lunedì 16 ottobre 2017

✎ REVIEW PARTY: Gli anni che restano di Brian Freschi & Davide Aurilia

Ciao a tutti e buon lunedì! :-)
Oggi vi aspetta un post "a sorpresa" che non ha nulla a che fare con il nostro tema autunno-e-Halloween.
Ho avuto la possibilità di prendere parte al Reviw Party organizzato da BAO PUBLISHING (grazie mille per l'opportunità!) per parlarvi insieme ad altri fantastici blogger e youtuber di Gli anni che restano di Brian Freschi e Davide Aurilia, una delle loro ultime pubblicazioni.
Vi lascio i dati dell'edizione, il mio commento e a seguire i link dei blog e dei canali youtube che hanno preso parte all'iniziativa. Vi invito a leggere/visionare i post/video di tutti per avere una panoramica a 360° su questo lavoro. (◕‿◕✿)


Gli anni che restano
di Brian Freschi & Davide Aurilia

Bao Publishing  5 Ottobre 2017  144 pagine  17,00 €  ITA
Mauro e Antonio sono stati grandi amici. Poi è successa la vita. Il tempo è passato, la distanza si è fatta incolmabile, finché una distanza assoluta, definitiva, non costringe Mauro a ripercorrere il tempo che è passato, alla ricerca di un senso che gli è sfuggito in tutti quegli anni. Capirà molte cose del suo amico, alcune fondamentali su di sé, e smetterà di pensare a quegli anni, per dedicarsi finalmente ai soli che contano, quelli che non voleva affrontare, e che stavano scivolando via, non vissuti. Gli anni che restano. Brian Freschi scrive una storia senza tempo sul passare del tempo, e Davide Aurilia la illustra in modo audace, clamoroso, straordinario.

My rolling thought
Alcuni giorni fa stavo viaggiando in treno. DI fianco a me avevano dimenticato una rivista, uno di quei mensili per cervelloni. In un articolo spiegavano la nascita del verbo ricordare. Ricordare. Richiamare nel cuore. Perché il cuore è la casa dei ricordi. E perché siamo noi a richiamarli ogni volta che ne sentiamo il bisogno. È così per tutti.
Mauro e Antonio si conoscono fin da bambini: sono cresciuti insieme e hanno frequentato la stessa Università, ma con il tempo si sono persi di vista e ognuno è andato per la sua strada. A distanza di anni, la vita di Mauro torna ad intrecciarsi con quella di Antonio per via di una telefonata che lo fa tornare nella sua città natale, Milano. Con il suo ritorno a casa ritorneranno anche tanti ricordi: non tutti piacevoli e alcuni messi a tacere ormai da tanti anni, riguardo qualcosa di brutto che è accaduto e che non è mai stato affrontato dai due.
Gli anni che restano nasce dalla collaborazione di Brian Freschi (storia) e Davide Aurilia (disegni), due artisti molto giovani alle prese con il loro primo romanzo grafico. Di Brian Freschi avevo già letto qualcosa nel campo delle autoproduzioni (Nessuno ci farà entrare è stato abbastanza scioccante), Davide Aurilia è stato una vera e propria novità.
La loro storia è un viaggio alla volta della scoperta e della riscoperta di se stessi attraverso i propri ricordi e il proprio passato.
Compiamo questo viaggio, sia fisico che mentale, insieme al protagonista Mauro, un uomo incompiuto e infelice, incastrato in una relazione inappagata e in un lavoro insoddisfacente. Con lui ripercorriamo le tappe più importanti della vita di un uomo — partendo dall’infanzia, attraversando l’adolescenza e arrivando all’età adulta — e ci rendiamo conto di come le scelte personali, particolari situazioni politiche e sociali o anche determinate compagnie possano portare qualcuno a deviare su un’altra strada, impensabile e improbabile per quella persona.
Non è un viaggio sempre piacevole. C’è molta malinconia, che deriva principalmente dall’atto di guardarsi indietro e rendersi conto di aver perso persone, cose e occasioni nella propria vita per i più disparati motivi. Tutta questa malinconia però può portare anche qualcosa di positivo: una nuova consapevolezza di sé e il coraggio che è sempre mancato per iniziare una nuova fase della propria vita, per vivere gli anni che restano.


Ho apprezzato molto il modo in cui Freschi e Aurilia hanno scelto di raccontare la storia di Mauro e Antonio: il passato non solo si fonde ma si sovrappone al presente, non ci sono separazioni o stacchi netti e l’unica discriminante tra i due piani temporali è il colore.
Il tratto di Davide Aurilia è molto essenziale, elegante e armonico, gli acquerelli sono il punto forte: amplificano l’atmosfera malinconica della storia, rendono il passato e il presente, sottolineano i momenti belli e quelli brutti. Più si va avanti nella storia e più cresce questo senso di angoscia, ma la dolcezza estrema dei colori avvolge e scalda davvero il cuore.Brian Freschi è un bravissimo narratore: mi hanno colpito molto i monologhi, profondi, intensi e incisivi; i dialoghi sono efficaci e naturali.
L’unico piccolo difetto è che l’inizio è un po’ macchinoso e non si capisce bene dove si sta andando, ma si tratta di uno spaesamento momentaneo dovuto dalla sovrapposizione dei piani temporali e dal fatto che ci viene già dato in mano il cuore della storia.
Gli anni che restano è una bella storia che parla di amore, amicizia, vita e morte, crescita ed esperienze. Nonostante la giovane età, i due autori raccontano i dubbi, i timori e le angoscie dell’età adulta con una facilità e un’immediatezza estrema.





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2 commenti:

  1. Mi incuriosisce tantissimo sia per la trama che per il poco adocchiato delle illustrazioni.
    Spero di aver presto l'occasione di recuperarlo.
    Grazie!

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    Risposte
    1. Ciao! È una storia molto bella e le illustrazioni sono magnifiche. *A* Fammi sapere se riesci a leggerlo! :)

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Grazie! Risponderò presto al tuo commento. (◠﹏◠✿)