venerdì 25 luglio 2014

RECENSIONE: L'arte ingannevole del gufo di Ella West

Buon fine-pomeriggio a tutti c:
Finalmente ho un nuovo caricatore e il computer è ritornato in vita. *screams of joy*
Mi sono accorta che non vi ho ancora chiesto: come state trascorrendo queste vacanze? State leggendo? Tanto, poco? Belle letture, letture un po' meh? Per la serie "brutte letture", oggi vi parlo di un libro che non mi è piaciuto per niente. c.c Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va, perchè è stata una lettura che non ho tollerato per niente. *si scusa per la durezza delle parole, ma non l'ha proprio sopportato*

L’arte ingannevole del gufo
Night Vision di Ella West

Editore: Giunti (14 Maggio 2014)
Pagine: 160
Prezzo: € 12.00
Tutte le sere, dopo il tramonto, Viola si addentra nel bosco dietro casa. La grave malattia di cui soffre le impedisce di esporsi anche al minimo raggio di sole. Così, quando i suoi compagni sono impegnati con la scuola, lei dorme o sta in casa a suonare, e quando loro vanno a dormire, lei passeggia libera tra gli alberi del suo bosco, in compagnia del buio e di tutti gli animali che lo popolano. Una sera, però, sul sentiero sterrato da cui non passa anima viva, scorge un'auto: un ragazzo tira fuori un corpo pesante dal bagagliaio e lo trascina sul sedile di guida, prima di dare fuoco alla macchina. Poi seppellisce qualcosa nel terreno vicino. Sei alberi dal ciglio della strada: per Viola è facilissimo ritrovare il punto in cui quel tizio ha scavato la buca... e dare inizio alla sua personale, pericolosa indagine. Che cosa ci fanno tanti soldi sepolti nel bosco? E quel ragazzo è forse un assassino? Tornerà a cercarla?

My rolling thought
Il mio gufo è appollaiato sul ramo di un albero, in alto. Vedo i suoi occhi. Con gli occhiali per la visione notturna, sono diversi da quelli di un opossum. Non è veramente il mio gufo, ma lo vedo quasi tutte le sere e quindi è come se fosse mio, il mio guardiano notturno. È un morepork, un gufo originario della Nuova Zelanda. Il mio gufo mi guarda mentre corro tra le file di alberi con una vanga e un sacco dell’immondizia con dentro un milione di dollari inbanconote da cento. Anche lui è dotato di occhiali per la visione notturna, ma incorporati. Il gufo sa tutto.
Viola ha quattordici anni, vive in una fattoria della Nuova Zelanda con i suoi genitori e soffre di una rara malattia che non le permette l’esposizione diretta ai raggi del sole. Dorme di giorno e vive di notte, studia, legge, naviga in internet e dà una mano a suo padre nella fattoria e con gli animali, ma la sua grande passione è suonare la viola, con cui si esercita costantemente sotto la guida della madre. Il suo posto preferito è il bosco dietro casa che conosce meglio delle sue tasche, gli animali che lo popolano sono i suoi migliori amici, come il gufo appollaiato sull’albero che è diventato il suo migliore amico. La sua routine viene spezzata una sera quando, in una delle sue solite passeggiate, assiste a qualcosa a cui non doveva essere testimone.

Devo ammettere che non volevo recensire questo libro, proprio no, perchè sapevo che ne sarebbe uscito fuori qualcosa di piuttosto breve e inutile, quindi volevo evitare. Inoltre non mi piace parlare male – malissimo - dei libri che non mi sono piaciuti (è una sofferenza fisica e mentale), ma alla fine ho cambiato idea perché a) in rete ho trovato diversi pareri positivi e mi sento come l’alieno superstite all’invasione del  suo pianeta da parte di altri alieni superstiti all’invasione del proprio pianeta (ovvero abbastanza confusa e senza punti di riferimento), e b) semplicemente, volevo sapere cosa ne pensate voi, anche se non l’avete letto.
Penso si sia capito che L’arte ingannevole del gufo non-mi-è-piaciuto-per-niente. Da quando l’ho finito, ho solo una cosa in mente: perché? A mia discolpa, posso dire di essere stata ingannata dal gufo dalla media e da alcune recensioni positive su Goodreads.
Da quello che ho capito, sviscerando per bene la storia e spogliandola di ogni suo aspetto superfluo, l’intento dell’autrice era quello di voler parlare di una malattia particolare, sconosciuta alla stra-grande maggioranza della popolazione e che ne colpisce solo un numero estremamente ridotto: la xeroderma pigmentoso. Apprezzo il suo interesse e impegno nel voler parlare di questa malattia, ma c’era proprio bisogno di scriverci su un libro come questo? Sono 160 pagine, a mio avviso, completamente inutili e infarcite di una sottotrama che si può definire più o meno thriller che però scivola addosso, non fa presa, si risolve velocemente e… non ha davvero senso, a dirla tutta. Escludendo questa parte, che mi sento di definire neanche il punto fondamentale delle vicende, rimane la vita di Viola. Avrei potuto trovare interessante leggere del modo in cui questa ragazzina conduce la sua vita - dormendo di giorno e svolgendo tutte le sue attività di notte, trascorrendo il suo tempo libero nel bosco dietro casa e avendo come migliori amici i suoi abitanti animaletti –, e in minima parte è stato così, ma di nuovo: c’era bisogno di scriverci su un libro infarcendolo di questa trama… pseudo-thriller? Purtroppo non sono riuscita nemmeno a sentirmi vicino a Viola e a nessuno degli altri personaggi – i suoi genitori -, troppo freddi e, appunto, solo personaggi: sebbene abbiano delle caratteristiche piuttosto interessanti, non riescono ad appropriarsene in modo completo e a non rimanere semplicemente delle parole su una pagina.
Lo stile dell’autrice è scorrevole, sì, ma l’ho odiato: non sono rare le occasioni in cui, attraverso la voce di Viola, sembra fare sfoggio delle sue conoscenze negli ambiti più disparati, tra i quali musica, genetica, pastorizia, economia… Ella West, so chi è Mendel e so cos’ha fatto, so cosa si fa nelle fattorie e il ruolo svolto da ogni singolo animale, non c’è bisogno che me lo dica tu, soprattutto con quel tono da sapientona.
Ripeto: mi sarebbe piaciuto tantissimo conoscere Viola e leggere la sua storia, capire di più della malattia di cui soffre e di cosa comporta a livello personale, cosa ne pensa una ragazzina della sua età e come si rapporta con il mondo che la circonda. Strutturata in tutt’altro modo, la storia di Viola avrebbe potuto colpirmi, e tanto, insegnandomi che il mondo si può vivere in mille altri modi diversi da quello che conosco e che soffrire di una malattia, più o meno rara, non impedisce a nessuna persona di vivere. Pensata così… è un grande, grosso e sonoro no.
Però posso trovare due cose che mi sono piaciute: l’ambientazione in Nuova Zelanda e… no scherzo, è solo una. Ah, no! L’altro aspetto positivo di questo libro è che conta solo 160: un’ora e mezza di lettura e addio.

★ ☆ ☆ ☆ ☆
Yuck. >.<

14 commenti:

  1. Oddio *è sconvolta* ho letto solo recensioni abbastanza positive fin ora D: dopo aver letto la tua sono ufficialmente scoraggiata U_U però il fatto che sia breve lo rende anche indolore dai X°D
    Adesso sono proprio curiosa di vedere se mi piacerà o no °__° ma già avevo sentito parlare di un finale affrettato - cosa che odio nei libri di questo genere - se poi tu mi dici anche così D:
    Comunque... Viola ama la Viola? WTF?! XD just sayin' XD

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    1. *è sconvolta insieme a te* Anch'io ho letto solo recensioni positive e si sono rimasta di cavolo quando l'ho finito. °-°
      Non so, non ti scoraggiare del tutto: forse a te piacerà. o.ò
      Oh, ehm... sì. Non volevo dirlo, ma si chiama Viola perchè la madre ha la passione e suona la viola da professionista, quando può.

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  2. No, in troppi me l'hanno sconsigliato ç_ç non penso lo leggerò, ma chissà :3

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    1. Anch'io mi sento di sconsigliartelo, maaa... boh, magari ti capita tra le mani e in un momento folle decidi di leggerlo. X3

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  3. Ok, come te sono stata catturata dalla parola gufo, mannaggia alla mia passione (nel titolo, a questo punto, la parola "ingannevole" ci sta alla grande -.-) e appunto da questo "vivere di notte", ma al contrario tuo in giro ho sentito molti pareri di lettori delusi e la mia voglia di leggere questo libro sta scemando completamente. Alla fine, come dici tu, credo che l'autrice avrebbe potuto creare una storia molto più coinvolgente evitando il "thriller"... ahimè è uno dei miei generi preferiti e anche per questo credo farò una gran fatica con questo romanzo.

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    1. Magari mi fossi imbattuta prima nei commenti negativi che hai letto tu, Alessina c_c questo libro non mi è piaciuto proprio per niente. E dire che articolata in tutt'altro modo, la storia avrebbe funzionato alla grande. Non mi è piaciuto per niente come è stato gestito il tutto, in modo proprio inutile e sciocco. Comunque sono curiosa di sapere cosa ne pensi, se lo leggerai.

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  4. Sinceramente non avevo intenzione di leggere questo libro perché non mi inspirava affatto e dopo la tua recensione mi sono convinta ancora di più!;)

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    1. Non posso fare altro che approvare la tua decisione. *so sorry, book*

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  5. Non mi ha mai attirato... meno male!

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    1. Uhm, sono stra-sicura che non ti sarebbe piaciuto, conoscendo un pochino-ino-ino i tuoi gusti. c:

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  6. Mi dispiace che non ti sia piaciuto, a me invece è piaciuto tanto..

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    1. Sono contenta che a te sia piaciuto ^_^ e dispiace un sacco anche a me non essere riuscita ad andarci d'accordo. :/

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  7. Nuoooooooo D: L'ho appena trasferito nella mia wishlist su Goodreads! Avevo grandi aspettative.... :((

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    1. I'm really sorry, Alic :( ma a me non è piaciuto.

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡