mercoledì 2 gennaio 2013

RECENSIONE: La Creatura di Chris Priestley

Eccomi qui con la prima recensione dell'anno. ^O^
Premetto che l'anno scorso il Frankenstein di Mary W. Shelley mi ha ossessionata per mesi e mesi (ho dovuto trattarlo come argomento di esame -.-) e quindi, tanto per non farmi mancare nulla, ho deciso di leggere anche La Creatura di Chris Priestley, un bellissimo romanzo che mi ha riportato alla memoria tutta la tristezza che ho provato nei confronti della Creatura portata in vita da Victor Frankenstein.
[Le citazioni sono del Frankestein.]
Buona lettura.


TitoloLa Creatura
Titolo originaleMister Creecher
Autore: Chris Priestley
Data di uscita:  22 Novembre 2012
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 288
Prezzo: € 9,90

Una creatura gigantesca e mostruosa potrebbe essere già dietro di voi. Londra, 1818. Billy è un piccolo furfante di strada. Portafogli e borsette sono le sue specialità. Cretur invece è un mostruoso gigante, un incubo orribile e spettrale, un essere che terrorizza e spaventa chiunque lo incontri e che non sembra neppure umano. All’inizio Billy e Cretur decidono di darsi una mano a vicenda, solo per pura convenienza. Ma tra crimini orribili e grandi slanci di generosità, a poco a poco tra loro nasce un legame che assomiglia sempre più alla vera amicizia. Fino a quando i due decidono di lasciare Londra e partire per un lungo viaggio verso nord, affrontando ladri di cadaveri, esperimenti scientifici, folle sanguinarie e amori impossibili, sulle tracce di uno scienziato che si diletta di arti oscure. Un uomo che ha commesso un peccato che non può perdonarsi e non può essere perdonato. Un uomo che si chiama Victor Frankenstein... Siete pronti a vivere un'avventura terrificante?

My rolling thought
Da dove, mi chiedevo spesso, deriva il principio della vita? Era un interrogativo ben arduo, uno di quelli che sono sempre stati considerati senza risposta, e tuttavia di quante cose potremmo venire a conoscenza se codardia e negligenza non ostacolassero la nostra ricerca!
Nella Londra vittoriana, Billy è un bambino orfano non più fortunato degli altri: si aggira tra i vicoletti scuri della grigia e fumosa capitale, si mescola tra la folla, e silenziosamente sfila i portafogli dalle giacche dei nobil'uomini e dalle borsette delle signore più eleganti. Tra un furto e l'altro, Billy cerca anche di non catturare l'attenzione delle altre bande di ragazzini. Lui lavora da solo ma, da quando è riuscito a fuggire dal suo precedente padrone che lo costringeva ad infilarsi tra gli stretti comignoli delle case, ha ancora dei conti in sospeso con delle persone poco raccomandabili. Una buia sera del 1818, davanti ad una libreria, qualcuno - o qualcosa - lo trae in salvo dai suoi nemici e da quel momento Billy intraprenderà un viaggio che lo porterà a fare i conti con la parte più nascosta del suo essere.


Una delle cose che mi sono sempre chiesta mentre leggevo il Frankestein di Mary Shelley è stata questa: durante tutto il tempo in cui noi seguiamo la storia dal punto di vista Frankenstein e i suoi tormenti, la Creatura cosa fa? E' vero che nei momenti di incontro tra il creatore e colui che è stato creato sulle montagne è la stessa Creatura che ci rivela qualcosa, ma la mia curiosità mi ha sempre portata a chiedermi se ci fosse stato dell'altro, qualcosa che lui non ci abbia voluto rivelare.
Credo che la stessa domanda se la sia posta anche Chris Priestley che, in questo romanzo, è riuscito a rispondere alla mia curiosità e a tessere una storia straordinaria e brillante, intrecciando in un solo romanzo due grandi opere del 1800 come il Frankenstein ed Oliver Twist.
Billy non è un ragazzino qualunque, un personaggio creato dalla mente di Priestley per dare vita ad una delle avventure della sua personale Creatura, ma è un personaggio preso in prestito da una delle tante opere di Dickens. In Oliver Twist, Bill Sikes è il socio in affari di Fagin, il povero ebreo che accoglie Oliver tra la sua cerchia di ragazzini e che lo getta in strada a rubare. E' un uomo spregevole, violento e ubriaco, e, secondo lo stile di scrittura di Dickens per cui tutti i buoni sono completamente buoni e tutti i cattivi sono campletamente cattivi, alla fine del romanzo non farà una bella fine. Ma come ha fatto Bill a diventare ciò che è? Quale percorso interiore ha dovuto affrontare per capire di non avere nessuna possibilità di redimersi, o cercare di migliorare se stesso e la sua condizione? Priestley ci da una possibile risposta.
Billy, già da ragazzino, è una persona sconfitta in partenza: ruba per sopravvivere e sopravvive per rubare; ha sperimentato la violenza e la cattiveria degli adulti fin da bambino; ha perso la mamma, il suo unico punto di riferimento. Billy non chiede niente a nessuno, solo di essere lasciato in pace, senza avere un programma per il domani perchè a volte il domani sembra talmente lontano e irraggiungibile...
Ma una sera Billy incontra Cretur. In lui vede qualcosa di strano, ne ha paura, teme che non sia completamente umano, e anche la richiesta che gli fa appare tanto assurda quanto insensata: inseguire per le strade di Londra due gentiluomini, il signor Frankenstein e il suo amico Henry Clerval. Ma pian piano Billy si lascia coinvolgere e si affeziona in qualche modo a quel gigante che legge libri per donne e che gli procura del cibo ad inizio e fine giornata. Anche dopo aver scoperto la verità su Frankenstein e Cretur - e dopo essersi scontrato più volte con lui - Billy non riesce ad abbandonare quel gigante all'apparenza tanto cattivo ma in qualche modo così buono da prendersi cura di lui. Sono due anime affini, Billy e Cretur: uno il prodotto di una società brutale e allienante, e l'altro delle folli ambizioni di una mente geniale. Billy e Cretur non hanno chiesto di essere portati alla vita, eppure si trovano a percorrere le sue strade insidiose e labirintiche, in cui è così facile cadere e perdersi per sempre. Billy e Cretur sanno che dovranno lasciarsi, per inseguire ognuno la propria storia e per andare incontro al triste epilogo che lo attende.
La Creatura è un romanzo di amicizia, crescita e perdita, dalle ambientazioni oscure e gotiche e dai toni tristi e malinconici, un pò come è l'animo umano.

3 commenti:

  1. Risposte
    1. Già, è stata una lettura piacevole! E poi sono sempre stata una fan della Creatura. *^*

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