giovedì 15 febbraio 2018

REVIEW PARTY: Il Regno del Male di Sandro Ristori


Ciao a tutti!
Oggi, con molto piacere, prendo parte al review party organizzato dalla Newton Compton per festeggiare l'uscita del primo volume di una nuova saga fantasy tutta italiana, ideata e scritta da Sandro Ristori. Fatemi sapere cosa ne pensate e non dimenticate di passare a leggere le altre recensioni sui blog che hanno preso parte all'iniziativa per avere una visione più completa e variegata riguardo Il Regno del Male.


Il Regno del Male
di Sandro Ristori

Newton Compton  15 Febbraio 2018  480  9,90 €  ITA
Quando il sacerdote avvicina la fiamma al braccio di Kausi e Coral, il segno si accende subito. E la loro vita è condannata: chi porta il Segno non può vivere con gli altri. I due ragazzi devono abbandonare il villaggio, valicare le Grandi Paludi, inoltrarsi in una terra di cui si parla solo nei miti e nelle leggende, e dalla quale nessuno ha mai fatto ritorno. Tutto il Regno è in ginocchio: da ovest una terribile epidemia di peste infuria e decima intere Regioni; il re è troppo debole e pavido per opporsi ai suoi avidi duchi e ai barbari che premono alle frontiere del nord; a sud intere popolazioni sono in marcia per sfuggire alla fame e alla guerra. E quando nella Tredicesima regione l’erede del duca Courtenaray finisce nelle mani di Rakha, ragazza dal fascino misterioso e con una strana luce negli occhi, gli eventi iniziano a vorticare sempre più velocemente, scatenando una tempesta capace di travolgere ogni cosa. Nobili corrotti schiacciano la miseria della plebe, l’ambizione e la sete di potere spingono oscuri personaggi a tramare nell’oscurità. Quale sarà il destino del Regno?

My rolling thought
Qualora allo scadere del tredicesimo anno un giovane uomo, o una giovane donna, dovesse presentare sul polso una cicatrice che prenda luminosità al contatto con una fiamma, sì da formare una figura a guisa di lettera L, egli o ella sarà dichiarato Uomo o Donna del Segno, e la sua presenza sulla Terra sarà un abominio. E il fratello dal buon giudizio dovrà allontanare dal villaggio dei giusti il portatore del Segno.
Ho accettato di leggere Il Regno del Male perché era da un po’ di tempo che non leggevo un fantasy, e la trama di questo primo libro della saga ideata e scritta da Sandro Ristori mi sembrava abbastanza epica e interessante. Si è rivelata una lettura in alcune parti molto coinvolgente e interessante, in altre parti un po’ troppo prolissa e lenta, ma ha tutte le carte in regola per prendere le vesti di una saga epica e originale.
La ricorrenza della nascita dell’erede al trono Philip Courtenaray è un giorno di festa in tutto il Regno, gli abitanti che hanno faticosamente lavorato e coltivato i campi per tutto l’anno possono permettersi di riposare per un’intera giornata. Ma per Kausi, Coral e Rakha questo particolare giorno di festa segnerà le loro vite per sempre. Sei mesi dopo, Kausi e Coral, dopo essersi sottoposti all’Ispezione, scoprono di essere stati marchiati dal Segno del Male, quindi vengono allontanati dal villaggio e lasciati a loro stessi nelle Paludi; Rakha, che serviva a Palazzo, sta scontando una punizione durissima per aver infranto le regole e per aver messo a repentaglio la vita di una persona molto importante.
Con Il Regno del Male Sandro Ristori affronta solo la punta dell’iceberg della sua storia, una storia che troverà piena giustizia solamente con l’aggiungersi dei volumi ai volumi precedenti. Se in questo primo volume la storia risente di una certa staticità, con pochi eventi centrali e davvero pregnanti, molta attenzione è invece data all’introduzione e alla presentazione dei personaggi principali e al world building.
Ristori introduce un buon numero di personaggi: alcuni abbandonano la storia dopo pochi capitoli, altri ritornano dopo che ne sono passati un bel po’, e altri ancora sono molto ricorrenti. Tra tutti questi personaggi, punti di riferimento costanti si possono ritrovare in Kausi e Coral, i due ragazzi marchiati dal Segno, e Sirian e Rakha, principessa del Regno la prima e sua servitrice la seconda.
Dal momento che la narrazione si svolge da un punto di vista prevalentemente oggettivo, che si concentra nel riportare descrizioni e fatti e descrizioni di fatti, non si conoscono le reazioni e i pensieri profondi dei personaggi rispetto a ciò che sta accadendo, ma appunto solo descrizioni della situazione e di ciò che stanno facendo loro o altri. È stato abbastanza straniante leggere una storia impostata su questo particolare punto di vista perché impedisce l’attaccamento verso i personaggi e ciò che stanno vivendo, e la loro acquisizione progressiva di spessore nonché evoluzione.
Il world building si mantiene molto tipico: un Regno diviso in varie Regioni in cui in alcune ci sono guerre da vincere, nemici da battere e terre da conquistare, in altre la peste che si sta rapidamente diffondendo nelle Regioni circostanti, in altre ancora sette religiose, e in tutte le rivolte della popolazione sempre più povera e in difficoltà che si sente sempre più oppressa e vessata da ricchi sovrani incapaci di governare e nobili che fanno il bello e il cattivo tempo.
Due dettagli che mi sono piaciuti molto e che ho trovato interessanti sono innanzitutto le discussioni interiori del Fratello Sacerdote riguardo l’esistenza del bene e del male, e in secondo luogo il sistema di norme molto preciso che fa differenza tra uomini e donne per l’applicazione delle leggi e soprattutto delle punizioni, che portano riflessioni morali di un certo livello all’interno della storia.
Lo stile di scrittura di Sandro Ristori è caratterizzato da frasi brevi che danno ritmo alla narrazione e fanno sì che il libro si legga molto velocemente e con scorrevolezza. Si è cercato di caratterizzare e diversificare i personaggi dal punto di vista linguistico, una scelta apprezzabile dal momento che rimangono per lo più estranei per la scarsa caratterizzazione, ma ho trovato i registri linguistici di Parin e di Kausi e Coral, e del Sacerdote e di Ricard troppo simili. Anche se capisco il voler caratterizzare Kausi e Coral attraverso un linguaggio basso perché provenienti da una regione povera, in diverse occasioni (non necessariamente legate alle vicende dei due ragazzi) si poteva evitare o ridurre l’abbondante uso di parole scurrili.


Il libro è strutturato in modo molto particolare e inusuale. All’ inizio di ogni capitolo c’è una mappa che inquadra la regione in cui esso andrà ad ambientarsi; è stata sì una scelta funzionale perché così si ha immediatamente più chiaro il luogo in cui ci troviamo dati i frequenti spostamenti nel Regno per seguire le vicende parallele dei vari personaggi, ma a lungo andare diventa ridondante perché ormai è ben chiaro dove si trovino i personaggi, dal momento che non affrontano spostamenti importanti.
Un’altra particolare scelta è stata quella di riassumere in poche righe il contenuto del capitolo prima dello stesso, una soluzione che non mi è mai capitata di incontrare in un libro. Non so quanto possa rivelarsi funzionale perché io in diverse occasioni mi sono arrabbiata perché vanno a spoilerare (anche se in maniera lieve) il contenuto del capitolo. Per me sono superflue perché si perde tutta la suspence.
Mi è piaciuta un sacco la leggenda contenuta nel prologo, che funziona benissimo come storia a sé. Ve ne lascio un estratto, così da potervi approcciare allo stile ritmato e dinamico di Ristori:
La trovarono le guardie, la mattina, con le mani sporche di sangue, la veste sporca di sangue, le labbra sporche di sangue. Rideva, nessuno la sentiva ridere da anni e anni. Ballava, e nessuno la vedeva ballare da anni e anni. Ballava, e sotto i suoi piedi le gocce di sangue schizzavano ovunque, fino a sporcare le pareti.
Tirando le somme, Il Regno del Male è un volume che acquista senso solo se visto da una prospettiva più ampia, ovvero proseguendo con la lettura della serie. È certamente un primo volume con molte potenzialità e con un bel colpo di scena finale che, più che a rimescolare le carte in tavola, prepara alla storia vera e propria, in quanto qui ci si concentra maggiormente sui personaggi e sull’ambientazione. Ci sono molti elementi interessanti che però non sono approfonditi o spiegati come meritano e che quindi appaiono confusi (a partire dal discorso sulla Forza e sul Moto), e dal mio punto di vista spingerei più sulla caratterizzazione dei personaggi.

★★★☆☆
Good. :)

martedì 13 febbraio 2018

THE END OF THE F***ING WORLD • Stagione 1

Ciao a tutti!
Oggi voglio parlarvi di The End of the F***ing World, serie tv Netflix recentissima e già molto discussa, tratta dall’omonimo fumetto di Charles Forsman. Io l’ho vista sotto consiglio pochissimi giorni dopo il suo rilascio, quando ancora non se ne parlava né in positivo né in negativo, quindi non sono stata influenzata dai pareri degli altri prima di iniziarla e, soprattutto, non avevo aspettative di alcun tipo.


The End of the F***ing World
di Charlie Covell, Jonathan Entwistle, Lucy Tcherniak

2018 • 8 episodi • 20 minuti • DRAMMA, COMMEDIA
Un adolescente psicopatico e una ribelle amante dell'avventura intraprendono un viaggio sfortunato in questa serie dall'umorismo cupo tratta da un fumetto.

My rolling thought
Sometimes everything is suddenly really simple. It’s like everything shifts in a moment, and you step out of your body, out of your life, you step out and you see where you are really clearly. You see yourself and you think, ‘Fuck this shit.’
James e Alyssa sono due adolescenti, ma non due adolescenti esattamente come i loro coetanei: James è un aspirante psicopatico-assassino che, dopo aver sfogato per anni la sua mania omicida sugli animali, decide che è giunto il momento di uccidere qualcosa di un po’ più grande, come un essere umano; Alyssa è una ragazza ribelle e lunatica, molto ribelle e lunatica, che cattura l’attenzione di James per il suo carattere rissoso e provocatorio. Un giorno i due si conoscono e, per sfuggire dalle rispettive situazioni famigliari entrambe estremamente problematiche, decidono di scappare insieme con la macchina del padre di lui. Da questo momento ha inizio la storia del loro viaggio.
The End of the F***ing World è quella serie tv che inizi un po' per caso, quando non hai idea di cosa guardare o non sei nemmeno troppo convinto di voler guardare qualcosa, che cattura la tua attenzione e potrebbe fare al tuo caso perché la trama sembra abbastanza interessante e gli episodi sono pochi e brevi.
Le prime cose che colpiscono lo spettatore e che fanno apprezzare questa serie sono la storia assolutamente delirante, la colonna sonora orecchiabile, la fotografia impeccabile e la comicità.
James e Alyssa sono due personaggi non equilibrati che, messi insieme, danno vita a dialoghi e situazioni al limite delle convenzioni sociali, non sono particolarmente imbarazzati dai loro pensieri e la maggior parte delle volte dicono quello che pensano parlando senza filtri. Come in tutti i road movie, entrambi dovranno affrontare una serie di situazioni che presentano delle difficoltà che li porteranno a cambiare e maturare.
Purtroppo la loro caratterizzazione non mi ha convinto troppo: per quanto siano dei personaggi completamente al di fuori di ogni schema e che in molte situazioni si comportano in un modo impensabile per (quasi) ogni essere umano  e che quindi a livello di intrattenimento svolgono il loro compito , sotto sotto non sono stati sviluppati affatto bene. C’è un episodio centrale nella storia che segna distintamente un prima e un dopo, e la caratterizzazione di James e Alyssa è troppo estrema sia prima che dopo, non c’è  un’evoluzione raccontata bene e per questo appaiono fin troppo forzati sia i primi che la seconda.


L’intera serie si basa su un tipo di umorismo che scaturisce dallo scontrarsi di scene che lì per lì sembrano divertenti ma che, riflettendoci su, in realtà scherzano su situazioni anche molto pesanti perché portano in loro delle problematiche importanti. Non si tratta quindi solo di umorismo fine a se stesso, ma di un umorismo che episodio dopo episodio porta a un ribaltamento quasi totale del genere della serie tv: da comica a drammatica. James e Alyssa si scoprono vittime della loro stessa vita e della loro famiglia, quel riso scanzonato diventa un riso amaro.
Con gli episodi, la loro situazione famigliare verrà approfondita sempre di più e metterà in luce figure genitoriali totalmente incapaci di prendersi cura di se stesse, figurarsi dei propri figli — motivo per il quale James e Alyssa decidono di scappare —, e le loro azioni (o meglio, la mancanza di esse) hanno delle ripercussioni significative sui ragazzi. Non sono solo i genitori dei due ragazzi ad essere dei completi incapaci, ma tutti gli adulti in questa serie non sono stabili e responsabili, sono persone negative e non riescono a produrre dei risultati.
Anche in questo caso secondo me, purtroppo, questa serie tv non è molto forte proprio perché i personaggi sono cambiati così tanto e così in fretta che l’intera situazione non riesce ad essere così d’impatto come invece vorrebbe essere e veicolo di riflessioni un po' più serie. Non ho trovato quello spessore drammatico che riguarda il racconto di ragazzi che crescono e delle difficoltà che questo comporta molto semplicemente perché l’evoluzione di James e Alyssa è stata troppo veloce e netta, non è stata giustificata e per questo non ha spessore: da gioventù ribelle a star-crossed lovers.
Andando più sul tecnico, ho trovato un modo di gestire le inquadrature molto simile a quello di Wes Anderson, veloce, dinamico e quasi ossessivo, che ben si addice al gioco di flashback e flashforward e che rendono la serie facilmente godibile e fruibile. Interessante anche il filtro sui toni caldi (marrone, rosso, arancione, giallo), che crea atmosfere cupe e coinvolge nella visione.
Per quanto riguarda gli attori, ho trovato Alex Lawther un ottimo James psicopatico (ma d’altronde non poteva non essere così da quel famoso Shut Up and Dance di Black Mirror) e Jessica Barden un’ottima Alyssa schizzata (che riprende un po’ di malizia dalla Justine di Penny Dreadful). Essendo James e Alyssa due personaggi centralissimi nella storia, gli altri personaggi-e-attori vengono un po’ lasciati ai margini, ma tra tutti mi è piaciuta tantissimo Eunice ovvero Gemma Whelan ovvero Yara Greyjoy di Game of Thrones: è un’attrice fenomenale e per un buffo gioco degli eventi mi sono ritrovata ad apprezzarla in diversi ruoli in serie tv che ho visto una dopo l’altra (The Crown, Upstart Crow, The End of the F***king World).
Continuerò la visione (se verrà confermata la seconda stagione) perché per me The End of the F***ing World è comunque una serie piacevole e di intrattenimento, con spunti molto interessanti ma che non riesce ad andare oltre i limiti che si è auto-imposta, con una bella fotografia e una bella colonna sonora.
Per la brevità e l’intrattenimento vi consiglio comunque di provare a guardarla, potreste inaspettatamente appassionarvici (soprattutto se rientrate nel target dei due protagonisti).


★★★½ 
Good. :)

venerdì 9 febbraio 2018

RECENSIONE: Miss Charity di Marie-Aude Murail

Ciao a tutti!
Dall’inizio di quest’anno mi sto dedicando a un piccolo progetto che riguarda la (ri-)scoperta e la (ri-)lettura di classici per l’infanzia. I romanzi di formazione per ragazzi mi sono sempre piaciuti, ne ho letti diversi di autori contemporanei lo scorso anno e mi sono detta perché non recuperare anche i classici che mi mancano (spinta soprattutto dal mio ritrovato amore per Anna dai Capelli Rossi dopo averlo riletto e aver visto Anne with an "E", QUI).
Oggi non vi parlo di un classico dell’infanzia ma di un contemporaneo dell’infanzia che ho letto negli ultimi mesi dello scorso anno e che ho adorato tantissimo, spero di riuscire a infondere in voi tutto il mio amore per questo libro!


Miss Charity
Miss Charity di Marie-Aude Murail

Giunti  5 Giugno 2013  480  14,90 €  ITA
Charity è una bambina. E' come tutti i bambini, piena di curiosità, assetata di contatti umani, di parole e di scambi. Vuole creare e partecipare alla vita del mondo. Purtroppo, però, una ragazzina della buona società inglese dell'800 deve tacere, non mostrarsi troppo, salvo che in chiesa. Gli adulti che la circondano non fanno attenzione a lei, le sue sorelline sono morte. Allora Charity si rifugia al terzo piano del suo palazzo borghese in compagnia della servitù. Per non morire di noia, alleva dei topini nella nursery, veste un coniglietto, studia dei funghi al microscopio, impara Shakespeare e disegna incessantemente dei corvi, con la speranza che un giorno succeda qualcosa... Così comincia la vita di Charity Tiddler, ragazzina prima e donna poi che fa della libertà un principio di vita e in nome di questa sovverte tutte le regole borghesi della vita vittoriana. Una storia senza tempo, un omaggio a Jane Austen e alle sue sagaci e libere eroine.

My rolling thought
Si potrebbe pensare che io vivessi da sola nella nursery, in mezzo a rane e topi. E l’idea non è nemmeno troppo lontana dalla verità. Venivo chiamata solo di rado in sala. Mamma era una di quelle persone per cui un bambino poteva al massimo essere visto, ma mai sentito.
Charity Tiddler è una bambina che proviene da una buona famiglia inglese di fine Ottocento dal carattere molto insolito e particolare, che si discosta totalmente dal tipico modello di bambina di questo periodo. Risentendo della rigidità e dell’abbandono dei genitori, che spesso e volentieri si dimenticano completamente della sua esistenza, Charity sviluppa una personalità anticonformista e ricerca affetto e compagnia negli animali più strani. La sua smisurata passione per gli animali la porta a creare nella sua cameretta nella soffitta della villa in cui abita un vero e proprio piccolo zoo, in cui non solo si prende cura dei suoi piccoli amici ma gli studia anche con la precisione tipica dei naturalisti. Tra oche, conigli, rospi, topi e corvi, a cui dà un nome in base alla loro personalità e che saranno i suoi primi e intimi amici, scorre la vita di Charity, allietata di tanto in tanto dai racconti dell’orrore della sua tata Tabitha e dalle lezioni di francese e di disegno di Mademoiselle Blanche. Saranno proprie queste lezioni, in particolare quelle di disegno, il nucleo dal quale nasceranno le aspirazioni di Charity che, una volta preso atto di ciò che vuole fare nella sua vita, si impegnerà al massimo per realizzare i suoi sogni.
Miss Charity è un classico romanzo di formazione che affronta la vita della protagonista nelle sue tappe principali, da bambina a ragazza a donna, e in cui, come in una rappresentazione teatrale, fanno la loro comparsa diversi personaggi che la accompagneranno in questo percorso e che la segneranno più o meno profondamente: i suoi genitori, i suoi cugini, l’amico d’infanzia, la tata, l’istitutrice, il professore, il primo amore.
Con Miss Charity Marie-Aude Murail omaggia le eroine dei grandi classici e in particolare Beatrix Potter, illustratrice e naturalista di fine Ottocento e inizio Novecento. Come le eroine di Jane Austen e delle sorelle Brontë, Charity è intelligente, anticonformista, indipendente, testarda, ironica e sensibile. È una protagonista fenomenale e in lei si può rivedere ogni bambina curiosa e interessata a scoprire il mondo, ogni ragazza indipendente e in conflitto con gli altri e con se stessa, ogni donna forte che affronta le difficoltà che incontra durante il suo cammino.
Crescendo e capendo che direzione vuole far prendere alla sua vita, Charity si scontra con la dura realtà dei suoi tempi in cui non c’è molto spazio per le donne indipendenti e per le ragazze con sogni e obiettivi, semplicemente perché una donna naturalista, che ama la scienza, che vuole lavorare e che non vuole sposarsi è inconcepibile, soprattutto se proviene da una famiglia benestante.
Per quanto la società di Charity e la nostra possano essere distanti dal punto di vista cronologico e nonostante i diritti che le donne sono riuscite a conquistare nel tempo, ci sono ancora molte battaglie che accomunano Charity alle donne contemporanee, basti pensare al modo in cui molti la sfrutteranno, la rifiuteranno o non l’accetteranno per quello che è e per quello che vuole essere. La positività di Charity però risiede nella sua forza, nel suo coraggio e nella sua indipendenza, nel non mettere mai in dubbio la sua intelligenza e le sue capacità nonostante vengano sminuite perché donna.
Con questo romanzo, oltre a offrire un’eroina senza tempo, Marie-Aude Murail offre una dettagliata analisi non solo del ruolo delle donne sul calare del XIX secolo ma anche della società inglese in ogni sua più piccola sfumatura. La Murail descrive usi e costumi della società borghese e di ogni classe sociale, delle aspettative e dei pregiudizi che le caratterizzano; denuncia fortemente le pessime condizioni in cui vertevano istituti scolastici e istituti di cura, in cui le persone venivano abbandonate a loro stesse praticamente a morire; mette in evidenza il mondo del teatro e la grande influenza del teatro di Shakespeare, le cui opere Charity impara a memoria da bambina nei momenti di noia.
Il teatro in particolare caratterizza il modo in cui sono gestiti i dialoghi all’interno del libro, come se fosse un copione, che ben si addice allo stile frizzante e ironico dell’autrice e alla personalità frizzante e ironica della protagonista.
Miss Charity è un un romanzo di formazione che omaggia i grandi classici della letteratura inglese, dai quali riprende personaggi e tematiche di denuncia sociale di fondamentale importanza allora come oggi. Mi ha ricordato moltissimo L'evoluzione di Calpurnia (QUI), ed entrambi super-consigliati.

Wonderful. *^*

martedì 6 febbraio 2018

✧ LEGGERE IN LINGUA ✧

Ciao a tutti!
Il mio proposito quest’anno è quello di essere più costante con la pubblicazione di post di discussione (diciamo uno al mese) di vario genere. Il mese scorso abbiamo parlato di Reading Journal (QUI), questo mese vorrei riprendere un argomento che mi è molto caro e di cui ho già trattato in passato in diverse forme: la lettura in lingua.
Perché riprendere questo argomento? Per diversi motivi:
  1. Perché nei post dei buoni propositi per il nuovo anno dei blog che seguo, un proposito ricorrente è quello di impegnarsi di più nella lettura in lingua; 
  2. Perché mi vengono sempre richiesti consigli in merito alla lettura in lingua, sia titoli specifici che veri e propri consigli per cominciare e trovare la giusta attitudine per proseguire; 
  3. Perché oggi è importantissimo conoscere una (o più) lingua straniera, e il modo più veloce per consolidare e migliorare quanto appreso sui banchi di scuola è proprio la lettura.

Il desiderio di iniziare a leggere in lingua può nascere per diversi motivi: per migliorare e consolidare meglio una lingua o per non perdere le proprie capacità tenendola quindi in sempre in esercizio oppure perché si vogliono leggere quei libri che in italiano non sono stati pubblicati e quelle serie che sono state interrotte.
Qualunque sia la vostra motivazione, prendere un qualunque libro in lingua e iniziare a leggerlo non è né sufficiente né produttivo. Come in tutte le cose è necessario avere prima delle basi su cui costruire (e in seguito migliorare) qualcosa, ma altrettanto importante è capire a che punto siete per poter iniziare il vostro percorso.
La giusta predisposizione mentale per iniziare a leggere in lingua e quella di non avere timore di partire dal basso perché è una cosa che state facendo per voi stessi, e avere la consapevolezza che non otterrete dei risultati immediatamente ma solo dopo esservi applicati, impegnati ed essere stati costanti.

PER iniziare

Il primo passo da fare è quello di conoscere il vostro livello linguistico, ovvero a che livello siete di comprensione e di produzione della lingua a cui siete interessati. Se andate a scuola, potete chiedere consiglio ai vostri insegnanti di lingua o è probabile che abbiate conseguito una certificazione linguistica, quindi è molto facile capire a che livello siete. Se non avete l’opportunità di confrontarvi con un madrelingua o qualcuno con delle competenze linguistiche, potete ricorrere a qualche test su internet (mi raccomando, accertatevi prima della loro validità).

LA scelta DEL LIBRO

Dopo aver capito a che livello linguistico vi trovate, potete passare alla scelta del libro dal leggere.
In questa fase il mio consiglio è quello di scegliere un libro di livello più basso a quello a cui appartenete o (soprattutto) pensate di appartenere perché spesso e volentieri ci si ritiene più bravi o capaci di quello che in realtà si è, e nel confronto reale con il testo potreste uscirne sconfitti e demoralizzati. È sempre meglio partire facendo un passo indietro per prendere dimestichezza e confidenza.
Se partite (quasi) da zero, molto utili sono le versioni ridotte dei romanzi che di solito vengono assegnate agli studenti come compiti durante le vacanze: si aggirano attorno alle cinquanta pagine, le parole più “difficili” vengono segnalate con la traduzione in basso e sono corredate da cd, così potete ascoltare anche la pronuncia delle parole e l’intonazione della frase.
Molto utili sono anche i romanzi per bambini che, oltre ad essere brevi, presentano molte parole nuove e di uso comune e la struttura della frase è molto semplice (quella minima, composta da soggetto - predicato - aggettivo). Per chi si sta approcciando alla lettura in lingua per la prima volta, leggere questi libri è importante per imparare più parole possibili e avere la possibilità di concentrarsi sulla struttura della frase.
Se pensate di poter sostenere il confronto con un romanzo, potete leggere qualcosa che avete già letto in italiano oppure provare qualcosa di nuovo.
Leggere qualcosa che è già stato letto, soprattutto se vi è piaciuto, aiuta a concentrarsi di più sulle parole e sulla frase perché storia, personaggi, dettagli e eventi cruciali già si conoscono, e si annulla il rischio di perdere pezzi. La lettura è più scorrevole e il tempo risparmiato nel seguire le vicende può essere impiegato nel concentrarsi sulle parole e sulle frasi.
Se volete leggere qualcosa di nuovo ma non volete acquistare un romanzo a scatola chiusa perché non siete sicuri faccia al caso vostro, Amazon mette a disposizione degli estratti di circa cinque pagine che potete leggere per capire se lo stile di quello scrittore è affrontabile per voi.

consigli UTILI

  • Perché non provare a leggere in ebook invece che in cartaceo? Gli ereader hanno il dizionario incorporato, vi basta premere sulla parola che non conoscete affinché si apra. Si risparmia tempo perché non dovete passare da libro a dizionario o da libro a traduttore.
  • Non usate assolutamente Google Traduttore. Anzi, potete usarlo per trovare il significato di singole parole ma non trascrivete mai e poi mai intere frasi perché, appunto, si limita a tradurre le parole. Un’applicazione altamente consigliata è Word Reference.
  • Se avete intenzione di leggere più per piacere che per rafforzare la lingua o ampliare il vostro vocabolario, potete evitare di cercare ogni minima parola sul dizionario ma cercare di capirla dal contesto, in modo tale da non interrompere la concentrazione.
  • Nel caso in cui vogliate cercare le parole che non conoscete o che ricorrono spesso nel testo che state leggendo, perché non segnarle in un rubrica con la traduzione accanto? È un esercizio molto utile che mi hanno fatto dare sia alle medie, che alle superiori e addirittura all’Università.
  • Potreste ponderare anche l’idea di non andare a ricercare la traduzione della parola che non conoscete ma la definizione di quella parola nella lingua in cui state leggendo.
  • Edizioni con testo a fronte: sono utili? Non so, mi spiace. Sicuramente avere a disposizione sia il testo in italiano che in quello della lingua in cui si sta leggendo su verso e recto è un gran bel vantaggio, ma dovete avere molta forza di volontà nel non farvi tentare dalle pagine in italiano. Da una professoressa mi è stato detto che si può alternare una pagina in italiano e una lingua, ma questo metodo non mi convince molto. Vi consiglio di provare e vedere se fa per voi.
  • Sconsiglio nel modo più assoluto classici e fantasy: i primi hanno termini desueti che o non userete mai o starete sempre a cercare sul dizionario (se vi annoia leggere classici in italiano, immaginate un po’ in inglese); i secondi sono pieni di termini inventati che o non userete mai o starete sempre a cercare sul dizionario con poco successo. In entrambi i casi, perderete solo un sacco di tempo, perderete la concentrazione, vi innervosireste e perdereste la voglia di continuare a leggere. Buttatevi sui contemporanei.
  • I fumetti che rielaborano classici o di genere fantasy invece sono sicuramente meno problematici, se siete appassionati di questi generi e volete assolutamente leggerli. Ci sono le immagini ad aiutarvi, spiegano il mondo in cui è ambientata la storia e i suoi meccanismi, e i dialoghi sono semplici e ridotti al minimo.
  • Leggere ad alta voce, farsi leggere un libro da qualcun altro o ascoltare un cd tenendo il segno è un ottimo esercizio: aiuta a comprendere meglio la pronuncia e l’intonazione della frase.
  • Partite da testi brevi: fiabe, racconti, romanzi brevi. Sono meno stressanti e danno più soddisfazione perché la percentuale di portarli a termine è più alta.
NON mollate!

Come ho scritto all’inizio del post, avrete sicuramente dei risultati se vi impegnerete, sarete costanti e non vi lascerete abbattere, soprattutto dalle difficoltà iniziali. Leggere in inglese è molto utile per arricchire se stessi e le proprie capacità, allenare la mente e tenerla sempre stimolata, avere più possibilità, più scelte e più opzioni, e leggere i libri ai quali siete interessati senza porvi il problema che non sono stati tradotti.


Dal momento che questo post è già lungo così, vi do appuntamento al mese prossimo con un nuovo post sempre incentrato sulla lettura in lingua in cui vi consiglierò dei titoli in inglese (perché è la lingua straniera nella quale leggo maggiormente) suddivisi per livelli, così da darvi un aiuto ancor più concreto.
Fatemi sapere nei commenti se questo post vi è stato utile e se anche il vostro proposito per quest’anno è quello di impegnarvi nella lettura in lingua, e non esitate a farmi tutte le domande che volete su questo argomento. A presto!

venerdì 2 febbraio 2018

Lumberjanes voll. 3/6 di Stevenson, Ellis, Watters, Allen, Laiho, Nowak, Pietsch + TEST: Quale Lumberjanes sei?

Ciao a tutti!
Benvenuti al Campo per Ragazze Tipe Dure del Tortino di Cardo di Miss Qiunzella Thiskwin Penniquiqul, in cui trascorrerete tre mesi immersi nella natura selvaggia alla conquista di distintivi che metteranno alla prova il vostro spirito di squadra e le vostre capacità individuali di giovani donne consapevoli e indipendenti.
Ordunque, tutte pronte per recitare il Giuramento delle Lumberjanes!


Lumberjanes
di Stevenson, Ellis, Watters, Allen, Laiho, Nowak, Pietsch

Bao Publishing  2015 / 2018  6 volumi in corso  14,00 €  ITA
Cinque amiche per la pelle, in campeggio con il loro gruppo scout, scoprono che nei boschi attorno al loro campo succedono cose terrificanti e inspiegabili. Una deliziosa serie sull'amicizia e sull'importanza di aiutarsi a vicenda, scritta e disegnata da tre talentuose artiste americane provenienti dalla scena "indie".

My rolling thought
Affrontare i mostri è facile. È a casa che ci sono le cose veramente spaventose.
Dopo aver risolto questioni di divina natura nell’arco narrativo conclusosi con il secondo volume (QUI), le Lumberjanes sono pronte per affrontare nuove e non del tutto ordinarie avventure nel bel mezzo della natura.

Un piano orribile • Alle Lumberjanes è concessa una giornata di pausa dagli eventi soprannaturali che hanno sconvolto recentemente il campo: Mal e Molly ne approfittano per approfondire la loro conoscenza in un pic-nic nella foresta; Jo, April e Ripley si dedicano invece ad alimentare la loro collezione di distintivi, occupandosi nelle più svariate attività per poterli ottenere. Come si può essere una vera Lumberjane se non si possiede il distintivo Lontano dagli occhi, fondente nel cuore?? Per non parlare di quello Serata da s-ballo!! A quanto pare salvare il mondo è più semplice che conquistare un ordinario distintivo per il miglior scrapbook, vero April?! Il pic-nic di Mal e Molly invece viene stravolto dall’avvistamento della Donna Orso, che le due ragazze decidono di seguire… almeno fino a quando non sparisce dentro un wc fuori uso!

Fuori tempo massimo • I misteri al campo si infittiscono sempre di più, soprattutto quando Jen sparisce a causa di una tormenta estiva (!) che si abbatte sulle Lumberjanes mentre stanno partecipando a una lezione sulle tecniche di sopravvivenza. Senza pensarci due volte, le ragazze partono alla ricerca della loro amata capo-scout, che nel frattempo è stata portata in salvo da una misteriosa collezionista di trofei che conosce molto bene Rosie e la Donna Orso.

Band allo sbando! • Dai monti ai laghi, le Lumberjanes non possono stare un momento tranquille! L’apparizione di una sirena nel lago vicino al campeggio manda in estasi April… e anche un po’ Mal, dal momento che si tratta di una sirena che fa parte di una rock band! Quando la sirena racconta di aver litigato con la sua migliore amica nonché co-fondatrice della band, la nostra Lumberjane dai capelli rossi non si tira indietro e cerca di far fare loro la pace perché hey, amicizia al massimo! Ma le sue buone intenzioni dovranno scontrarsi con i desideri delle sue amiche… e con il disastro che si prospetta all’orizzonte.

Galleggia o boccheggia • Impegnate nella conquista di un nuovo distintivo, le Lumberjanes conoscono Capitan Karen, una nuova capo-gruppo e un vero… lupo di mare. Capitan Karen è in conflitto con delle selkie che hanno occupato la sua barca per vendicarsi del furto della pelle di una di loro, ma Karen sostiene di non essere stata lei e che le selkie siano la causa dei mulinelli vicino la costa che non le permettono di avvicinarsi alla sua barca. Le Lumberjanes non si tirano indietro, convinte di riuscire a risolvere l’ostilità tra le due parti facendo squadra… anche se nel frattempo finiranno nel bel mezzo di tempeste e dimensioni parallele. Ma una Lumberjane è sempre pronta a tutto!


Lumberjanes è una delle migliori serie che sto seguendo al momento: è divertente, è ironica, è avventurosa… è folle!
È un’ottima serie di intrattenimento perché alla conclusione di ogni volume si desidera ardentemente avere subito a disposizione il successivo per conoscere in quale dis-avventure verranno catapultate questa volte le Lumberjanes… ma in realtà non è solo questo. Sotto la trama avventurosa se ne nasconde una ancor più importante che racconta di accettazione di se stessi, di superare i propri limiti e migliorarsi, di supporto reciproco, affetto e amore, che emerge poco alla volta, per lo più attraverso scambi di battute relativamente brevi e piccole vignette che potrebbero passare inosservate nel tripudio di colori delle tavole.
Il Campo per Tipe Dure si sta svelando poco alla volta: ormai è ben chiaro che non si tratta di un semplice campo per girl-scout, in quanto abbondano magia, mostri e creature mitologiche, ma arrivati al sesto volume non abbiamo ancora delle risposte definitive, solo piccoli indizi che ci permettono di formulare delle ipotesi.
Jo, April, Mal, Molly e Ripley sono la perfetta incarnazione dell’amicizia al massimo!, l’amicizia vera e sincera, quella che ti porta a credere in te stessa e nelle tue capacità, e in quelle delle tue compagne quando capisci che non puoi cavartela da sola. Le Lumberjanes sono cinque ragazzine forti e indipendenti, che non si tirano mai indietro quando qualcuno è in difficoltà o soffre, ma non sono nemmeno perfette, infatti ogni tanto si lasciano un po’ prendere dall’entusiasmo del momento ed emergono lati del loro carattere che si scontrano con le idee o le esigenze delle altre. Ma va bene anche questo, perché un gruppo che funziona è fatto di personalità diverse che sanno accettarsi e che non si spingono a cambiare, che preserva l’individualità personale. 
In Band allo sbando! mi è piaciuto molto il capitolo-ponte sull’arrivo delle Lumberjanes al campo perché vengono fornite veloci informazioni sulla famiglia di ognuna di loro che in qualche modo le fanno inquadrare meglio dal punto di vista caratteriale. Vi siete mai chiesti perché April è così piena di risorse? O perché Ripley ha una ciocca di capelli blu? Perché Jo è capace di costruire macchinari straordinari? Non vedo l'ora di scoprirne di più su Jo, April, Mal, Molly e Ripley, per questo mi piacerebbe che nei prossimi volumi, oltre ad avventure al di fuori dell’ordinario, ci possa essere l’opportunità di soffermarsi meglio su ognuna di loro.
Dal punto di vista grafico, dal terzo volume in poi, Brooke Allen è affiancata-e-sostituita ai disegni in diverse occasioni da altre illustratrici, Carolyn Nowak e Carey Pietsch. È stato un po’ uno shock perché mi ero abituata al tratto della Allen simil-Noelle Stevenson che adoro — sottile, spigoloso, dinamico —; secondo me i tratti della Nowak e della Pietsch sono più invadenti e spessi, le tavole ne escono più appesantite e meno dettagliate, e i tratti delle Lumberjanes alle volte assumono delle espressioni grottesche.
Se non avete ancora iniziato questa serie, FATELO! Non potete perdervi le Lumberjanes. Leggetelo, amatelo, regalatelo — soprattutto ai giovani lettori, che lo adoreranno.

Awesome! :D


TEST Quale Lumberjanes sei?
Jo, April, Molly, Mal o Ripley:
Quale membro del Capanno Roanoke rispecchia meglio la tua personalità?


I • Tu e le tue compagne siete nel bosco di notte ma avete perso il sentiero e vi imbattete in strane volpi mannare. Cosa fai?
A. Eri tra i cespugli per trovare una via di uscita, possibile che debba fare tutto tu?? 
B. Con indosso il tuo cappuccio rosso, sei pronta a mettere ko le volpi mammari a colpi di kung fu.
C. Non sai come ma con i tuoi prontissimi riflessi *coff* riesci a salvarti la pelle infilando tra le fauci di una volpe un bastoncino di legno che ti è casualmente finito in mano 
D. Hai troppa paura perché vedi solo ragni, ragni, ragni, ragni schifosi! 
E. Finalmente un mezzo di trasporto! Ci balzi sopra e fai portare fuori dal bosco te e le tue compagne.

II • È il momento di mettere alla prova le tue capacità di navigazione:
A. Sei pronta per una nuova avventura!
B. Uuuh, sembra super-pericoloso. *sarcasm* 
C. Tranquillizzi le tue compagne spaventate dicendo loro che il fiume della morte non è poi così mortale. 
D. Piranha! Pesci gatto succhia sangue! Mostri fluviali ovunque! 
E. Vedremo qualche balena? E gli squali?? E le anguille? 

III • La precedente prova di navigazione sul fiume della morte si rivela, alla fine, mortale e alcune delle tue compagne finiscono in acqua. Come ti comporti?
A. Cerchi di controllare la tua canoa per portare almeno in salvo le compagne che sono con te.
B. È arrivato il momento di utilizzare il tuo elastico per capelli per sconfiggere il mostro marino che ha appena fatto la sua comparsa all’orizzonte.
C. Recuperi le tue compagne finite tra i flutti con la tua canoa.
D. Non mi sono arruolata per questo!!
E. Ti getti tra i flutti senza pensarci due volte.

IV • Non sai bene per quale strano motivo (probabilmente perché avete seguito un’aquila che ha rubato una tavoletta di cioccolato a una di voi), ma siete finite in una caverna e per uscire dovete superare alcune prove. Tu sei quella che:
A. Sa che in un modo o nell’altro riuscirete ad uscirne perché confidi nelle tue capacità e in quelle delle tue compagne. 
B. Ci penso io! Sono una campionessa a braccio di ferro! 
C. Attiva per sbaglio con il piede il sistema di lancio delle frecce e riporti in vita idoli di pietra appoggiandoti a loro dopo esserti messa in salvo dalle suddette frecce.
D. Non va bene! Non va proprio bene! È la cosa in assoluto che va meno bene! 
E. Ops, forse sei proprio tu quella a cui hanno rubato la cioccolata. E forse ti sei anche gettata nel tunnel della caverna perché lo scivolo era troooppo divertente. 

V • Un ambiguo gruppo di boy scout vi invita a prendere thé e biscotti nel loro accampamento:
A. Il mio sesto senso dice che non dovremmo fidarci.
B. Potrebbe succederci qualcosa di buono, una volta ogni tanto! Ma sei comunque pronta ad atterrarli in caso di attacco. 
C. Dovrebbe essere facile non strozzarsi bevendo il thé, ci sono buone probabilità di sopravvivenza.
D. Finalmente! Dopo yeti che odiano gli umani e edera velenosa, te lo godi seduta su un comodo divanetto. 
E. Rubi tutti i biscotti.

VI • Il tuo campo è sotto attacco da parte di un gruppo di dinosauri. Cosa fai per salvare le tue compagne? 
A. Questa volta non puoi fare niente, sei stata catturata e aspetti di essere salvata dalle tue amiche. 
B. Li prendi a padellate.
C. Mandi il tuo cappello-procione a recuperare arco e frecce.
D. Con i fili dei braccialetti dell’amicizia che stavate facendo, realizzi una rete e li intrappoli.
E. Con un urlo, balzi addosso ai dinosauri e tenti di domarli.

VII È il momento dei racconti spaventosi attorno al fuoco. Che storia racconti alle tue compagne?
A. Quella di una ragazza fantasma.
B. Quella di una casa infestata dalla vecchia proprietaria.
C. Quella di un uomo che taglia la coda a un cane che viene perseguitato da lui per riaverla.
D. Quella di un'auto che si ferma su una strada solitaria di notte a causa di un guasto.
E. Quella di una caramella cattiva.

VIII • La vostra capo-scout si è persa a causa di una tormenta che si è abbattuta si di voi all'improvviso in piena estate. Come reagisci?
A. Le Lumberjanes non si dividono, dobbiamo cercarla.
B. Rifornisci le tue compagne di abiti invernali perché una Lumberjane è sempre preparata! 
C. Supporti le tue compagne dalle possibili catastrofi che potrebbero succedervi.
D. Finiremo come in Frozen! Doranno tagliarci tutte le dite! 
E. Sei pronta a partire, anche se la prospettiva delle dita tagliate non ti alletta.


RISULTATI


A • Jo è molto intelligente. A volte ricopre il ruolo di leader del gruppo (soprattutto quando non c’è Jen) e si preoccupa sempre di portare in salvo le sue compagne nei momenti più critici, ma sa che in un modo o nell’altro riusciranno a superare ogni ostacolo perché si fida di loro e conosce le loro capacità.

B • April è molto romantica, ama il dramma e i giochi di parole, ed è sempre pronta a vivere nuove avventure (anche perché è piena di risorse e assi nella manica). A volte tende ad essere un po’ egoista e a non accorgersi dei bisogni delle sue compagne, ma è un’amica fedele.

C • Molly è molto timida e riservata, alle volte è impacciata ma ha anche le sue qualità. Si preoccupa soprattutto per le sue compagne ansiose o distratte.

D • Mal è la paranoica del gruppo, infatti pensa sempre a tutto quello che potrebbe andare storto. Nonostante questo, è un’ottima stratega e ama la musica rock.

E • Ripley è la più piccola ed energica del gruppo. La sua mossa segreta è la palla speciale veloce, con la quale atterra volpi, yeti, statue e qualche volta anche Mal. A volte è la causa delle disavventure delle Lumberjanes, ma spessissimo riesce a trovare vie di fuga e soluzioni dal nulla. Ha un peluche unicorno di nome Mr Sparkles.