martedì 28 novembre 2017

L’inganno di Sofia Coppola ❃

Ciao a tutti!
Forse qualcuno di voi ricorderà che questa primavera mi sono ritrovata a vedere i film di Sofia Coppola uno dopo l’altro (ve ne ho parlato QUI!). Sono rimasta molto colpita e incuriosita da questa regista, così tanto che ho aspettato con trepidazione l’uscita di The Beguiled (L’inganno). Ebbene, sono riuscita a vederlo e mi piacerebbe parlarvene. :)


L’inganno
The Beguiled di Sofia Coppola

21 Settembre 2017 94 minuti  THRILLER, DRAMMATICO
Siamo nel 1864, durante la Guerra di secessione statunitense. Un collegio femminile della Virginia è stato ormai abbandonato dagli schiavi e da gran parte delle insegnanti e delle studentesse: rimangono solamente la preside, una docente e cinque ragazze. Un giorno, una di queste ultime trova un soldato nordista ferito e lo porta al collegio perché venga curato. La sua presenza diventa però l'elemento che fa detonare desideri sopiti e pulsioni oscure.

My rolling thought
« Che cosa vorresti di più al mondo? » « Essere portata lontano da qui. »
1864, Virginia, Guerra di secessione americana. Il caporale nordista Jonathan viene ritrovato gravemente ferito a una gamba da una ragazzina in cerca di funghi nel bosco, che decide di portarlo con sé nel piccolo collegio per signorine del Sud che frequenta. Il collegio si è svuotato a causa dello scoppio della guerra, le uniche rimaste sono la direttrice Miss Martha Farnsworth, l’insegnante di francese Miss Edwina Morrow e cinque studentesse, che si sono adattate a vivere da sole e nascoste agli occhi dei soldati. Questa inaspettata presenza maschile porterà scompiglio e turbamento tra le donne.
L’inganno di Sofia Coppola è l’adattamento cinematografico del romanzo A Painted Devil di Thomas P. Cullinan (1966), già portato sul grande schermo da Don Siegel con il titolo La notte brava del soldato Jonathan (1971). Io non ho né letto il romanzo né visto il primo adattamento, quindi il mio giudizio sì baserà unicamente sul lavoro svolto da Sofia Coppola, senza avere come riferimento il testo originale da cui è stato tratto né un altro elemento di comparazione.
Onestamente non so dire se mi è piaciuto o non mi è piaciuto: non mi è non piaciuto ma non mi è nemmeno piaciuto, e non direi nemmeno che mi trovo a metà strada tra i due estremi, piuttosto oscillo da un polo all’altro. Se penso a tutte le potenzialità non sfruttate e alle mie aspettative deluse, il film non mi è piaciuto; se penso alla sua estetica e al senso (molto, mooolto) sottinteso, il film mi è piaciuto.
La prima parte del film carica di aspettative perché la premessa è interessante e promettente ma la seconda parte si accartoccia su se stessa e si perde gran parte del pathos, fino a quando è difficile rimanere stupiti e soprattutto arrivare a un punto in cui importa ancora della storia. Mi aspettavo un seconda parte molto spinta, anche contorta e disturbante, perché il soggetto permetteva di intraprendere questa strada, ma è stata tutto l’opposto, tutto ciò che si ha è il gioco di sguardi e gesti tra le donne e l’uomo.
La compostezza domina in questo film, ed è più che funzionale per la parte visiva: la fotografia è bellissima, il racconto è elegantissimo e le inquadrature sono perfette. C’è un tripudio di perle, merletti e crinoline, suppellettili e elementi decorativi, ma sotto tutto questo non c’è molto. Ogni singolo elemento è gradevole, elegante, ordinato, ma spesso è tutto fin troppo eccessivo e l’eccessiva compostezza porta alla staticità di storia e personaggi. 
Tra le cinque donne del collegio spiccano su tutte la direttrice Martha (Nicole Kidman), l’insegnante Edwina (Kirsten Dunst) e l’allieva Alicia (Elle Fanning), le altre quattro ragazze rimangono relativamente nell’ombra. Sono tutte in misura diversa attratte da questo caporale, questa figura maschile bisognosa, bella e affascinante che irrompe all’improvviso nella loro quotidianità. A sua volta, il soldato Jonathan (Colin Farrel) cerca di portare dalla sua parte le ragazze e le donne per fare in modo che non lo consegnino ai soldati sudisti ma che lo facciano anche restare, perché non è che abbia poi tanta voglia di combattere.
Il problema dei personaggi femminili è che non hanno una propria psicologia, non c’è il singolo individuo ma prevale il gruppo. E ancora: c’è la donna che vuole sedurre il caporale, quella ingenua che si lascia travolgere e ingannare da lui e quella che vuole giocarci, ma c’è un’ambiguità di fondo che non fa capire bene cosa abbiano realmente in mente questi personaggi, quali sono le loro intenzioni o cosa pensano, compiono solo azioni.
Il soldato Jonathan non è un personaggio forte, non riesce a essere il centro e non riesce a essere convincente nel turbare la quiete del collegio, una dimensione femminile in cui non si è mai introdotto un uomo.
Non emerge il conflitto e la seduzione non è tale da sfociare in vera e propria ossessione da nessuna delle due parti. Ho provato a spiegarmi tutto questo con il tipo di educazione impartita alle donne di quest’epoca, portate a nascondere e a controllare qualsiasi impulso e desiderio, ma non ci si è spinti troppo in questa direzione o comunque non mi è parso che abbia avuto il giusto rilievo.
Scarso rilievo ha anche la grande storia e quindi la Guerra di secessione americana. Si vede qualche soldato di passaggio ma unionisti, secessionisti e schiavi di colore non ce ne sono, tanto meno si toccano le tematiche della libertà e dell’abolizione della schiavitù. Non si parla della Guerra civile perché non è di utilità ai fini di questo racconto e ci si concentra sulle figure femminili, ma non si spinge troppo su di loro e sul loro rapporto con la figura maschile, e tutto questo mi lascia perplessa.
L’inquadratura finale è molto bella ed è spunto di riflessione su tutto quello che è stato il film: le donne ingannano l’uomo e l’uomo inganna le donne, chi è il vero ingannato in questa situazione? Poco convincente è invece il modo in cui si sono risolte le vicende: l’idea mi è piaciuta perché riporta alla situazione iniziale ma l'improvvisa dimenticanza del secondo personaggio coinvolto la trovo assurda.
Non ho parlato del lavoro svolto dagli attori, se li ho trovati più o meno adatti o bravi nel loro ruolo… beh, secondo me sono stati tutti “nel personaggio” perché hanno seguito le direttrici di ordine e compostezza, ogni tanto c’è stata qualche sfumatura di caratterizzazione anche se la parte non lo ha permesso in pieno.
Trovo che L’inganno di Sofia Coppola sia un film molto decorativo e molto poco conflittuale, che pecca di superficialità nei confronti dei personaggi e del periodo storico. Lo rivedrei solo perché è soddisfacente a livello estetico ma la mancanza di contenuti mi fa arrabbiare tantissimo.

venerdì 24 novembre 2017

RECENSIONE: Nel profondo della foresta di Holly Black

Ciao a tutti!
Dopo avervi parlato di Uprooted (Cuore Oscuro) di Naomi Novik la settimana scorsa, ho pensato: perché non parlarvi di Nel profondo della foresta di Holly Black, un altro libro autoconclusivo con elementi magici di cui non ho ancora parlato? Quindi eccovi qui il mio pensiero su Nel profondo della foresta. :)


Nel profondo della foresta
The Darkest Part of the Forest di Holly Black

Mondadori  11 Aprile 2017  243 pagine  18,00 €  ITA
Hazel e il fratello Ben sono cresciuti a Fairfold, una piccola città dove, da tempo, gli umani hanno imparato a convivere pacificamente con le creature fatate della vicina foresta. Un posto diventato meta di tanti turisti curiosi, attratti dalle magie che qui hanno luogo ma in particolare dal ragazzo con le corna che riposa dentro una bara di vetro, la meraviglia più grande di tutte. Affascinati fin da bambini da questa presenza misteriosa, Hazel e Ben hanno provato più e più volte a immaginarne la storia. Nelle loro fantasie il giovane era a volte un principe dal cuore nobile e dalla natura buona e generosa, e altre un essere crudele e spietato. Ora che è cresciuta, però, Hazel pensa che sia arrivato il momento di accantonare tutte quelle fantasie infantili accettando il fatto che, per quanto lo abbia desiderato a lungo con tutta se stessa, il ragazzo con le corna non si sveglierà mai. Un giorno, però, quello che sembrava impossibile accade... sconvolgendo la vita della ragazza, di suo fratello e della loro città.

My rolling thought
C’era una volta una bambina che trovò una spada nella foresta. C’era una volta una bambina che credeva di essere un cavaliere. C’era una volta una bambina che aveva giurato di salvare il mondo intero, ma si era dimenticata di se stessa.
Fairfold è una piccola cittadina ai margini della foresta in cui esseri umani e esseri fatati hanno imparato a convivere insieme, meta di molti turisti perché la foresta custodisce al suo interno una bara di vetro in cui giace addormentato da anni e anni un bellissimo ragazzo con le corna e le orecchie a punta. Un principe, forse, come hanno sempre pensato i fratelli Hazel e Ben, che fin da bambini sono affascinati da questo ragazzo tanto da inventare infinite storie su di lui. Un giorno la bara di vetro viene rotta da qualcuno e il ragazzo con le corna si risveglia dal suo lungo sonno. Una serie di eventi catastrofici inizia ad abbattersi su Fairfold e i due fratelli decidono di andare alla ricerca del ragazzo con le corna per scoprire se è lui la causa di tutto questo.
Nel profondo della foresta è uno dei libri migliori che ho letto quest’anno: ho adorato la storia, il modo in cui Holly Black l’ha raccontata, i personaggi, il ribaltamento dei ruoli e l’epilogo.
Quando la Black scrive di fate, folletti, gnomi, elfi, ecc., non la batte nessuno, è un argomento che si vede ama molto e in cui mette tutta se stessa, e sa quello che fa. Anche questo suo ultimo lavoro è stato intessuto sulla base delle leggende che hanno a che fare con la Brava Gente, in particolare la Black ha preso ispirazione e ha attinto molto dal folklore celtico.
Si tratta di una fiaba moderna dai risvolti dark in cui di centrale importanza sono i giuramenti e le promesse che vincolano le azioni dei vari personaggi, per cui si sviluppa una storia ricca di colpi di scena e molto avventurosa. La Black semina fin dall’inizio piccole informazioni che sembrano non avere molta importanza con quello che sta raccontando in quel preciso momento, ma andando avanti nella lettura ogni tassello trova il suo posto in una trama ben organizzata.
Holly Black è riuscita ad amalgamare un’ambientazione moderna con il tipico paesaggio delle fiabe e delle leggende per costruire Fairfold, un mondo affascinante, ipnotico e magnetico. In questa sua cittadina circondata dalla foresta gli abitanti hanno imparato a convivere con gli esseri fatati  descritti non come creature benevole ma malvagie e senza scrupoli, che fanno dispetti e creano danni, che hanno sempre un secondo fine, che fanno patti con gli umani e che non possono mentire  e a difendersi come meglio possono con amuleti e altri piccoli accorgimenti. Anche se si è costituito una sorta di equilibrio tra i due popoli, non c’è mai una netta separazione tra il mondo fatato e quello umano. Un esempio su tutti è il personaggio di Jack, il changeling migliore amico di Hazel e Ben che vive con una famiglia umana. La magia fa parte del mono degli umani e il popolo fatato continua a legarsi ad esso facendo patti.
In questo mondo si trovano a muoversi Hazel e Ben, i due fratelli protagonisti. Hazel è forte e coraggiosa, e da bambina giocava a fare il cavaliere nel bosco. Ben è estremamente dolce e sensibile, anche lui molto forte anche se in modo diverso dalla sorella.
Di questo romanzo ho amato sopra ogni cosa il ribaltamento dei ruoli e la rappresentazione di genere. Leggiamo di un amore omosessuale e di una ragazza forte e coraggiosa che veste i panni di un cavaliere, ed è tutto così bello e naturale esattamente come dovrebbe essere. Anche le ragazze sono forti, anche i ragazzi sono sensibili e ognuno è libero di amare chi vuole, della stessa o di un'altra etnia.
Lo stile di scrittura di Holly Black è come sempre meraviglioso: per sua stessa ammissione tende a togliere piuttosto che a dilungarsi in infinite descrizioni, va dritta al punto con poche, essenziali ma precise parole. È una scrittrice molto diretta, non ama i fronzoli e gli orpelli ma riesce comunque in una perfetta caratterizzazione di ambienti e personaggi.
Il finale è stato bellissimo ed emozionante, mi è piaciuto un sacco e mi ha trasmesso un senso di soddisfazione e completezza. A pensarci bene a posteriori, però, ci sono un paio di questioni che rimangono in sospeso e che riguardano il futuro dei personaggi principali... ma questa è un'altra storia, lasciata al momento all'immaginazione del lettore.
Nel profondo della foresta è un libro piccino piccino, non raggiunge nemmeno le duecentocinquanta pagine, ma non gli manca nulla: personaggi fantastici, una storia coinvolgente e un’accurata rappresentazione della realtà.

★★★★★
Wonderful. *^*

martedì 21 novembre 2017

❃ 5 shoujo scolastici ❃

Ciao a tutti!
In queste tristi, grigie e uggiose giornate di Novembre, vi porto un po’ di allegria, colore e batticuore proponendovi cinque shoujo scolastici da leggere e adorare. Preparatevi a perdervi tra primi amori, storie sentimentali con una certa tendenza al melodramma e alle incomprensioni, triangoli amorosi e cibo, tanto cibo!


Non sono un angelo di AI YAZAWA • Midori vuole entrare nel comitato studentesco. Dopo aver tenuto il suo primo discorso elettorale, inciampa e cade dalla tribuna, mostrando la biancheria intima. Dopo un primo momento di forte imbarazzo, riesce a riprendersi ridendo di se stessa e disegnando una sua caricatura, un angioletto in mutandine, per il poster della sua campagna elettorale. Un giorno vede un ragazzo con la divisa della sua scuola prendersi cura di un gattino bianco e si innamora di lui a prima vista. Entrata nel comitato studentesco, scopre che anche questo ragazzo ne fa parte.
Di Ai Yazawa ho scritto tantissimo, quindi vi rimango QUI per ulteriori approfondimenti. Non sono un angelo è uno dei suoi primi lavori (precede tutti quelli di cui vi ho parlato fino ad ora), quindi il tratto è ancora relativamente acerbo e solo nel corso della storia si evolverà nelle sue tipiche figure allungate. È una serie adorabile. La storia si svolge con molta naturalezza e credibilità, e anche i personaggi sono semplici e comuni: lei è una ragazza come tante altre e con una spiccata tendenza al buonumore, lui è un po’ il ragazzo misterioso e affascinante ma non è inavvicinabile né pretenzioso. Come negli altri manga, anche qui sono presenti elementi tipici che ricorreranno in tutta la produzione della Yazawa: l'importanza della musica, l'attività di mangaka o la passione per il disegno, famiglie divise, viaggi studio o all'estero, gatti (!).
Lo stra-consiglio insieme a tutte le altre serie della Yazawa (e no, non ho finito qui con lei: tornerò di sicuro con la recensione di un’altra sua serie *minaccia*).
PLANET MANGA  8 VOLUMI  4,00 €  2006

The Gentlemen’s Alliance Cross di ARINA TANEMURA • Haine frequenta l’Accademia Imperiale, una prestigiosa scuola in cui gli studenti sono organizzati a seconda del proprio ceto e delle donazioni fatte dalla propria famiglia. Provenendo da una famiglia benestante, Haine fa parte del gruppo dei Bronzo ma aspira a diventare una Argento. È innamora del presidente del consiglio studentesco, in cui riesce ad entrare dopo una serie di vicissitudini. Ma nulla è come sembra, ogni membro del comitato nasconde dei segreti.
Arina Tanemura è una delle prime mangaka che ho iniziare a seguire assiduamente, e tutto è iniziato proprio con The Gentlemen’s Alliance Cross. Si tratta di una serie ricca di intrecci, intrighi e colpi di scena, personaggi *particolari* che hanno sia lati positivi che lati negativi, con un passato che li ha portati ad essere quelli che sono nel loro presente. I disegni della Tanemura sono una meraviglia: le tavole sono ricche e dettagliatissime, i personaggi espressivi anche se ogni tanto si tende a confondere quelli femminili (soprattutto Haine e Usho).
Se volete leggere una storia dai risvolti inaspettati e con personaggi complessi, The Gentlemen’s Alliance Cross potrebbe fare al caso vostro.
PLANET MANGA  11 VOLUMI  4,30 €  2008

Strobe Edge & A un passo da te di IO SAKISAKA • In Strobe Edge, Ninako è una ragazza di quindici anni che non si è mai innamorata. Un giorno incontra casualmente sul treno il ragazzo più popolare della scuola e il suo cuore inizia a battere per lui. In A un passo da te, Futaba è appena entrata al liceo ed è decisa a cambiare radicalmente la sua immagine e il suo stile di vita, dopo essere stata vittima dell’invidia delle sue stesse amiche che l’hanno portata a reprimere i suoi sentimenti nei confronti del ragazzo di cui era innamorata, quindi fa di tutto per essere meno carina e femminile per non farsi notare dai ragazzi e invidiare dalle ragazze. Un giorno incontra di nuovo il ragazzo di cui era innamorata, ma ora sono entrambi profondamente cambiati e il vecchio amore è qualcosa che appartiene ormai al passato.
Oh, Io Sakisaka! Le sue sembrano storie ordinarie ma riesce a venirsene fuori con delle vere e proprie perle: partendo da premesse comuni, gioca con i tipici cliché del genere e li fa evolvere in modo molto originale, riesce a fondere una storia carina e tenera con questioni di un certo peso, in cui centrali sono sempre l’amicizia e l’amore tra i vari personaggi. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, a partire ovviamente dai protagonisti per arrivare ai personaggi secondari; hanno un lato sia molto buffo ma anche molto maturo, che tirano fuori davanti la situazione che lo richiede — in determinate scene emergono entrambi, quindi c’è sia un certo livello di intensità che poi viene sdrammatizzato con le battute o con la deformazione del personaggio. I disegni sono carinissimi, puliti e lineari.
Se siete alla ricerca di shoujo classici canonici ma super-originali, la Sakisaka è la mangaka che fa per voi! Vi segnalo anche la sua nuova serie tutt'ora in corso di pubblicazione: Amarsi, Lasciarsi.
PLANET MANGA  10 / 13 VOLUMI  4,50 €  2012 / 2013

Tsubaki-cho Lonely Planet di Mika Yamamori • Fumi è una liceale che per aiutare economicamente il padre, sommerso dai debiti, lascia la sua casa per lavorare come domestica presso uno scrittore. La ragazza non lo ha mai visto prima e immagina che sia un uomo (molto) avanti con l’età ma in realtà è molto (molto) più giovane… infatti ha solo qualche anno più di lei.
Ho letto (e mai terminato) un altro manga con due giovani protagonisti che si ritrovano a vivere da soli con tutte le situazioni *equivoche* che ciò comporta. Siccome questa storia non mi era piaciuta per niente avevo un po’ di riserve nell’iniziare Tsubaki-cho Lonely Planet, ma alla fine ho deciso di provarlo anche alla luce dei commenti sulla serie precedente della mangaka (Una stella cadente in pieno giorno). È una storia molto piacevole, non particolarmente originale e con i tipici elementi del genere shoujo, ma si lascia leggere per la sua semplicità e gradevolezza. I personaggi hanno una vena di ingenuità che in alcuni casi fa sorridere ma in altri è snervante, spero che andando avanti emergano sia tratti personali che una storia più matura. Il tratto della Yamamori è dolce e adorabile, anche i suoi disegni sono super-carini.
Tsubaki-cho Lonely Planet è la lettura perfetta se si è in vena di una storia semplice ma che metta di buon umore, che alterna piccoli momenti che fanno emozionare ad altri che fanno riflettere.
STAR COMICS  IN CORSO  4,30 €  2017


Questi sono i miei consigli manga per oggi. :) Fatemi sapere se già conoscevate questi titoli o le mangaka, se avete trovato qualcosa di interessante da leggere e se vi piacerebbe avere un parere più approfondito su qualcuna di queste serie (ogni scusa è buona per rileggerle!). A presto — e ricordate che l’amore vince su ogni ostacolo*!

* ( ̄(エ) ̄)

venerdì 17 novembre 2017

RECENSIONE: Uprooted di Naomi Novik

Ciao a tutti!
Oggi vi lascio la recensione di Uprooted di Naomi Novik, un romanzo che ho letto nei primi mesi di quest'anno ma di cui non vi avevo parlato e che è stato recentemente tradotto dalla Mondadori con il titolo Cuore Oscuro.


Uprooted
di Naomi Novik

Pan  1 Marzo 2016  448 pagine  7,69 €  ENG
Agnieszka è una contadina diciassettenne goffa e sgraziata che vive insieme alla famiglia in un piccolo villaggio del regno di Polnya. Su tutti loro incombe la presenza maligna del Bosco, che sta progressivamente divorando l'intera regione. Per mantenere al sicuro se stessi e i loro villaggi dalle minacciose creature del Bosco e dai sortilegi mortali che lì si compiono, tutti gli abitanti della valle si affidano a un misterioso e solitario mago noto con il nome di Drago. Quest'ultimo sembra l'unico, infatti, in grado di controllare con la sua magia il potere imperscrutabile e oscuro del Bosco. In cambio della sua protezione, però, l'uomo pretende un tributo: ogni dieci anni avrà la possibilità di scegliere una ragazza tra le diciassettenni della valle e di portarla con sé nella sua torre. Un destino a detta di tutti terribile quasi quanto finire nelle grinfie del Bosco. Con l'avvicinarsi del giorno della scelta, Agnieszka ha sempre più paura. Come tutti dà infatti per scontato che il Drago non potrà che scegliere Kasia, la più bella e coraggiosa delle "candidate" nonché sua migliore amica. Ma quando il Drago comunica la sua decisione, lo sgomento è generale.

My rolling thought
Magic was singing in me, through me; I felt the murmur of his power singing back that same song.
Agnieszka vive in un piccolo villaggio circondato da una Foresta oscura, misteriosa e malvagia che vuole espandersi, e dalla quale nessuno è tornato vivo o, se l’ha fatto, è tornato profondamente cambiato. Il signore della valle in cui sorge il villaggio è il Drago, un potente stregone che vive in una torre e che con la sua magia respinge gli attacchi della Foresta contro il villaggio. In cambio della sua protezione chiede che ogni dieci anni gli venga consegnata una ragazza della valle di diciassette anni da tenere con sé nella torre per dieci anni. Agnieszka e la sua migliore amica Kasia sono nate nell’anno del Drago, ovvero avranno l’età giusta quando il Drago dovrà compiere nuovamente la sua scelta. La famiglia di Agnieszka non vive nel timore che il Drago scelga proprio lei perché, solitamente, porta via con sé ragazze molto dotate. Tutti sono convinti che la prescelta sarà Kasia, che è bella, gentile, perfetta e piena di doti, tutto il contrario di Agnieszka, che invece non è bellissima, è sbadata, disordinata e trascurata. Ma il Drago stupirà tutti scegliendo proprio lei.
Uprooted è un romanzo fantasy autoconclusivo che si ispira alle fiabe e al folclore polacco, interessi che Naomi Novik ha ereditato dai racconti della madre e della nonna, appunto di origini polacche. L’intento dell’autrice nella scrittura di questo retelling è stato quello di riproporre una fiaba per bambini ad un pubblico leggermente più grande, ovvero di ragazzi. Quindi le parole chiave che si potrebbero assegnare ad Uprooted sono fantasy - retelling - young adult.
Per quanto riguarda l’ambientazione polacca devo dire che, a parte i nomi dei personaggi (Agnieszka, Kasia), alcune figure tradizionali (come la babayaga) e termini specifici, non mi è sembrato un fantasy troppo attaccato a questa terra ma più agganciato a un’atmosfera fiabesca in generale, soprattutto per via dell’elemento magico e del personaggio della Foresta.
Le vicende in Uprooted si suddividono nettamente in due parti. La prima parte è quella relativa all’apprendistato di Agnieszka presso la torre del Drago, che scopre pian piano il mondo della magia e cosa c’è realmente dietro il tributo che lo stregone esige ogni dieci anni dal villaggio. È una prima parte fin troppo lunga e prolissa, che in certe parti si trascina letteralmente, soprattutto confrontadola con la seconda, che ha un ritmo molto affrettato e serrato. Questa seconda parte si concentra sulla lotta di Agnieszka e il Drago contro la Foresta e sui loro rapporti con i rappresentanti della corte del Regno.
Ho apprezzato molto l’ambientazione, ben definita, suggestiva e particolare. Si respira l’atmosfera tipica delle fiabe e lo stile di scrittura di Naomi Novik, molto descrittivo negli avvenimenti e nei luoghi, è così evocativo che sembra davvero di stare nel piccolo villaggio di Agnieszka, nella Foresta o nella torre del Drago. Il fatto che la storia sia narrata dal punto di vista della protagonista rende ancora più forte l’identificazione con lei e l’immersione totale nel suo mondo.
Allo stesso modo ho apprezzato gli elementi legati alla magia, molto affascinante e ben costruita: ogni incantesimo ha delle caratteristiche precise  due incantesimi anche molto diversi tra di loro possono essere complementari, ad esempio  e ognuno porta la firma di chi l’ha lanciato.
La Foresta è il grande personaggio e il grande antagonista di questa storia: è un’entità viva e malvagia, piena di creature pericolose e pregna di una magia antica e potente. È una fine stratega e con le sue trappole vuole espandersi, conquistare e annientare i piccoli insediamenti circostanti, avvolgendoli e trascinandoli nel nulla. Nelle fiabe la foresta svolge un ruolo importantissimo, e in Uprooted ha tutto lo spazio che si merita e un’ottima caratterizzazione.
Oltre la Foresta, i personaggi principali sono essenzialmente due: Agnieszka e il Drago. Agnieszka mi è piaciuta e non mi è piaciuta: il suo percorso di maturazione è evidente ed è molto ben caratterizzata, ma proprio alcuni lati di questa sua caratterizzazione me l’hanno fatta diventare leggermente antipatica. Il Drago è fin dall’inizio un personaggio molto misterioso e fino a quando non entra in scena non si sa nemmeno che aspetto abbia. Questo mi è piaciuto perché la caratterizzazione centra in pieno l’essenza del personaggio. Il rapporto tra i due all’inizio è conflittuale, si odiano in tutto e per tutto — Agnieszka perché non sa cosa vuole farle il Drago e il Drago perché vuole che Agnieszka sia una ragazza pulita, ordinata e di compagnia — ma, parallelamente alla crescita di entrambi, ci saranno dei cambiamenti anche in questa direzione.
Naomi Novik però cade negli errori più tipici del genere: Agnieszka prende decisioni affrettate sulla base dei sentimenti, contro i consigli e ciò che le ha insegnato il Drago e contro le regole della magia, però alla fine riesce sempre ad averla vinta. Non è credibile, soprattutto alla luce del fatto che tutti, anche il Drago che è il più grande stregone del Regno, impiegano anni e anni per imparare incantesimi e pozioni e per gestire la magia, e lei che non riesce nelle magie di base ha successo in quelle più potenti.
Non c’è fiaba senza morale: Uprooted insegna che bisogna guardare le situazioni non solo da un punto di vista e che si possono (e si devono, aggiungerei) risolvere le situazioni in cui c’è più scontro e attrito non ricorrendo alla violenza.
Uprooted è un buon romanzo che può accontentare un ampio bacino di lettori (gli amanti del fantasy, delle storie d’amore e di amicizia, dei retelling e tutti coloro che sono entrati in fissa con La Bella e la Bestia dopo il live action!), quindi lo consiglio. :)

★★★½
Good. :)

martedì 14 novembre 2017

FOCUS ON Courtney Summers

Ciao a tutti!
Rispolvero questa sorta di rubrica per parlarvi di una delle mie scrittrici contemporary young adult preferite: Courtney Summers. Nonostante la grandissima quantità di libri di questo genere che vengono tradotti e/o pubblicati, qui da noi Courtney Summers è ancora sconosciuta ed è un grandissimo peccato perché è una scrittrice validissima. Ve la presento con questo post se ancora non la conoscete. Cerchiamo di darle un pochino di visibilità, magari qualche casa editrice ci pensa su e ce la porta. :3

Umana, voglio le lucine.

Courtney Summers è nata in Belleville, Ontario, Canada nel 1986 e attualmente risiede in una piccola città non molto lontano. A quattordici anni, e con la benedizione dei suoi genitori, ha lasciato la scuola per dedicarsi alla sua educazione autonomamente. A diciotto anni ha scritto il suo primo romanzo. Il suo primo romanzo, Cracked Up to Be, è stato pubblicato nel 2008, quando aveva ventidue anni. Da qui, ha pubblicato cinque romanzi ed è famosa per le sue protagoniste femminili problematiche e caparbie.

Romanzi:
  • Cracked Up to Be (2008);
  • Some Girls Are (2010);
  • Fall for Anything (2010);
  • THIS IS NOT A TEST: This is Not a Test (2012), Please Remain Calm (2015, novella sequel);
  • All the Rage (2015).
Racconti in raccolte con altri autori:
  • Defy the Dark (2013);
  • Violent Ends (2015);
  • Here We Are: Feminism for the Real World (2017).

In Cracked Up to Be la protagonista è una ragazza che, da un giorno all’altro, si ritrova dall’essere il capitano della squadra di cheerleader, la fidanzata del ragazzo più popolare della scuola e una brillante studentessa, all’essere ignorata e lasciata da sola e in disparte da tutti.
Anche la protagonista del secondo romanzo della Summers, Some Girls Are, è un ragazza che è passata dalle stelle alle stalle ed è vittima dei pettegolezzi dei suoi compagni e quelli che considerava suoi amici. Rimasta da sola, diventa la migliore amica dell’altro ragazzo disadattato della scuola, che lei stessa insieme ai suoi vecchi amici bullizzava.
Fall for Anything è invece la storia di una ragazza che non riesce a superare il suicidio del padre, fotografo di grande fama e brillante insegnante, quindi è alla disperata ricerca di un motivo che possa spiegare questo gesto estremo.
Nella serie This is Not a Test un gruppo di sei ragazzi deve affrontare non solo la fine del mondo ma anche un’invasione zombie.
In All the Rage la protagonista non viene creduta da nessuno quando mette allo scoperto il lato oscuro del figlio dello sceriffo, che tutti considerano un ragazzo d’oro.
Al momento Courtney Summers sta lavorando al suo prossimo romanzo, su Goodreads è comparsa la seguente descrizione: It’s a road trip novel. It will hurt A Lot. Prepare yourself now. Sempre su Goodreads, la Summers ha scritto che si augura di poter condividere con i lettori qualche dettaglio in più entro la fine dell’anno.

Ti rovinerò ogni singola foto con la mia regale presenza se non mi dai le lucine.

La maggior parte dei romanzi di Courtney Summers sono di ambientazione scolastica, come  Cracked Up to Be, Some Girls Are e All the Rage. I primi due in particolare sono molto simili tra di loro, tanto che sono stati pubblicati insieme in un'edizione che porta il titolo What Goes Around. This is Not a Test è su toni apocalittici mentre in Fall for Anything ci si concentra più sull’ambiente famigliare.
Questi cinque romanzi (più novella sequel) condividono le stesse tematiche, di cui sono portavoci le ragazze protagoniste della Summers: morte, suicidio, stupro, violenza fisica e mentale.
Si tratta di storie molto intense e pregne che affrontano tematiche importanti. Non sono molto lunghe, e il ritmo di narrazione serrato coinvolge sia sul piano della lettura che su quello delle problematiche affrontate.
Il primo romanzo di Courtney Summers che ho letto è stato This is Not a Test (QUI), ed è quello che consiglio sempre se ci si vuole approcciare a questa scrittrice (con annessa novella sequel, QUI). Il mio romanzo preferito della Summers è però Fall for Anything (QUI), ed è sempre il mio secondo romanzo consigliato di questa scrittrice. La triade Cracked Up to Be - Some Girls Are - All the Rage non è meno “bella”, interessante o valida... alla fine dipende un po’ dalla tipologia di storia che si vuole leggere, visto che comunque tutti e cinque affrontano le tematiche menzionate in precedenza.
The sooner you make a mistake and learn to live with it, the better. You're not responsible for everything. You can't control the way things end up.
Questa è quindi una breve panoramica su Courtney Summers. Fatemi sapere se già la conoscevate, se avete letto qualcosa di suo e cosa, oppure se vi sembra una scrittrice interessante e siete intenzionati a darle una possibilità (fatelo!). A presto!

venerdì 10 novembre 2017

Ossa perdute di Annalisa Liverani

Ciao a tutti!
Oggi voglio parlarvi di Ossa perdute di Annalisa Liverani, un fumetto troppo carino che ho scoperto al
Lucca Comics & Games. Vi anticipo che mi è piaciuto tantissimo, è una settimana che me lo porto dietro ovunque e lo sfoglio in continuazione. È pastelloso e ci sono gli unicorni, lo adoro. ♥︎ L’ho scoperto perché sono stata colpita dallo stand, anch'esso pastelloso e decorato con edera e cristalli, oltre che dagli oggetti in vendita. E nulla, volevo parlarvene :) spero possa incuriosire/entusiasmare anche voi!


Ossa perdute
di Annalisa Liverani

17x24 60 pagine   a colori
Quando Lily scopre il contenuto di un vecchio baule si ritrova immersa in una fiaba dai risvolti grotteschi e scoprirà la verità su un orribile fatto accaduto molti secoli prima.

My rolling thought
Stai per varcare la soglia del portale per il Regno dell'Oltre. Non avere paura delle ossa che vedi, non c'è malvagità in questo luogo.
Nell'estate dei suoi quattordici anni Lily si trasferisce con i suoi genitori nella vecchia casa dei nonni, rimasta vuota per anni. La villa è circondata da una fitta foresta, scura e inquietante, che esercita su Lily un grande fascino ma ha troppa paura per addentrarcisi. Non si tira indietro invece dall'esplorare la villa: durante uno dei suoi giri, entra in una stanza nella quale non le è mai stato permesso di entrare e trova un baule bianco chiuso a chiave, chiave che lei possiede avendola trovata anni prima. Nel baule trova quello che sembrerebbe un teschio di unicorno con quattro occhi, nulla di strano considerando che i nonni avevano un negozio di antiquariato e amavano collezionare oggetti. Quello che Lily ancora non sa è che, aprendo il baule e scoprendo il teschio di unicorno, ha liberato due entità, una benevola e l'altra malvagia.


Ossa perdute è un fumetto breve che, in quaranta pagine tinte dalle sfumature del rosa, mescola elementi magici e fiabeschi a situazioni oscure e grottesche — e anche abbastanza macabre e inquietanti.
Ci sono unicorni che possono assumere forma umana, streghe con e senza poteri, antiche leggende, vecchi malefici, luoghi incantati, foreste sinistre, teschi con quattro occhi, cristalli di protezione… ma anche gatti cicciosi, dolcetti deliziosi, una mamma che realizza bambole e un papà tutto d’un pezzo che non dà ascolto ai deliri di una vecchietta. Potrebbe sembrare un’accozzaglia di cose messe insieme solo perché sono carine (e sono carinissime!) ma nell’arco della storia dimostrano una loro organicità e sono tutte legate da una serie di parallelismi.
Mi è piaciuto molto il fatto che ci sia una storia nella storia e che le sia stato dedicato uno spazio importante: l’antica leggenda che la signora Flowers racconta a Lily non è riportata solo a voce ma anche visivamente. È una storia molto bella e coinvolgente, e può funzionare anche in forma autonoma dalle vicende principali.
Essendo un fumetto breve, la protagonista Lily è al centro sia della storia che della maggior parte delle vignette. Devo dire però che ho provato molta simpatia per due personaggi che addirittura non compaiono mai fisicamente nella storia, ovvero i due nonni, che mi sono arrivati come due personaggi bizzarri e particolari, appassionati collezionisti di oggetti altrettanto bizzarri e particolari. Lily è una ragazza e una protagonista molto tranquilla e pacata, dimostra la sua personalità attraverso i dettagli — i suoi outfit mi sono piaciuti molto e sono solo un esempio che dimostra l’attenzione generale che c’è stata nei confronti dei particolari, quindi non solo per gli abiti.
Il tratto è molto dolce e morbido, mi ha trasmesso tanta serenità. Ho adorato le figure intere (come quella di Moondance) e i fondali, dove abbondano il bianco e le sfumature di rosa e azzurro.
Se vi piacciono gli unicorni e i colori pastello, Ossa perdute fa assolutamente al caso vostro. Mi ha ricordato per certi versi il film di Coraline, in rosa invece che in blu e con gli unicorni al posto dei gatti!

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Potete trovare l'autrice su: INSTAGRAM FACEBOOK TUMBLR ETSY

martedì 7 novembre 2017

LUCCA COMICS & GAMES 2017

Ciao a tutti!
Anche quest’anno sono stata al Lucca Comics & Games, quindi vi beccate un bel post in cui chiacchiero e vi faccio vedere cose. Prima di cominciare vorrei segnalarvi il post che ho scritto l’anno scorso in cui vi spiego un po’ cos’è il Lucca C&G (ma sicuramente lo sapete già!) e vi do qualche consiglio utile se volete partecipare a questa fiera, giusto per non ripetermi: QUI. :)

Umana, sei di nuovo andata a Lucca!?

È stata la mia quinta volta (non consecutiva) al Lucca C&G e ogni volta è un’esperienza unica. Io sono sempre andata di sabato e di domenica, i giorni di maggiore affluenza, ma quest’anno sono andata il primo giorno, quindi mercoledì 1 Novembre. Non ero molto entusiasta di andare proprio in questo giorno perché la maggior parte degli ospiti c’è nel weekend, ma mi sono comunque accontentata perché volevo esserci (se vi state chiedendo perché sono andata di mercoledì e non di sabato o domenica, la risposta è questa: l’organizzazione che si occupa di mettere su l’autobus per andare a Lucca ha scelto il mercoledì). La svolta (!) nel mio umore c’è stata quando è stato annunciato che proprio di mercoledì una parte del cast di Stranger Things avrebbe tenuto un panel… e beh, che fortuna!?


Ed è proprio con Stranger Things che vorrei iniziare, anche perché tutto ciò che riguarda questa serie tv ha occupato la maggior parte della mia giornata.
Come prima cosa, appena arrivata, mi sono messa in coda per conquistare (sì, conquistare) un biglietto speciale per partecipare al panel. Sono arrivata circa alle otto e quarantacinque e non pensavo di trovare la fila che invece ho trovato! Per fortuna sono riuscita a prendere un biglietto e anche celermente, infatti la fila scorreva bene.
Successivamente mi sono diretta verso i padiglioni di Netflix, uno dedicato alle maggiori serie tv di questa piattaforma e l’altro interamente dedicato a Stranger Things. Sono entrata prima in quest’ultimo, un tunnel a tema che riprende elementi caratteristici sia della prima che della seconda stagione. Ho provato a realizzare un video per mostrarvelo, spero non vi faccia troppo schifo. ^^” Mi è piaciuto davvero moltissimo, le mie parti preferite sono state i giochi arcade (i giochi arcade! Ero una campionessa di Puzzle Bobble da piccola! *w*) e la riproduzione del salotto di casa Byers con le lucine e le lettere dell’alfabeto sulla parete. Alla fine del percorso si poteva scegliere un poster tra tre alternative, io ho scelto quello con Eleven. :3
Il padiglione Netflix non ha catturato molto la mia attenzione, semplicemente perché all’interno vi erano aree a tema di serie tv che non seguo, ma ho fatto incetta di spillette, quindi poco male. c:
Facciamo un piccolo salto in avanti e arriviamo al panel che si è tenuto nell’Auditorium San Francesco. Ho provato a fare delle riprese per mostrarvi qualcosa ma ero seduta troppo lontano, i video sono usciti sgranati e con un audio pessimo. Se vi può consolare, non sono riuscita a vedere nemmeno in faccia Natalia Dyer (Nancy), Charlie Heaton (Jonathan), Joe Keery (Steve) e Linnea Berthelsen (Kali)! Cosa posso dirvi di questi quattro giovani attori… sono stati davvero molto carini e interessati. Ho trovato le ragazze molto dolci e i ragazzi simpatici, tutti entusiasti e coinvolti per/in questa serie tv. Concludo condividendo con voi un altro colpo di fortuna — sono ancora incredula. o.o Alla fine dell’incontro sono stati estratti alcuni biglietti che hanno vinto un poster autografato da uno dei quattro attori. E sono stata chiamata anche io. O.O Quando hanno estratto il mio biglietto, i poster autografati da Joe Keery (uno dei miei preferiti nella seconda stagione) erano terminati e nella foga del momento ne ho afferrato uno a caso, portandomi a casa quello di Charlie Heaton (che ho già messo sotto chiave per paura di rovinarlo, anche perché parte dell’autografo è già andata via a contatto con gli altri nella pila).


Il resto della giornata l’ho passato a gironzolare qua e là e a fare file per incontrare gli autori e farmi fare qualche sketch, che vi mostro qui di seguito.
ERIS EDIZIONIMisdirection di Lucia Biagi
BAO PUBLISHINGGli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia ; Haxa 1. I confini del vento di Nicolò Pellizon
TUNUÉViktoria di Gaia Cardinali ; Watersnakes di Tony Sandoval
SHOCKDOMFrancis di Loputyn
AUTOPRODUZIONIOssa perdute di Annalisa Liverani ; Nel buio tra gli alberi di Giulio Macaione
Grazie a tutti. (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧
Non ho fatto molti acquisti perché non era la mia priorità, volevo principalmente vedere e scoprire cosa avevano gli stand. I miei unici acquisti sono stati Il canto delle onde di Marco Rincione e Loputyn, Ossa perdute di Annalisa Liverani e una sua stampa (+W+), Nel buio tra gli alberi di Giulio Macaione, una stampa di Sara Fabrizi. Mio fratello invece ha acquistato la trilogia di Alberto Madrigal, La notte dell’oliva di Giulio Mosca, una Nicotinals e si è fatto dedicare il secondo volume di Labadessa (penso che darò uno sguardo anche io a queste cosine).






Questo è davvero tutto! Non ho molte cose da dire perché è stata una giornata tranquillissima ed è passata in un baleno. In genere mi hanno sempre detto che i primi giorni di fiera sono quelli meno caotici rispetto al weekend ma credetemi, era comunque pienissimo di gente O.O probabilmente perché è capitato in un giorno festivo.
Una menzione speciale a Valy (SPARKLE FROM BOOKS) prima di concludere, che è sempre troppo carina con me e che mi ha recuperato nella folla del Padiglione Napoleone. ♥︎ 
Fatemi sapere se quest’anno avete partecipato anche voi e cosa avete fatto o se vi ha incuriosito qualche titolo di cui vi ho mostrato e vi farebbe piacere che ne parlassi in un post. Io posso dirvi che i miei momenti preferiti di questo Lucca C&G sono quelli legati a Stranger Things, non mi era mai capitato di fare delle esperienze simili e ne sono rimasta super-entuasiasta. Spero che non vi abbia annoiato con questo post, aspetto i vostri commentini. A presto! :3