sabato 30 novembre 2013

CLOCK REWINDERS #11 - Novembre 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland



Recensioni:
#1 Legend di Marie Lu
#3 Raven Boys di Maggie Stiefvater
#4 Shadows di Jennifer L. Armentrout

Rubriche:
» Chi ben comincia...
#12 Fangirl di Rainbow Rowell
» Top Ten
#1 Books that made you cry - Libri che ti hanno fatto piangere


This month's new entries

Ricevuti dalle Case Editrici:
The Returned di Jason Mott
Shadows di Jennifer L. Armentrout
Cursed, I segreti delle sorelle Cahill di Jessica Spotswood
Raven Boys di Maggie Stiefvater
POD - Perle di orrore e distruzione di Stephen Wallenfells



Acquistati:
Beauty di Scott Westerfeld
La storia infinita di Michael Ende
Il buio oltre la siepe di Harper Lee
Amrita di Banana Yoshimoto
Oceano mare di Alessandro Baricco
Una certa idea del mondo di Alessandro Baricco


This month's readings

Legend di Marie Lu
That time I joined the circus di J.J. Howard
Shadows di Jennifer L. Armentrout
Raven Boys di Maggie Stiefvater
The Returned di Jason Mott
La casa per bambini speciali di Miss Peregrine di Ransom Riggs
Il trono di spade di George R.R. Martin
Cursed, I segreti delle sorelle Cahill di Jessica Spotswood






This month's Rolling thought(s)



#1 Questo mese è stato un po’ confuso per me. Infatti, oltre ad essere rimasta una settimana senza connessione, ho scritto e letto un po’ meno del solito.
#2 Sto perdendo un po’ la bussola con le ultime uscite libresche ma visto l’avvicinarsi del mio compleanno e di Natale recupererò per stilare la mia lista da lasciare un po’ qui e un po’ lì.
#3 Finalmente è uscito Catching Fire. *-* Molto probabilmente lo vedrò lunedì - prima del previsto, dati i miei tempi. Voi l'avete già visto? Vi è piaciuto??
#4 Finalmente x2 ho letto Il trono di spade. *_____* Mi è piaciuto tantissimo e non vedo l’ora di ritagliarmi un po’ di tempo per vedere i primi cinque episodi della serie tv. Per gli altri cinque voglio prima leggere la seconda parte del romanzo.
#5 Avete qualche consiglio letterario da darmi? Buoh, vorrei prendere qualcosa di nuovo e insolito e carino da leggere. Anche in inglese.
#6 Ho cambiato grafica: vi piace? vi fa schifo? Non è quella di cui ho parlato qualche mese fa… quella non mi piaceva più - lo sapevo che sarebbe successo.
#7 Domani è 1° Dicembre e con l’avvicinarsi delle vacanze spero di riuscire a fare meglio di questo mese, tanto per ricollegarci al punto #1.
#8 Per il resto, benvenuti a tutti i nuovi iscritti - ogni tanto ci vuole un salutino, no?

giovedì 28 novembre 2013

RECENSIONE: Shadows di Jennifer L. Armentrout

Buon pomeriggio... o buona sera? Boh, è tutto buio e freddo. Brrrr.
Avrete notato la mia assenza in questi giorni - spero di esservi mancata un pochino pochino - ma la connessione wifi ha deciso di staccarsi da sola e io non ho potuto fare altro che studiare e lasciare un pò il blog a se stesso. Però la connessione finalmente è tornata e mi sono messa a lavoro: ho cambiato grafica - yeeee, vediamo fino a quando dura -, ho sistemato un paio di post e ho scritto questa recensione. E' una mini-recensione per un mini-prequel, in realtà, e non del tutto positiva maaa, ehi, parliamone. :3

Shadows
Shadows di Jennifer L. Armentrout

Autore: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti Y (6 Novembre 2013)
Pagine: 176
Prezzo: € 12.00
L'ultima cosa che Dawson Black si sarebbe aspettato era Bethany Williams. Come forma di vita aliena sulla Terra, Dawson e il suo gemello Daemon trovano che le ragazze umane siano... un passatempo divertente. Ma innamorarsi di una di loro sarebbe folle. Pericoloso. Allettante. Irrinunciabile. Bethany viene dal Nevada, e l'ultima cosa che cerca nel West Virginia è l'amore. Ma ogni volta che i suoi occhi incontrano quelli di Dawson si scatena un'attrazione innegabile. E anche se i ragazzi sono una complicazione di cui farebbe volentieri a meno, non riesce davvero a stare lontana da lui. Attratta. Desiderata. Amata. Dawson però nasconde un segreto inconfessabile che non solo può cambiare l'esistenza di Bethany, ma rischia di mettere in pericolo la sua vita. Si può rischiare tutto per una ragazza umana? Si può sfidare un destino inesorabile come l'amore?


My rolling thought
Era forse una colpa se aveva scelto di stare con la persona che amava?
Bethany si è appena trasferita dal Nevada nel West Virginia per via delle pessime condizioni di salute di suo zio. Ora deve ricominciare tutto da capo ed affrontare il terribile primo giorno di scuola tra persone a lei completamente estranee, ma va meglio del previsto: Bethany attira l'attenzione di Dawson Black, un bellissimo ragazzo dagli occhi di un verde così magnetico che nessuno dei suoi colori ad olio è in grado di riprodurre sulla tela. Pian piano i due iniziano ad entrare in confidenza e ad uscire insieme ma, se la sorella gemella di Dawson, Dee, ne è entusiasta, di tutt'altra opinione è Daemon, anch'egli fratello gemello di Dee e Dawson. I tre infatti sono Luxen, alieni, che hanno trovato rifugio sulla Terra. La storia d'amore di Bethany e Dawson suscita lo scontento tra la comunità Luxen, ma i due sono pronti ad affrontare qualsiasi cosa pur di stare insieme.

Shadows è la novella prequel della saga Lux e racconta la storia d'amore tra Bethany e Dawson, il fratello gemello di Daemon. Non ero rimasta molto impressionata dal primo capitolo di questa serie: alcune scene mi erano sinceramente piaciute, altre un pò meno per via dei soliti clichè; è stata, in fin dei conti, una lettura piacevole ma mi aspettavo molto di più per via delle capacità dell'autrice. Una certa curiosità per il seguito comunque c'era stata, così come per il prequel e la storia lievemente accennata dalle sfumature drammatiche e tristi di Bethany e Dawson.
Partendo quindi dal presupposto che Shadows è una novella e non conta molte pagine, non mi aspettavo grandissime cose, solo una conferma o una piccola smentita in positivo di ciò che ho pensato/provato leggendo Obsidian, ma... sinceramente, Shadows non mi è piaciuto.
Forse il problema è che già conoscevo l'epilogo della storia... ma non credo: a volte, pur sapendo come finisce una storia, ciò che c'è nel mezzo è talmente bello ed emozionante che riesce a catturarmi lo stesso. Con Shadows invece è stato encefalogramma piatto: oltre a conoscere un pò le vicende, le nozioni riguardo ai Luxen e i loro nemici vengono ripetute pari pari così come è stato fatto per Obsidian e i personaggi non mi sono piaciuti granchè.
Bethany e Dawson sono di una banalità sconcertante. In particolare lei, Bethany: ho adorato la sua passione per la pittura (adoro la Armentrout per gli hobby e le passioni con le quali caratterizza le sue ragazze) ma i suoi pensieri, i suoi gesti, le sue parole, sono così disarmanti da annulare tutto il resto. Il suo alternarsi tra fasi da bambina e fasi da ragazza con gli ormoni impazziti mi ha irritato parecchio. Riconosco il fatto che sia una ragazza di 16 anni con la voglia di innamorarsi e tutto il resto ma la bellezza non è tutto. Bethany e Dawson infatti si avvicinano per le reazioni che la bellezza dell'uno provoca nell'altra e viceversa, e questo non mi è piaciuto. Dawson però mi è piaciuto leggermente di più di Bethany: la sua sensibilità, purezza, tenacia e determinazione lo rendono un personaggio tenerissimo e l'opposto di Daemon ma alcune volte è troppo troppo ingenuo. I dialoghi tra di loro non sono il massimo e mi sono stupita di questo perchè quelli tra Katy e Daemon, al contrario, sono fantastici, arguti e pungenti.
Altri punti della trama mi sono rimasti un pò oscuri ma credo che sia per il fatto che verranno poi ripresi nel corso della serie, o almeno spero.
Insomma, credo che alla fin fine Shadows non mi abbia fatto impazzire per via di un insieme di cose. Forse, se ne avessi avuto la possibilità, avrei letto prima Shadows e poi Obsidian così da non sapere già 3/4 dei fatti.
Consiglio comunque a chi ha amato Obsidian di leggere anche Shadows e a chi non è piaciuto, beh, di non provarci neppure. Sarei molto felice però di sapere le vostre opinioni, simili o completamente diverse dalla mia.


★ ★ ☆ ☆ ☆
Meh. :/

lunedì 18 novembre 2013

RECENSIONE: Raven Boys di Maggie Stiefvater

I hate Mondays Part II The Revenge. Ditemi quello che volete ma io i lunedì non li reggo proprio. D: Per non pensarci troppo mi sono messa a scrivere una recensione che non mi aspettavo proprio di poter scrivere così presto. Sono così contenta/emozionata/felice che non vedo l’ora di poter avere il cartaceo tra le mani per poterlo rileggere ancora una volta. Manca davvero pochissimo questa volta, solo due giorni *yeee*, ma per oggi fatevi bastare le mie parole - che non sono per niente all’altezza di un’autrice di questa maestosità. :3

Raven Boys
The Raven Boys di Maggie Stiefvater

Editore: Rizzoli (20 Novembre 2013)
Pagine: 468
Prezzo: € 16.00
È la vigilia di San Marco, la notte in cui le anime dei futuri morti si mostrano alle veggenti di Henrietta, Virginia. Blue, nata e cresciuta in una famiglia di sensitive, vede per la prima volta uno spirito e capisce che la profezia sta per compiersi: è lui il ragazzo di cui s'innamorerà e che è destinata a uccidere. Il suo nome è Gansey ed è uno dei ricchi studenti della Aglionby, prestigiosa scuola privata di Henrietta i cui studenti sono conosciuti come Raven Boys, i Ragazzi Corvo, per via dello stemma della scuola, e noti per essere portatori di guai. Blue si è sempre tenuta alla larga da loro, ma quando Gansey si presenta alla sua porta in cerca di aiuto, pur riconoscendolo come il ragazzo del destino non può voltargli le spalle. Insieme ad alcuni compagni, Gansey è da molto tempo sulle tracce della salma di Glendower, mitico re gallese il cui corpo è stato trafugato oltreoceano secoli prima e sepolto lungo la "linea di prateria" che attraversa Henrietta. La missione di Gansey non riguarda solo un'antica leggenda, ma è misteriosamente legata alla sua stessa vita. Blue decide di aiutare Gansey nella sua ricerca, lasciandosi coinvolgere in un'avventura che la porterà molto più lontano del previsto.

My rolling thought
«Ci sono solo due motivi per cui un non-veggente dovrebbe vedere uno spirito la vigilia di San Marco, Blue. O sei il suo grande amore» disse Neeve, «o lo hai ucciso.»
La notte di San Marco, Blue e sua zia Neeve si recano sulla strada dei morti per assistere alla sfilata degli spiriti delle persone che moriranno nei prossimi dodici mesi che si ripete ogni anno. A differenza di tutta la sua famiglia, Blue non è una veggente e non ha ereditato nessun potere particolare tranne la capacità di amplificare le percezioni di chi le sta accanto. Pur credendo fortemente nella magia, la ragazza non ha mai assistito a nulla di magico quindi non si aspetta di vedere nessuno spirito quella notte ma, contro ogni aspettativa, Blue riesce a vedere lo spirito di un ragazzo. Secondo Neeve, Blue è riuscita a vedere il suo spirito perchè lui sarà il suo primo amore, il ragazzo che è destinata ad amare e uccidere con un bacio, come dice la profezia che la accompagna da quando è nata. 

Raven Boys è il primo volume della quadrilogia dedicata ai Ragazzi Corvo di Maggie Stiefvater, autrice che - ormai lo sapete perchè ve l’ho ripetuto un centinaio di migliaio di volte - amo e apprezzo tantissimo per la sua originalità, per la sua poeticità e per le sue storie così diverse e fuori dal comune che, ogni volta che mi ritrovo a leggere un suo romanzo, non posso fare a meno di amarlo e amarla dal profondo del cuore. Lei è l’unica che gode della mia più profonda stima e del mio amore assoluto e incondizionato, tanto che quando hanno iniziato a rimandare l’uscita di questo romanzo ogni venti giorni ho preso seriamente in considerazione l’ipotesi di prenderlo in lingua e farla finita una volta per tutte.
Sulle bellissime parole di The Raven di Edgar Allan Poe (altro autore che amo alla follia), Maggie Stiefvater ci trasporta a Henrietta, in West Virginia, alla ricerca di Owen Glendower, un re gallese che, stando alla leggenda, riposa su una delle tante linee di prateria che attraversano la Terra.
Raven Boys è un romanzo magnifico, unico e inimitabile, che intreccia in sè magia, mitologia gallese, mistero, avventura, amicizia, amore e vita. Sono partita davvero in quarta nella sua lettura, emozionata per essermi ritrovata virtualmente tra le mani prima del previsto un nuovo capolavoro della Stiefvater e curiosa di conoscere Blue e i suoi Ragazzi Corvo. Devo dire però che all’inizio mi sono sentita un po’ spaesata, non riuscivo a fare mente locale, a collocare ogni personaggio al suo posto, ad individuare una linea da seguire per non perdermi nella storia. Mi sono anche chiesta se la colpa fosse da attribuire al fatto che lo stavo leggendo in ebook e io non ci sono per niente abituata, ma poi mi sono resa conto che in Raven Boys Maggie Stiefvater non ha voluto fare altro che porre le basi sulle quali sviluppare la sua storia. Ciò non è un male perchè c’è tantissimo ancora da scoprire e Raven Boys funziona meravigliosamente anche così.
Durante la lettura ci si sente avvolti da un’aura magica, è come se si venisse teletrasportati a chilometri di distanza in un mondo di pura fantasia pur rimanendo nel presente, nel qui e ora, tra spiriti di persone che dovranno lasciare questo mondo, rituali magici e alberi che sussurrano nelle orecchie in latino. La Stiefvater è capace di far avvertire la magia attraverso le sue parole. Le sue parole sono la magia: sono poetiche, superbe, e danno assuefazione.
Ma una storia originale e delle parole perfette non servono a nulla se non ci sono personaggi all’altezza in grado di muoversi in essa e tra di loro. E Raven Boys può vantare anche un cast meraviglioso e interessante: ogni personaggio è diverso l’uno dall’altro, è unico e interessante, ognuno di loro ha un animo complesso e multi-sfaccettato, e ognuno ha la sua storia personale che si intreccia indissolubilmente con quella degli altri personaggi. Non si va solo alla ricerca di Glendower, ma ci si ritrova a leggere anche della crescita di Gansey, Adam, Ronan e Noah, i Ragazzi Corvo, e ad essere accolti dalla strampalata famiglia di veggenti tutta al femminile di Blue e a conoscere i segreti di sua madre Maura, Neeve, Persephone, Calla e Orla. Se non fosse stato così, non sarebbe stato un romanzo uscito dalla mente geniale di Maggie Stiefvater.
Quel non troppo che viene detto in questo primo volume, sulla storia e sui suoi personaggi, lascia tantissimo in sospeso e altrettante strade che la Stiefvater potrebbe intraprendere per sviluppare la sua storia ma, mi sento di ripetere ancora una volta, non c’è niente che non funzioni come dovrebbe già da ora. C’è ancora tantissimo da scoprire (la profezia che accompagna Blue fin dalla nascita e Glendower che riposa ancora nel suo sepolcro) e alla fine del romanzo ci si ritrova con più domande che risposte per via del sadico finale che l’autrice ha deciso di regalarci, ma credo sia letteralmente improbabile non apprezzare tutte le altre cose che succedono nel mezzo.
Dalla mia, non posso non consigliarvi Raven Boys o un qualsiasi altro libro della Stiefvater. Lei è un’autrice eccezionale, che vale la pena di essere letta perchè merita, merita davvero. E’ geniale e bravissima e riesce a tenere incollati alle sue parole. Sono certa che non vi deluderà, anche se questo primo romanzo potrebbe lasciarvi con una strana sensazione addosso. E’ successo anche a me ma dopo averci riflettuto per bene per un paio di giorni, come mi succede spesso, ho potuto constatare che la Stiefvater ha fatto centro un’altra volta. Ora non so cosa darei per avere The Dream Thieves tra le mani.
«Si chiama Motosega.» «Dove hai detto di aver trovato quell'uccello?» «Nella mia testa.» «Un posto pericoloso.» «Non per Motosega.»
★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

sabato 16 novembre 2013

TOP TEN #1: Books that made you cry

Buon sabato a tutti. ^_^
Vista la latitanza di post nell'ultimo periodo, oggi ho deciso di inaugurare una nuova rubrica. Non è per niente innovativa o originale o chissà cos'altro e tutti voi già la conoscete, ma è già da un pò di tempo che rifletto se adottarla o meno e alla fine ho deciso di sì. Come ho già scritto nella descrizione, non sono brava nello stilare classifiche quindi mi sono presa qualche libertà nei confronti di questa rubrica. Mi rendo conto che è anche molto impegnativa, ma adoro leggere le classifiche degli altri quindi voglio provarci anch'io. Spero che le leggerete per scambiarci ancora più consigli e pareri. :3

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Top Ten Tuesday è una rubrica ideata dal blog The Broke and the Bookish che ho deciso di adottare perchè, nonostante non sia brava nello stilare classifiche, mi piace tantissimo leggerle. Le piccole modifiche che ho apportato alla rubrica sono le seguenti: non verrà postata di martedì (da qui anche il nome) ma quando ne avrò la possibilità e non rispetterò l'argomento della settimana, ma pescherò dalla lunga lista di argomenti già esaminati quello che mi piace o ispira di più al momento.
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Books that made you cry
Libri che ti hanno fatto piangere

Per iniziare in grande stile, ho deciso di scegliere un argomento davvero ma davvero molto triste. Ma anche no: non si piange solo per le cose brutte, vero? Io - e non mi spiego ancora il perchè - non sono una lettrice che piange leggendo. ._. Ci sono state solo due eccezioni in tutta la mia vita da lettrice. Sono un tipo di persona che vive tutto dentro, che sente sgretolarsi i muri all'interno dello stomaco, l'anima smuoversi in modo improvviso e devastante e urli assordanti che rimbombano nella testa rimanendo, al di fuori, sempre uguale. I libri che vi presento oggi sono libri che hanno smosso qualcosa in me. Alcune scelte potranno risultare banali ma in fondo in fondo sono una persona estremamente banale nella mia originalità, quindi prendete la classifica (che poi non è una classifica, sono in ordine più o meno sparso) così come viene.
Colpa delle Stelle di John Green. Ecco la prima eccezione di cui vi ho appena parlato. Scelta un pò banale? No, non credo. Credo sia difficilissimo non versare nemmeno una lacrima leggendo la storia di Hazel Grace e Augustus Waters, che è unica e irripetibile. Ho odiato e amato profondamente e allo stesso tempo John Green per tutta la durata della lettura, arrivando alla fine - non so come - con gli occhi simili a due pozze d'acqua senza fondo e un macigno pesantissimo nella gola. Mi ha devastato, ma è riuscito a farmi provare tantissime sensazioni ed emozioni diverse e a farmi capire cose di cui non so nulla. Grazie, John Green: sono in debito con te.
Shiver di Maggie Stiefvater. E questa è la seconda eccezione. La mia cara Maggie è stata la prima a farmi emozionare per un libro e, di conseguenza, a farmi amare le sue storie e il suo modo di scrivere. Ho letto Shiver il giorno stesso in cui è uscito in libreria, quindi tantissimo tempo fa, ed ero davvero piccolissima. Ricordo che non lo trovavo ed ho fatto spacchettare tutti i pacchi degli ultimi arrivi alla commessa. Quando sono arrivata all'ultima pagina - era notte fonda - mi sono accorta che mi stavano scendendo le lacrime. Mi sentivo felice, e quell'ultimo paragrafo è il mio preferito di tutto il libro. Ogni volta che ci ripenso e ne ripeto le parole nella mia testa mi vengono i brividi e tantissima voglia di rileggerlo.
Shades of Life di Glinda Izabel. Non mi sarei mai aspettata che Shades of Life mi piacesse così tanto e che riuscisse a trasmettermi così tanto amore. Perchè quello che ho trovato tra le sue pagine è l'amore. Io non sono per niente romantica, ma cinica e acida più dei limoni che amo mordicchiare, ma di fronte a Juniper Lee e Logan tutte le mie barriere sono cadute e mi sono lasciata andare, e le parole di Glinda hanno fatto tutto il resto.
Eleanor & Park di Rainbow RowellEleanor e Park. Park e Eleanor. C'è da aggiungere altro? Loro due mi hanno fatto vivere il più bello ed emozionante primo amore, quello che non si scorda mai. Mi è piaciuto così tanto perchè io mi sento un pochino Eleanor e i gesti e le parole di Park nei suoi confronti sono la tenerezza. Tutti dovrebbero essere come loro due e tutti dovrebbero vivere almeno una volta nella vita emozioni come quelle che hanno condiviso loro due. 
Noi siamo infinito (Ragazzo da parete) di Stephen ChboskyCharlie e la sua storia mi hanno legata indissolubilmente alle pagine del libro, che ho dovuto per forza terminare nel giro di 24 ore. Questo libro mi ha toccato perchè io sono una wallflower, ma lo siamo anche un pò tutti noi. Siamo tutti un pò come Charlie, in cerca di noi stessi e della nostra strada. In cerca di qualcosa che dia senso alla nostra vita.
Tutto ciò che sappiamo dell'amore di Colleen Hoover. Ho letto questo libro senza leggere nè trama nè recensioni, ero solo consapevole del fatto che aveva ricevuto cinque stelline da coloro di cui mi fido di più e che hanno i miei stessi gusti. E' stato il più bel salto nel vuoto che io abbia fatto. Devo ancora scriverne la recensione, ma sto trovando le parole giuste.
Hunger GamesLa ragazza di fuocoIl canto della rivolta di Suzanne CollinsMorti, morti, morti. Quanti personaggi ci abbandonano tra le pagine di questa serie? Troppi. E per ognuno è stata una tragedia per me. Mi sono affezionata a tutti, tutti!, e la Collins non ne risparmia nessuno. Giusto un paio. (Non fate caso alle recensioni, le linko solo perchè l'ho fatto per gli altri titoli ma queste le ho scritte quando ero ancora inesperta e non credo di essere riuscita a parlarne bene e come avrei voluto.)
Delirium di Lauren Oliver. Emozionare con le parole, ecco quello che ha fatto a me la Oliver. Più che la storia in sè, che comunque amo, la Oliver è riuscita a toccarmi il cuore con le sue parole attraverso i pensieri di Lena, una ragazza normale, normalissima che si innamora nonostante nella sua società l'amore è una malattia. Mi ha colpito in particolare la madre di Lena, una donna forte e coraggiosa e ribelle che per regalare un pò di felicità e di amore alle figlie non esita ad infrangere le regole. Ti amo. Ricordatelo. Questo non possono portarcelo via
Questa è la mia Top Ten di oggi, ovviamente soggetta a cambiamenti perchè leggerò sicuramente altri libri emozionanti e che mi faranno versare tantissime lacrime *metaforicamente, ma anche no*. Vi va di dirmi la vostra o anche solo commentare la mia? Avete altri libri strappa-lacrime da consigliarmi?
Sono soddisfatta di questo primo post: è stata un pò una fatica perchè è un pò lunghetto e non sapevo come organizzarlo ma ora ne sono felice. :3

giovedì 14 novembre 2013

CHI BEN COMINCIA... #12: Fangirl di Rainbow Rowell

*dà uno sguardo veloce ai post pubblicati in questo mese, ne vede solo due e rabbrividisce* Ehm ehm... okay, per farmi perdonare ancora e ancora e ancora ho preparato un nuovo post di Chi ben comuncia... con una piccola-mega traduzione per voi. :3 Non dico altro, vi lascio direttamente alla sua lettura.


Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e consiste in poche, semplici regole:

• Prendere un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
• Copiare le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
• Scrivere titolo e autore per chi fosse interessato
• Aspettare i commenti



Fangirl di Rainbow Rowell

La serie di Simon Snow
Da Encyclowikia, l'enciclopedia della gente

Questo articolo è su una serie di libri per ragazzi. Per gli altri utenti, cliccare Simon Snow (disambiguazione).

Simon Snow è una serie di sette libri fantasy scritta dalla filologa inglese Gemma T. Leslie. I libri raccontano la storia di Simon Snow, un orfano di undici anni del Lancashire che è stato reclutato per far parte della Scuola di Magia di Watford  per diventare un mago. Diventando grande, Simon si unisce a un gruppo di maghi - i Mage - che combattono contro Insidious Humdrum, un essere malvagio che sta cercando di sbarazzarsi del mondo magico.

Dalla pubblicazione di Simon Snow e l'Erede dei Mage nel 2001, i libri sono stati tradotti in 53 lingue e, fino all'Agosto 2011, ha venduto più di 380 milioni di copie.

Leslie è stata criticata per la violenza della serie e per aver creato un eroe che a volte è egoista e con un cattivo carattere. Una scena di esorcismo nel quarto libro Simon Snow e le Quattro Selkie, ha innescato boicottaggi fra il gruppo Cristiano Americano nel 2008. La rivista Time ha chiamato Simon "il più grande personaggio bambino della letteratura dopo Huckleberry Finn."

Un ottavo libro, l'ultimo della serie, uscirà il 1° Maggio 2012.

La serie
Simon Snow e l'Erede dei Mage, 2001
Simon Snow e il Secondo Serpente, 2003
Simon Snow e la Terza Porta, 2004
Simon Snow e le Quattro Selkie, 2007
Simon Snow e le Cinque Lame, 2008
Simon Snow e le Sei Lepri Bianche, 2009
Simon Snow e la Settima Quercia, 2010
Simon Snow e l'Ottava Danza, pubblicazione prevista il 1° Maggio 2012


UNO

C'era un ragazzo nella sua stanza.
Cath guardò in alto verso il numero impresso sulla porta, poi in basso al foglio in cui era scritto il numero della stanza che le era stato assegnato tra le sue mani.
Pound Hall, 913.
Quella era sicuramente la stanza 913 ma, forse, non era Pound Hall - tutti quei dormitori sembravano uguali, come le case di riposo per gli anziani. Forse Cath avrebbe dovuto raggiungere suo padre prima che avesse scaricato il resto dei suoi bagagli.
"Tu devi essere Cath," disse il ragazzo, sogghignando e offrendo la sua mano.
"Cath," disse, avvertendo il panico nello stomaco. Ignorò la sua mano. (Stava tenendo una scattola comunque, cosa si aspettava da lei?)
Questo era un errore - questo doveva essere un errore. Sapeva che Pound era un dormitorio misto... C'era anche qualcosa come stanze miste?
Il ragazzo prese la scatola dalle sue mani e la posò su un letto vuoto. Il letto dall'altra parte della stanza era già occupato da vestiti e scatole.
"Hai altre cose giù?" domandò. "Abbiamo appena finito. Penso che andremo a prendere un hamburger ora; vuoi venire a prendere un hamburger? Sei già stata da Peter's? Hamburger grandi quanto il tuo pugno." Prese il suo braccio. Lei deglutì. "Fai un pugno," disse.
Cath lo fece.
"Più grande del tuo pugno," disse il ragazzo, lasciandole la mano e prendendo lo zaino che lei aveva lasciato fuori la porta. "Hai altre scatole? Devi avere più scatole. Hai fame?"
Era alto e magro e abbronzato, e sembrava come se si fosse appena tolto un berretto, capelli biondo scuro puntavano da tutte le parti. Cath guardò di nuovo in basso verso il foglio in cui c'era scritto il numero della camera che le era stato assegnato. Questo era Reagan?

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Allora, che ne dite? Io credo di amare Rainbow Rowell. Dopo Eleanor & Park (lo so, lo so, vi ho già fatto una testa cooosì con questo libro) non ho esitato nemmeno un istante ed ho ordinato Fangirl. Ora è tra gli altri libri ancora da leggere che mi aspetta e non vedo l'ora, devo solo cercare di terminare una delle tante letture che ho in corso! Non appena lo leggerò, avrete sicuramente una mia recensione. :3 Qualcuno di voi l'ha già letto? Come vi è sembrato? Per tutti gli altri: vi ispira? Io amo le cover dei libri della Rowell.

martedì 12 novembre 2013

RECENSIONE: That time I joined the circus di J.J. Howard

Buon nuvoloso giorno. :3
Com'è da voi il tempo? Da me ieri sera si è scatenato il finimondo e continua a piovere o.o si è allagato tutto e non so proprio come andare a lezione tra poco. Ho già saltato due ore perchè stava piovendo a dirotto ma ora devo proprio uscire. Fortuna che non abito molto lontano ma l'idea di arrivare a lezione come un pulcino bagnato mi irrita non poco. Forse dovrei armarmi di canotto e fare un pò come Jack Sparrow sulla Perla Nera. :/
Prima di andare però vi lascio una recensione. Ho approfittato di queste due ore per scriverla perchè mi sento tremendamente in colpa di non riuscire a fare di più in questo periodo.
Enjoy.

That time I joined the circus [ENG]
di J.J. Howard

Editore: Point (1 Aprile 2013)
Pagine: 262
Prezzo: € 12.30
Lexi Ryan scappa per unirsi al circo, ma non di proposito. La Newyorkese Lexi Ryan ossessionata dalla musica e dal temperamento irrascibile è sola. Dopo aver compiuto un grande errore - e affrontato una tremenda tragedia - Lexi non ha altra scelta se non quella di rintracciare la sua madre assente. I pettegolezzi dicono che la madre di Lexi è da qualche parte in Florida assieme a un circo itinerante. Quando Lexi arriva in questa nuova realtà e trova il circo, sua madre non c'è... ma forse il suo destino si. Circondata da tigri, elefanti e trapezisti, Lexi trova amicizie sorprendenti e una ancora più inattesa occasione d'amore. Ha addirittura fortuna ad entrare a far parte del circo come veggente, leggendo i tarocchi e facendo predizioni. Ma quando l'ex-migliore amica di Lexi si fa viva, sarà il futuro di Lexi ad essere messo in discussione.

My rolling thought
Non volevo venire qui, e ora non volevo andare via. La vita è strana.
Lexi è una ragazza Newyorkese come tante altre. Vive con il suo adorato padre, ama trascorrere il suo tempo leggendo romanzi, vedendo serie tv e preparando playlist adatte ad ogni situazione. Ma improvvisamente, e in una sola notte, Lexi si ritrova senza padre, senza migliore amico, senza casa e con il nulla tra le mani. Tutto il mondo le crolla addosso e l'unica soluzione sembra essere quella di andare alla ricerca della madre che l'ha abbandonata quando lei era ancora una bambina e che sembra essersi unita ad un circo in Florida. Quando Lexi finalmente raggiunge il circo Europa, scopre che la madre lo ha abbandonato ormai da tempo e nessuno sa dove sia andata. Non avendo nessun altro posto in cui andare, Lexi decide di rimanere lì e si fa assumere da Louie, guadagnandosi un pò alla volta il ruolo di cartomante del circo. Pian piano Lexi ricostruisce la sua vita, si circonda di amici e di una nuova famiglia e inizia a ritrovare anche se stessa.

Ho letto solamente un libro ambientato in un circo (Il circo della notte) e avevo tantissima voglia di leggerne un altro quindi, non appena mi sono imbattuta in That time I joined the circus, me ne sono innamorata completamente. Nonostante il circo non sia l'argomento principale di questo libro, la sua magia e le sue intense atmosfere mi sono arrivate comunque e mi hanno incantato, stregato; mi hanno catapultato al centro di un tendone dai mille colori, circondata da clown, trapezzisti, cartomanti e animali tenerissimi tutti da coccolare.
That time i joined the circus è la storia della ricerca di un luogo da chiamare finalmente casa e di un posto nel mondo. E' la storia di una ragazza che è alla ricerca di una parte della sua famiglia dopo aver perso l'altra, e di conseguenza anche di se stessa. Lexi è la protagonista di questo romanzo e nel circo Europa scoprirà chi è realmente e cosa vuole fare nella vita, oltre a trovare una casa e una grande e amorevole famiglia. Lei è uno di quei personaggi che non si può fare a meno di amare, il tipo di personaggio di cui mi piace tantissimo leggere perchè ha un carattere ironico e spigliato e quello che le passa per la testa è incredibilmente brillante e lascia anche qualche sorriso impresso sul viso. Si fa chiamare in tantissimi modi diversi (tutte le alternative possibili ed immaginabili che può offrire il suo nome), ha un carattere solitario e migliori amici che si contano sulle dita di una mano, una vera e propria passione per i romanzi d'amore e la musica degli anni '80 e '90. La musica, in particolare, svolge una funzione importantissima nella sua vita: le è stata trasmessa dal padre e, in ogni singolo momento della sua vita, nella testa di Lexi risuona la canzona adatta a quell'istante.
La passione di Lexi per la musica si riflette anche sul libro stesso: oltre ad avere una grafica davvero molto bella, ogni capitolo si apre con una frase significativa che funge da titolo e pochi versi di una canzone, con relativo titolo e autore/gruppo. Sarebbe stata un'esperienza davvero molto carina se avessi ascoltato la canzone relativa ad ogni capitolo durante la lettura... in alternativa, potrei sempre realizzare una playlist e chiamarla "That time I joined the circus" in onore di Lexi.
Tutti i personaggi secondari sono costruiti benissimo e si trovano nel circo Europa per diversi motivi, tutti hanno una loro storia alle spalle e delle caratteristiche ben precise che fanno assumere al romanzo sfaccettature e profondità diverse. Sono tutti sfumature di colori diversi che alla fine danno vita ad un arcobaleno di arte e talento.
Lo stile della Howard è davvero fresco e giovanile. Riesce a coinvolgere nella storia e nella mente di Lexi con estrema facilità. Più volte mi sono sentita vicino a Lexi ma non per via della tragica situazione che si trova a vivere ma perchè è una ragazza come tante altre e come tante altre ragazze sbaglia, fa stupidaggini, ogni tanto si lascia guidare dall'istinto, ma sempre e comunque si rialza in piedi e non si lascia abbattere dagli eventi. Inoltre la Howard ha organizzato il suo romanzo con astuzia: i capitoli non seguono un ordine cronologico, ma si alternano tra la vita presente di Lexi e quella passata, e solo dopo essere arrivati ad un buon punto della lettura si riesce ad avere un quadro completo della vita di Lexi fino a quel momento, cosa le è successo nel passato, in quella notte in cui tutto il suo mondo è improvvisamente cambiato. Sicuramente questo abile stratagemma invoglia alla lettura, e con me ha funzionato.
That time I joined the circus mi è davvero piaciuto e quindi si merita le quattro stelline piene. E' una lettura fresca e originale, che coinvolge nella lettura tutti i sensi e l'immaginazione. Io non l'ho fatto ma se vorrete in futuro leggere questo romanzo vi consiglio di prepararvi prima la playlist da mettere come sottofondo alla lettura! Potrebbe rivelarsi un'esperienza davvero indimenticabile.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

mercoledì 6 novembre 2013

RECENSIONE: Legend di Marie Lu

Errr... no, questo non è un miraggio. E' proprio una recensione. E un parto di recensione. Ci ho messo tantissimo per scriverla perchè non sapevo proprio come pormi nei confronti di questo libro. Mi è piaciuto, ma non nel modo in cui credevo. :c Spero di essere riuscita a far trasparire il mio dissidio in modo chiaro.
BTW, colgo l'occasione per scusarmi della piccola assenza. Quest'anno l'Università mi sta prendendo tantissimo tempo perchè tutti vogliono che tutti siamo super-bravissimi e ci riempiono di compiti (sì, proprio compiti a casa) e tesine. D:
Ora vi mollo alla recensione, i swear. :3

Legend
Legend di Marie Lu

Editore: Piemme Freeway (22 Ottobre 2013)
Pagine: 264
Prezzo: € 16.50
Los Angeles, Stati Uniti. Il Nord America è spaccato in due, e tra la Repubblica e le Colonie la guerra sembra destinata a non finire mai. June è una quindicenne prodigio, nata e cresciuta in una famiglia appartenente alle più alte sfere della Repubblica. Ha un vero talento nel mettersi nei guai con i suoi superiori e le sue bravate al collegio militare sono spesso decisamente pericolose. Da quando i suoi genitori sono rimasti uccisi in un incidente stradale, l’unico su cui sa di poter sempre contare è il fratello maggiore Metias. Almeno fino al giorno in cui Metias viene assassinato in circostanze misteriose mentre è a guardia di un ospedale. Il primo sospettato è Day, un ragazzo della stessa età di June, ma proveniente dai più miseri bassifondi della Repubblica. Nonché il criminale più ricercato del paese. June ha un unico desiderio, vendicare la morte di suo fratello, ma il giorno in cui la sua strada e quella di Day si incroceranno per la prima volta, niente sarà più come prima.

My rolling thought
Tu e io potremmo avere lo stesso nemico, ma ci hanno messi l'uno contro l'altro.
Los Angeles, tra duecento anni. La popolazione è suddivisa in due fasce a seconda delle differenze economiche e sociali. Ciò che decide il destino della popolazione è la Prova, un test in cui ad ogni ragazzo e ragazza viene assegnato un punteggio a seconda delle loro risposte che ne decide il futuro all'interno della società. Day è un criminale, il più ricercato di tutta la Repubblica. I suo reati non sono di grave entità ma le sue abilità e la sua scaltrezza non sono passate innosservate. June, nonostante la sua giovane età, è la migliore tra tutti i soldati per le sue capacità analitiche e la sua intelligenza. Dopo l'uccisione di Metias, il fratello di June, alla ragazza viene affidato l'incarico di mettersi sulle tracce di Day, svelarne l'identità e catturarlo. Ma Day è un semplice ragazzo di quindici anni che, per aiutare il fratellino malato, è pronto a rischiare la sua stessa vita.

Sinceramente non ricordo il momento esatto in cui ho pensato e deciso di leggere Legend: in un angolino della mia mente c'è sempre stata la consapevolezza di leggere, prima o poi, questo titolo e pian piano, senza che me ne rendessi conto, ho iniziato a caricarlo di aspettative perchè, ehi!, 4.14 stelline Goodreads non sono mica poche.
Legend è un libro davvero carino e molto promettente, che sa intrattenere il lettore alla perfezione, MA che non è riuscito ad entusiasmarmi come avrei voluto. Credo che questa sia la prima volta in cui mi trovo in grande difficoltà nel valutare un libro perchè riconosco che oggettivamente non è un "brutto" libro, solo, come ho già detto, avrei voluto che mi piacesse un pochino di più.
Iniziato forse un pò troppo lentamente, per buona parte del libro non sono riuscita a sentirmi completamente coinvolta nella lettura, forse per via anche dello stile di scrittura semplice e scarno dell'autrice. Ho iniziato ad entrare in sintonia con la storia solo oltre la metà del libro, solo quando Day e June, i due protagonisti, si trovano finalmente faccia a faccia per potersi affrontare/confrontare. Proprio queste ultime pagine mi hanno fatto ben sperare e sono comunque curiosa di scoprire il modo in cui Marie Lu ha sviluppato le sue idee perchè, ne sono fiduciosa, Prodigy potrebbe prendere una piega interessante. Le prime, al contrario, le ho trovate solo un modo piuttosto lungo per farci entrare in contatto con la vita di Day e June e per farci conoscere il loro mondo. Ecco, direi che il momento esatto in cui ho iniziato ad apprezzare di più Legend è quello che coincide nel punto in cui il peso della morte di persone innocenti, l'odio, la vendetta e il tradimento si fanno più palpabili e concreti.
Come in ogni distopico, anche in Legend il mondo, i meccanismi politici che la governano e la vita delle persone sono radicalmente cambiati. Il Nord America è diviso tra Repubblica e Colonie, ricchi e poveri, persone che conducono una vita agiata e persone povere che non hanno nulla se non pochissimi averi e fortunatamente un tetto sotto cui ripararsi. Queste persone non devono solamente lottare per riuscire a sopravvivere ogni giorno, ma devono fare i conti anche con un terribile morbo che si diffonde tra i bassifondi delle città e che provoca centinaia di migliaia di morti. Non si sa nè da dove provenga nè come riesca a diffondersi ad intervalli così regolari, e l'unico modo di riuscire a guarirne è procurarsi uno dei vaccini che produce la Repubblica in cambio di una ingente somma di denaro. Tutti gli altri, ovvero tutti coloro che sono riusciti a superare la Prova con un risultato soddisfacente e a cui è stata data la possibilità di frequentare Università prestigiose, occupano ruoli di spicco e di grande importanza nella Repubblica. In queste due realtà opposte e completamente diverse hanno sempre vissuto Day e June, un Ragazzo e una Ragazza, una Leggenda e un Prodigio.
Il mondo creato dalla fantasia di Marie Lu mi è piaciuto molto, anche se non è di certo unico e originale. La trama è interessante e, se non fosse stato per la lentezza iniziale, l'avrei sicuramente apprezzata in tutta la sua interezza. Nonostante alcune cose siano abbastanza prevedibili e facilmente immaginabili, altre sono dei piccoli colpi di scena che riescono facilmente a farsi apprezzare e che riescono a lasciare anche un pò scossi e scombussolati. Avrei preferito un maggiore approfondimento e più dettagli riguardo la situazione della Repubblica e delle Colonie, ma forse l'autrice ha voluto riservarsi questa carta per giocarsela più in là, perchè in Legend le cose non sono mai come appaiono o come vengono fatte apparire. Un esempio ne è Day.
E proprio i personaggi di Legend sono l'elemento che mi è piaciuto di più fra tutti. Entrambi quindicenni, lui è temuto in tutta la Repubblica per i suoi crimini mentre lei è l'unica ad aver totalizzato il punteggio pieno nella Prova. Di June mi ha colpito la sua intelligenza, la sua mente calcolatrice, la sua freddezza e il suo distacco da tutto ciò che non sia il fratello; di Day mi ha colpito il fatto che, in realtà, è un semplice ragazzo che tutti credono morto e che cerca di provvedere al mantenimento e alla sopravvivenza della sua famiglia nell'ombra. Di entrambi mi ha colpito la grande maturità e il senso di responsabilità. I destini di Day e June sono destinati inesorabilmente a scontrarsi e vi confesso che non aspettavo altro che leggere del loro incontro. L'unico elemento di disturbo è stato il volerci inserire a tutti costi un accenno di quello che potrebbe benissimo evolversi in una storia d'amore. Questo l'ho trovato un pò forzato, mi sarebbe piaciuta di più una semplice ma profonda amicizia. Mi è piaciuta invece la doppia narrazione che segue entrambi i punti di vista, che si alternano in ogni capitolo per rendere più dinamiche le vicende, anche con il supporto di due font diversi.
Credo che Legend sia uno di quei libri in grado di appassionare facilmente una vasta fascia di lettori anche se, con me, qualcosa non ha funzionato. Ho combatutto a lungo con me stessa riguardo il voto da assegnare a Legend: tre stelline mi sembravano troppo poche, quattro invece troppe. Tre e mezzo non mi soddisfacevano abbastanza, quindi ci ho aggiunto un più come incoraggiamento.
« Perchè Day? »« Ogni giorno significa altre 24 ore. Ogni giorno è tutto di nuovo possibile. Si vive alla giornata, si muore in un momento, ogni cosa va presa un giorno alla volta. »
★ ★ ★ ½ ☆ +
Good. :)