giovedì 31 ottobre 2013

CLOCK REWINDERS #10 - Ottobre 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland



Recensioni:
#1 Eleanor & Park di Rainbow Rowell
#2 Bloodrose di Andrea Cremer
#3 Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas
#4 Insurgent di Veronica Roth
#5 Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo

Rubriche:
» Chi ben comincia...
#9 Città di carta di John Green
#10 La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki
#11 Allegiant di Veronica Roth
» Books in the world
#20 Fangirl di Rainbow Rowel / Tumbe & Fall di Alexandra Coutts / A wounded name di Dot Hutchison


This month's new entries

Ricevuti dalle Case Editrici + Acquistati:
Legend di Marie Lu
Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo
Il sogno dell’incubo di Marta Palazzesi
Seta di Alessandro Baricco
Novecento di Alessandro Baricco
After Dark di Murakami Haruki





That time I joined the circus di JJ Howard
Fangirl di Rainbow Rowell
Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover
Come vivo ora di Meg Rosoff



This month's readings

Bloodrose di Andrea Cremer
Città di carta di John Green
Come vivo ora di Meg Rosoff
Il segreto del bosco di CJ Daugherty
Presagio triste di Banana Yoshimoto
Seta di Alessandro Baricco
Novecento di Alessandro Baricco
Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo
Tutto ciò che sappiamo dell’amore di Colleen Hoover
After Dark di Murakami Haruki
Shadowhunters - Le origini, Il principe di Cassandra Clare



This month's Rolling thought(s)

martedì 22 ottobre 2013

CHI BEN COMINCIA... #11: Allegiant di Veronica Roth

Forse vi starete chiedendo perchè un nuovo appuntamento di Chi ben comincia... se l'ultimo è stato solo giovedì scorso... Beh, è per un valido motivo. VALIDISSIMO. E poi non vedevo l'ora di farvelo leggere!
Siete stati bravissimi a raggiungere i 5LIKE su Facebook e io sono una persona che mantiene le promesse, siete fortunati. C: Vi lascio senza indugi al tanto atteso incipit ma vi avverto: se non avete letto i primi due libri della serie vi conviene NON leggerlo perchè ci sono spoiler. Se volete dare uno sguardo agli altri, invece, vi basta semplicemente cliccare qui.
ENJOY!


Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e consiste in poche, semplici regole:

• Prendere un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
• Copiare le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
• Scrivere titolo e autore per chi fosse interessato
• Aspettare i commenti




Allegiant di Veronica Roth

Ogni domanda a cui può essere data risposta deve avere una risposta o almeno intrapresa.
I processi di pensiero illogici devono essere sfidati quando sorgono.
Le risposte sbagliate devono essere corrette.
Le risposte corrette devono essere affermate.
- Dal manifesto della fazione Erudita

Capitolo 1
Tris

Cammino nella nostra cella nel quartier generale degli Eruditi, le sue parole echeggiano nella mia mente: Il mio nome sarà Edith Prior, e c'è molto che sono felice di dimenticare.
«Quindi non l'hai mai vista prima? Nemmeno in foto?» dice Christina, la sua gamba ferita sorretta da un cuscino. Le hanno sparato durante il nostro disperato tentativo di mostrare il video di Edith Prior alla nostra città. Al momento non abbiamo nessuna idea su cosa voglia dire, o se possa frantumare le basi che abbiamo messo in piedi, le fazioni, le nostre identità. «E' una nonna o una zia o qualcosa?»
«Te l'ho detto, no» dico, girandomi quando raggiungo il muro. «Prior è - era - il cognome di mio padre, quindi dovrebbe appartenere alla sua famiglia. Ma Edith è un nome da Abnegante, e i parenti di mio padre devono essere Eruditi, quindi...»
«Quindi deve essere vecchia» dice Cara, appoggiando la testa contro il muro. Da questa angolazione sembra esattamente come suo fratello, Will, il mio amico, quello a cui ho sparato. Poi si raddrizza, e il suo fantasma è sparito. «Di poche generazioni fa. Un'antenata.»
«Antenata.» La parola appare vecchia dentro di me, come mattoni sbriciolati. Tocco un muro della cella come mi giro. Il pannello è freddo e bianco.
La mia antenata, e questa è l'eredità che mi ha trasmesso: la libertà dalle fazioni e la consapevolezza che la mia identità Divergente è più importante di quello che avessi potuto sapere. La mia esistenza è un segnale che dobbiamo lasciare questa città e offrire il nostro aiuto a chiunque c'è là fuori.
«Voglio sapere» dice Cara, facendo correre le sue mani sul suo viso. «Ho bisogno di sapere per quanto tempo siamo stati qui. Potresti smetterla di camminare per un minuto
Mi fermo al centro della stanza e alzo le sopracciglia verso di lei.
«Scusa» borbotta.
«Va bene» dice Christina. «Siamo rimasti qui per troppo tempo.»
Sono passati giorni da quando Evelyn ha domato il chaos nell'ingresso del quartier generale degli Eruditi con pochi, brevi comandi e si è affrettata a spostare i prigionieri dalle celle al terzo piano. Una donna senza fazione è venuta a medicare le nostre ferite e a distribuire antidolorifici, e abbiamo mangiato e ci siamo lavati diverse volte, ma nessuno ci ha detto cosa sta succedendo fuori. Non importa con quanta insistenza glielo abbiamo chiesto.
«Pensavo che a questo punto Tobias sarebbe arrivato» dico, saltando giù dal bordo del mio lettino. «Dov'è
«Forse è ancora arrabbiato che tu gli abbia mentito ed è andato a lavorare con suo padre» dice Cara.
Le lancio un'occhiata.
«Quattro non potrebbe essere così meschino» dice Christina, o per punire Cara o per rassicurare me, non ne sono sicura. «Probabilmente qualcosa lo ha trattenuto. Ti ha detto di fidarti di lui.»
Nel choas, quando tutti stavano urlando e i senza fazione stavano cercando di spingerci verso la scala, ho stretto le mie dita sul bordo della sua maglia così non lo avrei perso. Ha preso il mio polso tra sue mani e mi ha tirato via, e queste sono state le parole che ha detto. Fidati di me. Và dove ti dicono loro.
«Ci sto provando» dico, ed è vero. Sto cercando di fidarmi di lui. Ma ogni parte di me, ogni fibra ed ogni nervo, si protende verso la libertà, non solo da questa cella ma dalla prigione della città al di dietro.
Ho bisogno di sapere cosa c'è fuori questa barricata.

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Ah, boh. Sinceramente io non ho parole da aggiungere. e_____e Potrei salutarvi, chiudere il post qui e cliccare sulla x rossa anche se non è stato detto niente di particolare. Insomma, solo il fatto che sono le prime righe di Allegiant è da... da... aaaah, non lo sooo. >.<
Vi ho tradotto tuuutto il primo capitolo di Allegiant e il manifesto degli Eruditi. Sono stata brava, vero? :3 Avrei preferito che ci fosse stato il punto di vista di Quattro per questo primo capitolo ma abbiamo di nuovo Tris. Sono stata tentata anche di tradurre il secondo capitolo, ma a) era troppo lungo e b) mi sembrava troppo, anche se forse vi avrei fatto felici. u.u
Mi sono giunte voci di cose terribili su Allegiant ma per fortuna nessuno spoiler. Non potrei rispondere delle mie azioni se dovessi imbattermi in uno spoiler. Potreste sentirmi urlare ovunque voi siate. è_é
Comunque non so se leggerò Allegiant per il momento, forse sì forse no. Non lo so. Credo di dovermi preparare psicologicamente di nuovo.
Voi cosa mi dite di Allegiant? Sfogatevi pure, la parola TRATTENETEVI qui non esiste. E' B.A.N.D.I.T.A.
#HAPPYALLEGIANTDAY

lunedì 21 ottobre 2013

RECENSIONE: Tenebre e Ghiaccio di Leigh Bardugo

Buon lunedì a tutti. ^_^
Oggi la settimana per la vostra cara (?) Veronica non è iniziata nel migliore dei modi - in effetti anche il weekend non è finito nel migliore dei modi. Oltre a sentire un gran freddo anche se poi, in effetti, tanto freddo non fa, non sono dell'umore adatto e quando non sono dell'umore adatto non sono quel tipo di persona che si abbatte e si mette in un angolino (beh, questo lo faccio solo quando raggiungo il culmine), ma fa tremilamilioni di cose e diventa più testarda di prima. Quindi, ecco a voi un'altra recensione.

Titolo: Tenebre e Ghiaccio
Titolo originale: Shadow and Bone
Autore: Leigh Bardugo
Editore: Piemme Freeway
Data di uscita: 15 Ottobre 2013
Pagine: 288
Prezzo: € 17.00
La grande nazione di Ravka è divisa in due dalla Distesa delle Tenebre, un varco di oscurità impenetrabile popolata da mostri feroci e affamati. Alina Starkov è sempre stata una buona a nulla, un’orfana il cui unico conforto è l’amicizia del suo solo amico, Malyen detto Mal. Eppure, quando il suo reggimento viene attaccato dai mostri e Mal resta ferito, dentro di lei si risveglia un potere enorme, l’unico in grado di sconfiggere il grande buio. Immediatamente la ragazza viene arruolata dai Grisha, l’elite di maghi che, di fatto, manovrano anche lo zar, capeggiati dall’affascinante mago Oscuro. Ma niente alla sontuosa corte è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le tenebre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.


My rolling thought
«Solo tu ed io.» «Davvero?» «Siamo sempre tu ed io, Alina.»
Alina è un'orfana che, assieme al suo migliore amico Mal e altri bambini, è cresciuta nella casa di un ricco benefattore. Ora lei è un'apprendista cartografa e lui un cercapiste del Secondo Esercito. I loro gruppi vengono scelti per attraversare la Distesa delle Tenebre, una fascia di terra avvolta completamente nell'oscurità e popolata dai volcra, esseri alati senza vista che riescono ad avvertire la presenza di esseri umani di cui si cibano uccidendoli nei modi più brutali. Molti hanno perso la vita attraversando la Distesa delle Tenebre, ma Alina non può tirarsi indietro nonostante la grande paura. Quando Mal viene attaccato da un volcra, Alina, per proteggerlo e senza rendersene conto, sprigiona una luce accecante che fa dileguare le tenebre e i mostri. In seguito a questo episodio, l'Oscuro si rende conto che Alina è una Grisha con poteri unici e speciali: lei è una Convocatrice del Sole, la persona che tutta Ravka ha sempre aspettato per abbattere definitivamente la Distesa. 

Forse non sapete che aspettavo di leggere Shadow and Bone da più di un anno ormai. Più il tempo passava e più la data della sua pubblicazione sembrava non voler sbucare fuori da nessuna parte, tant'è che mi ero quasi convinta a leggerlo in lingua. Ma poi eccolo qui, Tenebre e Ghiaccio viene pubblicato e io non potevo non leggerlo immediatamente. Durante tutto il tempo che ho aspettato, ho caricato questo romanzo di aspettative altissime, forse troppe e troppo alte, forse ho fatto male perchè potevo rimanerne delusa... ma no, direi proprio di no: come mi aspettavo, Tenebre e Ghiaccio mi è piaciuto moltissimo!
Il solo fatto che Leigh Bardugo abbia scelto di ambientare la sua storia in Russia, una terra fatta di ghiaccio, magia, miti e leggende, mi fa letteralmente impazzire perchè è un'ambientazione diversa del solito e che, a ben pensarci, può offrire tantissimi spunti unici e originali. E la storia della Bardugo è unica e originale, sicuramente e completamente diversa da ogni cosa io abbia letto fino ad ora. Quello che mi ha colpito in particolare non è stato lo svolgimento della storia, che amo sia ben chiaro!, ma la cura nei dettagli che l'autrice ha avuto nel creare il suo mondo. Apparentemente può sembrare tutto molto semplice, ma in realtà non lo è e lo dimostra il fatto che appena iniziata la lettura sono andata un attimo in confusione tra tutti i nomi dei luoghi menzionati, le diverse tipologie di Grisha e i termini in russo. Purtroppo anche nell'edizione di Tenebre e Ghiaccio non è stata mantenuta la cartina e mi trovo a ripetere, ancora una volta, che è un vero peccato: in questi tipi di romanzi la cartina deve essere presente, è un arricchimento che ci permette di seguire visivamente il viaggio compiuto dai personaggi, in questo caso da Alina, Mal e tutti gli altri, e senza ci si sente un pò spaesati. Fortunatamente, abbiamo uno specchietto riassuntivo che ci permette di inquadrare fin da subito tutte le tipologie di Grisha e le loro peculiarità senza confonderli, ma saremmo comunque stati in grado di fare ciò attingendo dalle informazioni che la Bardugo stessa ci dà nel suo romanzo: essi infatti sono distinguibili l'uno dall'altro a seconda del colore delle loro vesti, che può andare dall'azzurro, al rosso, all'argento e infine al nero, colore, quest'ultimo, riservato solo ed esclusivamente all'Oscuro. Insomma, procedendo nella lettura si riesce a prendere confidenza con la nazione di Ravka e le sue usanze e tutto diventa più chiaro e famigliare. E' impossibile non venire risucchiati dall'ambientazione di questo libro perchè l'autrice ci fa respirare Russia ad ogni pagina! Sono tantissimi i termini in russo che utilizza, alcuni facilmente comprensibili, altri un pò meno, e questi piccoli dettagli mi hanno fatto apprezzare ancora di più ciò che stavo leggendo.
A controbilanciare questa ricchezza di dettagli, c'è una storia semplice ma allo stesso tempo interessante, coinvolgente e davvero molto molto originale. La Bardugo non si perde in chiacchiere inutili, ci racconta quello che deve senza svelare troppo e con uno stile diretto e ben bilanciato, mai troppo descrittivo e che riesce fin da subito a coinvolgere nell'azione. Ciò che ho notato è che noi leggiamo ciò che vede Alina. Mi spiego meglio: Alina è un personaggio che non "vede tutto", nel senso che non si sofferma ad osservare con attenzione ogni singola cosa, ma coglie solo quei piccoli particolari o quei dettagli che la colpiscono di più e che per lei, come per noi, rappresentano una novità. E' piacevole leggere cosa passa nella testa di Alina perchè è un personggio molto introspettivo e ogni cosa che fa o che pensa è ragionata, riflettuta, ogni singolo evento scatena in lei tantissimi pensieri, molte volte contrastanti. Inoltre, viene descritta come una ragazza normalissima: non si vede bella ma nessuno le dice il contrario in ogni occasione possibile e non riesce a richiamare i suoi poteri immediatamente, ma solo dopo un lungo e difficile allenamento. E' un personaggio per certi versi estremamente reale, non come molte altre protagoniste/eroine che a volte sono talmente perfette da sembrare quasi surreali. Il suo rapporto con Mal è bellissimo, loro due insieme sono davvero dolci, dolci come possono esserlo due amici di infanzia che dopo essersi allontanati si ritrovano. Non so se chiamare triangolo quello che la Bardugo ad un certo punto mette in gioco e non so nemmeno se verrà ripreso in seguito ma l'Oscuro non mi ispira poi così tanta fiducia, nonostante sia un personaggio interessantissimo e credo ancora da scoprire bene sotto ogni suo aspetto.
Per questo primo volume della serie non avrei potuto aspettarmi e chiedere di meglio ma ci sono ancora tantissime cose da scoprire e da leggere che non vedo l'ora di poter avere Siege and Storm. L'avrò già detto mille milioni di volte, ma Tenebre e Ghiaccio mi è proprio piaciuto ed essere appagati dopo aver concluso un libro è una bellissima sensazione.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

giovedì 17 ottobre 2013

CHI BEN COMINCIA... #10: La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki

Buondì. :3
Anche questo giovedì torno con un nuovo incipit. Fino a ieri non avevo assolutamente idea di cosa proporvi oggi, ma poi mi sono ricordata di un libretto di un autore che avrei sempre voluto leggere e sono riuscita a rispettare l'appuntamento - con grande felicità. Lui è Murakami, autore giapponese, e il libro è...



Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e consiste in poche, semplici regole:

• Prendere un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
• Copiare le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
• Scrivere titolo e autore per chi fosse interessato
• Aspettare i commenti




La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Murakami Haruki

1. Il paese delle meraviglie

Un ascensore - Silenzio - Donne grasse.
L'ascensore saliva con estrema lentezza. Presumo che salisse, cioè. Ma non ne sono affatto sicuro. Era tanto lento da farmi perdere il senso della direzione. Chissà, forse scendeva, o non si muoveva neanche. Nelle circostanze in cui mi trovavo era logico immaginare che stesse salendo. Era solo una supposizione, però. Del tutto priva di fondamento. Magari ero salito di tredici piani e poi sceso di tre, o avevo fatto il giro del mondo ed ero tornato al punto di partenza. Chi poteva dirlo?
Quell'ascensore non aveva nulla in comune col rudimentale arnese installato nel mio condominio, una semplice variante di un secchio da pozzo. I due congegni erano talmente diversi che mi era difficile pensare che fossero stati concepiti per lo stesso fine, che avessero la stessa funzione e venissero chiamati con lo stesso nome. Nella loro categoria, erano praticamente agli antipodi.
Prima di tutto per la grandezza. L'ascensore in cui mi trovavo avrebbe potuto fungere da ufficio, tanto era ampio. C'era posto per una scrivania, degli schedari, un armadio, magari un angolo cottura, e sarebbe ancora avanzato dello spazio. Volendo ci si potevano far entrare pure tre cammelli e una palma di media grandezza. Per non parlare della pulizia! Era lustro come una cassa da morto nuova. Sulle pareti e sul soffitto, in lucente acciaio inossidabile, non una macchia, non un'ombra, e il pavimento era coperto da una folta moquette verde muschio. Inoltre era incredibilmente silenzioso. Quando vi ero entrato le porte si erano richiuse adagio senza far rumore - alla lettera, senza il minimo fruscio - dopodiché non avevo udito più nulla. Al punto che non capivo nemmeno se la cabina si stesse muovendo o no. I fiumi profondi sono lenti e placidi.

• • •

Mi sono dilungata tantissimo, lo so! Il fatto è che mi stavo divertendo a leggere e copiare questo incipit, che di sicuro non farà la felicità di chi ha paura a prendere l'ascensore. Beh, mi sento di dire fin da ora che Murakami è uno di quei tipi che parla del nulla con una certa eleganza e con giri di parole che comunque non annoiano. Potrebbero piacermi molto i suoi libri... sì.
Di Murakami possiedo due libri, questo qui e After Dark. La fine del mondo e il paese delle meraviglie è un volume abbastanza corposo: 509 pagine e un carattere non proprio grandissimo. Credo che leggerò prima After Dark e poi questo, anche se ora sono molto tentata di proseguire la lettura. Per ora so che il titolo si riferisce a due storie indipendenti (La fine del mondo e Il paese delle meraviglie, per l'appunto) che si alternano tra di loro fino a congiungersi alla fine.
Voi che ne pensate? Avete già avuto modo di leggere qualcosa di Murakami, volete farlo o non volete farlo perchè non vi ispira?
Tell me.

mercoledì 16 ottobre 2013

RECENSIONE: Insurgent di Veronica Roth

Buon-quasi-pranzo a tutti. :3
Cosa mi raccontate di bello? Io sono felicissima. Questa mattina all'Università abbiamo fatto un piccolo test per verificare il nostro livello di inglese e io sono risultata proprio al limite tra upper intermediate e advanced. Di solito quando faccio questi test mi faccio prendere dall'ansia, ma questa volta sono stata bravissima, ho riflettuto ed ho fatto tutto con calma. Sono talmente contenta e orgogliosa del mio risultato che potrei mettermi a urlare dalla finestra!!
Non appena tornata a casa, mi sono messa a scrivere questa recensione per sfruttare tutto questo entusiasmo ed ora ve la lascio. E' spoiler-free state tranquilli, però vi consiglio di non leggere il mio riassunto della trama in ogni caso. Giusto l'altro ieri ho ricevuto la copertina originale dalla Casa Editrice e non vedo l'ora di poter tornare a casa per vederla in tutto il suo splendore. *^*

Titolo: Insurgent
Titolo originale: Insurgent
Autore: Veronica Roth
Editore: DeAgostini
Data di uscita: 30 Maggio 2013
Pagine: 525
Prezzo: € 14.90
Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore e la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra fra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.


My rolling thought
INSORTA. Sostantivo. Persona che agisce contro l'autorità stabilita, ma senza necessariamente ricorrere alla violenza.
Gli Intrepidi sono ormai divisi a metà: una parte ha dato la propria fiducia agli Eruditi, l'altra si è alleata con gli Abneganti e le altre fazioni per contrastare i piani dei primi. Tris e Quattro sono sempre insieme, e insieme si spostano dal quartier generale dei Pacifici, a quello dei Candidi ed infine a quello degli Abneganti, superando prove difficilissime e rivelando agli altri una parte di se stessi che tenevano nascosta. Dopo la morte di Will, Tris non riesce più a prendere in mano un'arma, non riesce a superare totalmente la morte dei suoi genitori e cerca di vendicarli in ogni modo possibile, anche mettendo a repentaglio la sua stessa vita. Nel frattempo gli Eruditi, al cui comando vi è Jeanine, hanno messo a punto un nuovo e potente siero che riesce a controllare le menti dei Divergenti, che si rivelano essere molti di più di quelli che tutti credevano...

Ricordate che avevo una paura tremenda di leggere Chaos e che, per farlo, mi sono dovuta preparare psicologicamente? Bene. Per Insurgent non l'ho fatto ed ho fatto male, è stato devastante. Insurgent è IL libro che ti fa esclamare OH-MY-GOD ad ogni singola pagina e Veronica Roth si è rivelata L'autrice più sadica e masochista in cui io mi sia mai imbattuta. Non fidatevi di quel suo sorriso simpatico e allegro, proprio no!, sarà impossibile non urlare alla fine WHY VERONICA, WHY??? e non desiderare di buttare il libro fuori dalla finestra per tutti i colpi e gli infarti che fa prendere.
Dopo Divergent, mi aspettavo grandi cose in Insurgent e sono stata accontentata. Mi è piaciuto proprio tanto, anche se piaciuto mi sembra un termine un pò riduttivo... l'ho amato? adorato? venerato?, ed ho divorato cinquecentoventicinque pagine in soli due giorni. Questa donna è fantastica, riesce a coinvolgere ogni singola parte del corpo - mente-occhi-cervello-cuore-mani-voce - nella lettura e a canalizzare tutta l'attenzione su ciò che ha scritto. Semplicemente perchè lei sa scrivere, sa cosa significano le parole e sa come utilizzarle per colpire direttamente al cuore e alla sensibilità di ognuno. E' impossibile non fermarsi un secondo e riflettere su quanto si è appena letto. Forse alcuni concetti non ci riescono subito, forse ci vuole solo un pò più di tempo, ma alla fine riescono ad infestare lo stesso la mente.
In Insurgent succedono tantissime cose. Il libro ha un ritmo frenetico e coinvolgente che però non intreccia la mente, tutto è ben strutturato, curato ed ha un suo perchè. Gli episodi e le scene d'azione sono descritte magnificamente, la tensione è palpabile, avvertiamo la paura, l'ansia, il dubbio e l'incertezza, e viene spontaneo, ad un certo punto, domandarsi se tutti riusciranno a sopravvivere. Ebbeno no, molti non ci riusciranno e lasceranno per sempre la scena, ma credo che questi siano sacrifici necessari altrimenti Insurgent non sarebbe mai stato Insurgent, ma solo un libro come tanti altri in cui alla fine, tutti i personaggi in un modo o nell'altro, vivono felici e contenti.
Tutti i personaggi si fanno più interessanti, la Roth si prende dei piccoli spazi per approfondirne un pò di più la psicologia, per farceli conoscere meglio, e sono tantissime le cose che ancora non sappiamo di loro. Caleb, Jeanine, Uriah, Eric e Lynn sono quelli che spiccano di più fra tutti: alcuni li ho adorati tantissimo e più di prima (coff Uriah coff), altri mi sono caduti talmente in basso che ancora non mi capacito del perchè si sono comportati in questo modo.
Ancora una volta la nostra voce narrante e Tris, camminiamo affianco a lei e sondiamo i suoi pensieri. Con lei la Roth fa un salto di qualità, andiamo ancora più in profondità nel suo personaggio di quanto già abbiamo fatto in Divergent e, anche se moltissime volte non riusciamo a comprendere il perchè delle sue azioni, non mi sento di giudicarla in nessun modo perchè penso sia più o meno giustificabile agire come lei per tutto quello che ha vissuto e sta vivendo. Quattro, oh Quattro!, vorrei tanto sapere cosa ti passa per quella testa (per fortuna, in Allegiant lo sapremo). Lui l'ho trovato un pò più "tranquillo" rispetto al solito, ma le sue scenate sono impagabili, davvero. La cosa che più apprezzo di loro due, e di conseguenza di Veronica Roth, è che non si lasciano andare in smancerie eccessive: loro stanno insieme, sì, e il modo in cui lo fanno mi piace tantissimo perchè altrimenti non crederei loro, mi sembrerebbe solo un qualcosa di troppo forzato... Insurgent che non è Insurgent, ancora una volta.
Un'altra cosa che ho apprezzato tantissimo è la cura che la Roth ha avuto nel creare il suo mondo distopico e nel concepire le fazioni. Già in Divergent abbiamo avuto modo di averne un piccolo assaggio ma in Insurgent ampliamo la conoscenza delle fazioni. Ognuna di esse si contraddistingue dall'altra per mezzo di caratteristiche che le rendono uniche, come ad esempio l'utilizzo dei colori, ma veniamo resi partecipi anche del modo in cui vive chi ne fa parte e i segreti che la fazione nasconde.
Il finale ha azzerato la mia mente, le ultime frasi hanno completamente bloccato il mio cervello e solo dopo tanto tempo il meccanismo che fa girare le mie rotelle si è rimesso in funzione. Volevo urlare-urlare-urlare, solo urlare! Ma si può concludere un libro in questo modo??? Aaaaah.
Con Insurgent, Divergent è entrata di diritto a far parte delle mie serie preferite, così come Veronica Roth. Ha scelto una via difficile e ha preso delle decisioni che possono facilmente ritorcersi contro di lei, ma mi ha già dimostrato la sua grandezza e non ho alcun dubbio su di lei. Evita tutto ciò che è semplice e sa mettersi in discussione, ed è apprezzabile il fatto che lo faccia.
Cinque stelline non sono sufficienti questa volta, ma non posso inventarmi altre votazioni assurde! Sappiate solo che Insurgent se ne merita una cascata infinita.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

Il mio dilemma più grande ora è: prendere o non prendere Allegiant in lingua? Sono in crisi: ho bisogno di leggere Allegiant, di conoscere anche i pensieri di Quattro e sapere cosa cavolo ha combinato la Roth, ma non voglio arrivare all'ultima pagina e salutare tutto e tutti prima del tempo. Voi cosa farete?

sabato 12 ottobre 2013

RECENSIONE: Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas

Buon sabato a tutti. :D
Sono sopravvissuta alla prima settimana di Università... beh, più o meno - è tutto un delirio e non-si-capisce-niente-su-cosa-devo-fare-o-dove-devo-andare per via dei cambiamenti che hanno fatto. ._."
Avrei voluto lasciarvi una bella recensione durante la settimana ma devo ancora trovare il giusto ritmo tra lezioni/studio/letture/blog/vita, quindi ho deciso di rimandare a oggi che sono a casa e posso concentrarmi meglio su ciò che voglio dirvi.
Okay, let's go!

Titolo: Il trono di ghiaccio
Titolo originale: Throne of Glass
Autore: Sarah J. Maas
Data di uscita: 17 Maggio 2013
Editore: Mondadori Chrysalide
Pagine: 461
Prezzo 17.00
Nessuno esce vivo dalle miniere di Endovier. Celaena, la migliore assassina nel regno di Adarlan, è lì rinchiusa da un anno e quando le offrono la possibilità di diventare sicario di corte, non esita neppure un istante ad accettare. Ma la lotta è appena all'inizio: Celaena deve affrontare ventitré contendenti. Se vincerà, diventerà la paladina del re e dopo quattro anni di servizio sarà libera. Il Principe Ereditario è il suo maggiore alleato. Il Capitano delle Guardie la protegge. Entrambi la amano. Ma l'amore e il talento non bastano per vincere. Nel castello un pericolo insidioso è in agguato, e ben presto Celaena capisce che le persone di cui fidarsi sono sempre meno... A lei spetta il compito di estirpare l'oscura minaccia, prima che distrugga il loro mondo.


My rolling thought
Tutti abbiamo cicatrici... Le mie sono solo più visibili delle altre.
Celaena, diciotto anni, potrebbe essere una ragazza come tante altre, se non fosse per il fatto che è un'assassina, l'assassina più abile e più brava di tutta l'Erilea, di cui nessuno conosce la vera identità ma che tutti temono. Da un anno è rinchiusa nelle terribili miniere di sale di Endovier, un luogo in cui i prigionieri non sono mai riusciti a sopravvivere a lungo. La sua vita cambia con l'arrivo di Dorian, il Principe Ereditario, alla ricerca di un paladino da far partecipare al torneo indetto dal padre, il Re, che anch'egli è alla ricerca di un sicario abile e fedele. Celaena deve affrontare e sconfiggere altri 24 paladini e prestare 4 anni di servizio per poi riavere in cambio la libertà. Non sono ammessi errori: se verrà sconfitta, ritornerà ai lavori forzati e alla reclusione di Endovier.

Leggere Il trono di ghiaccio è stata una vera e propria avventura tra i libri, sia cartacei che digitali. L'uscita di questo romanzo è stata preceduta dalla traduzione di quattro novelle prequel (L'assassina e il signore dei pirati, L'assassina e il deserto, L'assassina e il male, L'assassina e l'impero) indispensabili per sapere come mai Celaena, la protagonista, sia finita prigioniera nelle miniere di Endovier. Mi sono letteralmente imposta di leggere prima le novelle e poi il romanzo perchè volevo avere una visione più completa e dettagliata di quest'ultimo, non volevo che mi mancassero dei pezzi, ma non sono riuscita a leggerle immediatamente per via del mio rapporto complicato con gli ebook. Dopo aver letto la terza, però, mi sono precipitata immediatamente a leggere la quarta ed ultima novella, che mi ha letteralmente spezzato il cuore, e subito dopo mi sono buttata sul romanzo in carta e inchiostro.
Passando dalle novelle a Il trono di ghiaccio mi aspettavo una certa continuità, magari ritrovare alcuni personaggi presentati nelle prime (ho sperato con tutto il cuore di ritrovare IL personaggio), ma per questa volta non è andata così. Il trono di ghiaccio ha cambiato un po' rotta rispetto la storia narrata nelle novelle, ma è stata ugualmente una lettura appassionante e bellissima.
Sarah J. Maas ha dato vita ad una storia misteriosa, intrigante, magica e ricca di azione. L'ingegno della Maas non consiste solo nell'aver intessuto bene una storia interessante e dei personaggi caratterizzati alla perfezione, ma le va riconosciuto il grande merito di aver creato un vero e proprio mondo ricco e dettagliato in cui farli muovere. Ogni paese dell'Erilea ha la sua storia, la sua lingua, le sue tradizioni, i suoi usi e i suoi costumi, ogni personaggio ne è una piccola rappresentazione e, durante la lettura delle novelle e del romanzo, riusciamo ad avere una visione ampia di ognuno di essi. Mi sarebbe piaciuto avere a disposizione una mappa per orientarmi meglio e per visualizzare fisicamente i luoghi di cui parla la Maas, mappa che poi ho effettivamente trovato su internet e che, forse, è inclusa nell'edizione originale e che è stata utilissima nel chiarirmi meglio le idee e le informazioni accumulate durante la lettura.
La trama de Il trono di ghiaccio ha catturato fin da subito la mia attenzione e curiosità: Celaena è un'abile assassina imprigionata da un anno nelle miniere di Endovier, luogo che può finalmente lasciarsi alle spalle partecipando e vicendo il torneo indetto dal Re, il quale è alla ricerca del suo sicario personale. L'idea del torneo mi ha fatto impazzire completamente, l'ho amata fin da subito, ma non posso negare che l'intera situazione sia stata un pò tralasciata subito dopo le battute iniziali e qualche accenno ripreso qua e là in favore di altri aspetti della storia, legati comunque ad esso ma che alla fine portano ad altre strade che non mi sarei mai aspettata ma che ho apprezzato allo stesso modo.
In mezzo a tutti queste lotte, combattimenti all'ultimo sangue, morti misteriose e strani simboli da decifrare, la parte romance non manca e devo dire di averla apprezzata tantissimo. I fili che uniscono i sentimenti di Chaol-Celaena-Dorian sono sottili e impalpabili, la Maas è riuscita ad evitare situazioni pesanti che sanno già di visto-e-letto per qualcosa di più semplice, leggero e anche un pò enigmatico e da leggero batticuore. Non si capisce fin da subito chi preferisce Celaena, lo si capisce pian piano, ma credo che in proposito l'autrice abbia ancora molto da dire e io l'ascolterò volentieri perchè mi piace come ha gestito il tutto (anche se io mi aspetto sempre IL colpo di scena).
Cosa dire dei personaggi? Sono assolutamente perfetti. Tutti sono perfetti, sia i personaggi principali (Celaena, Dorian, Chaol) che quelli secondari (il Re, Nehemia, Lady Kaltain, il Duca di Perrington). Celaena è eccezionale, è una protagonista fantastica! Lei è un'assassina che dalla vita non ha mai avuto cose belle, anzi, tutto il contrario, e nonostante sia conosciuta come "l'assassina più abile e temuta di tutta l'Erilea" è in realtà una ragazza come tante altre, estremamente fragile, che si lascia trasportare dalle storie d'amore che legge e incantare dal suono del pianoforte, strumento con il quale riesce ad esprimere i suoi sentimenti più profondi e personali, anche se non ama farlo in pubblico. Lei è bella, bellissima, e sa di esserlo, e sfrutta la sua bellezza come un'arma nelle sue missioni. Ogni tanto si abbandona con facilità alle frivolezze, come un bel vestito o dei gioielli. Celaena è così ed ogni aspetto del suo carattere la rende un personaggio completo e facilmente apprezzabile. Fra Dorian e Chaol ho preferito di gran lunga quest'ultimo al Principe Ereditario, il Capitano delle Guardie mi è piaciuto di più, con i suoi modi rudi e un pò bruschi ma che, sotto sotto, nascondono una dolcezza infinita. Si potrebbero dire un milione di cose su ognuno di loro perchè la Maas è riuscita a tratteggiarli al meglio in un modo straordinario.
Ora non vedo l'ora di poter leggere Crown of Midnight, un secondo volume che si prospetta essere anche migliore di questo, ma anche tutti gli altri perchè la Maas ha intenzione di scrivere ancora molto su Celaena e io leggerò ogni cosa che uscirà fuori dalla sua penna. Mi aspetto di ritrovare i personaggi delle novelle che pensavo di ritrovare fin da subito (ormai mi sono fissata) e, in qualche modo, anche LUI. Per il momento mi fermo alle 4 stelline, le 5 me le riservo per il seguito.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

martedì 8 ottobre 2013

BOOKS IN THE WORLD #20: Fangirl di Rainbow Rowell, Tumble & Fall di Alexandra Coutts, A wounded name di Dot Hutchison

Buon-fine-martedì a tutti voi. :3
Sono ritornata con un nuovo appuntamento di Books in the world. A Settembre non sono riuscita a postarvi nemmeno un appuntamento di questa rubrica, ma finalmente sono riuscita a tradurre un pò di trame di alcuni libri presenti nella mia wish-list per presentarveli. Effettivamente dovrei rinominare questa rubrica On my english wish-list, ma vabbè... fa niente! ._."

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Books in the World è una rubrica in cui parlerò dei libri pubblicati in altri paesi che però non sono ancora stati tradotti da noi. Vi illustrerò le trame dei libri che mi hanno colpito di più e, perchè no, se il titolo vi interessa particolarmente potrei anche leggerlo e recensirlo per voi in attesa di una traduzione italiana.
Le trame sono interamente tradotte da me.
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Fangirl
di Rainbow Rowell
Cath è una fan di Simon Snow. Okay, il mondo intero è fan di Simon Snow, ma per Cath, essere una fan è la sua vita - ed è davvero molto brava in questo. Lei e la sua sorella gemella, Wren, si sono rigugiate nella serie di Simon Snow quando era solamente delle ragazzine; è quello che le ha fatte andare avanti dopo la partenza della loro madre. Leggere. Rileggere. Visitare forum su Simon Snow, scrivere fan fiction su Simon Snow, vestirsi come i personaggi in ogni premiere dei film. La sorella di Cath si è in buona parte staccata dal fandom, ma Cath non può. Non vuole. Ora che stanno andanto al college, Wren ha detto a Cath che non vuole essere sua compagnia di stanza. Cath è da sola, completamente fuori dalla sua zona di conforto. Le è stata assegnata una compagnia di stanza burbera con un fidanzato affascinante sempre intorno, un professore scrittore di narrativa che pensa che le fan fiction siano la fine del mondo civilizzato, un compagno di classe carino che vuole solo parlare di parole... E lei non può fare a meno di preoccuparsi per suo padre, che è amabile e fragile e che non è rimasto mai davvero da solo. Per Cath, la domanda è: Riuscirà a fare ciò? Riuscirà a farlo senza Wren che le tiene la mano? E' pronta ad iniziare a vivere la sua vera vita? E vuole davvero andare avanti anche se questo significa lasciarsi alle spalle Simon Snow?

Tumble & Fall
di Alexandra Coutts
Un romanzo sulla fine del mondo pieno di sorprendenti inizi. Il mondo sta vivendo nell'ombra di un imminente disastro. Un asteroide è posizionato in modo da colpire la Terra entro una sola settimana; la catastrofe è inevitabile. La domanda non è come salvare il mondo - la domanda è, cosa fare con il tempo che resta? Sullo sfondo di questo suggestivo scenario, tre ragazzi che vivono su un'isola si destreggiano tra un intreccio di storie d'amore, amicizia e famiglia - mentre in gioco c'è la più alta posta mai immaginata. 


A wounded name
di Dot Hutchison
C'è una ragazza che riesce a buttarsi nella vita e creare un nome infrangibile, un'identità che si regge da sola senza padri o fratelli o ragazzi che la divorano e la distruggono. Non sono mai stata quella ragazza. La sedicenne Ophelia Castellan non sarà mai semplicemente un'altra studentessa all'Accademia di Elsinore. Vedere i fantasmi non è un'abilità apprezzata tra le altre ragazze. Anche quando prende le sue pillole, le Bean Sidhe la tormentano, ricordandole di una promessa fatta alla sua madre morta. Adesso, dopo l'improvvisa morte del direttore, l'intera accademia è in tumulto, e Ophelia non può più ignorare le fate. Soprattutto quando inizia a vedere il fantasma del direttore - due di loro - sul terreno della scuola. Al centro di questo mondo in crisi c'è Dane, il figlio del direttore. Anche lui comprende il potere di una promessa fatta a un genitore, anche a uno morto. Per lui, Ophelia è l'unica persona non macchiata dall'inganno e dalla ipocrisia, uno specchio della sua anima spezzata. E per Ophelia, Dane diventa subito tutto. Ma anche se lei dà tutta se stessa a lui, Dane scivola via. Consumato dal sospetto, dalla rabbia e dalla pazzia, si dirige verso il suo tragico fato - trascinando Ophelia, e il resto della Elsinore, con lui. Sai come finisce questa storia. Ophelia ha una scelta da fare - e una promessa da mantenere. Non è la ragazza che gli altri vogliono che sia.
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Fangirl è entrato a far parte della mia wish-list all'incirca un mese e mezzo fa insieme al precedente romanzo della stessa autrice, Eleanor & Park (di cui vi ho ampiamente parlato qui). Ho amato l'autrice in questo libro e mi sto davvero trattenendo nel non ordinare Fangirl; ha una trama così carina e divertende che vorrei leggerlo subito, tipo ora. Mi ci ritrovo abbastanza - anche se non a livelli così estremi - e penso che anche voi vi ci ritroviate molto nel personaggio di Cath. Comunque, è uno stand-alone e terzo libro di Rainbow Rowell, i primi due disponibili anche in italiano.
Anche Tumble & Fall è uno stand-alone e mi ha incuriosito fin da subito per la trama. I romanzi in cui si parla di una possibile fine del mondo per le più diverse motivazioni mi hanno sempre incuriosito tantissimo perchè molte volte mi ritrovo a chiedermi come utilizzerei il tempo che mi rimane a disposizione. Purtroppo su Goodreads ha una votaziona un pò bassina - per non dire quasi pessima - e sono determinata a scoprire perchè non è piaciuto. Credo che andrò a leggermi qualche recensione, cercando di non spoilerarmi nulla.
Ultimo libro e, indovinate un pò?, anch'esso stand-alone è A wounded name che, dopo la bellissima recensione di Juliette, è finito dritto dritto in wish-list. I riferimenti ad Amleto mi interessano tantissimo e la storia mi piace, sono curiosa di scoprire in che modo l'autrice è riuscita ad unire il tutto in questo suo romanzo d'esordio.
Anche per questa volta è tutto, spero di avervi fatto conoscere tre nuovi titoli. Quale dei tre vi ispira di più e sperate di poter leggere anche in italiano?

sabato 5 ottobre 2013

RECENSIONE: Bloodrose di Andrea Cremer

Oggi vi saluto con un grandissimo sorriso. :D
Boh, mi sento allegra e tutto questo spirito d'iniziativa si ripercuote anche sul blog. Sarà forse perchè l'autunno che amo è arrivato... a parte il fatto che questa notte, verso le 4AM, ci sono stati due tuoni allucinanti - il secondo sembrava esser quasi caduto in camera mia - che mi hanno tenuto sveglia almeno per un'ora. Ora sta scendendo giù l'Oceano Atlantico, ma non mi dispiace, spero solo che entro questo pomeriggio smetta un pò perchè voglio uscire sotto questo cielo grigio. *-*
Approfittando di questo stato d'animo, vi lascio una recensione. Il suo contenuto non è per niente del tutto positivo, e un pò mi dispiace, ma come sempre mi auguro che sia di vostro gradimento e, se avete già letto il libro e avete un'opinione diversa dalla mia, sentitevi liberissimi di esprimervi perchè voglio conoscere i vostri pensieri!

Attenzione! Ricorro al metodo-alla-Deni per un piccolo spoiler che riguarda una parte del finale.

Titolo: Bloodrose
Titolo originale: Bloodrose
Autore: Andrea Cremer
Editore: DeAgostini
Data di uscita: 19 Settembre 2013
Pagine: 416
Prezzo: € 14.90
Una guerra imminente, un destino da compiere e un amore da salvare... Per Calla, il lupo mannaro adolescente femmina che non si è mai tirata indietro di fronte alle battaglie, è arrivato il momento dello scontro finale con Bosque Mar. Nell’imminente guerra in ballo c’è molto di più di una semplice vittoria, c’è la salvezza di Ren, l’amico che Calla pensava di avere perso; c’è l’amore per Shay, messo alla prova dalle sue scenate di gelosia; c’è la sicurezza di suo fratello Ansel, sempre più fragile e spaesato. Ma soprattutto c’è il suo ruolo di femmina alfa, che deve ancora essere messo alla prova, nonostante gli orrori inimmaginabili che deve patire per liberare il mondo dalla magia distruttiva dei Custodi. Deve infine decidere cosa farà una volta che la guerra sarà terminata, sempre che sopravviva…


My rolling thought
Siamo fatti l'uno per l'altra, Calla.
Dopo essere riuscite a portare dalla parte dei Cercatori la maggior parte del branco, Calla e Adne tornano a Vail per convincere Ren ad unirsi a loro. Scoperta finalmente la verità sui suoi genitori, il lupo alfa segue le due ragazze all'Accademia in cui, Guardiani e Cercatori, iniziano ad elaborare il piano di recupero della Croce Primordiale per sconfiggere una volta per tutte Bosque Mar. La tensione tra Ren e Shay è altissima, i due si contendono Calla in ogni occasione, ma lei prende immediatamente il controllo della situazione in mano costringendo i due a fare un patto di fiducia e nominandosi l'unica alfa del branco. Recuperati i tre pezzi mancanti della Croce, la battaglia finale ha finalmente inizio...

Bloodrose è il volume conclusivo della trilogia sui licantropi di Andrea Cremer. Credetemi, ve lo dico con il cuore in mano: avrei tanto voluto farmi piacere questo ultimo libro. L'inizio della mia avventura con questa serie è partita nel migliore dei modi: Nightshade mi era piaciuto tantissimo e mi aveva lasciato una bella sensazione addosso, quella di una storia ben elaborata e dai risvolti intriganti e una parte romance interessante e coinvolgente, con Calla divisa tra il suo promesso sposo e futuro alfa del branco, Ren, e Shay, il ragazzo nuovo un pò impacciato che riesce a far breccia nel cuore di lei. Il secondo capitolo, Wolfsbane, aveva deluso un pò le mie aspettative, l'avevo trovato abbastanza sottotono ma comunque piacevole, grazie ai nuovi personaggi secondari introdotti nella storia e il finale comunque interessante. Arrivati a questo punto, mi sarei aspettata un finale scoppiettante e adrenalinico per Bloodrose, del tipo "un ritorno alle origini", in cui la guerra imminente non avrebbe risparmiato niente e nessuno e, per completare il quadro, la tanto agognata scelta di Calla, le cui indecisioni ci hanno fatto penare tantissimo. Sono partita quindi con un'attitudine del tutto positiva, ma durante la lettura mi sono ricreduta di molto. Non so cosa sia successo ad Andrea Cremer, ma ha combinato un vero casino. Bloodrose si è rivelata una lettura noiosa e superficiale, alcune sue scelte rimangono tuttora a me incomprensibili e il finale... oh il finale, l'ho trovato pessimo.
Gli obiettivi principali di Calla&Co in questo ultimo libro sono essenzialmente due: recuperare i tre pezzi mancanti della Croce Primordiale e sconfiggere definitivamente Bosque Mar. I pezzi della Croce Primordiale sono custoditi in tre luoghi molto distanti e diversi tra loro, protetti da altre forme di Guardiani. In queste missioni di recupero, Calla, i lupi che si sono uniti a lei e i Cercatori si ritrovano coinvolti in numerose piccole battaglie in cui qualcuno perde la vita o rischia di perderla, ma riuscendo comunque a portare a termine le missioni. Allo stesso modo, la battaglia finale non risparmia nessuno, molti personaggi abbandonano la scena definitivamente mentre altri devono compiere scelte estremamente difficili e dolorose.
Mi accorgo che raccontata così la trama sembra molto interessante, ma in tutto ciò non c'è mordende. Andrea Cremer non riesce a catturare l'attenzione del lettore trascinandolo tra le sue pagine e questo perchè la storia è raccontata con superficialità. Nonostante ci sia azione, tutto viene soffocato dalla parte romance che è davvero troppa e al limite del ridicolo. La Cremer ha sempre giocato molto con il triangolo Ren-Calla-Shay ma fin dal secondo libro il comportamento indeciso di Calla è diventato insostenibile e insopportabile. Il modo in cui ha deciso di risolverlo l'autrice è assurdo e incomprensibile, sarebbe stato più d'effetto e sensato se alla fine Shay fosse rimansto umano e Calla la lupa alfa del branco, dal momento che fin dal primo libro, e ancora una volta in quest'ultimo, viene ribadita la sua forza e la sua determinazione. Questo sì che mi sarebbe piaciuto. Ma le cose sono andate come sono andate: sono rimasta senza parole a pagina 352 e sconcertata a pagina 407, oppure sconcertata a pagina 352 e senza parole a pagina 407... le due cose si equivalgono.
L'aspetto positivo di questo libro è che si legge in fretta. Lo stile della Cremer rimane fluido e veloce, i dialoghi vanno per la maggiore, e gli scambi di battute dei personaggi secondari - che ho apprezzato tantissimo - sollevano una situazione diventata ormai monotona e per niente coinvolgente. Le idee ci sono, continuano ad esserci e non hanno mai abbandonato questa serie, ma l'esecuzione è ampiamente discutibile.
Sbrigativo e sconclusionato, Bloodrose non è per niente il finale che mi sarei aspettata di leggere. Ci terrei comunque a dirvi che questo è il mio modestissimo punto di vista, ho letto altri pareri di lettori a cui Bloodrose è piaciuto, quindi vi consiglio di leggere anche le loro opinioni per farvi una visione più ampia su questo libro conclusivo tanto atteso.


★ ★ ☆ ☆ ☆
Meh. :/