giovedì 31 marzo 2016

❀ MARCH BOOK HAUL ❀

CIAO A TUTTI!
Oggi è l’ultimo giorno del mese e, giusto in tempo, arrivo anche io per mostrarvi i libri che si sono aggiunti in questi trentuno giorni tra i miei scaffali. Come avevo previsto lo scorso mese, non sono una valanga - e sarà così anche il mese prossimo. Anzi, spero siano ancora di meno - perché Maggio è un mese pieno di uscite e vorrei non farmene scappare nemmeno una.

La seienne quale sono voleva farvi vedere la sua girandola.

I libri in foto sono OTTO: SEI acquisti, UNO scambio e UN libro mandato dalla Casa Editrice.
A GATHERING OF SHADOWS e TATIANA & ALEXANDER sono acquisti della fine di Febbraio, ma sono arrivati a Marzo. Non vedo l’ora di leggere il libro di V.E. Schwab perché il primo della serie mi è piaciuto un sacco, e sono curiosa di scoprire cosa si è inventata. In più è anche molto più cicciottoso - e morbidoso - di quanto mi aspettassi. *w*
THE YOUNG ELITES e THE ROSE SOCIETY li ho presi su Amazon prima che facesse la follia di aumentare la soglia per le spese di spedizione gratuite a 29€. O_O Ho preso questi due essenzialmente per due motivi: a) avevano un prezzo schifosamente basso (9€), b) sono scritti da Marie Lu, e prima o poi li avrei presi comunque.
Poi c’è SIGNORA DELLA MEZZANOTTE, che al momento non so se amarlo (perché l’ho già letto e MARK, SIGNORI E SIGNORE, MARK BLACKTHORN! Porca paletta! Nemmeno Jace e Will e Jem hanno avuto un simile effetto su di mee!! Vorrei tranquillizzare Magnus, lui rimane il mio personaggio preferito di sempre) o odiarlo (per i recenti fatti venuti alla luce, gné, che odio).
Da uno scambio ho ricevuto il libro SONO STATA ALICE. È uno dei libri che faceva parte della mia lista About Alice—Need, e sono riuscita a spuntarlo perché Alessia (vi lascio il link alla sua PAGINA FACEBOOK perché, non so se lo sapete, il suo blog potrà pure essere in pausa, ma lei continua a scrivere di libri lì) è stata così gentile da segnalarmi la ragazza che voleva liberarsene. GRAZIE. T_T
Infine, un po’ nascosto, c’è un volumetto su Monet che ho scovato proprio ieri a metà prezzo e che sempre ieri ho iniziato e finito. È stata una lettura molto interessante ed è articolata in sei sezioni: Mon Histoire, in cui lo stesso Monet si racconta; Pensieri sull’arte, citazioni prese dalla sua corrispondenza; Testimonianze, ovvero i pensieri su Monet di diverse personalità del tempo, tra scrittori e pittori; il saggio Voglio dipingere l’aria; una Nota Biografica, immancabile; e Foto in appendice.
L’ultimo libro, che mi è stato mandato dalla Newton Compton sotto mia richiesta, è I DIECI GENI CHE HANNO CAMBIATO LA FISICA E IL MONDO INTERO. Ve ne ho già parlato QUI.


Una piccola menzione anche per ciò che sono riuscita a trovare in edicola: la graphic novel per celebrare i vent’anni di TOY STORY *w*, ARUITO 9 (che sta per giungere al termine, così posso riprenderlo - l’ho stoppato perché aspettare due mesi tra l’uscita di un volume e l’altro non fa bene alla mia memoria), ROMANTICA CLOCK 3 e OGNI NOSTRO VENERDÌ 3 (adoro Arina Tanemura e aspettare che escano tutti i volumi, qui, è una tragedia T___T credo che cederò e leggerò almeno il primo). 

Per questo mese è tutto. :-) Come sempre, linkatemi i vostri book haul o parlatemi dei libri che avete portato a casa con voi questo mese, se avete letto i libri che vi ho mostrato e se vi sono piaciuti. BYE

venerdì 25 marzo 2016

Nimona di Noelle Stevenson

hello, lovely readers 
So che è periodo di festa e che molti di voi sono indaffarati e hanno mille cose da fare e mille pensieri per la testa e blah blah blah, però mi piacerebbe parlare con voi di una cosa davvero bellina, una graphic novel che adoro tantissimo e di cui volevo parlarvi da parecchio tempo, rimandata fino ad oggi perché non riuscivo a trovare il modo giusto per parlarvene. Spero vi piaccia e che questo post vi sia di aiuto, come sempre. LOVE


Nimona
di Noelle Stevenson

HarperTeen  12 Maggio 2015  272 pagine  10,81 €  ENG
Nemesi! Draghi! Scienza! Simbolismo! Questo ed altro vi aspetta in questo volume brillantemente sovversivo e acutamente irriverente di Noelle Stevenson! Nimona è una giovane e impulsiva mutaforma con il talento per la malvagità. Lord Ballister Blackheart è un villain con una vendetta. Come sidekick e supervillain, Nimona e Lord Blackheart stanno per portare distruzione. La loro missione: provare al Regno che Sir Ambrosius Goldenloin e i suoi compagni dell’Institute of Law Enforcement and Heroics non sono i supereroi che tutti pensano che sono. Ma quando piccoli atti di danno si trasformano in una battaglia feroce, Lord Blackheart capisce che i poteri di Nimona sono oscuri e misteriosi come il suo passato. E il suo lato selvaggio imprevedibile potrebbe essere più pericoloso di quanto è disposto ad ammettere.

My rolling thought
I’m not a kid. I’M A SHARK.
Sicuramente avrete già sentito parlare di Noelle Stevenson, giovanissima disegnatrice americana che ha lavorato con Rainbow Rowell per le illustrazioni di Fangirl e che ha collaborato nella realizzazione di diversi capitoli di Lumberjanes, Adventure Times (tra i più famosi e conosciuti anche in Italia), e Runaways, senza contare le opere che personalmente non conosco, ma sicuramente questa ragazza si è fatta strada nel mondo del fumetto.
Nimona è la sua prima opera interamente scritta, disegnata e colorata da lei stessa. Nata originariamente come un web-comic, nel 2015 i capitoli che compongono la storia di Nimona sono stati raccolti in un volume autoconclusivo.



La storia si svolge in un Regno dalle atmosfere, dalle strutture e dai costumi tipicamente medievali in cui coesistono magia, tecnologia e fantascienza. In questo luogo in cui la vita degli abitanti trascorre placidamente tra attività quotidiane e feste popolari, si affrontano quotidianamente il super-cattivo della situazione Lord Ballister Blackheart e il paladino della giustizia Sir Ambrosius Goldenloin, supportato dall’Institute of Law Enforcement and Heroics. I due uomini, ormai da tempo, sembrano essersi abituati alla routine che li vede coinvolti e, più che combattersi sul serio in duelli all’ultimo sangue, sembrano mettere in scena la loro personale rappresentazione. Tutto procede come al solito, quindi, fino a quando Nimona, una ragazza in grado di trasformarsi in qualsiasi essere vivente animale e umano, si presenta da Ballister Blackheart auto-nominandosi sua spalla. Ben presto però Nimona si dimostrerà essere più super-cattiva e più determinata del suo stesso boss, sconvolgendo gli equilibri del Regno e il rapporto tra Blackheart e Goldenloin.


Questa graphic novel a me è piaciuta davvero tantissimo, quindi spero di riuscire a farvi arrivare tutto il mio entusiasmo e la mia adorazione nei suoi confronti. Fin dal primo momento che ho posato le mani sul volume e l’ho sfogliato, le tavole di Noelle Stevenson e i suoi personaggi mi hanno impedito nel modo più assoluto di posarlo se non una volta concluso; e quando succede così si deve per forza leggere fino alla fine, senza interruzioni. Sono arrivata al punto che le strisce dell’autrice, nella mia testa, hanno iniziato a prendere vita e movimento, non rimanendo più solo impresse sulla carta stampata.
Nimona è una graphic novel piena di avventura, di creature strane e fantastiche, di magia e di fantascienza. È una storia anche molto ironica e molto divertente, che ad un’ambientazione medievale unisce elementi e dettagli, inaspettatamente, moderni.
All’inizio Nimona si presenta come una storia molto semplice, un susseguirsi di azioni che prevede lo schema piano-esecuzione-scontro, in cui i super-cattivi Nimona e Blackheart tentano di combattere l’Institute e Goldenloin. Man mano che avanza, però, la storia si arricchisce e si complica, diventa più intensa e più profonda, anche molto più appassionante, già; il semplice schema che ha caratterizzato i primi capitoli viene progressivamente abbandonato, e si analizza meglio il rapporto che c’è tra Blackheart e Goldenloin, e il passato di Nimona.
I personaggi sono davvero fantastici perché sono caratterizzati veramente molto, ma molto bene seppur Nimona non sia una storia lunghissima e fatta inizialmente, perlopiù, di azioni e di scontri.
Noelle Stevenson è stata un’eccelsa narratrice e un’accurata descrittrice di anime: Nimona, Blackheart e Goldenloin sono persone molto fragili, che hanno questo impellente bisogno di riscattarsi da un torto subito in passato ma che, purtroppo, falliscono in continuazione. Sono dei personaggi anche molto taglienti, le loro battute rapide e argute.
Nimona è un personaggio che mi ha colpito veramente tantissimo e che ha fatto breccia nel mio cuoricino: si presenta coma la classica ribelle, con i capelli rasati e colorati, e con i piercing; vuole ribellarsi a tutti coloro che le dicono cosa fare e che la intralciano, spaccare tutto insomma! È un personaggio pieno di sorprese e complesso, che nel corso della storia verrà pian piano fuori.
Nonostante la mia simpatia assoluta per Nimona, però, il mio personaggio preferito è e rimane Ballister Blackheart. Lui sembrerebbe il classico super-cattivo, il male che il bene deve sconfiggere come è giusto che sia; ma in realtà non è così: pur vestendo i panni del super-cattivo che in passato ha subito un torto e che vuole riscattarsi e fare giustizia, ha una morale assolutamente rigorosa e un senso della giustizia da far invidia all’Institute, vuole fare le cose a seconda delle regole e in maniera giusta, precisa e ordinata. Ballister ama la scienza, fa esperimenti… io lo adoro. *sospiro* E poi mi è partita la ship più potente di tutto il mondo tra lui e Goldenloin.
I disegni mi sono piaciuti alla follia, adoro il tratto della Stevenson. Seppur siano molto semplici, quasi stilizzati, allo stesso tempo i personaggi sono molto espressivi e le ambientazioni interessanti. Come la storia, anche il tratto durante tutto l’arco narrativo si evolve e migliora: compaiono le ombreggiature e le lumeggiature che danno più profondità alle strisce, e i disegni si fanno più dettagliati e accurati. L’ho notato in particolare quando, arrivata molto in là con la storia, mi sono scappate le pagine e mi sono ritrovata davanti all’improvviso una delle prime tavole!
La colorazione gioca un ruolo fondamentale: a seconda dell’ambiente, dell’ambientazione e quindi dello sfondo, c’é un colore predominante che viene declinato in tutte le sue sfumature. L’ho trovata una soluzione geniale perché si addice molto bene alla storia e allo stile di disegno.


Vi consiglio assolutamente di leggere Nimona, sia se siete nuovi alle graphic novel ma anche se siete in questo mondo già da un po’ e vi piacciono i racconti fantasy, in cui gli elementi caratterizzanti sono la lotta tra il bene e il male, creature fantastiche, esplosioni, magia e fantascienza.
Ma alla fine, chi o cosa è Nimona? Il titolo del fumetto, il personaggio… mmh, credo di essere Nimona un po’ anch’io perché adoro questo fumetto e la storia di Nimona che, come personaggio, è riuscito a colpirmi fin dal primo istante - e anch’io come lei sono una grandissima fan di Blackheart.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

Io ho letto questa graphic novel in inglese lo scorso Settembre, ma è stata recentemente pubblicata dalla BAO PUBLISHING (268 pagine x 24€). Non ho ancora avuto modo di vedere come è stata realizzata e adattata la nostra versione, ma la Bao cura sempre molto le sue edizioni quindi non ho particolari problemi (se non il prezzo, mamma mia!) ad indirizzarvi verso la traduzione. Il livello di inglese, ad ogni modo, è davvero molto semplice perché i dialoghi sono immediati. A questo punto la scelta di scegliere un’edizione o l’altra dipende solo dalla lingua nella quale volete svolgere questa lettura. :)

martedì 22 marzo 2016

❀ SPRING TO-BE-READ & WINTER WRAP-UP ❅

HELLO EVERYONE!
La primavera è ormai arrivata e io mi sento la persona più felice del mondo :) adoro la primavera, i fiori, gli uccellini, il cielo, il caldo tiepidino che ti permette di uscire a leggere in balcone. *w* that’s sooo good
Oggi vorrei parlarvi della TO-BE-READ che ho stilato per questa stagione e fare un breve WRAP-UP di quello che ho letto questo inverno. Direi di iniziare con la TO-BE-READ.


Anche per questi tre mesi ho deciso di stilare una lista bella piena, selezionando tra i libi che possiedo quelle letture che voglio fare il più presto possibile perché io-devo-leggere-questi-libri-assolutamente-perché-voglio, e alcune prossime uscite.
Tra i libri che sono già qui con me ho scelto: A GATHERING OF SHADOWS di V.E. Schwab, PERFETTI e SPECIALI di Scott Westerfeld, THE YOUNG ELITES e THE ROSE SOCIETY di Marie Lu, REBEL di Alwyn Hamilton, DREAMS OF GODS AND MONSTERS di Laini Taylor, IL RICHIAMO DEL CUCULO di J.K. Rowling, MISERY di Stephen King, TATIANA & ALEXANDER di Paullina Simons, OLGA DI CARTA di Elisabetta Gnone, COSE FRAGILI e L’OCEANO IN FONDO AL SENTIERO di Neil Gaiman, TEMPESTA DI SPADE di George R.R. Martin, LA SPADA DI SHANNARA di Terry Brooks, LE DUE TORRI di J.R.R. Tolkien, MOBY DICK di Herman Melville, IL BUIO OLTRE LA SIEPE di Harper Lee, LOLITA di Vladimir Nabokov, UNA FAMIGLIA DECADUTA di Nikolaj Leskov.
Tra le prossime uscite, invece, spero di poter riuscire a leggere: THE WINNER’S KISS di Marie Rutkoski, THE RAVEN KING di Maggie Stiefvater, THE SLEEPING PRINCE di Melinda Salisbury, THE UNEXPECTED EVERYTHING di Morgan Matson, A COURT OF MIST AND FURY di Sarah J. Maas.
E poi! mi sono appena ricordata di voler leggere (e recuperare, quindi, se mi è possibile) questi titoli LA STIRPE DEI RIBELLI di Morgan Rhodes, IL SANGUE DELL’OLIMPO e MAGNUS CHASE di Rick Riordan in previsione di seguiti e companion. *—*


W I N T E R   W R A P - U P

Dal momento che mi sto impegnando nel recuperare le recensioni arretrate, i wrap-up mensili sono diventati inutili - a mio parere. Però mi è venuto in mente che posso fare anche questi stagionali, e commentare un po’ ciò che ho letto nei mesi appena passati, e vedere se sono riuscita a rispettare la mia TBR.
Anche per i mesi invernali avevo stilato una TBR molto corposa; in parte sono riuscita a rispettarla e in parte no, leggendo i titoli che avevo scelto, scartandone altri lungo il cammino e aggiungendone altri ancora.
Sono riuscita a leggere: HOLLOW CITY di Ransom Riggs, LA BAMBINA DELLA SESTA LUNA e IL MISTERO DELL’OTTAVA NOTA di Moony Witcher, L’ABBAZIA DI NORTHANGER di Jane Austen, LA LAMA SOTTILE di Philip Pullman, POMI D’OTTONE E MANICI DI SCOPA di Mary Norton, IL RITORNO di Diana Gabaldon, LA REGINA DEI DRAGHI di George R.R. Martin, THE CURIOSITIES di Maggie Stiefvater, Tessa Gratton e Brenna Yovanoff, THE STRANGE AND BEAUTIFUL SORROWS OF AVA LAVENDER di Leslye Walton, THE LOVELY AND THE LOST di Page Morgan, UNTAMED di A.G. Howard, WINTER e STARS ABOVE di Marissa Meyer, IL MARE INFINITO di Rick Yancey, SIGNORA DELLA MEZZANOTTE di Cassandra Clare.
Si sono aggiunti lungo il cammino: IL DRAGO DI GHIACCIO di George R.R. Martin, LE CRONACHE DELL’ACCADEMIA di Cassandra Clare, LE #PICCOLECOSE CHE AMO DI TE di Cleo Toms, IL CAVALIERE D’INVERNO di Paullina Simons, I DIECI GENI CHE HANNO CAMBIATO LA FISICA E IL MONDO INTERO di Rhodri Evans e Brian Clegg.
Non ho letto, con motivazione: LA MALEDIZIONE DEL SERPENTE PIUMATO e IL SEGRETO DI ATLANTIDE di Moony Witcher perché, per quanto abbia trovato carino il primo, dal secondo libro ho cominciato a sentire troppo lo stacco tra la mia età e la fascia di lettori verso cui questa serie è rivolta. Generalmente non mi faccio di questi problemi e non mi succede, comunque, ma questa volta mi è capitato e ho preferito non continuare per non leggere “a forza”; AMERICAN GODS di Neil Gaiman, che ho iniziato ma interrotto dopo un centinaio di pagine perché non era il momento, ma lo riprenderò quando mi sentirò ispirata; DREAMS OF GODS AND MONSTERS di Laini Taylor, A GATHERING OF SHADOWS di V.E. Schwab, GLASS SWORD di Victoria Aveyard, UN MONDO SENZA PRINCIPI di Soman Chainani perché, semplicemente, non ce l’ho fatta XD; RIDERS di Veronica Rosse, verso cui ho perso *momentaneamente* interesse; THE WINNER’S KISS di Marie Rutkoski, perché hanno spostato l’uscita a fine mese. ._.

Questo e tutto per oggi. :) Fatemi sapere quali letture avete in programma per questa primavera, se avete letto e cosa ne pensate oppure se volete leggere qualche libro che ho citato, e se vi piacerebbe che vi parlassi di qualcosa in particolare. LET ME KNOW!

venerdì 18 marzo 2016

RECENSIONE: I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero di Rhodri Evans & Brian Clegg

BUON POMERIGGIO :3
Se siete stati attenti - anche alla luce di ciò che ho scritto nello scorso post -, vi sarete accorti che ultimamente mi riesce difficile dedicare del tempo a blogger; però non voglio nel modo più assoluto "abbandonare" il blog, quindi, pian pianino, sono fiduciosa che riuscirò a postar qualcosa.
Oggi vi parlo di una lettura diversa dalle solite, che spero accoglierete con egual entusiasmo.


I dieci geni che hanno cambiato la fisica
e il mondo intero
Ten Physicists Who Transformed Our Understanding of Reality
di Rhodri Evans & Brian Clegg

Newton Compton  6 Marzo 2016  286 pagine  15,00 €  ITA
Ognuna di queste dieci figure ha dato un contributo enorme alla fisica. Alcuni sono nomi familiari, altri sono meno noti, ma attraverso le loro scoperte abbiamo potuto comprendere meglio il mondo e le sue regole. Vite insolite e interessanti come quella di Marie Curie, dedicata interamente all'isolamento e alla concentrazione del radio e del polonio, o quelle di Bohr ed Einstein, impegnati in un dibattito intenso, soprattutto quando Einstein tentò di mettere in dubbio la teoria quantistica. Questo libro rende la scienza più accessibile, cercando di mettere in evidenza il legame tra la fisica e le domande più profonde che riguardano la nostra vita. L'ordine cronologico consente al lettore di seguire lo sviluppo delle conoscenze scientifiche nel corso di 400 anni, mostrando come questi grandi personaggi abbiano radicalmente modificato la comprensione dell'universo al quale apparteniamo.

My rolling thought

Il mondo della scienza mi ha sempre incuriosito. Pur non brillando particolarmente nello studio di queste materie, sono sempre rimasta affascinata dalla fisica e dall’astronomia in particolare, due discipline che si occupano dello studio dei fenomeni naturali, e dell’osservazione e della spiegazione degli eventi celesti.
Credo che il motivo per cui mi interessano queste discipline dipenda principalmente da due fattori: il primo è che provo un forte desiderio di conoscenza verso tutto quello che c’é, ma che non ci rendiamo conto ci sia; il secondo, invece, è strettamente legato alla curiosità di conoscere la parte umana, ovvero tutte quelle persone - gli scienziati - che si sono impegnati nella comprensione dell’universo nel quale viviamo, la loro vita e il percorso che li ha portati a quelle determinate scoperte.
I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero è riuscito a soddisfare molto bene le mie esigenze. Non si tratta di un testo scientifico o accademico, quindi particolarmente complesso da leggere, ma è alla portata di tutti coloro che, come me, provano interesse verso questo ambito di studi o vogliono approcciarcisi senza rimanere intrappolati in formule e teorie così enigmatiche da far girare la testa e pentire della lettura. È vero che alcuni particolari passaggi richiedono più attenzione di altri, ma nulla è impossibile. Mi viene in mente, ad esempio, un passaggio che ho trovato nella biografia di James Clerk Maxwell in cui non stavo capendo davvero nulla, ma alla fine mi sono rincuorata leggendo che nemmeno i membri della Royal Society capirono quello che stava dicendo lo stesso Maxwell quando espose le sue teorie.
Gli autori, Rhodri Evans e Brian Clegg, hanno articolato il libro partendo da una lista pubblicata dall’«Observer» il 12 maggio 2013 in cui venivano elencati i dieci fisici che, con le loro scoperte, hanno cambiato la percezione del nostro mondo. Sebbene questa lista sia stata ordinata seguendo l’importanza delle scoperte dei rispettivi studiosi, Evans e Clegg hanno ritenuto opportuno ri-ordinarla seguendo l’ordine cronologico perché ognuna delle personalità prese in considerazione ha potuto formulare le proprie ipotesi e teorie alla luce delle scoperte dei suoi predecessori. Personalmente ho seguito l’ordine di lettura proposto dagli autori, ma niente e nessuno vieta una lettura seguendo un ordine personalizzato.
I fisici individuati dall’«Observer» sono Galileo Galilei, Isaac Newton, Michael Faraday, James Clerk Maxwell, Marie Curie, Ernest Rutherford, Albert Einstein, Niels Bohr, Paul Dirac e Richard Feynman. Alcuni sono molto conosciuti, altri meno, ma tutti comunque di indiscutibile valore. Un elemento che salta all’occhio è la mancanza di nomi importanti (e conosciuti) come ad esempio Stephen Hawking, Nikola Tesla e Erwin Schrödinger. Quando mi è stato fatto notare dagli autori mi sono domandata come mai, ma Evans e Clegg hanno individuato motivazioni ben precise e convincenti che mi hanno fatto essere d’accordo con loro.
Ciò che hanno fatto Evans e Clegg in I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero è stato quello di proporre schede biografiche di una ventina di pagine ciascuna in cui hanno saputo mettere bene in luce aspetti della vita personale di ogni fisico e illustrare le loro scoperte, sfatare miti e sottolineare curiosità e particolarità di ognuno di loro. Un esempio che potrei fare a riguardo coinvolge Isaac Newton, un uomo dalla personalità davvero particolare, non l’avrei mai detto: mito sfatato, il fatto che gli cadde una mela in testa; particolarità, la sua lista delle “quarantacinque trasgressioni dell’infanzia”.
Mi è piaciuto molto leggere I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero perché ho avuto la possibilità di conoscere più da vicino questi scienziati non solo-e-unicamente attraverso la fama delle loro scoperte. Ognuno di loro ha una storia personale, seguito un cammino diverso e una personalità unica, ma tutti si sono impegnati nello studio e nella comprensione del mondo. Sono stati dei trasgressivi perché tutti loro, con la loro curiosità e l’attenzione per i dettagli, hanno messo in discussione la saggezza convenzionale, ovvero quella di Aristotele e dei “filosofi naturalisti” che seguivano gli insegnamenti di quest’ultimo. Prima, infatti, nessuno osava mettere in dubbio le sue idee, fino a quando non arrivò Galileo con i suoi esperimenti; al tempo di Aristotele la scienza era solo teorica, in quanto le leggi che governavano il mondo della natura erano deducibili solo con il pensiero.
Concluderei citando Galileo, come lo citano Evans e Glegg, che si assicurò l’inimicizia della Chiesa appoggiando il modello eliocentrico di Copernico: “Non vi potevano essere contraddizioni tra la natura e la Bibbia, ma spesso quest’ultima si esprimeva attraverso metafore”.
Quindi impariamo ad essere trasgressivi anche noi, a mettere in discussione e ad essere curiosi. c:

★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)

Cogliendo l’occasione, vorrei suggerirvi due letture simili a I dieci geni che hanno cambiato la fisica e il mondo intero:
  • EINSTEIN. LA SUA VITA, IL SUO UNIVERSO di Walter Isaacson: Il libro firmato da Walter Isaacson non è altro che una versione estesa di ciò che hanno fatto Rhodri Evans e Brian Clegg, tutto dedicato al padre della teoria della relatività. È un lavoro molto preciso e curato, che analizza tappa dopo tappa la vita personale e scientifica di uno degli scienziati più conosciuti del mondo. Ho trovato le parti teoriche molto complesse e impegnative, ma in qualche modo affascinanti; quelle dedicate alle sue vicende personali curiose e interessanti - mi hanno fatto appassionare ad Albert Einstein ancora di più, se possibile, vista la grande ammirazione che provo nei confronti di quest’uomo.
  • GENI INCOMPRESI di Ermanno Gallo: Il lavoro di Ermanno Gallo si configura come una sorta di percorso storico che inizia dal Medioevo e arriva fino al Novecento, in cui analizza personalià - geni - incompresi di ogni epoca storica e di ogni campo del sapere (scienza, letteratura, esplorazione, invenzione, ecc). Anche questo è un lavoro molto simile a quello svolto da Evans e Clegg, ma come è ovvio non si limita al campo della fisica.

martedì 15 marzo 2016

LE MISS MOVIE: Birdman di Alejandro González Iñárritu

BUOOONGIORNOOOO!
In questi giorni mi sono ritrovata inaspettatamente e particolarmente indaffarata, quindi non sono riuscita a postare nulla. >.< Sono riuscita però a trovare un attimo di tempo per scrivere il mio pensiero per questa rubrica che condivido con Francy @ NEVER SAY BOOK. La scelta del film questa volta è toccata a me :D spero che qualcuno di voi l'abbia visto, così possiamo parlarne insieme!


Birdman o (L’IMPREVEDIBILE VIRTÙ DELL’IGNORANZA)
Birdman or (The Unexpected Virtue of Ignorance)
di Alejandro González Iñárritu

5 Febbraio 2015  119 minuti  DRAMMATICO
Birdman racconta di Riggan Thomson (Michael Keaton), attore in declino che dopo un folgorante passato nei panni di un glorioso supereroe, spera di rilanciare la sua carriera dirigendo un nuovo, ambizioso spettacolo a Broadway per dimostrare a tutti che non è solo una ex star di Hollywood. Nei giorni che precedono la sera della prima, Riggan deve fare i conti con un ego irriducibile e gli sforzi per salvare la sua famiglia, la carriera e se stesso.

My rolling thought
È questo il tuo posto. Sopra a tutti.
Ho trovato Birdman un film molto particolare e complesso, una pellicola che richiede allo spettatore di essere sezionata in ogni sua minima parte di modo che egli possa riuscire a raggiungere un livello di soddisfazione tale che possa permettergli di dire se questo film è riuscito a colpirlo oppure no, in quale misura e perché. Nonostante questo, già da un’unica visione è possibile comprendere il grande lavoro che c’è stato dietro la realizzazione di un film del genere.
Tutto ciò che sapevo prima di vedere Birdman era giusto l’essenziale, ovvero: Riggan Thompson, una star del cinema che ha raggiunto un grande successo vestendo i panni di Birdman, decide di lanciarsi nella titanica impresa di scrivere l’adattamento teatrale di un racconto di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, di dirigerlo e di prenderne parte anche come attore, spinto dalla necessità di dimostrare di essere altro oltre il supereroe mascherato al quale deve il suo successo e verso il quale la sua persona è indissolubilmente legata.
Ingenuamente pensavo di ritrovarmi davanti la storia drammatica di un certo Signor Riggan Thompson, della sua voglia di ribalta e di ri-affermazione; e fondamentalmente è stato così, ma la maniera di Iñárritu mi ha colpito molto.
Più che la costruzione della trama - che potrebbe sembrare in un primo momento la parte fondamentale dell’intero lavoro di Iñárritu -, a mio parere, colpisce di più il particolare linguaggio cinematografico adottato dal regista per raccontare la parabola della lotta interiore di un uomo in declino che cerca in tutti i modi di dimostrare il suo valore, incapace di distinguere tra amore e approvazione.
Dopo essermi resa conto che non stavo vedendo un film dalla trama passiva (diciamo quasi subito), ho iniziato a preoccuparmi di trovare il modo di come interpretare determinati situazioni, ma altrettanto immediatamente mi sono resa conto che stavo costruendo solo castelli in aria, che quello che stavo vedendo, in realtà, era molto più semplice di quello che pensavo. Una bella confusione, insomma, ma in questo modo ho potuto anche riflettere molto, riuscire a far accendere la lampadina, trovare il mio personale significato di questo film e apprezzarlo. Perché Birdman è un film dalla trama che vuole essere enigmatica, il cui finale lascia aperte diverse interpretazioni e che chiede allo spettatore di scegliere quella che più preferisce in relazione anche al modo in cui ha recepito l’intera storia.
Non ho mai visto un film di Alejandro González Iñárritu (no, neanche The Revenant), ma sono rimasta molto colpita dal modo in cui ha diretto Birdman.
L’intero film è stato costruito come se la cinepresa non fosse mai stata spenta, in una lunga sequenza che termina solo nel punto cruciale della trama e all’interno della quale gli stessi attori recitano senza interruzioni alternandosi sul palcoscenico come in una vera e propria rappresentazione teatrale. Mi sono sentita coinvolta in quello che stavo vedendo, e anche in un certo modo oppressa dagli ambienti, ma il ritmo incalzante, la pianificazione attenta e puntuale di ogni singola scena, la recitazione e la colonna sonora, mi hanno permesso di scandagliare l’animo di Riggan Thompson, di conoscere le fragilità, le contraddizioni, le delusioni e i sogni di gloria di cui è fatto il suo ego, e la vulnerabilità che caratterizza ogni artista.
Un ulteriore elemento che mi ha fatto apprezzare Birdman è stata l’operazione di metacinema realizzata dal regista: Michael Keaton veste i panni di Riggan Thompson e, come il personaggio che interpreta, anche lui è stato il volto di un famoso supereroe, un altro uomo-uccello (sono particolarmente fiera di essere riuscita a fare questo collegamento perché conosco Michael Keaton come attore. Spero di averci preso, Alejandro González Iñárritu); ma questo non è l’unico esempio, ce ne sono altri (spero di aver preso anche questi, Alejandro González Iñárritu).
La mia attenzione, durante la visione, si è concentrata tutta verso il personaggio di Riggan Thompson e l’attore che lo interpreta, quindi non sono rimasta particolarmente colpita o impressionata dagli altri attori, ma non hanno avuto nessuna mancanza particolare. Un momento legato ad un personaggio che non sia il protagonista che mi ha colpito è quello che vede Sam, figlia di Riggan interpretata da Emma Stone, mettere il padre davanti al fatto compiuto che il mondo, oggi, è un luogo in cui se non diventi virale, se non hai visualizzazioni, se non sei su internet, non sei nessuno.
Birdman non è un film immediato, cerebrale piuttosto. Richiede allo spettatore uno sforzo in più, sforzo che sono contenta mi sia stato richiesto di fare e che credo sia riuscita a fare, a mio modo, riuscendo a trovare un significato a tutto ciò che ho visto che mi ha fatto apprezzare questa pellicola.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


FRANCY’S ROLLING THOUGHT

Vorrei avere le idee chiare su questo film ma in realtà mi gira la testa solamente a pensare alla trama; forse si tratta di una storia troppo complicata per il mio piccolo cervello; e poi io dovevo addirittura complicarmi le cose guardandolo in inglese. E' molto originale, qualcosa di mai visto, che oscilla tra commedia e dramma nell'intervallo di un sol minuto. Ci sono quei sorrisi dei personaggi che appaiono imperscrutabile, di cui non capisci le azioni fino alla fine: ti chiedi perché quel sopracciglio sia alzato in modo così innaturale, perché quel ghigno crudele sia comparso proprio in quel momento. Insomma, Birdman è fatto per fare in modo che lo spettatore si sorprenda e rimanga perplesso il necessario per apprezzare ciò viene messo in scena. L'atmosfera è perlopiù cupa anche se non si sfocia mai nell'esagerato; al massimo sono le scene che sotto sotto sono crudeli, seppur non sembrandolo di primo acchito. Ho amato in particolar modo la parte di Emma Stone, forse anche per la sua interpretazione impeccabile: sempre con quegli occhi vacui e nel contempo così espressivi. Niente, Birdman rimane un film indefinibile. 
Ci sono così tante scene parlanti, che dovrebbero spiegarsi da sole ma che per me erano troppo; sono ancora convintissima di essermi persa qualcosa di indispensabile, così da avere la sensazione di un piccolo grande buco dove dovrebbe esserci il ricordo del film. I temi trattati però non li scordo: l'ego maschile è in primo piano così come l'impossibilità di alcuni di comprendere l'amore da una semplice approvazione. Si parla anche di disturbi mentali, come quelli che ha il protagonista: sente voci, vede oggetti muoversi: cose che possono apparire reali o meno all'interno di un film. Come distinguerlo?
Birdman cerca di svelare la maschera oscura di Hollywood raccontando della fama di un attore reso famoso per il ruolo del supereroe uccello; una fama che però è effimera. Il suo unico effetto sarà divorarlo dentro.

♥♥


martedì 8 marzo 2016

{Waiting for Signora della Mezzanotte} RECENSIONE: Città del Fuoco Celeste, Le Cronache di Magnus Bane, Le Cronache dell'Accademia, Il Codice di Cassandra Clare

BUONGIORNO A TUTTE E A TUTTI,
Lady Midnight è ufficialmente nel mondo - in questo mondo, nel nostro mondo - e tra una settimana e un giorno lo avremo anche nel nostro Paese, nelle nostre librerie, tra le nostre mani (- SPOILERATEMI E NON RISPONDO DELLE MIE AZIONI). *___* Cogliendo l'occasione (visto che avevo da recuperare un paio di recensioni), vi propongo un piccolo ripassino prima di addentrarci tra le meravigliose pagine di Signora della Mezzanotte. In questi giorni si è tenuto anche un immenso Blogtour per promuoverne l'uscita; sebbene sia terminato, ve lo segnalo comunque perché è interessante sia per chi è in pari con la serie e vorrebbe ripassare avendo una visione più ampia sia per chi ha da recuperare qualche volume o vorrebbe proprio iniziarla: PRIMA TAPPA.


Recensioni vecchissime e imbarazzantissime:

Il Codice
di Cassandra Clare, Joshua Lewis

Chrysalide  26 Novembre 2013  299 pagine  17,00 €  ITA
Il Codice è il preziosissimo manuale che viene tramandato di generazione in generazione ai nuovi Shadowhunters, destinati a combattere i demoni, a proteggere i mondani e a controllare il complicato mondo dei Nascosti. Quali sono gli strumenti necessari a svolgere la loro missione? Quali le armi, gli equipaggiamenti, le tecniche di combattimento, gli Strumenti Mortali? Come riconoscere i Demoni e i Nascosti? In che modo utilizzare le rune? Un appassionante approfondimento sulla saga urban fantasy più famosa al mondo: l'unico e il solo manuale per diventare un perfetto Shadowhunter.

My rolling thought

Avete presente quando in una serie l’autore fa riferimento a diari, manuali, qualsivoglia-tipologia-di-volume che fa nascere il desiderio in noi, i lettori, di poterne possedere una copia perché, suvvia, perché i personaggi sì e noi no? Autori, impegnatevi un po’ di più e scrivetene uno anche per noi.
Ecco, Il Codice è questo.
E poi, diamine, anche io voglio allenarmi e diventare una Shadowhunter e avere la mia cerimonia di Ascensione e trovare il mio Parabatai, non posso essere impreparata.
Più che un libro da leggere, Il Codice è un volume da sfogliare e consultare, immancabile per ogni lettore e amante della serie, e arricchito dai meravigliosi disegni di Cassandra Jean.

COSA HO CAPITO DAL CODICE: Io non potrò mai essere una Shadowhunter.
  • Sono pigra, troppo pigra;
  • Le rune sono troppe e troppo complesse da replicare;
  • Ho già dimenticato tutto quello che c’é scritto;
  • Non tollero la vista del sangue;
  • Ho una soglia del doloro imbarazzantemente inesistente.

Le Cronache di Magnus Bane
di Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan, Maureen Johnson

Chrysalide  Giugno/Novembre 2013  edizione cartacea: 11 Novembre 2014
501 pagine  18,00 €  ITA
Chi è davvero Magnus Bane? È forse l'individuo misterioso che s'insinua nelle trame della Rivoluzione francese, o lo strampalato europeo che crea scompiglio in un remoto Perù dell'epoca coloniale, o il venditore di alcolici che sfida il proibizionismo nella Manhattan degli anni Venti? E se invece fosse soltanto un giovane alla moda, sempre pronto a scendere in pista nelle discoteche più elettrizzanti della New York anni Settanta? Cassandra Clare ci accompagna attraverso luoghi ed epoche affascinanti alla scoperta dei retroscena più avvincenti del passato di Magnus Bane, eclettico e inafferrabile personaggio che ha vissuto mille vite in una, tutte legate da un filo rosso: la perenne lotta tra la forza dell'amore e quella del destino, a cui nessuno può opporsi, neppure il Sommo Stregone degli Shadowhunters.

My rolling thought
Non esistevano incantesimi per guarire un cuore infranto che non distruggessero per sempre la capacità di amare ancora.
Protagonista assoluto di questa raccolta è il nostro fantastico sommo stregone di Brooklyn, uno dei miei personaggi preferiti in assoluto. Ripeto per eliminare ulteriori dubbi: personaggio preferito IN ASSOLUTO.
Questi racconti permettono di analizzare lati del suo carattere che durante la serie regolare non sono riusciti ad emergere del tutto o comunque non in modo chiaro e definito come invece è stato possibile farlo qui.
Non ho mai sottovalutato Magnus e non l’ho mai trovato frivolo. Ho sempre pensato che la sua gioia di vivere, la sua positività e la sua leggerezza fossero il frutto di una saggezza costruitasi nel tempo, e qui c’é proprio questo: tra sofferenze e delusioni, Magnus Bane si è fatto strada in tutto il suo splendore e con tutta la sua meravigliosa essenza.
Un libro interamente raccontato dal punto di vista di Magnus porta con sé l’idea di una lettura divertente, ironica e glitterosa (perché i glitter non sono mai abbastanza), e così è stato. Naturalmente alcuni racconti mi sono piaciuti più di altri, ma nessuno mi ha particolarmente delusa o annoiata. Purtroppo non sono stata accurata nel momento della lettura segnandomi il voto di ciascun racconto, ma vi lasci giusto qualche indicazione:
  1. Cosa accadde in Perù » Magnus+Ragnor+Catarina. E FINALMENTE cosa accadde in Perù;
  2. La fuga della Regina: Magnus in mongolfiera. Altezze reali e scimmie di nome Ragnor;
  3. Vampiri, Scones ed Edmund Herondale » Magnus + diversi Herondale;
  4. L’Erede di Mezzanotte » Come sopra (The Last Hour, where-are-you);
  5. Alla ricerca di Raphael Santiago » Questa è stata interessante da leggere perché non ho mai avuto un’opinione chiara su Raphael. Non mi è mai dispiaciuto, in realtà, ma non ho nemmeno mai provato un interesse particolare verso questo personaggio;
  6. L'origine dell'Hotel Dumort + La caduta dell’Hotel Dumort » Questi racconti sono tra quelli che mi sono piaciuti di meno perché sinceramente non provo interesse verso l’Hotel Dumort;
  7. Un regalo di compleanno per Alec » Malec Part I;
  8. L’ultima sfida dell’Istituto di New York » Circolo;
  9. Il corso di un amor cortese (e dei primi appuntamenti) » Malec Part II;
  10. Segreteria telefonica di Magnus Bane » Malec Part III.
★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

Città del Fuoco Celeste
di Cassandra Clare

Chrysalide  8 Luglio 2014  756 pagine  17,00 €  ITA
Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l'oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre, uniti da un legame profondo e indissolubile, sono costretti a cercare un altro mondo dove l'estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà altissimo. Molte vite saranno perdute per sempre, e l'amore sarà sacrificato per un bene più grande: scongiurare la distruzione definitiva di un mondo che non sarà mai più lo stesso. Perché la fine degli Shadowhunters è anche il loro inizio.

My rolling thought
We are all the pieces of what we remember. We hold in ourselves the hopes and fears of those who love us. As long as there is love and memory, there is no true loss.
Vorrei provare a parlare di Città del Fuoco Celeste in modo diverso dal solito, innanzitutto perché è il capitolo conclusivo di una serie costituita da ben sei libri e appartenente ad un progetto molto più vasto - quindi SPOILER-SPOILER-SPOILER EVERYWHERE -, e poi perché un libro di questo genere, semplicemente, non si può recensire. A meno che non volete ritrovarvi una recensione fatta interamente di onomatopee e gif.
Per cominciare, lasciate che vi illustri perché il periodo pre-lettura, che è coinciso con il periodo pre-release, per me è stata una continua-e-costante ansia: io sono rimasta terrorizzata dalla notizia che ci sarebbero state SEI morti. SEI.
Pensavo:
Magnus morirà. O Alec morirà. Niente più Malec.
Simon morirà. O Isabelle morirà. Niente più Sizzy.
I giovani Lightwood, alla fine della fiera, saranno sterminati tutti.
Luke morirà. O anche Jocelyn. O tutti e due. Perché no.
Raphael.
Jordan o Maya.
E vabbé, Sebastian, credo ti tocchi.
Clary e Jace no, non credo. La Clare ama troppo Jace - lui è un Herondale! E non potrebbe mai far fare questa fine a Clary.
S E N D   H E L P , p l e a s e !
Questo, invece, è stato il mio stato d’animo post-lettura: COHF, ODI ET AMO.
SPIEGAZIONE: La Clare mi piace tantissimo, così come la sua fantastica serie, i suoi personaggi, la sua storia, il suo universo, il suo modo di pensare. Purtroppo, dalla fine di Città del Fuoco Celeste (in quanto questo si è verificato anche per Le Cronache dell’Accademia, in un racconto in particolare), non riesco a condividere determinate scelte perché per me sarebbero potuti esserci altri “finali” più soddisfacenti e altrettanto appaganti, ma comunque continuo a rispettarla e a rispettarle perché i suoi libri mi conducono sempre verso luoghi unici e inimitabili.
Per quanto riguarda Città del Fuoco Celeste nello specifico, questo ultimo capitolo è stato prevedibile e imprevedibile allo stesso tempo. Nella sua buona dose di prevedibilità, c’è stato molto di inaspettato; e tutto ciò che è arrivato completamente inatteso, alla fine si è risolto sì con danni, e anche di una certa portata sotto certi aspetti, ma è stato possibile mantenere la calma. È-POSSIBILE-MANTENERE-LA-CALMA.
Non ci sono dubbi in merito al fatto che la Clare abbia un talento ineguagliabile nel tessere trame ricche, e descrizioni dettagliate e precise per tenere le-ga-to al libro il lettore. Io mi sono sentita legata al libro, quelle settecentocinquantasei pagine sono scivolate senza che me ne rendessi praticamente conto e senza che potessi metterlo giù. Le parole che utilizza per certi passaggi non sono parole, ma emozioni che ti si aggrappano addosso con una forza indescrivibile.
I personaggi sono la parte migliore della serie (e di tutte le sue serie), è come se vivessero di vita propria e fossero del tutto indipendenti; la penna dell’autrice solo un mezzo per dar vita alla loro voce. Non so se riuscite a capire il grado di autonomia che nella mia testa hanno Clary, Jace, Simon, Isabelle, Alec, Magnus e tutti gli altri. Non riesco ad identificarli come personaggi, ma come persone, perché sono così talmente reali in quanto rappresentanti di una realtà multi-sfaccettata.
Città del Fuoco Celeste è stato un giro assurdo sulle montagne russe, per me: per quanto mi abbia fatto paura prima di leggerlo e per quanto mi sentissi confusa alla fine, non posso negare che sia stato un’esperienza da ripetere ancora e ancora, vuoti d’aria inclusi.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*
AVVERTENZA: Le Cronache dell’Accademia contengono spoiler. Se non avete letto Città del Fuoco Celeste, non continuate a leggere. Vi dico solo che vi consiglio la lettura di questa raccolta prima di quella di Signora della Mezzanotte perché ci sono cose che dovete apprendere da qui.

Le Cronache dell’Accademia
di Cassandra Clare, Sarah Rees Brennan, Maureen Johnson, Robin Wasserman

Chrysalide  Marzo/Dicembre 2015   prossimamente anche in edizione cartacea  ITA
Simon Lewis non avrebbe mai pensato di diventare uno Shadowhunter e invece è arrivata la sua grande occasione. Il suo addestramento in Accademia ha inizio qui...

My rolling thought
Ma c'è una cosa che ti rende diverso: tutti vogliamo essere eroi, mentre tu sai che ce la puoi fare. Tu sai che in un'altra vita, in un altro universo, sei già stato un eroe. E puoi esserlo di nuovo.
Mi sento molto in difficoltà nel parlare di Tales from the Shadowhunter Academy, ovvero le nostre Cronache dell’Accademia, perché mi ero fatta un’idea totalmente diversa da ciò che in realtà è questa raccolta di racconti prima di leggerla.
Così come è stato per Magnus Bane, Le Cronache dell’Accademia nascono con l’intento di concentrarsi su un personaggio in particolare, ovvero Simon. In The Mortal Instruments, Simon è sempre stato per me un personaggio cardine, ovvero uno di quei personaggi immancabili, che arricchiscono le vicende, con una storia e un percorso tutto suo altrettanto interessante di quello di Clary e Jace, i due personaggi-per-definizione-principali. Leggere delle dis-avventure di Simon mi è sempre piaciuto - e in qualche modo mi sono sempre sentita vicina al suo personaggio. L’idea di poter leggere un libro a lui interamente dedicato, anche dopo la discutibile piega presa dall’epilogo di Città del Fuoco Celeste, l’ho trovata un’ottima opportunità per conoscere meglio questo personaggio, lontano dal ruolo di migliore amico di Clary, di vittima delle battutine di Jace, di diurno e di “in una relazione complicata con Isabelle”. Solo Simon, per quello che é.
MOTIVO NUMERO UNO PER CUI LE CRONACHE DELL’ACCADEMIA NON MI SONO PIACIUTE MOLTO: Purtroppo questa raccolta non mi è piaciuta e non mi ha convinto del tutto perché ci ho visto poco Simon e molto (troppo) altro; e quello che di Simon c’è, l’ho trovato strano. Non c’entra niente il fatto che abbia perso la memoria e che ora sia un’altra persona; apprezzo il fatto che non voglia essere considerato un eroe e che si senta a disagio ogni qual volta qualcuno gli ricorda le imprese dimenticate che ha sostenuto; è perfettamente in linea con il suo personaggio la sua esigenza nel non discriminare nessuno per la sua natura, ma qui non sono riuscita ad apprezzarlo come ho sempre fatto e mi dispiace immensamente. E non riesco nemmeno a capire il perché, onestamente!
MOTIVO NUMERO DUE PER CUI LE CRONACHE DELL’ACCADEMIA NON MI SONO PIACIUTE MOLTO: Ogni racconto si apre e si chiude raccontando della vita di Simon in Accademia, dei suoi allenamenti e delle sue relazioni con gli altri ragazzi, ma la maggior parte si concentra su altro, ovvero nel racconto delle vicende di altri Shadowhunters passati e presenti. Ora, è vero che mi ero aspettata una cosa completamente diversa, ovvero più-se-non-solo-Simon, ma un paio di questi racconti li ho trovati proprio brutti e deludenti. I camei sono sempre belli, soprattutto in una serie molto articolata come questa, ma in alcuni casi li ho trovati forzati. Ad esempio, non ho ancora capito l’utilità di un racconto come Il demone di Whitechapel. L’ultimo racconto poi l’ho trovato forzatissimo.
Tra tutti e dieci i racconti, ho preferito gli ultimi, ovvero quelli che preparano a Signora della Mezzanotte e che quindi vedono la presenza di quelli che saranno i suoi personaggi principali.
Tirando le somme, sono consapevole che questa raccolta si chiami Le Cronache dell’Accademia e non “Le Cronache di Simon”, quindi il fatto che io mi aspettassi dei racconti incentrati interamente su di lui è stato solo un mio viaggio mentale. Posso comprendere la decisione di articolare i racconti nel modo in cui è stato fatto, ma dall’altra parte sono racconti che o a) non mi sono piaciuti, o che b) ho trovato completamente inutili se non per il fatto di poter incontrare di nuovo vecchi-e-nuovi personaggi, senza dimenticarci il fatto che c) lo stesso Simon non è riuscito a piacermi come invece ha sempre fatto.
Salvo davvero pochissime cose, contenute nei racconti a cui ho assegnato tre stelline.
  1. Benvenuti in Accademia » 2 stars
  2. L'Herondale scomparso » 3 stars
  3. Il demone di Whitechapel » 1 star
  4. Soltanto ombre » 3 stars
  5. Il male che abbiamo » 3 stars
  6. Pallidi re, guerrieri e principi » 3+ stars
  7. Dove si ignora vecchiaia ed amarezza » 3.5 stars
  8. La prova del fuoco » 3 stars
  9. Nascono alcuni ad infinita notte » 3 stars
  10. Angeli che due volte discesero » 1 star
★ ★ ¾ ☆ ☆
Meh. :/