venerdì 30 settembre 2016

✐ SEPTEMBER BOOK HAUL ✐

CIAO A TUTTI!
Anche questo è un post programmato, quindi non so cosa sto facendo e dove sono ora. Voi cosa fate? Come state? Nel fine settimana prometto di rispondere ai vostri commenti - spero ce ne saranno owò - per leggere cosa mi avete scritto e scambiare qualche chiacchiera sui libri. Oggi è l’ultimo giorno di Settembre, quindi vi parlo dei libri e dei fumetti che sono arrivati in casa durante questo mese.


In questo mese di Settembre mi sono concentrata davvero poco sui libri. Tralasciando il fatto che non ho molto tempo per leggere e che sto “imparando” - per così dire - a leggere con più calma rispetto al mio solito, voglio prima finire di leggere un paio di libri che ho in libreria che mi stanno chiamando a gran voce.
Ho acquistato solo un libro in questi trenta giorni, ed è THE WINNER’S KISS di Marie Rutkoski. Adoro questa serie, amo i personaggi e il modo in cui li ha costruiti l’autrice, quindi volevo recuperare l’ultimo libro della serie il prima possibile. Ci sono riuscita questo mese solo perché Veronica a.k.a. Bright Star voleva liberarsi della sua copia autografata… eh, beh, insomma, era lì per me e ho deciso di liberarla da questo peso. (Grazie!)
Gli altri due libri in foto sono acquisti di Agosto arrivati a Settembre. Nell’angolino a sinistra spunta I LUMINARI di Eleanor Catton, un libro che voglio leggere da quando è stato pubblicato in patria. La nostra edizione ha un costo mostruoso (28€, D:) e per questo motivo non l’ho mai preso; ho avuto un colpo di fortuna assurdo trovandolo usato su ComproVendoLibri a una cosa come 10€ incluse le spedizioni, e sì, grazie, me lo porto a casa. È un libro lunghissimo, ma penso lo leggerò presto perché mi ispira troppo!
Infine c’é una copia di THE CURSED CHILD, anche questo trovato usato ad un prezzo piccolo piccolo - alla faccia dei 19€ e dei 25€ che vogliono farci spendere (parlo dell’edizione in inglese). Ho odiato con tutto il mio cuore questo libro (ne parlo QUI), ma mi ritrovo con la copia cartacea perché l’ho trovato usato in tempi non sospetti, quando appunto non pensavo di arrivare a detestarlo così tanto. Ora ho questo libro nella mia libreria come monito: ogni mattina mi sveglio e mi ripeto sii sempre tutto ciò che questo libro non è, tu sei una persona migliore di questa cosa.


Se questo mese è stato carente sul fronte libri, mi sono data alla pazzia gioia con fumetti e graphic novel (ma questo già lo sapevo).
Vi ho fatto una testa tanto con questi sconti della BAO, ma spero davvero che ne abbiate approfittato per prendere qualcosa, soprattutto se non avete mai letto questi genere e ne siete abbastanza incuriositi. Alla fine io mi sono decisa per BELLEZZA, PAPER GIRLS 1, LUMBERJANES 3 e SAGA 6. Li ho già letti tutti tranne Saga, che ho lasciato un attimo a metà sennò chi sopravvive fino al prossimo volume. D: Bellezza è un capolavoro, ve lo consiglio QUI; Lumberjanes continua ad essere folle e divertente ma questa volta i disegni non mi sono piaciuti per via del cambio di disegnatrice; Paper Girls mi ha incuriosito molto, non si capisce troppo da questo primo volume ma i colori sono fantastici.
Ho recuperato poi due volumi Tunué, precisamente i due lavori Amélie Fléchais LUPETTO ROSSO e IL SENTIERO SMARRITO. Lei è un’illustratrice francese che mi ha incuriosito fin da quando sono stati annunciati i suoi lavori dalla Casa Editrice, ma mi sono decisa a recuperarli solo adesso perché le copie su Amazon stavano pericolosamente finendo. Di questi ve ne parlo prestissimo perché ho un paio di cosette da dire a riguardo.
Mi sono imbattuta anche negli sconti della Edizioni BD, quindi ho preso IN REAL LIFE. È uscito da noi ormai da un annetto, ma io ero sempre indecisa tra la nostra edizione e quella in lingua. Alla fine ho optato per la nostra a) per un risparmio economica, e b) perché trattando di videogiochi e economia, avevo paura di non capirci nulla. Vi parlerò anche di questa graphic novel, se vi fa piacere.
Infine c’è ITERO PERPETUO, di cui vi ho parlato QUI pochissimi giorni fa e che ho ricevuto dalla Eris Edizioni. (Mi sogno ancora l’astronauta e il polletto, aiuto!)

Le mie chiacchiere sui libri che mi hanno raggiunto questo mese finiscono qui. Fatemi sapere - come sempre - se c’è qualcosa che vi ispira o se vi ho fatto scoprire qualche nuovo titoli, se avete letto qualcosa e cosa ne pensate, e tutto quello che volete. ENJOY YOUR DAY!

martedì 27 settembre 2016

Itero Perpetuo di Adam Tempesta

Bonjour
Come state? Il blog va avanti da bravo-bravino con le sue programmazioni e oggi vi lascia il mio parere su una graphic novel che mi ha ossessionato dal primo momento in cui ho scoperto la sua esistenza. Ho avuto l'opportunità di leggerla in così breve tempo grazie a ERIS EDIZIONI (grazie ) quindi, oltre a parlarvi di Itero Perpetuo, vi faccio conoscere una nuova Casa Editrice. Ho adocchiato un altro paio di volumi interessanti, aspettatevi nel prossimo futuro altri post in cui vi parlo delle pubblicazioni di questo Editore.



Itero Perpetuo
di Adam Tempesta

Eris Edizioni  22 Agosto 2016  400 pagine  18,00 €  ITA
Un uomo, un astronauta, disperso nelle profondità infinite dello spazio, vuole solo tornare a casa. Ma dov'è? Qual è il suo mondo? Sembra non ricordare nulla, l'unica consapevolezza è che ha una casa, e ovunque questa sia, lì c'è anche la sua famiglia che lo aspetta. Quindi non può che mettersi in viaggio, nel tentativo di tornare da chi lo ama. Ma l'universo è pieno di insidie, mostri, complotti, guerrieri psichici, minacce aliene e soprattutto mondi che si assomigliano l'un l'altro. Fortunatamente non è solo, al risveglio dopo l'incidente che probabilmente è la causa della sua amnesia, ha trovato un prezioso alleato, uno strano polletto, che gli offre aiuto e lo accompagnerà nei meandri più insondabili dell'universo.

My rolling thought
Non sei nel privilegio di permetterti di fare domande. Il tempo appartiene a chi lo merita, coma la conoscenza… ora la domanda che devi porti è: io merito la risposta?
Ho diverse ossessioni, e una di queste riguarda lo spazio. Tutto (o quasi) ciò che ha a che fare con pianeti, navi spaziali, astronauti, avventure nello spazio, creature extraterrestri - in breve: tutto ciò che può esserci o che può avvenire al di sopra della mia testa - deve passare necessariamente tra le mie mani. Itero Perpetuo ha in sé tutti questi elementi e, fin dalla prima volta che l’ho visto, sapevo che prima o poi mi sarei ritrovata a leggerlo.
Quella racchiusa in questo volume si è rivelata una storia talmente assurda da essere geniale, quindi credo che ripeterò ‘assurdo’ e ‘geniale’ un migliaio di volte per parlarvene perché non trovo altre parole per presentarvi questo lavoro.


Un giovane astronauta si risveglia nelle profondità dello spazio in compagnia di un polletto; non ricorda nulla - chi è, perché è partito, dove si trova, come è arrivato lì, se ha dei compagni e dove si trovano a loro volta -, ma sa che deve far ritorno a casa. Il polletto si dimostra immediatamente un tipo amichevole e si offre di aiutare l’astronauta nella sua missione perché conosce un modo per farlo ritornare sulla Terra. Dopo un momento di esitazione, l’astronauta decide di fidarsi del polletto. A questo punto, non resta altro che mettersi in viaggio.

In fondo in fondo, la storia di Itero Perpetuo parte da premesse semplicissime e non è difficile da seguire, ma è tutt’altro che lineare. Come l’astronauta, non sappiamo cosa è successo e sinceramente non ci è poi nemmeno tanto chiaro quello che sta accadendo, ma cercare di mettere insieme i pezzi o addirittura ricordare, come dice il polletto, oltre ad essere mortalmente pericoloso, è inutile perché altrimenti che senso avrebbe viaggiare?
All’inizio anche io volevo fare come l’astronauta - capirci più di quello che stavo leggendo e vedendo -, e quindi ho iniziato a buttare giù ipotesi, a immaginare scenari e a mettere insieme ogni singola informazione, ma quasi subito si è dimostrato inutile cercare di fare un lavoro del genere perché si finisce a ingarbugliare ancora di più una situazione già ingarbugliata di suo.
Si riesce a cogliere la visionaria bellezza e la folle genialità di Itero Perpetuo esattamente nel momento in cui si accoglie il suggerimento del polletto e ci si lascia catapultare da un angolo all’altro dell’universo in compagnia di questo improbabile duo, tra creature meccaniche, terribili e minacciosi guerrieri psichici, esseri antropomorfi e pianeti-testa. A metà tra sogno e incubo, la lettura di Itero Perpetuo si realizza attraverso esperienze e sensazioni.


Itero Perpetuo è l’opera prima di Adam Tempesta (questo l’ho appreso dal web), e onestamente non l’avrei mai detto davanti a questo corposo volumetto. In circa quattrocento pagine non mi sono mai ritrovata davanti a cedimenti di trama o momenti deboli e confusi, i personaggi sono interessanti e sfaccettati, e lo stile grafico è la perfetta parafrasi dello stile narrativo. Le tavole sono completamente in bianco e nero, a tratti psichedeliche e ricchi di forme geometriche. (Io amo come sono stati realizzati a livello grafico l’astronauta e il polletto.)
Il mondo di Adam Tempesta è un mondo folle ma, alzando la testa, io non ho nessun problema nell’immaginarmi a mia volta l’astronauta e il polletto in una delle loro avventure, e questo proprio perché l'autore è stato bravissimo nel concretizzare e trasmettere attraverso la sua mano quello che vedono i suoi occhi.


Come se non bastasse, l’edizione che è stata realizzata per Itero Perpetuo è una meraviglia. La sovracopertina è interamente in bianco e nero, come la storia dell’astronauta e del polletto, ma sotto c’è un vero e proprio mondo a colori (sono riuscita a trovare Waldo). La cosa spaziale è che si illumina al buio. Ripeto: si. illumina. al. buio.
Vi consiglio davvero molto Itero Perpetuo se vi piacciono le storie ambientate nello spazio un po’ folli, un po’ assurde, ma assolutamente geniali, a metà strada tra Adventure Time e Futurama.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

venerdì 23 settembre 2016

☀ TOP 5 BOOKS I READ THIS SUMMER ☀

BUONGIORNO A TUTTI :3
L’estate è ormai giunta al termine (CAN YOU HEAR ME SCREAMING!? YEEEEEY!!!) e io sono qui per parlarvi delle cinque migliori letture che ho svolto durante questi tre mesi.
… Sì, okay, iniziamo; non mi viene null’altro da aggiungere.


Nello scrivere questo post, mi sono resa conto che non ho letto tantissimi libri… ma non è questo il problema. Il problema è che è stato difficilissimo individuare cinque libri che mi sono piaciuti sopra-ogni-cosa perché, da una parte, ho letto libri di autori che già conoscevo e quindi sapevo cosa aspettarmi, e, dall’altra, nei confronti dei nuovi libri e dei nuovi autori, non è scattata una scintilla particolare. Ce ne sono stati di belli, di interessanti, che mi hanno fatto riflettere, ma solo I’ll Give You The Sun mi ha fatto esclamare “ohdeidellolimpo questo libro è fantastico dovete assolutamente leggerlo tutti è wow”. Per arrivare a cinque, ho inserito nella lista una graphic novel bella-bellissima che ho letto all’incirca due settimane fa.

top 5 summer books

IL BACO DA SETA di Robert Galbraith
★ ★ ★ ★ ☆
CORMORAN STRYKE: THE CUCKOO’S CALLING (Il Richiamo del Cuculo) | THE SILKWORM (Il Baco da Seta) | CAREER OF EVIL (La Via del Male)
Mi è piaciuto perché:
  • Sono riuscita a individuare quasi subito il colpevole ne Il Richiamo del Cuculo; per Il Baco da Seta è stato più difficile e per questo mi sono sentita più coinvolta nelle indagini;
  • La storia mi è piaciuta di più. Ho trovato più interessante seguire le vicende legate a questo protagonista, uno scrittore dalla personalità molto particolare, piuttosto che quelle della precedente, una bellissima modella;
  • Amo sempre di più Cormoran e Robin, sono adorabili e amabili e ben caratterizzati, e ogni libro della serie che leggo mi fa desiderare di avere subito il seguo a disposizione per continuare a leggere di loro;
  • L’attenzione di J.K. Rowling per i dettagli, le descrizioni, le caratterizzazioni è sempre presente; si viaggia a livelli altissimi. Sono questi gli elementi che l’hanno resa una bravissima e grandissima scrittrice, e che me la fanno adorare.

HALF LOST di Sally Green
★ ★ ★ ★ 
THE HALF BAD TRILOGY: HALF BAD (Half Bad) | HALF WILD (Half Wild) | HALF LOST (Half Lost)
Mi è piaciuto perché:

  • La serie di Sally Green continua ad essere una storia di magia atipica, che mette in discussione i concetti di Bene e Male, e che mi ha fatto stare dalla parte di Voldemort;
  • Nei due libri precedenti, Nathan ha dovuto affrontare i sentimenti più oscuri e cattivi dell’animo umano; ha dovuto fare i conti con le sue origini, la sua famiglia e se stesso. Qui ci viene presentato un Nathan distrutto e con l'anima a pezzi. Mi ha fatto tanta tenerezza;
  • Nonostante riconosca che ci sono delle parti ridondanti che fanno perdere la curiosità e altre trattate con molta superficialità, secondo me, la storia di Nathan vale la pena di essere letta perché è inquadrata da un punto di vista diverso e scritta con uno stile incalzante.

L’INCONFONDIBILE TRISTEZZA DELLA TORTA AL LIMONE di Aimee Bender
★ ★ ★ ★ ½

Mi è piaciuto perché:
  • Cercavo un libro di genere magic realism da leggere e mi è stato *caldamente* consigliato questo titolo. Volevo capire se questo genere poteva davvero fare al caso mio o era solamente una mia fissazione, ma questo libro ha confermato la mia teoria;
  • È un libro che porta a riflettere su determinate tematiche attraverso metafore studiate con molta intelligenza, anche se in modo non troppo immediato;
  • Lo stile di scrittura di Aimee Bender: ricco e dettagliato. È come se riuscissimo a percepire attraverso i nostri sensi l’ambientazione della storia;
  • Rose, la protagonista. È una narratrice interessante da seguire e la sua voce è sempre coinvolgente.

I’LL GIVE YOU THE SUN di Jandi Nelson
★ ★ ★ ★ ★

Mi è piaciuto perché:
  • È perfetto;
  • Scherzi a parte, ho espresso tutto il mio amore come meglio potevo nella recensione. Potete leggerla QUI.

BELLEZZA di Kerascöet & Hubert
★ ★ ★ ★ ★

Mi è piaciuto perché:
  • È una storia che si svela pian piano: all’inizio potrebbe sembrare che la protagonista sia solo una ragazzina vuota e superficiale, ma si arriva ad un punto in cui si prende atto della sua presa di coscienza e crescita in modo semplice e naturale;
  • Le tavolo sono eleganti, fini e delicate, tutto in bianco, nero e oro;
  • È un racconto fantasy e di fate, con risvolti interessanti;
  • È una storia cruda e cattiva, a tratti mi è sembrato di leggere/vedere Game of Thrones (Martin, where are you?!);
  • Dovrebbero leggerlo molte, mooolte persone perché “era vestita in modo provocante” o “era consenziente”, ad esempio, PROPRIO NO, LEVATEVELO DALLA TESTA.

Queste sono le cinque storie che più mi hanno colpito e che quindi vi consiglio.
Io sono sempre alla ricerca di nuovi titoli interessanti e che non conosco quindi, se volete consigliarmi qualche libro, ne sarei immensamente felice! Vi lascio questo post per poterlo fare: CLICK! Grazie. :3
Fatemi sapere quali libri vi hanno colpito nell’ultimo periodo e/o se avete letto uno dei titoli di cui vi ho parlato. *HUG*

martedì 20 settembre 2016

RECENSIONE: Il Miniaturista di Jessie Burton

CIAO A TUTTI!
Oggi ho programmato per voi la recensione de Il Miniaturista di Jessie Burton, romanzo d'esordio di questa scrittrice. È un libro che desideravo leggere da tanto tempo e sono contenta di essere riuscita finalmente a farlo, e si è rivelato anche una lettura-scoperta interessante. Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate, o se volete farlo e cosa vi ispira di più di questo libro.


Il Miniaturista
The Miniaturist di Jessie Burton

Bompiani  26 Febbraio 2015  439 pagine  18,00 €  ITA
In un giorno d'autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma - bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell'illustre mercante Johannes Brandt. Ma l'accoglienza è tutt'altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell'insegnamento della mamma ("Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio"), lui la respinge. L'unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l'invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d'animo e si rivolge all'unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s'incontrano tra i canali di Amsterdam...

My rolling thought
Le cose possono cambiare.
Petronella Oortman ha diciotto anni quando bussa alla porta di casa di Johannes Brandt, un ricco mercante della Amsterdam del 1600 a cui è appena andata in sposa. La famiglia di Nella vive in una situazione economica pessima a seguito della morte del padre, che li ha lasciati con molti debiti, e Johannes è arrivato a quarant’anni senza mai prendere moglie, pertanto questa unione è proficua per entrambe le parti. Nella quindi lascia la sua casa, la sua famiglia e la sua piccola cittadina, per trasferirsi nella sua nuova casa di Amsterdam insieme a suo marito. Appena arrivata però non trova Johannes ad aspettarla, ma la sorella di lui, Marin, una donna che non si è mai sposata e che quindi vive con il fratello, e Cornelia e Otto, i due domestici. Nella si trova immediatamente in una situazione a lei estranea e in un ruolo che non riesce bene a definire: non si sente una padrona di casa perché c’é Marin che manda avanti tutto, e i due domestici vivono in una libertà tale che le parlano e la trattano come un’amica. Una volta tornato Johannes, Petronella inizia a vivere in uno stato di costante ansia perché il marito sembra non volersi avvicinare a lei né di giorno né di notte. Un giorno però Johannes si presenta a casa con un regalo per lei: un mobiletto di tartaruga che è una fedelissima riproduzione della loro casa. Marin è arrabbiata perché è un mobiletto molto costoso e Petronella si sente umiliata perché è un regalo adatto ad una bambina e non ad una padrona di casa, ma comunque decide di iniziare ad arredarlo contattando un miniaturista che realizza i pezzi da lei commissionati, ma che ne manderà anche altri non richiesti.
La prima cosa che mi viene da dirvi riguardo Il Miniaturista è questa: Non so se è stato un mio problema con il libro ma, nonostante mi stesse piacendo (e alla fine mi è piaciuto), mi sono ritrovata a leggerlo a piccole dosi e non è assolutamente da me perché, quando mi rendo conto di starci mettendo troppo tempo nel leggere un libro, significa che non mi sta piacendo. Probabilmente è successo perché la trama è gestita in modo che ci siano dei periodi tranquilli, quasi soporiferi, alternati a momenti più intensi e pregnanti per la storia; infatti, quando leggevo uno di questi pezzi, il mio entusiasmo aumentava e la mia attenzione si riaccendeva.
Fatta questa piccola introduzione, passo ad illustrarvi gli aspetti de Il Miniaturista che mi sono piaciuti e di ciò che invece non mi ha convinto e mi ha lasciato leggermente perplessa.
Il Miniaturista mi è piaciuto tanto per tre motivi: la storia, l’ambientazione e i personaggi.
Per quanto riguarda la storia, la parte che vi ho riassunto rappresenta solo le battute iniziali. Non vi parlerò del resto o delle tematiche che affronta perché io ho letto questo libro nella più completa ignoranza e non pensavo che il libro trattasse di ciò che, effettivamente, tratta. Tutto ciò di cui parla Jessie Burton mi ha colpito e mi è piaciuto, inoltre lei ha uno stile molto particolare, quasi da scrittrice navigata, e non sembra proprio che questo sia il suo romanzo d’esordio. È uno stile molto preciso e ricercato, e anche a livello di meccanismi narrativi si possono notare degli accorgimenti molto sottili che mi fanno seriamente dubitare che questo sia il suo primo lavoro!
Le vicende di Nella e dei residenti di casa Brandt si svolgono sullo sfondo di una Amsterdam seicentesca. Credo di non aver mai letto nulla ambientato in questa città e in questo periodo, ma durante la lettura ho appreso qualcosa e consolidato quello che già sapevo, quindi direi che Jessie Burton è stata accurata nella ricostruzione storica, includendo anche termini ed espressioni in olandese. La Amsterdam di questo secolo è un periodo dalle molte potenzialità di cui parlare: è una città fiorente, molto ricca e piena di mercanti, sempre in movimento. La Burton ne parla non solo come se fosse un’ambientazione, ma come un personaggio vero e proprio perché modella le vite dei personaggi stessi ed è proprio a causa di ciò che la città è, resa tale dai suoi abitanti, che i personaggi si trovano a vivere determinate situazioni.
I personaggi sono fantastici, e quando dico così mi riferisco al modo in cui sono stati costruiti e presentati al lettore - ma, comunque sono anche fantastici nel senso di interessanti da leggere e seguire per ciò che dicono, fanno, pensano. All’inizio del libro, tutti vengono presentati al lettore nelle loro caratteristiche principali, nelle qualità che li contrassegnano; sono chiari fin dall’inizio, riusciamo a farci un’idea precisissima di chi sono. Con lo svolgersi della trama, poi, si evolvono in maniera coerentissima. Tutti gli episodi che leggiamo e che mettono alla prova ogni singolo personaggio non sono messi lì a caso per far emergere quella loro determinata qualità, ma sono i personaggi che si adattano alle situazioni e sviluppano un nuovo lato del loro carattere che prima non avevano o pensavano di non avere. Questo punto si ricollega benissimo al momento poco più su in cui dico che, a parer mio, Jessie Burton potrebbe passare per una scrittrice navigata perché sono i piccoli accorgimenti di questo tipo che danno una sfumatura particolare, un valore aggiunto al libro, e il lettore se ne accorge, e difficilmente ho letto un romanzo d’esordio scritto con questa stessa attenzione. 
Dopo tutte queste lodi e opinioni più che positive, arrivo a parlarvi della parte più controversa della storia.
Da un certo punto del libro, e anche dopo averlo concluso, mi è rimasta addosso la sensazione che mi fosse sfuggito qualcosa che invece dovevo capire, che non avessi colto, ad esempio, un significato nascosto, simbolico, oltre le parole. Credo che tutto ciò sia legato alla figura del miniaturista, e il mio parere su questo personaggio è molto strano.
All’inizio ero molto curiosa di scoprire chi fosse il miniaturista, e a ogni singolo capitolo mi dicevo “adesso capisco chi sei” o “adesso salti fuori”, però no, alla fine è un mistero non misterioso.
Le vicende legate al miniaturista sono molto poche all’interno del libro, e alla fine il personaggio in sé del miniaturista non è molto interessante. Acquista spessore solo vedendolo alla luce di motore delle azioni, come strumento che alla fine fa uscire allo scoperto la vera identità dei personaggi in un periodo storico caratterizzato dal pregiudizio e dall’apparenza. In sé e per sé il personaggio del miniaturista, come è stato presentato e resa la sua storia, non mi ha convinto molto e da una parte si potrebbe considerare anche un personaggio superfluo nell’economia del romanzo ma, se lo si vede da un altro punto di vista, un certo senso alla fine ce l’ha, anche se non sono sicura che la mia interpretazione sia giusta.
Questo è il mio parere riguardo al romanzo d’esordio di Jessie Burton. Io ve lo consiglio perché, oltre tutti gli aspetti positivi che ho trovato e vi ho segnalato, ha un’atmosfera particolare e si conclude con una nota quasi malinconica, che di certo non mi aspettavo.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

mercoledì 14 settembre 2016

10 libri che (mi) sono rimasti nel cuore (◡‿◡✿)

HELLO :D
In questi giorni la pubblicazione dei post andrà un po’ a rilento perché sono occupata con studio/esami, ma qualcosa a riempire il blog ci sarà sempre (non temete?).
Da un po’ di tempo gira su internet (io l’ho visto su facebook) questo tag molto carino che consiste nell’indicare i titoli di dieci libri che ci sono rimasti nel cuore, quelli che ci hanno colpito e che per noi sono quindi importanti, senza pensarci troppo. Ho atteso che qualcuno mi taggasse, ma no, niente, non l’ha fatto nessuno, quindi ho deciso di fare di testa mia e condividere con voi la mia lista e le mie motivazioni qui sul blog perché l’idea mi piace molto.
Questa volta la mia lista non è in ordine casuale: si basa su un miscuglio di ordine di lettura e preferenze che forse non potrà essere molto chiaro per voi, però per me ha senso (perdonatemi).



1. ALICE’S ADVENTURES IN WONDERLAND DI LEWIS CARROLL - Sono la banalità fatta persona, ma con quale libro potevo mai aprire questa lista?! Spiegarvi perché amo così tanto questa storia è un discorso lungo e complesso che non si lega unicamente all'opera in sé e per sé, ma anche al pensiero e all'etica dell’autore, e al periodo in cui è stata scritta. Diciamo che tutto è cominciato nel modo più banale che possa esserci, ovvero con il film della Disney che ho visto da piccola e che ha iniziato a farmi appassionare alla storia, ai personaggi e alla "grafica" bizzarra, come se fosse quasi un'allucinazione - per non dire altro. Crescendo, ho letto il libro e l'ho trovato addirittura più interessante, e poi studiando letteratura e approfondendo da sola sia l'autore che il significato dell'opera, mi sono appassionata sempre di più a questo mondo, ai suoi personaggi e al suo inventore. Vi ho detto tutto e niente, ne sono consapevole.

2. COMPLETE TALES AND POEMS DI EDGAR ALLAN POE - Edgar Allan Poe è un altro mio punto fermo e grandissima passione letteraria. Mi sono avvicinata a questo scrittore americano alle superiori, leggendo per conto mio un suo racconto (The Tell-Tale Heart) presente sul mio libro di letteratura inglese mentre la professoressa interrogava. Riuscì a colpirmi così tanto che alla fine mi ritrovai a leggere altri suoi racconti e a vedere anche la serie tv presentata da Vincent Price, in cui mi sono imbattuta per caso in televisione. Ho avuto la possibilità di approfondire questo autore perché ho seguito un corso di letteratura interamente dedicato a lui, e quindi sono riuscita a cogliere quelle piccole sfumature che da sola non sarei mai stata in grado di cogliere.

3. FAIRY OAK DI ELISABETTA GNONE - La serie di Fairy Oak è probabilmente quella che risponde meglio alla richiesta del tag perché questi libri li ho nel cuore da quando ho dodici anni e non se ne sono mai andati. Ci sono molto legata perché rappresentano in tutto e per tutto il genere di storie che volevo leggere da bambina, e i suoi personaggi sono stati un po’ come degli amici per me. Fairy Oak è una serie magica, straordinaria, delicata, unica e particolare, e continuerò ad adorarla per tutta la mia vita.

4. HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE DI J.K. ROWLING - Ovviamente - OVVIAMENTE - Harry Potter doveva far parte di questa lista. Ho nel cuore tutta la serie, dal primo all’ultimo libro (tranne quell’oscenità di The Cursed Child), ma, se fino a poco tempo fa vi avrei detto “Il Calice di Fuoco è il libro che preferisco”, negli ultimi tempi c’è stato un cambiamento importante. Il Calice di Fuoco mi è sempre piaciuto particolarmente perché è il libro che, per me, segna il punto di svolta della storia e l’inizio di una presa di coscienza più seria da parte di tutti i personaggi, per via del ritorno definitivo di Voldemort e tutto ciò che ne consegue (e poi avevo subito il fascino di Viktor Krum, che per poco non è riuscito a spodestare Ron). Nell’ultimo periodo, però, mi sono ritrovata a preferire di più L’Ordine della Fenice non solo perché finalmente c’è l’entrata in scena del mio personaggio preferito (Luna!) ma perché, e soprattutto, è il libro più riflessivo e introspettivo di tutti; non mi sono mai sentita vicino ad ogni singolo personaggio come mi è successo qui.

5. SHIVER DI MAGGIE STIEFVATER - Non è un mistero che io veneri questa donna. Avrei potuto inserire in questa lista La Corsa delle Onde che per me è il suo libro più bello, ma no, non l’ho fatto, ho scelto Shiver. Ho scelto Shiver perché, per quanto io possa aver amato La Corsa delle Onde, è il primo libro di Maggie Stievater che ho letto e mi è rimasto nel cuore con una facilità oscena. Sam e Grace mi sono rimasti nel cuore. L’ultimo paragrafo mi è rimasto nel cuore.

6. CORALINE DI NEIL GAIMAN - Neil Gaiman è un bravissimo scrittore per bambini e per adulti, e ogni suo libro che leggo rafforza questa mia convinzione. È pieno di fantasia e di trovate originali, sa scrivere di molte tematiche e ogni suo lavoro non è mai uguale a quelli precedenti. Coraline è il suo primo libro che ho letto e anche quello che preferisco perché mi catturano sempre le storie di avventura e magia un po’ oscure, quelle in cui i protagonisti fanno la conoscenza sia del bene che del male ma che alla fine riescono a ritrovare la loro strada per ritornare a casa; e se poi questi personaggi sono anche un po’ eccentrici e particolari, tanto meglio.

7. THE GREAT GATSBY DI FRANCIS SCOTT FITZGERALD - Romanzo che dovevo studiare per un esame finito poi tra i miei preferiti in assoluto. Non so spiegarvi bene perché questo romanzo mi piace così tanto, credo che sia tutto racchiuso in due frasi: you cant’ repeat the past e so we beat on, boats against the current, borne back ceaselessly into the past. Non è una storia d’amore, ma la parabola del self-made man che si scontra con la disillusione del sogno americano. Questi, attraverso il duro lavoro e la determinazione, può raggiungere qualunque obiettivo, non importa quali sono le sue origini, ma se c’è una cosa che non si potrà mai ottenere è il passato e tutto ciò che vi è rimasto legato che ormai è andato.

8. SONG OF MYSELF DI WALT WHITMAN - Come sopra: poesia che dovevo studiare e che mi sono ritrovata ad amare. È una poesia che, per me, con molta semplicità, vuole celebrare la libertà e l’uomo che, attraverso il mezzo del proprio corpo, riesce a fare esperienza del mondo che lo circonda, entrarvi in contatto e allo stesso tempo lasciare qualcosa di sé. (In foto non posso mostrarvi la mia copia delle poesie di Whitman perché l’ho prestata e non mi è tornata indietro.)

9. THE STRANGE AND BEAUTIFUL SORROWS OF AVA LAVENDER DI LESLYE WALTON - Ho letto questo libro all’inizio di quest’anno e sono ancora incapace di parlarne e spiegare perché lo amo. Sono riuscita a mettere insieme una recensione, quindi vi lascio quella sperando che sia sufficiente: CLICK.

10. MORE THAN THIS DI PATRICK NESS - Ho letto tutto il versante young adult di questo scrittore e sì, è uno dei miei preferiti a livelli quasi da stalker. Mi piace Patrick Ness perché in ogni libro sperimenta con la scrittura, parla di ragazzi che non sono altro che una rappresentazione del nostro mondo multi-culturale e sa gestire generi e tematiche diverse.

BONUS - Ci ho pensato e ripensato, e mi sento un mostro per aver tagliato fuori dalla lista I'LL GIVE YOU THE SUN DI JANDY NELSON. QUI il perché.


Questa è la mia lista dei dieci libri che mi sono rimasti nel cuore. Se volete, mi piacerebbe molto conoscere i vostri dieci libri e leggere le vostre motivazioni. Potete scrivermi tutto nei commenti oppure linkarmi il vostro post, se ne avete fatto uno. THANK YOUUU ~

domenica 11 settembre 2016

BLOGTOUR: Il Circo dell’Invisibile di Camilla Morgan Davis - Tappa #4: Chiacchierata con l’autrice


CIAO A TUTTI!
Oggi tocca al blog ospitare una nuova tappa del blogtour dedicato a Il Circo dell'Invisibile e alla sua autrice, Camilla Morgan Davis.
Ho deciso di accettare la proposta di partecipare a questo blogtour perché la storia di Camilla Morgan Davis mi ispirava già da un po' (quasi in modo magnetico) e, grazie all'organizzazione di questo evento, ho avuto anche io l'opportunità di conoscere meglio la storia di Clio e tante altre piccole curiosità che ruotano attorno all'ambientazione di questo romanzo.
La mia tappa consiste nel condividere con voi un paio di domande che Mario @ LOST IN IDRIS ha posto a Camilla Morgan Davis con le relative risposte da parte dell'autrice. Io ho deciso di aggiungere un mio *piccolo* pensiero sul libro per completare la tappa e renderla un po' più personale, dal momento che ci è stata data anche l'opportunità di leggere il romanzo.



Il Circo dell’Invisibile
di Camilla Morgan Davis

Dunwich Edizioni  8 Luglio 2016  230 pagine  11,90 €  ITA
Clio è una ragazza di quindici anni, da un anno è scappata dalla sua famiglia e vive a Edimburgo in un vecchio spaccio del pesce, ormai abbandonato. Trova nel misterioso Circo dell'Invisibile la possibilità per cambiare nuovamente la sua vita, trasformandosi nella Ballerina Sirena. Clio crede di vivere in un sogno che oscilla fra duri allenamenti, emozionanti spettacoli, strane amicizie e un dolce amore, ma il sogno nasconde una faccia oscura. Quali misteri si celano sotto i tendoni dorati e turchesi che ha imparato a considerare la sua casa? Clio proverà a scoprirlo sfidando la meraviglia con l'inganno dei suoi stessi desideri.
Camilla Morgan Davis
Camilla Morgan Davis vive insieme a una fatina che si chiama Amèlie, un prode cavaliere e due cani. Insieme incontrano strane creature, alcune sbucano dai libri che leggono prima di andare a dormire. Basta offrirgli una tazza di cioccolata calda e loro raccontano storie incredibili. Camilla non fa altro che scriverle su carta. Così nascono i suoi libri. Nulla è stato inventato. Tutto è stato vissuto, non si sa quando e non si sa dove, forse in qualche luogo lontano, in un tempo mai cominciato…

CHIACCHIERATA CON L’ A U T R I C E

Ciao Camilla, intanto ti ringrazio di cuore per aver accettato questa mia proposta. Con il tuo romanzo più conosciuto, Il circo dell’invisibile, hai incantato persone di ogni età facendogli vivere le emozioni del circo, ma anche della piccola Clio. E’ proprio la scelta del circo come sfondo che rende “magico” il tutto, da dove nasce questa decisione?
E' lei che ha scelto me. Ero irresistibilmente attratta da vecchie fotografie che ritraevano il circo. Dovevo, volevo, saperne di più. Credo che proprio in quel momento Il circo dell'invisibile mi ha scagliato il suo incantesimo.

Certo, il romanzo non potrebbe essere fantastico senza la sua protagonista, Clio. Tu ti rivedi in lei? Cosa avete in comune? Cosa vi distingue invece?
Non lo so. E' come guardarsi in uno specchio che non riflette nessuna immagine. Forse ci accomuna la curiosità, la testardaggine e la voglia di lottare per cambiare il proprio destino, per realizzare i sogni più preziosi.

Ogni personaggio è caratterizzato da tratti tipici e ha un’importanza notevole nella storia, senza la quale non potrebbe esistere. Tu sei affezionata ad un personaggio in particolare?
A tutti. Anche se ho un debole per Paulina.

E ora arriva la domanda più interessante, che tormenta le menti di noi lettori. Il finale del libro ci ha lasciato di stucco, completamente senza parole, e vorremmo sapere cosa succede successivamente? Hai in mente un seguito?
Chi lo sa.... Per il momento Il circo dell'invisibile è un libro auto-conclusivo.

Perfetto, l’intervista finisce qui, ti ringrazio ancora per la disponibilità e la pazienza!
Grazie a te. Grazie davvero.

* * *

My rolling thought: Fin dalla prima volta che l'ho visto, Il Circo dell'Invisibile mi ha dato l'impressione di essere quel tipo di romanzo che ha quel non-so-che che cattura, che fa venire voglia di prenderlo in mano, leggerlo e fermarsi solo una volta arrivati all'ultima pagina. E infatti è proprio così: la storia di Clio si legge e scorre davvero molto bene, giusto il tempo di iniziarla che già ci si ritrova a girare l'ultima pagina (virtuale, nel mio caso).
La trama è gestita per certi aspetti in modo molto prevedibile ma, allo stesso tempo, prende una piega del tutto inaspettata che fa da contropeso a tutto quello che, fin dall'inizio, si sa già come andrà a finire.
L'autrice è stata molto abile nel rendere un'atmosfera magica, sognante e piena di possibilità che però è anche oscura, tenebrosa, terrificante e pericolosa, resa tale in particolare dai desideri imprevedibili del cuore umano.
Mi sarebbe piaciuto vedere più approfonditi determinati passaggi perché ho avuto l'impressione che, soprattutto a quelli di snodo, non sia stato dato loro il giusto peso e la giusta attenzione; forse avrebbe aiutato un ritmo più lento, e magari anche punti di vista diversi per avere una visione d'insieme più completa, per comprendere meglio determinati personaggi e le motivazioni alla base delle loro azioni, dei loro desideri.
Il libro rimane comunque una buona lettura. Non so perché, ma mi verrebbe da regalare Il Circo dell'Invisibile a un piccolo lettore: credo che lo apprezzerebbe con molta facilità perché ha la giusta dose di magia per incantare e quella particolare sfumatura di realtà che fa stare con i piedi per terra, e poi il percorso di Clio è un bel cammino di crescita e presa di coscienza.

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IL CIRCO DELL’INVISIBILE di Camilla Morgan Davis è uscito l’8 LUGLIO pubblicato da DUNWICH EDITORE.
Noi vi diamo l'opportunità di provare a vincerne UNA COPIA. Per farlo, vi basta seguire il blogtour e riempire il form qui sotto.



Questa quarta tappa si conclude qui. :-) Non mi resta altro che salutarvi, darvi appuntamento al prossimo post e ringraziarvi per la partecipazione. BYE ~

venerdì 9 settembre 2016

✎ COMIC & GRAPHIC NOVEL RECOMMENDATIONS: Consigli Bao per gli acquisti!

HELLO, FRIENDS!
Oggi vorrei lasciarvi un post consigli-per-gli-acquisti che non è altro che una scusa per continuare a parlarvi di fumetti e graphic novel. È quasi un annetto che ho iniziato a farlo e sono sempre più contenta di questa scelta perché posso cimentarmi nel parlarvi di un altro mezzo di comunicazione / forma d’arte che adoro, e poi scambiare pareri e opinioni (e incuriosirvi) con voi è sempre piacevole.
Dal 29 Agosto al 25 Settembre, tutto il catalogo BAO Publishing è in sconto al 25%, comprese le novità. Molto spesso, nei commenti, leggo di quanto vorreste leggere una determinata graphic novel / fumetto, ma il costo non ve lo permette: questa è l’occasione giusta per recuperare qualcosa. Io ne ho approfittato l’anno scorso, e anche quest’anno prenderò sicuramente un paio di volumi. Il problema è che il mio carrello su amazon è arrivato ad una cosa come quasi 100€ e non me lo posso permettere, quindi devo darmi una mossa a scegliere tra i titoli che mi piacerebbe leggere / entrassero a far parte della mia libreria. Vi scrivo i titoli su cui sono indecisa, come ulteriore fonte di ispirazione ma anche sperando che possiate darmi una mano se avete letto qualcosina: SAGA 6, LUMBERJANES 3, LA GIGANTESCA BARBA MALVAGIA, DA QUASSÙ LA TERRA È BELLISSIMA, PAPER GIRLS 1, AIUTO! Forse non ci crederete, ma la lista era molto più lunga di così e io non so proprio come fare a scegliere. Nel frattempo ho deciso di prendere BELLEZZA, che dovrebbe arrivarmi oggi, perché è uno dei titoli che mi sono ripromessa di recuperare alla prima occasione utile.
Prima di iniziare con il post, ci terrei a fare una precisazione: Tutto questo nasce come iniziativa personale, non sono stata né sponsorizzata o non so cosa dalla Casa Editrice. Sapete quanto mi piaccia la BAO per l’offerta variegata e di alto livello del suo catalogo. L’unico volume che ho ricevuto da loro è Basilicò, ma io adoravo Giulio Macaione già da prima, quindi - come sempre - il mio è un parere sincero; gli altri volumi sono stati tutti acquistati con i miei soldi.
Detto questo, ho deciso di concentrare la mia attenzione su volumi più o meno recenti, cercando, attraverso la mia (sintetica) opinione, di farvi conoscere nuove storie e spingervi a fare ulteriori ricerche per capire se è qualcosa che potrebbe fare al caso vostro.



END. Elisabeth di Barbara Canepa & Anna Merli
Quando l’ho incontrata la prima volta, avevo gli occhi pieni di lacrime e lei si nascondeva tra le pieghe nivee di porcellana di mia nonna. Eppure, oggi, non è la morte a tormentare la mia esistenza. Noi nasciamo e moriamo soli… e, dopotutto, non c’è niente come morire per trovare un senso alla vita.
Se, come me, siete cresciuti leggendo Witch, Monster Allergy e Sky Doll, i nomi Barbara Canepa e Anna Merli non vi saranno per niente nuovi. Queste due bravissime artiste hanno unito nuovamente le loro menti geniali e le loro abili mani per dare vita alla storia di Elisabeth, Dorothea e Nora, tre ragazze di una vaga Inghilterra Vittoriana che si trovano a percorrere i sentieri intrecciati della vita e della morte.
Nei pressi di un collegio femminile gestito da un gruppo di suore, si sta tenendo il funerale in memoria della giovane Elisabeth, una ragazzina di tredici anni morta in circostanze misteriose. Sono presenti i genitori della ragazza e sua sorella maggiore Dorothea, nonché le sue compagne d’istituto e… Elisabeth stessa, del tutto invisibile agli occhi degli altri. Elisabeth non capisce cosa stia succedendo, e all’improvviso si ritrova in un altro luogo, un posto lugubre e fatiscente, in cui è in compagnia di Napoleone, Ulysse e Leonardo, tre piccoli animali che hanno subito delle mutazioni genetiche. Così come questi animaletti, Elisabeth è consapevole di non essere più un essere umano, ma non sa nemmeno cosa possa essere diventata. Nel frattempo, in collegio, Nora è convinta che Elisabeth sia ancora viva.
END è un’opera difficile da analizzare perché, se da una parte il volume si fruisce molto bene, dall’altra la storia è misteriosa e volutamente enigmatica, e non si riesce bene a comprendere il ruolo di ogni singolo personaggio. Sicuramente è una storia che punta la sua attenzione sul legame tra la vita e la morte, e tutto ciò è rappresentato dal personaggio di Elisabeth, dai suoi sentimenti e dalle sue sensazioni, dal suo cammino straziante fatto di crescita e consapevolezze. Elisabeth prova un grande attaccamento verso la vita ma deve al contempo mantenerne le distanze a causa di ciò che è diventata.
L’ambientazione e i colori giocano un ruolo importantissimo in END. END infatti è un fumetto dalle atmosfere gotiche, oscure e tenebrose, dalle architetture maestose e in decadenza, dai colori che vanno dalle sfumature del petrolio al blu brillante, all’avorio e al rosso, dai dettagli curati con una minuziosità tale da conferire un’eleganza unica al tutto.
END. Elisabeth è il primo volume di una trilogia che dovrebbe continuare con Nora e concludersi con Dorothea. I tempi di produzione di questo lavoro sono particolarmente lunghi ma, pochi mesi fa, Barbara Canepa ha annunciato che il progetto c’è ancora, quindi non ci resta altro che pazientare.



Basilicò di Giulio Macaione
Mi perdoni, padre, perché ho peccato.
Vi ho già parlato di Giulio Macaione in relazione a un suo precedente lavoro, Ofelia, che amo profondamente. Seguo Macaione da tantissimo e quando è stata data la notizia della pubblicazione di Basilicò ero… non lo so! Volevo Basilicò, volevo più Giulio Macaione!
Rispetto a Ofelia, Basilicò è una storia diversa per tematiche, situazioni e colori, ma ciò che non cambia mai è la dolcezza del tratto di Giulio Macaione e quella che mi arriva come una sorta di malinconia che proviene da determinate espressioni del viso dei suoi personaggi. Okay, mettiamo da parte i miei viaggi fantastici e concentriamoci su questo volume. 
Siamo in Sicilia, precisamente a Palermo, in compagnia di una donna che ha cresciuto cinque figli da sola, una vera e propria matriarca siciliana famosissima per la sua cucina e a cui è difficilissimo approcciarsi per via del suo carattere tutto d’un pezzo.
La storia è divisa in più situazioni: ci sono flashback in seppia che si concentrano sul racconto del passato della madre, e capitoli in bianco e nero dedicati ad ogni singolo figlio. Ognuno di questi capitoli quindi racconta da un punto di vista diverso l’imminente riunione di questa famiglia dopo tanto tempo, e ci vengono fornite le informazioni necessarie per inquadrarli nel comportamento e per farci sapere come hanno vissuto fino a quel momento. Inoltre, ogni sezione si apre con una ricetta che in qualche modo è collegata alla storia perché rappresenta il piatto preferito del personaggio di cui si sta parlando.
È una graphic novel che ruota attorno al rapporto madre-figli con un mistero al centro ed è anche una graphic novel molto meridionale per via di determinati comportamenti e situazioni. Io non sono così tanto a Sud della penisola, ma ogni tanto mi capita di venire a contatto con persone provenienti da queste parti; forse mi sto basando anche sul “sentito dire” e sugli stereotipi (una cosa che non mi piace particolarmente), ma non posso non constatare il fatto che sono riuscita a ritrovare determinate dinamiche che fanno parte di questa così chiamata cultura meridionale.
Dire di più non si può perché è una graphic novel che spacca, con un finale bomba che mai ti aspetteresti. Mi è piaciuto troppo, troppissimo. Voglio un fumetto di Giulio Macaione al mese.



Tobiko di Maurizia Rubino
Se vuoi puoi aiutarmi anche domani.
Tobiko vive in un mondo in cui gli esseri umani si sono estinti con le loro stesse mani. Il pianeta è stato ereditato dagli animali che, non avendo imparato nulla dagli errori commessi dagli umani, si sono annientati a vicenda. Le due uniche specie rimaste sono quella degli Orsi e quella dei Corvi, che sono in lotta fra loro per la supremazia del territorio. Tobiko è l’unico essere umano rimasto: è stata trovata dai Corvi quando era piccola e da loro allevata, e un giorno fa amicizia con Pop, un piccolo orsacchiotto, che deciderà di aiutarla nella sua missione di raccogliere piume per costruire delle ali al fine di esaudire il più grande desiderio della bambina, quello di volare.
Il lavoro di Maurizia Rubino è un’opera delicata che si rivolge a tutte le fasce di età: i più piccoli saranno sicuramente colpiti dalla tenerezza dei disegni e dall’atmosfera da favola della storia di Tobiko e Pop; i lettori più adulti saranno invece in grado di cogliere gli aspetti più oscuri e distruttivi dell’animo umano e, a seconda della loro sensibilità, trovare il proprio personale significato di ciò che hanno appena letto e osservato. Tobiko infatti è una storia che potrebbe non convincere tutti proprio perché non è una storia immediata, di semplice interpretazione, e la storia d’amore tra Tobiko e Pop potrebbe lasciare dubbiosi. Dal mio punto di vista, invece, Tobiko è una bella e più che buona storia per educare ai sentimenti e alla diversità, con un importante messaggio ecologista. Magari è solo tutto un mio viaggio mentale, ma Tobiko mi è piaciuto perché sono riuscita a trovarvi un mio personale significato.
Dal punto di vista grafico, Maurizia Rubino alterna tavole ad ampio respiro a vignette, un miscuglio tra fumetto e illustrazione. Il tratto è dolce e delicato, i personaggi hanno questi tratti arrotondati che trasmettono una tenerezza pura e genuina. I colori prevalenti sono quattro - fucsia e azzurro brillanti, nero e bianco -, e sono un ulteriore strumento per veicolare la storia di Tobiko e Pop.
Non posso non consigliarvi la lettura di questo volume, ma tenete bene in mente che potrebbe non soddisfarvi immediatamente e pienamente perché è una lettura che richiede la giusta attenzione e sensibilità (sempre imho).



Saga 1/5 di Brian Vaughan & Fiona Staples
Ecco come un’idea diventa reale.
Saga, scritto da Brian Vaughan e disegnato da Fiona Staples, è il fumetto più irriverente, provocatorio, geniale, assurdo e sopra le righe che abbia mai letto!
La storia è raccontata dal punto di vista di Hazel, la figlia di Alana e Marko, due giovani che appartengono a due razze diverse e in guerra tra loro. Alana è un membro della Coalizione, gli uomini-alati; Marko è un Lunare, e ha due corna sul capo. Entrambi sono ricercati da mezza galassia per essere dei disertori ma, soprattutto, per la loro bambina.
Essendo un fumetto ancora in corso, man mano che la storia procede, si arricchisce di nuovi personaggi e nuove dinamiche. La storia di Alana e Marco nasce da premesse comunissime, “la storia d’amore tra due giovani che appartengono a fazioni diverse che finiscono per innamorarsi”, ma sono stra-sicura che, se iniziate a leggerlo, non potete fare a meno di constatarne l’originalità. (Possa mangiarmi le orecchie Gatto Bugia.)
Alana e Marko se ne infischiano di questa guerra assurda e violenta, e che vadano al diavolo i mercenari senza scrupoli che danno loro la caccia, le ex-fidanzate che ritornano dal passato, i suoceri che non approvano la loro unione; giorno dopo giorno, e pericolo dopo pericolo, tra litigate, scenate di gelosia, crisi isteriche, e problemi di ogni attuale coppia, manderanno avanti la loro famiglia in tutti i modi possibile e (in)immaginabili.
Saga è una storia comica e drammatica. Molto spesso queste due qualità vengono portate all’estremo fino a sfociare nel grottesco ma, come ho appena detto, è una storia molto vera e concreta per le sue tematiche, nonostante l’ambientazione sci-fi / fantasy galattico. E Brian Vaughan e Fiona Staples sono un connubio perfetto: la seconda, con la sua arte, riesce a dare vita ai folli parti della mente del primo.
Fatevi un grandissimo favore: leggete Saga.
Vorrei solo fare un piccolo appunto: è un fumetto esplicito quindi, se vi danno fastidio scene di nudo o cose così, beh, no, non fa per voi, mi dispiace.



Pretty Deadly 1 di Kelly Sue DeConnick & Emma Rios
Ascoltate la canzone di Ginny Volto di Morte, di come è diventata uno spirito furente per gli uomini corrotti, una punizione inflitta, un’arma spietata.
Il mio livello di esaltazione per quanto riguarda Pretty Deadly è pari solo a quello che ho per Saga. Ho letto prima questo e poi Saga, ma mai - MAI - mi sono ritrovata a svalvolare per due fumetti come mi è successo per queste due storie.
Pretty Deadly è un fumetto un po’ fantasy e un po’ western, che si apre con le avventure di Sissy, una strana ragazzina dagli occhi strani, e il vecchio Volpe, un pistolero cieco, che vagano raccontando la storia di Ginny, la figlia di una donna bellissima tenuta prigioniera dal marito, e della Morte, alla quale la bella donna aveva chiesto sollievo dalla sua tormentata esistenza. La storia è molto articolata e complessa, quindi impossibile da riassumere in poche righe, ma queste sono le battute iniziali.
La storia è scritta da Kelly Sue Deconnick, disegnata da Emma Rios e colorata da Jordie Bellaire, un team fantastico che è riuscito a dar vita a qualcosa di unico. Le atmosfere sono quelle di un tipico film western ma ci sono anche elementi fantasy, violenza e fiaba che si incontrano. I personaggi infatti sono l’incarnazione di diversi archetipi - Vendetta, Gelosia, Morte, Bellezza, Innocenza - ed è interessante vedere come sono stati resi nella loro forma umana e seguirli nelle interazioni tra di loro.
Questo primo volume ha una sua conclusione ma, essendo un fumetto, ci saranno sicuramente diversi archi narrativi e non vedo l’ora di leggerli tutti!
Una piccola nota personale: Ho avuto la possibilità di incontrare Kelly Sue Deconnick e Emma Rios allo scorso Lucca Comics, e si sono rivelate due personcine fantastiche! Emma Rios mi ha fatto uno sketchino acquerellato bellissimo di Ginny Volto di Morte nonostante non mi fossi portata dietro il foglio, e Kelly Sue Deconnick è adorabile! Mentro ero in fila le passavo le copie di Bitch Planet da autografare, e mi ha fatto i complimenti per il maglione. No, io le adoro. Il caso è chiuso.



Vincent di Barbara Stok
Spero che la famiglia sia per te quello che la natura è per me. Io, che non ho moglie né figli, trovo la pace quando vedo una spiga di grano, un ramo di abete o un filo d’erba. Quando sono fuori in campagna a dipingere, avverto i legami che ci uniscono tutti.
L’arte è una delle mie più grandi passioni, e l’impressionismo e il post-impressionismo i due movimenti che preferisco in assoluto. Non so con precisione quando è stata la prima volta che ho visto un quadro di Van Gogh, ma lui e Monet sono praticamente al primo posto dei pittori che amo perché, attraverso la loro arte, riescono a trasmettermi il loro spirito e lo spirito del mondo. Questo è anche ciò che traspare da Vincent, il fumetto che l’olandese Barbara Stok è stata chiamata a realizzare dal Van Gogh Museum di Amsterdam.
L’opera inizia con l’arrivo di Vincent ad Arles e si conclude con la sua morte, ripercorrendo i fatti salienti della sua vita: il desiderio di creare un punto di ritrovo per gli artisti nella cosiddetta Casa Gialla, le giornate trascorse con Gaugain, il taglio dell’orecchio, i disturbi mentali, il fatto che mangiasse le tempere e dipingesse sulle tele già utilizzate perché non aveva soldi a sufficienza né per mangiare né per procurarsi nuovo materiale. Nonostante siamo abituati a pensare a lui come un artista povero, tragico, malato, in realtà Van Gogh era un animo appassionato e idealista, con un grande amore per il prossimo e la natura.
Il lavoro grafico di Barbara Stok è riuscitissimo e intelligente: i personaggi sono delle figurette molto semplici che si muovono su sfondi che riproducono le opere di Van Gogh. I colori giocano un ruolo fondamentale: quelli brillanti e vivi riescono a trasmettere la pace e la tranquillità dell’animo di Vincent, quelli più scuri e frenetici hanno il compito di raccontare i suoi momenti di crisi. Vincent amava profondamente suo fratello Theo, e Barbara Stok include nelle sue tavole le lettere che i due si scrivevano.
Questo volume ha un carico emotivo potentissimo, ogni volta che lo sfoglio vengo travolta da un’infinità di sensazioni… secondo me riesce a trasmettere l’animo di Vincet davvero molto bene, con semplicità, eleganza e poesia.



Anya e il suo Fantasma di Vera Brosgol
Cavolo, Anya. Puoi anche cercare di sembrare normale come tutti, ma non lo sei, non dentro. Grazie.
Anya è una ragazzina di quattordici anni di origini russe. Come tante sue coetanee cerca di omologarsi in tutti modi alla massa, rinnegando il suo cognome e cercando di perdere il suo riconoscibilissimo accento. Inizia a fumare, e come tante altre ragazze deve fare i conti con una cotta per un ragazzo che neanche sa che esiste e con tutti quei complessi di inferiorità che nascono dal continuo paragonarsi con la ragazza più bella della scuola, da qui anche il suo vedersi troppo pienotta. Anya quindi non è se stessa ma allo stesso tempo è anche nessuno, non si distingue e non si fa nemmeno conoscere. La sua vita cambia quando, un giorno, dopo essere caduta per caso in una buca, si ritrova insieme ad uno scheletro e al suo proprietario, ovvero Emily, una ragazzina morta durante la prima guerra mondiale che instaurerà con Anya un rapporto molto profondo. L’amicizia con Emily, in un primo momento, si rivelerà molto proficua ma ben presto si tramuterà in qualcosa di molto pericoloso.
Anya e il suo Fantasma è un coming-of-age a metà strada tra mistery e ghost story, il tutto unito da un tratto rotondo e familiare, molto rassicurante e simpatico. Il violetto è il colore dominante di tutte le tavole e suggerisce costantemente l’idea di una situazione sinistra e surreale. È una storia molto dinamica che alterna vignette divertenti che fanno spuntare il sorriso a situazioni più cupe e macabre, senza dimenticare però il suo obiettivo primario: quello di essere una storia di accettazione che ricorda quanto sia bello e importante e giusto e coraggioso essere se stessi.



Questo mega post è giunto al termine, spero di esservi stata di aiuto. :-)
Ovviamente vi consiglio anche i volumi della BAO di cui ho già parlato, ovvero: FREEZER, COME QUANDO ERAVAMO PICCOLI, LA PRINCIPESSA SPAVENTAPASSERI, DESCENDER, LUMBERJANES (e NIMONA, ma io l’ho letto prima che uscisse in italiano, quindi ho l’edizione della Harper Collins).
Ora avete graphic novel e fumetti per tutti i gusti + 1, qualcosa che può fare al caso vostro c’è sicuramente! Fatemi sapere cosa vi interessa e se approfitterete di questi sconti, se avete letto qualcosina e se vi è piaciuto, e - per favore! - aiutatemi con il mio dilemma esistenziale! HAVE A NICE DAY.