martedì 28 novembre 2017

L’inganno di Sofia Coppola ❃

Ciao a tutti!
Forse qualcuno di voi ricorderà che questa primavera mi sono ritrovata a vedere i film di Sofia Coppola uno dopo l’altro (ve ne ho parlato QUI!). Sono rimasta molto colpita e incuriosita da questa regista, così tanto che ho aspettato con trepidazione l’uscita di The Beguiled (L’inganno). Ebbene, sono riuscita a vederlo e mi piacerebbe parlarvene. :)


L’inganno
The Beguiled di Sofia Coppola

21 Settembre 2017 94 minuti  THRILLER, DRAMMATICO
Siamo nel 1864, durante la Guerra di secessione statunitense. Un collegio femminile della Virginia è stato ormai abbandonato dagli schiavi e da gran parte delle insegnanti e delle studentesse: rimangono solamente la preside, una docente e cinque ragazze. Un giorno, una di queste ultime trova un soldato nordista ferito e lo porta al collegio perché venga curato. La sua presenza diventa però l'elemento che fa detonare desideri sopiti e pulsioni oscure.

My rolling thought
« Che cosa vorresti di più al mondo? » « Essere portata lontano da qui. »
1864, Virginia, Guerra di secessione americana. Il caporale nordista Jonathan viene ritrovato gravemente ferito a una gamba da una ragazzina in cerca di funghi nel bosco, che decide di portarlo con sé nel piccolo collegio per signorine del Sud che frequenta. Il collegio si è svuotato a causa dello scoppio della guerra, le uniche rimaste sono la direttrice Miss Martha Farnsworth, l’insegnante di francese Miss Edwina Morrow e cinque studentesse, che si sono adattate a vivere da sole e nascoste agli occhi dei soldati. Questa inaspettata presenza maschile porterà scompiglio e turbamento tra le donne.
L’inganno di Sofia Coppola è l’adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil di Thomas P. Cullinan (1966), già portato sul grande schermo da Don Siegel con il titolo La notte brava del soldato Jonathan (1971). Io non ho né letto il romanzo né visto il primo adattamento, quindi il mio giudizio sì baserà unicamente sul lavoro svolto da Sofia Coppola, senza avere come riferimento il testo originale da cui è stato tratto né un altro elemento di comparazione.
Onestamente non so dire se mi è piaciuto o non mi è piaciuto: non mi è non piaciuto ma non mi è nemmeno piaciuto, e non direi nemmeno che mi trovo a metà strada tra i due estremi, piuttosto oscillo da un polo all’altro. Se penso a tutte le potenzialità non sfruttate e alle mie aspettative deluse, il film non mi è piaciuto; se penso alla sua estetica e al senso (molto, mooolto) sottinteso, il film mi è piaciuto.
La prima parte del film carica di aspettative perché la premessa è interessante e promettente ma la seconda parte si accartoccia su se stessa e si perde gran parte del pathos, fino a quando è difficile rimanere stupiti e soprattutto arrivare a un punto in cui importa ancora della storia. Mi aspettavo un seconda parte molto spinta, anche contorta e disturbante, perché il soggetto permetteva di intraprendere questa strada, ma è stata tutto l’opposto, tutto ciò che si ha è il gioco di sguardi e gesti tra le donne e l’uomo.
La compostezza domina in questo film, ed è più che funzionale per la parte visiva: la fotografia è bellissima, il racconto è elegantissimo e le inquadrature sono perfette. C’è un tripudio di perle, merletti e crinoline, suppellettili e elementi decorativi, ma sotto tutto questo non c’è molto. Ogni singolo elemento è gradevole, elegante, ordinato, ma spesso è tutto fin troppo eccessivo e l’eccessiva compostezza porta alla staticità di storia e personaggi. 
Tra le cinque donne del collegio spiccano su tutte la direttrice Martha (Nicole Kidman), l’insegnante Edwina (Kirsten Dunst) e l’allieva Alicia (Elle Fanning), le altre quattro ragazze rimangono relativamente nell’ombra. Sono tutte in misura diversa attratte da questo caporale, questa figura maschile bisognosa, bella e affascinante che irrompe all’improvviso nella loro quotidianità. A sua volta, il soldato Jonathan (Colin Farrel) cerca di portare dalla sua parte le ragazze e le donne per fare in modo che non lo consegnino ai soldati sudisti ma che lo facciano anche restare, perché non è che abbia poi tanta voglia di combattere.
Il problema dei personaggi femminili è che non hanno una propria psicologia, non c’è il singolo individuo ma prevale il gruppo. E ancora: c’è la donna che vuole sedurre il caporale, quella ingenua che si lascia travolgere e ingannare da lui e quella che vuole giocarci, ma c’è un’ambiguità di fondo che non fa capire bene cosa abbiano realmente in mente questi personaggi, quali sono le loro intenzioni o cosa pensano, compiono solo azioni.
Il soldato Jonathan non è un personaggio forte, non riesce a essere il centro e non riesce a essere convincente nel turbare la quiete del collegio, una dimensione femminile in cui non si è mai introdotto un uomo.
Non emerge il conflitto e la seduzione non è tale da sfociare in vera e propria ossessione da nessuna delle due parti. Ho provato a spiegarmi tutto questo con il tipo di educazione impartita alle donne di quest’epoca, portate a nascondere e a controllare qualsiasi impulso e desiderio, ma non ci si è spinti troppo in questa direzione o comunque non mi è parso che abbia avuto il giusto rilievo.
Scarso rilievo ha anche la grande storia e quindi la Guerra di secessione americana. Si vede qualche soldato di passaggio ma unionisti, secessionisti e schiavi di colore non ce ne sono, tanto meno si toccano le tematiche della libertà e dell’abolizione della schiavitù. Non si parla della Guerra civile perché non è di utilità ai fini di questo racconto e ci si concentra sulle figure femminili, ma non si spinge troppo su di loro e sul loro rapporto con la figura maschile, e tutto questo mi lascia perplessa.
L’inquadratura finale è molto bella ed è spunto di riflessione su tutto quello che è stato il film: le donne ingannano l’uomo e l’uomo inganna le donne, chi è il vero ingannato in questa situazione? Poco convincente è invece il modo in cui si sono risolte le vicende: l’idea mi è piaciuta perché riporta alla situazione iniziale ma l'improvvisa dimenticanza del secondo personaggio coinvolto la trovo assurda.
Non ho parlato del lavoro svolto dagli attori, se li ho trovati più o meno adatti o bravi nel loro ruolo… beh, secondo me sono stati tutti “nel personaggio” perché hanno seguito le direttrici di ordine e compostezza, ogni tanto c’è stata qualche sfumatura di caratterizzazione anche se la parte non lo ha permesso in pieno.
Trovo che L’inganno di Sofia Coppola sia un film molto decorativo e molto poco conflittuale, che pecca di superficialità nei confronti dei personaggi e del periodo storico. Lo rivedrei solo perché è soddisfacente a livello estetico ma la mancanza di contenuti mi fa arrabbiare tantissimo.

4 commenti:

  1. Ho un rapporto conflittuale con Sofia Coppola: mi lascia spesso sensazioni contrastanti, con alcuni film che ho apprezzato molto e altri che semplicemente no.
    L'inganno, se devo essere sincera, mi attira meno di niente: ho letto in giro che si tratta più che altro di un esercizio di stile della Coppola. La tua recensione mi conferma che, al 90%, non lo apprezzerei particolarmente.

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    1. Anche per me è lo stesso! Alcuni mi sono piaciuti molto, altri... no.
      Ho adorato tantissimo Marie Antoinette, sia a livello estetico sia come sono stati resi i rapporti all'interno della corte francese e i vari personaggi; L'inganno è bello solo a livello estetico e come esercizio di stile ci sta, ma la storia aveva molte potenzialità che non sono state sfruttate.

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  2. Ciao, nuova follower; complimenti per blog e recensioni; qui la mia ultima recensione:https://ioamoilibrieleserietv.blogspot.it/2017/11/recensione-serie-magisterium-cassandra.html

    Ti aspetto da me come lettrice fissa; trovi il blog anche su instagram e facebook entrambi sotto il nome: ioamoilibrieleserietv

    grazie

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    1. Ciao Benedetta.
      Se posso darti un consiglio, eviterei di presentarmi in casa degli altri con un commento del genere: mi fa dubitare che tu abbia realmente letto ciò che ho scritto e comunque lo spam selvaggio non è mai piacevole per chi lo riceve.
      Ci sono molti modi per farsi conoscere, un tuo semplice pensiero o parere sull'argomento del post mi avrebbe invogliato a conoscerti e a leggere il tuo blog.
      Grazie.

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)