venerdì 20 aprile 2018

RECENSIONE: The Lie Tree di Frances Hardinge

Ciao a tutti!
Oggi vi parlo di The Lie Tree di Frances Hardinge, romanzo che è stato tradotto dalla Mondadori qualche annetto fa con il titolo L’albero delle bugie (potete trovarlo sia in copertina rigida che in edizione economica). Io ho deciso di leggerlo in inglese perché l’edizione che ho scelto è illustrata Chris Riddell e perché, semplicemente, volevo leggerlo in lingua.
Vi anticipo che mi è piaciuto tanto, tantissimo!, e sicuramente lo ritroverete nella classifica delle letture migliori di quest’anno. Altrettanto sicuramente, nel prossimo futuro, leggerete altri post con protagonisti i libri di Frances Hardinge (ormai sono entrata in fissa).
AVVERTENZA: Per favore, non leggete la trama fornita dall’editore! Rivela fatti che accadono molto in là nel romanzo, oltre le cento pagine, e ciò rovina la lettura. Se siete ancora in tempo, evitatela! Al contrario, dimenticatela!!


The Lie Tree
di Frances Hardinge

Macmillan  20 Ottobre 2016  496 pagine  11,66 €  ITA
Fin da quando era piccola Faith ha imparato a nascondere dietro le buone maniere la sua intelligenza acuta e ardente: nell'Inghilterra vittoriana questo è ciò che devono fare le brave signorine. Figlia del reverendo Sunderly, esperto studioso di fossili, Faith deve fingere di non essere attratta dai misteri della scienza, di non avere fame di conoscenza, di non sognare la libertà. Tutto cambia dopo la morte del padre: frugando tra oggetti e documenti misteriosi, Faith scopre l'esistenza di un albero incredibile, che si nutre di bugie per dar vita a frutti magici capaci di rivelare segreti. È proprio grazie al potere oscuro di questo albero che Faith fa esplodere il coraggio e la rabbia covati per anni, alla ricerca della verità e del suo posto nel mondo. Magia, scienza e desiderio di libertà si incontrano in un questo romanzo, con una coraggiosa eroina che rompe gli schemi, nel solco di Jane Eyre.

My rolling thought
I want to be a bad example.
Faith, una ragazzina di quattordici anni figlia dell'Inghilterra vittoriana, è costretta a lasciare la sua casa nel Kent a causa di uno scandalo in cui è stato coinvolto suo padre, reverendo e naturalista, che ha a che fare con una delle sue scoperte scientifiche. La famiglia Sunderly spera di trovare riparo dai pettegolezzi su un’isoletta cogliendo l'occasione dell'inizio di alcuni scavi per cui è richiesta la presenza del reverendo, ma le voci corrono veloci e presto peccati passati, anche quelli che sembravano essere sepolti per sempre, tornano per tormentarla.
The Lie Tree di Frances Hardinge è un romanzo che si presenta come una mescolanza di generi: ci sono momenti thriller e atmosfere mistery, contaminazioni dal genere sovrannaturale e dell’orrore, uno studio approfondito dell’età vittoriana che rimanda al genere del romanzo storico. Inoltre è un romanzo dalla trama molto intricata, ci sono tanti piccoli misteri da svelare che ruotano attorno a quello centrale e tante piccole cosa da scoprire e su cui far chiarezza. Tuttavia è un romanzo molto compatto e chiara è la sua direzione fin dall’inizio: l’autorealizzazione della protagonista come autorealizzazione femminile in generale.
Frances Hardinge, infatti, racconta la storia di una ragazzina che, nonostante le avversità rappresentate soprattutto dalle convenzioni sociali dell’epoca in cui vive che vedono la donna solamente come creatura silenziosa e servizievole, riesce a infrangere tutte le regole per affermare se stessa e essere ciò che vuole essere veramente.
Da figlia di uno studioso esperto di fossili, Faith desidera seguire le orme del padre, nonostante la società si aspetta da lei che diventi una brava donna di casa pronta a sposare un uomo facoltoso.
Faith è dotata di una spiccata intelligenza e nutre un profondo amore per la scienza, è curiosa, intraprende e piena di risorse; al tempo stesso, risente delle pressioni di sua madre, che la vorrebbe una brava signorina — possibilmente anche silenziosa, di aspetto curato e di buone maniere —, e del peso degli interrogativi che si pone su se stessa e delle riflessioni che compie sui suoi pensieri e sulle sue azioni. L’autrice riesce quindi a caratterizzarla in modo assolutamente realistico, senza renderla una figurina o solamente “un personaggio da romanzo”.
Centrali in questo senso sono il rapporto padre-figlia e madre-figlia. Nonostante venga continuamente messa da parte, sottovalutata e in un certo qual modo anche sfruttata, Faith fa di tutto per conquistare la stima e la fiducia del padre mostrandosi meritevole del suo affetto e del suo amore, mentre pensa alla madre come a una donna frivola, opportunista e materialista. Con l’andare avanti della storia, l’infittirsi delle vicende e le scoperte che farà sulla sua famiglia, Faith sarà costretta a ricredersi e a cambiare la sua valutazione sui propri genitori, a dimostrazione che le persone sono molto più di quanto appaiono, percepiamo o vogliono farci credere che siano.
La protagonista è un dei due elementi più belli di questo romanzo, l’altro è lo stile di scrittura di Frances Hardinge: dettagliato, evocativo, profondo e accattivante.
Le scelte sul piano narrativo sono azzeccate in pieno. La Hardinge svela poco alla volta e non c’è nessuna rivoluzione clamorosa, riuscendo in questo modo a tenere viva e legata alla storia l’attenzione del lettore, che contemporaneamente elabora le proprie ipotesi circa il mistero centrale e riflette sulle tematiche sollevate dall’autrice.
L’albero delle bugie, di cui Faith scopre l’esistenza durante le sue investigazioni capace di svelare verità nascoste e segreti inconfessabili nutrendosi di bugie e riuscendo a sopravvivere solo nell’oscurità, è il chiaro rimando al percorso di crescita interiore di Faith che, scavando nella storia della sua famiglia e portandone alla luce i misteri, porta alla luce se stessa dall'oscurità per ribadire la sua essenza e la sua libertà.
Sviluppo scientifico e interrogativi religiosi corrono insieme, basti solo pensare al nome della protagonista e alla professione di reverendo e studioso naturalista di suo padre.
È un romanzo superbo sotto ogni punto di vista, dalla prosa, alla risoluzione dei misteri, fino alla caratterizzazione dei personaggi, è intrigante e ben sviluppato.
The Lie Tree centra il suo obiettivo e porta avanti una rivoluzione sociale tutta al femminile: la protagonista dimostra che le donne non sono creature indifese e fragili che necessitano di protezione, ma sono forti, intelligenti e caparbie tanto quanto gli uomini.
È dedicato a un pubblico giovane ma riesce a farsi apprezzare in pieno anche da un pubblico adulto, in particolare per lo stile di scrittura dell’autrice, l’accuratezza della ricostruzione storica e le atmosfere oscure.
Ve ne consiglio davvero la lettura perché è un romanzo stratificato e profondo, ogni pagina solleva un quesito e porta a fare una serie di riflessioni riguardo tematiche di attuale importanza, e perché la penna di Frances Hardinge è sferzante come una frusta.
This is a battlefield, Faith! Women find themselves on battlefields, just as men do. We are given no weapons, and cannot be seen to fight. But fight we must, or perish.
★★★★★
Wonderful. *^*