non capisci le azioni fino alla fine: ti chiedi perché quel sopracciglio sia alzato in modo così innaturale, perché quel ghigno crudele sia comparso proprio in quel momento. Insomma, Birdman è fatto per fare in modo che lo spettatore si sorprenda e rimanga perplesso il necessario per apprezzare ciò viene messo in scena. L'atmosfera è perlopiù cupa anche se non si sfocia mai nell'esagerato; al massimo sono le scene che sotto sotto sono crudeli, seppur non sembrandolo di primo acchito. Ho amato in particolar modo la parte di Emma Stone, forse anche per la sua interpretazione impeccabile: sempre con quegli occhi vacui e nel contempo così espressivi. Niente, Birdman rimane un film indefinibile. 
Ci sono così tante scene parlanti, che dovrebbero spiegarsi da sole ma che per me erano troppo; sono ancora convintissima di essermi persa qualcosa di indispensabile, così da avere la sensazione di un piccolo grande buco dove dovrebbe esserci il ricordo del film. I temi trattati però non li scordo: l'ego maschile è in primo piano così come l'impossibilità di alcuni di comprendere l'amore da una semplice approvazione. Si parla anche di disturbi mentali, come quelli che ha il protagonista: sente voci, vede oggetti muoversi: cose che possono apparire reali o meno all'interno di un film. Come distinguerlo?
Birdman cerca di svelare la maschera oscura di Hollywood raccontando della fama di un attore reso famoso per il ruolo del supereroe uccello; una fama che però è effimera. Il suo unico effetto sarà divorarlo dentro.

♥♥


4 commenti:

  1. Nel mio caso, Birdman è stato uno dei diludenti maggiori degli ultimi anni.
    Poi in quell'annata c'era Boyhood, capolavoro irripetibile, e nonostante ami il genere, le tante parole, i piani sequenzi infiniti, Birdman ha detto pochino. Però ha una regia meravigliosa senz'altro, e quello è il difetto maggiore: autocompiaciuto all'inverisimile. Però che occhi giganteschi Emma Stone - anche se, per me, non le danno da magnà. Emma, ti invito io: oggi ho fatto i cannelloni!

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    1. Sicuramente tu hai una cultura cinematografica più vasta e accurata della mia (che è praticamente inesistente .__.).
      Mi sono approcciata a questo film non tanto con l'intenzione di vederlo perché ha avuto importanti riconoscimenti, ma perché mi incuriosiva la storia. Da profana, sono rimasta colpita da come Iñárritu ha diretto il tutto, quindi, boh, a me è piaciuto. :)

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  2. A me interessa molto vederlo. Spero di riuscire a farlo quanto prima ;)

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡