venerdì 27 novembre 2015

RECENSIONE: Panic di Lauren Oliver

HELLO TO YOU!
Questo mese è stato vergognosissimo dal punto di vista delle recensioni D: se penso che questa è l'unica che sono riuscita a scrivere mi vien voglia di sotterrarmi.
Comunque. Ho deciso di parlarvi di Panic cavalcando l'onda del Blogtour (QUI la mia tappa in cui potete leggere l'incipit del romanzo) ma anche perché è uscito proprio ieri. Spero che il mio parere possa esservi di aiuto e che possiate scusarmi se non so più scrivere una recensione - mi sento arrugginita.


Panic
di Lauren Oliver

Safarà Editore  26 Novembre 2015  336 pagine  18,00€  ITA
È arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un’America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi. Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio. Sei pronto a giocare?

My rolling thought
Il coraggio stava nell'andare avanti, nonostante tutto. C'era sempre un modo per risalire, e uscirne, e non c'era bisogno di avere paura.
Quello che mi sono chiesta subito dopo aver finito di leggere Panic è stato questo: Perché fino ad ora mi sono imbattuta solo in commenti negativi o comunque piuttosto tiepidini su questo libro? Perché è stato più volte paragonano ad Hunger Games e definito la sua copia più debole?
Io non lo so, ma posso assicurarvi che, oltre la parola GIOCO, queste due storie non hanno niente in comune tra di loro. Panic non è un distopico e Panic, il gioco, non è nemmeno l’argomento centrale del libro: Panic è un libro sulla disperazione, sulla rabbia e sulla vendetta; Panic è un libro sulla paura di ciò che riserva il futuro, dell’angoscia che comporta il pensiero di non riuscire a migliorare la propria condizione, di rimanere intrappolati, senza speranze, e di non riuscire ad aiutare chi si ama.
La trama è semplice ma efficace, cautamente lenta all’inizio per diventare sempre più adrenalinica man mano che si procede con la lettura. L’elemento di attrazione del romanzo sono sicuramente le prove a cui vengono sottoposti i protagonisti, e io mi sono chiesta fin dall’inizio cosa potesse essersi inventata la Oliver per mettere in crisi i suoi personaggi. Il problema è che loro in crisi lo sono fin dall’inizio.
Ancora una volta i personaggi di Lauren Oliver si sono rivelati realistici e credibili come pochi, qui in modo particolare. È facile immedesimarsi in Heather e Dodge, condividere con loro un cuore spezzato, l’incertezza del futuro, la rabbia e la voglia di vendetta. Il POV si divide tra loro due, quindi è ancora più semplice farlo. Inizialmente Heather sembra una macchiolina grigia, sfocata, un essere fatto unicamente del risentimento che prova per una relazione finita male, ma poco alla volta riesce a convincere che non è solo un personaggio guidato da una discutibile gelosia adolescenziale, che la sua storia è molto di più. Dodge, al contrario, irrompe fin da subito con la sua prepotenza e la sua voglia di vendetta; il suo unico obiettivo è quello di pareggiare i conti, e si è travolti senza possibilità di fuga da questo uragano fatto di rancore e incoscienza.
Altri due personaggi fondamentali in Panic sono Nat e Bishop, i migliori amici di Heather. Loro tre inizialmente e poi con Bishop dipingono un bellissimo quadro di ciò che significa la parola amicizia: loro, con le loro punte di gelosia e i loro piccoli litigi, rappresentano quell’amicizia imperfetta ma indissolubile che dura per sempre, su cui si sa che si può contare in ogni momento.
Continuo ad ammirare all’infinito Lauren Oliver per le sue trame precise e accurate: lei ha in mente un’idea, che costituisce il nucleo centrale del romanzo, e tutto gira attorno ad essa senza che si divaghi o che venga inserito forzatamente ciò che in realtà non c’è. E il suo stile, oh, dopo ben sette libri letti sono sempre più convinta che il suo stile sia uno dei più non-convenzionali e forti che io abbia mai letto. Lei ricorre a similitudini e metafore inconsuete che in un primo momento lasciano spiazzati per le strane immagini che suggeriscono, ma che alla fine fanno capire che non ci sarebbero potute essere parole più adatte perché riescono a rendere davvero l’idea di ciò che vogliono dire.
Quindi, alla fine, cos’è Panic/Panic? Per me Panic è una metafora, un viaggio, un rito di passaggio. Panic è la storia di giovani adulti che devono vincere la paura più grande di tutte accompagnati solo dai loro mille interrogativi e dubbi: diventare adulti.
Allontanate ogni tipo di pregiudizio e iniziate a leggere questo libro.

★ ★ ★ ¾ ☆
Good. :)

6 commenti:

  1. Uhm mi hai incuriosita! u_u lo voglio! ho letto recensioni a 5 stelle, questa è la prima con 3 e mezza però voglio farmi un'idea mia leggendolo
    :*

    RispondiElimina
  2. Sempre più incuriosita! Per ora ho letto più o meno tutti pareri come il tuo e continuo a volere fortemente questo libro *.*

    RispondiElimina
  3. Già mi incuriosiva, ora devo leggerlo per forza, sembra un buon libro! Sai ancora farle le recensioni, te lo dico io u.u

    RispondiElimina
  4. Va bene è.è mi hai convinta, ok? è.è
    Devo dire che le recensioni che sto leggendo in questi giorni mi stanno facendo davvero voglia di dargli una possibilità e la tua mia ha dato il colpo di grazia Y.Y
    Non mi aspetterò di certo il libro perfetto, ma sono proprio curiosa :3

    RispondiElimina
  5. Ammette che un po' mi ricorda Hunger Games, ma non è assolutamente una cosa negativa v.v sono troppo curiosa di leggerlo!

    RispondiElimina
  6. Bellina la recensione ^^
    Io l’ho finito ieri (trovi la mia recensione cliccando qui ) e devo dire che mi è piaciuto parecchio, molto più di Ragazze che scompaiono.
    Un libro con una trama a mio parere appassionante e diversissimo da Hunger Games come invece molti hanno notato. Dei personaggi forti, soprattutto Heather, che con Bishop era shipposissima ahah.
    Una scrittura, poi, scorrevolissima, come solo la Oliver sa fare.
    Niente, a me è piaciuto ahah!
    Un abbraccio,
    Rainy

    RispondiElimina

Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡