giovedì 18 febbraio 2016

RECENSIONE: Yellow Birds di Kevin Powers, Novemila giorni e una sola notte di Jessica Brockmole, The Book Thief di Markus Zusak

HELLO! c:
Ho pensato molto a cosa postare oggi: volevo iniziare a sperimentare le “recensioni di gruppo” a cui ho accennato qualche tempo fa - per parlarvi del maggior numero di libri possibile che leggo senza tralasciarne nessuno perché poi mi sento in colpa, ma anche perché mi sembra di parlare sempre delle stesse cose -, ma non riuscivo a stabilire un tema. Prima ho avuto una piccola illuminazione, so here we go.


I libri presenti nella foto sono accomunati dal fatto di raccontare storie ambientate in un tempo di guerra: Novemila giorni e una sola notte durante le due Guerre Mondiali; Selina Penaluna, The Book Thief e L’Usignolo durante la seconda; Yellow Birds tratta invece della guerra in Iraq.
Sono libri molto diversi tra di loro così come è diverso lo stile dei rispettivi autori e il modo in cui hanno scelto di raccontare le loro storie, ma di base sono tutte storie romanzate, non raccontano fatti realmente accaduti, ma che potenzialmente potrebbero essere accaduti in un contesto storico.
Non sono un’appassionata di war historical fiction, nel senso che non seguo con particolare attenzione questo tipo di pubblicazioni o vado a ricercare titoli appartenenti a questo filone; sono libri che mi sono capitati casualmente tra le mani (ovvero: ho trovato la trama interessante, ne ho sentito parlare e ne sono stata incuriosita, ho trovato il libro nell’usato ad un prezzo piccolissimo e mi sembrava un crimine abbandonarlo lì) e, in un modo o nell’altro, sono riuscita ad apprezzarli tutti.

Ho già parlato di Selina Penaluna e L’Usignolo, ma volevo fare un friendly reminder anche in questo post. Vi lascio i link:
  • L’Usignolo di Kristin Hannah;
  • Selina Penaluna di Jan Page (questa è vecchissima, non ricordo nemmeno quello che ho scritto *vergogna*).

Yellow Birds
The Yellow Birds di Kevin Powers

Einaudi  26 Marzo 2013  192 pagine  17,00 €  ITA
Bartle ha promesso di riportare Murphy a casa intero. Non ce l'ha fatta. Questa è la sua colpa. Il racconto straziante dell'amicizia fra due ragazzi, una storia sulla perdita dell'innocenza destinata a diventare un grande classico contemporaneo. Partiti a diciott'anni. Talmente impreparati, talmente ingenui da credere che insieme ce l'avrebbero fatta. Bartle è devastato dal senso di colpa. Per non avere impedito che Murphy morisse. Per non essere riuscito ad attenuare la brutalità e l'orrore della guerra. Ora che è tornato a casa, vede Murphy ovunque. Insieme alle altre immagini dell'Iraq: i cadaveri che bruciano nell'aria pungente del mattino, i proiettili che si conficcano nella sabbia, le acque del fiume che ha inghiottito il loro sogno. E il tormento per la promessa che non ha saputo mantenere non gli dà pace.
My rolling thought
La guerra provò a ucciderci in primavera. Quando l’erba tingeva di verde le pianure del Ninawa e il clima si faceva più caldo, pattugliavamo le colline basse dietro città e cittadine. Superavamo le alture e ci spostavamo nell’erba alta mossi dalla fede, aprendoci sentieri con le mani come pionieri, tra la vegetazione spazzata dal vento. Mentre dormivamo, la guerra sfregava a terra le sue mille costole di preghiera. Quando arrancavamo, sfiniti, i suoi occhi erano bianchi e spalancati nel buio. Se noi mangiavamo, la guerra digiunava, nutrita dalle sue stesse privazioni. Faceva l’amore e procreava e si propagava col fuoco. Poi, in estate, la guerra provò a ucciderci mentre il calore prosciugava dei colori le pianure.
Partirei dal presupposto che Yellow Birds non si recensisce, si prova a parlarne - e prevedo nemmeno con tanto successo, da parte mia.
Mi sono sempre chiesta cosa spinge gli uomini e le donne a prendere la decisione di arruolarsi, di partire verso quelle terre afflitte da conflitti millenari di cui si è perso il senso e che ci sembrano così tanto lontane, quasi irreali, ma che diventano così spaventosamente vicine quando una tragedia entra nella nostra sfera di interesse. Cosa pensano della guerra, questi uomini e queste donne? Che sia giusta, che sia sbagliata? Per cosa combattono? Difendere la loro patria, le loro famiglie; per l’onore, la gloria, l’immortalità; per dimostrare qualcosa a qualcuno o a se stessi? A chi affidano le loro vite? C’è un dio che tenga, in queste situazioni? Ma poi, la giustizia da che parte sta? Chi ha ragione, chi ha torto? Come riescono a convivere, questi uomini e queste donne, con la morte? Se ci riescono. Cosa vedono quando posano la testa sul cuscino e chiudono gli occhi? In quale parte del loro essere relegano immagini, suoni, odori? Perché ci uccidiamo tra di noi? Ha tutto questo un senso?
Con Yellow Birds ho avuto l’opportunità di ricevere delle risposte da parte di chi tutto ciò l’ha vissuto veramente, ma sono consapevole che mai e poi mai nella mia vita riuscirei a capirne appieno il senso.
Un libro che parla della guerra come quello di Kevin Powers è un’arma affilatissima. Nonostante sia lungo “solo” duecento pagine, quelle duecento pagine si fanno sentire tutte e ne diventano milioni e milioni, così come Barlte e Murph diventano milioni e milioni di Bartle e Murph, che muoiono in milioni e milioni di modi differenti, chi nel corpo e chi nell’anima, ma che restano comunque morti.
Leggendo, a tratti, mi è sembrato che Yellow Birds perdesse la sua natura di romanzo per diventare un ricordo, che Kevin Powers si fosse perso tra i suoi ricordi di immagini, colori, odori, sensazioni, emozioni realmente provati e sperimentati. Mi è sembrato come se stessi invadendo la parte più intima di una persona; non sempre è stato piacevole, ma è ciò che fa Yellow Birds di Yellow Birds: qualcosa di fin troppo vero, che sbatte in faccia la cruda realtà disincantata, dove non ci sono favole della buona notte ma solo incubi. Ed è spaventoso.
(Il voto in questo caso lasciatelo perdere, è mera formalità.)

★ ★ ★ ¾ ☆
Good. :)


Novemila giorni e una sola notte
Letters from Skye di Jessica Brockmole

Nord  19 Settembre 2013  334 pagine  16,00 €  ITA

Margaret non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro…
My rolling thought
Tua, con ogni fibra del mio essere, Sue.
Novemila giorni e una sola notte si presenta al lettore come una storia d’amore durante un periodo di guerra, ma la storia che nasce tra i due protagonisti principali non è sciocca e non è banale, non è volutamente tragica o travagliata perché deve far provare un falso sentimento al lettore, tutt’altro. La storia di e tra Sue e David è una storia intensa e appassionata, anche triste, certo, in cui mi sono resa conto di essere rimasta intrappolata all’improvviso, nel bel mezzo delle vicende. E mi è piaciuta proprio per questo!, perché non avevo particolari aspettative, speravo solo non fosse una storia d’amore anonima che sfruttasse la tragicità del particolare periodo storico in cui è ambientata.
Ho adorato il modo in cui Jessica Brockmole è riuscita a caratterizzare i suoi personaggi in modo così chiaro e preciso, impresa non facile vista la scelta di scrivere un romanzo epistolare: David è riuscito a conquistarsi tutta la mia simpatia, mentre Sue è riuscita a conquistarsi tutta la mia vicinanza.
Probabilmente il mio commento a questo libro è troppo breve ma, se non l’avete letto o vi incuriosisce, è bello leggere e scoprire come nasce, si sviluppa e che epilogo attende la storia tra Sue e David senza sapere troppo.
Tra l'altro, ho appena scoperto che QUI ne avevo postato l'incipit. :O

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D


The Book Thief
di Markus Zusak

Black Swan  8 Settembre 2007  560 pagine  9,92 €  ENG

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. Con una scrittura straordinaria per intensità e passione, Markus Zusak ci consegna uno dei romanzi più indimenticabili del nostro tempo.
My rolling thought

I have hated the words and
I have loved them,
and I hope I have made them right.

Sinceramente io non so come parlarvi di The Book Thief. È stata una delle mie letture preferite di due anni fa e non riesco a trovare nemmeno due misere parole per spiegarvi il perché! Perché fondamentalmente è uno di quei libri che ti ritrovi ad adorare così profondamente e così incondizionatamente che qualunque parola spesa nei suoi confronti apparirebbe stupida, insulsa e senza senso.
The Book Thief è un’esperienza di lettura, e solo immergendosi tra le sue pagine ci si può realmente rendere conto di quanto sia potente queste libro con le sue parole. Perché sì, alla fine quelle cinquecentosessanta pagine di parole non sono altro che una storia sull’importanza e la forza delle parole stesse che, una volta piantate, crescono e crescono e crescono. 
A Markus Zusak va il merito di aver scritto una grande storia con parole semplici, e non è una cosa da poco. In un contesto difficile, pieno di dolore, guerra e morte, la storia di Liesl è pervasa da una semplicità e una poesia disarmante.
Ho amato profondamente e sofferto profondamente per-e-con tutte le creature di Zusak; Liels, Hans, Rosa, Max e Rudy sono unici e incommensurabili. La mia preferita rimane la Morte, che porta con sé la storia del mondo e su di sé il fardello della stupidità umana, ma che non ha mai perso la curiosità e la voglia di scandagliare l’animo umano e di ammirare i tramonti.
Credo che invece di proseguire a blaterare, dovrei limitarmi a stare zitta e continuare ad ammirare The Book Thief. Mark Zusak è un genio e The Book Thief un capolavoro, non ho altro da dichiarare.
(Sì, mi è piaciuto anche il film. Sì, è riuscito a farmi piangere di nuovo.)

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

18 commenti:

  1. Hai avuto una bellissima idea *-* Mi ispira moltissimo The book thief!

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    1. The Book Thief è il mio preferito tra tutti questi libri. *w*

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  2. (ma come fai a fare foto così fighe?)
    Quando si tratta di libri con tema la guerra o, in generale, libri molto profondi e che promettono un mare di lacrime, ci sto alla larga xD però Ladra di libri mi ispira parecchio perché ne ho sentito parlare bene (e perché la morte come narratrice è un'idea originalissima), lo stesso anche di Novemila giorni e una sola notte che non mi ispira molto, ma le recensioni positive mi incuriosiscono parecchio :3

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    1. (merito del tavolino, credo)
      Anche io cerco di tenermi lontana dai libri sulla guerra o che comunque "dovrebbero far piangere" perché non voglio ritrovarmi davanti ad un libro forzato. Fortunatamente non ho trovato così questi titoli :) però, come ho detto, non ne sono una grande appassionata, quindi chissà quando mi ricapiterà di leggerne un altro.

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  3. Mi hanno un po' stancata i libri di questo genere, forse ne ho letti troppi :/ tra tutti mi attira Novemila giorni e una sola notte, ne parlate tutti bene!

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    1. Io invece ho letto solo questi ^^" tu cos'altro hai letto?

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  4. ciao tesoro miooooo, Vero-friend ♥
    bella l'idea delle "recensioni di gruppo", specialmente perché sono libri che trattano dello stesso genere di cose, ma in modi diversi. tra questi ho letto The Book Thief e l'ho trovato fantastico. ANCH'IO PIANGO SEMPRE CON QUEL FILM, OMG. Ogni volta che lo guardo scendono giù i lacrimoni :)
    tra tutti, comunque, m'intriga Novemila giorni e una sola notte! poi l'hai anche valutato bene, quindi .. dovrei leggerlo assolutamente o immediatamente?
    let me know. ♥ ♥

    baci infiniti ed abbracci infiniti per te!
    (bugia che i tuoi rolling thoughts sono da poco. per me sono dei bellissimi pensieri roteanti! <3)

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    1. The Book Thief libro/film hanno un pessimo effetto su di noi, per quanto ho capito c.c ci fanno piangere come le fontane!
      Mmm, Novemila giorni e una sola notte l'ho letto un po' di tempo fa e ne conservo un buon ricordo; te lo consiglio, ma non come lettura urgente tipo "read it now"!

      ♥ you sweetie

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  5. Ho sempre paura a leggere libri che prevedono tante lacrime ecco perché di solito evito questo genere ambientato durante la guerra però devo dire Novemila giorni e una sola notte mi ispira parecchio! Forse potrei fare uno strappo alla regola e dargli una possibilità ;)
    Bellissimo post!

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    1. Anche io evito, però ogni tanto si può anche provare a leggere qualcosa che sappiamo avrà conseguenze devastanti su di noi. XD
      Grazie. :3

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  6. Mi mancava leggere questo post, ma ti avevo detto lo avrei fatto.
    Come già sai anch'io ho Yellow Birds che mi aspetta, comprato tempo fa perché colpita e folgorata da trama e cover...dopo questo tuo pensiero credo proprio non aspetterò più molto per leggerlo, chissà magari gli trovo una collocazione nella WTH, ma non credo.
    :*

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    1. Buoh, non mi ricordo se ti ho dato un obiettivo adatto per questo libro.
      Tu comunque leggilo, che di sicuro riuscirai ad apprezzarlo meglio di me - che già l'ho apprezzato, però non so, fa tanto "libro-da-Alessia".

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    2. Adesso mi spieghi quali libri sono libro-da-Alessia voglio capire xD

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    3. Ma perché tu leggi tanti libri con tematiche che io non leggo, e questo qui fa tanto da Alessiah.

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  7. Hai avuto davvero una bellissima idea! Almeno se sei interessato a un particolare tema hai diversi spunti da cui partire... anche se in questo caso le war historical fictions non sono il mio forte XD

    Volevo dirti anche che ti ho nominata per un link party qui, se ti va di partecipare: http://allineedisacharming.blogspot.it/2016/02/link-party-1-disneys-lottery_20.html

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    1. Diciamo che l'ho fatto perché ho milioni di recensioni non scritte-e-pubblicate di libri di cui vorrei comunque parlare, prima o poi; le ho raggruppate per tema perché mi sembrava una cosa utile e carina. :)

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  8. Che carina questa cover de The book thief! Anche se un po macabra, ma affascinante.
    Non l'ho ancora letto ma lo vorrei leggere entro l'anno.

    Ti invito a partecipare al mio Giveaway, in palio due copie cartacee di Dralon un bellissimo fantasy illustrato + segnalibro.

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    1. È l'edizione inglese in paperback, l'ho scelta proprio per la copertina. XD

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡