giovedì 28 febbraio 2013

CLOCK REWINDERS #2 - Febbraio 2013

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Clock Rewinders è una rubrica settimanale mensile creata dai blog One book Bender e 25 Hour Books (io personalmente l'ho scoperta su storie dentro storie) e si presenta come una specie di riassunto del mese appena finito. Vi inserirò i post pubblicati questo mese sul mio blog, i libri che si sono aggiunti alla mia libreria, le mie letture e Rolling thought(s).
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This month on She was in Wonderland



• Recensioni:
#1 Cacciatrici di Jackson Pearce
#2 Starters di Lissa Price
#3 Terrestre di Jean-Claude Mourlevat
#4 Le emozioni difettose di Laurie Halse Anderson
#5 Perfetto di Alessia Esse
#7 Il destino della sirena di Tera Lynn Childs
#8 The giver, Il donatore di Lois Lowry
#9 Gathering blue, La rivincita di Lois Lowry
#10 Messenger, Il messaggero di Lois Lowry
#11 Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi (+ intervista)
#12 Divergent di Veronica Roth

• Rubriche:
» Books in the world
#9: Entangled, Torn e Undone di Cat Clarke


This month's new entries 

Ricevuti dalle Case Editrici:
[Cartacei]
• Wolfbane di Andrea Cremer
• Divergent di Veronica Roth
• Odyssea, Oltre il varco incantato di Amabile Giusti
• Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi
Stay, Un amore fuori dal tempo di Tamara Ireland Stone
• Fondente come il cioccolato di Megan Hart
[Ebook]
• The new hunger di Isaac Marion
Acquistati/vinti:
• This is not a test di Courtney Summers
• Hex Hall di Rachel Hawkins
• Arise di Tara Hudson
• Blue di Kerstin Gier
• Ascend, Il regno ritrovato di Amanda Hocking
• Le cattive ragazze non muoiono mai di Katie Alender


• Angeli nell'ombra di Becca Fitzpatrick
• Sulle ali di un angelo di Becca Fitzpatrick
• Princess di Lauren Kate
• L'accademia dei vampiri, Morsi di ghiaccio di Richelle Mead
• E finalmente ti dirò addio di Lauren Oliver
• Il bacio della morte di Marta Palazzesi








This month's readings



• Invidia di Gregg Olsen
• Il destino della sirena di Tera Lynn Childs
• Someday this pain will be useful to you di Peter Cameron
• The giver, Il donatore di Lois Lowry
Gathering blue, La rivincita di Lois Lowry
Messenger, Il messaggero di Lois Lowry
Odyssea, Oltre il varco incantato di Amabile Giusti

The new hunger di Isaac Marion

Divergent di Veronica Roth
Wolfsbane di Andrea Cremer
L'accademia dei vampiri di Richelle Mead






This month's Rolling thought(s)


#1 Stessa canzone del mese scorso, ma video ufficiale. Sono riuscita ad emozionarmi addirittura in 4 minuti e 06 secondi - sono un caso disperato.
#2 Perchè non vivo a Milano? Voglio andare a Milano a Giungo.
#3 Facebook mi ricorda gentilmente che non abito a Milano ogni volta che ci entro.
#4 Don't try to take this from me.
#5 E' finita la sessione di esami e sono ricominciati i corsi. T^T
#6 Letteratura anglo-americana mi piace proprio tanto! Il programma è incentrato tutto su Poe - che io amo. *^*
#7 Voglio andare a Londra.
#8 Mi piace guardare la gente, i particolari che rendono uniche le persone - non sono una maniaca, anche se potrei passare per tale, eh.
#9 If there's a future we want it no-ow-ow-ow-ow-ow-ow-ow.
#10 Ultimamente ho conosciuto alcuni di voi al di fuori del blog. Sono contenta, perchè siete delle persone meravigliose. 
#11 Instead, I’d have some memories For the days I don’t feel anything At least, they would remind me Not to make the same mistakes again.
#12 I miei sogni potrebbero essere candidati all'Oscar per il miglior film dell'anno.
#13 La cagnolina qui presente ci teneva a comparire almeno una volta sul blog della sua padroncina, allora - mentre quest'ultima scattava le foto per mostrarvi i libri acquistati e ricevuti questo mese - ha deciso di farsi immortalare accanto al libro vinto al contest di Monia e Jo. 

martedì 26 febbraio 2013

RECENSIONE: Odyssea, Oltre il varco incantato di Amabile Giusti

Ecco la seconda recensione che vi avevo promesso. ^O^
Riguarda un libro di un'autrice italiana pubblicato lo scorso Gennaio e già molto apprezzata per i suoi lavori precedenti. Personalmente, non ho letto mai niente di suo ma con questo libro ho potuto constatare anch'io che Amabile Giusti è un'autrice validissima.


Titolo: Odyssea, Oltre il varco incantato
Autore: Amabile Giusti
Data di uscita: 22 Gennaio 2013
Editore: BC Editore
Pagine: 368
Prezzo: € 15.90
Se potesse, Odyssea, sedici anni e nessuna bellezza, chiederebbe molte cose a sua madre. Ad esempio perché da anni sono costrette a vivere come fuggiasche, senza una meta, una casa stabile e, soprattutto, senza un padre. Finché in una tiepida notte d’estate, attraversando un varco incantato nascosto nel bosco, sua madre la riporta a Wizzieville, dove è nata, e lei scopre di appartenere a una cerchia di persone speciali, dotate di rari poteri. Incredula, Odyssea si immergerà in un mondo intriso di magia, dove ogni esperienza – per lei che è sempre vissuta lontano da tutto e da tutti – ha il sapore della prima volta, ma si accorgerà presto, suo malgrado, che dietro la facciata idilliaca e fatata di Wizzieville brulica il Male. Un nemico sanguinario – lo stesso che ha ucciso suo padre dodici anni prima – perseguita la sua famiglia da generazioni ed è tornato sotto mentite spoglie per attuare il suo crudele disegno. Mentre la paura di non essere in grado di gestire i propri poteri arriverà a farle rimpiangere la vita fuori di lì – senza amicizie, né legami né radici – e a temere per l’incolumità di chi ama, terribili, inconfessabili incubi la assaliranno, come artigli di un doloroso passato. Come se non bastasse l’amore la coglie di sorpresa. Il misterioso e impavido Jacko, un giovanotto di poche parole che, a differenza di tutti gli altri, la tratta senza solennità e cerimonie, entra nella sua vita e devasta il suo cuore inesperto. Ma come mai tutti lo temono e lo disapprovano? Può fidarsi di lui? Minacciata da un’oscura condanna, Odyssea dovrà crescere e trovare in sé la forza di difendersi. Non può concedersi errori. Il nemico è in agguato. Potrebbe essere ovunque, potrebbe essere chiunque.

My rolling thought
« Mia nonna mi dice sempre di non fidarmi delle apparenze, ci sono delle meravigliose ortensie nel suo giardino. Sembrano fiori così celestiali. Ma se li sfiori ti sbranano. E’ c’è anche un enorme cactus spinoso. Incute una certa soggezione. Però si ritrae se ti avvicini e dalle spine si estrae un liquido curativo. Come vedi, spesso l’apparenza inganna. »
Odyssea è una ragazzina di 16 anni che ha trascorso la sua breve vita tra valigie e bagagli, dimore provvisorie e nessun vero amico, spostandosi da una città all'altra seguendo le strane manie della madre Grace, una donna molto fragile nella perenne convinzione di essere seguita da qualcuno di molto molto pericoloso. Almeno fino a quando una sera, Grace, presa dall'ennesima mania di fuga, decide di portarla a Wizzieville, un posto incantato e fantastico tutto da scoprire, in cui nonna Augusta aspetta madre e figlia a braccia aperte. A Wizzieville Odyssea si sente a casa, una sensazione mai provata prima, calda, accogliente e rassicurante, e non vuole andare via. Pian piano riesce a farsi degli amici, come i fratelli Lindia e Stylo, e la governante di casa, l'eccentrica ed amabile Joyce. Ma in questa piccola e colorata cittadina, Odyssea verrà a conoscenza della sua storia e scoprirà quali sono le sue vere radici: Odyssea è una strega, figlia di un potente mago ammirato da tutta la popolazione, scomparso molto tempo prima per salvare lei e la sua mamma dalla minaccia di Squartavene, un mago altrettanto potente deciso a sterminare tutti coloro che non appoggiano la magia nera. Ma la minaccia del passato è tornata a farsi sentire, Squartavene è riuscito a liberarsi dal luogo in cui è stato segregato anni e anni prima. Tutti sono in pericolo, e Odyssea è l'unica che può trovare dentro di sè la forza per combatterlo. Ma la ragazza non sarà da sola: accanto a lei ci sono infatti nonna Augusta, i suoi nuovi amici, e lo scontroso Jacko, un ragazzo rimasto orfano dopo l'attacco di Squartavene e visto di cattivo occhio dal resto degli abitanti, che farà battere per la prima volta il cuore della piccola Odyssea.

Di norma sono molto diffidente verso gli autori italiani. Non so spiegare bene il perchè - nè a voi nè a me - ma è un pregiudizio che mi porto dietro da tantissimo tempo, e che spero di abbandonare al più presto. Forse ciò può dipendere dal fatto che non ho mai trovato un libro made in italy che sia riuscito davvero ad appassionarmi, forse perchè di autori italiani che si sono cimentati in questo genere ce ne sono stati ben pochi... fatto sta che da un anno a questa parte - complice anche l'apertura del blog - sto conoscendo moltissimi autori italiani che forse prima non avrei mai conosciuto o preso in considerazione. Amabile Giusti è una di loro. Osannata da più parti per il suo precedente romanzo Cuore nero, mi sono ripromessa di leggere qualcosa di suo non appena ne avessi avuto l'opportunità. Ed ecco qui che fa la sua comparsa la dolce Odyssea e il suo magico mondo.
Odyssea, Oltre il varco incantato è il primo libro di una nuova serie magica tutta italiana (purtroppo non so da quanti volumi sarà composta) che ci catapulta nella piccola e curiosa cittadina di Wizzieville, un luogo nascosto dietro una fitta foresta in cui risiedono solo maghi e streghe dalle maniere e dai comportamenti bizzarri ed eccentrici.
La trama e le vicende di Odyssea, Oltre il varco incantato sono più complesse, multisfaccettate ed intrecciate di come io sia riuscita a descrivervele. Tra piante e animaletti particolari e sconosciuti, passaggi segreti che collegano le case degli abitanti di Wizzieville, enormi libroni di magia dotati di vita propria, tavole che si apparecchiano da sole, Amabile Giusti è riuscita a dare vita ad un luogo unico ed incantato, descritto alla perfezione, con perizia e minuziosità. Si respira magia ed incanto ad ogni riga ed in ogni singola parola. Lo stile della Giusti è impeccabile, fluido, e ricco di termini che descrivono con un'accuratezza sconcertante sentimenti, luoghi ed azioni.
Odyssea è una protagonista diversa da tutte le altre con cui ho avuto a che fare finora: non si vede bella nè attraente, i suoi capelli neri le ricadono sul viso pallido come un'intricata ragnatela, è piatta e magrolina, e le sue braccia e gambe sembrano sproporzionate rispetto al resto del corpo. Ma Odyssea ha 16 anni, e si trova in quell'età in cui si cambia e in cui si è vittima dei sentimenti e delle passioni. Così come Odyssea, anche Jacko è un protagonista maschile fuori dal comune: non è il tipico ragazzo disposto a tutto per salvare la ragazza che ama, i suoi comportamenti e le sue parole sono sempre difficili da capire e decifrare, e l'odio e i pregiudizi che avvolgono la sua persona non fanno altro che renderlo ancor più scontroso e chiuso nei confronti di Odyssea. La loro storia è difficile, non sboccia immediatamente in un amore reciproco ed incondizionato, anche se più volte Jacko correrà in soccorso di Odyssea. Tantissimi sono poi gli altri personaggi che compaiono al fianco di Odyssea, e sono tutti da scoprire, amare o odiare.
Un'unico motivo di scontento personale è il seguente: i capitoli sono troppo troppo lunghi. E' un'osservazione puramente soggettiva, lo riconosco, ma nonostante le pause intermedie nel testo, alcune volte ho trovato il tutto piuttosto pesante e difficile da seguire.
Nonostante questo ho voluto abbondare nel giudizio finale ed assegnare 4 stelline ad Odyssea. La sua storia mi è piaciuta e vi consiglio di leggerla e di farvi avvolgere dalla sua magia, nell'attesa che la Giusti scriva il seguito!
Pensò che la vita era piena di sorprese. C'erano giorni di gioia così straripante che non bastava un solo cuore a contenerla tutta, e giorni in cui l'infelicità era opprimente come una tomba. Giorni in cui ci si sentiva orfane, e giorni in cui anche solo il ricordo di un padre visto in fotografia bastava per sentirsi parte di una vera famiglia. C'erano giorni di pioggia ininterrotta, e giorni in cui il sole riscaldava il viso e accecava gli occhi col suo splendore arancione.
★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

domenica 24 febbraio 2013

RECENSIONE: Divergent di Veronica Roth

Aaah, lo so lo so, sono imperdonabile, non ditemelo! >.< Dopo avervi assillato per ben due settimane di seguito scompaio - puff - abbandonando il blog a se stesso.
E' stata una settimana dura, durissima: il secondo semestre è iniziato, e così i nuovi corsi da seguire. I professori sono uno il contrario dell'altro, non sanno nemmeno loro quello che vogliono, e ritornare dopo due mesi a svegliarsi presto la mattina e cercare di seguire le lezioni fino alle 17.30 non è facile. Inoltre questa settimana il mio pc è andato KO un'altra volta. -.-"
D'accordo, forse tutto questo non vi interessa. xD
Ma mi faccio perdonare con le recensioni degli ultimi due libri letti e qualche rubrica, okay?! *^* I post di questa settimana sono tutti programmati perchè non potrò portarmi il pc dietro, ma vi seguirò comunque con il mio super-cellulare! Non avete scampo.
Let's go!


Titolo: Divergent
Titolo originale: Divergent
Autore: Veronica Roth
Data di uscita: 22 Marzo 2012
Editore: DeAgostini
Pagine: 480
Prezzo: € 16.90
Una scelta può cambiare il tuo destino. Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l'amicizia per i Pacifici, l'altruismo per gli Abneganti e l'onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita. Non sopportando più le rigide regole degli Abneganti, la ragazza sceglie gli Intrepidi: l'addestramento però si rivela duro e violento, e i posti disponibili per entrare davvero a far parte della nuova fazione bastano solo per la metà dei candidati. Come se non bastasse, Quattro, il suo tenebroso e protettivo istruttore, inizia ad avere dei sospetti sulla sua Divergenza...

My rolling thought
«Ogni fazione condiziona i suoi membri a pensare e agire in un certo modo. La maggior parte delle persone si adegua. Per loro non è difficile imparare, acquisire uno schema di pensieroche funziona e attenersi a quello per sempre.» Mi tocca la spalla sana e sorride. «Ma le nostre menti si muovono in dieci direzioni diverse. Noi non possiamo essere confinati in un solo modo di pensare, e questo terrorizza chi detiene il comando. Significa chenon possiamo essere controllati. Significa che qualunque cosa facciano, noi creeremo sempre problemi.»
Nel mondo post-apocalittico in cui Beatrice vive la società è divisa in cinque fazioni, ad ognuna delle quali corrisponde una determinata virtù. Beatrice è un'Abnegante ed ha 16 anni, questo significa che presto dovrà decidere in una cerimonia formale a quale fazione appartenere per il resto della sua vita. Prima di affrontare questa importante scelta però, tutti i ragazzi devono sottoporsi ad un test che li indirizzerà verso la fazione più adatta al proprio modo d'essere. Beatrice non si è mai sentita un'Abnegante fin nel profondo del suo cuore come invece è tutta la sua famiglia, e il risultato del suo test non fa altro che confermarlo: Beatrice è una Divergente, ovvero ha in sè le diverse attitudini e virtù degli Abneganti, degli Intrepidi e degli Eruditi. Questa sua natura Divergente è vista come un pericolo dal resto della società, pertanto Beatrice deve tenerla segreta ad ogni costo. Dopo molte indecisioni, la ragazza sceglie di entrare nella fazione degli Intrepidi; la attende un percorso difficile, fatto di prove da superare al limite della sopportazione fisica e psicologica per diventare un membro della fazione a tutti gli effetti e per non finire tra gli Esclusi, ovvero tra coloro che hanno fallito l'addestramento. Ma Tris è pronta a tutto, anche ad affrontare le sue paure più grandi.


Desideravo, bramavo, sognavo di leggere Divergent da tantissimo tempo. Gli ottimi commenti in rete e le recensioni più che positive mi hanno portata più volte a chiedermi "Ma perchè cavolo non ho ancora letto questo romanzo?!". Ora, dopo averlo letto, mi chiedo: "Ma perchè cavolo non l'ho letto prima questo romanzo?!" Divergent mi è più che piaciuto e me ne sono resa conto quando, nemmeno dopo due ore, avevo già divorato più della metà del libro. Non è stata la storia o l'idea di base del libro, non è stato lo stile di scrittura della Roth a farmi innamorare e a tenermi incollata alle pagine: sono stati i personaggi, Tris e Quattro, ma anche la mamma di Tris, Christina, Peter, Uriah, Al e tutti gli altri, dal primo all'ultimo, nel bene o nel male, a far palpitare il mio cuore.
La trama, seppur in fin dei conti abbastanza semplice e un pò prevedibile nell'evolversi della vicenda, ha comunque delle ottime idee di base e qualche colpo di scena disseminato qua e là completamente inaspettato.
La suddivisione sociale presente in ogni distopico, in Divergent, si basa principalmente sulle caratteristiche comportamentali di ogni persona: ci sono gli Abenganti, la fazione di nascita di Tris, costituita da coloro che dedicano la propria vita agli altri e che mettono da parte ogni forma di celebrazione personale; gli Intrepidi, coraggiosi e irresponsabili, che dedicano la loro vita alla protezione dei confini; gli Eruditi, dediti alla conoscenza e al sapere; i Pacifici, la fazione più mite tra le cinque; ed i Candidi, coloro che non possono mai mentire e che sono fin troppo sinceri. L'idea di adottare questa suddivisione sociale mi è piaciuta tantissimo: in ogni persona c'è un solo tratto dominante e attorno ad esso si concentra tutta la sua esistenza. Per me è assolutamente impensabile, oltre che impossibile, pensare di appartenere ad una sola di queste fazioni: dentro di me convivono insieme i tratti degli Intrepidi, degli Eruditi, dei Candidi e dei Pacifici [degli Abneganti non credo, no... forse un pochino], così come Tris e la sua natura Divergente.
Nonostante la sua Divergenza, Tris sente di appartenere davvero agli Intrepidi e la sua metamorfosi si compie pagina dopo pagina: da una Beatrice Abnegante confusa, indecisa e contraddittoria, si trasforma in una Tris Intrepida, forte e determinata. Per me è stato facile immedesimarmi con lei, i suoi pensieri e le sue emozioni: perchè non riesce ad essere altruista come Caleb, suo fratello maggiore? Perchè non riesce a pensare prima al bene di qualcun altro e non al suo? Il suo non è egoismo, è solo una natura multisfaccettata presente in ogni essere umano e che il resto della sua società tende ad eliminare per l'uniformità.
Ma Divergent non è solo questo: è anche tanta azione ed un pizzico di romanticismo. Durante l'addestramento, Tris imparerà a maneggiare armi e pugnali, ad elaborare strategie, ad essere e pensare come una vera Intrepida, ad affrontare le sue paure più grandi in simulazioni talmente credibili da sembrare persino reali. Lungo tutto questo percorso la Divergenza di Tris si farà sentire sempre di più, più debole durante gli allenamenti corpo a corpo e sempre più forte nelle prove psicologiche, tanto da attirare l'attenzione di Quattro, uno dei due istruttori che segue il percorso degli iniziati "trasfazione".
Le ultime pagine del libro sono un concentrato di azione e adrenalina, una lotta contro il sistema appena accennata che - presuppongo - sarà il nucleo centrale di Insurgent.
Alla fin fine sono contenta di aver letto Divergent solo ora perchè non dovrò aspettare molto per Insurgent! Tris e Quattro hanno fatto battere il mio cuore in un modo unico especiale, esclusivo, come solo pochi altri personaggi sono riusciti a fare. Rischierei di essere noiosa ripetendolo ancora una volta, ma il mio amore per loro due è grandissimo.
Come cavolo farò ora a togliermi Quattro dalla testa?! D:


★ ★ ★ ★ ☆
Awesome! :D

martedì 12 febbraio 2013

RECENSIONE + INTERVISTA: Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi

© JoLubrano
Seconda recensione di oggi! ^_^
Ringraziamo tutti - ancora una volta - la dolce Jo che ci ha regalato il suo meraviglioso bannerino anche per questa recensione. 
Ho avuto la possibilità di leggere questo romanzo in anteprima, ma - purtroppo - non sono riuscita a pubblicarne prima la recensione.
Però la vostra (in)stancabile Veronica oggi ha preparato per voi qualcosa di speciale, qualcosa che non aveva mai fatto prima d'ora. Forse per alcuni di voi potrà sembrare una banalità, ma io sono stra-felice di aver avuto l'opportunità di realizzare tutto ciò. Okay, basta con le farneticazione. Vi consiglio solo di arrivare alla fine della recensione perchè la sorpresa di cui parlo si trova in fondo al post. :D
Buona lettura!


Titolo: Il sogno della Bella Addormentata
Autore: Luca Centi
Data di uscita: 12 Gennaio 2013
Editore: Piemme Freeway
Pagine: 252
Prezzo: € 16.50
Nella Londra di fine Ottocento, Talia si muove silenziosa come un gatto e scaltra come una volpe. È molto giovane e molto bella, il che è un indubbio vantaggio nell’esercizio della sua professione, la ladra. Talia però non ruba di tutto, si impossessa solo di quello che la porta più vicino alla soluzione del mistero che avvolge la sua vita. La scomparsa di suo padre. La risposta che troverà, però, fra nebbie e vapori, ingranaggi e corsetti, sarà una scoperta tanto sconvolgente quanto raccapricciante, nascosta gelosamente dentro una teca di cristallo.




My rolling thought

Giace bella su petali di rosa,
Chi la disprezza e chi la cerca senza posa,
Nel suo passato un uomo, sai Sette Peccati,
Che attendono solo di esser mondati.
Giace bella nel sonno eterno,
Tra il Paradiso e il mortale Inferno.


Piombo, ferro, argento, rame, stagno, mercurio ed oro. Sette metalli per sette invenzioni; sette invenzioni che costituiscono altrettanti Peccati. Talia ha una missione: recuperare i Sette Peccati costruiti dal padre - un inventore ormai defunto - tanto e tanto tempo prima e ormai dispersi per tutto il territorio inglese per un oscuro e misterioso motivo. Sul suo letto di morte, infatti, la ragazza ha promesso solennemente di recuperarli e di custodirli nel suo studio segreto a qualunque costo, tra libri e fogli fitti fitti di appunti scritti in una calligrafia minuta ed illegibile. Talia è agile, silenziosa e scaltra; fare la ladra è un talento naturale per lei, è come respirare. In otto anni è riuscita a recuperare sei dei Sette Peccati costruiti dal padre: Eclissi di Piombo, Alba di Ferro, Aurora d'Argento, Crepuscolo di Rame, Notte di Stagno e Meriggio di Mercurio. All'appello manca solo il Tramonto d'Oro, un cerchietto fatto interamente d'oro, con il quale la collezione sarà finalmente completa e la missione di Talia compiuta. Non prima però di risolvere il mistero che si nasconde dietro queste sette invenzioni. Il luogo in cui è custodito il Tramonto d'Oro viene rivelato alla ragazza da Sir Cornelius Cobbald, un uomo misterioso e dall'aspetto poco affidabile, che le confessa di aver conosciuto il padre anni e anni prima in Francia, e che le suggerisce il luogo verso cui spostare le sue ricerche. Il Tramonto d'Oro si trova a Londra, custodito dalla vedova Irene Cavendish, una donna molto importante ed influente nel panorama della vita mondana londinese, che ha raccolto l'eredità e la fama del marito di collezionista di opere e manufatti estremamente rari. In mancanza di altre valide alternative e prove sufficienti per smentire le parole dell'uomo, Talia decide di fidarsi del suggerimento di Sir Cobbald, e con Madame Vivienne ed Archie, suoi fedeli servitori nonchè tutto ciò che rimane della sua famiglia e gli unici al corrente del suo segreto, parte alla volta della fumosa Londra. Nella capitale inglese, tra ricevimenti e balli, sontuosi abiti in toulle e crinoline, carrozze a vapore e rigidi coprifuoco da rispettare, Talia non solo riuscirà a trovare il Tramonto d'Oro, ma riuscirà anche a scoprire cosa si nasconde dietro il grande mistero dei Sette Peccati del padre e trovare un sentimento tanto forte e dolce quanto fragile, destinato ad essere rinchiuso per sempre in una teca di cristallo.

Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi è un romanzo che colpisce fin dal principio. 
Di fronte ad una trama magnetica e particolare come quella che ci viene proposta, è impossibile non venirne ammaliati e non sentirne il richiamo a chilometri di distanza. Metalli, strani congegni ed invenzioni, versi che richiamano alla memoria la figura de la Bella addormentata nel bosco... ma questo romanzo è molto, molto di più. Il sogno della Bella Addormentata è intrighi, complotti, sette segrete, formule alchimiche e la ricetta della vita eterna. Sullo sfondo di una Londra Ottocentesca in declino, alla lotta per la conquista della Corona si intrecciano le aspirazioni di conquista e di potere di una setta segreta e misteriosa di persone che, senza alcuno scrupolo, non esitano a mirarvi ricorrendo anche ai metodi più loschi, sporchi e innaturali.
Tra gli intrighi di queste vicende si muove Talia, una protagonista come poche, che con la sua determinazione, forza ed indole testarda, ci accompagna alla scoperta dei misteri che avvolgono la sua infanzia e la sua vita. Durante la missione londinese volta al recupero del Tramonto d'Oro, affiora pian piano il passato della protagonista attraverso uno studiato stratagemma fatto di flashback e piccoli scampoli di ricordi, sogni ad occhi aperti - come li chiama Talia -, che pian piano vanno ad accumularsi lungo tutta la trama sino alla scoperta finale. Al fianco della giovane protagonista, due comprimari assolutamente speciali: Madame Vivienne, la governante in un perenne stato di agitazione ed iperventilazione per quanto riguarda le missioni e la spregiudicatezza di Talia, ed Archie, il cocchiere, un uomo in fondo molto dolce e dal cuore buono che non esita un secondo ad attaccare briga con la stizzosa governante. Anche l'amore non tarderà ad arrivare, celato sotto le spoglie di un agente di polizia di Scotland Yard. Un amore fragile e prezioso, che durerà l'attimo di un respiro e ci accompagnerà verso un epilogo inaspettato quanto poetico e malinconico. Un solo bacio non sarà sufficiente per risvegliare la Bella dal suo sonno eterno, e ciò che rimarra sarà solamente un senso di infinita amarezza e tragicità. La Bella rimarrà per sempre così, bella e giovane, cristallizzata nel suo sonno infinito e circondata dal caldo abbraccio del suo sogno, con la consapevolezza di aver fatto la scelta giusta, di aver adempito alla sua promessa, di aver compiuto tutto ciò che doveva e che era in suo potere. Fede e scienza si intrecciano insieme in questo romanzo, in un ballo che si ripete fin dall'inizio dell'umanità e che vede l'esistenza o meno di una vita dopo la morte, di un altrove, un "qualcosa", in cui ritrovarsi. Come un sogno.
Una sola cosa mi sento di dire a Luca: di osare di più. Il sogno della Bella Addormentata ha tanto potenziale, e la maggior parte di esso viene rivelato solo verso la fine del romanzo, quando ormai le pagine rimaste a disposizione sono molto poche e l'eco di un finale fuori dal comune inizia a farsi sentire. Una buona trama, delle idee originali e dei personaggi ben caratterizzati non sono sufficienti per la buona riuscita di un romanzo; è importante anche l'intreccio, cercare di mantenere desta l'attenzione del lettore. Attenzione, non dico curiosità, ma attenzione.
Grazie alla piccola sorpresa che ho avuto la possibilità di organizzare per voi, ho avuto l'opportunità di capire e inquadrare meglio questo romanzo nella sua interezza. Mi sono accorta di non aver colto piccole sfumature che mi erano sfuggite perchè il romanzo può essere facilmente frainteso dai lettori, in particolare dai lettori più esigenti e con alle spalle molte letture - che potrebbero definirlo "un semplice romanzo basato su una fiaba -, ma mi piacerebbe che anche voi cercaste di andare oltre, di cogliere il significato che c'è oltre le parole di questo romanzo, di non fermarvi ad un primo livello di comprensione, cercando di afferrarne la bellezza e l'effimerità.


★ ★ ★ ☆ ☆
Good. :)


Finalmente ecco giunta la sorpresina di cui vi parlavo: l'intervista all'autore de Il sogno della Bella Addormentata, Luca Centi.
E' la prima intervista del blog quindi spero che vi piaccia e mi perdoniate errori vari ed eventuali! Sono contentissimissima di aver avuto l'opportunità di intervistare proprio Luca, che ringrazio ancora una volta, perchè è un autore che viene dalla mia stessa regione/provincia e quindi - non essendo in molti (credo, almeno) - ho voluto offrire a lui il mio piccolo spazio per presentarci meglio il suo romanzo. ^_^
Enjoy!

L'autore: LUCA CENTI
È nato a L'Aquila nel 1985. Laureato in Culture per la Comunicazione, è un grande appassionato di letteratura storica e fantastica. Il suo romanzo preferito è Il giovane Holden di J. D. Salinger, la sua scrittrice preferita è Anne Rice. È un grande appassionato di anime e manga, nonché di serie televisive americane. Con questo suo secondo romanzo, spera di riuscire a creare un mondo e una storia fuori dal comune.


#1 Ciao Luca, benvenuto nel mio blog! Ti ringrazio per avermi concesso un pò del tuo tempo e spero ti troverai bene qui, tra le pagine del blog. E' la prima volta che intervisto un autore e sono contentissima di poter intervistare te, che vieni dalla mia stessa regione. ^_^
Per iniziare, che ne diresti di parlarci un pò di te?
Sarò brevissimo: sono un ragazzo di ventisette anni che ha da poco finito gli studi universitari e che adora leggere e scrivere. Forse adoro un po' troppo leggere dal momento che non so più dove mettere i libri! 
#2 Come è nata la tua passione per la scrittura e per la lettura in generale?
Non so di preciso come è nata la mia passione per la lettura. Forse con i "Piccoli Brividi", una collana di romanzi per ragazzi che leggevo quando avevo nove, dieci anni. Ricordo ancora i salti mortali fatti per recuperare i primi volumi, esauriti, e per completare la serie (parliamo di più di cento romanzi!). La passione per la scrittura invece c'è sempre stata. A scuola l'ora di italiano era sempre la mia preferita e mi divertivo tantissimo a scrivere temi. Da lì alla stesura di racconti, e poi romanzi, il passo è stato breve! 

#3 Adoro le fiabe e il tuo romanzo ha catturato fin da subito la mia attenzione e la mia curiosità. Come e quando è nata in te l'idea di scrivere un romanzo basato sulla fiaba Rosaspina, La bella addormentata nel bosco dei fratelli Grimm?
E' successo per caso. Ricordo che stavo leggendo la fiaba di "Talia, il Sole e la Luna" di Charles Perrault (la storia originale) e ne sono rimasto affascinato. Una storia difficile, dove il lieto fine c'è ma non è come il lettore se lo aspetta.
[Oooh, non sapevo che la fiaba originale fosse di Perrault! Che ignorante, ho imparato una cosa nuova. ^_^]

#4 Ho amato Talia, la sua storia e il suo carattere forte e determinato. Ti sei ispirato a qualcuno in particolare per il suo personaggio?
In Talia c'è molto di me e delle persone che mi circondano. Il suo essere "fuori dagli schemi", la sua determinazione. Penso che un po' tutti si possano rivedere in lei e nel suo voler a tutti i costi onorare la memoria del padre. 

#5 Madame Vivienne e Archie sono due personaggi favolosi. Come mai hai deciso di affiancarli a Talia?
Con "Il sogno della Bella Addormentata" ho provato a scrivere un romanzo vittoriano "diverso", dove governanti e cocchieri non sono personaggi impettiti e rigidi ma persone normali, quasi divertenti. Un contraltare perfetto per una storia che ho tentato di tenere in bilico tra l'avventura e il dramma.

#6 Il genere del tuo romanzo si divide tra un fairytale retelling ed uno "steampunk". Svolgendo le invenzioni del padre di Talia un ruolo fondamentale nella storia, quanta componente magica e quanta componente "steampunk" ritieni che ci sia nel tuo romanzo? Sempre se di "steampunk" si può parlare.
In realtà io non parlerei né di magia né di steampunk, nel senso che sì, ci sono invenzioni anacronistiche nel romanzo e sì, sul finire c'è qualcosa che può sembrare magico. Ma sono solo due dei tanti elementi che ho mescolato nella storia.
[Okay, questa risposta mi piace molto. ^_^ Sono riuscita ad inquadrare meglio il tuo romanzo!]

#7 Adoro la Londra Ottocentesca. Come mai hai deciso di ambientare il tuo romanzo in questo preciso periodo storico?
In realtà è anche il mio periodo storico preferito, tanto da aver scritto la mia tesi di laurea proprio sugli usi e costumi della Londra Vittoriana. 

#8 Il finale de Il sogno della Bella Addormentata mi ha lasciata letteralmente senza parole, mi è piaciuto molto. Come mai hai optato per un finale del genere? Se puoi rivelarcelo. ^_^
Volevo qualcosa di diverso e di spiazzante, qualcosa che si potesse intuire dall'inizio ma che non fosse troppo evidente. A giudicare dalla tua reazione ci sono riuscito!
[Direi di si, ci sei riuscito! ^_^]

#9 Hai qualche altro progetto in cantiere per il futuro?
Più di uno, ma è troppo presto per dire qualcosa! Dita incrociate! 

#10 Un'ultima domanda, più una curiosita personale. Ho letto che sei appassionato di fumetti/manga e beh, anch'io condivido questa passione. Qual è la tua serie preferita e/o la/il mangaka che stimi di più?
Adoro Evangelion e Full Metal Alchemist, anche se ogni tanto mi piace rilassarmi con un bel caso del Detective Conan :)

Questo è tutto. ^_^
Dopo una luuuunghissima settimana di preparativi (recensioni di The Giver Quartet e recensione de Il sogno della Bella Addormentata + intervista) vi abbandono per un pò e mi ritiro nel mio angolino buio per godermi il meritato riposo. Tranquilli, non sparirò per molto. Solo per un paio di giorni.
Peace&Love.

RECENSIONE: Messenger, Il messaggero di Lois Lowry

© JoLubrano

Eccomi qui con la terza ed ultima recensione della serie The Giver Quartet di Lois Lowry. ^_^ Spero abbiate apprezzato questo piccolo viaggetto nella serie; io sono super-contenta di avervi presentato questi piccoli libriccini, oltre al fatto di aver finalmente recuperato tutte le recensioni in arretrato.
Ma non è finita qui. Più tardi sul blog ci sarà un altro post, un'altra recensione molto attesa, 
con una piccola sorpresina per tutti voi. Mi auguro di non deludere le vostre aspettative!



TitoloMessenger, Il messaggero
Titolo originaleMessenger
Autore: Lois Lowry
Data di uscita8 Febbraio 2012
Editore: Giunti Y
Pagine: 208
Prezzo: € 14.50
In una realtà futura segnata da “forme di governo spietate, punizioni atroci, inguaribile povertà o falso benessere”, i difetti fisici sono puniti con la pena di morte. Ma nel Villaggio in cui Matty abita, anche gli ultimi della scala sociale sono accolti e tenuti in grande considerazione. La comunità è gestita dal Capo, una versione adulta del Jonas di The Giver – Il Donatore. Matty lavora per il Veggente, un vecchio cieco che lo ha aiutato a maturare. Ma adesso qualcosa sta cambiando, i rifugiati improvvisamente non sono più i benvenuti al Villaggio e gli abitanti stanno diventando vanesi e ottusi. A Matty, uno dei pochi capaci di districarsi nella fitta Foresta che circonda il Villaggio, viene affidato il compito di portare il messaggio del drammatico cambiamento ai paesi vicini. Purtroppo la Foresta, animata ora da una forza oscura, si rivolta contro di lui e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere, che ancora non riesce completamente a comprendere. Un’allegoria spietata dell’animo umano e della nostra società, che conclude la trilogia profonda e provocatoria di Lois Lowry.

My rolling thought
Dirigendosi verso il sentiero che conduceva nella Foresta ai margini del Villaggio, Matty prese una via traversa che lo fece passare dalla casa del maestro di scuola, un uomo di buon cuore con la faccia coperta per metà da una grossa macchia rossa, una voglia. Quando Matty era ancora nuovo al Villaggio, gli era capitato spesso di fissare quell’uomo perché non aveva mai visto nessuno con una macchia simile. Nel posto da dove Matty veniva certi difetti non erano ammessi. Si condannavano a morte le persone per molto meno.
Il piccolo Matty è cresciuto, "la Belva fra le Belve" - come una volta si autodefiniva - non esiste più; una nuova sillaba si è aggiunta al suo nome ed ora vive nel Villaggio assieme al Veggente, un uomo cieco che gli fa sia da mentore che da padre. Nel Villaggio Matty vive una vita felice e tranquilla, in cui gli è stato affidato un ruolo fondamentale che nessun'altro può svolgere e portare a compimento. Matty è un messaggero, ovvero ha il compito di recapitare i messaggi nei villaggi vicini in quando è l'unico che può e che riesce ad inoltrarsi nella Foresta. Tutti coloro che provano ad entrarvi, infatti, dopo poco ricevono un "avvertimento" dalla Foresta stessa, ovvero l'obbligo di non farvi più ritorno se non si è in cerca della morte. Il Villaggio è isolato rispetto tutte le altre comunità, e Matty svolge il suo compito con grande attenzione e meticolosità, tanto da sperare, un giorno, nel nuovo appellativo di Messaggero del Villaggio. Il Villaggio è un luogo ameno e pacifico, in cui convivono persone sane e persone "malate", con difetti fisici o menomazioni. Insieme, tutti gli abitanti, sono riusciti a dare vita ad una comunità in cui tutti possono godere di una vita sana, di una casa e del cibo in tavola. Tutto il Villaggio fa riferimento al Capo, un ragazzo giovanissimo, di non più di vent'anni, dagli occhi azzurro cielo giunto un giorno su una slitta rossa con un piccolo bambino in braccio. Sia gli abitanti che Matty stimano profondamente il ragazzo e la sua bontà, tant'è che il Villaggio è diventato il rifugio di tutti quegli uomini, donne e bambini che, giunti sani e salvi dalla Foresta, sono alla ricerca di asilo. Il Capo è riuscito a dare vita ad una comunità multietnica, in cui uomini, donne e bambini di ogni razza, sesso, colore ed età vengono accolti senza distinzione alcuna. Ma pian piano nell'animo degli abitanti del Villaggio inizia ad insinuarsi qualcosa di oscuro, portato avanti dal Mercato del Baratto. Matty, il Veggente ed il Capo iniziano ad accorgersi di questi strani movimenti, avuti inizio con l'improvvisa morte di un abitante del Villaggio inoltratosi troppo in profondità nella Foresta. Gli uomini e le donne pian piano diventano sempre più ostili e minacciosi, tanto da proporre la chiusura del Villaggio agli stranieri tramite la costruzione di un alto muro. Il Capo convoca quindi Matty e gli affida il compito di recapitare il messaggio della chiusura del Villaggio per tutta la Foresta e i Villaggi vicini, con la speranza che tutti gli uomini possano raggiungerlo prima della sua chiusura. Ma Matty ha anche un'altra missione: raggiungere il suo vecchio villaggio per portare a casa con lui la figlia del Veggente, che qualche anno prima decise di non seguirli per adempire ad un compito ben preciso.
"Non riesco a trovare la parola adatta per esprimere il concetto. Egoismo, presumo. Si sta insinuando dappertutto." Messenger, Il messaggero doveva essere il capitolo conclusivo della serie della Lowry, la sintesi perfetta dei mondi di Jonas e Kira conosciuti in precedenza in The giver, Il donatore e Gathering Blue, La rivincita e la loro confluenza in esso. Un romanzo conclusivo e di collegamento, insomma, a cui però la Lowry ha deciso di aggiungere un ulteriore quarto romanzo.
Il Villaggio in cui Matty è giunto è distante anni luce dal mondo perfetto in cui Jonas è nato, ma non è neanche la Comunità in cui è cresciuto con Kira, in cui gli uomini e le donne lottano incessantemente giorno dopo giorno e in cui le persone con difetti vengono giudicate e disprezzate. Il Villaggio è un luogo felice, una piccola oasi nel bel mezzo della Foresta. Ma anche in un luogo abbastanza isolato e basato su sani principi come il Villagio riesce ad insinuarsi l'egoismo e il desiderio di possesso dei soli beni materiali. Il Mercato del Baratto cessa di essere un utile strumento di condivisione, ma diventa il luogo dei vizi e della discordia, che macchia indelebilmente l'animo degli uomini. Cos'è quindi che corrompe l'animo umano? Forse gli uomini stessi.
Matty ha un compito: diffondere un messaggio. Un messaggio che non si limita ad essere solamente l'avvertimento della chiusura del Villaggio, ma è anche un messaggio di speranza, di salvezza e di redensione. Perchè anche Matty ha un dono che scoprirà di possedere poco alla volta, e la sua semplicità e la sua forza d'animo lo spingeranno ad affrontare con coraggio la Foresta, fino all'epilogo, che mi è sembrato un pò troppo affrettato e che è arrivato troppo veloce. Ti lascia lì senza parole, un colpo improvviso e difficile da accusare.
L'aggiunta di questo quarto capitolo è una notizia che ho accolto con molta gioia e stupore perchè non so proprio cosa aspettarmi dalla Lowry questa volta - sperando però che sia davvero la conclusione della serie.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*