lunedì 29 febbraio 2016

❅ FEBRUARY BOOK HAUL ❅

BUONGIORNO A TUTTI c:
Oggi è l’ultimo giorno del mese quindi, come di consueto, vi parlo un po’ dei libri che si sono aggiunti tra i miei scaffali durante questi 29 giorni.
Prima di passare a farveli vedere e a raccontarvi un paio di cosine riguardo ognuno di loro, volevo riprendere una questione che mi ero posta qualche mese fa (QUI), visto che ultimamente mi è ritornata in mente in modo piuttosto insistente nonostante pensavo fosse archiviata nel mio cervello. Mi piace leggere/vedere gli haul - di qualunque tipo essi siano - delle persone perché trovo sempre tantissime ispirazioni, ed è il motivo principale per cui li pubblico anche io e vi faccio vedere le foto dei libri, delle graphic novel, dei fumetti e dei manga che acquisto-ovvero-adotto. Leggendo/vedendo gli haul posso rendermi conto di come è fatta una determinata cosa, scoprirne tante altre nuove di cui ignoravo l’esistenza, o venire a conoscenza di derminate promozioni, sconti, offerte. Questo è lo spirito con cui mi metto a leggere/vedere gli haul, e spero - di nuovo - che nessuno possa aver frainteso le mie intenzioni. Ora sta a voi rispondermi: i miei BOOK HAUL vi sono utili in questo senso? (Forse sono solo una persona che pensa troppo, ma su internet le cose possono essere fraintese facilmente.)
AVVERTENZA: Le foto di oggi fanno particolarmente schifo perché a) piove - non c'è il sole - quindi luuuce dove seiii?, e b) i libri collassavano l'uno sopra l'altro senza darmi il tempo di fare la foto. .___."

Finalmente è arrivata la mia copia di THE CURIOSITIES! Come accennato nello scorso BOOK HAUL, lo avevo trovato ad un prezzo stracciatissimo (sui 5€, comresa la spedizione) presso un rivenditore USA su Amazon insieme a The Strange and Beautiful Sorrows of Ava Lavender di Leslye Walton. Vi ho parlato di questa bellissima raccolta qualche giorno fa quindi, se vi interessa/incuriosisce, vi rimando QUI.
STARS ABOVE è la raccolta di racconti che dovrebbe chiudere in modo definitivo (no, non è vero, ci saranno anche delle graphic novel! Ma comunque le Lunar Chronicles da leggere nero su bianco credo siano finite XD) la serie di Marissa Meyer. Si tratta di una raccolta di nove racconti, quattro già pubblicati e cinque inediti. Questa l’ho presa semplicemente su Amazon.
UNTAMED e DREAMS OF GODS AND MONSTERS provengono da IBS. Questi due li ho pagati pochissimo (all’incirca 10€ ognuno) visto che il primo stava proprio poco di suo, mentre il secondo era tra i reminders (seriously? Laini Taylor tra i reminders? ._.). In più ho approfittato dell’offerta “spedizioni gratis”, quindi me le sono risparmiate. (Tenete sempre sott’occhio le newsletter v.v non snobbatele come faccio io. Questa infatti era finita addirittura nel cestino senza che l’aprissi, meno male che poi sono riuscita a recuperarla dopo essermi realmente resa conto dell’oggetto della mail. XD)


Questo mese scadevano i punti della Mondadori Card (che dovrà pure essere sostituita con una nuova, informatevi nella vostra libreria perché se non me l’avesse detto il commesso, l’avrei ignorato o.ò bisognerà proprio mandarla indietro, io non voglio separarmene c.c) quindi mi sono presa COSE FRAGILI, L’OCEANO IN FONDO AL SENTIERO e LO HOBBIT. Per completare la mia raccolta di libri di Gaiman (che rimane ancora incompleta, ma non così tanto come prima), un giorno in cui mi sentivo particolarmente giù di morale, ho preso I RAGAZZI DI ANANSI - insieme a LA SPADA DI SHANNARA (una mia amica ha letto tantissimi libri di Terry Brooks e me li ha sempre consigliati, ma io mi decido solo ora).
Pian piano sto facendo coming-out (?) e la mia passione per Star Wars sta contagiando anche il blog. COME STAR WARS HA CONQUISTATO L’UNIVERSO è uno degli innumerevoli libri legati a questo mondo e sono molto curiosa di scoprire cosa ha da dirci in merito Chris Taylor. Questo lo divido con mio fratello e l’ho trovato da Den @ Reading is Believing, che lo nascondeva in casa - meno male, perché costa tipo un sacchissimo.
La mia Ronnie-friend () @ On the Read mi ha consigliato di leggere IL CAVALIERE D’INVERNO con un tale entusiasmo che non ho potuto dirle di no, visto anche il post che gli ha dedicato sul suo blog (QUI). Mi trovo a metà e ha ragione: è bellissimo e io lo adoro *w* non vedo l’ora di leggere i seguiti con lei.


Questi due libri potrebbero sembrarvi un po’ strani, ma sono due libri molto alla ‘Veronica’ (FUN FACT: ’strano’ + ‘Veronica’ sono due parole che nella mia vita sono sempre state vicine, fin da quando ho iniziato ad andare all’asilo).
Non ricordo se vi ho mai accennato la mia passione per tutto ciò che è collegato all’Universo. È da diverso tempo che mi sto informando su diversi aspetti legati a questo argomento, e nelle mie ultime ricerche “libresche” mi sono imbattuta in due titoli molto interessanti: uno è un titolo che mi sembra più tecnico ma che prima o poi recupererò assolutamente, il secondo è STORIE DALLE STELLE. Questo libro si presenta come un atlante delle costellazioni e al momento, dopo una sommaria sfogliata, mi sembra molto promettente e interessante. Costa abbastanza, vi avverto (25€ di copertina, 21,25€ su Amazon); se siete interessati anche voi a questo argomento e potrebbe interessarvi ma non volete correre il rischio di “sprecare una tale somma”, credo che ve ne parlerò qui sul blog, nel mio piccolo, mostrandovi anche l’interno e i disegni di Hannah Waldeon.
L’altro libro nella foto è GENI INCOMPRESI con un adorabile Albert Einstein in copertina (provo un’ammirazione sconfinata per quest’uomo ). Non so da dove l’abbia tirato fuori, ma questo me l’ha dato mia nonna. o.ò Mi sembra molto, molto, molto interessante, a dirla tutta: l’indice mi ha informata che si tratta di una sorta di percorso storico, dal Medioevo fino al Novecento, in cui l’autore prende in esame diversi personaggi storici che in qualche modo hanno cambiato il mondo. Non viene voglia di leggerlo anche a voi? *w*


Il fronte manga-comics-graphicnovels questo mese è stato tristissimo, in edicola non è arrivato n u l l a se non il moviecomics di FROZEN. Io adoro la Disney, adoro Frozen e non potevo non prenderlo. I disegni sono molto carini, la storia è riassunta in modo molto buono, Veronica è felice e “ciao, io sono Olaf e amo i caldi abbracci”. Per RISENFALL vi ho già assillato QUI, credo sia sufficiente!

Questo è il mio ricco bottino di Febbraio, ma prevedo che Marzo e Aprile non saranno così.
Volete che vi parli di qualcosa in particolare? Avete trovato qualche titolo interessante? Io spero di esservi stata d’ispirazione, ma voi potete esserlo per me dicendomi i titoli dei libri che avete adottato questo mese. LOVE

cooming soon:
VERONICA CHE COMPRA LIBRI: WHO, WHAT, WHERE, WHEN, WHY, HOW
(un post che nasce da una domanda che mi è stata posta per soddisfare una curiosità personale)

venerdì 26 febbraio 2016

RECENSIONE: The Curiosities: A Collection of Stories di Maggie Stiefvater, Tessa Gratton e Brenna Yovanoff

BUONGIORNO!
Oggi vi parlo di una cosa bella-bella-bella:


The Curiosities: A Collection of Stories
di Maggie Stiefvater, Tessa Gratton, Brenna Yovanoff

Lerner Publishing Group  1 Agosto 2012  304 pagine  16,77 €  ENG
From acclaimed YA authors Maggie Stiefvater, Tessa Gratton, and Brenna Yovanoff comes The Curiosities: A Collection of Stories.
- A vampire locked in a cage in the basement, for good luck.
- Bad guys, clever girls, and the various reasons why the guys have to stop breathing.
- A world where fires never go out (with references to vanilla ice cream). 
These are but a few of the curiosities collected in this volume of short stories by three acclaimed practitioners of paranormal fiction.
But The Curiosities is more than the stories. Since 2008, Maggie, Tessa, and Brenna have posted more than 250 works of short fiction to their website merryfates.com. Their goal was simple: create a space for experimentation and improvisation in their writing—all in public and without a backspace key. In that spirit, The Curiosities includes the stories and each author's comments, critiques, and kudos in the margins. Think of it as a guided tour of the creative processes of three acclaimed authors.
So, are you curious now?
My rolling thought

Ho una venerazione assurda per Maggie Stiefvater. Da quel lontano 2009 quando misi le mani su Shiver, ho letto quasi tutto il leggibile di questa donna; mi manca(va)no solo le due raccolte scritte con Tessa Gratton e Brenna Yovanoff, The Curiosities, e i suoi due middle-grade, Hunted e Pip Barlett, facenti parte di due distinti progetti anche questi in collaborazione con altri autori. Ora, dopo aver letto The Curiosities, credo di adorarla ancora di più, se ciò fosse ancora-e-mai possibile. Maggie Stiefvater, Tessa Gratton e Brenna Yovanoff formano un trio fenomenale, e The Curiosities è una delle migliori opere letterarie che abbia mai potuto leggere.


The Curiosities è una raccolta di racconti diversa dalle solite a cui siamo abituati: innanzitutto non è una raccolta di racconti legata in qualche modo ad una serie di libri, e poi - soprattutto - non si limita semplicemente a raccogliere i racconti scritti dalle sue tre autrici, nope! The Curiosities è il prodotto finale di una sorta di gruppo di scrittura critica formato da Maggie Stievfater, Tessa Gratton e Brenna Yovanoff; la maggior parte dei racconti sono stati pubblicati prima on-line sul loro sito (themerryfates.com) e poi raccolti in cartaceo in questo tesorino di libro.
Ma potevano limitarsi solo a questo, queste tre fantastiche-e-geniali donne? Certo che no! I loro racconti sono corredati da paragrafi introduttivi e note a margine, oltre che disegni, che aiutano a capire il processo creativo che c’é dietro la versione finale (finale in senso lato, visto che i racconti raramente sono editati) di questi scritti. È stato interessantissimo leggere tutti questi appunti perché mi hanno fatto capire tutto il lavoro che c’è dietro quello che noi definiremmo un semplice racconto, tutte le ricerche fatte dalle autrici per descrivere una determinata scena/situazione/ambientazione/personaggio (anche se poi alla fine si tratta solo di una riga e mezza), da dove proviene e perché.
The Curiosities rappresenta una specie di parco giochi in cui la Stiefvater, la Gratton e la Yovanoff hanno potuto sperimentare temi, personaggi, stili di scrittura e argomenti diversi da quelli che sono solite trattare, o anche quelli di sempre con l’aggiunta di qualche variabile. Tutti i commenti e tutte le note, sia della stessa autrice del racconto che delle altre sul racconto di una di loro, sono un valore aggiunto e impagabile. Da questi emerge anche la profonda amicizia che la Stiefvater, la Gratton e la Yovanoff condividono, sia come autrici e lettrici che come donne. I commenti di Maggie Stiefvater che vorrebbe rubare o aver scritto lei stessa alcuni dei racconti della Gratton e della Yovanoff sono impagabili!


I racconti sono trenta, troppi per essere recensiti singolarmente (*chiede perdono*). La loro lunghezza varia da una manciata di pagine fino ad un massimo di venti; alcuni sono così interessanti e di per sé completi che non si può far altro che sperare che le rispettive autrici decidano, un giorno, di ampliarli e scriverci dei veri e propri libri, altri lasciano un po’ insoddisfatti perché semplicemente si vorrebbe sapere di più ma, come ho detto, questi racconti nascono più come esperimenti che come racconti fatti e finiti, con una loro compiutezza.
Avendo letto molto di Maggie Stiefvater, la sua penna è quella che sono riuscita a riconoscere e distinguere di più rispetto a quelle di Tessa Gratton (di cui ho letto un solo libro) e di Brenna Yovanoff (di cui invece non ho letto nulla e devo assolutamente rimediare). Lei sperimenta e lavora con stili e argomenti molto diversi tra di loro, e i suoi racconti sono tutti diversi l’uno dall’altro: passa da déi a creature immaginarie a inventori, per arrivare addirittura ad una prima elaborazione del personaggio di Cole St Clare.
I racconti di Tessa Gratton sono caratterizzata da una forte componente magica anche in quelli non propriamente fantastici, ed è molto, molto brava a caratterizzare personaggi e suggerire atmosfere in poche pagine (anche se i suoi sono i racconti più lunghi!).
Brenna Yovanoff invece ha una mente inquietante! Gli elementi dei suoi racconti sono essenzialmente due: serial killer e uccisioni (LOL). La Yovanoff ha la straordinaria capacità di entrare nella mente e descrivere questi personaggi deviati, ragazze che si trovano ad affrontare situazioni pericolose in cui mai avrebbero pensato di ritrovarsi e storie d’amore che non avverranno mai.
Credo che The Curiosities sia una raccolta di grande valore sia per i lettori, che hanno l’opportunità di conoscere il modo in cui lavorano gli scrittori e cosa si nasconde dietro una storia, che per gli scrittori, in quanto possono trovarvi numerosi spunti e suggerimenti. È inoltre un’opportunità per conoscere queste autrici o le autrici di cui non si è ancora letto nulla, per farsi un’idea delle tematiche che affrontano, di come scrivono e del loro stile.
I miei racconti preferiti sono tre - senza farlo apposta, ne ho selezionato uno per ognuna delle tre scrittrici:
  • THE LAST DAY OF SPRING di Maggie Stiefvater
  • THE MADNESS OF LANCELOT di Brenna Yovanoff
  • ASH-TREE SPELL TO BREAK TO YOUR HEART di Tessa Gratton
★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

mercoledì 24 febbraio 2016

RECENSIONE: Le #piccolecose che amo di te di Cleo Toms

BUONGIORNO! c:
Inizierei con una doverosa NOTA DI SERVIZIO: in questi giorni non sono riuscita a postare, rispondere ai vostri commenti o passare dai vostri blog (insomma, rispettare i miei propositi bloggeriani) perché stiamo aspettando che si palesi il corriere con il modem per casa di mia nonna. Sembra scomparso e io non so che cosa fare, visto che trascorro qui la gran parte della mia giornata e non mi va di postare di sera °w° per oggi, comunque, sono riuscita a preparare questo post. Tornerò presto attiva come nelle scorse settimane. :-)
Passando al post di oggi! Spero che anche questa possa dimostrarsi un'occasione per confrontarci e scambiarci i nostri pareri come abbiamo sempre fatto, let's share our thoughts.


Le #piccolecose che amo di te
di Cleo Toms

Rizzoli  11 Febbraio 2016  216 pagine  15,00 €  ITA
Luna ha sedici anni, un gatto nero di nome Salem e una mamma che le fa sempre il regalo sbagliato. Al rientro dalle vacanze estive, scopre che la madre ha avuto una promozione al lavoro, peccato che questo significhi trasferirsi a Milano e lasciare tutto il suo mondo. Ma Luna, pur essendo un po’ introversa, non è tipo da perdersi d’animo, e dopo un difficile impatto con la grande città inizia a scoprire la ricchezza e l’aiuto che possono darti i nuovi amici (soprattutto quelli inattesi), i pomeriggi di shopping e le cene a base di sushi, l’emozione di essere lì mentre gli One Direction cantano dal vivo Little Things. Già, le piccole cose. Una canzone, un disegno condiviso su Instagram, l’abbraccio di una persona importante, un’abitudine che ti riscalda il cuore. Quelle che sanno renderti felice, che ritrovi ogni giorno, e che fanno di te una persona unica e speciale

My rolling thought
Guardo la luce che fa cambiare il colore dei tuoi occhi, il modo leggero che hai di gesticolare con le mani, le piccole cose che ho avuto sotto gli occhi tutto l'anno e che ora non potrò vedere più. Ti ricordi Little Things?
  • ONE THING
La scorsa estate mi sono vista costretta a fare la conoscenza di Cleo Toms, famosa youtuber fino a quel momento a me totalmente sconosciuta. La figlia quindicenne di un’amica di mia mamma mi avrà fatto vedere un numero indefinito di suoi video, e devo dirvi la verità… a me non dispiace. Nonostante tutte le critiche, nonostante tutte le parole, nonostante tutti i pensieri che si possono rivolgere nei confronti di questa giovane ragazza, a me una persona che parla con entusiasmo delle sue passioni e che le condivide con altre persone piace sempre, perché alla fin fine ciò che faccio io - ciò che facciamo noi - qui parlando di libri è lo stesso che fa lei parlando di musica, make-up e tutto quello che più le piace.
La notizia della prossima pubblicazione di un libro da parte sua mi ha colpito in un modo piuttosto complesso. Cleo non aveva mai manifestato la sua vocazione da scrittrice, lei stessa ha ammesso di aver tenuto ben nascosta questa sua piccola aspirazione. Si tratta solo di una moda del momento? Siamo davanti ad un altro fenomeno? Questo, da una parte; dall’altra, è facile dire “al giorno d’oggi scrivono davvero tutti, anche gli youtuber, e gli scrittori davvero meritevoli rimangono nell’ombra”. Sono d’accordo sul fatto che ci sono tantissimi scrittori di talento e di valore che non riescono ad emergere come dovrebbero, ma fino a che punto la colpa è da attribuire a questi scrittori in erba? Non sarebbe più giusto riflettere su determinate dinamiche/meccanismi/mosse, chiamiamole come vogliamo, portate avanti dalle Case Editrici?
Fatto sta che se da una parte comprendo in pieno i sentimenti che agitano gli animi degli scrittori che sognano, un giorno, di poter condividere le loro storie con il mondo, dall’altra non posso negare di essere rimasta incuriosita dal lavoro di Cleo.
  • YOU & I
Ho deciso di leggere Le #piccolecose che amo di te principalmente per curiosità, come ho appena detto. Penso che Cleo sia una ragazza davvero molto originale, fantasiosa e con uno stile tutto suo, tutte caratteristiche personali che mi hanno fatto pensare avrebbero influenzato la sua storia in modo positivo. Inoltre ero in vena di leggere una storia semplice e leggera, carina e senza pretese, che mi facesse compagnia per due orette. Mi sono anche approcciata a questo libro con il beneficio del dubbio: magari Cleo avrebbe dimostrato di avere anche del potenziale da narratrice.
  • LITTLE THINGS
Le #piccolecose che amo di te racconta la storia di Luna, una ragazza di sedici anni che improvvisamente si vede costretta a lasciare il suo tranquillo e pacifico paese per trasferirsi nella grande e caotica Milano con il suo gatto Salem e sua mamma, proprio a causa del lavoro di quest’ultima. Alle soglie dell’inizio del nuovo anno scolastico, quindi, Luna si ritrova a dover cambiare vita e a inserirsi in un ambiente che le è totalmente nuovo, fatto di regole e di persone che le sono completamente estranee.
  • MORE THAN THIS
Le #piccolecose che amo di te è un libro molto breve e che, come pensavo, mi ha tenuto compagnia per due ore. Sono state due ore piacevoli, spiacevoli, ben spese o sprecate? Sprecate no, perché il tempo dedicato alla lettura non è mai sprecato, soprattutto quando, indipendentemente dalla sua qualità, il libro che abbiamo appena concluso ci porta a fare una serie di riflessioni.
Le #piccolecose è indubbiamente indirizzato ad un pubblico molto giovane. Ci sono numerosi riferimenti a ciò che costituisce il mondo della maggior parte dei teenager di oggi, ovvero tutto ciò di cui parla Cleo sul suo canale (musica, concerti, make-up, vestiti, social network, ecc ecc ecc). Tra tutte queste tematiche che definirei più superficiali, ce ne sono alcune che riterrei il vero punto centrale del libro: il rapporto con se stessi, con gli altri e la propria famiglia. Questi tre elementi-chiave tuttavia, pur essendo importantissimi nel romanzo, sono molto penalizzati dalla sua brevità e dal fatto che Cleo non è una scrittrice: sono tematiche solamente accennate, non analizzate in tutte le loro sfaccettature come invece sarebbe stato interessante leggere e seguire. Io in prima persona mi sono ritrovata sorprendentemente interessata a leggere di determinate situazioni, ma è stato frustrante non poterne seguire un buono sviluppo proprio per via dell’ingenuità di Cleo che deriva da un’esperienza inesistente.
Pur non essendo molto lungo, inoltre, le #piccolecose non è stata una lettura scorrevole in tutte le sue parti: più che un romanzo, mi è sembrato di leggere il diario segreto di Luna, che annota pensieri, sensazioni e situazioni appena vissute così, di getto, senza curarsi troppo che qualcun altro potrebbe aprirlo e leggere la sua storia. Un consiglio che mi sentirei di dare a Cleo è quello di esercitarsi e fare pratica per rendere la sua scrittura più fluida e scorrevole facendo attenzione a distinguere tra l’italiano scritto e quello parlato, a costruire bene frasi e periodi, perché puntare ad uno stile semplice non significa non utilizzare parole complesse o frasi articolate.
Nonostante questo, però, vorrei sottolineare il fatto che questa storia porta con sé una certa positività incarnata tutta dal personaggio di Luna, ovvero: non avere paura di essere se stessi e di mostrarsi per quello che si è realmente ai propri occhi e a quelli degli altri. Potrebbe essere un messaggio scontato, ma di questi tempi nulla è scontato ed è qualcosa che a me sta molto a cuore. Considerando poi che il libro si rivolge a dei ragazzi giovanissimi (e anche tanti, visto il seguito di Cleo), trovo che la storia di Luna possa sedimentarsi e maturare nei loro animi, ed essere un piccolo punto di partenza per coltivare la loro individualità.
  • TELL ME A LIE
Non mi aspettavo di certo il romanzo o la rivelazione dell’anno leggendo Le #piccolecose che amo di te. È vero che non si può guardare solo all’essenza di un romanzo (una storia, in questo caso), al suo bel messaggio o comunque alle buone intenzioni, cercando di non tener conto della sua struttura e del suo stile, quindi non posso dire se consiglio o meno le #piccolecose. Posso solo concludere dicendo che in qualche modo si differenzia dagli altri libri-fenomeno per il suo non essere senza senso o con robe a caso, volgare, diseducativo o comunque con contenuti imbarazzanti. È una storia che aspira a suggerire il concetto di amore come libertà, ed è proprio ciò che più mi è piaciuto della storia di Luna.
Mi sentivo così particolarmente carina che sono andata a cercarmi i titoli delle canzoni degli One Direction per introdurre ogni parte della recensione. c:

giovedì 18 febbraio 2016

RECENSIONE: Yellow Birds di Kevin Powers, Novemila giorni e una sola notte di Jessica Brockmole, The Book Thief di Markus Zusak

HELLO! c:
Ho pensato molto a cosa postare oggi: volevo iniziare a sperimentare le “recensioni di gruppo” a cui ho accennato qualche tempo fa - per parlarvi del maggior numero di libri possibile che leggo senza tralasciarne nessuno perché poi mi sento in colpa, ma anche perché mi sembra di parlare sempre delle stesse cose -, ma non riuscivo a stabilire un tema. Prima ho avuto una piccola illuminazione, so here we go.


I libri presenti nella foto sono accomunati dal fatto di raccontare storie ambientate in un tempo di guerra: Novemila giorni e una sola notte durante le due Guerre Mondiali; Selina Penaluna, The Book Thief e L’Usignolo durante la seconda; Yellow Birds tratta invece della guerra in Iraq.
Sono libri molto diversi tra di loro così come è diverso lo stile dei rispettivi autori e il modo in cui hanno scelto di raccontare le loro storie, ma di base sono tutte storie romanzate, non raccontano fatti realmente accaduti, ma che potenzialmente potrebbero essere accaduti in un contesto storico.
Non sono un’appassionata di war historical fiction, nel senso che non seguo con particolare attenzione questo tipo di pubblicazioni o vado a ricercare titoli appartenenti a questo filone; sono libri che mi sono capitati casualmente tra le mani (ovvero: ho trovato la trama interessante, ne ho sentito parlare e ne sono stata incuriosita, ho trovato il libro nell’usato ad un prezzo piccolissimo e mi sembrava un crimine abbandonarlo lì) e, in un modo o nell’altro, sono riuscita ad apprezzarli tutti.

Ho già parlato di Selina Penaluna e L’Usignolo, ma volevo fare un friendly reminder anche in questo post. Vi lascio i link:
  • L’Usignolo di Kristin Hannah;
  • Selina Penaluna di Jan Page (questa è vecchissima, non ricordo nemmeno quello che ho scritto *vergogna*).

Yellow Birds
The Yellow Birds di Kevin Powers

Einaudi  26 Marzo 2013  192 pagine  17,00 €  ITA
Bartle ha promesso di riportare Murphy a casa intero. Non ce l'ha fatta. Questa è la sua colpa. Il racconto straziante dell'amicizia fra due ragazzi, una storia sulla perdita dell'innocenza destinata a diventare un grande classico contemporaneo. Partiti a diciott'anni. Talmente impreparati, talmente ingenui da credere che insieme ce l'avrebbero fatta. Bartle è devastato dal senso di colpa. Per non avere impedito che Murphy morisse. Per non essere riuscito ad attenuare la brutalità e l'orrore della guerra. Ora che è tornato a casa, vede Murphy ovunque. Insieme alle altre immagini dell'Iraq: i cadaveri che bruciano nell'aria pungente del mattino, i proiettili che si conficcano nella sabbia, le acque del fiume che ha inghiottito il loro sogno. E il tormento per la promessa che non ha saputo mantenere non gli dà pace.
My rolling thought
La guerra provò a ucciderci in primavera. Quando l’erba tingeva di verde le pianure del Ninawa e il clima si faceva più caldo, pattugliavamo le colline basse dietro città e cittadine. Superavamo le alture e ci spostavamo nell’erba alta mossi dalla fede, aprendoci sentieri con le mani come pionieri, tra la vegetazione spazzata dal vento. Mentre dormivamo, la guerra sfregava a terra le sue mille costole di preghiera. Quando arrancavamo, sfiniti, i suoi occhi erano bianchi e spalancati nel buio. Se noi mangiavamo, la guerra digiunava, nutrita dalle sue stesse privazioni. Faceva l’amore e procreava e si propagava col fuoco. Poi, in estate, la guerra provò a ucciderci mentre il calore prosciugava dei colori le pianure.
Partirei dal presupposto che Yellow Birds non si recensisce, si prova a parlarne - e prevedo nemmeno con tanto successo, da parte mia.
Mi sono sempre chiesta cosa spinge gli uomini e le donne a prendere la decisione di arruolarsi, di partire verso quelle terre afflitte da conflitti millenari di cui si è perso il senso e che ci sembrano così tanto lontane, quasi irreali, ma che diventano così spaventosamente vicine quando una tragedia entra nella nostra sfera di interesse. Cosa pensano della guerra, questi uomini e queste donne? Che sia giusta, che sia sbagliata? Per cosa combattono? Difendere la loro patria, le loro famiglie; per l’onore, la gloria, l’immortalità; per dimostrare qualcosa a qualcuno o a se stessi? A chi affidano le loro vite? C’è un dio che tenga, in queste situazioni? Ma poi, la giustizia da che parte sta? Chi ha ragione, chi ha torto? Come riescono a convivere, questi uomini e queste donne, con la morte? Se ci riescono. Cosa vedono quando posano la testa sul cuscino e chiudono gli occhi? In quale parte del loro essere relegano immagini, suoni, odori? Perché ci uccidiamo tra di noi? Ha tutto questo un senso?
Con Yellow Birds ho avuto l’opportunità di ricevere delle risposte da parte di chi tutto ciò l’ha vissuto veramente, ma sono consapevole che mai e poi mai nella mia vita riuscirei a capirne appieno il senso.
Un libro che parla della guerra come quello di Kevin Powers è un’arma affilatissima. Nonostante sia lungo “solo” duecento pagine, quelle duecento pagine si fanno sentire tutte e ne diventano milioni e milioni, così come Barlte e Murph diventano milioni e milioni di Bartle e Murph, che muoiono in milioni e milioni di modi differenti, chi nel corpo e chi nell’anima, ma che restano comunque morti.
Leggendo, a tratti, mi è sembrato che Yellow Birds perdesse la sua natura di romanzo per diventare un ricordo, che Kevin Powers si fosse perso tra i suoi ricordi di immagini, colori, odori, sensazioni, emozioni realmente provati e sperimentati. Mi è sembrato come se stessi invadendo la parte più intima di una persona; non sempre è stato piacevole, ma è ciò che fa Yellow Birds di Yellow Birds: qualcosa di fin troppo vero, che sbatte in faccia la cruda realtà disincantata, dove non ci sono favole della buona notte ma solo incubi. Ed è spaventoso.
(Il voto in questo caso lasciatelo perdere, è mera formalità.)

★ ★ ★ ¾ ☆
Good. :)


Novemila giorni e una sola notte
Letters from Skye di Jessica Brockmole

Nord  19 Settembre 2013  334 pagine  16,00 €  ITA

Margaret non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro…
My rolling thought
Tua, con ogni fibra del mio essere, Sue.
Novemila giorni e una sola notte si presenta al lettore come una storia d’amore durante un periodo di guerra, ma la storia che nasce tra i due protagonisti principali non è sciocca e non è banale, non è volutamente tragica o travagliata perché deve far provare un falso sentimento al lettore, tutt’altro. La storia di e tra Sue e David è una storia intensa e appassionata, anche triste, certo, in cui mi sono resa conto di essere rimasta intrappolata all’improvviso, nel bel mezzo delle vicende. E mi è piaciuta proprio per questo!, perché non avevo particolari aspettative, speravo solo non fosse una storia d’amore anonima che sfruttasse la tragicità del particolare periodo storico in cui è ambientata.
Ho adorato il modo in cui Jessica Brockmole è riuscita a caratterizzare i suoi personaggi in modo così chiaro e preciso, impresa non facile vista la scelta di scrivere un romanzo epistolare: David è riuscito a conquistarsi tutta la mia simpatia, mentre Sue è riuscita a conquistarsi tutta la mia vicinanza.
Probabilmente il mio commento a questo libro è troppo breve ma, se non l’avete letto o vi incuriosisce, è bello leggere e scoprire come nasce, si sviluppa e che epilogo attende la storia tra Sue e David senza sapere troppo.
Tra l'altro, ho appena scoperto che QUI ne avevo postato l'incipit. :O

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


The Book Thief
di Markus Zusak

Black Swan  8 Settembre 2007  560 pagine  9,92 €  ENG

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. Con una scrittura straordinaria per intensità e passione, Markus Zusak ci consegna uno dei romanzi più indimenticabili del nostro tempo.
My rolling thought

I have hated the words and
I have loved them,
and I hope I have made them right.

Sinceramente io non so come parlarvi di The Book Thief. È stata una delle mie letture preferite di due anni fa e non riesco a trovare nemmeno due misere parole per spiegarvi il perché! Perché fondamentalmente è uno di quei libri che ti ritrovi ad adorare così profondamente e così incondizionatamente che qualunque parola spesa nei suoi confronti apparirebbe stupida, insulsa e senza senso.
The Book Thief è un’esperienza di lettura, e solo immergendosi tra le sue pagine ci si può realmente rendere conto di quanto sia potente queste libro con le sue parole. Perché sì, alla fine quelle cinquecentosessanta pagine di parole non sono altro che una storia sull’importanza e la forza delle parole stesse che, una volta piantate, crescono e crescono e crescono. 
A Markus Zusak va il merito di aver scritto una grande storia con parole semplici, e non è una cosa da poco. In un contesto difficile, pieno di dolore, guerra e morte, la storia di Liesl è pervasa da una semplicità e una poesia disarmante.
Ho amato profondamente e sofferto profondamente per-e-con tutte le creature di Zusak; Liels, Hans, Rosa, Max e Rudy sono unici e incommensurabili. La mia preferita rimane la Morte, che porta con sé la storia del mondo e su di sé il fardello della stupidità umana, ma che non ha mai perso la curiosità e la voglia di scandagliare l’animo umano e di ammirare i tramonti.
Credo che invece di proseguire a blaterare, dovrei limitarmi a stare zitta e continuare ad ammirare The Book Thief. Mark Zusak è un genio e The Book Thief un capolavoro, non ho altro da dichiarare.
(Sì, mi è piaciuto anche il film. Sì, è riuscito a farmi piangere di nuovo.)

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

lunedì 15 febbraio 2016

LE MISS MOVIE: Come l'acqua per gli elefanti

BONJOUR A TOUT LE MONDE c:
Puntuali come il mese scorso, io e Francy @ NEVER SAY BOOK vi proponiamo il nostro pensiero su un film più o meno recente, più o meno famoso, etcetera etcetera. Questo mese è stato il turno di Francy, che ha scelto Come l'acqua per gli elefanti.
Vi avviso fin da ora che la mia è stata una recensione combattuta e sofferta perché non sapevo come rendere al meglio il mio pensiero. Oh! E questa è la prima volta che noi due abbiamo pareri contrastanti. Se lo avete visto, fateci sapere cosa ne pensate - e se avete letto il libro, fateci sapere anche se c'è qualche differenza e quale tra i due è migliore. :-)


Come l’acqua per gli elefanti
Water for Elephants
di Francis Lawrence (regista) + Richard LaGravenese (sceneggiatore)

6 Maggio 2011  122 minuti  DRAMMATICO , SENTIMENTALE
Jacob Jankowski (Robert Pattinson) viaggia leggero. Ad un passo dalla laurea in veterinaria, ha infatti appena perso tutto: genitori, speranze, casa, sogni. La maniglia a cui si aggrappa per caso e per destino è quella del treno del Benzini Brothers Circus, una strampalata combriccola di imbonitori, mangiatori di fuoco, donne cannone e animali esotici tra i quali scoprirà i pericoli di un luogo sospeso, ma pur sempre abitabile. Il racconto di questa turbolenta redenzione è affidato al lungo flash back di un Jacob, ora novantenne (Hal Holbrook), che ripercorre con la mente le acrobazie del suo numero più rischioso: l’amore per Marlena (Reese Witherspoon). Un amore proibito, perché si dà il caso che lei sia la moglie del sadico direttore del circo (Christoph Waltz), oltreché inarrivabile vedette dello show.
MY ROLLING THOUGHT
Il mondo si basa sui trucchi. Ognuno gioca il suo.
Richard LaGravense e Francis Lawrence promettono una storia d’amore drammatica, coinvolgente e appassionante in un’ambientazione interessante, curiosa, colorata e peculiare qual è quella circense nella loro versione cinematografica del libro di Sara Gruen, Acqua agli elefanti.
Raccontata attraverso un lungo flashback della durata di poco meno di due ore, Come l’acqua per gli elefanti è la storia di Jacob Jankowski, giovane studente di veterinaria di origine polacca nell’America della Grande Depressione. Il giorno del suo ultimo esame, il ragazzo riceve una notizia che sconvolge irrimediabilmente la sua intera esistenza: i suoi genitori hanno tragicamente perso la vita in un incidente stradale e a lui non è rimasto più nulla. Senza casa, senza soldi e senza famiglia, decide quindi di mettersi in viaggio per cercare un po’ di fortuna, seguendo i binari della ferrovia. Durante il suo cammino, poco importa se per mano del destino o se mandato dai suoi genitori, Jacob incrocia un treno in corsa sul quale, senza pensarci due volte, decide di salire al volo. Ben presto scopre di essersi reso ospite sul mezzo del circo dei fratelli Benzini, nel quale riuscirà pian piano a farsi strada fino a diventarne il veterinario e l’addestratore dell’elefante Rosie.
Vorrei poter dire di essere rimasta incantata da questa pellicola per via della sua caratteristica ambientazione o di essere rimasta colpita dalla costruzione psicologica dei personaggi, ma non lo dirò perché non è successa nessuna delle due cose. Come l’acqua per gli elefanti aveva tutti gli elementi per essere un gran bel film, ma a mio parere non sono stati sfruttati a dovere.
Il giovane e idealista Jacob con il suo sconfinato amore per gli animali, la bella Marlena che non riesce a trovare il coraggio di abbandonare una comoda vita tanto agognata seppur fatta di violenza e superficialità, il carismatico e crudele August che su uomini e animali tiranneggia agitando la sua frusta e minacciando col pungolo; nulla di tutto ciò ha potuto contro la staticità e banalità dei personaggi, e l’eterna e incessante messa in scena del sentimento che move il sole e l’altre stelle.
Le vicende amorose tra il giovane e appassionato Jacob, la bella Marlena e il carismatico August, accompagnano con passo lento e insofferente lo spettatore durante le due ore di proiezione, tra episodi sempre uguali a se stessi che sembrano ripetersi all’infinito, risucchiando in un profondo buco nero tutto ciò che di interessante hanno da offrire l’ambientazione circense e l’America degli anni ’30. Tutto ciò che vi è legato appare troppo finto e distaccato; è come se lo spettacolo principale fosse stato relegato dietro le quinte per cedere il palco ai capricci dell’amore, che non riescono comunque ad appassionare come dovrebbero, tra chi nega continuamente baci rubati di nascosto la notte prima e sentimenti che invece sfuggono al controllo del volto e del corpo.
Perché sì, la mia insoddisfazione nasce proprio da questo: sono mancate le descrizioni, sia scenografiche che psicologiche; e tolta l’ambientazione circense americana anni ‘30 (comunque non sfruttata in tutte le sue potenzialità), alla fin fine è solo un’altra storia d’amore (raccontata con poco mordente) che può andare bene su qualsiasi sfondo.
Il lavoro degli attori non è stato eccelso, intrappolati nei panni di personaggi statici e prevedibili, nonostante mi sia sembrato che abbiano cercato di dare il loro meglio.
Purtroppo non ho visto nessun altro film con Reese Witherspoon, quindi non ho nessun metro di paragone per quanto riguarda questa attrice. Posso dire che mi è sembrata in qualche modo “frenata” nei panni del suo personaggio, che non abbia avuto modo di mettersi in luce come avrebbe voluto e di esprimersi liberamente. Christoph Waltz, invece, ho avuto modo di vederlo recitare in Big Eyes, e devo dire che la parte del personaggio psicopatico gli riesce. Robert Pattinson va sempre bene in qualsiasi ruolo che non sia quello di Edward Cullen. Non voglio giudicare male e per sempre un attore solo per un ruolo ricoperto in una saga tanto amata quanto odiata, ma a me nei panni del vampiro proprio non piace. In quello del circense, meh, un pochino meglio, ma lo preferisco in Remember Me, l’unico altro film in cui ricopre un ruolo che ho visto e che me lo ha fatto apprezzare per davvero. (Anche se, per me, rimane imbattibile nella pubblicità. Questa l’ha fatta prima o dopo Remeber Me?)

★ ★ ☆ ☆ ☆
Meh. :/


FRANCY’S ROLLING THOUGHT

Una trama vecchio stile impreziosita con quei sentimenti che non cambiano mai col passare degli anni. C'è l'amore, una forza che non si può controllare per quanto ci si sforzi. C'è il rispetto per gli animali che purtroppo non tutti hanno. C'è l'amicizia sia tra uomini sia tra uomo ed animale appunto: tra i componenti del circo Jacob troverà anche quegli amici che lo sosterranno a costo di mettesi in pericolo e poi ovviamente troverà l'elefantessa Rosie, suo complice e vittima della cattiveria umana. August Rosenbluth, direttore del circo, è uno dei personaggi più sadici mai visti in un film non horror. I meccanismi che innesca, l'odio che diffonde, l'essere disposto a tutto pur di arrivare ad un successo sempre più elevato lo dipingono come quell'uomo falso: dal sorriso di ghiaccio e dal cuore di pietra. 
Si parla di amore proibito nato per caso. Una donna che ha conosciuto oramai la vera spietata natura del marito e un ragazzo, più giovane, che l'ha vista senza alcun filtro: fin da subito Jacob infatti che Marlena non è come August. 
Ci sono scene forti, non cruente, ma solamente potenti dal punto di vista emotivo. Vorrei parlarvi di quella che mi è rimasta scolpita nel cuore sperando di non farvi nessun spoiler (se non volete rischiare potete sempre saltare qualche riga). Le sottigliezze psicologiche si fanno vedere nel momento in cui August smaschera l'attrazione tra Jacob e la moglie semplicemente costringendoli a far recitar loro la parte degli innamorati. Lo sfiorarsi, il guardarsi degli occhi e quelle espressioni parlanti si rivelarono troppo vere nonostante lo sforzo di fingere di NON essere innamorati. 
Si parla poi delle sofferenze di una vita e delle rinunce di essa. Jacob, giovane laureando alla facoltà di veterinaria, mai si sarebbe aspettato di ritrovarsi in un circo, a curare le ferite di animali maltrattati dalla ferocia di un uomo frustrato.
Robert Pattinson mi ha piacevolmente sorpreso. Dopo la sua parte di sbrilluccicante e inafferrabile vampiro abbiamo un'interpretazione per niente fredda, piuttosto piena di sguardi ardenti d'amore per la vita: la sua, quella di Marlene e quella di Rosie.
Come acqua per gli elefanti si è rivelato un'ottima trasposizione cinematografica di un romanzo di cui non sapevo nemmeno l'esistenza ma che ora non vedo l'ora di leggere per tuffarmi di nuovo nel bel mezzo degli anni della Depressione in questa storia dall'ambientazione circense originale e animata da toni alternativamente pacati e rapidi.

❤❤❤❤

venerdì 12 febbraio 2016

Risenfall 1 di Liana Recchione

BUONGIORNO A TUTTI c:
Oggi vorrei tornare a parlarvi di storie raccontate attraverso l'arte del disegno, concentrandomi su Risenfall di Liana Recchione. Spero con tutto il mio cuore che dedicherete cinque minuti del vostro tempo per fare la conoscenza di questa opera e della sua bravissima e talentuosa autrice, e magari anche per dirmi se vi ispira, se vi piacerebbe leggerlo o cosa ne pensate in generale. THANK YOU!


Risenfall 1
di Liana Recchione

Crowfunding / Shockdom  11 Gennaio 2016  64 pagine  8,00 € • ITA
Gran Bretagna. In un'epoca vittoriana alternativa esistono gli Helwyr, o Cacciatori di Spiriti, uomini della Regina appartenenti ad una polizia segreta. Il loro compito è quello di indagare i fatti più strani e combattere i Fomori, orribili creature soprannaturali che infestano il nostro mondo. Due cacciatori, Rein Risenfall e Fray Graymist, vengono chiamati ad indagare sulla strana morte di due giovani, avvenuta in un remoto paese del Galles. Qui faranno la conoscenza di altri individui che li porteranno ad addentrarsi sempre di più in un caso in cui niente è come sembra e tutto si ritrova legato a qualcosa che giace nel passato di uno dei protagonisti. Venite ad aprire la porta che farà luce su questo mistero!
Risenfall è un fumetto italiano nato dalla fantasia e dalla mano di Liana Recchione, e da lei interamente disegnato e colorato. Grazie alla campagna di crowfunding svoltasi su Kickstarter, oggi possiamo stringere tra le nostre manine (e adorare) questo bellissimo volume.
Io mi sono imbattuta in Risenfall per caso, dopo aver letto un post pubblicato da un blog che seguo (oh, il fantastico potere dei blog / dell’internet / del passaparola *--*), e mi sono accorta che io l’autrice la conoscevo!, infatti l’ho potuta ammirare al Pescara Comics mentre realizzava degli sketch (e il mio sketch di Elsa )  e sfogliare i suoi bozzetti, rimanendo colpita dalla sua bravura con gli acquerelli.
Io purtroppo sono arrivata a crowfunding concluso, ma sono riuscita a procurarmene una copia dalla stessa Liana che è stata (ed è) carinissima e gentilissima. 


Ma di cosa parla Risenfall? Ambientato in una Gran Bretagna alternativa durante il Regno della Regina Vittoria, Mr Rein A. Risenfall e Mr Fray H. Greymist sono due giovani Helwyr (cacciatori di spiriti) della Seconda Sezione, una specie di polizia segreta che lavora al servizio della Regina per contrastare i Fomori, esseri demoniaci che infestano le regioni celtiche. Un giorno i due giovani Helwyr vengono spediti a Middfay, un piccolo paesino del Galles, per indagare sulla strana e misteriosa morte di due giovani fidanzati. Qui, i loro destini sono destinati inevitabilmente ad intrecciarsi con quello di Miss Luna Heartly, una giovane ragazza considerata dall’opinione pubblica una strega che potrebbe essere coinvolta nella scomparsa dei due ragazzi, sebbene lei non abbia più alcun ricordo di quello che è accaduto. Oh, e ovviamente non dimentichiamoci che con loro c'è anche Pascal, il ciccionissimo e pelossissimo gatto bianco parlante di Luna.
Come ogni primo volume che si rispetti, anche Risenfall è un ottimo capitolo introduttivo: ci vengono presentate le vicende e i personaggi, e la conclusione apre letteralmente la strada al secondo volume. Non mi sono mai annoiata durante la lettura, anzi!, man mano che facevo la conoscenza di Rein, Fray, Luna e Pascal, e più mi inoltravo nella storia, la mia curiosità cresceva a dismisura, e quando mi sono dovuta fermare - proprio sul più bello, lasciatemelo dire - perché le pagine erano finite (èwe) ho iniziato a desiderare ardentemente che il seguito mi comparisse per magia tra le mani. IO PRETENDO RISENFALL 2.
La storia è ricca di mistero, magia, azione, tanta ironia e un pizzico di quello che vorrei definire romanticismo (◕ ‿ ◕). La trama è interessante e dettagliata; sono sicura che molti dettagli qui accennati verranno trattati in modo più approfondito nel seguito, in cui *spero* ci aspetterà anche un viaggio alla scoperta del passato dei protagonisti e la risoluzione del mistero della morte dei due giovani.
Mi hanno colpito molto i dialoghi tra Rein e Fray e il senso dell’umorismo che condividono tra di loro i due ragazzi. E poi Fray e Pascal sono due vere prime donne, li a d o r o. Rein è il tipico personaggio sbruffone/tormentato con un segreto da svelare, mentre Luna è troppo tenera e adorabile, mi hanno colpito molto la sua positività e la sua tenacia.
Il lavoro grafico di Liana è fenomenale: i disegni sono dinamici e dalle linee precise, i personaggi sono molto più che espressivi!, e i colori così brillanti e realistici che il solo sfogliare questo volume è già di per sé un’esperienza (però poi leggetelo anche).


Ora. Solo un appunto: ho letto che la storia dovrebbe concludersi con il secondo volume. Ecco… solo due? Non so, ora come ora leggerei all’infinito di Rein, Fray, Luna e Pascal, due volumi non mi bastano! E poi ho tantissime domande, tantissime teorie che devono trovare una conferma o essere smentite. Sto analizzando i nomi dei personaggi da ogni angolazione possibile - , MR RISENFALL!, MI STO RIVOLGENDO IN PARTICOLAR MODO A LEI! PERCHÉ HA QUESTO NOME COSÌ CATASTROFICO?! E TU COSA NASCONDI, MR GREYMIST? PASCAL! PER TE HO QUALCHE IDEA. E SPERO CHE LUNA RECUPERI PRESTO LA MEMORIA. v.v Spero anche di non essere l’unica a desiderare che la storia contenuta in Risenfall si espanda e continui arricchendosi sempre più di nuove avventure e personaggi perché potrebbe dar vita ad una serie di storie secondarie potenzialmente infinite racchiuse in un’unica cornice più grande.


Da parte mia non posso non consigliarvi la lettura di Risenfall. Se siete nuovi al magico mondo del fumetto o comunque volete approcciarvici (e amate le storie alla Shadowhuneters?), trovo questo volume un buon punto di partenza. L’autrice è italiana, è bravissima e merita tutto il supporto che possiamo darle nel nostro piccolo, la storia è avvincente e poi si può acquistare ad un prezzo piccolissimo.
Se lo leggerete, vi lascio il link alla pagina facebook di Risenfall per rimanere sempre aggiornati e per poter partecipare, eventualmente, alla realizzazione del secondo volume.

mercoledì 10 febbraio 2016

BOOK RECOMMENDATIONS: Because love is all you need ♡

hello
È da un po’ di tempo che stavo meditando di preparare un altro post di consigli libreschi, solo che non riuscivo a decidere il tema; poi mi sono ricordata che questo fine settimana è S. Valentino, così ho pensato di proporvi un paio di titoli che hanno come filo conduttore l’AMORE.


I libri che ho scelto non sono storie d’amore appassionanti o travolgenti da far venire improvvisamente caldo durante la lettura èwè ma sono letture più tranquille e leggere perché, non so, mode carino e coccoloso e unicorni e arcobaleni e cupcake e cuoricini on, preferisco questo genere di letture.
Inoltre il mio obiettivo principale di oggi non è quello di parlarvi dell’”amore” così come ormai la maggior parte delle persone è portata a pensare durante questo periodo dell’anno (anche perché io sono la persona meno adatta .___.” sì, esatto, Sheldon Cooper mode on, too. Io non ho una via di mezzo, capite), quindi non vi proporrò libri in cui si parla solo di amore tra un uomo e una donna, ma libri in cui si parla di amore in tutte le sue forme: amore per la famiglia, amore per i propri amici, amore tra due persone dello stesso sesso, amore per la propria passione (mi manca l’amore per il proprio amico domestico, ma purtroppo non ho libri che trattano questo argomento). Sono dell’opinione che ogni forma d’amore debba essere rispettata, che una non esclude a priori l’altra e che l’amore è amore perché è amore, nessuno ha il diritto di stabilirne o sminuirne il valore.
Devo ammettere che, per preparare questo post, inizialmente avevo cominciato a tirare giù dalla libreria tutti i libri che contengono una storia d’amore che possiedo; poi ho guardato un attimino meglio quello che avevo tra le mani e mi sono accorta che avevo preso perlopiù libri con una storia d’amore tragica o turbolenta (metafora di qualcosa di ben preciso del tempo). Stupende, non c’è che dire, però mi sono resa conto che non volevo deprimere nessuno e che volevo consigliarvi qualcosa di allegro, quindi ho cominciato a rimettere a posto almeno la metà dei titoli. Vi è andata bene, avevo preso libri come The Great Gatsby, Jane Eyre e Cime Tempestose. Però se siete in vena di letture di questo tipo, io ve le consiglio lo stesso, oh.
  • ORGOGLIO E PREGIUDIZIO di Jane Austen → Forse Mr Darcy ed Elizabeth Bennet sono una delle coppie più famose al mondo e, banalità delle banalità, mi sono subito venuti in mente. Vi consiglierei Orgoglio e Pregiudizio perché, oltre a questi due signorini, la Austen ha uno stile fantastico, arguto e intelligente.
  • TUTTO CIÒ CHE SAPPIAMO DELL’AMORE di Colleen Hoover → Questo fa piangere, è vero T^T ma ho voluto inserire in questo gruppo la Hoover perché lei è la regina delle storie d’amore e qualunque suo libro va bene.
  • SCRIVIMI ANCORA di Cecelia Ahern → Un amore tenace.
  • ARISTOTLE AND DANTE DISCOVER THE SECRET OF THE UNIVERSE (Aristotele e Dante scoprono i segreti dell’universo) di Benjamin Alire Sáenz → Oh. *--* Facciamo che vi mando direttamente QUI per le motivazioni.
  • MY LIFE NEXT DOOR (Quello che c’è tra di noi) di Huntley Fitzpatrick → Qui c’è tanto amore e tanta famiglia. Adorabile. Per un commento più esteso, QUI.
  • ANNA AND THE FRENCH KISS (Il primo bacio a Parigi) di Stephanie Perkins → Anche per Stephanie Perkins vi consiglio tutto la serie: amore tra due persone, amore per la famiglia e amore per i propri amici. Ne ho ampiamente parlato QUI.
  • TUTTE LE VOLTE CHE HO SCRITTO TI AMO di Jenny Han → Il libro di Jenny Han è uno dei più adorabili che abbia letto ultimamente e Lara Jean uno dei personaggi più dolci di cui abbia mai letto in tutta la mia vita. Si parla delle piccole vicende amorose che hanno segnato la (breve) vita della protagonista, sì, ma c’è tanta famiglia anche qui.
  • FANGIRL di Rainbow Rowell → QUI◕ ‿ ◕
  • ELEANOR&PARK (Per una volta nella vita) di Rainbow Rowell → Questo forse è l’unico un po’ più triste, ma secondo me vale (tantissimo) la pena leggerlo. Ne ho parlato QUI.
Questi sono i libri che mi sento di consigliarvi, e devo anche ammettere che messi tutti così vicini sono molto carini e tenerosi (saranno i colori pastello!? èwe). Se avete qualche titolo da consigliare, non esitate a farlo nei commenti! E fatemi sapere anche se avete letto qualcuno di questi titoli e se vi è piaciuto, o se vorreste farlo. :-) SPREAD THE LOVE