venerdì 2 settembre 2016

RECENSIONE: Ritrovarsi a Parigi di Gajto Gazdanov, Per ultimo il cuore di Margareth Atwood, The Sea of Tranquility di Katja Millay

CIAO A TUTTI!
Oggi vi lascio un post-tripla-recensione per parlarvi di un paio di libri che ho letto in questo periodo di pausa estiva. Fatemi sapere nei commenti se li conoscete, se li avete letti e cosa ne pensate. c: all the love



Ritrovarsi a Parigi
di Gajto Gazdanov

Fazi Editore  16 Giugno 2016  155 pagine  15,00 €  ITA
Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d'agosto in Provenza da François, un vecchio amico ritrovato per caso. L'incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre - un uomo semplice, contabile di una piccola impresa - l'esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni sembrano essersi immobilizzati in bilico fra sogno e realtà. Ma c'è un altro incontro ad attenderlo: è Marie, che un giorno appare sulla soglia della stanza che lo ospita, un "povero animale malato" che François ha trovato sul ciglio della strada nell'estate del 1940 e ha salvato dall'internamento in manicomio. È lei a innescare in Pierre un moto di rivolta per l'inutilità della propria vita. Contro il parere di tutti decide di portarla con sé a Parigi, dove per mesi si ostina a cercare di far uscire la giovane donna dal limbo dell'inconsapevolezza e dell'oblio nel quale è sprofondata. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E così accade: grazie alla dedizione e alla pazienza di Pierre, Marie riuscirà a ritrovare la sua umanità, la sua memoria, il suo passato. E a uscire dall'oblio saranno in due: Pierre scoprirà il senso della vita e deciderà di ricominciare, salvato dal suo stesso miracolo.

My rolling thought
Ovunque volgesse lo sguardo, in avanti o indietro, Pierre non vedeva che alberi, e ancora alberi. Nessun rumore, salvo lo scorrere della pioggia sulle foglie, il singhiozzo sonoro degli zoccoli, il cigolio del calesse. L'aria era fresca e umida. Qualche rivolo d'acqua gli serpeggiò lungo la schiena bagnandoli il collo; ebbe un fremito e scosse le spalle. Aveva l'impressione di essere lontano da tutto. Per quanto sapesse che a due o tre chilometri da lì c'era un borgo con una stazione servita dai treni provenienti da Parigi, non riusciva a liberarsi dalla sensazione di essersi smarrito ai confini di una foresta selvaggia dove nulla può turbare un silenzio che dura e durerà negli anni, dove gli alberi maestosi si innalzano lentamente, molto lentamente, dove un decennio scaccia l'altro senza apportare il minimo cambiamento.
Ho scoperto questo libro sul blog di Alessia (QUI) e mi ha colpito così tanto che ho deciso di leggerlo senza nemmeno pensarci due volte - probabilmente perché sono rimasta colpita dalla combinazione di titolo+copertina+trama, non ho mai letto qualcosa di questo autore né lo conoscevo prima.
Pierre, il protagonista, è un uomo semplice e conduce una vita anonima, ha un lavoro ordinario e le sue giornate trascorrono con indifferenza e sempre uguali a se stesse, non ha grandi aspettative o ambizioni e ritiene che ribellarsi a un’esistenza come questa sia completamente inutile. Nel momento in cui incontra Marie, però, Pierre capisce che forse la sua vita non si sta spendendo inutilmente: avverte la necessità nata dal nulla di prendersi cura di questa donna che non parla, che non ricorda nulla di se stessa e che conduce un’esistenza paragonabile a quella di un animale abbandonato, nonostante il suo amico François e lo psichiatra che consulta gli dicano che il suo è un proposito fallimentare fin dall’inizio, che Marie non recupererà mai la sua coscienza. Eppure Pierre ci riesce, riesce a trovare la forza d’animo per sortire un cambiamento non solo in Marie ma anche in se stesso.
L’importanza di ritrovare se stessi e l’amore per la vita sono i due nuclei centrali attorno ai quali si articola questo romanzo. Ritrovarsi a Parigi è stata una lettura delicata e incoraggiante, che dai momenti bui e oscuri iniziali si inonda di luce e calore, una sensazione simile a quella che prova Pierre passeggiando nella foresta mentre è ospite a casa di François. Questa passeggiata nella foresta sembra quasi una tappa obbligatoria nella vita di Pierre: è una selva dantesca che da luogo di smarrimento diventa luogo della ragione, un posto quasi irreale e immobile nel suo silenzio che amplifica le sensazioni e le percezioni, per aiutare a riprendere contatto con se stessi e, alla fine, ritrovarsi nell’altro.

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)


Per ultimo il cuore
The Heart Goes Last di Margareth Atwood

Ponte alle Grazie  28 Aprile 2016  372 pagine  18,60 €  ITA
In un Nord America messo in ginocchio da una disastrosa crisi economica e dal dilagare della criminalità, Stan e Charmaine, una giovane coppia innamorata, cedono alla falsa lusinga della normalità e della sicurezza promesse da un avvenente progetto, in cambio della rinuncia a qualche "piccola" libertà personale. Finiscono in una città troppo bella per essere vera, dove tutti hanno una casa e stanno bene, ma il prezzo è lavorare per un losco personaggio a capo della comunità, facendo cose orribili: per esempio praticare iniezioni letali ai condannati a morte o lavorare in una sorta di mercato del sesso. Si ritrovano così a fare il male per libera scelta ma contro la loro volontà. Questa situazione conflittuale li trascinerà in un surreale complotto che darà lo spunto per interrogarsi su cosa significhi amare - in un futuro dove non solo il sesso ma anche l'amore è mercificato - e scegliere.

My rolling thought
Preferisci essere costretta? Con la pistola alla tempia, diciamo? Vuoi non dover prendere decisioni, in modo da non essere responsabile delle tue azioni?
Sono molto contenta di aver letto questo libro perché, seppur non mi abbia soddisfatto al 100%, mi ha fatto pensare.
Ciò che ho apprezzato della storia della Atwood è il fatto che sia ambientata nel nostro mondo e in una situazione simil post-apocalittica che però non è portata all’estremo come nei romanzi young adult, quindi è stato un terreno familiare ma allo stesso tempo nuovo su cui camminare. La realtà in cui si trovano a vivere Charmaine e Stan, la coppia protagonista, potrebbe infatti essere un nostro probabile futuro: un mondo in cui la crisi economica ha messo al tappeto la maggior parte delle famiglie che ora si trovano a vivere di stenti e tra mille difficoltà. L’unica via d’uscita per Charmaine e Stan sembra esser quella di prendere parte al progetto Positron, che promette normalità e sicurezza. I due finiscono così in una città perfetta, dove tutti godono di ottima salute e non hanno preoccupazioni. Ma a cosa si è disposti a rinunciare per sentirsi più sicuri?
La parte iniziale del romanzo mi ha catturato tantissimo, più leggevo e più volevo andare avanti e arrivare all’ultima pagina; arrivata nella parte centrale, però, mi sono sentita un attimo confusa dal cambio di argomento: all’inizio si parla di libertà e di capacità di scelta, poi dell’avanzamento tecnologico che può andare addirittura ad intaccare la coscienza delle persone, per poi ritornare al libero arbitrio nelle battute finali. Mi sono piaciuti molto come argomenti perché sono trattati in modo molto intelligente e aprono molti quesiti, ma li ho visti troppo slegati tra di loro, non ben armonizzati - ma questo è il mio parere, l’impressione che ho avuto.
Un altro piccolo dettaglio che non ho compreso del tutto è il perché si facesse continuamente leva sulla sessualità delle persone. Se la Atwood ne parla in modo così insistente in tutto il romanzo, ha il suo significato, qualcosa ci ha voluto pur dire, proprio perché è un romanzo che solleva questioni etiche e umane che ognuno di noi ha almeno una volta nella vita sfiorato con il proprio pensiero. Io non ho ancora colto il significato di questo specifico aspetto del romanzo, ma prima o poi ci riuscirò.
Rigiro a voi il consiglio di lettura che mi è stato dato per Per ultimo il cuore: i protagonisti e la storia sono diretti, sinceri e reali, e le tematiche affrontate lasciano molti spunti di riflessione. Insomma, non rimarrete indifferenti a questo romanzo.

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)


The Sea of Tranquility
di Katja Millay

Atria Books  20 Giugno 2013  428 pagine  10,68 €  ENG
Le sue dita non possono più correre sul pianoforte, il suo mondo pieno di note è diventato muto. Nastya era una promessa della musica, prima. Prima che tutto precipitasse, prima che la vita perdesse ogni significato. Da 452 giorni Nastya ha smesso di parlare, e il suo unico desiderio è tenere nascosto il motivo del suo silenzio. La storia di Josh non è un segreto: ha perso tragicamente i suoi cari, e solo nel recinto impenetrabile che ha costruito intorno a sé si sente al riparo dalla compassione degli altri e libero di dedicarsi in solitudine all'unica cosa che lo tiene in vita: intagliare il legno. Quando sembra non esserci più luce né speranza, Nastya e Josh si trovano e le sensazioni sopite esplodono dal corpo e dal cuore. Due lontananze si incontrano, cercando l'una nell'altra la forza per superare il passato e rinascere davvero.
DATI DELL’EDIZIONE ITALIANA: Il tuo meraviglioso silenzio 2 Settembre 2014 462 pagine 14,00 €

My rolling thought
Daylight won’t protect you from anything. Bad things happen all the time; they don’t wait until after dinner.
Avevo questo romanzo in casa da un po’ ma non riuscivo mai a trovare la spinta giusta per leggerlo. In realtà, lo avevo già iniziato una volta però mi sono fermata dopo un paio di capitoli e non l’ho più ripreso. Siccome era l’ultimo romanzo della mia “sezione” young adult che mi rimaneva da leggere, mi sono detta che era una motivazione sufficiente per riprovarci, e che, se proprio non andava, avrei potuto mollarlo senza sentirmi in colpa.
Credo che il blocco della prima volta sia stato dovuto al fatto che mi ha dato l’impressione di essere quel tipo di contemporary young adult per cui non impazzisco. Generalmente preferisco leggere, di questo filone, romanzi molto leggeri (= carini&coccolosi) perché quando si cominciano a mettere in mezzo problematiche un po’ più serie ho sempre paura che venga tutto ridotto “a scusa” per concentrarsi sulla storia tormentata tra lui e lei, ed è una cosa che proprio non mi va giù. Per questo motivo ho iniziato a (ri-)leggere The Sea of Tranquility con una certa dose di superficialità, senza aspettarmi nulla di particolare.
The Sea of Tranquility parte da premesse molto comuni - lei, lui, casini vari - ma, andando avanti e superando il punto in cui mi ero fermata la prima volta, devo dire che in un certo qual modo mi ha stupito. L’autrice è riuscita ad essere concreta, ferma e molto, molto reale. Ogni personaggio viene presentato fin dall’inizio per quello che è e segue la sua naturale evoluzione: un passo alla volta e soprattutto rispettando se stesso. Ho apprezzato tantissimo il finale, che per me è il vero punto forte di tutto il romanzo e che non mi ha fatto pentire di averlo ripreso. Perché mi è piaciuto tanto? Ho letto diversi libri in cui venivano presi in considerazione problemi di salute o tematiche forti che, come ho detto, riducevano il tutto alla storia d’amore e al “e vissero per sempre felici e contenti”. Avere accanto persone che fanno sentire il proprio amore in situazioni di questo tipo è importante e fondamentale e sicuramente è una grande spinta per combattere o denunciare, ma l’amore fine a se stesso, quello idealizzato, non salva o risolve queste situazioni, salva la consapevolezza di avere un problema e aver bisogno dell’aiuto delle persone che hanno i mezzi per risolverlo. Questo è il mio pensiero, spero di essere stata chiara nell’esporvelo.
Tra i personaggi ho preferito di gran lunga Nastya su tutti. Lei è davvero molto, molto intelligente - e infatti il romanzo finisce nel modo in cui deve giustamente finire - e sotto certi aspetti ho ritrovato qualcosa di me in lei. Chi non adora far sciogliere il gelato e iniziare a mangiarlo dai bordi?!
Concludo la mia riflessione riassumendo così: The Sea of Tranquility è riuscito a farmi andare oltre i miei pre-giudizi e a piacermi con moderazione, perché comunque il solo finale non può cambiare completamente ciò che penso di un libro. Comunque sia, lo conserverò con un buon ricordo.

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)

19 commenti:

  1. Non conoscevo The sea of tranquility! Mi incuriosisce un sacco *^*

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    1. Secondo me potrebbe piacerti un sacco. :D

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  2. Ciao! Non conoscevo questi libri... forse quello che mi incuriosisce di più è "Ritrovarsi a Parigi"!

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    1. Contenta di averti fatto conoscere tre nuovi titoli. :3

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  3. Che letture interessanti!!! :) L'ultimo l'ho letto ed è stata una piacevole sorpresa, non mi aspettavo che mi piacesse così tanto, mentre gli altri due non li ho ancora letti ma li sto tenendo d'occhio! :)

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    1. Sì, infatti :) il finale di The Sea of Tranquility è piaciuto molto anche a me, l'ho apprezzato.

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  4. Non avrei scommesso una lira bucata sulla tua lettura di TSoT, e invece come mi devo ricredere. Ti dirò, mi ritrovo sorprendentemente felice che cmq ti sia piaciuto. Mi spiace tu abbia creduto io sarei mai stata in grado di regalarti uno ya scialbo, clichè e ridondante come tutti quelli uguali tra loro che le nostre CE amano tanto pubblicare. Ma ammetto che il dubbio può venire facilmente con TSoT, contenta tu abbia potuto vedere come non sia così.

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    1. Ci metterò del tempo, ma alla fine i libri che ho li leggo sempre, soprattutto quelli che mi vengono regalati. L'ho ripreso perché in un certo senso sapevo che dovevo andare oltre il mio pregiudizio iniziale, perché se è uno dei tuoi preferiti un motivo deve esserci.

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  5. Avevo provato a leggere l'incipit di quello della Atwood e mi aveva bloccata °o° non ricordo di preciso il perché però! C'era qualcosa che non mi convinceva...

    Per quanto riguarda invece The sea of tranquillity io l'ho letto in italiano e mi è piaciuto da matti *o* al tuo contrario, ci ho messo un po' a digerire il finale... non me lo aspettavo, ma dopo averlo assimilato ho amato molto anche quello :3

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    1. Me lo ha detto Alessia che avevi provato a leggere Per ultimo il cuore ma avevi trovato qualcosa che non ti convinceva! Quando riesci a capire cosa, sarei contenta di saperlo. XD

      Ah, no, io il finale l'ho apprezzato fin da subito! È la parte più bella e importante del libro.

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    2. Io mi aspettavo un finale più forte v.v più violento (?) più... più °-°
      Soltanto dopo del tempo ho capito quando era bello così com'era :3

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  6. Ciao :)

    Anch'io come te avevo cominciato e interrotto poco dopo The sea of tranquillity, con la differenza che io non l'ho più continuato perché non era quello il momento giusto per leggerlo. L'ho rimesso in TBR poco tempo fa e conto di leggerlo appena possibile ;)

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    1. Ti consiglio di riprenderlo come ho fatto io perché è sicuramente un libro con un messaggio fondamentale che si discosta dagli altri banali e superficialotti con cui ci stanno sommergendo!

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  7. Ciao! Felice di sentire che tua abbia dato un'altra possibilità a The sea of tranquillity, a me era piaciuto proprio tanto ^-^ Ora ovviamente non ricordo più nulla, soprattutto il finale di cui parli... aaaaaah devo troppo rileggerlo!

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    1. ahah! anche a me capita di rimuovere trame, finali e personaggi ogni tanto. XD
      sì, sono contenta di averlo ripreso e concluso.

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  8. Ciao Vero!Anche io ero partita prevenutissima con The Sea of Tranquillity, quando alla fine invece ricordo che mi è piaciuto abbastanza ^^

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    1. Stessa cosa :) alla fine è stata una buona lettura.

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  9. "The Sea of Tranquillity" ho avuto occasione di leggerlo in italiano e ,stranamente, l'ho adorato. Solitamente sono attratta da tematiche di questo tipo ma troppo spesso le ho viste affrontare un po' troppo "alla buona" negli ya o na. Insomma, non basta l'amore per affrontare certe cose :)

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    1. Il mio problema con ya e na di questo tipo è proprio la superficialità con cui vengono gestite le cose, come hai detto tu.
      Meno male che TSOT non è così.

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡