giovedì 31 luglio 2014

CLOCK REWINDERS #19 - Luglio 2014 + See you soon!

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland

Recensioni:
CLICK :D
#1 If I stay e Where she went di Gayle Forman
#2 La linea sottile di Denise Aronica

Rubriche:
» Books in the world
#27 Vanishing Girls di Lauren Oliver, Fire & Flood di Victoria Scott, Isla and the Happily Ever After di Stephanie Perkins
» Chi ben comincia...
#21 Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe di Benjamin Alire Saénz
» Tag Time
#3 Zombie Apocalypse

Iniziative:
READING CHALLENGE: Let's read in English #6 - Giugno


This month's new entries

La foto è pessima, lo so, ma è nuvoloso. c.c

Ricevuti dalle Case Editrici: L’arte ingannevole del gufo di Ella West, Le cose che non so di te di Christina Baker Kline, Stanotte il cielo ci appartiene di Adriana Popescu
Acquistati: Shadowhunters, Città del Fuoco Celeste di Cassandra Clare, La corona di mezzanotte di Sarah J. Maas

This month's readings

Harry Potter e I doni della morte di J.K. Rowling
Le fiabe di Beda il Bardo di J.K. Rowling
L’arte ingannevole del gufo di Ella West
Il grande inverno di George R.R. Martin
Per noi sarà sempre estate di Jenny Han
Rapture di Lauren Kate
Aristotle and Dante Discover the Secrets of the Universe di Benjamin Alire Saénz [ENG]
Into the Still Blue di Veronica Rossi [ENG]
Shadowhunters, Città del Fuoco Celeste di Cassandra Clare
The Goddess Inheritance di Aimée Carter [ENG]
Segreto di Alessia Esse
Alice nel Paese della Vaporità di Francesco Dimitri
PODPerle di Orrore e Distruzione di Stephen Wallenfels
La custode degli spiriti di Melissa Marr
Cuore Nero di Amabile Giusti
Le cose che non so di te di Christina Baker Kline
Stanotte il cielo ci appartiene di Adriana Popescu

This month's Rolling thought(s)

Dal 5 all’11 Agosto andrò f i n a l m e n t e a Londra. *-* NON-VEDO-L’ORA, mi darò alla pazza gioia e potrei non tornare più – ehm, sì, come no.
Sicuramente il blog resterà in pausa perché mi fa strano che venga pubblicato qualcosa quando io non ci sono °-° (infatti pianifico i post pochissimo, solo se so che devo pubblicarli in una certa data), e poi, a dir la verità, non so nemmeno se riuscirò a preparare qualcosa. Ci sarà sicuramente il recap della Reading Challenge e poi non so, forse una recensione (visto che ne ho mille-mila da scrivere) se riesco. In ogni caso, vi saluto anche qui, non si sa mai! Ovviamente, se volete o se ne avete bisogno, potete scrivermi ovunque (commenti, mail, facebook, twitter, instagram, goodreads, whatsapp…), cercherò di rispondervi non appena posso. :D
SEE YOU SOON!
{ WATERSTONES, I’M COMING }

martedì 29 luglio 2014

RECENSIONE: The Goddess Test, Goddess Interrupted e The Goddess Inheritance di Aimée Carter

Buongiorno a tutti! :D
Oggi ho per voi una nuova recensione (sto andando come un treno, nelle recensioni u.ù chissà per quanto durerà). Ho iniziato a scriverla ieri subito dopo pranzo, ma non sono riuscita a postarla prima perchè mi mancava la parte finale (non sono rimasta tutto il giorno a scrivere la recensione, eh, sono uscita LOL). Per rimanere in tema con la natura dei libri di cui vi sto per parlare, ieri sera ho visto Percy Jackson e Il mare dei mostri... IO-VOGLIO-QUEI-LIBRI. E' una vita che voglio leggerli, e credo di essermi finalmente decisa. Il film non mi è piaciuto, ma non mi è nemmeno dispiaciuto... insomma, credo ci fosse qualcosa che non andava perchè l'ho trovato troppo slegato ed era troppo veloce (sì, ho visto Il ladro di fulmini). Comunqueee, non sono qui per parlare di film, ma di libri. ENJOY!

The Goddess Test [ENG]
Goddess Interrupted [ENG]
The Goddess Inheritance [ENG]
di Aimée Carter

Editore: Harlequin Teen (19 Aprile 2011 / 26 Febbraio 2013)
Pagine: 293, 296, 294
Prezzo: € 6.80, € 6.62, € 6.70
Tutte le ragazze che hanno fatto il test sono morte. Ora è il turno di Kate. Sono sempre state Kate e sua mamma - e sua madre sta morendo. Il suo ultimo desiderio? Quello di tornare nella casa della sua infanzia. Così Kate frequenterà una nuova scuola senza amici, nessun'altra famiglia e la paura che sua madre non superi la notte. Poi incontra Henry. Oscuro. E ipnotizzante. Dice di essere Ade, il dio degli Inferi - e se lei accetterà le sue offerte, lui manterrà sua madre in vita mentre Kate proverò a superare sette prove. Kate è certa che sia pazza - fino a quando lui non riporta indietro una ragazza dalla morte. Ora salvare sua madre sembra possibile. Se avrà successo, diventerà la futura moglie di Henry e una dea. Se fallirà...

My rolling thought
Continua a provare fino a quando non ti sono rimaste più possibilità.
Prima di iniziare a leggere in lingua, una serie di cui mi sarebbe piaciuta tantissimo vedere una traduzione in italiano era quella di Aimée Carter: tre libri (The Goddess Test, Goddess Interrupted, The Goddess Inheritance) più una raccolta di novelle (The Goddess Legacy) incentrati sulle divinità greche, in particolare sul mito di Ade e Persefone. I miti greci mi hanno sempre incuriosita, ma so di non saperne abbastanza. L’unica serie sugli dèi in veste young adult che ho letto è quella di Josephine Angelini, per cui mi sembrava un’ottima idea fare anche la conoscenza di Aimée Carter. Purtroppo la lettura di questa serie non è stata tutta rose e fiori, e mi dispiace un sacco, perché l’idea che sta alla base della storia è fantastica, e poi gli dèi greci hanno sempre il loro fascino.

La trama di The Goddess Test è essenzialmente esposta nella trama fornita dall’editore, a cui non si deve aggiungere nient’altro se si vuole iniziare a leggere questo libro sapendo solo ciò che è necessario sapere. Ho iniziato a leggere la storia di Kate con grande entusiasmo e trasporto: più andavo avanti nella lettura, più ero curiosa di conoscere l’entità delle prove che Kate avrebbe dovuto superare e sapere se, alla fine, ce l’avrebbe fatta a diventare una dea e a trovare un rimedio per la malattia della madre. Dall’inizio alla fine sono stata catturata dal mondo e dalle vicende create e intessute dall’autrice, ma riflettendoci bene, dopo qualche giorno dalla fine del libro, mi sono accorta che qualcosa non mi aveva soddisfatto in pieno. Prima di tutto i test: essi rappresentano l’elemento essenziale di questo primo libro, e io adoro leggere di personaggi alle prese con problemi e difficoltà da superare, ma la maggior parte (se non tutti) si svolgono dietro le quinte e non aggiungono molto alla trama. Poi i personaggi principali, che non mi hanno convinto del tutto in alcuni aspetti della loro caratterizzazione: se da una parte ho ammirato Kate per la sua forza e tenacia nell’affrontare fin da giovanissima una malattia così grande come quella che ha colpito sua madre (il suo unico genitore con cui ha un bellissimo rapporto che emerge spesso durante la storia), dall’altra non mi è troppo piaciuto il suo “complesso da martire”; Henry mi ha convinto anche di meno, troppo misterioso e troppo tormentato, apparendo ai miei occhi solamente come un personaggio frustrato. I personaggi secondari vengono analizzati nelle loro caratteristiche principali, ma riescono comunque a rimanere impressi. Nonostante, alla fine, abbia abbassato il voto finale per via di questi due aspetti a mio avviso negativi, ce ne sono altri positivi come l’assenza del triangolo amoroso (yeah) e i colpi di scena che, alla fine, lasciano a bocca aperta perché… beh, perché sì. Mi sono sentita una cretina.

Dopo aver terminato The Goddess Test, non ho aspettato troppo tempo per leggere Goddess Interrupted. Purtroppo mi ero spoilerata involontariamente la fine, quindi l’ho iniziato un po’ con l’amaro in bocca. Ma c’è un ma! La promessa di trovarmi di fronte alla figura dei Titani controbilanciava in parte la delusione della scoperta accidentale del finale, quindi non era tutto perduto. Nonostante questo, Goddess Interrupted non è riuscito a piacermi e a convincermi come il volume precedente. E’ stata una lettura esasperante ed estenuante a causa di Kate ed Henry, tanto da ritrovarmi a tifare per i cattivi della situazione con la speranza che gliele avrebbero suonate di santa ragione per farli reagire in qualche modo. La battuta d’arresto è dovuta alle insicurezze di Kate, che sono una costante per tutte le duecentonovantasei pagine che compongono il libro, e alla poca reattività di Henry, che ho continuato a vedere sempre e solo come un personaggio frustrato come pochi altri e con poco polso. L’originalità di The Goddess Test è venuta tutta a mancare lasciando il posto ad una trama per nulla coinvolgente e piatta, che ha ammazzatto del tutto la mia voglia di leggere il terzo ed ultimo volume. Forse, se non mi fossi spoilerata la fine, l’ultima pagina del libro avrebbe rialzato la mia voglia di leggere quasi subito il finale, ma per quanto avrei potuto apprezzare il colpo di scena se non l’avessi letto prima, un piccolo WTF ci sarebbe stato comunque.

Come appena scritto, ho trovato l’ispirazione per leggere The Goddess Inheritance solo questo mese, a diversi mesi di distanza da The Goddess Test e Goddess Interrupted. Cosa posso dire? Non l’ho trovato pessimo come Goddess Interrupted, ma non ho ritrovato neanche il coinvolgimento di The Goddess Test. Tutto sommato, questo terzo ed ultimo libro si configura come il finale più adatto alle vicende di Kate ed Henry: c’è azione, mitologia e romance, e un finale che potrebbe smuovere qualcosa se ci si affeziona ad un personaggio in particolare. Non sono riuscita ancora una volta a farmi andare a genio Kate ed Henry, anche se la prima, ancora vittima del suo complesso da martire (caratteristica che ora viene sottolineata dagli altri personaggi, anche se non mi è sembrata una cosa tanto positiva da fare perché io lo penso davvero che Kate si atteggi troppo in questo modo, e facendo così è come se l’autrice ci scherzasse su), si riveste di coraggio e determinazione per lottare e riunire la sua famiglia, e sconfiggere e riportare indietro Crono.

Non mi sento assolutamente di sconsigliare la lettura della trilogia di Aimée Carter perché è facile rimanere catturati dalla storia di Kate e Henry, se presa dal verso giusto. Inoltre, l’inglese è semplice-semplice-semplice e lo stile dell’autrice di una scorrevolezza unica. Credo che il mio disappunto derivi dal fatto di aver voluto leggere una storia basata di più sull’aspetto mitologico e meno sull’amore di Kate ed Henry (so che la storia si basa su questo, ma un aspetto non deve escludere per forza l’altro) e personaggi che fossero dèi in tutto e per tutto, con i loro vizi, virtù e caratteristiche qualificanti, dall’aspetto eternamente giovane, ma con la saggezza insita nel loro essere. Probabilmente dovrei leggere la raccolta di novelle per approfondirli meglio, ma al momento non credo lo farò.
Concludendo, ho assegnato tre stelline piene a The Goddess Test, due a Goddess Interrupted e tre a The Goddess Inheritance. Il voto complessivo per tutta la serie è tre stelline meno meno.
Ora devo procurarmi assolutamente un buon libro che parli di miti greci (consigli?) e i libri di Rick Riordan. Sento che mi piaceranno. c:

★ ★ ★ ☆ ☆ =
Good. :)

venerdì 25 luglio 2014

RECENSIONE: L'arte ingannevole del gufo di Ella West

Buon fine-pomeriggio a tutti c:
Finalmente ho un nuovo caricatore e il computer è ritornato in vita. *screams of joy*
Mi sono accorta che non vi ho ancora chiesto: come state trascorrendo queste vacanze? State leggendo? Tanto, poco? Belle letture, letture un po' meh? Per la serie "brutte letture", oggi vi parlo di un libro che non mi è piaciuto per niente. c.c Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va, perchè è stata una lettura che non ho tollerato per niente. *si scusa per la durezza delle parole, ma non l'ha proprio sopportato*

L’arte ingannevole del gufo
Night Vision di Ella West

Editore: Giunti (14 Maggio 2014)
Pagine: 160
Prezzo: € 12.00
Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un'auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca... e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla?

My rolling thought
Il mio gufo è appollaiato sul ramo di un albero, in alto. Vedo i suoi occhi. Con gli occhiali per la visione notturna, sono diversi da quelli di un opossum. Non è veramente il mio gufo, ma lo vedo quasi tutte le sere e quindi è come se fosse mio, il mio guardiano notturno. È un morepork, un gufo originario della Nuova Zelanda. Il mio gufo mi guarda mentre corro tra le file di alberi con una vanga e un sacco dell’immondizia con dentro un milione di dollari inbanconote da cento. Anche lui è dotato di occhiali per la visione notturna, ma incorporati. Il gufo sa tutto.
Viola ha quattordici anni, vive in una fattoria della Nuova Zelanda con i suoi genitori e soffre di una rara malattia che non le permette l’esposizione diretta ai raggi del sole. Dorme di giorno e vive di notte, studia, legge, naviga in internet e dà una mano a suo padre nella fattoria e con gli animali, ma la sua grande passione è suonare la viola, con cui si esercita costantemente sotto la guida della madre. Il suo posto preferito è il bosco dietro casa che conosce meglio delle sue tasche, gli animali che lo popolano sono i suoi migliori amici, come il gufo appollaiato sull’albero che è diventato il suo migliore amico. La sua routine viene spezzata una sera quando, in una delle sue solite passeggiate, assiste a qualcosa a cui non doveva essere testimone.

Devo ammettere che non volevo recensire questo libro, proprio no, perchè sapevo che ne sarebbe uscito fuori qualcosa di piuttosto breve e inutile, quindi volevo evitare. Inoltre non mi piace parlare male – malissimo - dei libri che non mi sono piaciuti (è una sofferenza fisica e mentale), ma alla fine ho cambiato idea perché a) in rete ho trovato diversi pareri positivi e mi sento come l’alieno superstite all’invasione del  suo pianeta da parte di altri alieni superstiti all’invasione del proprio pianeta (ovvero abbastanza confusa e senza punti di riferimento), e b) semplicemente, volevo sapere cosa ne pensate voi, anche se non l’avete letto.
Penso si sia capito che L’arte ingannevole del gufo non-mi-è-piaciuto-per-niente. Da quando l’ho finito, ho solo una cosa in mente: perché? A mia discolpa, posso dire di essere stata ingannata dal gufo dalla media e da alcune recensioni positive su Goodreads.
Da quello che ho capito, sviscerando per bene la storia e spogliandola di ogni suo aspetto superfluo, l’intento dell’autrice era quello di voler parlare di una malattia particolare, sconosciuta alla stra-grande maggioranza della popolazione e che ne colpisce solo un numero estremamente ridotto: la xeroderma pigmentoso. Apprezzo il suo interesse e impegno nel voler parlare di questa malattia, ma c’era proprio bisogno di scriverci su un libro come questo? Sono 160 pagine, a mio avviso, completamente inutili e infarcite di una sottotrama che si può definire più o meno thriller che però scivola addosso, non fa presa, si risolve velocemente e… non ha davvero senso, a dirla tutta. Escludendo questa parte, che mi sento di definire neanche il punto fondamentale delle vicende, rimane la vita di Viola. Avrei potuto trovare interessante leggere del modo in cui questa ragazzina conduce la sua vita - dormendo di giorno e svolgendo tutte le sue attività di notte, trascorrendo il suo tempo libero nel bosco dietro casa e avendo come migliori amici i suoi abitanti animaletti –, e in minima parte è stato così, ma di nuovo: c’era bisogno di scriverci su un libro infarcendolo di questa trama… pseudo-thriller? Purtroppo non sono riuscita nemmeno a sentirmi vicino a Viola e a nessuno degli altri personaggi – i suoi genitori -, troppo freddi e, appunto, solo personaggi: sebbene abbiano delle caratteristiche piuttosto interessanti, non riescono ad appropriarsene in modo completo e a non rimanere semplicemente delle parole su una pagina.
Lo stile dell’autrice è scorrevole, sì, ma l’ho odiato: non sono rare le occasioni in cui, attraverso la voce di Viola, sembra fare sfoggio delle sue conoscenze negli ambiti più disparati, tra i quali musica, genetica, pastorizia, economia… Ella West, so chi è Mendel e so cos’ha fatto, so cosa si fa nelle fattorie e il ruolo svolto da ogni singolo animale, non c’è bisogno che me lo dica tu, soprattutto con quel tono da sapientona.
Ripeto: mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere Viola e leggere la sua storia, capire di più della malattia di cui soffre e di cosa comporta a livello personale, cosa ne pensa una ragazzina della sua età e come si rapporta con il mondo che la circonda. Strutturata in tutt’altro modo, la storia di Viola avrebbe potuto colpirmi, e tanto, insegnandomi che il mondo si può vivere in mille altri modi diversi da quello che conosco e che soffrire di una malattia, più o meno rara, non impedisce a nessuna persona di vivere. Pensata così… è un grande, grosso e sonoro no.
Però posso trovare due cose che mi sono piaciute: l’ambientazione in Nuova Zelanda e… no scherzo, è solo una. Ah, no! L’altro aspetto positivo di questo libro è che conta solo 160: un’ora e mezza di lettura e addio.

★ ☆ ☆ ☆ ☆
Yuck. >.<

martedì 22 luglio 2014

BOOKS IN THE WORLD #27: Vanishing Girls di Lauren Oliver, Fire & Flood di Victoria Scott, Isla and the Happily Ever After di Stephanie Perkins

Buonasera a tutti :)
Poco fa mi sono ricordata che è martedì (sì, sono quel tipo di persona che in vacanza si dimentica che giorno è), quindi *molto velocemente* mi sono messa a preparare un nuovo post per BOOKS IN THE WORLD. Ultimamente ho scoperto mille-milioni di nuovi libri interessanti, e piano piano spero di poterveli presentare tutti. Per questa volta ho scelto questi tre, spero possano ispirarvi in qualche modo. :D

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Books in the world è una rubrica in cui parlerò dei libri pubblicati in altri paesi che però non sono ancora stati tradotti da noi. Vi illustrerò le trame dei libri che mi hanno colpito di più e, perchè no, se il titolo vi interessa particolarmente potrei anche leggerlo e recensirlo per voi in attesa di una traduzione italiana.
Le trame sono interamente tradotte da me.
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Vanishing Girls
di Lauren Oliver
Dara e Nick erano inseparabili, ma questo succedeva prima dell’incidente che ha lasciato il bel volto di Dara sfregiato e le due sorelle completamente estraniate. Quando Dara scompare il giorno del suo compleanno, Nick pensa che Dara stia solo giocando. Ma anche un’altra ragazzina, Madeline Snow di nove anni, è scomparsa, e Nick diventa sempre più convinta che le due scomparse siano collegate. Ora Nick deve trovare sua sorella, prima che sia troppo tardi.








Fire & Flood
di Victoria Scott
Il tempo sta scivolando via… Tella Holloway lo sta perdendo. Suo fratello è malato e quando una dozzina di dottori non riescono a capire cosa ci sia di sbagliato, i suoi genitori decidono di trasferirsi nel Montana per l’aria fresca. Ha perso i suoi amici, i suoi genitori la stanno facendo impazzire, suo fratello sta morendo e lei non può fare niente per cambiare nulla. Fino a quando riceve delle istruzioni misteriose su come diventare una Contendente nella Brimstone Bleed. E’ un’epica gara attraverso la giungla, il deserto, l’oceano e le montagne che potrebbe farle vincere il premio che desidera disperatamente: la Cura per la malattia di suo fratello. Ma tutti i Contendenti vogliono la Cura per le persone che amano, e non c’è la garanzia che Tella (o ognuno di loro) possa sopravvivere alla gara. La giungla è terrificante, l’orologio sta ticchettando, e Tella sa che non può fare affidamento sulle alleanze che stringe. E una grande domanda salta fuori: perchè si sono ammalate così tante persone, innanzitutto?

Isla and the Happily Ever After
di Stephanie Perkins
Dalle scintillanti strade di Manhattan ai tetti illuminati dalla luna di Parigi, innamorarsi è facile per la sognatrice senza speranza Isla e l’artista introspettivo Josh. Ma quando iniziano il loro ultimo anno in Francia, Isla e Josh sono costretti a confrontarsi alla svelta con la realtà spacca-cuore che il lieto fine non sono sempre per sempre. Il loro viaggio romantico è abilmente intrecciato a quello di Anna e Etienne, e Lola e Cricket, i cui cammini sono destinati ad incrociarsi in un impetuoso finale che soddisferà i nuovi e i vecchi fan.









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Il primo titolo è il nuovo libro di Lauren Oliver e non vedo l'ora di poterlo leggere insieme a Panic e a Rooms. *w* Sto pregando in tutte le lingue del mondo che la Piemme continui a pubblicare le opere di questa bravissima autrice ma, se così non fosse, credo di dovermi buttare sulla lettura in lingua. Intanto aspetto un altro po', non è mai detto. Il libro dovrebbe uscire l'anno prossimo e, in una recente intervista, ho letto che la Oliver ha in mente altri progetti da sviluppare e portare avanti questa estate. Che dire: Lauren, rendimi felice e scrivi tutti i libri che vuoi!
Il secondo titolo è Fire & Flood di Virginia Scott. Conosco questa autrice solo di nome (infatti non so proprio che altri libri abbia scritto D:), ma questo libro mi ispira alla follia. Ho letto che è un mix tra Hunger Games e i Pokémon, e io adoro i Pokémon *--* non so in che modo possano entrar a far parte della storia (ovviamente non mi aspetto Pikachu e compagni sbucare tra la pagine - anche se sarebbe fighissimo) ma sono molto, molto curiosa. Il libro è uscito a Febbraio e il secondo, Salt & Stone, uscirà l'anno prossimo.
Il terzo ed ultimo libro è il terzo ed ultimo libro della serie della magnifica Stephanie Perkins!! *--* Non vedo l'ora di poterlo leggere perchè ho A M A T O le storie di Anna e Lola e D E V O conoscere anche quella di Isla. Ho già il batticuore. *O* E poi Etienne... Cricket... *sospira* Manca meno di un mese. u.u
Anche questa volta è davvero tutto, fatemi sapere cosa pensate di questi titoli. :D HAVE A NICE EVENING!

sabato 19 luglio 2014

RECENSIONE: Non è estate senza te e Per noi sarà sempre estate di Jenny Han

Salve-salvino c:

Mio fratello è stato così gentile da prestarmi - di nuovo - il piccì una manciata di ore per scrivere qualcosina. Ho frugato letteralmente tra le recensioni in arretrato e ho scelto di scriverne una doppia per i volumi conclusivi della Summer Trilogy. Delle trame ho detto pochissimo, ma mi è stato impossibile scrivere senza accennare a due dei fatti più rilevanti che succedono nei libri. Non so quanto si possano definire spoiler dal momento che già nelle prime pagine saltano fuori, ma io vi avverto lo stesso. °-°

Non è estate senza te
It’s not summer without you di Jenny Han

Editore: Piemme Freeway (3 Giugno 2014)
Pagine: 318
Prezzo: € 12.00
Belly ha sempre contato ogni singolo giorno che la separava dall'estate, cioè da Conrad e Jeremiah. Ma non quest'anno. Perché Susannah è di nuovo molto malata e Jeremiah ha smesso di curarsene. Tutto quello che nella vita di Belly era bello e giusto sta crollando e lei vuole solo che quell'inverno non finisca mai. Poi però arriva una telefonata che cambia tutto di nuovo: Conrad è scomparso. 







Per noi sarà sempre estate
We’ll always have summer di Jenny Han

Editore: Piemme Freeway (24 Giungo 2014)
Pagine: 347
Prezzo: € 12.00
Sono passati due anni da quando Conrad ha detto a Belly di mettersi con suo fratello. Da allora, lei e Jeremiah sono stati inseparabili. Ma la loro relazione non è felice come dovrebbe. Infatti, quando Jeremiah commette il peggiore errore che un ragazzo può commettere, Belly è costretta a chiedersi se quello sia davvero il grande amore. Davvero Jeremiah è il ragazzo giusto? Davvero lei ha smesso di amare Conrad?

My rolling thought
Io ho sempre amato soltanto due ragazzi, entrambi con il cognome Fisher. Conrad è stato il primo, e l'ho amato come lo si può fare solamente la prima volta. Poi c'è stato Jeremiah. I miei due grandi amori.
Non è estate senza te e Per noi sarà sempre estate sono rispettivamente il secondo e il terzo volume della trilogia di Jenny Han iniziata con L’estate nei tuoi occhi che racconta la storia di Belly e dei due fratelli Conrad e Jeremiah. Il primo volume, con tutti i difetti del mondo, era riuscito in qualche modo a piacermi/intrattenermi e a convincermi a leggere i seguiti grazie alla sua leggerezza e scorrevolezza, con la promessa di trovare una Belly più matura e consapevole di ciò che vuole e di ciò che fa. Purtroppo Belly è rimasto il mio più grande problema e la storia non si evolve in un particolare modo da farle assumere un certo spessore, rimanendo sempre in bilico tra il passabile e lo sconcertante.

Non è estate senza te credo si possa definire una grande delusione. Nonostante la piega drammatica presa dalla storia nel volume precedente, qui viene dedicato pochissimo all’intera faccenda e tutto - tutto! - diventa il pretesto per mettere di nuovo in scena i drammi di Belly. Ci sono davvero davvero tanti tanti argomenti che Jenny Han lancia per cercare di far riflettere sull’argomento dolore e perdita, ma ho trovato tutto - tutto! - minimizzato e, in un certo senso, anche ridicolizzato rispetto alle questioni d’amore tra Belly, Conrad e Jeremiah. So che questa trilogia si presenta essenzialmente come lettura da spiaggia, da estate, da mare, da vacanza… che parla d’amore, del primo amore, dei problemi di cuore… (odio le etichette) ma non è detto che una lettura del genere non possa acquisire spessore ed elevarsi a qualcosina in più. In poche parole, il tira e molla tra Belly e i due fratelli dopo un po’ annoia. Tutti e tre si atteggiano da adulti e si immischiano in situazioni più grandi di loro: è ammirevole, da una lato, ma ci sono altri modi per far sentire la propria voce in modo più convincente senza portare all’esasperazione chi ti circonda. La lettura rimane comunque semplice e veloce, i capitoli sono sempre brevi e, per fortuna, i numerosi flashback che confondevano nel primo libro, qui, sono molti ma molti di meno. Una novità introdotta in questo secondo libro è il punto di vista di Jeremiah: pochi capitoletti, comunque, che non riescono a far spiccare bene il suo personaggio e che continua a ricordarmi l’assistente di un clown. Non è estate senza te non mi ha convinto per niente: fin dall’inizio ho pensato che il titolo si riferisse a Susannah, ma ora ho i miei dubbi…

Ciò che mi ha spinto a leggere Per noi sarà sempre estate è stato questo: i finali della Han che ti mettono la pulce nell’orecchio. Non sapevo proprio cosa aspettarmi da questo terzo ed ultimo volume dopo la delusione del secondo, ormai consapevole di dover mettere da parte tutte le mie speranze per quanto riguarda la crescita di Belly. Ora, a serie finita, posso dire che non è stata una bruttissima lettura come è stata quella del suo predecessore, anzi: è riuscito ad intrattenermi come era successo con L’estate nei tuoi occhi. Ciò che mi ha divertito di più è stato leggere di Belly andare fuori di testa per l’organizzazione del suo matrimonio. Sì, matrimonio. Sì, suo. Sì, mi sono divertita. Sì, è assurdo associare “Belly” e “matrimonio”. Comunque, questo è ciò che ha fatto Jenny Han. Ogni tanto si inciampa in discorsi senza senso e crisi isteriche, ma, rispetto a Non è estate senza te, non si avverte il desiderio di farla finita dopo una manciata di capitoli e sotterrare il libro sotto la sabbia. Quello che non mi è affatto piaciuto è stato il cambio di direzione troppo netto e troppo imprevisto preso dai personaggi nella loro caratterizzazione: Jeremiah diventa improvvisamente un ragazzo pigro e intollerabile, Conrad il ragazzo perfetto, che si mette da parte e soffre in silenzio (come è stato per Jeremiah, qui vi sono alcuni capitoli dal punto di vista di Conrad). E’ come se Jenny Han volesse farci patteggiare a tutti i costi e definitivamente per uno e non per l’altro, che viene dipinto in modo completamente diverso da come è stato fino ad ora, forse per incontrare il favore dei lettori nel finale. Due parole sull’epilogo: fortunatamente è andato come doveva andare, e ringrazio Jennny Han per questo. Se avesse fatto in altro modo dopo tutte le torture psicologiche a cui mi ha sottoposto Belly, credo che l’avrei maledetta a vita.

Credo che definirei la mia avventura con questa serie abbastanza turbolenta. Alternando momenti di insofferenza assoluta a momenti piuttosto piacevoli, sono riuscita ad arrivare alla fine e, tutto sommato, non ne sono poi così scontenta. E’ innegabile il fatto che Jenny Han abbia scritto una trilogia semplice e scorrevole, perfetta per il periodo estivo, che può risultare anche piacevole se non la si prende con troppe pretese e aspettative. Di sicuro, se dovessi ritrovarmi a leggere di nuovo una storia del genere, credo che troncherei immediatamente la lettura. Di sicuro, continua ad ispirarmi l’altra sua serie, To all the boys I’ve loved before, che spero di leggere al più presto. La Han non scrive male, ma “di suo” ho odiato solo una cosa: Belly.

★ ★ ★ ☆ ☆ =
Good. :)
(Il voto intende la serie in generale)

lunedì 14 luglio 2014

RECENSIONE: La linea sottile di Denise Aronica

Buon (spero per voi, dal momento che io sto facendo l'ultimo esame per quest'estate e non-ce-la-faccio-più) giorno! :D
Prima che rompessi il caricatore del computer, sono riuscita a salvare e scrivere una recensione speciale, quella per La linea sottile di Denise (tutte le info le potete trovare QUI, sul suo blog da autrice) che *se ve lo siete dimenticato* *i hope not* ESCE OGGI. *onda+coro da stadio* Non saprei cos'altro dirvi, quindi ENJOY! c:

La linea sottile
di Denise Aronica

Editore: Autopubblicato (14 Luglio 2014)
Pagine: 222
Prezzo: € 2.99 (ebook) / € 13.00 circa (cartaceo)
Quando Beth torna dal college per l’estate nella piccola cittadina di Queen’s Creek, in Arizona, non sa che la sua vita sta cambiare. Senza rendersi conto di come o perché, si ritrova a passare attraverso uno specchio e finisce in un mondo apparentemente simile al suo, ma non del tutto identico. Nella realtà al di là dello specchio, infatti, la madre di Beth, morta suicida anni prima, è viva e vegeta e le appare davanti canticchiando mentre si appresta a fare il bucato. Anche suo fratello maggiore, Joe, scomparso da mesi, si aggira per casa in tutta tranquillità e la sua sorellina più piccola, Amy, da tempo ricoverata in una clinica psichiatrica, sembra stare alla grande. Beth scopre che qualsiasi specchio diventa una porta, sotto le dita di chi, come lei, possiede il Dono. E che attraverso quella porta si può avere accesso a infinite possibilità. Infiniti mondi alternativi. Assieme al suo amico immaginario, Peter, e alla sua migliore amica, Charlie, Beth scoprirà la verità sulla sua famiglia e verrà coinvolta in un qualcosa che si rivelerà essere più grande di lei. Qualcosa che potrebbe mandare in frantumi la sua vita. Riuscirà a vegliare su coloro che ama e, allo stesso tempo, a fare la cosa giusta prima che sia troppo tardi?

My rolling thought
«Quanto mi piacerebbe poterti toccare davvero.»

La sua voce adesso è un sussurro. Riesco quasi a vedere il suo dolore che si intreccia con il mio, indissolubile. Non sono capace di distogliere lo sguardo.

«E’ come se lo stessi facendo» mormoro.

Abbassa lo sguardo e ritira la mano. Ho detto la cosa sbagliata?
«Non sto scherzando. Vorrei poterti toccare. Sul serio» il suo tono si è fatto più duro, sofferente. «Vorrei poter passare le dita tra I tuoi capelli sempre in disordine. Vorrei tenerti stretta quando ti viene da piangere. Vorrei prenderti per mano ogni volta che ne ho voglia.»

Quando una persona ti chiede di leggere il suo libro che sta per essere pubblicato - non per fartelo recensire, ma per sapere se ci sono errori, se c’è qualcosa che non va o da cambiare, per sentire cosa ne pensi - non puoi fare altro che sentirti speciale e onorato. Io mi sono sentita così quando Denise mi ha chiesto di leggere La linea sottile, speciale e onorata, ma anche consapevole di dover prendere questo compito con la massima serietà di cui sono capace. Quello che mi sono detta è stato: devi essere sincera fino in fondo, dare consigli utili a Denise, non devi farti piacere per forza ciò che ha scritto, perché non c’è nulla di sbagliato in questo e non potrai esserle d’aiuto in alcun modo. Lei lo capirà sicuramente.
Ho voluto iniziare così questa recensione perché, al di là di quanto io possa conoscere Denise e considerarla una mia amica, La linea sottile mi è piaciuto tanto. Man mano che andavo avanti, mi sono accorta che quello che stavo leggendo mi stava coinvolgendo parecchio, quindi, sempre cercando di mantenere fede al mio obiettivo, ho deciso di mettere da parte un po’ della serietà iniziale fino a ritrovarmi - lo ammetto - a fangirlare senza pudore e ritegno alcuno. Non so come sia successo, ma Denise è riuscita a farmi andare leggermente fuori di testa. Questa ovviamente è stata la mia reazione, non dico che debba succedere o che succederà anche a voi, ma se sarà così, beh, più che ottimo!
In non molte pagine, Denise è riuscita a dar vita ad una storia che sa farsi apprezzare con poco, semplice per quanto riguarda la sua linea, ma allo stesso tempo originale, raccontando di realtà alternative e mondi paralleli, anime che vagano senza pace e alla ricerca di qualcosa o qualcuno, personaggi interessanti con caratteristiche nuove e particolari.
La storia ha un bel ritmo e non si perde in chiacchiere inutili, i capitoli non sono molto lunghi, lo stile di Denise è semplice, sobrio e scorrevolissimo. Se a volte riuscivo a riconoscerla, in alcuni passaggi è stata fantastica ed è riuscita a farmi arrossire/emozionare. Più volte mi sono ritrovata a pensare “ma questo l’ha scritto davvero lei?!”. Tutti questi aspetti rendono La linea sottile una lettura veloce, che non appesantisce, ma non per questo superficiale o senza emozioni.
Le emozioni ci sono, e sono tante: emergono da un’ambientazione e un’atmosfera che sembra dipinta ricorrendo a migliaia di tonalità e sfumature di grigio, in cui i personaggi sono macchie in definizione che cercano di trovare il loro personale colore. Se dovessi usare un aggettivo per descriverli, oserei dire che sono veri in ogni loro aspetto. Sono personaggi che si sentono, che si avvertono, e non perché Denise utilizza poche parole per presentarli nelle loro caratteristiche fisiche e particolarità. Sono stata catturata dalla determinazione e coerenza di Beth, dall’allegria e positività di Charlie, dalla tenerezza di Amy e, oh beh, dalla sconfinata dolcezza di Peter (lui è la mia nuova BOOK BOY CRUSH. Cavolo, me ne sono innamorata). L’unico che ho odiato con tutto il cuore è stato Joe, ma non per colpa di Denise, più per una questione personale.
Il finale mi ha lasciato con l’amaro in bocca perché tutto si conclude nel bel mezzo delle vicende. Nel momento in cui ho girato l’ultima pagina virtuale e mi sono ritrovata il nulla davanti, ho odiato tantissimo Denise, per questo motivo deve darsi una mossa a scrivere il seguito, da cui mi aspetto tantissimo. Ne La linea sottile è rimasta fuori una grande fetta della storia, quella che completa e che può far alzare il livello del libro; credo che questa sia una delle più grandi sfide che lei debba affrontare, e io spero che riesca a farlo al meglio e nel modo più giusto. Ho già in mente un paio di teorie di come potrebbero andare le cose alla fine, e mi spaventano tutte una più dell’altra.
Mi sento di concludere tutto ciò consigliandovi la lettura del libro per dei semplice motivi: ho imparato che le storie sono pezzi di qualcuno che avvertono il bisogno di essere lette per non andare perse, che sentono la necessità di venire alla luce perché se rimangono nascoste nel buio di un cassetto marciscono. La linea sottile è una storia che vuole semplicemente essere letta, perché ha deciso di non rimanere un sogno nel cassetto. Sicuramente Denise può migliorare, sicuramente ha le carte in regola per farlo, sicuramente La linea sottile non è un romanzo perfetto o il romanzo dell’anno, ma essendo questo il suo primo lavoro, io non ci vedo proprio nulla di negativo.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

venerdì 11 luglio 2014

TAG TIME #3: Zombie Apocalypse

Good evening :D
Ho una bella notizia da darvi: ho rotto il caricatore del piccì. *checulo* L’altro ieri vi avevo detto che ieri avrei risposto ai vostri commenti e, beh, non ho potuto farlo. “-.- Ho ordinato il nuovo caricatore e non so quando arriverà, intanto ho rubacchiato il piccì di mio fratello per fare questo tag fighissimo scoperto sul blog di Ilenia (Libri di cristallo), ma non so chi l'ha ideato. Mio fratello ha collaborato nella pesca e nella scelta dei nomi (ha detto che dal momento che il piccì è suo, doveva contribuire in qualche modo nella realizzazione del post), io ho aperto le pagine a caso.


ZOMBIE APOCALYPSE
Scrivete cinque titoli di libri in altrettanti foglietti ed estraeteli a turno. Ogni libro può essere estratto massimo due volte, dopodiché va tolto dalla lista. Per scoprire quale personaggio si deve utilizzare, aprite una pagina a caso e scegliete il primo nome che appare.

  • SHATTER ME di Tahereh Mafi
  • DIVERGENT di Veronica Roth
  • CITTA’ DI OSSA di Cassandra Clare
  • UNDER THE NEVER SKY di Veronica Rossi
  • IL TRONO DI GHIACCIO di Sarah J. Maas
Questi sono alcuni tra i miei libri preferiti e li ho scelti appositamente perchè… dai, su, ve lo devo proprio dire? Tutti i personaggi mi farebbero comodo durante un’apocalisse di zombie. è-è *che furba*

SE VUOI SOPRAVVIVERE,
NON FAR PARTE DEL MIO TEAM
.
La prima persona a morire
DIVERGENT » Tris
Veronica Ops, scusa Tris… non era mia intenzione.

La prima persona che tradirai per scappare dagli zombie
UNDER THE NEVER SKY » Perry
Nooo, Perry, nooo. Io non ti tradirei mai. MAI!



La prima persona a diventare uno zombie
CITTA’ DI OSSA » Jace
Veronica Ha ha, in qualche modo ce lo vedo, voi no? Jace-Zombie. Anche se mi sarebbe più utile nel team. v-v

La prima persona che ti tradirà per scappare dagli zombie
UNDER THE NEVER SKY » Aria
Io tradisco Perry, lei tradisce me. Mi sembra giusto. è-é

L'idiota del team
DIVERGENT » Al
Veronica Povero, povero Al, perdonami.

Il cervello del team
IL TRONO DI GHIACCIO » Celaena
GO, Celaena, GO! La migliore assassina nel regno di Adarlan è la mente del MIO team!

Il medico del team
CITTA’ DI OSSA » Clary
Beh, ci sta, dai. Benvenuta Clary! Ora fai lavorare il cervello e sforna qualche runa utile. è_é

L'esperto di armi
IL TRONO DI GHIACCIO » Chaol
Capitano delle Guardie Chaol Westfall, poteva uscire fuori di meglio? *w*

L’attaccabrighe
SHATTER ME » Juliette
Non ce la vedo proprio Juliette come attaccabrighe. o.ò

Il capitano del team
SHATTER ME » Warner
Devo proprio commentare?! *O* Warner, ti seguirei ovunque.

• • 

Ricapitolando, il mio team è composto da: WARNER (capitano), CHAOL (esperto d’armi), CELAENA (cervello), CLARY (medico), JULIETTE (attaccabrighe) AL (l’idiota). Mentre dovrò dire addio a: Perry e Aria, Tris e Jace. Non è un team fighissimo?! u.ù Ho altissime probabilità di sopravvivenza.
Se avete fatto o farete anche voi questo tag lasciatemi le vostre risposte perchè lo adoro. *c* A presto, spero.