giovedì 15 febbraio 2018

REVIEW PARTY: Il Regno del Male di Sandro Ristori


Ciao a tutti!
Oggi, con molto piacere, prendo parte al review party organizzato dalla Newton Compton per festeggiare l'uscita del primo volume di una nuova saga fantasy tutta italiana, ideata e scritta da Sandro Ristori. Fatemi sapere cosa ne pensate e non dimenticate di passare a leggere le altre recensioni sui blog che hanno preso parte all'iniziativa per avere una visione più completa e variegata riguardo Il Regno del Male.


Il Regno del Male
di Sandro Ristori

Newton Compton  15 Febbraio 2018  480  9,90 €  ITA
Quando il sacerdote avvicina la fiamma al braccio di Kausi e Coral, il segno si accende subito. E la loro vita è condannata: chi porta il Segno non può vivere con gli altri. I due ragazzi devono abbandonare il villaggio, valicare le Grandi Paludi, inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende, e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Tutto il Regno è in ginocchio: da ovest una terribile epidemia di peste infuria e decima intere Regioni; il re è troppo debole e pavido per opporsi ai suoi avidi duchi e ai barbari che premono alle frontiere del nord; a sud intere popolazioni sono in marcia per sfuggire alla fame e alla guerra. E quando nella Tredicesima regione l’erede del duca Courtenaray finisce nelle mani di Rakha, ragazza dal fascino misterioso e con una strana luce negli occhi, gli eventi iniziano a vorticare sempre più velocemente, scatenando una tempesta capace di travolgere ogni cosa. Nobili corrotti schiacciano la miseria della plebe, l’ambizione e la sete di potere spingono oscuri personaggi a tramare nell’oscurità. Quale sarà il destino del Regno?

My rolling thought
Qualora allo scadere del tredicesimo anno un giovane uomo, o una giovane donna, dovesse presentare sul polso una cicatrice che prenda luminosità al contatto con una fiamma, sì da formare una figura a guisa di lettera L, egli o ella sarà dichiarato Uomo o Donna del Segno, e la sua presenza sulla Terra sarà un abominio. E il fratello dal buon giudizio dovrà allontanare dal villaggio dei giusti il portatore del Segno.
Ho accettato di leggere Il Regno del Male perché era da un po’ di tempo che non leggevo un fantasy, e la trama di questo primo libro della saga ideata e scritta da Sandro Ristori mi sembrava abbastanza epica e interessante. Si è rivelata una lettura in alcune parti molto coinvolgente e interessante, in altre parti un po’ troppo prolissa e lenta, ma ha tutte le carte in regola per prendere le vesti di una saga epica e originale.
La ricorrenza della nascita dell’erede al trono Philip Courtenaray è un giorno di festa in tutto il Regno, gli abitanti che hanno faticosamente lavorato e coltivato i campi per tutto l’anno possono permettersi di riposare per un’intera giornata. Ma per Kausi, Coral e Rakha questo particolare giorno di festa segnerà le loro vite per sempre. Sei mesi dopo, Kausi e Coral, dopo essersi sottoposti all’Ispezione, scoprono di essere stati marchiati dal Segno del Male, quindi vengono allontanati dal villaggio e lasciati a loro stessi nelle Paludi; Rakha, che serviva a Palazzo, sta scontando una punizione durissima per aver infranto le regole e per aver messo a repentaglio la vita di una persona molto importante.
Con Il Regno del Male Sandro Ristori affronta solo la punta dell’iceberg della sua storia, una storia che troverà piena giustizia solamente con l’aggiungersi dei volumi ai volumi precedenti. Se in questo primo volume la storia risente di una certa staticità, con pochi eventi centrali e davvero pregnanti, molta attenzione è invece data all’introduzione e alla presentazione dei personaggi principali e al world building.
Ristori introduce un buon numero di personaggi: alcuni abbandonano la storia dopo pochi capitoli, altri ritornano dopo che ne sono passati un bel po’, e altri ancora sono molto ricorrenti. Tra tutti questi personaggi, punti di riferimento costanti si possono ritrovare in Kausi e Coral, i due ragazzi marchiati dal Segno, e Sirian e Rakha, principessa del Regno la prima e sua servitrice la seconda.
Dal momento che la narrazione si svolge da un punto di vista prevalentemente oggettivo, che si concentra nel riportare descrizioni e fatti e descrizioni di fatti, non si conoscono le reazioni e i pensieri profondi dei personaggi rispetto a ciò che sta accadendo, ma appunto solo descrizioni della situazione e di ciò che stanno facendo loro o altri. È stato abbastanza straniante leggere una storia impostata su questo particolare punto di vista perché impedisce l’attaccamento verso i personaggi e ciò che stanno vivendo, e la loro acquisizione progressiva di spessore nonché evoluzione.
Il world building si mantiene molto tipico: un Regno diviso in varie Regioni in cui in alcune ci sono guerre da vincere, nemici da battere e terre da conquistare, in altre la peste che si sta rapidamente diffondendo nelle Regioni circostanti, in altre ancora sette religiose, e in tutte le rivolte della popolazione sempre più povera e in difficoltà che si sente sempre più oppressa e vessata da ricchi sovrani incapaci di governare e nobili che fanno il bello e il cattivo tempo.
Due dettagli che mi sono piaciuti molto e che ho trovato interessanti sono innanzitutto le discussioni interiori del Fratello Sacerdote riguardo l’esistenza del bene e del male, e in secondo luogo il sistema di norme molto preciso che fa differenza tra uomini e donne per l’applicazione delle leggi e soprattutto delle punizioni, che portano riflessioni morali di un certo livello all’interno della storia.
Lo stile di scrittura di Sandro Ristori è caratterizzato da frasi brevi che danno ritmo alla narrazione e fanno sì che il libro si legga molto velocemente e con scorrevolezza. Si è cercato di caratterizzare e diversificare i personaggi dal punto di vista linguistico, una scelta apprezzabile dal momento che rimangono per lo più estranei per la scarsa caratterizzazione, ma ho trovato i registri linguistici di Parin e di Kausi e Coral, e del Sacerdote e di Ricard troppo simili. Anche se capisco il voler caratterizzare Kausi e Coral attraverso un linguaggio basso perché provenienti da una regione povera, in diverse occasioni (non necessariamente legate alle vicende dei due ragazzi) si poteva evitare o ridurre l’abbondante uso di parole scurrili.


Il libro è strutturato in modo molto particolare e inusuale. All’ inizio di ogni capitolo c’è una mappa che inquadra la regione in cui esso andrà ad ambientarsi; è stata sì una scelta funzionale perché così si ha immediatamente più chiaro il luogo in cui ci troviamo dati i frequenti spostamenti nel Regno per seguire le vicende parallele dei vari personaggi, ma a lungo andare diventa ridondante perché ormai è ben chiaro dove si trovino i personaggi, dal momento che non affrontano spostamenti importanti.
Un’altra particolare scelta è stata quella di riassumere in poche righe il contenuto del capitolo prima dello stesso, una soluzione che non mi è mai capitata di incontrare in un libro. Non so quanto possa rivelarsi funzionale perché io in diverse occasioni mi sono arrabbiata perché vanno a spoilerare (anche se in maniera lieve) il contenuto del capitolo. Per me sono superflue perché si perde tutta la suspence.
Mi è piaciuta un sacco la leggenda contenuta nel prologo, che funziona benissimo come storia a sé. Ve ne lascio un estratto, così da potervi approcciare allo stile ritmato e dinamico di Ristori:
La trovarono le guardie, la mattina, con le mani sporche di sangue, la veste sporca di sangue, le labbra sporche di sangue. Rideva, nessuno la sentiva ridere da anni e anni. Ballava, e nessuno la vedeva ballare da anni e anni. Ballava, e sotto i suoi piedi le gocce di sangue schizzavano ovunque, fino a sporcare le pareti.
Tirando le somme, Il Regno del Male è un volume che acquista senso solo se visto da una prospettiva più ampia, ovvero proseguendo con la lettura della serie. È certamente un primo volume con molte potenzialità e con un bel colpo di scena finale che, più che a rimescolare le carte in tavola, prepara alla storia vera e propria, in quanto qui ci si concentra maggiormente sui personaggi e sull’ambientazione. Ci sono molti elementi interessanti che però non sono approfonditi o spiegati come meritano e che quindi appaiono confusi (a partire dal discorso sulla Forza e sul Moto), e dal mio punto di vista spingerei più sulla caratterizzazione dei personaggi.

★★★☆☆
Good. :)

6 commenti:

  1. che bella recensione Veronica, la penso anche io più o meno come te. Non vedo l'ora di sapere come proseguirà la storia

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    1. Ciao Chiara :) grazie, che gentile! Anche io sono molto curiosa dopo il finale.

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  2. Ciao Veronica. Il cartaceo rende maggiormente la particolarità del romanzo, il Kindle (il mio ha dato di matto) non rende giustizia alle pagine. D'accordo con te, Il regno del Male è sicuramente un ottimo punto di partenza per una saga fuori dal comune.

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    1. Ciao! È vero, il cartaceo riesce a dare il meglio della "particolarità" di questo libro.
      Verissimo, anche a me è sembrato un ottimo punto di partenza e ha tantissime potenzialità.

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  3. Sono d'accordo con te! Credo che leggerò il secondo volume per capire come procederà la storia, perché ha del potenziale non totalmente espresso in questo primo volume :)

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    1. Siamo tutte d'accordo sul potenziale ancora inespresso! È stata una lettura interessante ed è piena di spunti per sviluppi futuri.

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