martedì 2 febbraio 2016

► Quel giorno che ricevetti un libro a sorpresa. Riflessioni su un genere a partire da Nonostante tutto ti amo ancora di Samantha Towle

hello sunshines
Oggi pubblico un post diverso dalle solite recensioni e anche un po' lunghetto, come vi potrebbe sembrare - in realtà non lo è, ho solo citato molto.
Spero che riusciate a comprendere lo spirito con il quale voglio condividere con voi le mie parole e che riusciremo a scambiarci le nostre opinioni in merito in modo civile e garbato. :-)


Poche settimane fa ho ricevuto inaspettatamente un pacco a sorpresa dalla Newton Compton. PAURA, in un primo momento, ma anche GRAZIE, SIETE STATI GENTILISSIMI A RICORDARVI DI ME. Nel pacco c’era questo libro: Nonostante tutto ti amo ancora di Samantha Towle; Trouble, per i lettori in lingua e i fan dell’autrice. Non sapevo cosa fosse, di che parlasse e cos’altro avesse scritto Samantha Towle, ma conoscendo le ultime pubblicazioni della Casa Editrice l’ho bellamente snobbato. Poi mi sono informata, ho letto la trama:
Mia Monroe sta scappando. Da una persona che le ha fatto del male. Da un passato che vuole tenere nascosto. Non ha più fiducia nel futuro.
Jordan Matthews ama le cose facili. Le donne facili. La vita facile. Poi incontra Mia. Lei è a pezzi e ha sulle spalle il peso più grande che una persona possa sostenere. Ma più Jordan conosce Mia, più si ritrova, per la prima volta nella sua vita, a volere con tutto se stesso qualcosa… qualcuno… lei. E allora la vita non è più così facile. Jordan è tutto ciò che Mia non dovrebbe volere. Un ragazzo poco raccomandabile, arrogante, con un passato da giocatore d’azzardo e un presente da cinico donnaiolo. Eppure Mia se ne innamora. E allora il passato da cui cercava di fuggire sembra raggiungerla…
E ho deciso di fare un esperimento: LEGGERLO.
Ho deciso di provare a leggerlo perché la trama riporta tutto ciò che mi aspettavo da questo libro senza nemmeno conoscerlo (protagonista con un passato&presente problematico, bellone di turno con cui è meglio non averci a che fare, una più che probabile storia d’amore travagliata tra i due), quindi volevo rendermi conto di due cose: a) se il libro avesse seguito il cammino che già immaginavo leggendo solo la trama, senza averne mai sentito parlare prima, e b) capire perché questi libri sono così addictive, perché ne vengono pubblicati così t a n t i.

Non l’ho finito (non ce l’ho fatta), nonostante mi fossi messa in testa di completarlo a tutti i costi prima di iniziarlo, ma quel che ho letto mi è stato utile per avanzare una serie di riflessioni. Forse, da una parte, non sarebbe opportuno scrivere un commento ad un libro di cui non è stata letta nemmeno metà della storia, ma dall’altra voglio cogliere l’opportunità di poter-mi/-ci confrontare con chi il libro l’ha letto tutto, gli è piaciuto, e può far-mi/-ci capire perché sarebbe meritevole di essere letto fino in fondo, da non amant-e/-i del “genere”.

Ho letto pochissimi altri libri di questo “genere”, è vero (per provare, per capire, perché ero fiduciosa di trovare quello "adatto a me". Ma no, non è successo), quindi non ho questa vasta cultura in materia, ma leggendo le varie trame (sia dei libri che ho effettivamente letto sia di quelli che, soprattutto, non ho letto) mi sembrano tutte uguali: lei - lui - storia tormentata - finale in cui si mettono insieme. Non avendolo finito, non so se anche Nonostante tutto ti amo ancora finisca in questo modo, ma una lei e un lui - ovviamente! - ci sono, e si intuisce la storia travagliata. Ma non è importante come finisce il libro, bensì altro, a mio parere.

Vorrei chiarire che tutto ciò non vuole essere assolutamente un’accusa contro l’autrice, il libro, la Casa Editrice e le persone a cui è piaciuto. Anzi! Questo titolo mi è stato utile per presentarvi le mie riflessioni, appunto, e quindi il mio punto di vista.

La mia lettura si è conclusa a pagina 74, ovvero alla fine del capitolo 5. Questo è un BREVE RIASSUNTO DI CIÒ CHE SUCCEDE fin in qui:
Il padre di Mia, Oliver Monroe, è appena morto e lei non potrebbe esserne più sollevata. Finalmente si è lasciata alle spalle ventitré anni di violenza e soprusi, e ora non può fare altro che raccogliere i pezzi della sua vita e proiettarsi verso il futuro. La madre di Mia è morta quando la ragazza era piccola e non ha amici, ma ha un fidanzato - Forbes -, conosciuto poco dopo la morte del padre. Anche Forbes però, il brillante avvocato Forbes, si rivela un incubo fatto di carne e ossa come il padre: la picchia e la violenta, sia psicologicamente che fisicamente. Mia ha imparato il suo ruolo in questo gioco, sa ciò che deve fare e non deve fare per non contrariarlo, per tenerlo a bada e soffrire il meno possibile. Un giorno, mentre sta impacchettando le cose del padre per farle definitivamente scomparire dalla sua vita, Mia trova una cartelletta in cui scopre delle verità su sua madre. Un giorno, dopo l’ennesima violenza e dopo aver assistito in prima persona al tradimento di Forbes, Mia trova finalmente la forza per andare via. Non ha doveri e non ha affetti ad aspettarla, quindi decide di mettersi in viaggio per far chiarezza sulla questione della madre. Dopo un lungo viaggio, Mia giunge finalmente nella città di Durango. Cena in una tavola calda e si fa consigliare da Beth, la cameriera, un posto dove alloggiare: il Golden Oaks, dove ad attenderla c’é Jordan, il figlio del proprietario che è temporaneamente assente.
La mia avventura con Nonostante tutto ti amo ancora si è conclusa qui, dopo il primo incontro tra Mia e Jordan. In queste 74 pagine ho notato molte stranezze e banalità nella costruzione della trama, e dialoghi e pensieri dei protagonisti fin troppo insulsi.

MIA.
Samantha Towle inserisce nel suo romanzo tematiche di un certo spessore e potenzialmente interessanti, se trattate con un certo riguardo: violenza domestica, stupro e problemi alimentari.
Mia è vittima di tutto ciò e la Towle, in queste prime pagine, non si risparmia affatto, facendo vivere a Mia momenti forti e molto, molto reali descritti in modo forte e molto, molto reale. Basta leggere alcuni pensieri della protagonista mentre accadono questi episodi:
Fermalo, Mia! Smetti di essere debole, reagisci! Se lo fermi, non ci sarà più sofferenza. Niente più dolore. Mai più. 
Cose belle. Pensa a cose belle, Mia. Il calore del sole sul mio viso. Il profumo dei fiori che tengo sul davanzale. Il tettuccio aperto della mia macchina in una giornata calda, e la meravigliosa sensazione del vento che mi scompiglia i capelli. Sono un uccellino. Un uccellino che vola libera nel cielo. Musica. Pensa a una canzone, Mia. Cantala nella mente mentre voli via… 
E i flashback che ogni tanto fanno capolino durante la narrazione non sono da meno:
Lo scatto della serratura.
Mi volto.
Oliver fa oscillare le chiavi con una mano. Con l’altra stringe la cintura.
«È il momento di una lezione, Mia.»
Mia è un personaggio fragile, con tutte le debolezze e le ansie che caratterizzano una vita fatta di violenza e abusi. Da questo punto di vista, ho trovato il lavoro iniziale della Towle davvero accurato (per quanto ne possa dire io, dal momento che non ho esperienza di simili situazioni, fortunatamente) perché ho percepito tutta la frustrazione e la claustrofobia di Mia, che si ritrova in una situazione in cui non ha nel modo più assoluto nessun tipo di colpa. E questo voglio metterlo in chiaro.
Le mie perplessità nascono nel momento in cui questo viene utilizzato per sviluppare una trama romantico-tragica. Gli abusi, le violenze, i problemi mentali e i disordini alimentari non sono dei semplici strumenti da utilizzare quando si vuole creare tensione, colpi di scena o introdurre il sexy personaggio maschile di turno che finalmente risolverà tutti i problemi della protagonista e che le regalerà la felicità che si merita. No. Io sono in completo disaccordo.
Anche perché poi abbiamo questo:
Per qualche istante nessuna reazione, poi sento quello che mi sembra un elefante che rimbalza per le scale.
E alla fine l’esatta personificazione di colui dal quale una ragazza come me dovrebbe stare lontana compare dalla porta che si trova proprio dietro il bancone della reception.
Magro, alto e tatuato. Uno dei disegni gli copre interamente il braccio. Capelli scuri, lunghi, ma non abbastanza da essere raccolti in una coda di cavallo: quella lunghezza tipica dei surfisti, che li portano in avanti, sulla fronte, fino a sfiorare gli occhi.
Accogliendomi, si ravvia i capelli all’indietro, rivelando occhi del colore dello sciroppo d’acero. Improvvisamente, sento il bisogno di mangiare un pancake.
Questo ragazzo è splendido.
Maschio…
Mascella volitiva…
Tutto, in lui, emana virilità.
Bello come il peccato.
Da farci sesso in maniera intensa, sconcia ed eccitante.
Gesù! Ma cosa mi viene in mente? Non ho mai pensato agli uomini e al sesso - o al sesso con gli uomini - in questo modo.
E subito dopo:
I miei occhi esaminano i jeans dell’adone. Non porta la cintura.
E che differenza fa? Non ne ha bisogno per farmi del male. Esistono alti modi. Molti altri modi.
Questo ragazzo non è Oliver o Forbes. È solo un tizio che lavora in un hotel. Non mi farà del male. Non tutti gli uomini sono crudeli.
Sono al sicuro qui. Questo è un hotel. Ci sono altre persone.
In realtà, adesso che ci penso, non ho visto anima viva da quando sono arrivata. Solo lui. E c’era solo un’altra auto parcheggiata all’esterno. La Mustang - il monumento al pene - che potrebbe essere sua.
Oh, Dio, è la sua macchina?
E io sono sola in questo hotel con lui?
È la sua macchina, e io sono sola in questo hotel con lui.
Un brivido mi corre lungo la schiena. Provo a fare un respiro profondo, ma i polmoni non me lo permettono. Il panico mi stringe il petto in una morsa.
Non. riesco. a. seguirne. la. logica.

JORDAN.
Avevo intenzione di concludere la mia lettura al capitolo 4, ma poi ho visto che il capitolo successivo era scritto dal punto di vista di Jordan e, per curiosità - giusto per conoscere questo “adone tatuato” -, ho deciso di leggerlo.
È stato un capitolo con una sua certa poeticità, e non sto scherzando:
Quando si tratta di donne, infilo dentro il cazzo e tengo fuori il cuore.
Io non corteggio. Non siamo nel XIX secolo. Io scopo. E sono bravissimo. Motivo per cui le donne continuano a tornare per averne ancora.
Della serie: Piccoli Mr Gray Crescono.
Tutti i personaggi di tutti i libri del mondo scritti a partire dall’inizio dei tempi non possono essere di certo tutti uguali. Come nella vita di tutti i giorni, ci sono persone più riservate e persone più esplicite. Dovendo caratterizzare un personaggio, si fanno delle scelte; l’autore compie delle scelte. Onestamente non mi preoccupo più di tanto delle volgarità che escono fuori dalla bocca del-qui-caso Jordan (anche se sono davvero troppe e inopportune), ma è possibile che tutti questi male character debbano essere così? Perché nessuno pensa ad un adone tatuato fatto di gentilezza e di bontà? Così, giusto per andare controcorrente. Perché poi a pensare ad un essere umano con una vita tranquilla e regolare e senza segni di riconoscimento visibili mi sembra un passo fin troppo grande. Perché la protagonista deve incontrare sempre pessimi soggetti che poi si redimono?
Vi lascio anche la reazione di Jordan la prima volta che vede Mia:
Faccio il resto delle scale due gradini alla volta, attraverso in fretta l’ufficio per raggiungere il bancone della reception, e…
Porca puttana.
Cazzo. Cazzo. Cazzo.
La ragazza più figa che abbia mai visto nella mia vita è in piedi di fronte a me.
La.
Più.
Figa.
Il “carina” di Beth è un eufemismo. Un enorme eufemismo.
È uno schianto.
E io sono completamente fottuto
È strano, comunque, perché io preferisco le ragazze alte. Mi piacciono le ragazze alte. Mi piacciono le gambe lunghe, ma questa è piccolina. Sarà al massimo un metro e sessanta. E con il mio metro e novanta, sono trenta centimetri buoni più alto di lei. E le sue tette sono più piccole di quelle che io preferisco.
Ha i capelli biondi e corti. Un pixie cut. Mi ricorda Campanellino. Di solito, mi piacciono le ragazze con i capelli lunghi: così ho qualcosa da stringere fra le mani mentre le scopo.
Ma per quanto rappresenti l’opposto di tutto ciò che cerco di solito mi ha fatto diventare il cazzo duro come una roccia solo a guardarla.
Mai. Successo. Prima.
Solitamente, ho bisogno di vederle nude, o almeno di muovere un po’ le mani.
Ma lei è la miglior sega visiva del mondo.
Non so, illuminatemi: non è… troppo?! Anche perché poi la cosa continua per altre cinque/sei pagine.

PARLANDO DI STRANEZZE.
Mi accorgo della borsa appoggiata sotto il sedile […]. Ho del denaro.
Mia fugge in un momento di alta tensione, un momento in cui una persona, in quelle condizioni, giustamente pensa solo a mettersi in salvo. Lascia la città, prende l’autostrada e si ferma una volta arrivata nel parcheggio di un motel. Mia, fortunatamente, ha dei soldi con sé, ma si accorge della borsa - per caso - solo dopo essersi fermata. Cosa sarebbe successo se non avesse avuto i soldi con sé? Non voglio essere troppo pignola su questo punto, ma mi sarebbe piaciuto vedere l’autrice scegliere la via non facile.
La scuola è chiusa per le vacanze estive.
Mia decide di far chiarezza sulla faccenda della madre. Fortunatamente è estate, quindi non deve frequentare nessuna lezione. Come sopra, neanche su questo punto voglio essere troppo pignola perché alla fine è un dettaglio, ma di nuovo la vedo come una scelta fin troppo facile per non incasinare ancora di più una protagonista già incasinata.
Prendo jeans, magliette, canottiere, pigiami, biancheria intima, articoli da toeletta e dell'altro Advil. Compro anche un paio di ballerine e una borsa da palestra per metterci il mio nuovo guardaroba.
Con i soldi che fortunatamente ha, Mia passa tre notti in tre diversi motel, fa benzina, si rifà il guardaroba e l'acconciatura. Non credo possa aver avuto chissà quanti contanti con sé visto che decide di partire d’impulso, ma comunque non menziona pagamenti con carta di credito. Anche perché poi dice:
Per un attimo, considero l'idea di prendere un aereo, ma lascerebbe tracce, e Forbes potrebbe seguirle. Non credo che gli aeroporti diano quel genere di informazioni, ma Forbes sa essere molto persuasivo quando vuole, e io non ho intenzione di rischiare di fornirgli una pista.
Anche la carta di credito fornirebbe una pista per rintracciarla, giusto? Ma poi:
Di sicuro, è molto più costoso degli ultimi due motel in cui sono stata, ma è molto più carino, e me lo posso permettere, grazie agli sporchi soldi di Oliver. […] Prendo la carta dal portafogli. Gliela passo.
Mah. Mi sembra più facile rintracciare una carta che un volo. o.ò
Beh, hai di sicuro la struttura ossea per poterli portare a quel modo.
Quando Mia decide di entrare nel salone per tagliarsi i capelli, vede la foto di una ragazza con un pixie cut e vuole quel taglio. E, oh, per fortuna le starebbe bene nonostante:
Ho dei bellissimi capelli. Biondi, folti e lunghissimi.
Ed è la seconda volta che ce lo dice. La prima:
Io sono bionda e snella.
Dettagli, fino ad ora, su cui si potrebbe facilmente sorvolare ma. sono. troppi.

REALISMO, PLS!, IS ALL I NEED!

Quello che voglio dire è che non c'è realismo in una storia del genere. Se ben scritta e senza dettagli lasciati al caso come quelli qui sopra, potrebbe anche funzionare, certo, ma non è bella anche una storia in cui lui (e qui immaginatelo come più vi piace), senza particolari problemi e positivo nei confronti della vita, si innamora di una ragazza (e immaginate anche lei come più vi piace) che fa il check-in nel suo hotel e instaura con lei una relazione di crescita, un percorso che l'aiuterà ad affrontare i suoi demoni e il suo doloroso passato, anche con scene esplicite durante il corso della storia, senza che ci sia tutto questo dramma?

EDIZIONE ITALIANA.
Mi sento molto presa in giro da questa copertina. .__. È risaputo che la Newton Compton con i titoli e le copertine non ci azzecca - figuriamoci la combo titolo + copertina - ma quelli in copertina, oltre ad avere quindici anni, mi sembrano una Shailene Woodley rossa e un aspirante Justin Bieber. .___. Visto che stiamo parlando di “adoni tatuati” mettetemi in copertina un tizio del genere, o no!?

A questo punto io non so trovare risposta ai due quesiti che mi sono posta all'inizio (a) se il libro avesse seguito il cammino che già immaginavo leggendo solo la trama, senza averne mai sentito parlare prima, e b) capire perché questi libri sono così addictive, perché ne vengono pubblicati così t a n t i) perché a) non sono riuscita a finire il libro, e b) non ho trovato nessun elemento addictive a cui aggrapparmi per proseguire la lettura. Su questo secondo punto, però, potete aiutar-mi/-ci voi: Perché leggete questi libri? Cosa sperate di trovare? Le solite dinamiche e descrizioni dopo un po' non vi stufano? Siete anime romantiche che sognano l'amore con un bad boy oscuro e misterioso? Aiutatemi un a capire un po' questo mondo, vi prego! Perché c'è una vera e propria invasione in atto, e io non riesco a capacitarmene!
É vero che è la stessa identica situazione post-Twilight, in cui il fenomeno vampiri (o più in generale creature sovrannaturali, in cui il massimo in cui si può incorrere è essere spiati dalla finestra la notte) e paranormal romance è dilagato a dismisura allo stesso modo, ma qui (non in Nonostante tutto ti amo ancora nello specifico, dico in generale) non riesco a spiegarmi la scelta che si fa nell'inserire determinate tematiche per poi far girare tutto attorno il rapporto dei due protagonisti, e l'uso di un linguaggio basso e gratuitamente volgare, per cominciare.


Oh, poi ognuno fa quello che gli pare, eh. Sinceramente non mi importa se la gente legge o non legge questi romanzi, se gli piacciono oppure no, se quello che ho scritto sono tutte cavolate e ha più che senso quello che io trovo senza senso. Non sto qui per criticare o giudicare (che di questi tempi c'é fin troppa gente che si arroga questo diritto solo per dar aria alla bocca), ho voluto solo scrivere un paio di mie riflessioni. Non verrò mai ad additarvi perché vi è piaciuto, ad esempio, Nonostante tutto ti amo ancora. XD

31 commenti:

  1. Mi trovi d'accordo, io sono stanca di vedere pubblicazioni su pubblicazioni di queste robe. E anche io come te mi chiedo: ma chi diamine li legge? D: CHI LI COMPRA?!
    cover tutte e dico TUTTE uguali, trame e storie identiche, banali e stupide. Tragedie e problemi non da poco trattati con leggerezza. Questi libri mi innervosiscono infatti non li leggo più, ne parlavo giusto ieri con Denise.
    Peccato, potrebbero pubblicare tanti altri libri meravigliosi.

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    1. "cover tutte e dico TUTTE uguali, trame e storie identiche, banali e stupide."
      ↑ Una cosa stranissima che mi succede è che inizio a confondere anche i libri di una stessa serie perché hanno le copertine identiche. o.o Sono prese tutte da uno stesso servizio fotografico e le differenze sono minime, se uno se le trova davanti senza pensarci. Quando leggo "Il nuovo capitolo della serie xx in uscita il giorno xx" e vedo la copertina mi trovo a pensare "Ma questo non è già uscito?! ._." (esempio).

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  2. Tu mi capisci ç_ç
    Ammetto di essere sempre stata allergica a questo genere di romanzi, quindi me ne tenevo alla larga, ma questo post mi uccide dentro e mi diverte moltissimo al medesimo tempo XD

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    1. Anche io me ne tengo alla larga perché alla fine non mi interesso minimamente alla loro esistenza, ma quando vedo interrotta una mia serie dalla stessa CE che poi pubblica queste cose a non finire (tutte. dannatamente. uguali) mi sale l'angoscia. D:

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  3. Mi trovo perfettamente d'accordo con te e sono anni ormai che mi chiede cosa queste persone (queste donne più che altro) cerchino in un libro, cosa trovino di affascinante in queste storie che io reputo banali, scritte male e pure demoralizzanti. Certo, per carità, capisco che avere propri gusti sia assolutamente lecito e vorrei dire che non giudico le persone che impazziscono per questo genere di letture, ma purtroppo, devo ammetterlo, non riesco a non farlo.

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    1. Interrogativi che mi pongo anche io :/ per questo spero che qualcuno venga ad illustrarmi il suo punto di vista e le sue ragioni.

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  4. È arrivato a sorpresa anche a me ^^'

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  5. La Newton COmpton e io abbiano chiuso i rapporti anni fa. Alcune volte mi tenta, alle volte le sue edizioni mi lasciano perplessa per poi prendere la drastica decisione "No, meglio l'edizione inglese!".
    I nonsense e la logica che va a quel paese non fanno perdere la pazienza solo a te ;)
    PS: Credo che quell'adone fosse su una copertina New Adult, ma mi va benissimo il suo profilo instangam #love

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    1. La NC ha il vantaggio di avere dei prezzi tentatori v.v ma mi rifrena la paura di vedere un'altra serie interrotta.

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  6. Non ho mai letto questo genere di libri, ma in questi giorni non sei la prima di cui leggo questo tipo di riflessione. Concordo in pieno con ciò che hai detto: fare di temi dolosi una base drammatica su cui sviluppare una storia è ormai routine, le copertine che sembrano fotocopie e storie spesso prive di un vero significato... mi hanno stufata! D:
    Preferisco sicuramente storie più o meno complesse, ma in grado di lasciarmi qualcosa una volta voltata l'ultima pagina, non solo lui, lei e l'amore difficile.

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    1. Quella è proprio una cosa che non mi piace. >_<

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  7. Mi consola tutto ciò. Io non sopporto più tutti questi libri. Le copertine identiche,le trame idem, i personaggi non parliamone, temi anche un po' più difficili e delicati trattati con la profondità di una pozzanghera!e non sono nemmeno scritti bene,anzi!La fiera della banalità, del trash e della tristezza.
    Ed è un'invasione! Sono tantissimi ç_ç
    Spero che finisca presto questa "moda", ma ho dei dubbi.
    Ah si,è arrivato pure a me a sorpresa. Non credo riuscirò a leggerlo. Mi viene l'orticaria solo a vederlo in giro per casa!

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    1. Non mi va giù che temi delicati e difficili vengono trattati, appunto, con la profondità di una pozzanghera. ç.ç Non riesco proprio ad accettarlo, mi spiace.

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  8. Hai espresso chiaro e tondo il mio pensiero da quando ho letto il titolo e la combo cover dalla Newton Compton. L'ultimo libro del genere che ho rispolverato (proprio nelle ultime settimane di dicembre) é stato il romanzo della Premoli (L'amore non è mai una cosa semplice). Certo alcuni elementi sono stati un po' cliché ma dopo essermene tenuta alla larga e dico proprio evitare la peste ho scoperto una nuova autrice su cui affrontare nuovamente il genere. Lo spero. Non ho letto ancora nulla in questo 2016 della Premoli, ci sono comunque suoi titoli che ho intenzione di leggere.
    Oddeo! Non ti facciamo nessuna colpa se hai voluto far sapere la tua anche se hai interrotto la lettura. Dai quei pochi estratti che hai condiviso, oh signore. Come fa a vendere questa roba? Chi li legge si può realmente definite lettore o semplicemente masochista?!

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    1. Come ho scritto a Chiara qui sotto, non voglio fare di tutta l'erba un fascio. Sono sicura che ci siano libri meritevoli, ma tra tutti queste copie non sono in grado di individuarli perché ormai sono per una certa "snobberia letteraria". c.c

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  9. Avevo letto così tanti pareri positivi che ero decisa a leggerlo, nonostante inizialmente non ne avessi l'intenzione, ma ora leggo gli estratti che hai messo e ci rimango decisamente male >.< Non so se lo leggerò, oppure se lo farò sarà solo per avere una mia opinione. La cover come al solito è orribile ç.ç

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    1. Ovviamente questo è il mio pensiero :) non voglio obbligare nessuno a mollare una lettura che ritiene potenzialmente interessante! Ora non so se augurarti buona lettura, però. v.v

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  10. Allora, ti rispondo da amante del genere Romance. Io sono particolarmente legata a questo genere perchè è quello che ha fatto nascere la mia passione per la lettura e di questo non gli sarò mai grata abbastanza. Amo i drammi, i segreti e le situazioni strazianti. Perchè? Sinceramente perchè, per quanto siano estremizzate, mi dà forza vedere come dopo una battuta di arresto ci si possa rialzare. Ora, salvo alcune eccezioni (la Hoover per esempio, che non mi delude MAI), il problema di questo genere è che è diventato troppo commerciale. Ho amato romanzi come Una ragione per amare (e seguiti), Dieci piccoli respiri, Ti aspettavo, Il confine di un attimo e molti altri in cui il bad boy tutto piercing e tatuaggi non si vedeva neanche di striscio. Odio la serie della Crownover, odio gli ultimi romanzi della Armentrout (che peraltro all'inizio amavo come scrittrice!), odio After (che per di più ritengo diseducativo al massimo) e compagnia bella. I libri che ti ho citato prima li ho letti circa 1 anno/1 anno e mezzo fa, quando ancora questo genere non era popolare. Oggi come oggi quello che abbiamo sono trama banali e fatte con lo stampino, personaggi scialbi e stereotipati, drammi inseriti senza nè capo nè coda che puntano a commuovere nel modo sbagliato il lettore, senza trasmettere più nessun insegnamento. Per non parlare del continuo uso di un linguaggio volgare che tutte le volte mi fa venir voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra. E ovviamente di copertine e titoli che mi fanno passare la voglia di leggere e di acquistare. Perchè però piace così tanto? Probabilmente perchè è la moda che riesce ad omologarci senza che ce ne rendiamo conto. Come quando ascoltiamo per la prima volta una canzone che non ci piace più di tanto, ma poi a forza di ascoltarla ci entra in testa e iniziamo ad apprezzarla. A causa di tutto questo, ormai, sono diventata molto più selettiva sui Romance che scelgo di leggere. Ma per fortuna, in mezzo a queste mosse puramente commerciali, c'è ancora qualche romanzo degno di appartenere a questo genere.
    P.s. Com'è che sono sempre così prolissa quando commento i tuoi post? ahah sorry

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    1. Ciao Chiara :D
      Vorrei ringraziarti dal profondo del mio cuore per il tuo commento da amante del genere *^* e non preoccuparti, scrivi pure tutto quello che ti viene da scrivere.
      Per risponderti: Sono più che certa che in questo “genere” ci siano libri che si distinguono da queste robE. Hai citato Colleen Hoover, e infatti i suoi libri sono gli unici che riesco a leggere e che mi ispirano. Ho letto solo Slammed e Hopeless, ma tutte le sue trame mi sembrano originali e i personaggi ben caratterizzati - e poi lei non è mai volgare. Ogni tanto mi piacerebbe leggere una storia d’amore bella forte/tragica/importante/romantica ben scritta e che non commercializzi il dolore o problematiche di un certo tipo, ma leggendo le trame di queste ultime pubblicazioni mi sembrano tutte uguali (stessi personaggi, stesse dinamiche) e non mi sento invogliata affatto.
      Di questi libri ne vengono pubblicati tonnellate su tonnellate da un po’ di tempo, e in questo modo, secondo me, non riescono ad emergere quelli davvero meritevoli. Sono sicura che ci siano bei libri (new adult?), ma proprio perché io, ad esempio, parto già prevenuta, sono portata a snobbarli.
      E questo è un male per il libro, l’autore, per me lettore, per tutti i lettori e per la Casa Editrice: ci focalizziamo solo su ciò che può vendere facile e non su quello che passa o rimane della lettura.
      Ho letto un riassunto ben dettagliato su tutta la serie After e, mamma mia o.ò diseducativo è dir poco. Con quale spirito si leggono questi libri? Con quale spirito si scrivono?
      Visto che sei amante del genere vorrei chiederti se riesci a consigliarmi qualche libro che non presenti gli elementi di cui, dal post, avrai capito non mi piacciono di questo filone. :)

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    2. Aiuto, compito difficile, ma ci provo volentieri e spero davvero che tu riesca a trovare qualcosa di tuo interesse. Allora, per prima cosa non posso che consigliarti di proseguire con i romanzi della Hoover perchè quella donna è un genio. Se devi scegliere, però, ti suggerisco di provare con Maybe Someday o Confess, perchè Ugly Love si discosta un po' dai suoi soliti romanzi e non sono sicura ti piacerebbe. Un altro romanzo che ti consiglio è Il tuo meraviglioso silenzio di Katja Millay. Non c'è neanche bisogno di dirlo, ma non farti ingannare da titolo e copertina che come al solito sono fuorvianti. Un altro libro è Il confine di un attimo della Redmerski (e se per caso dovesse piacerti consideralo uno stand alone perchè il seguito è pessimo). Forse potrebbe esserci una scena - all'inizio, quando lei parte - che potrebbe non convincerti, ma sii fiduciosa! Poi Una ragione per amare/per restare/per vivere è una trilogia che mi era piaciuta molto all'epoca e se non ricordo male (perchè l'ho letto davvero un sacco di tempo fa) non c'era nessuno degli elementi a sfavore. Di sicuro però è pieno di drammi XD Ultimo romanzo è Dieci piccoli respiri, quello che credo ti piacerà di meno, ma che a me è piaciuto di più. Sono uscita devastata da questa lettura. È vero che c'è il solito strafigo di turno (ma niente bad boy, tranquilla) e il linguaggio potrebbe non essere totalmente limpido (scusa, non riesco a ricordare con precisione!), ma ho trovato la trama davvero ricca e particolare. Stupendo *-* Per il momento mi sento di consigliarti questi. Hanno tutti il filo comune della storia travagliata e poi del lieto fine (caratteristica inevitabile), ma sono alcuni di quelli a cui sono più affezionata. Io li ho letti tutti quando mi stavo ancora approcciando a questo genere, per cui spero che l'esasperazione a cui ti hanno portata le pubblicazioni odierne non ti impedisca di goderti questi libri. Ho un po' paura che tu possa vedere ancora una volta la stessa storia ripetuta all'infinito, perchè alla fin fine per appartenere a questo genere qualche elemento di somiglianza devono pur averlo. Incrocio le dita! Fammi sapere se decidi di leggerne qualcuno e ovviamente quale sarà poi la tua opinione. ;)

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    3. Grazie per i tuoi mille consigli, sei stata un tesoro. *w*
      Sicuramente proseguirò con Colleen Hoover - ora che ne abbiamo parlato, mi è venuta una voglia matta di leggerla. ;) Credo che seguirò l'ordine che mi hai lasciato.
      Il libro di Katja Millay ce l'ho in inglese! L'avevo iniziato ma poi, non so perché, l'ho messo da parte. Potrei riprenderlo a breve. :)
      La serie della Redmerski la "conosco"! Se anche tu mi dici che il seguito è inutile (non sei la prima di questo parere), allora potrei provare il primo e fermarmi lì.
      Ten Tiny Breaths l'ho letto!! Alcune cose mi sono piaciute altre no, e quindi non sono stata invogliata a proseguire. Non so, se ritrovo fiducia nel genere, tento!

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  11. Vengo nel tuo angolino per vedere cosa mi sono persa durante la mia assenza virtuale e mi trovo davanti sta perla di post *o* evviva Veronica *fa un inno a Vero*
    Devi sapere che questo libro è arrivato pure a me senza che lo avessi chiesto... io però ho fatto un ragionamento diverso... dettato dal pregiudizio, lo so, ma a quanto pare ho fatto solo bene: l'ho messo nella pila dei libri che "no, grazie" giudicandolo solo da trama e cover. E grazie al cielo... nemmeno io ce l'avrei mai fatta a leggere una roba simile.
    Ma poi oh, lui che è, uno scaricatore di porto? E va be' che si dice che gli uomini pensano solo al sesso, ma cacchio questo è fuori del tutto °-° che esagerazione! Si nota poco che l'autrice non è un uomo eh è.è
    Personalmente anche io evito tutti sti libri fatti con lo stampino e sono d'accordo con Chiara qui sopra di me, che dice che il problema non è il genere, ma il fatto che adesso vada di moda questo >.<
    Io non escludo proprio di leggere libri di questo tipo, ma prima di convincermi ce ne vuole... sono moltomoltomolto selettiva... moltissimo! Tipo che 1 può darsi, 99 no XD
    La Hoover te la stra-consiglio pure io comunque :3

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    1. Puoi iniziare a farmi costruire la statua. c:
      Anche io sono diventata pregiudizievole (?) verso questo genere, infatti quando nonna mi ha detto che mi era arrivato un pacco dalla Newton Compton ho tremato. D: Però ho voluto fare un esperimento, dal momento che a me non è costato nulla perché tanto se avesse cominciato a non piacermi, l'avrei interrotto senza problemi (come ho fatto). L'idea di questo post mi è venuta durante la "lettura".
      E io sono d'accordo con te e Chiara v.v SO che ci sono quelli meritevoli, ma per il fatto di essere diventata "snob" per quanto riguarda questo genere mi passano sotto il naso inosservati.

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  12. A me questo tipo di libri non mi piacciono proprio devo essere sincera, non trovo niente di appassionante oltre al fatto che sembrano tutti uguali.. e dire che appena ho letto la trama ho pensato "questo libro affronta temi forti" con la speranza che fossero trattati in maniera esemplare e invece leggendo ciò che hai riportato con le tue riflessioni (giustissime) mi è caduto completamente. Niente da fare credo proprio di non capire cosa ci trovano le persone in libri scritti così (non per i temi che affronta ma per il modo in cui lo fa).

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    1. "non per i temi che affronta ma per il modo in cui lo fa"
      È questo che la maggior parte delle volte mi fa girare le scatoline. Non mettere di mezzo certi argomenti per trattarli con sufficienza!

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  13. Guarda, io ne ho letto un paio, ma risalgono a quando ancora il genere non era molto diffuso. Mi sono piaciuti, ma appunto perché ancora erano una novità. Per farti un esempio, il primo romanzo che ho letto della Hoover (Slammed) l'ho adorato tantissimo, ma adesso ogni volta che leggo un altro libro di questa autrice non riesce mai ad appassionarmi come vorrei. La ragione principale è che sfruttano situazioni delicate per accaparrarsi la simpatia del lettore - simpatia che da parte mia non c'è mai -, fatto che mi fa davvero andare in bestia. Se davvero vogliono parlare di abusi, perdite e altri dammi vari, che lo facciano con realismo e tatto. Parlando de libro che hai letto (a metà), non mi ispirava quando ho saputo che sarebbe uscito, ma adesso sono assolutamente convinta di non leggerlo xD

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    1. Ecco, io e te la pensiamo esattamente allo stesso modo. (◡‿◡✿)

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  14. Gentilissimi il marchio "libri a sorpresa" per chi non è informato è dell'Arduino Sacco Editore. Dateci una occhiata al sito http://www.arduinosaccoeditore.eu/libri-a-sorpresa/

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    1. Spero la mia domanda sia lecita e spero di ricevere una risposta, perché sono curiosa.
      Cosa vorrebbe dire, che nessuno può più permettersi di scrivere questa frase "libro a sorpresa" perché appartiene a voi? Io posso anche capire, ma mi sembra un po' esagerato, soprattutto perché è una frase semplice che viene detta e scritta milioni di volte...

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    2. Gentile Editore,
      la ringrazio per avermi informato di essere proprietario del marchio "libri a sorpresa".
      Ritengo di aver riportato nel mio post una semplice frase di uso quotidiano, che tra l'altro è "libro a sorpresa" e non "libri a sorpresa".
      Specifico che non sono un editore, non mi sto appropriando del suo marchio in alcun modo, né sto facendo pubblicità a mio vantaggio per scopi di lucro.

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