venerdì 5 maggio 2017

RECENSIONE: Pax di Sara Pennypacker

Ciao a tutti!
Vi lascio il mio parere su Pax di Sara Pennypacker, un libro che avevo avvistato in lingua tempo fa e che era rimasto tra i miei pensieri come possibile-futura-lettura. Ho scoperto per puro caso che la Rizzoli lo ha tradotto e pubblicato di recente, quindi ringrazio l'ufficio stampa per avermi accontentata fornendomi una copia digitale del volume! :)


Pax
Pax di Sara Pennypacker

Rizzoli  30 Marzo 2017  300 pagine  16,00 €  ITA
Da quando Peter, dodici anni, ha trovato il volpacchiotto Pax, i due sono sempre stati inseparabili. Un giorno accade l’impensabile: il padre di Peter si arruola per andare in guerra e costringe suo figlio a lasciare la volpe sul ciglio di una strada. Il ragazzo obbedisce, ma non appena arriva a casa del nonno dove è destinato a vivere, capisce di aver fatto l’errore della sua vita. Così parte per ritrovare il suo migliore amico. Un percorso di cinquecento chilometri che gli porterà avventure, guai e amicizie: un viaggio che lo farà crescere. Pax lo aspetta, e nel frattempo scopre luci e ombre della libertà. Tutti e due non vedono l’ora di ritrovarsi, però quel momento non sarà affatto come avevano immaginato.
My rolling thought
«Quindi, qual è la verità? Stai tornando dalla tua volpe o a casa?» «Sono la stessa cosa.»
Come ho scritto in un post di pochissimo tempo fa (QUI), tendo ad evitare il più possibile di leggere libri in cui gli animali sono i protagonisti perché so che non riuscirei ad affrontare determinati episodi che immagino potrebbero accadere. Tuttavia ho letto Pax di Sara Pennypacker, una storia che ha come protagonista una volpe, per due motivi: il primo è che le volpi sono tenere (provate a dire il contrario) e il secondo è che tutto il pacchetto di presentazione - trama, personaggi, copertina, illustrazioni - praticamente urlava di farsi leggere.
La storia si può riassumere molto semplicemente in questo modo:
Peter è un ragazzino di dodici anni che, a causa della guerra, è costretto a lasciare in libertà la sua volpe. Pax è una volpe che, a causa della guerra, è costretta a separarsi dal suo umano.
Nonostante le sue 300 pagine, Pax è un libro che si legge in un batter d’occhio e questo grazie ai punti di vista alternati di Peter e Pax, e ai capitoli molto brevi e scorrevoli.
I capitoli narrati dal punto di vista di Pax sono stati più interessanti di quelli narrati dal punto di vista di Peter, anche se in entrambi ci sono molti concetti ripetuti (Peter che deve ritrovare Pax, la malattia della guerra) e in alcuni punti la storia diventa insensatamente lenta.
Il rapporto tra Pax e Peter è descritto magnificamente: Peter è l’umano di Pax e Pax è la volpe di Peter, e provano l’uno verso l’altro un forte sentimento di affetto e protezione, un legame che non riesce ad annullarsi nemmeno nel momento in cui sono costretti a separarsi.
Pax entra in contatto per la prima volta con un ambiente completamente nuovo e altre volpi del tutto sconosciute, e sperimenta le difficoltà che comporta la privazione di cibo e acqua: è come se dovesse imparare per la prima volta ad essere una volpe.
Peter, in virtù del forte legame che lo unisce a Pax, inizia immediatamente ad avvertire il tradimento compiuto nei confronti della sua volpe e si mette in testa di lasciare la casa del nonno per andare a ritrovarla. Questa avventura, come tutte le avventure di bambini e ragazzini che si mettono in viaggio, si tramuta in un importante viaggio di formazione ma, seppur mi sia abbastanza piaciuto, non sono riuscita a non fare caso ai lavori “dietro le quinte”, a tutti quei piccoli movimenti dalla regia che vogliono portare la storia su quel determinato sentiero. Nel suo viaggio, Peter si imbatte in Vola, una donna che vive in auto-isolamento nella vecchia casetta del nonno e che lo aiuterà a crescere e a capire diverse cose ma anche Peter, a sua volta, aiuterà Vola a farle riprendere in mano la sua vita e a farle accettare cose di e su stessa che prima negava.


Essendo una storia che parla del legame di un bambino con la sua volpe in un momento davvero duro come quello della guerra, mi aspettavo che questo libro mi prendesse maggiormente o che facesse scattare tutto quel meccanismo di ansia e pianti a non finire nei confronti della situazione di pericolo che l’animale protagonista si trova a vivere, ma non è successo nulla di tutto ciò. Dal mio punto di vista, l’autrice si è mantenuta su un livello di narrazione superficiale senza andare troppo in profondità ed è un vero peccato perché ha trattato concetti e situazioni interessanti da un punto di vista particolare, ma non li ha approfonditi come desideravo facesse per donare alla storia un po’ più di spessore.
Il libro è ambientato durante la guerra (azzarderei tra le due Guerre mondiali) e si parla molto di uomini e di come la malattia della guerra gli abbia contagiati; e di come questi uomini, nella loro follia, abbiano distrutto il mondo senza alcuna ragione. Questo è un concetto molto interessante presentato in un modo che non mi è mai capitato di incontrare ma rimane ad aleggiare negli ultimi capitoli del libro senza fissarsi concretamente.
Un altro esempio che si può fare riguardo queste questioni rimaste in sospeso è quello che riguarda la perdita di una persona cara. Peter perde da piccolo una figura importantissima della sua famiglia e si ritrova a dover fare i conti con un sentimento di rabbia e di ostilità che lo consuma da dentro e che non riesce a tirar fuori. Accenni a questa rabbia inespressa ci sono anche nel presente, nel corso della storia, ma la questione non è stata né affrontata né chiarita come si deve.
Come lei stessa ha messo in nota, Sara Pennypacker si è avvalsa del supporto di uno studioso nel campo del comportamento delle volpi (questo è il solo caso in cui l’autrice è riuscita a soddisfarmi parlando di accuratezza nella narrazione) ed è stata una scelta vincente perché gli animali restano animali e non diventano animali “umanizzati”, nel senso che comunicano tra di loro attraverso il loro codice linguistico fatto di suoni e movenze, e sono capaci di capire emozioni, percepire il pericolo e altre cose simili usando il loro fiuto e altre tracce.
In conclusione, Pax è un sì in termini di personaggi e storia ma manca quell’accortezza di profondità negli argomenti trattati che rappresenta il suo punto a sfavore più grande.

★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

6 commenti:

  1. Avevo visto questo libro sugli scaffali in libreria e mi aveva catturato la copertina. E' stato molto interessante leggere il tuo parere, è un peccato quando certi argomenti non vengono approfonditi, ma spero di recuperarlo presto!

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    1. Diciamo che la copertina - e la volpe - sono stati i motivi che mi hanno spinto a soffermarmi sulla trama. Tutto sommato è stata una bella lettura, ma i nervi per gli argomenti lasciati in sospeso. >_<

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  2. Uh peccato >.< quindi alla fine è un nì! Lo avevo visto ieri vagando nei meandri di Goodreads e mi aveva incuriosita... ma non penso gli darò una possibilità dopo aver letto il tuo parere... diciamo che ormai ho bisogno di romanzi solo :D dunque quelli che penso non possano piacermi in partenza, li scarto!

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    1. Eh capisco. >///<
      Romanzi solo sì, venite a meee!

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  3. Nemmeno io riesco a leggere libri (o guadare film) con animali protagonisti ^^ Ogni volta è un fiume di lacrime.
    Pensa che "Io & Marley" aspetta di essere letto da anni ormai. Non riesco mai a decidermi.

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    1. Io & Marley no, proprio no. Non voglio vederlo né sentirne parlare. So cosa succede e no, grazie.
      Una volta mia mamma l'ha visto in tv e io mi sono barricata in camera.

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡