mercoledì 27 agosto 2014

RECENSIONE: La cacciatrice di fate di Elizabeth May

Buon (primo-)pomeriggiooo :)
Mi sono presa un infarto perchè blogger non mi caricava la pagina per incollare la recensione o_o" e dire che stamattina mi sono svegliata proprio con l'intento di scriverla e farvela leggere. Per fortuna sono riuscita ad aprirla, dopo un paio di caricamenti. *yeee* Come sempre, spero che vi sia di aiuto. :D
PS: volevo dare il benvenuto ai nuovi follower. BENVENUTI! Non siate timidi, mi farebbe piacere conoscervi. c:

La cacciatrice di fate
The Falconer di Elizabeth May

Editore: Sperling & Kupfer (18 Febbraio 2014)
Pagine: 325
Prezzo: € 16.90
Lady Aileana non ha paura della notte: è nelle pieghe del buio che può compiere la sua missione. Non ha paura degli stretti vicoli di Edimburgo e dei pericoli che vi si annidano: è lì che può trovare le sue prede. Perché Aileana, giovane figlia del marchese di Douglas, nasconde un segreto: se di giorno è una perfetta gentildonna del diciannovesimo secolo, alle prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti, di notte è una spietata cacciatrice di fate. Tutto è iniziato un anno prima, la sera del suo debutto in società: la stessa, tragica sera della morte di sua madre, uccisa da un essere soprannaturale. Da allora, Aileana sente dentro di sé una voce selvaggia che la sprona alla vendetta. Da allora, ha intrapreso un duro addestramento per imparare a combattere le fate: creature assetate di sangue che si nutrono dell’energia vitale degli umani. È stato Kiaran, il suo affascinante maestro, a fare di Aileana una guerriera, allenandola alla battaglia. E sarà lui a farle scoprire lo straordinario destino che l’attende. Perché Lady Aileana è l’ultima cacciatrice di un’antica stirpe, l’unica in grado di proteggere l’umanità la notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte, ormai imminente, del solstizio d’inverno.

My rolling thought 
Non sento più la musica. Sfioro con la mano il mio abito di seta blu, nel punto preciso in cui è nascosta l’arma. Mi sforzo di recitare mentalmente le mie lezioni. Contegno. Grazia. Sorridi. Uccidi.
Dal giorno in cui sua madre è rimasta vittima dell’attacco di una fata, Aileana non è più la stessa. Ha abbandonato stoffe e merletti, almeno di notte, per andare a caccia delle creature che hanno distrutto la sua vita e le hanno portato via la persona che più ammirava al mondo, oltre alla figura del padre, che ora più che mai sembra essersi allontanato da lei ancor di più. Aileana, però, non deve preoccuparsi unicamente del mondo fatato, ma anche di quello più comunemente umano. Essendo sempre sotto il giudizio della gente per via della sua condotta, deve cercare di comportarsi in modo consono e adeguato in qualunque situazione pubblica. E’ passato quasi un anno dall’attacco, e Aileana non è ancora riuscita a vendicare la madre. Nonostante Kiaran, la fata che la addestra e la educa sul mondo fatato, le abbia proibito di andare a caccia da sola, la sete di vendetta è sempre più forte. Ma più ci si avvicina al solstizio di inverno, più le fate sembrano aumentare. Qualcosa si sta smuovendo sotto il suolo di Edimburgo, e presto Aileana verrà chiamata per rispondere al suo destino.

Qualche mese fa mi sono imbattuta in una recensione negativa di questo romanzo che ha ucciso del tutto la mia voglia di leggerlo. Come se non bastasse, pochi giorni dopo mi sono imbattuta anche in una discussione che ne criticava il fatto di non essere uno romanzo steampunk e che lo distruggeva sotto ogni più piccolo punto di vista. Ecco, sinceramente ormai mi sono abituata a non tenere in conto il modo in cui viene presentato un romanzo, perché il 99,90% delle volte si etichetta un libro solo a scopi commerciali. Essermi imbattuta in tutta quella negatività non ha fatto altro che portarmi a riporre il libro sullo scaffale, e a pazientare per trovare il momento giusto per leggerlo senza aspettarmi troppo, anzi, aspettandomi un disastro. Il punto è, ora che l’ho letto, che La cacciatrice di fate mi è piaciuto. Sono contenta di averlo letto perché, oltre ad aver scovato un bel libro – almeno per me -, mi sono ri-trovata a ri-pensare che questa non è altro che la ri-dimostrazione che ciò che non piace ad una persona potrebbe piacere ad un’altra, e che qualunque cosa susciti un minimo di curiosità deve essere provata, prima o poi.
De La cacciatrice di fate ho apprezzato davvero tutto: la storia, l’ambientazione e la figura delle fate; Aileana, la protagonista bad ass che di notte ne va a caccia; Kiaran, la fata bella e misteriosa che fa da maestro ad Aileana; Derrick, il piccolo e adorabile pixie che vive nell’armadio della ragazza; Gavin, il fratello della migliore amica di lei che si ritroverà immischiato nelle vicende. Mi rendo conto che detta così sembri sempre la solita storia, e in fondo in fondo lo è, ma non posso negare che ciò che ha scritto Elizabeth May mi sia piaciuto.
La cacciatrice di fate non è il primo romanzo sulle fate che leggo. Attraverso altri romanzi completamente incentrati su queste figure, o in altri in cui compaiono marginalmente, mi sono fatta una cultura abbastanza ampia su di loro e sul loro mondo. Le fate che presenta Elizabeth May sono le fate cattive, quelle sanguinarie e assetate di energia, continuamente alla ricerca di vite umane, quelle di cui si parla poco: Redcap, Revenant, Baobhan Sìth, Cù Sìth, Daoine Sìth. Si vede che l’autrice ha fatto le sue ricerche, e ognuno di questi esseri fatati viene descritto alla perfezione e sotto ogni caratteristica, sia fisica che soprannaturale.
L’ambientazione in cui si svolgono le vicende è affascinante e favolosa. La Scozia è già di per sé una terra piena di mistero e con una forza attrattiva particolare, come se avesse una vita tutta sua che i più non riescono a vedere, in rari casi solo a percepire. La Scozia di Elizabeth May, però, oltre ad essere vittoriana, ha anche un tocco steampunk: tra balli, merletti e incontri pomeridiani per il thè, fanno capolino macchine volanti e strani oggetti e marchingegni a cui i personaggi fanno ricorso con semplicità e disinvoltura. Sono rimasta incuriosita da alcune piccole invenzioni, quindi spero che nei prossimi volumi l’autrice si sbizzarrisca ancora di più dando sfogo alla sua fantasia.
In questa Scozia Aileana va a caccia di fate dal giorno in cui sua madre è morta. Lei l’ho praticamente adorata: è forte, coraggiosa, orgogliosa, egocentrica e testarda, ma anche estremamente fragile, però nasconde questo aspetto di sé dietro la rabbia e la vendetta. Con me non è successo, ma potrebbe non risultare simpatica all’inizio. L’ho adorata perché è davvero davvero davvero davvero davvero davvero una protagonista bad ass: a volte avventata e sconsiderata, ma in una marea di personaggi sempre indecisi e in difficoltà oggettivamente superabili, lei è davvero una manna dal cielo. Non chiede di essere salvata, si salva da sola.
Accanto ad Aileana c’è Kiaran. Ripeto: misterioso ed intrigante. Fino alla fine non si riesce a capire bene cosa nasconde… anzi, nemmeno alla fine si capisce. Io non l’ho capito. So solo che questi due, insieme, mi piacciono molto molto moltissimo. Il mio cuore però appartiene già a Derrick, questo piccolo e simpaticissimo pixie che adoro da matti. E’ fenomenale. E’ divertente e con la lingua tagliente. Lo adoro, punto.
La parte “umana” non è così interessante come quella fatata (spero che Elizabeth May approfondisca o faccia comparire di più determinati personaggi), ed è costituita essenzialmente dalla famiglia della migliore amica di Aileana (oltre a suo padre, una persona orribile, brrr): Catherine, suo fratello Gavin e la madre, Lady Cassilliis. Catherine non mi è dispiaciuta come personaggio, solo passa inosservata: lei è la tipica ragazza rispettosa delle buone maniere e che fa ciò che dice la madre, ma è un’amica fedele e fin troppo complice pur non sapendo nulla della vita segreta di Aileana. A Gavin viene dedicato più spazio che alla sorella perché, inevitabilmente, si ritroverà coinvolto nelle vicende. Anche lui non mi dispiace come personaggio, ma vorrei di più. Insomma, Elizabeth May: mi aspetto che nel prossimo libro mi combini un bell’intreccio da cui sarà difficile venirne a capo. Mi hai capito.
In tutto questo mare di parole, per me La cacciatrice di fate si potrebbe riassumere così: quello che ho letto mi è piaciuto tanto e vorrei che, nei prossimi libri, l’autrice si concentri di più su quei piccoli dettagli che potrebbero arricchire ancora di più la sua storia. E che non mi riservi un altro finale come questo qui. Perché non è un finale, NON-LO-E’. Per il resto, go Aileana!

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

16 commenti:

  1. E' da quando è uscito che voglio leggerlo! Probabilmente attenderò l'uscita anche del secondo, tanto per essere sicura che non interrompano la serie ><

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  2. Ciao:) Questo libro mi interessa davvero tanto...di solito non amo le fate, ma forse dipende solo dal fatto che i pochi libri che ho letto con il piccolo popolo non mi sono piaciuti. Però questo sembra diverso, penso ne valga un tentativo.

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  3. Anche io ho dato quattro stelline e concordo con te su quasi tutto, soprattutto su Derrick (voglio un pixie nell'armadio pure io!) e sul finale-che-non-è-un-finale... Avrei dato un voto più alto se non fosse per quel cliffhanger. Va bene un finale aperto, ma questo è troppo aperto. Avrei anche voluto saperne di più su Kiaran, che non è riuscito a conquistarmi.

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  4. Steampunk o non steampunk, è piaciuto anche a me! ^_____^ Leggerò il sequel con piacere (tanto più che hai ragionissima, il finale non è un finale proprio per niente! XD), quando uscirà... Non fosse altro che per Derrick, quell'adorabile, piccolo brontolone! <3

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  5. Complimenti per la recensione! :) Cmq è vero, non sempre quello che agli altri nn piace non piacerà nemmeno a noi, infatti io leggo sempre quello che mi ispira.. The falconer è fantastico, io l'ho letto anche e mi è piaciuto un sacco! Derrick è uno spasso e Aileana è un bel personaggio, sono curiosa di scoprire nei seguiti cosa succederà!

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  6. Bene bene *^* anche a me era passata un po' la voglia di leggerlo perché avevo letto una brutta review, ma devo dire che la tua mi ha fatto tornare la voglia di prenderlo tra le mani *__* ottimo!

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  7. mmmm non sono molto entusiasta della versione cattiva delle fate :( peccato perché dalla copertina e dal titolo questo libro mi ispirava :(

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  8. Voglio assolutamente leggerlo!!! *--*

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  9. All'inizio non mi ispirava proprio, non so perché.. forse perché la cover italiana mi inquietava un po' (mentre quella originale la trovo splendida), ma adesso che ho sentito vari pareri positivi mi è venuta voglia di leggerlo. Le fate in realtà non sono proprio le mie creature preferite, ma visto che sono cattive.. :)

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  10. ho sempre voluto leggerlo, solo che, dopo le prime recensioni positive, sono arrivate quelle negativissime che mi hanno fatto passare la voglia e_e ad ogni modo credo che potrebbe piacermi e voglia dargli una possibilità! Il finale è quello che mi spaventa di più D:

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  11. Sono curiosa di leggerlo! Mi ispirava ma il rating non era altissimo, la tua rece mi da un pò di fiducia :P

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  12. Bisogna sempre seguire la propria testa :3
    Anche io però mi ero lasciata influenzare dalle recensioni negative, lo ammetto. E sì, anche dalla cover >.< lo so che non si fa >.< ma a volte è più forte di me >.<
    Tu invogli sempre, quindi una porticina ora gliela tengo aperta <3

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  13. E' da quando si è iniziato a parlare di questo romanzo che voglio leggerlo. Non so davvero cosa sto aspettando (e io non mi sono nemmeno mai imbattuta in recensioni negative, anzi).

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  14. Voglio dargli una possibilità, la storia sembra intrigante e io non ho mai letto niente riguardo alle fate, ed il fatto che il tema venga trattato bene dall'autrice mi dà fiducia :)

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  15. É nella listona, come saprai se gli hai dato un'occhiatina ^^

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  16. Ciao Vero ,
    questo libro l'ho adocchiato da mesi per la copertina meravigliosa e la trama intrigante..devo dire che ancora non l'ho letto >.< devo recuperare!!

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)