sabato 19 luglio 2014

RECENSIONE: Non è estate senza te e Per noi sarà sempre estate di Jenny Han

Salve-salvino c:

Mio fratello è stato così gentile da prestarmi - di nuovo - il piccì una manciata di ore per scrivere qualcosina. Ho frugato letteralmente tra le recensioni in arretrato e ho scelto di scriverne una doppia per i volumi conclusivi della Summer Trilogy. Delle trame ho detto pochissimo, ma mi è stato impossibile scrivere senza accennare a due dei fatti più rilevanti che succedono nei libri. Non so quanto si possano definire spoiler dal momento che già nelle prime pagine saltano fuori, ma io vi avverto lo stesso. °-°

Non è estate senza te
It’s not summer without you di Jenny Han

Editore: Piemme Freeway (3 Giugno 2014)
Pagine: 318
Prezzo: € 12.00
Belly ha sempre contato ogni singolo giorno che la separava dall'estate, cioè da Conrad e Jeremiah. Ma non quest'anno. Perché Susannah è di nuovo molto malata e Jeremiah ha smesso di curarsene. Tutto quello che nella vita di Belly era bello e giusto sta crollando e lei vuole solo che quell'inverno non finisca mai. Poi però arriva una telefonata che cambia tutto di nuovo: Conrad è scomparso. 







Per noi sarà sempre estate
We’ll always have summer di Jenny Han

Editore: Piemme Freeway (24 Giungo 2014)
Pagine: 347
Prezzo: € 12.00
Sono passati due anni da quando Conrad ha detto a Belly di mettersi con suo fratello. Da allora, lei e Jeremiah sono stati inseparabili. Ma la loro relazione non è felice come dovrebbe. Infatti, quando Jeremiah commette il peggiore errore che un ragazzo può commettere, Belly è costretta a chiedersi se quello sia davvero il grande amore. Davvero Jeremiah è il ragazzo giusto? Davvero lei ha smesso di amare Conrad?

My rolling thought
Io ho sempre amato soltanto due ragazzi, entrambi con il cognome Fisher. Conrad è stato il primo, e l'ho amato come lo si può fare solamente la prima volta. Poi c'è stato Jeremiah. I miei due grandi amori.
Non è estate senza te e Per noi sarà sempre estate sono rispettivamente il secondo e il terzo volume della trilogia di Jenny Han iniziata con L’estate nei tuoi occhi che racconta la storia di Belly e dei due fratelli Conrad e Jeremiah. Il primo volume, con tutti i difetti del mondo, era riuscito in qualche modo a piacermi/intrattenermi e a convincermi a leggere i seguiti grazie alla sua leggerezza e scorrevolezza, con la promessa di trovare una Belly più matura e consapevole di ciò che vuole e di ciò che fa. Purtroppo Belly è rimasto il mio più grande problema e la storia non si evolve in un particolare modo da farle assumere un certo spessore, rimanendo sempre in bilico tra il passabile e lo sconcertante.

Non è estate senza te credo si possa definire una grande delusione. Nonostante la piega drammatica presa dalla storia nel volume precedente, qui viene dedicato pochissimo all’intera faccenda e tutto - tutto! - diventa il pretesto per mettere di nuovo in scena i drammi di Belly. Ci sono davvero davvero tanti tanti argomenti che Jenny Han lancia per cercare di far riflettere sull’argomento dolore e perdita, ma ho trovato tutto - tutto! - minimizzato e, in un certo senso, anche ridicolizzato rispetto alle questioni d’amore tra Belly, Conrad e Jeremiah. So che questa trilogia si presenta essenzialmente come lettura da spiaggia, da estate, da mare, da vacanza… che parla d’amore, del primo amore, dei problemi di cuore… (odio le etichette) ma non è detto che una lettura del genere non possa acquisire spessore ed elevarsi a qualcosina in più. In poche parole, il tira e molla tra Belly e i due fratelli dopo un po’ annoia. Tutti e tre si atteggiano da adulti e si immischiano in situazioni più grandi di loro: è ammirevole, da una lato, ma ci sono altri modi per far sentire la propria voce in modo più convincente senza portare all’esasperazione chi ti circonda. La lettura rimane comunque semplice e veloce, i capitoli sono sempre brevi e, per fortuna, i numerosi flashback che confondevano nel primo libro, qui, sono molti ma molti di meno. Una novità introdotta in questo secondo libro è il punto di vista di Jeremiah: pochi capitoletti, comunque, che non riescono a far spiccare bene il suo personaggio e che continua a ricordarmi l’assistente di un clown. Non è estate senza te non mi ha convinto per niente: fin dall’inizio ho pensato che il titolo si riferisse a Susannah, ma ora ho i miei dubbi…

Ciò che mi ha spinto a leggere Per noi sarà sempre estate è stato questo: i finali della Han che ti mettono la pulce nell’orecchio. Non sapevo proprio cosa aspettarmi da questo terzo ed ultimo volume dopo la delusione del secondo, ormai consapevole di dover mettere da parte tutte le mie speranze per quanto riguarda la crescita di Belly. Ora, a serie finita, posso dire che non è stata una bruttissima lettura come è stata quella del suo predecessore, anzi: è riuscito ad intrattenermi come era successo con L’estate nei tuoi occhi. Ciò che mi ha divertito di più è stato leggere di Belly andare fuori di testa per l’organizzazione del suo matrimonio. Sì, matrimonio. Sì, suo. Sì, mi sono divertita. Sì, è assurdo associare “Belly” e “matrimonio”. Comunque, questo è ciò che ha fatto Jenny Han. Ogni tanto si inciampa in discorsi senza senso e crisi isteriche, ma, rispetto a Non è estate senza te, non si avverte il desiderio di farla finita dopo una manciata di capitoli e sotterrare il libro sotto la sabbia. Quello che non mi è affatto piaciuto è stato il cambio di direzione troppo netto e troppo imprevisto preso dai personaggi nella loro caratterizzazione: Jeremiah diventa improvvisamente un ragazzo pigro e intollerabile, Conrad il ragazzo perfetto, che si mette da parte e soffre in silenzio (come è stato per Jeremiah, qui vi sono alcuni capitoli dal punto di vista di Conrad). E’ come se Jenny Han volesse farci patteggiare a tutti i costi e definitivamente per uno e non per l’altro, che viene dipinto in modo completamente diverso da come è stato fino ad ora, forse per incontrare il favore dei lettori nel finale. Due parole sull’epilogo: fortunatamente è andato come doveva andare, e ringrazio Jennny Han per questo. Se avesse fatto in altro modo dopo tutte le torture psicologiche a cui mi ha sottoposto Belly, credo che l’avrei maledetta a vita.

Credo che definirei la mia avventura con questa serie abbastanza turbolenta. Alternando momenti di insofferenza assoluta a momenti piuttosto piacevoli, sono riuscita ad arrivare alla fine e, tutto sommato, non ne sono poi così scontenta. E’ innegabile il fatto che Jenny Han abbia scritto una trilogia semplice e scorrevole, perfetta per il periodo estivo, che può risultare anche piacevole se non la si prende con troppe pretese e aspettative. Di sicuro, se dovessi ritrovarmi a leggere di nuovo una storia del genere, credo che troncherei immediatamente la lettura. Di sicuro, continua ad ispirarmi l’altra sua serie, To all the boys I’ve loved before, che spero di leggere al più presto. La Han non scrive male, ma “di suo” ho odiato solo una cosa: Belly.

★ ★ ★ ☆ ☆ =
Good. :)
(Il voto intende la serie in generale)

6 commenti:

  1. Ciao :), ho letto il primo e mi è piaciuto mentre il secondo è stata una delusione completa, mi manca il terzo che spero di leggere presto :*

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    1. Il secondo è stato una vera d-e-l-u-s-i-o-n-e, concordo assolutamente. :/ Il terzo non è male, è un po' come il primo, e spero possa piacerti. Fortunatamente sono riuscita a farmelo andare abbastanza a genio prendendolo alla "leggera". Credo che con questi libri funzioni così. :3

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  2. To all the boys I loved before ispira molto anche a me, mentre questa trilogia proprio no... Non penso la leggerò :-/

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    1. Guarda, se qualcuno mi avesse avvertita prima, non li avrei letti nemmeno io. Purtroppo mi sono fidata della media di Goodreads e ho fatto male :/ è la seconda volta che mi succede, quindi ora ho imparato ad essere più cauta.
      To all the boys I loved before continua ad ispirare anche me, però. :D

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  3. Heeeey <3

    Mi associo al tuo grande problema: Belly xD
    Sta ragazza ha dei seri problemi, non ha neuroni.
    Ma ahimè, nonostante Belly sia stata una vera pannocchia di protagonista, la serie non mi è dispiaciuta, insulsa e banalotta ma scorrevole. Il pizzico di trash mi ha fregata xD ma non gli ho dato più di tre stelline u.u ho anche io una dignità XD
    Però fidati, "To all the boys I've loved before" è tutta un'altra storia :)

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    1. Aaaaaaah, trovo qualcuno che può capirmiiiiiiiiiiiiiiiiiiii T^T Belly è pessima sotto ogni punto di vista, stop.
      Sì, esatto: è una serie scorrevvole e semplice e banale, che alla fine ti fa passare qualche ora... ma ora basta. XD Dare più di tre stelline sarebbe stato da ricovero insieme a Belly.
      Oh, bene *-* mi fido di te!

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