mercoledì 6 gennaio 2016

RECENSIONE: L'Usignolo di Kristin Hannah

CIAO A TUTTI c:
Innanzitutto volevo augurarvi buona giornata: BUONA GIORNATA!
Poi volevo parlarvi del primo libro che ho divorato letto quest'anno e che verrà pubblicato fra poco meno di una settimana (12/01) dalla Mondadori. Spero che il mio parere possa esservi di aiuto e che la mia recensione non vi schifi troppo. LOVE.


L’Usignolo
di Kristin Hannah

Mondadori  12 Gennaio 2016  480 pagine  19,50€  ITA
Il coinvolgimento della Francia nella seconda guerra mondiale stravolge le vite delle sorelle Vianne e Isabelle Rossignol, così distanti per carattere e scelte di vita. Vianne ha trent'anni e conduce un'esistenza tranquilla col marito Antoine, e con la tanto desiderata figlioletta Sophie, in un paesino della campagna francese dove lavora come maestra elementare; mentre Isabelle, più giovane di qualche anno, passa da un collegio all'altro. A unirle solo l'abbandono e il rifiuto del padre. Nell'agosto del 1939 Antoine purtroppo è chiamato al fronte e, poco meno di un anno dopo, i tedeschi minacciano di prendere Parigi. In quello stesso periodo Isabelle si fa cacciare dall'ennesimo collegio e il padre decide di mandarla dalla sorella, perché la aiuti. Ma ben presto Isabelle si unisce alle fila della Resistenza, dapprima come messaggera e poi come passeur, intraprendendo una vita da fuggiasca col nome di Usignolo, una scelta che la porterà a rischiare di morire di fame e stenti come prigioniera politica in un campo di concentramento...

My rolling thought
Nel silenzio tra loro, Vianne udì una rana gracidare e le foglie frusciare sopra le loro teste, mosse da una brezza che profumava di gelsomino. Un usignolo cinguettò un triste canto di solitudine.
Qualcosa mi diceva che prima o poi, non so perché, avrei letto questo libro pur non sapendo di cosa parlasse nello specifico la prima volta in cui le nostre strade si sono incrociate; il titolo “The Nightingale” e la cover di quell’azzurro che è uno dei miei colori preferiti mi avevano colpito per la loro eleganza e semplicità. La scoperta della prossima pubblicazione italiana ha reso necessaria, da parte mia, una lettura più attenta e approfondita della trama, facendomi continuare a desiderare ardentemente di leggere questo libro (anche se non rientra in quella categoria di libri che sono solita leggere, ma io so stupirmi in molti modi).
L’Usignolo parla di donne, di donne durante la guerra, di donne durante l’occupazione Nazista in Francia. Non so dire se il lavoro dell’autrice sia in qualche modo corretto sotto ogni punto di vista - certo, è pur sempre una storia romanzata - perché non sono una storica e le mie conoscenze riguardo questo periodo sono molto elementari, ma ho trovato le vicende estremamente plausibili, e ciò che ho letto rispecchia in gran parte le mie conoscenze sommarie. È stata una lettura interessante da svolgere perché, come viene detto nel libro, quando si parla di guerra viene sempre sottolineato il ruolo degli uomini in essa, e L’Usignolo vuole essere uno scorcio su ciò che la guerra ha significato per tutte le moglie, le figlie e le donne in generale che sono rimaste nelle loro case a svolgere un altrettanto importantissimo ruolo, a far fronte ad una vera e propria guerra che si potrebbe definire domestica, fatta di minacce e portata avanti con la paura da chi ha occupato con la forza e la violenza le loro terre e le loro vite.
L’Usignolo è narrato sotto il punto di vista di due sorelle, Vianne e Isabelle, due donne con un temperamento completamente diverso l’una dall’altra e separate da quasi dieci anni di età che stanno cercando, ognuna secondo i propri modi, di sopravvivere alla guerra.
Vianne è la maggiore e deve occuparsi non solo di Sophie, la sua bambina, ma gestire anche sua sorella Isabelle e il soldato Nazista che si è stabilito in casa sua. Vianne è la più razionale e timorosa tra le due, forse per via del suo ruolo di mamma, e in un primo momento potrebbe sembrare anche la più debole, ma il suo è solo istinto materno di protezione verso i suoi figli.
Isabelle, al contrario, forse per la sua giovane età o forse per il fatto di essersela sempre dovuta cavare da sola fin da piccolissima, è avventata e passionale. È quel tipo di personaggio che, nei suoi confronti, fa passare il lettore attraverso diverse fasi: curiosità, simpatia, intolleranza, irritazione, ammirazione.
Entrambe le sorelle però, in quasi cinquecento pagine, sapranno mostrare il loro grandissimo coraggio, mettendo a rischio le loro stesse vite per quelle degli altri, degli innocenti, delle semplici persone. Pur essendo due personaggi completamente inventati dalla mente dell’autrice, due (e sicuramente più) donne come Vianne e Isabelle sono sicuramente esistite. Le sorelle Rossignol sono un simbolo, la voce di tutte quelle milioni e milioni di persone che hanno realmente sofferto e hanno realmente vissuto la guerra sulla propria pelle.
Mi sono ritrovata genuinamente interessata a seguire le vicende di queste due sorelle e di tutti quei personaggi che gravitano attorno a loro, e mi sono sentita coinvolta nel seguire ogni singolo destino. Mi sono sentita anche turbata, arrabbiata, desolata e inorridita per tanta cattiveria e i suoi effetti devastanti. Forse potrebbero sembrare sentimenti facili o parole spicciole da parte di una persona che non ha vissuto in prima persona queste esperienze e che spera mai e poi mai di viverle ma, come ho detto, questo libro ha dipinto ciò che ho sempre pensato della guerra (bambini costretti a crescere troppo in fretta per sopravvivere; l’oppressione del nemico che si intrufola in ogni luogo, anche in quella casa che dovrebbe rappresentare il luogo sicuro di ogni persona; le spaccature che si realizzano all’interno della comunità in cui hai sempre vissuto e con cui hai condiviso la tua vita) e di nuovo, forse sempre con parole spicciole, la mia conclusione è sempre la stessa: nessun uomo dovrebbe arrogarsi il diritto di far soffrire in questo modo un suo simile.
Sotto certi aspetti, non è stata una lettura priva di difetti ai miei occhi e secondo la mia testa - infatti ho trovato alcune parti ingenuamente troppo accelerate e altre troppo lente; un innamoramento troppo veloce nonostante poi sia stato uno degli elementi della storia che più mi ha colpito; e dei capitoli al presente un po’ traballanti (tranne l’ultimo), seppur necessari -, ma rimane il fatto che mi ha colpito e interessato, quindi sono più che soddisfatta di aver conosciuto Vianne, Isabelle e tutti gli altri. 

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)

8 commenti:

  1. Ora finalmente so di cosa parla. L'avevo visto in giro senza però mai andare a vedere di cosa parlasse. Sempre davvero bello e quindi va diritto nella mia WL

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    1. Contenta di esserti stata utile. ☀

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  2. Bella recensione! *-*
    I romanzi ambientati durante la Guerra mi incuriosiscono sempre molto e credo che prima o poi darò una chance anche a questo :D

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    1. uuuuh *--* allora spero che questo possa piacerti!

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  3. Mi ispira un sacco, ma come al solito faccia fatica a uscire dalla mia comfort-zone v.v la tua recensione mi fa ben sperare però... ce la posso fare!

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    1. Beh oddio v.v io non ho risentito parecchio il fatto che sia di un genere che non leggo spesso. :D

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  4. anche a me ha catturato la copertina ma ero troppo indecisa se leggerlo o no.. ora con la tua recensione sono sicura che lo leggerò, quindi sei colpevole dell'allungamento della mia TBR ehehe

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡