mercoledì 25 novembre 2015

BLOGTOUR: Panic di Lauren Oliver - Tappa #15


HELLO, LOVELY READERS!
Oggi il blog ospiterà la Tappa #15 del Blogtour dedicato all'uscita di Panic di Lauren Oliver - YEY. Questi sono i dati della nostra edizione:


© Safarà Editore

Panic
di Lauren Oliver

Safarà Editore  26 Novembre 2015  336 pagine  18,00€  ITA
È arrivata una nuova estate a Carp, una cittadina senza futuro immersa nel cuore grigio di un’America sonnolenta. Ma con la fine della scuola arriva anche Panic, la competizione segreta a cui partecipano i diplomati al liceo cittadino, e come ogni anno è pronta a dissipare il torpore e scatenare i conflitti più violenti, le alleanze più inaspettate, i sentimenti più profondi. Heather, Dodge, Nat e Bishop: un gruppo di amici, una serie di prove da superare. Paura e coraggio, lealtà e tradimento, il miraggio di un primo amore, un biglietto per il futuro; la posta in gioco è altissima, e così anche il rischio. Sei pronto a giocare?

Mentre questo è il contenuto della mia tappa - L'INCIPIT DEL ROMANZO -, seguito dalle regole per poter provare a vincerne una copia e dal mio #momentodaPanic:


Sabato 18 Giugno
Heather

L’acqua era così fredda che tolse il fiato a Heather, mentre si faceva largo tra i ragazzi che erano accalcati sulla spiaggia e che stavano in piedi nell’acqua bassa, sventolando asciugamani e cartelli fatti a mano, facendo il tifo e incitando quelli che ancora dovevano saltare.
Prese un respiro profondo e andò sott’acqua. Il suono delle voci, delle grida e delle risate si spense immediatamente.
Solo una voce restò con lei.
Non volevo che succedesse.
Quegli occhi; le lunghe ciglia, il neo sotto il suo sopracciglio destro.
È solo che c’è qualcosa in lei.
C’è qualcosa in lei. Il che stava a significare: non c’è niente in te.
Aveva pianificato di dirgli che lo amava quella sera.
Il freddo era assordante, una scarica energica che le attraversava il corpo. I suoi shorts di jeans sembravano appesantiti da sassi. Fortunatamente, anni a sfidarsi nel ruscello e a gareggiare nella cava con Bishop avevano reso Heather Nill una forte nuotatrice.
L’acqua era carica di corpi, che si contorcevano e calciavano, spruzzando, galleggiando: erano i saltatori, insieme alle persone che si erano unite alla loro nuotata celebrativa e che si erano riversate nella cava ancora vestite, trascinando lattine di birra e spinelli. Riusciva a percepire un ritmo distante, un tenue rumore di tamburi, e lasciò che questo la trasportasse nell’acqua, senza pensieri, senza paura.
Il senso di Panic era proprio questo: non avere paura.
Infranse la superficie in cerca d’aria e vide che aveva già attraversato la corta distesa d’acqua, raggiungendo la riva opposta: un orribile ammasso di rocce deformi, rese scivolose dal muschio nero e verde, impilate una sull’altra come un’antica collezione di Lego. Bucherellate da fessure e crepe, si ergevano verso il cielo, gonfiandosi al di sopra l’acqua.
Trentuno persone avevano già saltato, tutti amici e vecchi compagni di classe di Heather. Restava solo un piccolo gruppo di persone in cima al promontorio: un lembo di costa rocciosa e frastagliata, che si ergeva nell’aria per dodici metri nella parte nord della cava, come un gigantesco dente che cercava di uscire a morsi dalla terra.
Era troppo buio per vederli. Le torce e il falò illuminavano solamente la costa, pochi metri dell’acqua scura color inchiostro, e le facce delle persone che avevano saltato, ancora a galla in acqua, trionfanti, troppo felici per sentire il freddo, mentre schermivano gli altri concorrenti. La cima del promontorio era una massa nera disordinata, dove gli alberi invadevano le rocce, o le rocce erano attirate lentamente verso il bosco, una delle due cose.
Ma Heather sapeva chi erano. Tutti i partecipanti dovevano annunciarsi una volta raggiunta la cima della scogliera e per questo Diggin Rodgers, il commentatore di quell’anno, ripeteva i nomi in un megafono che aveva preso in prestito da suo fratello più grande, un poliziotto.
Dovevano saltare ancora tre persone: Merl Tracey, Derek Klieg e Natalie Velez. Nat.
La migliore amica di Heather.




PREMI E REGOLE
In palio ci sono 5 copie del romanzo.
È OBBLIGATORIO:
  • Diventare lettori fissi dei blog partecipanti; 
  • Seguire la pagina Facebook e/o Instagram e/o Twitter di Safarà Editore; 
  • Commentare tutte le tappe (con il #momentodaPanic QUI).
È FACOLTATIVO:
  • Scattare una foto per il #momentodaPanic e condividerla su Facebook, Instagram o Twitter con l'hashtag #momentodaPanic
  • Seguire i blog sulle rispettive pagine Facebook.

#MOMENTODAPANIC 
Sono una persona che si impanica facilmente per ogni minima cosa e a cui scorre più ansia che sangue. Devo fare un esame? Pura ansia. Devo ricaricare il telefono? Il panico per aver sbagliato a dare il numero anche se sulla ricevuta sembra quello giusto. Devo prendere l’autobus? Ansia e panico, perché non è come il treno che segue il binario e se ti rendi conto che hai sbagliato scendi alla prossima fermata, no! Dove sono? Come faccio a tornare a casa? Chi sono?? L’autobus mi ansia parecchio.
Ma il più grande #momentodaPanic l’ho vissuto lo scorso Settembre in aeroporto, di ritorno da Londra. Non ho ansia nel prendere l’aereo, mi viene solo una certa preoccupazione quando devo passare sotto il metal detector mentre la valigia passa il suo, di controllo. Generalmente sono una persona precisa, previdente e ordinata quindi, quando mi trovo in queste situazioni, cerco sempre di andare con meno oggetti problematici possibili e, ovviamente, di rispettare tutte le indicazioni.
Ora. Siamo lettori e noi lettori, si sa, ovunque andiamo facciamo razzie. Io avevo comprato la bellezza di sei libri e in valigia non ci entravano, ma ero stra-sicurissima di raggirare la sicurezza mettendoli tutti nella mia sacchetta di tela che doveva passare per “piccola borsa” (oh, beh, dai!, la gente per “piccola borsa” intende addirittura gli zaini di scuola!). Una volta sistemate nella vaschetta la valigia e la sacchetta di tela - casualmente coperta dalla felpa per non dare troppo nell’occhio - e superato il metal detector, mi sono messa ad aspettare le mie cose facendomi gli affari di una povera signora a cui stavano facendo dei controlli più approfonditi perché avevano rilevato qualcosa di strano, quindi le avevano completamente disfatto la valigia. Il mio primo pensiero è stato subito quello di immaginarmi in quella stessa identica situazione… fino a quando non mi sono resa conto che la vaschetta con le mie cose si era fermata proprio accanto a quella della signora. ANSIA. NON AVEVO SUPERATO I CONTROLLI. PANICOPANICOPANICO. SONO I LIBRI, LO SAPEVOALLARME ROSSO! NON VOGLIO CHE ME LI PORTIATE VIA, SONO MIEI! *voce della ragione* VERONICA! ACCIDENTI A TE E ALLA TUA ASSENZA DI FORZA DI VOLONTÀ! DOVEVI PRENDERNE PER FORZA SEI, DI LIBRI? NON TE NE BASTAVA UNO? EH? EH?? EH??? ORA SONO AFFARI TUOI! È QUELLO CHE TI MERITI! FINIREMO IN GALERA E IO NON HO FATTO NIENTE SE NON CONSIGLIARTI DI NON RIPORTARTI TUTTI QUEI LIBRI! Si è avvicina l’addetta, ha tolto la felpa e ha cominciato a fare il tampone alle mie cose. IL TAMPONE? NON SONO UNA SPACCIATRICE! SNIFFO SOLO LIBRI, NIENTE DI ILLEGALE!! IL TAMPONE?? NO NO NO, QUI NON CI SIAMO! NON VOGLIO CHE MI PERQUISIATE, NON MI TOCCATE! ODIO IL CONTATTO FISICO! A farmi salire l’ansia ancora di più è stato il fatto che l’addetta si è avvicinata senza chiedere di chi fosse la valigia o guardarmi in faccia, svolgeva il suo compito nella massima indifferenza. MA NO, SPIEGAMI! COSA STA SUCCEDENDO? MI ARRESTERETE?? HO DIRITTO AD UNA CHIAMATA??? LA CHIAMATA NON MI SERVE, VISTO CHE MIA MADRE È APPENA PASSATA DAL CONTROLLO, WTH!!! Dopo un interminabile minuto, l’addetta, restituendomi le mie cose, mi ha spiegato che era un semplice controllo a campione, darling. Io, che avevo completamente perso la facoltà di parlare, figuriamoci parlare in inglese!, ho annuito, ho raccolto le mie cose e me ne sono andata. CONTROLLO A CAMPIONE?!! A ME??? WTH!!


La mia tappa si conclude qui. :) Fatemi sapere nei commenti se l'incipit del romanzo vi ha incuriosito e/o se avete avuto una disavventura simile alla mia, così mi sento meno sola. èwè HAVE A NICE DAY!

20 commenti:

  1. Si fa sempre più interessante questo libro!

    p.s. bellissimo il tuo momento da Panic ahahaha sono crepata dal ridere!

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  2. Sono sempre più curiosa di leggere questo libro!! *w*

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  3. un estratto molto interessante. La curiosità cresce! ;)

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  4. L'attesa per leggere questo libro si fa sentire sempre di più <3

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  5. Bellissimo l'incipit!! Ho sempre più voglia di leggere il libro per intero!! E il tuo #momentodaPanic è fantastico!! :-) Alla prossima tappa!

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  6. entusiasmante! non ci sono altre parole

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  7. Il libro sembra davvero interessante! Per quanto riguarda il #momentopanic io sono esattamente come te XD oddio se ci penso!

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  8. Oddio il tuo momento da Panic AHAHAHAHAHAHHA
    In ogni caso l'incipit mi ha scatenato un sacco di curiosità in più!! Lo stile della Oliver mi piace già :3

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  9. L'incipit è fantastico. Lo stile della Oliver ti cattura e non ti lascia. Meraviglioso!

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  10. Voglio assolutamente questo libro! credevo che fosse in prima persona ma è bello lo stesso. Spero che sia bello anche il resto del libro!

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  11. E la voglia di leggere il libro cresce ancora di più *-*

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  12. Fantastico riconoscere un'anima affine dal suo momento Panic! Hahahaha!
    Comunque ho finito il libro ieri sera e mi è piaciuto molto. Un po' troppi momenti "paranoid", ma ottimo livello di adrenalina! :)

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  13. Lo stile della Oliver è unico! *-* Mi piace tutto quello che scrive e questo libro sono certa non sarà da meno! ;-)

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  14. Non vedo l'ora di poterlo leggere completamente! L'incipit ti intriga ancora di più della trama e della copertina. Mi sono sentita come se fossi lì, con Heater! Lo stile della Oliver non si smentisce nemmeno in questo libro, noto.
    La tua disavventura mi ha fatta sorridere! Detesto i controlli in aeroporto perché ho sempre il timore che mi fermino. La seconda volta che ho preso l'aereo mi hanno fermata ai metal detector perché era suonato - mi ero dimenticata di avere l'accendino in tasca - e la tizia si era avvicinata per controllarmi. Invece, ho "vissuto" un'avventura come la tua ma ad occhi esterni. Al ritorno dal viaggio-studio, all'aeroporto di Londra, fermarono un ragazzo e gli fecero svuotare l'intera valigia per controllare. Ero in ansia io per lui.

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  15. Mi piace un sacco questo incipit, intrigante al punto giusto è.è basta, datemi questo libro e nessuno si farà male è.è

    Il tuo #momentodapanic mi ha fatto morire :'D ti adoro! Anche a me una volta hanno fatto il controllo a campione (quando sono andata a Madrid mi pare) v.v mi hanno proprio aperto la valigia (mi pare °-°) e poi la tizia "posso?" con il tampone in mano... e io "ehm ok..." mica poi puoi dirgli no XD chissà cosa penserebbero :'D

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  16. Per fortuna che esce presto! Non vedo l'ora di averlo tra le mani!

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  17. Ce l'ho in lista dall'inizio del blogtour questo libro! *-* Mi sta piacendo tantissimo e spero presto di leggerlo!!

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  18. AHAHAHAH anch'io vado in panico quando do il numero di telefono per fare la ricarica, nonostante lo controlli dieci volte minimo xD stessa cosa per l'autobus, ma per le fermato, dato che non conosco la città ed è da poco che lo prendo e sì, anche perché un paio di volte ho sbagliato lol
    Carino l'incipit, non vedo l'ora di leggerlo ❤

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  19. Ecco pensavo di essere stata stupidina a non aver seguito con regolarità le tappe, ma purtroppo ho avuto delle cose urgenti da risolvere a casa e non sono riuscita a farlo prima, ma ecco sono felice perchè ho avuto la possibilità di leggere anche la tua recensione che magari avrei perso.....
    cosa dire se durante il tour ho scoperto di amare questo libro alla follia (non so se riuscirò a non comprarlo prima della fine del tour) la tua recensione e l'incipit hanno contribuito ad accrescere la mia curiosità e la mia voglia di leggerlo.
    Per quanto riguarda la tua ansia non ti preoccupare sono andata all'Expo in Settembre ed avevo lasciato nello zaino che uso per fare le escursioni in montagna il coltello per tagliare il pane, quando sono passata alle scansioni ho visto due paia di occhi alzarsi su di me e mio marito e guardarci come fossimo pazzi ..... ci hanno chiesto cos'è quella cosa lunga di metallo dentro lo zaino vicino alla bottiglia d'acqua e noi come due stupidi abbiamo risposto che non c'era niente solo l'acqua una felpa e niente più mi hanno fatto svuotare lo zaino ed è saltato fuori il coltello avrei voluto si aprisse un buco nella terra si sono messi a ridere tutti e ci hanno guardato come pensando ma dove hanno la testa questi tra le nuvole, io volevo rispondere nel libro che è accanto al coltello ahahahah, almeno tu non hai fatto brutta figura io mi sarei sgozzata col coltello ahahah
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  20. E vabbè, ma se mi spiattelli così l'incipit mi fai salire la curiosità alle stelle!!

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)