venerdì 13 aprile 2018

Il piccolo vagabondo di Crystal Kung

Ciao a tutti!
Oggi vi parlo de Il piccolo vagabondo di Crystal Kung, che ho potuto leggere grazie all’Ufficio Stampa della
Bao Publishing
 che mi ha contattato per propormelo (grazie Chiara ). È un fumetto di cui aspettavo l’uscita con una certa trepidazione, quindi sono molto contenta di aver avuto la possibilità di leggerlo subito per parlarvene a ridosso dell’uscita.
Un’informazione importantissima: il volume, insieme a tutto il catalogo, rientra nella campagna del -25%. Se vi ispira o se sono riuscita a incuriosirvi, vi consiglio di approfittarne e di recuperarlo perché lo pagherete solo 13,50€.


Il piccolo vagabondo
di Crystal Kung

Bao Publishing  29 Marzo 2018  171 pagine  18,00 €  ITA
Un libro muto, che si guarda come un cartone animato e si legge come una favola moderna. Un bambino senza nome né meta a fare da filo conduttore tra storie che potrebbero avvenire in qualunque città, perché appartengono al vissuto di tutta l'umanità.

My rolling thought
Tutti hanno un piccolo vagabondo nel proprio cuore.
Crystal Kung, giovane studentessa di animazione 3D e character design, nel corso della sua vita ha viaggiato tantissimo spostandosi tra Oriente e Occidente, tanto che lei stessa si definisce figlia del mondo, sente di non appartenere a nessun paese e a nessuna nazionalità.
Ne Il piccolo vagabondo, suo fumetto d’esordio dai toni autobiografici, riversa quindi la sua esperienza di vita e la sua concezione del mondo e dei rapporti umani.
Il volume si compone di sei racconti muti, le uniche parole che si possono leggere sono quelle delle frasi poste in apertura a ognuno di essi che suggeriscono il taglio narrativo delle vicende raccontate.
Il filo conduttore delle storie è un bambino, un piccolo vagabondo, che con il suo cappuccio rosso compare dal nulla per aiutare i protagonisti dei racconti a ritrovare qualcosa che hanno perduto. Lo seguiamo in diversi luoghi del mondo — dal Tibet, a New York, a Xi’an, a Xinjiang, a Shanghai e infine a Taipei —, nelle città in cui la stessa Crystal Kung ha vissuto, a dedicare un ritratto a una illustratrice troppo presa a disegnare il volto degli altri per ricordarsi il proprio, a porgere un ombrello a un uomo anziano da solo in mezzo alla pioggia, a farsi seguire con una piccola lanterna tra la nebbia da un uomo che torna dopo tanto tempo nel suo paese d’origine, a offrire una chiave a una giovane ragazza per permetterle di entrare in contatto con le persone che ha intorno.
Ci si può perdere in tanti modi — fisicamente, psicologicamente, artisticamente —, ma il piccolo vagabondo, come uno spirito guida, aiuta chi si è perso offrendo la possibilità di ritrovare il cammino perduto, se stessi o il rapporto con gli altri con un piccolo gesto.
Sono storie molto limpide e chiare, che mostrano una profonda sensibilità e una straordinaria attenzione per i sentimenti e per il mondo interiore dell’essere umano. Sono storie che non rimangono anonime o di difficile interpretazione, ma si aprono anche alla chiave di lettura che il singolo lettore trova tra le tavole. Sono storie dal carattere universale, che potrebbero avvenire in qualsiasi luogo del mondo e in qualsiasi momento.


Essendo un fumetto muto, la storia si sviluppa e va avanti unicamente attraverso il disegno e la sua forza espressiva.
Il silenzio dell’opera riesce a coinvolgere e a far immergere il lettore con tutto se stesso e con tutti i suoi sensi nelle storie, gli permette di ascoltare la voce del piccolo vagabondo e di soffermarsi sulle piccole cose, sui dettagli. Di questi brevi, intensi e incontaminati incontri che accarezzano l’anima rimangono piccoli gesti gentili capaci di mostrare la bellezza e la bontà di quanto c’è ancora nel mondo e nelle persone.
Il tratto di Crystal Kung è delicato e morbido, attento alla forza espressiva dei volti e dei gesti. Le tavole sono magiche e oniriche, dai colori brillanti, caldi e luminosi, e costruite per piani orizzontali. La stessa autrice definisce la sua opera un lavoro di animazione, infatti i suoi racconti possono essere paragonati a dei cortometraggi animati per via della fluidità del disegno che sembra dare vita a immagini in continuo movimento.
Per la sua poesia e semplicità, Il piccolo vagabondo è una piccola perla capace di parlare senza aver bisogno delle parole e di rimanere impresso a lungo nell'anima di chi riesce ad ascoltarne la voce.

★★★★½
Awesome! :D

5 commenti:

  1. Cosa non sembra questo libro *^*

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  2. Ma che bellezza! <3
    Non sapevo fossero racconti, né tantomeno che avesse una base autobiografica, ma l'ho ordinato qualche giorno fa (approfittando degli sconti!) e non vedo l'ora che arrivi! :D
    Splendida recensione <3

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    Risposte
    1. Aaah ma che bello, spero ti piaccia (ma sono sicura di sì)!
      Non vedo l'ora di leggere il tuo parere. :)
      Ma grazie. c:

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  3. Sembra proprio una figata e delle tavole che hai mostrato, adoro anche lo stile di disegno! Poi, avevo trovato molto affascinante l'idea del fumetto muto quando ho letto Aiuto! dunque mi piacerebbe provarne altri!

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)