mercoledì 26 giugno 2013

RECENSIONE: Bianca come il latte Rossa come il sangue di Alessandro D'avenia

Un grande abbraccio a tutti quanti. *hug*
Questa settimana è proprio pessima e mi sento abbastanza giù di morale: ho l'esame di informatica sabato mattina (sì, di sabato mattina) e io di informatica non ci capisco un emerito tubo. Mi toccherà improvvisare. ): E siccome le sfortune non arrivano mai da sole pensavo di farcela anche a dare un altro esame il 5 Luglio ma mi> sbagliavo. >.> E' un esame un pò difficile e per essere sicura al 100 x 1000 sento il bisogno di curare anche i dettagli più piccoli, quindi non ce la farò sicuramente. ): L'unica nota positiva è il tempo: c'è un bel fresco gradevole e pagherei per averlo tutta l'estate.
Dopo questa insensata premessa di cavoli miei, inizia finalmente la recensione di oggi. ^_^ Enjoy.

Titolo: Bianca come il latte Rossa come il sangue
Autore: Alessandro D'avenia
Editore: Mondadori
Data di uscita: 25 Marzo 2011
Pagine: 254
Prezzo: € 13.00
Non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato – racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento. Leo ha sedici anni: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore di scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando sprona gli studenti a cercare il proprio sogno. Leo ha un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che ha a che fare con la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, Silvia, una presenza affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha qualcosa a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

My rolling thought
«Sono nato il primo giorno di scuola, cresciuto e invecchiato in soli duecento giorni.»
Leo ha sedici anni e si trova ad affrontare l'inizio di un nuovo anno scolastico. Come tutti i ragazzi della sua età non ama andare a scuola, trascorerrebbe tutti i pomeriggi a giocare a calcio, sfrecciare per le strade con il suo bat-cinquantino e divertirsi con i suoi amici - in particolare il sempre presente Niko e l'intelligentissima Silvia -, sempre con gli auricolari nelle orecchie. Ma quello che non sa nessuno è che il cuore di Leo batte per Beatrice, una bellissima ragazza dai capelli color del fuoco che ogni mattina incrocia alla fermata dell'autobus. Ogni volta che Leo incrocia Beatrice per i corridoi della scuola il suo cuore batte all'impazzata, le farfalle si impossessano del suo stomaco e non riesce a rivolgerle la parola. Ma poi Beatrice inizia a non andare più a scuola e i periodi di assenza si fanno sempre più prolungati, fino a quando Leo scopre che Beatrice è malata di leucemia. Complice il supplente di storia e di letteratura, l'unica persona che sembra capire il suo animo irrequieto, Leo si troverà ad affrontare qualcosa che non si sarebbe mai aspettato, quel bianco che da sempre lo spaventa, per poi trovare la strada giusta da percorrere nella sua vita.

Io e questo romanzo abbiamo una storia un pò particolare. Ogni volta che entravo in libreria me lo ritrovavo sotto gli occhi ma non l'ho mai preso in mano per leggerne la trama o le prime pagine. La cover l'ho sempre trovata davvero molto bella, proprio come il titolo: intrigante e... curioso. Poi pochi mesi fa, complice l'uscita del film, il mio interesse si è ridestato ed ho iniziato a cercarne informazioni più precise e recensioni ma tutto ciò che ne è saltato fuori è stata una grande spaccatura tra le belle parole delle persone a cui il libro di D'avenia è piaciuto tantissimo e altri a cui non è piaciuto per niente, in particolare per lo stile e per la storia trattata in maniera superficiale. E siccome io sono quel tipo di persona che se non prova sulla sua pelle tutto ciò che le provoca un minimo di curiosità non sta bene, ho deciso di leggere questo romanzo per farmi la mia personalissima opinione (per questo ringrazio la mia nonnina, che mi ha regalato il libro).
Inizio fin da subito dicendo che credo di non avere una vera e propria opinione su questo libro. Ecco... mi sento abbastanza perplessa e interdetta, in me si agitano sentimenti contrastanti, tanto che mi viene da chiedermi se io abbia davvero capito fino in fondo questo libro.
Bianca come il latte Rossa come il sangue si presenta fin da subito come un romanzo di formazione che racconta la vita del sedicenne Leo, in particolare l'inizio del nuovo anno scolastico tra gioie, paure, incertezze ed un nuovo sentimento che sta germogliando dentro di lui. Leo è innamorato di Beatrice e non riesce a togliersela dalla testa. Per lui Beatrice è il rosso: il fuoco della passione, il simbolo della vita, il rosso intenso è il colore dei suoi capelli. Ma dall'altra parte il libro affronta un'altra tematica: la malattia, la sofferenza, la morte. Tutto ciò rappresenta il bianco, il vuoto, il nulla senza appigli di cui Leo ha paura. Beatrice infatti, nonostante l'aura rossa che la circonda e la avvolge, è circondata dal bianco, da un futuro che forse non avrà mai ma che vorrebbe tanto avere. La scoperta e la conoscenza della malattia di Beatrice porterà Leo a percorrere un cammino che non si sarebbe mai aspettato di intraprendere, trovandosi alla fine del percorso profondamente cambiato e trasformato. Il problema è che la parte del libro che tratta la malattia io non l'ho trovata: non ho trovato sofferenza, incertezza, dolore, speranza, voglia di combattere, voglia di vita. Non ho trovato la malattia in sè nè un percorso interiore relativo ai personaggi riguardo ad essa. Pensavo di venire travolta e sommersa da una serie di emozioni e sensazioni forti e contrastanti, ma in realtà non è stato nulla di realmente sentito fino in fondo. La malattia di Beatrice è come se rappresentasse una piccola parentesi della vita di Leo e del libro, si apre un pò oltre la metà e si chiude diverse pagine prima della fine. Non mi aspettavo di leggere un altro Colpa delle stelle, non mi aspettavo di trovare una copia di Hazel e Gus, solo un libro che affrontasse un tema difficile a me totalmente estraneo e che riuscisse a farmi entrare nell'ottica e nel mondo di quelle persone che si trovano ogni giorno ad affrontare la malattia e combattere per il desiderio di vita. E, ovviamente, dei protagonisti giovani che si trovano ad affrontare qualcosa di così grande troppo presto.
Leo è il tipico ragazzo italiano, forse un pò troppo, e, mi dispiace dirlo, l'ho trovato con la profondità di una pozzanghera e poco spessore. Capisco la sua timidezza e la sua ingenuità nei confronti di un sentimento così inaspettato e travolgente come può essere l'amore, e anche la reazione così forte di fronte alla vista di una malattia, ma comunque non sono rimasta affascinata dal suo personaggio, non ho provato nè tenerezza nè empatia nei suoi confronti, ho trovato solo banalità e quanto di più tipico ci si possa aspettare. Beatrice invece avrebbe meritato un pò più di spazio, un pò più di attenzione, non si può sorvolare su di lei così come è stato fatto. Le parti in cui compariva il suo personaggio sono state molto carine, ma - purtroppo - è solo un abbozzo di quanto sarebbe potuto essere; poche parole, qualche riga e poi basta. Non c'è stato tempo a sufficienza per conoscerla, per sondare la sua anima, per capire i suoi sentimenti, le sue paure. Ci si aspetterebbe che Leo di fronte alla sofferenza e alla malattia di una persona amata si trasformi, diventi una persona diversa da quella che era all'inizio del libro... beh, questo avviene, sì, ma non c'è l'elemento scatenante della metamorfosi, viene trattato con troppa superficialità, secondo me. E questo mi fa ancora più rabbia perchè ci sono cose che mi sono piaciute in questo libro: alcuni piccoli passaggi, pensieri, riflessioni, Beatrice (se pur poco approfondita), il modo di vedere la vita di Leo, fatto di colori e sfumature. Gli elementi ci sono tutti, ma è lo svolgimento che lascia a desiderare. D'avenia si fa portatore di un messaggio fortissimo, ma secondo me non riesce a svilupparlo al meglio, non sfrutta la sue stesse idee. Il libro inoltre si legge in pochissimo tempo (io l'ho concluso in una sola giornata) - e sembra essere scritto davvero da un adolescente che sta vivendo un periodo particolare e intenso della sua vita - ed è un bel vantaggio per uno scrittore avere uno stile semplice e veloce. Ma poi penso a tutto quello che è andato sprecato, a quello che sarebbe potuto essere questo romanzo, al Sognatore (il supplente di storia e filosofia) infarcito solo di belle parole, a genitori-clichè e a quella povera Silvia. E allora il grosso "buco" di cui parlavo prima ritorna, più grande, oscuro e profondo, e non riesco a riempirlo. Non riesco ad apprezzare in pieno questo romanzo come molti di voi hanno fatto. Lo so che ad alcuni di voi è piaciuto tanto e in modo genuino, ma personalmente non riesco a non pensare a questa carenza.
Alessandro D'avenia è autore anche di un altro romanzo, Cose che nessuno sa. Confesso che non mi dispiacerebbe provare questo titolo per capire se questo autore fa per me o meno, quindi è molto probabile che lo leggerò e se mi piacerà sarò felice di rivalutare la mia opinione. Per il momento dò due stelline poco convinte.

★ ★ ☆ ☆ ☆
Meh. :/

20 commenti:

  1. Mi dispiace che non ti sia piaciuto! :(

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    1. Non è stata una lettura sentita, ecco tutto. )):

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  2. Anche per me è stato un grandissimo MEH.. Che superficialità! Leo poi mi ha fatto prudere le mani >.<
    l'happy ending è stata la goccia finale XD

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    1. Mi dispiace dirlo, ma anch'io ho trovato questo libro superficiale. :/
      Rabbrividisco ancora a certi pensieri di Leo: se il T9 non scrive Dio allora Dio non esiste. Wt...f?! è_é

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    2. A me ha innervosito anche per come è scritto.. D'Avenia è un professore, io mi sarei aspettata qualcosa di più! E' vero che si immedesima in Leo (16enne idiota), ma ciò non lo giustifica.. XD

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    3. A me non è dispiaciuto più di tanto lo stile, l'ho trovato scorrevole e almeno mi ha aiutato ad arrivare alla fine del libro. Più che altro ho trovato irritanti alcuni pensieri di Leo (come ho già detto). ^^"

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Io l'ho letto tempo fa, credo 1 o 2 anni fa, quando ancora non aveva successo per l'uscita del film..eppure l'ho trovato carino, mi ha fatto piangere il finale

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    1. A me ha scosso un pochino pochino SPOILER la morte di Beatrice FINE SPOILER, ma neanche troppo. Se ci fosse stato più approfondimento, mi sarebbe piaciuto di più. :/

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  5. Io l'ho letto poco dopo la sua uscita, quindi più di due anni fa. Me l'ero fatto prestare da un'amica a cui era piaciuto molto.
    Se devo dirla tutta, non me lo ricordo più molto bene. Anzi, direi che questo libro è un ricordo molto vago nella mia memoria.
    Mi ricordo solo che non mi era affatto dispiaciuto, ma magari a leggerlo ora, essendo più grande, più matura e avendo letto molto di più, mi ritroverei perplessa pure io. Sinceramente al momento non ho alcuna voglia di rileggerlo!

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    1. A volte i libri cambiano a seconda del periodo in cui si leggono. ^_^
      Forse questo libro mi sarebbe piaciuto se lo avessi letto appena uscito, ma ora non sono riuscito ad apprezzarlo. Cercavo delle cose che non ho trovato. ):

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  6. Nu mi dispiace che non ti sia piaciuto LOL io l'ho adorato :)
    Ma va beh i gusti son sempre gusti :P
    Magari ti piacerà più l'altro (che io ancora devo recuperare) u.u

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    1. Lo so che a te è piaciuto Deni, ed è una cosa stranissima perchè molte volte abbiamo le stelle opinioni. XD
      Forse si, sono curiosa di scoprirlo. :D

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  7. Altro libro che nessuno è riuscito a convincermi a comprare! E poi ho sentito molti pareri simili al tuo

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    1. Se non va, non va... non c'è nulla da fare!
      Magari un giorno di questi ti verrà un colpo di testa e lo leggerai ^_^ a me succede spesso quando i libri sono molto chiacchierati sia in positivo che in negativo. Anzi, più c'è "spaccatura" di opinioni e più sono curiosa.

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  8. credo sia la prima volta che ci troviamo in disaccordo io e te, ed è una brutta storia ..questo libro, lo sai, l'ho amato amato amato amato e ancora amato mille volte!
    btw per me il titolo è davvero troppo lungo e poco incisivo: per me dev'essere corto di due/tre paroline, ma d'impatto :)

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    1. Si è strano >.< anche io e te abbiamo gusti molto simili, ma prima o poi doveva accadere (credo!).
      Aspetto di leggere il tuo parere per esteso, sicuramente mi è sfuggito qualcosa che per te è importante riguardo questo libro.
      A me invece il titolo piace! Anch'io non amo troppo i titoli lunghi, ma questo 'suona' bene. ((:

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  9. Sono d'accordo con te :/ Anche a me non ha fatto impazzire! Sì carino e in certi punti anche commovente, ma poteva esserci di più!

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    1. Continuo a ripeterlo: un pò più di approfondimento e accortezza in alcuni punti e ne sarebbe uscito fuori qualcosa di molto carino (sempre secondo la mia opinione).
      Ho amato tutto il discorso alla base dell'accoppiata sentimenti/colori ma ci sono altre cose importanti che non mi hanno convinto, ed è un peccato. D:

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  10. Ragazzi scusatemi ma qual'è il tempo e lo spazio in cui viene svolto questo romanzo?

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Ti ringrazio per il tuo pensiero. ♡