lunedì 30 settembre 2013

CLOCK REWINDERS #9 - Settembre 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland


Recensioni:
#1 Multiversum. Memoria di Leonardo Patrignani
#2 L'accademia dei vampiri, Morsi di ghiaccio, Il bacio dell'ombra, Promessa di sangue di Richelle Mead
#3 Taken di Erin Bowman
#4 Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin
#5 The Iron King di Julie Kagawa

Rubriche:
» Chi ben comincia...
#7 Unravel Me di Tahereh Mafi
#8 Divergent e Insurgent di Veronica Roth

Iniziative:
BOOKS WHISPERER: a lit-blog about urban fantasy, paranormal romance and dystopian novels.
[2013] Summer TBR List # 3 - the end.



This month's new entries


Acquistati:
Eleanor & Park di Rainbow Rowell
Will ti presento Will di John Green & David Levithan
Città di carta di John Green
Passion di Lauren Kate
Il trono di spade di George R.R. Martin
Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides






Kitchen di Banana Yoshimoto
Sonno profondo di Banana Yoshimoto
Presagio triste di Banana Yoshimoto
L'abito di piume di Banana Yoshimoto
Il coperchio del mare di Banana Yoshimoto
• La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki  Murakami


Ricevuti dalle Case Editrici / Regalini:
Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin
Taken di Erin Bowman
Bloodrose di Andrea Cremer
Cose che nessuno sa di Alessandro D'avenia
Sulla strada di Jack Kerouac


This month's readings

Shadowhunters, Città degli angeli caduti di Cassandra Clare
La sedicesima luna di Kami Garcia & Margareth Stohl
The Iron King di Julie Kagawa
Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin
Taken di Erin Bowman
Passion di Lauren Kate
Insurgent di Veronica Roth
Will ti presento Will di John Green & David Levithan
Il trono di ghiaccio di Sarah J. Maas
Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides
Kitchen di Banana Yoshimoto
Eleanor & Park di Rainbow Rowell


This month's Rolling thought(s)

#1 Questo mese avrei tutto e niente da dire. Vediamo cosa riesco a tirare fuori dalla mia testa partendo dall'inizio. :D
#2 Avrei voluto essere più presente questo mese con recensioni e rubriche, ma non ci sono riuscita. C'è stato un piccolo periodo di stallo in cui le cose sono andate un pò male, ma... hey, ci sono ancora!
#3 Sono contenta che l'avventura intrapresa con Alessia, Denise e Anna abbia riscosso così tanto entusiasmo da parte vostra. :3 Se ancora non sapete di cosa si tratta, cliccate qui.
#4 Il periodo di stallo non ha fatto altro che portarmi in libreria e mi ha buttato tra le braccia diversi libri che io non ho potuto fare a meno di acquistare. Ecco spiegato perchè questo mese mi sono data alla pazza giuoia (soprattutto per quanto riguarda la seconda foto e gli ultimi due libri della prima).
#5 Mi sono innamorata di Eleanor & Park. Voi potrete leggerlo presto, ma spero di arrivare prima io con la recensione.
#6 Dovrebbero ricominciare i miei corsi all'Università, ma sapete cosa è successo? Sono usciti tutti gli altri orari tranne il mio. ._. La mia proverbiale sfortuna...
#7 Un corso che non vedo l'ora di poter iniziare - al secondo semestre - è Letterature Comparate. L'ho scelto perchè gli altri anni la prof. ha messo in programma un anno i vampiri e quello successivo i licantropi. Quest'anno a me tocca La bella e la bestia e qualche altra cosa che ora non ricordo ma sempre attinente... non vedo l'ora. *w*
#8 Di solito sono una che quando deve cambiare grafica soffre ed è contenta allo stesso tempo. Questa volta però ho già pronta quella per questo inverno, spero di non cambiare idea e che mi piaccia ancora fra qualche mese. u.u
#9 *fingers crossed*

venerdì 27 settembre 2013

RECENSIONE: The Iron King di Julie Kagawa

"Questa settimana spero di riuscire a scriverne un pò di più [di recensioni]..." Famous last words, tanto per citare una canzone dei My Chemical Romance. Ebbene, questa settimana avrei voluto scrivervi un paio di recensioni in più ma... mi è venuta l'influenza. ._. Ieri sono stata malissimo ma ora sto meglio, ho solo il naso chiuso e il mal di testa sembra essere andato via.
Oggi vi lascio la recensione di un libro che verrà pubblicato il mese prossimo dalla Fanucci, anche se non si hanno più informazioni a riguardo. Quando è stata annunciata la sua pubblicazione io l'avevo già tra i miei scaffali quindi l'ho preso, l'ho letto e ora ve ne parlo. :D


Titolo: The Iron King
Autore: Julie Kagawa
Data di uscita: Febbraio 2010
Editore: Harlequin Teen
Pagine: 363
Prezzo: € 6.88
Meghan Chase ha un destino segreto; uno che non avrebbe mai immaginato. Qualcosa è sempre sembrato leggermente fuori nella vita di Meghan, da quando suo padre scomparve davanti ai suoi occhi quando aveva sei anni. Non si è mai sentita a suo agio a scuola o a casa. Quando uno sconosciuto dall'aria oscura inizia a guardarla da lontano, e il suo migliore amico sempre pronto allo scherzo diventa stranamente protettivo con lei, Meghan percepisce che tutto ciò che conosce sta per cambiare. Ma non potrebbe mai indovinare la verità - che è la figlia di un antico Re delle fate e la pedina in una guerra mortale. Ora Meghan imparerà quando lontano sarà disposta ad andare per salvare coloro che ama, per fermare una misteria e malvagia creatura che nessnon fatatuna fata ha ma affrontato, e per cercare l'amore in un giovane principe che preferirebbe vederla morta piuttosto che lasciarle toccare il suo cuore di ghiaccio.

My rolling thought
La scienza è tutta un dimostrare teorie e capire l'universo. La scienza avvolge tutto in pacchetti logici e ben spiegati. Le fate sono caprici magici illogici e inspiegabili. La scienza non può provare l'esistenza delle fate così noi non esistiamo. Questo tipo di non credenza è fatale per le fate.
Dopo la misteriosa scomparsa del padre, la madre di Meghan decide di lasciare la città in cui hanno sempre vissuto per trasferirsi in un paesino sperduto e ricominciare una nuova vita. Ora a sedici anni, l'unica caratteristica distintiva di Meghan sembra essere la sua invisibilità: non è popolare a scuola ed ha un solo migliore amico, Robbie, e il nuovo marito della madre sembra non sapere chi sia quando si incrociano in casa. L'unico a provare dei sentimenti sinceri nei confronti della ragazza è il suo fratellino di quattro anni, Ethan, che da un pò di tempo ha iniziato a vedere degli strani uomini aggirarsi intorno la loro casa e nel suo armadio. Solo lui può vederli, ma il bambino è convinto che anche la sorella possa farlo. Quando Ethan un pomeriggio viene rapito e sostituito con un changeling, uno strano essere malvagio identico a lui che cercherà di divorare la sorella, Meghan riuscirà a strappare il velo che nasconde ai suoi occhi il Mondo Invisibile, il mondo in cui dimorano fate ed altri esseri magici e in cui dovrà inoltrarsi se vorrà riportare a casa suo fratello.

Ho sempre sentito parlare benissimo della serie The Iron Fey e della sua autrice, quindi mi sono detta "perchè non provare a  leggerne almeno il primo volume?", e così l'ho ordinato. Avevo delle aspettative relativamente alte riguardo questo libro, ma - purtroppo - non è riuscito a conquistarmi in pieno: l'ho trovata una lettura semplice e piacevole, ma solo nelle ultime cento pagine sono riuscita ad appassionarmi davvero a quello che stavo leggendo.
Le creature di cui ci parla Julie Kagawa sono le fate, bellissime ed eteree, ingannatrici e subdole, senza dimenticare però gnomi, goblins e tutte le altre creatue magiche e fatate a cui si può pensare attingendo da ciò che si è potuto leggere, conoscere e imparare a riguardo da letture svolte in precedenza. Il mondo a cui ha dato vita la Kagawa è un mondo magico e fiabesco, si respira magia e meraviglia ad ogni pagina. Il suo stile è accattivante e scorrevole, ed ha quel qualcosa di incantevole che ti fa pensare di star leggendo una fiaba.
Per modellare il suo mondo fatato, la Kagawa prende spunto un pò da tutte le storie conosciute, da miti e da leggende, che raccontano di questi esseri fatati da centinaia di anni, ma in particolare attinge a piene mani dalla famosa commedia Sogno Di Una Notte di Mezza Estate di William Shakespeare. Insieme a Meghan, ritrovatasi a fare i conti con questo mondo celato agli occhi dei semplici esseri umani da un giorno all'altro, saremo ospiti dell'Arcadia di Oberon e Titania e del Tir Na Nog della Regina Mab, muovendoci tra le Terre di Nessuno in compagnia di Puck, il principe Ash e il gatto Grimalkin, e spostandoci dalla Corte Seelie a quella Unseelie, alla ricerca del fratellino rapito.
La storia parte un pò in sordina, all'inizio sembra di leggere il solito libro con una trama banale e scontata e già letta un milione di altre volte, con dei personaggi che vagano da una parte all'altra del mondo fatato e di quello umano un pò a casaccio. La vera idea di fondo che dà senso a tutto il romanzo viene svelata molto oltre la metà del libro e devo dire che l'ho amata, da questo momento in poi il libro è riuscito finalmente a conquistarmi. E' un qualcosa che ha a che fare con i sogni e con l'immaginazione, con la parte più creativa dell'animo umano, e che mantiene in vita il mondo magico e tutti i suoi abitanti. E' stato amore a prima lettura (?) e mi ritrovo ancora adesso ad apprezzarne l'originalità perchè è un qualcosa di attuale e che ci tocca da vicino, che riguarda ognuno di noi.
I personaggi non mi hanno colpito particolarmente, ma sono tutti molto interessanti. Quello che impedisce di entrare bene e subito in sintonia con loro è il fatto che non siano descritti e caratterizzati al meglio, sotto ogni sfaccettatura. Rimangono un pò sul vago, è come se si trattenessero, e non si ha l'opportunità di conoscere anche sommariamente le loro sfumature. Tra tutti, è riuscito a piacermi e a strapparmi qualche sorriso Grimalkin: lui è "solo un gatto", arguto e brillante, e più volte mi ha fatto pensare al Cheshire Cat di Alice, con le sue risposte enigmatiche e sibilline. Anche Robert (o Robbie), il migliore ed unico amico di Meghan che poi si rivelerà essere Puck, mi è piaciuto abbastanza ed è riuscito a trasmettermi tanta tenerezza in alcuni punti della storia con la sua semplicità e il suo carattere aperto e spigliato. Al contrario, il gelido principe Ash non è riuscito a convincermi del tutto - credo di aver già sviluppato una sorta di antipatia nei suoi confronti -, così come Meghan. Riconosco la tenacia e la forza di Meghan, disposta a tutto per salvare il suo fratellino, ma nella maggior parte delle occasioni l'ho trovata un pò passiva, si lascia sballottare di qua e di là da forze più grandi di lei, in balia degli eventi. Ho odiato la storia d'amore, che nasce dal nulla e senza basi a cui appigliarsi.
In questo primo volume, la Kagawa sceglie di dare solo una visione generale della sua storia e dei suoi personaggi senza però scendere troppo nei particolari, così da lasciare viva la curiosità del lettore che, senza ombra di dubbio, si butterà sul seguito per saperne di più. Anch'io credo che farò proprio così perchè sento che la Kagawa, la sua storia e i suoi personaggi hanno ancora molto da dare, che The Iron King sia solo una grande prefazione a ciò che ci aspetterà in seguito. Non appena potrò, leggerò con piacere The Iron Daughter.

★ ★ ★ ½ ☆
Good. :)

lunedì 23 settembre 2013

RECENSIONE: Io non sono Mara Dyer di Michelle Hodkin

Buon giorno a tutti. :D
La settimana scorsa vi ho lasciato una sola recensione, mmmh :/ ma questa settimana spero di riuscire a scriverne un pò di più - oddio, non illudiamoci. Quella che vi lascio oggi ci ho messo una vita a scriverla, quando si tratta di questa serie in particolare non riesco mai a cavarne un ragno dal buco... mah. Spero solo di essere riuscita a scrivere qualcosa di sensato per voi perchè ora come ora non ci sto capendo più niente!

Titolo: Io non sono Mara Dyer
Titolo originale: The evolution of Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Editore: Mondadori Chrysalide
Data di uscita: 3 Settembre 2013
Pagine: 463
Prezzo: € 17.00
Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede anche se giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione con una diagnosi di probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...

My rolling thought
Dimmi quello che vedi, perché io non so cos'è reale e cosa no, che cosa è nuovo o diverso, e non posso fidarmi di me stessa, ma mi fido di te.
Mara si risveglia in un letto d'ospedale, confusa e spaventata. Nonostante continui a ripetere di aver visto Jude quel giorno alla stazione di polizia, nessuno le crede e tutti pensano che sia pazza. Solo Noah, il suo ragazzo, è dalla sua parte perchè i due condividono un segreto tanto inquietante quanto mortale. Mara sa che ciò che ha visto è reale, non è solo il frutto della sua mente instabile, ma deve continuare a mentire se non vuole essere rinchiusa in un centro di assistenza isolato da tutto e da tutti, senza poter vedere la sua famiglia e Noah per mesi e mesi. Quando la madre di Mara rivela alla figlia il passato di sua madre che fino a quel momento ha tenuto nascosto, una possibile spiegazione a quello che le sta succedendo fa capolino. Tra inquitenti visioni, incubi che infestano il suo sonno, una bambola appartenuta alla nonna e Jude che potrebbe comparire da un momento all'altro, il fragile equilibrio che regola la vita e la mente di Mara potrebbe spezzarsi da un momento all'altro.

Non vedevo l'ora di leggere Io non sono Mara Dyer! Una volta saputo il mese di uscita, ho fatto il mio personalissimo conto alla rovescia e ringrazio gli dèi per averlo fatto uscire all'inizio del mese, ma anche per aver avuto l'opportunità di leggerlo subito. Come mi era già successo per Chi è Mara Dyer, mi trovo in grande difficoltà nel recensire anche questo secondo libro. In testa non mi frullano nè parole nè pensieri, ma immagini. Terrificanti, oscure, contorte... un pò come si è rivelato essere questo romanzo.
Leggere Io non sono Mara Dyer è stato come un giro in giostra: un momento prima ci si trova nel punto più alto circondati dal vuoto più assoluto e quello immediatamente dopo si sta precipitando a terra con un urlo bloccato in gola. Si viene inghiottiti dalle atmosfere oscure e misteriose a cui ha dato vita la Hodkin, si dubita di tutto e di tutti, e anche se si provano a formulare o a ipotizzare teorie, l'autrice ribalta tutto e si ritorna al punto di partenza senza nulla in mano, solo tante domande che ronzano nella mente. Si rimane inevitabilmente attaccati alle pagine, i capitoli scivolano via come acqua tra le dita e la tensione è talmente alta che si deve per forza continuare a leggere per sapere quello che succederà. E' impossibile staccarsi dal libro, avere delle risposte diventa un'esigenza ma non tutte vengono concesse.
La Hodkin ha intessuto una trama originale, coinvolgente e intrigante. E' come se ci si ritrovasse a vagare incessantemente in vicoli bui e solitari. Ci si guarda continuamente alle spalle con la spaventosa sensazione di essere seguiti e osservati da due occhi perfidi e maligni nascosti nell'oscurità, perchè il pericolo può arrivare da un momento all'altro e in mille combinazioni possibili.
Con il suo stile semplice ma al contempo di grande effetto, l'autrice riesce a catturare il lettore tra le pagine del suo libro, tra le parole che sono uscite fuori dalla sua penna, per ritrovarsi infine catapultato nella mente di Mara: un labirinto, una mente confusa, contraddittoria, fragile, continuamente sotto pressione, che potrebbe crollare da un momento all'altro.
Di Mara conosciamo tutto e, ancora una volta, diventa il nostro punto di vista ma non possiamo fare affidamento su di lei: quella che si potrebbe definire come pseudo-pazzia ci fa vedere la realtà che circonda la ragazza in modo confuso e alterato, gli eventi si distorcono e si confondono e solo le parole degli altri personaggi ci danno infine la giusta inquadratura delle cose. Nel precedente capitolo non ero rimasta particolarmente colpita da Noah, lo trovavo "troppo" in diversi sensi, ma la Hodkin questa volta è riuscita a farmi cambiare idea. Ho apprezzato maggiormente la storia di e tra Mara e Noah, la complementarietà tra i due è fortissima e sempre presente, ma anche pericolosa e distruttiva. Oltre a Marah e a Noah viene dato più spazio anche al fratello maggiore di lei e ritroviamo anche Jamie, che mi era piaciuto tantissimo già nel precedente libro; gli altri personaggi rimangono più o meno sullo sfondo ma hanno tanto da dare e spero che nell'ultimo volume riescano ad emergere anche loro.
La Hodkin non ha paura di giocare con i suoi personaggi: li tortura, li perseguita, li porta al limite della sopportazione e della resistenza umana, li rinchiude in ospedali e a quelli che si potrebbero definire veri e proprio manicomi nascosti sotto le false sembianze di luoghi di aiuto per ragazzi che hanno vissuto episodi o situazioni spiacevoli.
Le vicende fanno un passo avanti e si cerca di arrivare alla radice del dono/maledizione di Mara. I flashback arrivano improvvisamente e scavano nel passato della famiglia di Mara, ci portano in luoghi lontani ed esotici, e raccontano le vicende di una bambina senza nome con una strana bambola di pezza.
Credo che ormai si sia capito: questo libro mi è piaciuto alla follia. Solo poche cose non sono riuscite a convincermi, soprattutto nel finale, ma la Hodkin ha la capacità di farmi cambiare idea nei suoi seguiti quindi sono convinta che apprezzerò maggiormente le sue ultime trovate nel terzo ed ultimo capitolo. Mi aspetto un finale scoppiettante e ricco di colpi di scena, indimenticabile, perchè questa serie è follemente fantastica e vale davvero la pena leggerla, nonostante tutti gli intrecci mentali che ne derivano inevitabilmente.

★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

sabato 21 settembre 2013

2013 SUMMER TBR LIST #3 - the end


Buongiorno a tutti e buon sabato. 
Ormai l'estate sta per giungere al termine e io sono pronta ad accogliere l'autunno a braccia aperte, quindi oggi ho deciso di fare il punto della situazione e di chiudere ufficialmente la Summer TBR List.
Pensavate che me ne fossi dimenticata? Ebbene no. Mi sono solo persa un pò per strada con i vari aggiornamenti e alla fine ho deciso di fare solo un bel post-recap finale per non sommergervi di post / chiacchiere inutili su quante letture io abbia fatto ogni due settimane. Diciamo che così c'è più suspance ed effetto sorpresa.
Prima però volevo ringraziare ancora una volta tutti coloro che si sono uniti a questa piccola avventura: grazie! So che molti di voi non sono riusciti nel loro obiettivo ma è difficilissimo cercare di ridurre gli acquisti libreschi, quindi ammiro comunque la vostra forza di volontà e buona fede.
Okay... volete sapere cosa ho combinato io? Anche io. v.v Non sono mai stata brava in matematica quindi eviterò di fare statistiche, percentuali e tutte quelle cose noiose e difficilissime che la riguardano... mi limiterò a fare delle semplici addizioni e sottrazioni e a mostrarvi una bella fotina finale per concludere il tutto.

Ero partita con una pila di libri composta da 34 volumi.
Ad oggi, il totale dei libri della pila - tra acquisti, regali e libri ricevuti dalle case editrici - ammonta a 58 libri.
Ne ho eliminati 2.
Ne ho letti 39 + 4 novelle + SOL che non era in programma.
Ne rimangono 18.
Ne sto leggendo 1.

Sinceramente non so dirvi come sono andata. Qualche volta ho ceduto ed ho adottato un nuovo libro ma molte volte mi sono detta "No, non ne hai bisogno ora! Lo adotterai quando la tua pila sarà quasi scomparsa." e sono uscita dalla libreria a mani piacevolmente vuote. Se non avessi adottato nessun libro l'avrei smaltita di sicuro, ma sono contenta anche così. Non mi aspettavo di leggere tutti i libri della lista ma penso che ridurla a 18 libri sia un buon risultato, no? E poi ho capito che i libri devo leggerli subito perchè più li lascio sugli scaffali più il mio interesse verso di loro scema. Mi è successo con la duologia Promessi vampiri, mi sono resa conto che non voglio proprio leggerla e quindi l'ho eliminata dalla lista.

Ve lo ricordate il perchè avevo deciso di fare tutto ciò, oltre a voler smaltire la pila? Volevo ritornare a leggere classici ed esplorare nuovi generi, ma non prima di aver comunque abbassato la pila di libri che avevo a casa perchè mi sembrava un pò far loro un torto. In questi ultimi giorni, dopo essermi accorta di essere arrivata ad un numero più o meno ragionevole di libri da leggere, ho fatto dei giri in libreria ed ho preso qualche nuovo libriccino. La pila è aumentata di nuovo, ma a) alcuni sono libri piccini picciò che si leggono in un pomeriggio e b) ho deciso di alternarli a quelli ancora da leggere così da non andare in overdose di urban fantasy, paranormal romance e distopici - che amo ancora, sia ben chiaro.

Ho deciso di mantenere la pagina della lista di libri chiamandola semplicemente TO-BE-READ perchè visualizzare i titoli ancora da leggere mi dà un senso di ordine mentale e organizzazione. L'ho suddivisa in titoli in inglese e titoli italiani + i libri ancora da scoprire, che sono quelli di cui vi parlavo prima. I vostri commenti alla pagina sono sempre ben accetti: potete consigliarmi quale titolo leggere e cosa ne pensate voi e potete dirmi anche se volete leggere la recensione di un particolare titolo perchè non so se li recensirò tutti.

Questo è quello che ho combinato io in questi mesi, ora tocca a voi raccontarmi dove siete arrivati! Non vergognatevi, qui siamo tutti sulla stessa barca. u.u
Spero di non averne bisogno, ma se accumulerò ancora libri riesumerò questa iniziativa l'estate prossima.
Peace&Love.

giovedì 19 settembre 2013

CHI BEN COMINCIA... #8: Divergent e Insurgent di Veronica Roth

Buongiorno buongiorno. :D
Come ve la passate? Siete ritornati a scuola? Avete ripreso il lavoro? Io mi godo queste ultime due settimane di vacanza e poi ritornerò anch'io all'Università. Dovrò trasferirmi di nuovo e conoscere nuove coinquiline ._. ha ha, la faccia dice tutto! Spero solo di non avere problemi con loro.
L'altra sera, tornando a casa, ho trovato un dolce gattino abbandonato che stavano mettendo sotto e l'ho portato a casa. La mia cagnolina, che è una gran gelosona, dopo una sessione di abbai (?) gli è andata vicino e l'ha annusato tutto ed ora sono inseparabili - non me lo sarei mai aspettato. o.o Purtroppo devo darlo via perchè non posso tenerlo e mi dispiace un pò separarli. T^T
Dopo questa premessa di affari miei che di sicuro non vi interessano, vi presento gli incipit che ho scelto per oggi. Ehggià, sono due.


Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e consiste in poche, semplici regole:

• Prendere un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
• Copiare le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
• Scrivere titolo e autore per chi fosse interessato
• Aspettare i commenti




Divergent di Veronica Roth

Capitolo 1

C’È SOLO UNO specchio a casa mia, dietro un pannello scorrevole nel corridoio al piano di sopra. Secondo le regole della nostra fazione, mi è permesso starci davanti una volta ogni tre mesi, il secondo giorno del mese, quello in cui mia madre mi taglia i capelli.
Mi siedo su uno sgabello e mamma, in piedi dietro di me, li accorcia con le forbici. Le ciocche cadono a terra formando un anello biondo cenere.
Quando finisce, mi raccoglie i capelli dietro la testa e li avvolge formando un nodo. La osservo: appare calma e concentrata. È molto esperta nell’arte di dimenticarsi di sé. Non posso dire lo stesso di me.
Mi guardo furtivamente nello specchio, di sfuggita, quando lei non mi vede. Non per vanità, ma per curiosità: l’aspetto di una persona può cambiare molto in tre mesi. Nel riflesso vedo un viso affilato, occhi grandi e rotondi e un lungo naso sottile. Sembro ancora una bambina, anche se in non so quale giorno delle ultime settimane ho compiuto sedici anni. Le altre fazioni celebrano i compleanni, noi no. Sarebbe autocompiacimento.

Insurgent di Veronica Roth

Capitolo 1

MI SVEGLIO con il suo nome sulle labbra.
Will.
Prima ancora di aprire gli occhi, lo vedo di nuovo crollare a terra.
Morto.
Sono stata io.
Tobias si accovaccia davanti a me, appoggiandomi una mano sulla spalla sinistra, mentre il treno sobbalza sui binari. Marcus, Peter e Caleb sono vicini all’entrata. Faccio un respiro profondo e trattengo l’aria nella speranza di alleviare la pressione che mi sta montando nel petto.
Soltanto un’ora fa, niente di quello che è successo mi sembrava reale.
Ora invece sì.
Espiro, ma la pressione non se ne va.
«Forza, Tris» mormora Tobias, guardandomi negli occhi. «Dobbiamo saltare.»
È troppo buio per capire dove ci troviamo, ma il treno sta procedendo in discesa quindi dobbiamo essere nei pressi della recinzione. Tobias mi aiuta ad alzarmi e mi accompagna verso il portellone aperto.
Gli altri saltano giù, uno dopo l’altro: prima Peter, poi Marcus, infine Caleb. Prendo la mano di Tobias. Il vento è più forte sulla soglia della carrozza e mi spinge verso l’interno, come una mano che voglia riportarmi verso la sicurezza.
Ci lanciamo nel buio. Il violento impatto con il suolo mi provoca una fitta alla spalla, dove sono stata ferita da un colpo di pistola. Mi mordo il labbro per non urlare e cerco mio fratello. «Tutto bene?» gli chiedo.
Si sta massaggiando un ginocchio, seduto sull’erba pochi metri più in là. Annuisce. Lo sento tirare su con il naso, come se stesse nascondendo le lacrime, e devo voltarmi dall’altra parte.


Ho iniziato a leggere Insurgent - hallelujah! - dopo aver scritto la recensione di Divergent per BW. Mentre la stilavo mi chiedevo che cavolo stavo aspettando per leggerlo così, finito Passion, mi ci sono buttata. Mi trovo intorno a pagina 200 e già lo amo. La Roth mi ha già fatto venire un paio di colpi - cattiva Veronica, cattiva - e sono sicura che qualche altro colpo più pesante mi aspetta più avanti. :/
Ho deciso di scrivervi anche l'incipit di Divergent nel caso qualcuno di voi non l'abbia ancora letto, ma ne dubito... di sicuro avete già letto anche Insurgent!
Cosa mi dite di questi due fantastici libri? Li avete letti? Avete letto solo Divergent? Aspettate Allegiant con trepidazione? Lo comprerete in lingua perchè non riuscite ad aspettare?
Write to me.

EDIT (avevo programmato il post perchè non sapevo se riuscivo a postarlo): Ho finito Insurgent ._. Voglio-urlare, voglio-urlare, voglio-urlareee.

lunedì 16 settembre 2013

RECENSIONE: Taken di Erin Bowman

Buon lunedì a tutti! :D
(Quanto odio il lunedì. ._.) Anche oggi torno con una nuova recensione, siete contenti? E' di un libro uscito da poco, alla fine del mese scorso, e in giro leggo molti commenti di persone con aspettative piuttosto alte. Spero di aiutarvi in qualche modo con il mio pensiero anche se, vi avverto già da ora, non è del tutto positivo - sempre secondo il mio umile punto di vista.

Titolo: Taken
Titolo originale: Taken
Autore: Erin Bowman
Data di uscita: 27 Agosto 2013
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 310
Prezzo: € 16.90
A Claysoot, una piccola comunità isolata dal resto del mondo da mura altissime, non ci sono uomini. Perché tutti i ragazzi scompaiono il giorno in cui compiono diciotto anni. Appena scocca l'ora fatidica, la terra trema, il vento infuria e una luce accecante cala dal cielo. Così, come per magia, del giovane non rimane più traccia. A pochi mesi dal suo diciottesimo compleanno, Gray si prepara ad affrontare la fine. Sa che nulla potrà sottrarlo al terribile destino che lo attende. Né il coraggio, né l'astuzia, né lo straordinario sentimento che lo lega a Emma, l'amica di sempre. Un giorno, però, Gray scopre per caso una lettera della madre, morta ormai da molti anni, e tutto cambia. Bastano poche righe perché il ragazzo capisca che nel suo passato si nasconde un segreto. Un segreto sconvolgente che potrebbe salvargli la vita. E porre fine alle misteriose sparizioni di Claysoot. Per sempre. Deciso a scoprire la verità, Gray trova il coraggio di scavalcare le mura e fugge dalla città insieme con Emma. E all'improvviso gli compare davanti un mondo che non avrebbe mai osato immaginare. Un mondo dove tutto è possibile. Vivere, morire e persino innamorarsi. Un'altra volta.

My rolling thought
Mi chiamo Gray, ho quasi diciotto anni e sto per morire. Perchè nel monndo in cui abito nessun ragazzo sopravvive alla notte del proprio diciottesimo compleanno. Ma io non voglio arrendermi. O non avrò il tempo di dire a Emma che l'amo.
Nella piccola comunità di Gray non ci sono uomini adulti o anziani. Al compimento dei diciotto anni, tutti i ragazzi vengono sequestrati, spariscono e non fanno più ritorno, e chiunque provi a scappare scavalcando il Muro viene ritrovato carbonizzato. Il fratello di Gray, Blaine, è appena stato sequestrato e il ragazzo sa di avere solo un altro anno di tempo a sua disposizione prima che tocchi anche a lui. Vorrebbe fare tante cose, tra cui confessare il suo amore ad Emma, un'amica d'infanzia che però ha sempre preferito Blaine a lui per i suoi modi gentili ed educati. Un giorno Gray trova una lettera incompleta della madre e a seguito della sua lettura decide di scavalcare il Muro. Ci sono cose che non sa, cose che gli sono state tenute nascoste per lungo tempo, e Gray vuole scoprire la verità. Vuole ritrovare suo fratello e legarsi ad una sola persona per il resto della sua vita, e non sottostare alla procedura dell'abbinamento della sua comunità. Inaspettatamente, anche Emma scavalca il Muro e si ritrovano così in due a far fronte alla realtà che è sempre stata tenuta nascosta ai loro occhi. Ben presto scopriranno che la loro esistenza fa parte di un qualcosa di ben più grande di quanto potessero mai immaginare e chi dice di essere chi è, non lo è realmente...

Uno dei libri che aspettavo di leggere con più entusiasmo - oltre The Raven Boys, of course - una volta rientrati dalle vacanze estive era Taken, libro d'esordio di Erin Bowman. Sono stata accontentata e fortunata a poterlo leggere così subito, portandolo a termine in due soli pomeriggi, ma c'è qualcosa che non va. Ora cercherò di spiegarvi il perchè.
Taken avrebbe potuto rivelarsi un qualcosa di indimenticabile e coinvolgente, una lettura ricca di azione e di movimento che avrebbe potuto appassionare ogni singolo lettore con facilità e senza il minimo sforzo. Le premesse c'erano tutte, un incipit e delle idee di base ben costruite anche, ma qualcosa si perde per strada.
Il mondo ideato dalla Bowman è affascinante e ben costruito: una piccola comunità nata quasi dal nulla e lontano da tutto e da tutti, ferma a livelli di vita arcaici e primitivi, in cui gli abitanti hanno paura della realtà che c'è dietro il Muro e di una strana quanto terribile e incomprensibile forza che sequestra senza alcuna distinzione ogni singolo ragazzo il giorno del suo diciottesimo compleanno. Anche ciò che viene dopo è interessante e particolare, ma l'esecuzione del tutto lascia un pò tanto a desiderare.
Tutto ciò cha la Bowman ci racconta ha un suo perchè e alla fine tutto va al suo posto, ma l'intera vicenda è trattata con troppa superficialità, alcuni dettagli vanno l'uno contro l'altro (ve ne dico uno senza fare spoiler: la Bowman ci dice che c'è il razionamento dell'acqua perchè è una fonte primaria di vita che scarseggia e la gente si fa ammazzare per portarne qualche goccia in più alla sua famiglia... allora mi dite perchè quando Gray ed Emma arrivano dove arrivano a lei viene dedicato un trattamento di bellezza da far invidia a chiunque?) e le piccole rivelazioni, che dovrebbero lasciare il lettore a bocca aperta, scivolano semplicemente addosso e non riescono nel loro obiettivo perchè, oltre ad arrivare subito, sono facilmente intuibili per la loro prevedibilità. Non c'è mordente nella storia, non c'è suspance o quel qualcosa che tiene sulle spine e che spinge la curiosità del lettore ad andare avanti nella lettura; molte volte tutto sembra procedere troppo velocemente, non ci sono quei momenti di stallo che fanno apprezzare ciò che si sta leggendo, la Bowman non si prende i suoi tempi per approfondire i personaggi.
I personaggi sono anonimi, inconsistenti e trasparenti, delle pozzanghere. Il protagonista è Gray e lui stesso ci dice che è appassionato e impulsivo, che prende decisioni senza pensarci due volte, ma alla fine lui fa esattamente ciò che ci si aspetta da un personaggio principale, forse anche un pò di meno. L'unico tratto che salta immediatamente all'occhio è la sua incoerenza e ha perso definitivamente quel briciolo di simpatia che avrei potuto avere nei suoi confronti a pagina 131. Non saprei cos'altro dirvi degli altri personaggi perchè, ripeto, sono inconsistenti. Forse solo Bree è l'unica che potrebbe salvarsi per la sua determinazione.
Lo stile è molto semplice, semplicissimo, a tratti elementare. In alcuni punti, in particolare all'inizio, mi ha fatto un pò innervosire perchè mi sembrava di non riuscire a leggere, ma poi ci si fa l'abitudine. I capitoli non sono molto lunghi e il libro si legge davvero in pochissimo tempo.
All'inizio avevo pensato di dare tre stelline a questo romanzo perchè le idee della Bowman sono molto buone, ma poi mi sono presa un momento per riflettere meglio su ciò che avevo letto e la delusione ha fatto capolino. Vi consiglio comunque di leggere Taken perchè ciò che non ha convinto del tutto me potrebbe piacere a voi e, sul serio, non ho dubbi sull'originalità della storia, che si può apprezzare facilmente. Solo, mi aspettavo un pò di più: più cura nei dettagli, nei personaggi e nello svolgimento. Una punta di curiosità nel leggere Frozen c'è, ma questa volta ci andrò un pò più cauta.

★ ★ ½ ☆ 
Meh. :/

venerdì 13 settembre 2013

RECENSIONE: L'accademia dei vampiri, Morsi di ghiaccio, Il bacio dell'ombra, Promessa di sangue di Richelle Mead

Finalmente torno sul blog, e con una mega recensioneee. *O*
Mi siete mancati tantissimo ma dovevo mettere in ordine la mia testa. Ho tantissimi pensieri che si ingarbugliano e si intrecciano tra di loro e quando mi capita questo significa che è arrivato il momento di fare una pausa da tutto e da tutti. Avrei bisogno di una nuova testa, trapiantarci i pensieri davvero importanti e poi buttare via quella vecchia. Ma ora va bene anche così.
A questo proposito ho anche cambiato grafica. Tutto quel rosso mi stava facendo venire l'ansia all'ansia (ebbene sì, sono una che si ansia anche a fare la fila dal panettiere) e istinti spiacevoli - ma che dico? LOL.
Ora vi lascio alla recensione. :3

Attenzione! Ci sono piccoli spoiler sparsi qua e là.

L'accademia dei vampiri, Morsi di ghiaccio
Il bacio dell'ombra, Promessa di sangue
Vampire Academy, Frostbite, Shadow Kiss, Blood Promise
di Richelle Mead

Editore: Rizzoli (4 Novembre 2009 / 23 Novembre 2011)
Pagine: 427, 412, 545, 625
Prezzi: € 16.50 / € 18.00
Lissa Dragomir, principessa Moroi e vampiro mortale, dev'essere protetta a tempo pieno dalle minacce degli Strigoi, i vampiri più pericolosi, quelli che non muoiono mai. La sua migliore amica e custode, Rose, è una Dhampir, un incrocio tra un vampiro e un umano. Rose e Lissa, dopo due anni di fuga dal loro mondo per assaggiare un po' di realtà, vengono intercettate e riportate a St. Vladimir's, l'Accademia dei Vampiri in cui dovrebbero studiare: dovrebbero, perché in realtà tra balli e innamoramenti, flirt con gli alunni più anziani e i fascinosi tutor e i conflitti sempre aperti con gli insidiosi Strigoi, tutti hanno pochissimo tempo per pensare ai libri.


My rolling thought
Solo un vero migliore amico può proteggerti dai tuoi nemici immortali.
I-M-P-E-R-D-O-N-A-B-I-L-E. Se penso all'atteggiamento che ho avuto nei confronti di questa serie, la prima parola che mi viene in mente è proprio questa: imperdonabile. Ricordo esattamente la mia espressione schifata quando, per la prima volta, ho visto L'accademia dei vampiri in libreria. Sì, perchè non ne potevo davvero più di libri sui vampiri. Stavano diventando il mio incubo, me li ritrovavo da tutte le parti e non sapevo più dove trovare riparo... e, a dirla tutta, la cover non mi ispirava nemmeno poi così tanta fiducia. Però, con l'apertura di questo piccolo blog e iniziando a confrontarmi con tutti voi, ho scoperto che questa serie è un qualcosa di unico ed eccezionale, un must-read, e che la Mead è amata e stimata da tantissime persone. Quindi non appena mi si è presentata l'opportunità ho acquistato L'accademia dei vampiri usato ad un prezzo bassissimo e vergognoso (del tipo, come faccio a lasciarlo lì e a non prenderlo?!), ma avevo ancora bisogno di una piccola spinta, quel qualcosa che mi facesse finalmente prendere in mano questo libro per iniziarlo a leggere. Poi è arrivata Deni con i suoi fantastici GdL e sono partita anch'io alla volta dell'Accademia, tra le foreste del Montana...

L'accademia dei vampiri inizia con il ritorno di Rose e Lissa all'Accademia dopo esservi fuggite diverso tempo prima. Lissa è una Moroi proveniente da una nobile famiglia, quella dei Dragomir, di cui è rimasta l'unica rappresentate in seguito alla morte dei suoi genitori e di suo fratello in un incidente in cui anche Rose è stata coinvolta. Rose è una dhampir, una mezza-Moroi, e si allena per diventare un giorno il guardiano di Lissa. Tra le due si è instaurato un legame fortissimo, un tipo di legame che a volte si instaura tra Moroi e dhampir, e che va al di là della più grande e profonda amicizia: Rose riesce a scivolare nella mente di Lissa quando le sue emozioni, le sue sensazioni e le sue paure si fanno più forti e violente. Lissa è in fuga dai suoi tormenti e Rose ha giurato di proteggerla con la sua stessa vita. Durante il periodo di fuga però, Rose è rimasta indietro con le lezioni e gli allenamenti e per questo motivo le vengono assegnati allenamenti extra con il guardiano Belikov. Dimitri è forte e affascianante, ma dai modi distanti e distaccati, e Rose non può fare a meno di sentirsi attratta da lui ma sa anche che deve imparare a proteggere Lissa, che per lei è la persona più importante della sua vita. Nel frattempo, anche il cuore di Lissa inizia ad avvicinarsi e a battere per qualcuno, Christian Ozera, un Moroi che è visto male da tutti per via del passato della sua famiglia. Quando degli scherzi di cattivo gusto che pian piano evolvono in qualcosa di più iniziano a tormentarla, Lissa, da ragazza sempre rispettosa e dai modi pacati, inizia a far emergere un aspetto di sè che mai nessuno avrebbe pensato potesse avere.
Ho trovato questo primo libro davvero molto buono e coinvolgente. La Mead ci presenta le sue due eroine e tutte quelle caratteristiche che le rendono l'una l'opposto dell'altra e, pian piano, anche tutti gli altri personaggi in cui ci si imbatte nel corso della storia (Dimitri, Christian, Mia, Mason, Natalie). Non mi sono sentita immediatamente vicino a Rose e a Lissa, due estremi che non coincidono assolutamente con il mio modo di essere, e solo con il procedere della lettura sono riuscita pian piano ad apprezzarle e ad entrarvi in sintonia. Le nozioni di Moroi, Strigoi e dhampir all'inizio mi hanno lasciato un pò confusa, ma poi anche sotto questo aspetto è andata meglio e sono ruscita ad apprezzare - tra poteri soprannaturali e magici legati agli elementi naturali - la complessità della storia elaborata dall'autrice sotto ogni punto di vista. L'accademia dei vampiri mi ha lasciata con una piacevole sensazione ed ho provveduto così a recuperarne il secondo volume.


Morsi di ghiaccio prosegue con le vicende di una Rose e una Lissa un pò cambiate e alle prese con le scoperte fatte nel precedenze romanzo; tante sono le domande che affollano la loro testa così come tanti sono i pericoli che si celano dove meno le due ragazze se lo aspettano. Cosa vuol dire essere baciati dalle tenebre? E cosa comportano i poteri dello spirito? In questo secondo capitolo, per proteggere gli studendi dalla minaccia degli Strigoi, l'intera Accademia parte alla volta di una gita in montagna, tra la neve e i ghiacci. Tutto sembra essere avvolto da una strana calma e tranquillità che pian piano inizia a dissiparsi tra scene da batticuore e in quelle in cui azione, adrenalina e suspance la fanno da padrone. Piccoli gruppi di Strigoi iniziano a collaborare con gli esseri umani per sterminare tutti i discendenti delle casate reali, e sembrano riuscire nel loro obiettivo. Rose è preoccupata per Lissa e inizia ad avvertire sulle sue spalle tutto il peso che la parola "guardiano" porta con sè, decidendo così di dimenticare e cancellare dalla sua mente e dal suo cuore Dimitri per concentrarsi solo ed esclusivamente su Lissa e sulla sua salvaguardia.
Questo secondo romanzo, all'inizio, l'ho trovato più lento rispetto al suo predecessore, tant'è che non riuscivo ad apprezzarlo in pieno come invece mi era successo prima, ma poco alla volta la Mead è riuscita a trascinarmi in un intreccio di eventi tant'è che è stato difficile staccarmi ancora una volta dalle pagine del libro. La Mead finalmente ci presenta la mamma di Rose, Janine, una guardiana forte e con tanto talento che però Rose non riesce ad apprezzare completamente per il suo fare poco materno; e poi c'è Adrian, un personaggio affascinante e dai modi irriverenti, che inizia a corteggiare Rose e a metterla alle strette. Anche lui riserverà tante sorprese e sarà uno di quei personaggi fondamentali nei prossimi episodi della serie. Partito un pò trabalante, alla fine Morsi di ghiaccio è riuscito ancora una volta ad appassionarmi e non volevo credere al finale che stavo leggendo. Sono rimasta senza parole e con una piccola parte di cuore spezzato, ma ci hanno pensato Il bacio dell'ombra e Promessa di sangue a frantumarlo del tutto.


Gli eventi di Spokane hanno scosso Rose, l'hanno cambiata, trasformata. La ragazza ha vissuto un'esperienza forte e terribile, il dover affrontare la morte di un amico l'ha resa ancora più matura, più consapevole del ruolo che andrà ad intraprendere una volta terminati gli studi e della reale minaccia degli Strigoi. Ma una volta ritornati all'Accademia, qualcosa sembra non andare in lei: ha ricevuto i suoi tantuaggi, marchi dietro al collo per aver combattuto con onore e per aver ucciso degli Strigoi, ma sempre e più spesso viene attanagliata dalla rabbia, è irascibile e scontrosa, incline alla violenza. Il gesto di Lissa e il suo essere baciata dalle tenebre inizia a far emergere nuovi e terrificanti aspetti di lei, l'essere in connessione con la sua migliore amica rende la sua aura scura e indefinita. E quando inizia a vedere il fantasma di Mason - ma non solo il suo - che si aggira tra i boschi intorno la scuola, inizia a pensare di essere diventata completamente pazza. Nessuno lo crede e tutti ritengono che i suoi deliri siano da imputarsi alle vicende appena vissute e al forte stress che comporta l'ultima fase di addestramento prima del diploma. E poi c'è Dimitri che, quando alla fine Rose crolla, è al suo fianco per sostenerla.
Il bacio dell'ombra è il libro che è riuscito finalmente a farmi innamorare di questa serie. Non un momento di noia, non un momento di esitazione o di confusione, mi sono appassionata come raramente mi succede. Questo terzo libro della serie è più oscuro e affascinante, le vicende si fanno più fitte, intrecciate e complicate, le relazioni tra i personaggi più forti e approfondite, le reali abilità dei dhampir fimalmente vengono messe in primo piano. Ho amato tutto di questo libro, tutto!, dall'inizio alla fine. Ho sofferto tantissimo e mi si è mozzato il respiro per via della fine... c'è bisogno che vi dica che avevo la necessità di leggere Promessa di sangue il più presto possibile?


Il cuore di Rose è a pezzi, ma è determinata a mantenere la promessa che tempo prima lei e Dimitri si sono fatti. Lascia quindi l'Accademia, a pochi mesi dal diploma, per rincorrere il suo amore e ucciderlo per sempre. Si reca in Russia, dove incontra Sidney, una ragazza con uno strano tatuaggio intriso di magia sul viso. Sidney è un'alchimista, un'umana, che si occupa di far scomparire i corpi degli Strigoi uccisi da dhampir e lasciati per la strada o nei vicoli. Ferma sulle sue convinzioni, Sidney non ama particolarmente nè i dhampir nè i vampiri ma con il tempo riesce ad entrare in sintonia con Rose e l'aiuta ad andare in Siberia, non solo perchè le è stato ordinato di fare così. Rose riesce a raggiungere la famiglia di Dimitri ma ognuno di loro le ricorda lui in modo impressionate tant'è che è quasi decisa a rimanere con quelle donne che l'hanno accolta con tanto calore e affetto, ma con il tempo capisce di non essere fatta per quel posto e riprende il suo viaggio per mantenere fede a se stessa e alle sue parole. E poi, finalmente, Rose si imbatte in Dimitri, e tutto precipita.
Promessa di sague è un'altalena di emozioni, è il capitolo che ho più amato ma anche più odiato al tempo stesso. Avevo il bisogno fisico di leggere, di scoprire cosa ne sarebbe stato di Rose e di Dimitri, se lei sarebbe riuscita a porre fine alla sua vita o se la Mead avesse ideato qualcosa di nuovo e totalmente inaspettato per farci rimanere senza respiro. Come si può uccidere la persona che si ama? Dove trova Rose la forza per affrontare tutto ciò? Sinceramente, io non lo so. Rose ne ha passate tante, ma ogni volta che cade a terra torna più forte che mai e, sì, ora posso dirlo: Rose mi piace, amo la sua forza e determinazione, il fatto che non si arrenda mai pur avendo i suoi momenti di smarrimento e buio più assoluto. Dimitri non è più lo stesso, non è più il guardiano Belikov del quale Rose si è innamorata... è completamente diverso, sbagliato, la sua figura non coincide per niente con quella che mi ha fatto innamorare. Non ho pianto, quando succede quello che succede, ma mi sono sentita morire dentro. Poi sono morta due volte, per il finale, e ancora una volta perchè Spirit Bound non è stato ancora tradotto.


In definitiva, ammetto di essermi sbagliata su tutta la linea riguardo L'accademia dei vampiri. Io ho A-M-A-T-O i primi quattro libri di questa serie. Al di là dei vampiri e della storia a cui ha dato vita la Mead, L'accademia dei vampiri è tante cose: è amicizia, amore, lealtà, fiducia, crescita, responsabilità... tutte quelle cose e quei legami che fanno crescere una persona. Ogni personaggio è un universo a sè, con la sua storia e la sua personalità multi-sfaccettata, e tutti - nessuno escluso - crescono in una maniera impressionante durante tutto l'arco di questi quattro libri. Richelle Mead poi è fantastica. Con uno stile semplice e diretto, ti cattura pian piano tra le righe della sua storia, le sue parole hanno il potere di tenere incollati gli occhi, la mente e il cuore alle pagine. Svela i dettagli della sua storia poco a poco, semina particolari qui e là e alla fine tutto torna in un quadro più grande. Mi hanno sempre detto che questa è una di quelle serie che migliora un pò di più in ogni libro della serie, e posso dire che è verissimo. Ho amato ogni singolo libro un pò di più del precedente, e non oso immaginare cosa troverò negli ultimi due. Vorrei con tutto il cuore che la Rizzoli si decidesse a pubblicare Spirit Bound e Last Sacrifice. Siamo in tanti ad aver amato e ad amare questa serie e la Mead, sono tanti quelli che hanno letto questi ultimi due volumi - ma anche lo spin-off - in lingua, e non capisco tutta questa esitazione. Erano partiti benissimo con il ritmo di pubblicazione, ma poi si sono persi. Comunque, continuo a sperare che, con l'avvicinarsi della data di uscita del film, si smuova qualcosa.
La media delle stelline che ho assegnato per ogni libro è 4.5, quattro per i primi due libri e cinque per gli altri due.

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★ ★ ★ ★½
Awesome! :D