sabato 15 novembre 2014

RECENSIONE: Magisterium. L'anno di ferro di Holly Black & Cassandra Clare

HELLO, HELLO, HELLO.
Vi scoccio anche il sabato pomeriggio, ma devo, perché sì. Questo è un evento più unico che raro, la recensione di un libro che ho finito di leggere solo questa mattina. Non credo di aver mai scritto una recensione dopo così poco tempo. o.ò E’ lunga, lo so benissimo, e questa volta non mi scuso *scusatemi* perché volevo dirle davvero tutte queste cose. Però voglio scusarmi per aver tirato in ballo un’altra serie e un’altra autrice: sono la prima che odia fare i paragoni, ma questa volta mi è stato impossibile. Comunque, scrivetemi tutto quello che vi passa per la testa nei commenti senza paura, cerchiamo di dare vita ad una sana discussione su The Iron Trial. c:

Magisterium. L’anno di ferro
The Iron Trial di Holly Black & Cassandra Clare

Editore: Mondadori (4 Novembre 2014)
Pagine: 319
Prezzo: € 17.00
Quando raggiunge la grotta in cima al ghiacciaio, Alastair capisce subito che il Nemico l'ha preceduto. Sua moglie Sarah è stata uccisa, come gli altri maghi lì rifugiati. Solo il debole vagito di un neonato lo rincuora: suo figlio Callum, seminascosto accanto al cadavere della madre, è ancora vivo. Ma quando Alastair lo prende fra le braccia, le terribili parole incise nel ghiaccio da Sarah prima di morire lo fanno inorridire... Dodici anni dopo, quando Call viene ammesso al Magisterium, la prestigiosa accademia riservata ai ragazzi dotati di talento magico, suo padre è contrario: sin dalla più tenera età ha insegnato al figlio a diffidare della magia. E ora Rufus, il magister più anziano della scuola, lo ha ammesso all'Anno di Ferro, il primo del Magisterium. Call non può sottrarsi al suo destino. La magia scorre, in certe famiglie. Ma sul destino di Call incombe fin dalla nascita l'artiglio del Nemico.

My rolling thought
Il fuoco vuole ardere, l’acqua vuole scorrere, l’aria vuol levarsi, la terra vuole avvincere, il caos vuol divorare.
Non so se vi rendete conto dell’effetto che ha avuto su di me questa semplice addizione: Holly Black + Cassandra Clare = The Iron Trial. Amo le storie di magia, adoro le scuole di magia, e ammiro Holly Black e Cassandra Clare: un libro che riunisce tutto ciò deve essere per forza fantastico sopra ogni cosa. Fin da quando è stata data la notizia, di conseguenza, il mio unico pensiero è stato “devo-leggere-questo-libro-devo-leggere-questo-libro-devo-leggere-questo-libro-devo-leggere-questo-libro”, e scommetto che non è stato solo il mio.
Poco prima di iniziare a leggere L'anno di ferro, mi sono imbattuta in alcuni pareri che sottolineavano la forte somiglianza con la serie della Rowling. Mi sono detta, in tutta onestà, che forse si stava esagerando perché è il genere che vuole determinate caratteristiche, l’originalità di un autore risiede nel modo in cui la sua creatività gli permette di dare vita ad uno sviluppo del tutto nuovo e personale delle vicende. Capisco che sia inevitabile per la mente operare continui paragoni con quei libri che non sono tanto iniziatori, ma che ridanno nuova vita ad un genere, ma secondo me tutto dipende da come ci si vuole approcciare.
Per quanto mi riguarda, mi sono avvicinata a L’anno di ferro con una mente libera da ogni pregiudizio perché volevo con tutta me stessa leggere un libro grandioso e farmi sbalordire da queste due autrici. Quello che ho letto, con tutti i difetti, mi è piaciuto abbastanza, l’unico grande no è stato il finale.
L’inizio della storia mi ha subito incuriosita, con il suo prologo sanguinolento, agghiacciante ed enigmatico, e sicuramente ha sortito in me l’effetto di volerne sapere di più, di voler conoscere il vero significato dietro il messaggio che viene lanciato fin dalle primissime pagine. Sapevo di dovermi aspettare qualcosa di assolutamente non convenzionale da queste due autrici, e così è stato. Mi è piaciuto, sì, ma sarei rimasta colpita ancor di più se non mi fossi rovinata la sorpresa da sola (non parlo di spoiler, è che a volte la mia mente lavora più di quel che vorrei).
Non voglio accennare alla storia né a nessuna parte di essa, quindi permettetemi di elencare una serie di elementi del libro che non ho trovato molto convincenti ma su cui tutto sommato si potrebbe sorvolare considerando che L’anno di ferro è il primo della serie e il primo lavoro a quattro mani della Black e della Clare, ma che in considerazione del finale - e del fatto che sicuramente non sono due autrici alla loro prima esperienza - porterebbero a pensare che si siano fatte prendere un po’ troppo la mano.
Il primo difetto del libro è che la storia è costruita male, e parlo di ritmo della storia. Dopo le prime cinquanta pagine, ce ne sono un centinaio tanto, tanto noiose. Mi sembrava non finissero più, che sarei rimasta sepolta per sempre sotto una montagna di sabbia dai granelli di quattro sfumature diverse. Per fortuna poi la situazione ingrana, e catapulta direttamente verso le pagine finali, in cui si concentrano tutti i misteri.
Un’altro aspetto negativo è che la mia mente non è riuscita a riordinare in modo coerente e logico tutto quello che stavo leggendo per la carenza di spiegazioni e descrizioni. Sono del parere che un mondo magico senza descrizioni perda tantissimo: non ho avvertito la magia né il senso di stupore che dovrebbe derivarne; non sono riuscita ad afferrare correttamente il modo in cui opera la magia perché tutto rimane su un piano pratico e per niente teorico, quasi “campato in aria”, e le poche lezioni a cui si accenna vengono del tutto saltate; capisco che il Magisterium sia un intricato labirinto di cunicoli, ma quei pochi luoghi di cui ci viene detto mi sono rimasti per lo più anonimi.
I personaggi non mi hanno ricordato per niente quelli della Rowling: non ho ritrovato nessun Harry, nessun Ron, nessuna Hermione, nessun Silente, e potrei continuare all’infinito elencandoli tutti, uno per uno. Per darvi un esempio, Callum è l’anti-eroe per eccellenza: non vuole essere un mago, non vuole entrare nel Magisterium, è un personaggio negativo e sicuramente a-tipico. C’è il Magister e gli altri Magistri, il compagno odioso, quella gentile e simpatica, e il compagno più grande, il Nemico da affrontare e il suo gruppo di adepti/creature, ma mi è parso tutto nella norma. Nella norma mi sono parse anche le tematiche di cui si parla (Bene contro Male, Vita contro Morte), che fanno parte della storia dell’Umanità fin dal suo principio.
Poi c’è il finale. Non credo di poter accettare un finale del genere e al momento non voglio costringermi a farlo. Ora come ora sono abbastanza delusa da questa non-trovata, però ho una gran curiosità di leggere almeno il secondo libro della serie per capire quali sono le reali intenzioni di queste due donne, cosa frulla nella loro testolina. Sono disposta a dare loro un’altra opportunità, ma questa volta dovranno essere capaci di stupirmi il doppio e farmi ammettere “Veronica, non hai capito un emerito cavolfiore”. Perché nonostante i difetti di cui ho parlato, ripeto, la storia mi stava piacendo.
Ora come non mai, non fate affidamento sul mio voto finale perché è puramente indicativo. Non mi sento di sconsigliare L’anno di ferro purché non siate i primi a volerlo leggere con l’occhio di chi vuole solo trovarvi una copia di Harry Potter. A questo punto, vi consiglio di non leggerlo, sul serio, e non è un attacco. Semplicemente, troverete solo del materiale da criticare gratuitamente.

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)

14 commenti:

  1. Perfetto ♥ Ormai ho smesso di cercare un romanzo che ricordi Harry Potter XD diciamo che mi sono arresa tanto tempo fa :P Ma una storia come questa -che sia come HP o no- sembra davvero particolare ^^

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    1. La storia è particolare e sicuramente interessante e originale c: peccato davvero per la fine, ma ripongo fiducia nei seguiti. Te lo consiglio!

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    1. Ha ha, mi spiace ma capisco perfettamente! ^^" Se ti capita tra le mani però prova a leggerlo, anche solo per darti ragione, tanto si legge in fretta dopo la prima parte.

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  3. Bella recensione, molto accurata, adoro leggere tutti i tuoi pensieri.
    Come ho già commentato in altre recensioni, io non credo avrò grossi problemi con il finale perché di HP ho letto solo il primo. E la storia sicuramente mi incuriosisce, in teoria dovrebbe arrivarmi la settimana prossima, vedremo come andrà :)

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    1. Sì ma tu non puoi leggerlo prima di aver letto TUTTI i libri di Harry Potter.
      Se lo fai, non ti parlo più. è-è

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    1. Beh, diciamo meglio così... allora. c;

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  5. Ormai adoro leggere le recensioni di questo libro, nonstante arrivate tutte alla stessa conclusione mi fate morire XD
    Nonostante ciò continuo a pensare che possa essere carino... io ho letto solo il primo libro di HP, anche se ho visto i film, ma spero che i seguiti cambino direzione e diventino più movimentati e "sorprendenti"!

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    1. Certamente, non posso negare che mi sia piaciuto - finale a parte e dettagli trascurati - ^w^ quindi non lo sconsiglio di certo, anzi! Leggete, leggete. e-e
      Il fatto che tutti arriviamo alla stessa conclusione non so se mi fa più piacere o paura: pensiamo tutti con una sola testa?? O è così palese quello che hanno "architettato"???

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  6. non ho letto il libro, ma quando il finale delude è proprio brutto

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    1. Già, è la cosa peggiore che possa capitare. :/ Confido nei successivi, però!

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  7. Complimenti per la recensione! :)
    Ho comunque intenzione di leggerlo, ma pian piano sto abbassando le mie aspettative :)

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    1. Grazie mille. >_<
      Assolutamente sì, un lettore non leggerà mai lo stesso libro nello stesso modo in cui l'ha letto un altro, quindi fai benissimo. :D

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡