venerdì 29 dicembre 2017

BEST AND WORST OF 2017

Ciao a tutti!
E benvenuti nell’ultimo post dell’anno, in cui vi parlerò del meglio e del peggio delle mie letture e delle mie visioni. Non so quanto lungo verrà questo post, quindi direi di cominciare subito — mi impegnerò per essere stringata ma anche efficiente ed esaustiva. (✪㉨✪)


LIBRI
Con il mio fidato Goodreads alla mano, vi comunico che quest’anno ho letto 88 libri (sto leggendo l’ottantanovesimo, I Luminari, ma ci sono buone probabilità che non sopravviva *scherzo*). Ho letto decisamente meno libri degli scorsi anni ma non perché non ho avuto tempo o ho avuto “blocchi del lettore”, semplicemente il mio proposito è stato quello di leggere con calma e con piacere, senza stare a tener conto di quanti libri leggere al mese o all’anno (non che prima leggessi per rispettare delle scadenze o degli impegni particolari, non ho mai letto spinta solo da questi motivi).

All the Crooked Saints di MAGGIE STIEFVATER • Mi sbilancio e dico che All the Crooked Saints se la gioca con La Corsa delle Onde per il titolo di miglior libro di Maggie Stiefvater e di mio libro preferito di Maggie Stiefvater. Ho amato talmente tanto questo libro che ho difficoltà a parlarne, mi vengono solo in mente cose banali come: stile di scrittura immenso, personaggi a tutto tondo, storia originale.

Abbiamo sempre vissuto nel castello di SHIRLEY JACKSON • Finalmente sono riuscita a leggere Shirley Jackson, la scrittrice che ha messo paura a Stephen King, e l’ho amata profondamente con Abbiamo sempre vissuto nel castello. Un romanzo psicologico dalle tinte horror (mi azzardo a definirlo così v_v) scritto e costruito alla perfezione. Ve ne parlo QUI.

IT di STEPHEN KING • Lettura totalmente inaspettata, non ci avrei scommesso un centesimo. Siccome ho scritto un lungo post relativo sia al libro che ai due adattamenti, vi rimando QUI per non ripetermi.

Dieci piccoli indiani di AGATHA CHRISTIE • Quest’anno mi sono data ai gialli e in particolare ad Agatha Christie. Tra tutti i suoi libri che ho letto, Dieci piccoli indiani è decisamente il migliore e quello che mi ha tenuto incollata dall’inizio alla fine. QUI vi parlo del mio approccio con questa scrittrice e del mio rapporto con i gialli.

Madness di ROALD DAHL • Ignoravo che Roald Dahl avesse scritto dei racconti per adulti oltre ai libri per bambini/ragazzi, l’ho scoperto perché mi sono imbattuta in queste bellissime edizioni. Ho provato quella con il tema che mi incuriosiva di più e li ho adorati tutti, dal primo all’ultimo. Roald Dahl ha uno stile di scrittura molto pulito e lineare, pungente e sarcastico; sa come parlare al lettore, ha una sterminata fantasia e un modo di pensare unico.

Tra i libri peggiori o che comunque non mi hanno detto nulla, citerei:
  • Carve the Mark di Veronica Roth: QUI vi parlo della mia grandissima delusione;
  • milk and honey di Rupi Kaur e the princess saves herself in this one di Amanda Lovelace: QUI ho scritto qualcosa in merito a questi due volumi, ma più ci penso e più capisco che non mi è rimasto nulla di questi libretti perché uno contiene qualcosa che è già mio e l’altro è troppo distante da me e personale affinché possa rapportarmici;
  • American Gods di Neil Gaiman: Neil Gaiman, uno dei miei scrittori preferiti tra i peggiori! Succede anche questo, facciamocene una ragione. Ho provato a leggere questo libro non ricordo più quante volte (tre, quattro?) ma non è mai riuscito a prendermi. Ad ogni modo, ho intenzione di vedere la serie tv per capire se il problema è proprio la storia che non è nelle mie corde;
  • Tatiana & Alexander di Paullina Simmons: La serie della vergogna. Ho adorato il primo libro, davvero, l’ho adorato tanto, ma più leggevo questo secondo volume e più mi rendevo conto che a me, di Tatiana e Alexander, non interessava più nulla. Sono una persona orribile.

FUMETTI
Il numero dei titoli di fumetti (manga, graphic novel, volumi illustrati, …) che ho letto quest’anno è di 43, tra cui anche un paio di riletture. Sono molto contenta di essere ritornata a leggere fumetti con una certa regolarità, alternando tra libri e fumetti, appunto (dovete sapere che da adolescente leggevo molti più fumetti che libri, poi ho iniziato a leggere più libri che fumetti).

Orange di ICHIGO TAKANO • L’unica serie manga letta quest’anno che non è una rilettura. Mi sono sempre chiesta perché i lettori l’avessero amata così tanto, adesso che l’ho letta anch’io lo capisco. Sapevo che avrei pianto tutte le mie lacrime dopo il primo tankōbon, ma non si tratta solo di questo: ci sono entrata dentro e mi sono rivista tantissimo nel carattere di Naho, la protagonista, e diciamo che mi ha aiutato a capire alcune cose. 

Hilda di LUKE PEARSON • Hilda è una bambina dai capelli blu che, con il suo taccuino, esplora prima la *magica* valle in cui vive e poi la città in cui si trasferisce, trovandosi a vivere delle avventure fuori dall’ordinario. È una serie delicata, gentile e magica, e vorrei essere come Hilda (forse un po’ lo sono, ma solo un pochino).

Dolci tenebre di FABIEN VEHLMANN & KERASCOËT • Dei piccoli esserini tentano di sopravvivere in un bosco attorno al cadavere di una bambina, ma questo è solo l’inizio del racconto. Questo volume mi ha sconvolto e affascinato, una sorta di fiaba oscura e cattiva.

Francis di LOPUTYN • Magia, streghe, rituali, pozioni, incantesimi, spiriti lupini, oh. Questo volume è bellezza, bellezza ovunque. QUI ho messo insieme due paroline, con poco successo.

Watersnakes di TONY SANDOVAL • Sono riuscita a trovare una copia dell’esauritissimo Watersnakes prima della ristampa di quest’anno e l’ho amato tanto quanto Mille Tempeste (vi ho parlato di entrambi QUI). Tony Sandoval è un’artista fenomenale, non lasciatevelo scappare perché non avete scuse che reggano.

Non ho letto fumetti brutti o che mi hanno lasciato così così, tranne per un caso in particolare: The Wicked + The Divine. Ero molto curiosa di leggerlo perché la premessa mi sembrava interessante (Ogni novant'anni dodici dèi si incarnano in altrettanti ragazzi) e per la commistione di musica e divinità, ma non ci siamo semplicemente trovati e non sono interessata a proseguire la serie.


FILM
È da qualche annetto che provo a sfidare me stessa riproponendomi di vedere almeno un film alla settimana e di andare più spesso al cinema. Ho fallito miseramente fino all’anno scorso, quest’anno infatti ce l’ho fatta a fare entrambe le cose! Ho visto 74 film (più di un film a settimana, ho fatto qualche maratona — wow) e sono andata 6 volte al cinema (vi assicuro che per me è tantissimo), ho recuperato film che volevo vedere da tempo e ho visto qualche novità.

Il labirinto del fauno di GUILLERMO DEL TORO • Se veniste a chiedermi qual è il mio film preferito, ora come ora vi risponderei Il labirinto del fauno. È una fiaba dark a sfondo storico in cui la protagonista è una ragazzina di dodici anni, Ofelia, che soffre per il nuovo matrimonio della madre. Si rifugia quindi in un mondo di fiabe che sembra diventare sempre più reale con la comparsa di un fauno che le rivela di essere la principessa di un mondo sotterraneo, al quale potrà accedere superando tre prove. Ah, alla fine piangerete. Tanto.

Marie Antoinette di SOFIA COPPOLA • Questo film è la meraviglia, per me che amo con tutta me stessa i period drama. Grazia ed eleganza, inquadrature perfette, la vita alla corte francese è stata resa in modo impeccabile. Nella mia maratona di Sofia Coppola (di cui vi ho parlato QUI), ho capito che è una regista che pecca di sostanza, ma in questo film la sua attenzione alla parte estetica le ha giocato (molto) a favore.

Romeo + Giulietta di William Shakespeare di BAZ LUHRMANNRomeo e Giulietta è la tragedia che meno mi piace di Shakespeare, per questo motivo non ho mai visto Romeo + Giulietta. Ma c’è (un fighissimo) Leonardo DiCaprio (da giovane) e Baz Luhrmann mi ha conquistato con Il Grande Gatsby, quindi per forza di cose dovevo vederlo. È una rielaborazione molto interessante, mi ha conquistato per l’intensità e per il gusto barocco (oh, la scena della loro morte è bellissima *w*).

Léon di LUC BESSON • Un film che volevo vedere da tantissimo e sono stra-contenta che mi sia piaciuto. Anche con questo alla fine ho pianto tutte le mie lacrime *mannaggia*, ho provato una tenerezza sconfinata per Léon. (Dopo aver visto questo film non credo di poter guardare con gli stessi occhi di prima Gary Oldman in qualsiasi altro suo ruolo.)

Submarine di RICHARD AYOADE • Quando mi faccio consigliare dei film o delle serie tv, mi arrivano sempre titoli di un genere che tendo a snobbare perché so che non mi ci appassiono facilmente (tranne in rari casi): commedia/dramma sentimentale contemporanea. Submarine mi è stato consigliato e rientra nell’etichetta che mi sono appena inventata, ma l’ho trovato (inaspettatamente) molto molto carino! Personaggi adolescenti antipatici solo come i personaggi adolescenti antipatici sanno esserlo, un po’ ossessivi e un po’ fuori dall’ordinario, una fotografia che mi ha ricordato molto i film di Wes Anderson, colonna sonora di Alex Turner. Non mi aspettavo mi piacesse, quindi rientra nella mia top five.

Una menzione d’onore a Star Wars. Gli ultimi Jedi, una delle mie saghe cinematografiche preferite. La prima parte lì per lì non mi aveva convinto più di tanto, ma la seconda è stata strepitosa e adesso più ci penso e più capisco di averlo amato. I duelli con le spade laser sono stati entusiasmanti e l’approfondimento psicologico dei personaggi è qualcosa di mostruoso.

Ho una bellissima tripletta di film che non mi hanno detto niente e sono tutti della stessa regista, che *colpo di scena* è presente anche nella classifica dei miei film preferiti di quest’anno: Sofia Coppola con Somewhere, The Bling Ring, L’inganno (QUI).
Un film che non mi è piaciuto per niente è stato Emerald Green, il terzo film tratto dalla Trilogia delle Gemme di Kiersten Gier. Ho visto i primi due all’incirca due anni fa e sono stati carucci e nulla più, ma questo è pessimo, davvero brutto. A mia discolpa posso dire che cercavo un film leggero ma di intrattenimento. Abbiamo fallito su tutta la linea.


SERIE TV
Quest’anno volevo continuare a guardare le mie serie tv preferite e scoprirne/guardarne di nuove. Ne ho seguite 43 e alcune sono diventate delle verie e proprie ossessioni, è stato difficile sceglierne solo cinque.

Anne with an "E" • È la mia serie tv preferita in assoluto quest’anno. È bellissima, perfetta, impeccabile. Mi perdo in sproloqui e complimenti QUI.

Victoria • Vi ho già detto che sono period drama dipendente e Victoria è la mia serie tv principesca del cuore. La seconda stagione mi è piaciuta tantissimo, più della prima, con i viaggi di Victoria all’estero e le questioni amorose relative ai personaggi secondari.

Dark • Se non avete visto Dark perché credete alle voci che dicono che è uno scimmiottamento di Stranger Things, peggio per voi! Una delle ultime serie tv che ho visto, mi ci sono appassionata come poche e ho… divorato? un episodio dopo l’altro. Tanti personaggi ma ognuno con la sua storia e la sua importanza, intrecci temporali ed è girata magnificamente.

Skam • (Insieme a Submarine) una delle poche serie tv del genere che è riuscita a piacermi! Se avete visto Skins e vi è piaciuto, sono stra-sicura che vi piacerà anche questa. È una serie tv norvegese che segue la vita quotidiana di un gruppo di ragazzi (ogni stagione si concentra su uno di loro) e affronta tematiche come la religione, il bullismo, l’omossessualità, il femminismo, le malattie mentali, ... Ciò che mi è piaciuto di Skam è il modo in cui sono state rese le relazioni tra i vari personaggi: supporto reciproco e niente melodrammi.

Westworld • Una delle serie tv con l’intro più bello di tutti i tempi! Un parco divertimenti a tema western popolato da androidi, quindi scontro tra coscienza e intelligenza artificiale. Davvero molto bella e interessante, aspetto la seconda stagione con trepidazione.

Menzioni speciali:
  • la terza stagione di Twin Peaks: la mia serie tv imbattibile, tanto amata e venerata;
  • la seconda stagione di Stranger Things: anche se ha ripetuto un po' la prima e ha un po’ di buchi;
  • Game of Thrones: stagione di passaggio, serviva e ce lo aspettavamo, ma è piaciuta comunque.
Serie tv peggiori:
  • Shadowhunters: mollata senza remora a metà della seconda stagione (avevo completamente rimosso di averla vista);
  • Riverdale: la seconda stagione mi sta facendo impazzire per tutte le assurdità, la prima (sempre vista quest'anno) invece mi è piaciuta assai!
  • The Tudors: noia noia noia, mollata dopo la seconda stagione (ve ne parlerò per un post che ho in mente);
  • Ano Hana (che in realtà è un anime): non è che ho un cuore di pietra, ma stereotipi a mille… e sì, mi sa che ho un cuore di pietra.

Vi ringrazio per essere giunti fin qui e per aver letto le mie varie top 5 di quest'anno! (づ。◕‿‿◕。)づ Adesso voglio sapere quali sono state le vostre migliori e peggiori letture e visioni, lasciatemi pure i vostri link se avete già scritto un post oppure un semplice commento, sono molto curiosa. Vi ringrazio anche dal profondo del mio cuore per essere stati con me quest'anno, vi auguro un anno magico e pieno delle cose che più vi piacciono e vi rendono felici. (ノ◕ヮ◕)ノ*:・゚✧ A presto!

venerdì 22 dicembre 2017

5 film d'animazione Disney e Pixar

Ciao a tutti!
In questo penultimo post del mese e dell’anno (il 29 ci sarà la classifica dei miei cinque libri, fumetti, serie tv e film preferiti di quest’anno) vorrei parlarvi dei miei film d’animazione preferiti della Disney e della Pixar.
Come ormai sapete se avete letto gli scorsi post, non sono una persona particolarmente natalizia e per questo motivo non ho nemmeno una tradizione di film natalizi da rivedere ogni anno durante le feste (anzi, direi anche che mi sono proprio antipatici). Ho però una tradizione natalizia per quanto riguarda i film, ovvero rivedere quelli d’animazione della Disney e della Pixar — complici anche le varie piattaforme televisive che li mandano da qualche anno proprio in questo periodo.
Confesso che non ho visto tutti tutti tutti i film d’animazione della Disney e della Pixar (in questi giorni ne recupererò qualcuno), ma posso annoverare tra le mie visioni sicuramente i più famosi.
Dopo questa lunga introduzione, direi di cominciare! \(^ω^\)


Mulan • Perché amo con tutte me stessa Mulan: 1. Mulan, 2. Farò di te un uomo, 3. Mulan cha salva la Cina. È un film divertente ma anche molto introspettivo, che tra le battute e i siparietti comici di Mushu e Cri Cri vede lo sbocciare di Mulan nelle avversità (semi-citazione). Mulan è perfetto, Mulan è perfetta.
Mulan prende una decisione all’improvviso dettata dal fatto che vuole salvare suo padre ma anche e soprattutto decidere per la sua vita in prima persona perché non riesce ad inserirsi in una società che la vuole in un determinato modo, modo che lei non riesce ad essere: una brava donna, una brava moglie, una brava madre. Non che sia negativo avere queste aspirazioni, ma Mulan non riesce ad esserlo semplicemente perché tutto questo non fa parte di lei, e quindi si veste da uomo e parte al posto di suo padre per vedere se è in grado di essere qualcos’altro. Da ragazza impacciata, addestrandosi, diventa sempre più forte e sicura e salva la Cina, ma non perché è in grado di fare qualcosa come lo fanno tutti, ma perché riesce a farlo nel suo modo e con la sua testa.
La storia d’amore tra Mulan e Shang è una tra le più belle e meglio sviluppata dalla Disney, questo semplicemente perché non è la priorità. Mulan non si innamora all’improvviso di Shang (sì, ne rimane infatuata perché è un gran figo e nessuno lo mette in dubbio — e anche questo è rappresentato in modo molto reale) ma il loro rapporto si sviluppa gradualmente, imparano a conoscersi e a fidarsi l’uno dell’altra. Mulan non perde la testa per Shang perché ha altre priorità, ovvero salvare la Cina.

Ribelle. The Brave • Merida è la mia principessa preferita (teoricamente anche Mulan è considerata una principessa Disney, ma non proviene da una famiglia reale e non sposa un principe, quindi sono sempre dubbiosa su questo punto. Dovrei dire che Mulan è la mia principessa preferita ma anche se è riconosciuta come tale per me non lo è, quindi Merida è la mia principessa preferita perché proviene da una famiglia reale… ah, i problemi!): tira con l’arco, cavalca, sbuffa, va in giro con i capelli scompigliati e non le interessa, odia i vestiti. Come Mulan, anche Merida reclama il suo diritto di scegliere di cosa farne della sua vita, chi essere e chi sposare, perché non è un oggetto, un premio da vincere.
Oltre al personaggio di Merida, di Ribelle. The Brave amo tantissimo l’ambientazione scozzese, una terra selvaggia e indomita come la protagonista, e tutto quello che si collega alla magia, come i fuochi fatui e il personaggio della strega.

Monsters & Co. • Una cittadina di mostri colorati e dalle mille forme e dimensioni, sembra tutto molto bello e divertente. Certo, se poi il loro lavoro è quello di spaventare i bambini la notte non è poi così bello — anzi, è decisamente terrifficante —, ma qualcuno si è mai chiesto perché lo fanno?!
Monsters & Co. è costruito su un concetto dei mostri e della paura molto interessante e originale, e uno tra i tanti motivi per cui è uno dei miei film d’animazione preferiti è perché aiuta ad esorcizzare sia i mostri che la paura — e quindi a liberarsi di entrambi — descrivendo un paese di mostri in cui fare paura è un lavoro per procurarsi energia per poter condurre la propria vita.
È uno di quei film d’animazione adatto a tutte le età. Mi è piaciuto molto anche il sequel-prequel, Monsters University, ma credo che questo possa essere apprezzato maggiormente da un pubblico un po’ più grande, che magari ha visto Monsters & Co. da bambino e adesso si ritrova proprio nel bel mezzo della sua esperienza universitaria. Inoltre è bellissimo vedere il modo in cui sono cresciuti e si è sviluppata l’amicizia tra Mike e Sully.

Lilo & Stitch • Stitch no cattivo, Stitch coccoloso. Il personaggio di Stitch, secondo me, è un personaggio molto interessante e con un grandissimo potenziale, soprattutto per i bambini: parte come esperimento genetico con il nome di Esperimento 626, fugge dalla polizia e sbarca sulla Terra con una grande rabbia e non fa altro che distruggere, per poi sviluppare senso di empatia, rispetto e comprensione.
Io però sono sempre stata catturata di più dai personaggi di Lilo e Nani, che sono a dir poco strepitose. Lilo è una bambina un po’ “ai margini”, non è carina, per niente fine e aggraziata, decisamente pasticciona e con passioni al di fuori del comune. Non è bellissima?! Nani è la sorella maggiore, con la quale si può giocare, ridere e scherzare e che si può odiare come si può odiare una sorella maggiore. Entrambe devono affrontare la scomparsa dei loro genitori, e là dove Lilo si fa prendere dallo sconforto e anche dalla rabbia perché è successo qualcosa di più grande di lei, Nani deve necessariamente rimboccarsi le maniche, essere allo stesso tempo il cardine della famiglia, una sorella e una donna. Lilo e Nani sono due personaggi reali non solo per la caratterizzazione, ma anche graficamente.

Gli Aristogatti • Gli Aristogatti fa parte dei miei film d’animazione preferiti semplicemente per un motivo affettivo. Ci sono molto affezionata perché da bambina mi immaginavo come Madame Adelaide: una donna di alta classe e moralità che vive circondata da gatti in un affascinante villino parigino. A parte questo, degli Aristogatti adoro immensamente la parte grafica (è lo stile più bello della Disney) e la colonna sonora (Tutti quanti voglion fare jazz perché resister non si può al ritmo del jazz ).

Quella che avete letto penso si possa considerare una classifica che va dal primo al quinto posto. I film d’animazione che vi ho citato sono quelli che adoro in assoluto, ma ce ne sono tantissimi altri che mi piacciono alla follia, come Hercules, La spada nella roccia, Rapunzel, La bella addormentata nel bosco, Tarzan, Ralph Spaccatutto, Toy Story
Adesso sono molto curiosa di sapere i vostri film d’animazione preferiti della Disney e della Pixar, e se avete qualche tradizione natalizia per quanto riguarda i film di Natale. Aspetto *fiduciosa* i vostri commentini. Vi saluto!

martedì 19 dicembre 2017

❄︎ Storie di Natale ❄︎

Ciao a tutti!
Nei giorni scorsi ho lavorato su un pensiero che mi è venuto un po’ di tempo fa, ovvero scrivere un post a tema natalizio che però non fosse né i “soliti” consigli di lettura né i “soliti” consigli per i regali di Natale (non mi andava di scrivere queste tipologie di post quest’anno).
Dal momento che non sono una persona molto natalizia, non sono preparata nemmeno sul fronte libri sul Natale. Ignoravo completamente l’esistenza di libri su questo argomento, tant’è che ho pensato: “Oltre a Canto di Natale di Dickens (IL libro di Natale), esistono libri sul Natale?!
Mi sono messa a cercare e… sì, esistono libri sul Natale! Quindi in questo post vi presento 5 libri, 1 libretto illustrato e 1 fumetto sul Natale scelti tra quelli che ho trovato e che mi hanno colpito di più.
(E così Veronica trovò l’argomento per un post a tema natalizio.)


Lettere da Babbo Natale di J.R.R. TOLKIEN • Ogni dicembre ai figli di J.R.R. Tolkien arrivava una busta affrancata dal Polo Nord. All'interno, una lettera dalla calligrafia filiforme e uno splendido disegno colorato. Erano le lettere scritte da Babbo Natale, che narravano straordinari racconti della vita al Polo Nord: le renne che si sono liberate sparpagliando i regali dappertutto; l'Orso Bianco combinaguai che si è arrampicato sul palo del Polo Nord ed è caduto dal tetto direttamente nella sala da pranzo di Babbo Natale; la Luna rottasi in quattro pezzi e l'Uomo che ci abitava caduto nel retro del giardino; le guerre con le moleste orde di goblin che vivono nei sotterranei della casa! Dalla prima lettera scritta al figlio maggiore di Tolkien nel 1920 all'ultima, toccante, del 1943, per la figlia, questo libro raccoglie tutte quelle lettere e tutti quei disegni bellissimi in una unica edizione.
Bompiani Tascabili  8 Novembre 2017  192 pagine  € 13,00  ITA

Lo trovo un volume molto interessante, sia se si è lettori appassionati di Tolkien, amanti del Natale o lettori che apprezzano lo scrittore e non sono fan del Natale. Inoltre trovo l’idea carinissima e penso che possa essere replicata (con successo) con i bambini che vi gironzolano per casa o con quelli che conoscete.

Il Grinch di DR. SEUSS • È possibile non amare il Natale? Certo, se si è solitari, brutti e cattivi come il Grinch, mostriciattolo perfido che vive nella città di Chi-non-so. Con il solo scopo di guastare le feste ai suoi concittadini Non-so-chi, si traveste da Babbo Natale e ne combina di tutti i colori. Un personaggio leggendario, reso famoso da un film di successo con Jim Carrey.
Mondadori  3 Dicembre 2013  64 pagine  € 9,00  ITA

Ora voi, giustamente, vi chiederete: “È impossibile che Veronica non conoscesse il Grinch!” Lo conosco, lo conosco eccome. È solo che l’ho volontariamente rimosso dalla mia mente perché lo associo per lo più al film con Jim Carrey, e io non apprezzo particolarmente Jim Carrey.


Vita e avventure di Babbo Natale di L. FRANK BAUM • Pubblicato per la prima volta nel 1902, due anni dopo "Il mago di Oz", "Vita e avventure di Babbo Natale" racconta la storia del personaggio più amato di tutti i tempi: dalla sua infanzia nella foresta incantata di Burzee - la stessa da cui nascono tutti i magici protagonisti del Mago - al desiderio di dedicare la propria vita a recare doni agli altri. Tra giocattoli di legno e creature fatate, veniamo guidati alla scoperta di molti segreti del Natale: l'origine dell'uso dell'albero e della calza, il motivo per cui Babbo Natale scende dal caminetto, come sia possibile che, in una sola notte, consegni da solo i regali a tutti i bambini del mondo. Un racconto che sa far rivivere l'incanto, il calore e la fantasia che hanno fatto del capolavoro di Oz un classico della letteratura americana.
Garzanti  24 Novembre 2016  138 pagine  € 6,90  ITA

Racconti di Natale di LOUISA MAY ALCOTT • Il volume raccoglie i più bei racconti dedicati al Natale dall'autrice di Piccole donne. Alle indimenticabili pagine del suo romanzo capolavoro - in cui Jo e le altre "piccole donne" vivono i magici momenti d'attesa della Vigilia - si affianca qui, tra gli altri, il commovente Che cosa può fare l'amore, in cui gli ospiti di un pensionato si riuniscono per offrire a due ragazze meno fortunate un momento di festa e di gioia. Apprezzatissimi in vita dell'autrice, questi racconti di Louisa May Alcott ci regalano un intenso e avvincente spaccato della vita nell'America dell'Ottocento e riassumono in sé, attraverso il richiamo a valori come generosità, benevolenza e amore, lo spirito senza tempo del Natale. Completano la raccolta: La scelta di Kate, Una ragazza tranquilla, Il Natale di Tilly, Il racconto di Rosa, La teiera di Mrs. Podgers.
Garzanti  24 Novembre 2016  125 pagine  € 6,90  ITA

Questi due volumetti sono stati una vera e propria scoperta! Mi ispirano davvero molto, soprattutto quello di Baum che racconta il modo in cui Babbo Natale è diventato Babbo Natale.


Il Natale di Poirot di AGATHA CHRISTIE • Gorston Hall, Longdale, campagna inglese. Anni trenta. Natale. Le famiglie accantonano i contrasti e si riuniscono per festeggiare, a volte solo con lo scopo di mascherare odi e rivalità feroci. E infatti la riunione familiare voluta dal vecchio e tirannico Simeon Lee, che ha chiamato attorno a sé figli e nipoti, si trasforma in dramma. Il vecchio patriarca viene misteriosamente ucciso in una stanza chiusa dall'interno. L'assassino è un membro della famiglia? Tutti sono sospettabili, tutti hanno un motivo per volere la sua morte.
Mondadori  4 Ottobre 2017  209 pagine  € 11,50  ITA

Il caso del dolce di Natale di AGATHA CHRISTIE • "Questo libro è come un pranzo di Natale preparato da un vero chef. E lo chef sono io!" Così Agatha Christie presenta la sua raccolta in sei gustosissime portate: dall'antipasto al dessert, sei indagini dell'inossidabile Poirot e della solo apparentemente innocua Miss Marple, alle prese di volta in volta con rubini scomparsi, omicidi simulati o reali, inquietanti sogni premonitori, un cadavere ritrovato in una cassapanca, una coppia di sposi particolarmente litigiosa, un anziano signore dalla candida barba e dalle abitudini alimentari troppo prevedibili. E un cesto di erbe selvatiche che svela le trame di un assassino…
Mondadori  18 Ottobre 2011  264 pagine  € 9,50  ITA

Ultimamente sto leggendo molti libri di Agatha Christie. Dando uno sguardo ai titoli delle sue opere sul retro di uno di questi, ho scoperto questi suoi due volumi a sfondo natalizio. Se non vi piace il Natale e odiate i pranzi e le cene con i parenti, leggere questi due libretti potrebbe aiutarvi non poco ad ammazzare il tempo

Billy Nebbia. Il bambino che non credeva più a Babbo Natale di GUILLAUME BIANCO • Billy non si rassegna alla scomparsa del suo gatto, Tarzan, e nella sua ricerca dei fenomeni ultraterreni che potrebbero riportare in vita l'amato felino, inizia a indagare sull'esistenza di una delle figure più enigmatiche in assoluto: Babbo Natale. Questo secondo volume delle avventure di Billy Nebbia contiene altre pagine del suo bestiario di creature mitiche e sconosciute e una lunga storia completa che risolve per sempre l'annoso dilemma: Ma insomma, Babbo Natale esiste o no? E, soprattutto, perché non finisce mai gli spuntini che i bambini gli lasciano la notte della Vigilia? Le risposte, in punta di pennino, arrivano dirette dal talento di Guillaume Bianco.
Bao Publishing  9 Novembre 2017  104 pagine  € 17,00  ITA

Questo è il secondo volume che vede il piccolo Billy Nebbia alle prese con la Morte, che si è portata via il suo gatto Tarzan. QUI potete vedere qualche tavola.


Questo è il frutto delle mie scoperte! Fatemi sapere nei commenti se avete letto qualcuno di questi volumi o se avete intenzione di leggerli durante il periodo di Natale, e ovviamente scrivetemi tutti i titoli dei libri e dei fumetti legati al Natale che conoscete. :) A presto!

venerdì 15 dicembre 2017

Haxa. I confini del vento di Nicolò Pellizzon

Ciao a tutti!
Oggi vi parlo del primo volume di Haxa di Nicolò Pellizon, un fumetto che non vedevo l’ora di leggere da quando è stato annunciato. L’ho trovato molto interessante e mi è piaciuto molto, ma in alcuni punti mi è sembrato fin troppo pesante e confusionario.


Haxa. I confini del vento
di Nicolò Pellizzon

Bao Publishing  12 Ottobre 2017  208 pagine  € 19,00  ITA
Un giorno il mondo scopre la magia, e le due fazioni che la governano: il sei percento dell'umanità è capace di trasformare la materia secondo leggi elementali, o di evocare creature da altre dimensioni. Chi ha il primo tipo di potere viene educato e può, se lo desidera, dedicare la propria vita alla difesa del mondo dai goetiani, i maghi capaci di evocare creature da altri mondi. Ma forse questo schema delle cose è solo un comodo paravento per tutelare interessi ancestrali. Solo un gruppo di ragazzi, reietti ma a loro modo potentissimi nella loro interpretazione delle arti magiche, potrà iniziare a svelare il grande inganno.

My rolling thought
75 anni fa, quando la torre di Al Hillani venne distrutta, l'umanità scoprì di essere stata ingannata.
Nel 2035 il crollo della torre di Al Hillah rivela agli Ellidi l’energia magica che è sempre stata presente nel mondo, ovvero l’Haxa. Settantacinque anni dopo il 6% della popolazione è in grado di usare l’Haxa, ma il mondo è così spaventato da questi poteri che spinge sia gli Ellidi che gli stessi Hexidi a denunciare e ad autodenunciarsi. Sophie è un’adolescente che scopre di avere il potere dell’Haxa; dopo essere stata scoperta e denunciata dai suoi compagni di scuola, decide di scappare perché il futuro che la aspetta non sembra essere dei migliori.
Haxa. I confini del vento è il primo volume di una tetralogia di cui è prevista la pubblicazione di un volume all’anno. È uno dei fumetto che aspettavo di più quest’anno perché le prime tavole in anteprima mi avevano incuriosito ma soprattutto perché parla di magia. Mi è piaciuto… sì, però l’ho trovata una lettura impegnativa per i motivi di cui parlerò qui sotto.


Ciò che mi ha colpito di più di Haxa è stata l’attenzione da parte di Nicolò Pellizzon nel fornire delle solide basi su cui poi tessere le sue regole della magia e costruire il suo mondo, che non è altro che il nostro mondo tra cent’anni ma profondamente cambiato.
In breve, di cosa si legge in Haxa? Di questa magia, l’Haxa, che si manifesta durante l’adolescenza e che risponde a norme scientifiche. Solo un piccola parte della popolazione (gli Hexidi) nasce con la capacità di controllare le particelle da cui derivano i poteri magici. Il potere dell’Haxa si può manifestare in due modi: c’è l’Ars Alchemica, ovvero la capacità di controllare gli elementi attraverso la manipolazione delle particelle, e l’Ars Goetia, la capacità di invocare creature aliene da altre dimensioni.
Questa distinzione è alla base di tutti i conflitti descritti all’interno del fumetto e stabiliscono anche i rapporti tra le varie fazioni: c’è conflitto tra gli Ellidi e gli Hexidi ma anche tra le stesse due fazioni di Hexidi, gli Elementalisti e i Goetiani.
Gli uomini (= gli Ellidi) hanno sempre paura di ciò che è diverso, di ciò che non possono comprendere e che potrebbe rappresentare una potenziale minaccia, perché più forte e rischia di sovrastarlo; gli stessi Hexidi, invece di restare uniti in una società spaventata e che li perseguita, fanno il loro stesso gioco entrando in conflitto tra di loro (anche se gli Elementalisti tentano in qualunque modo di mantenere l’equilibrio sulla Terra; al contrario, i Goetiani non sono altrettanto disposti alla pace e sferrano di continuo attacchi tra i civili).
Più che concentrarsi su ciò che si ha in comune, si sottolineano costantemente le differenze e ci si fa guerra.
Non è facilissimo comprendere il potere dell’Haxa, l’apparato socio-politico di questo mondo e come si è arrivati alla situazione attuale descritta nel fumetto, per questo motivo la storia di Sophie è intervallata da delle schede informative che forniscono al lettore delle preziose informazioni per ricostruire il background delle vicende. Queste schede sono molto interessanti e utilissime però hanno dei lati negativi: spezzano e rallentano la storia, e gettano su chi legge una quantità tale di informazioni che in un primo momento lasciano abbastanza confusi (viene quasi voglia di tirar fuori carta e penna per prendere appunti), però vi assicuro che, una volta entrati nella storia, diventa tutto più agevole.


Sophie, la protagonista, si ritrova a possedere il potere dell’Haxa: lei stessa non lo comprende e la società in cui vive, la sua famiglia e i suoi amici, gliene fanno una colpa e la isolano, in attesa che venga “consegnata” a uno degli istituti per Hexidi, strutture che si presentano come un mix tra una prigione e un manicomio. L’unica cosa che Sophie può fare è scappare da questa società che mette in evidenza le sue differenze e la addita, che la descrive quasi come un mostro e non le permette di trovare il suo posto nel mondo solo perché ha pura di ciò che è e non vuole provare a comprenderla.
Durante il suo percorso di crescita e maturazione, Sophie incontrerà diversi personaggi appartenenti alle varie fazioni con i quali si aggregherà e/o entrerà in conflitto, in particolare un gruppo di ragazze molto forti e indipendenti che combattono per la propria affermazione e il riconoscimento delle proprie capacità.
I disegni mi sono piaciuti molto, le tavole sono super-colorate e dalle tonalità acide, il tratto di Pellizzon è riconoscibile dai contorni molto spessi. Il primo piccolo difetto è che i personaggi hanno visi molto simili tra di loro e si tende a confondere soprattutto le ragazze, ma andando avanti si impara a conoscerle e non le si confonde più, anche perché emergono tratti del loro carattere molto peculiari. Il secondo piccolo difetto è che le transizioni tra le varie scene, sia per quanto riguarda i cambiamenti di ambientazione che i salti temporali, sono spesso brusche e destabilizzanti, inoltre le scene di lotta sono confusionarie e poco dinamiche.
Haxa è un racconto fatto di magia, di creature aliene, di tormenti adolescenziali e di colori pop. È un fumetto molto interessante sia per la trama che incuriosisce e porta a volerne sapere sempre di più che per l’accuratezza nella costruzione del mondo di cui si parla. A volte può sembrare fin troppo didascalico, ma è innegabilmente originale e tratta tematiche importanti, come l’accettazione di se stessi e i conflitti tra gli uomini che nascono dalla paura del "diverso".

★★★½
Good. :)