domenica 10 febbraio 2013

RECENSIONE: The giver, Il donatore di Lois Lowry

© JoLubrano
Dear readers,
ieri vi avevo detto che questo weekend avrei staccato la spina del pc per poi rivederci lunedì prossimo, maaa... ecco, la mia mente lavora incessantemente e partorisce idee malsane ad ogni ora. Per la settimana che sta per iniziare infatti ho in serbo per voi altre fantastiche recensioni ed una piccola sorpresina - il tutto impreziosito dall'aiuto di una fantastica ragazza che ha realizzato per voi/me/il blog dei banner meravigliosi. 
Ormai tutti saprete che il 13 Febbraio uscirà in libreria Il figlio di Lois Lowry, l'ultimo capito della serie The Giver Quartet. Ebbene, io mi sono preparata a questa uscita leggendo i primi tre capitoli della serie (cosa che volevo fare da molto tempo) e, come in una sorta di countdown, ho intenzione di proporvi una recensione al giorno per farvi conoscere il mondo a cui ha dato vita questa fantastica autrice.
Are you ready?


Titolo: The giver, Il donatore
Titolo originale: The giver
Autore: Lois Lowry
Data di uscita: 16 Marzo 2009
Editore: Giunti Y
Pagine: 256
Prezzo: € 9.90

Jonas ha dodici anni e vive in un mondo perfetto. Nella sua Comunità non esistono più guerre, differenze sociali o sofferenze. Tutto quello che può causare dolore o disturbo è stato abolito, compreso gli impulsi sessuali, le stagioni o i colori. Le regole da rispettare sono ferree ma tutti i membri della Comunità si adeguano al modello di controllo governativo che non lascia spazio a scelte o profondità emotive, ma neppure a incertezze o rischi. Ogni unità familiare è formata da un uomo e una donna a cui vengono assegnati un figlio maschio e una femmina. Ogni membro della Comunità svolge la professione che gli viene affidata dal Consiglio degli Anziani nella Cerimonia annuale di Dicembre. E per Jonas quel momento sta arrivando...


My rolling thought
La vita che hanno scelto è così ordinata, così prevedibile... così indolore.
Jonas vive in una Comunità perfetta in cui guerre, malattie, distinzioni di sesso, razza o età non esistono e tutto ciò che può provocare o causare dolore è stato abolito o è tenuto sotto controllo attraverso delle pillole. Tutte le persone rispettano delle regole ben precise e sono estremamente cordiali tra di loro, non fanno domande indiscrete e si scusano quando sono in errore. Non esistono gli impulsi sessuali o l'amore e le famiglie sono costituite da un uomo ed una donna che hanno il compito di allevare non più di due bambini, un maschio e una femmina. In questa Comunità tutto è estremamente funzionale e le attività di ogni cittadino contribuiscono al benessere comune. La vita di tutti è scandita da tappe ben precise e controllate dal Consiglio degli Anziani, celebrate da tutta la Comunità. Quando ormai si è diventati anziani si viene trasferiti in case di riposo in attesa del "congedo".
Jonas è un Undici, ovvero sono trascorsi undici anni da quando è stato procreato e da quando gli sono stati affidati un nome ed una famiglia durante la Cerimonia degli Uno. Come tutti gli altri bambini della sua generazione va a scuola e segue delle attività extrascolastiche che permetteranno agli Anziani di affidargli il lavoro più adatto al suo modo di essere e alle sue capacità. L'assegnazione del futuro lavoro avviene durante la Cerimonia dei Dodici, un momento molto importante e degno di grande attenzione da parte di tutta la Comunità. Jonas sta per diventare un Dodici e, come ogni altro bambino della sua età, non sa cosa vorebbe fare da grande, quindi aspetta la sua assegnazione con un pizzico di curiosità e timore in quanto spera di non venir assegnato a nessun compito non particolarmente gradimento. Ma durante la Cerimonia il numero con cui viene identificato Jonas viene saltato. Un errore forse, o forse no. Al termine dell'assegnazione degli altri bambini, Jonas scoprirà che a lui è stato riservato il compito più importante in tutta la Comunità, un compito in cui sono necessari intelligenza, integrità, coraggio, saggezza e capacità di "vedere oltre". Jonas diventerà il nuovo Accoglitore di memorie.
"Jonas" disse, "grazie per la tua infanzia". Le nuove regole legate al ruolo di nuovo Accoglitore porteranno Jonas a crescere improvvisamente. Non può parlare con nessuno del suo apprendistato e questo lo allontana sempre di più dai suoi amici e dall'infanzia. Ma Jonas troverà un nuovo amico nel Donatore, l'Accoglitore in carica, che ha il compito di trasmettergli tutte le memorie che possiede. Memorie belle, che scaldano il cuore; memorie di cose mai viste, come la neve o i colori; ma anche memorie sofferte, di guerre e sofferenza; memorie a cui la comunità di Jonas ha deciso di rinunciare molto e molto tempo prima. Il Donatore, l'unico a cui è concesso il diritto e il dovere di conservarle nella sua memoria, porta dentro di sè un fardello pesante e difficile da sostenere, in segreto, da solo. Perchè le vere emozioni scavano in profondità e non c'è bisogno di parlarne. Si sentono e basta. Le nuove memorie di Jonas portano il bambino a riflettere, a porsi delle domande, e a mettere in dubbio tutto ciò che lo circonda e i principi su cui è basata la sua Comunità. Come spiegare la neve? Come spiegare i raggi del sole? Come spiegare l'amore? Ma anche la sofferenza, il dolore, la paura, la solitudine. Così Jonas, davanti allo stupore e allo sconcerto del facile "congedo" di un neonato, decide di non restare lì a guardare, e con l'aiuto dell'Accoglitore decide di fare qualcosa che mai nessuno prima di lui ha osato fare. Tutte le vite sono significative.
The giver, Il donatore è un libro piccolino, ricco di spunti di riflessione e sentimento, che tocca le corde più profonde dell'animo umano. Un racconto crudo, denso e struggente, che intende porre l'accento su questioni che ancora oggi sono considerate un tabù dalla nostra società: l'eutanasia, l'infanticidio, il suicidio, la morte. Il fatto che sia un bambino a scontrarsi con una realtà del genere rende il romanzo della Lowry ancora più "forte" sotto tutti i punti di vista. Un animo candido, innocente, non ancora macchiato dalle colpe del mondo. Jonas dovrà scegliere, scegliere se sostenere da solo il peso di tutta l'umanità o gettarla nel caos.
The giver, Il donatore, scritto ormai vent'anni fa, è un libro indirizzato inaspettatamente ad un pubblico di ragazzi. Come spesso accade però anche questo libro è finito nella lista dei libri censurati dalle scuole americane, ma credo che qualunque libro in grado di indurre alla riflessione non dovrebbe mai essere censurato.

★ ★ ★ ★ ★
Wonderful. *^*

21 commenti:

  1. Bellissima recensione *O* Lo leggerò sicuramente!

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    1. Grazie Ancella!
      Ti faccio allungare la wishlist ogni giorno di più - mi sento un pò in colpa. u.ù

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  2. I am ready?
    Of course baby <3. Take me away with you :*!!

    Fantastica recensione *O* piccolo libro grande significato!! Bravissima

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  3. Anch'io ho amato questo libro! *-* Fantastico!
    Un saluto!
    PS: Anch'io ho un blog che parla di libri! Ti lascio il link: http://libri-ehr.blogspot.it/

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    1. Dei tre libri che compongono la serie - per il momento -, The giver è quello che mi è piaciuto di più. ^_^

      Ps. Ti seguo già! Ti ho lasciato un commentino alla recensione di Città di carta. (;

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  4. Io l'ho trovata una lettura interessante e come dici tu piena di spunti di riflessione, ma per un target giovanissimo. Leggerò comunque i seguiti.

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    1. Si, in effetti il target è molto basso ed è un fatto che mi ha stupita molto! Pur essendo indicato come una lettura per ragazzi ci sono tantissimi elementi "forti" che vengono trattati.

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  5. Anche a me è piaciuto tanto *_*
    E mi piace l'idea che hai avuto!
    I banner poi sono favolosi! Son curioso di vedere gli altri :)

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    1. ^___________^
      Ti ringrazio; condividerò i complimenti con Jo che se li merita tantissimissimo.

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    2. Grazie mille Matteo!! Merito anche delle citazioni scelte da Vero che ispirano tanto ;*

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  6. mi hai convinto proprio!!!!
    è da tanto che è in wishlist...credo davvero che lo leggerò presto!

    stupendi i banner ^-^

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    1. Sono contenta di averti "spinto" un pò di più verso la lettura di questo libro. ^_^

      Condividerò anche i tuoi complimenti. (:

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  7. Ecco, e poi arrivo io e devo avere sicuramente qualcosa che non va. Perchè io The Giver non lo amo. Nemmeno mi piace un poco. E tra tutto è perchè non lo capisco, perchè ci leggo solo un mucchio di parole senza senso. Ed è bruttissimo, perchè il problema sono io -non il libro. Non so come spiegarmi, ma questo mio non capire non so, sembra quasi... disumano? Della serie come fa questa a non emozionarsi con un libro del genere, lo ha un cuore? Come fa a non capire quanta poesia vi è dentro? Quanta riflessione?
    Beh no, non ci riesco. E lo odio. Non sono in grado di apprezzare piccoli capolavori del genere -una saga come The Giver Quartet è sprecata per una come me.

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    1. No, En, anzi!
      Sono contentissima di poter leggere pareri contrastanti; soprattutto il tuo perchè so che sei una lettrice "valida", nel senso che ti piace spaziare tra i generi e gli autori e non rimani limitata alle sole pubblicazioni italiane.
      Come dico sempre, i gusti son gusti, non siamo noi storti o chissà cosa; e meno male, ci aggiungerei, sennò saremmo tutti un branco di pecore. -.-"
      Non so cosa non è riuscito a convincerti di questo libro, ma non è detto che un "bel" libro (inteso soggettivamente) debba convincere tutti. Anzi, a volte è anche un bene!

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  8. Il banner è favoloso.. sapevo già che Jo era piuttosto brava :*
    Comunque la recensione è davvero bella e super positiva, cavolo. Devo recuperarlo al più presto!

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    1. Oh, Jo è bravissima. *______*
      Grazie Ronnie, a me è piaciuto tanto questo libro.

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    2. Roooooooooooonnie *O* <3 grazie!! *stritola Ronnie e Vero* abbraccio di gruppo u.u.

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  9. Da quando Alaisse l'ha letto, è in lista letture prossime anche per me. E che dire? Hai ragione. Un libro che fa riflettere non dovrebbe essere censurato, ma ovviamente romanzi come questo, che restano attuali anche a distanza di tanti anni, sono sempre un po' scomodi. La tua bella recensione non fa che farmi venir voglia di leggerlo subito. Poco male: a breve mi ritirerò in un rifugio sperduto con i miei amati libri e recupererò tutte (impossibile, lo so) le letture in arretrato! ;)

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    1. Oh beh si, è sempre il "solito" discorso, quello che abbiamo fatto anche per Crank della Hopkins.
      Inutile dire che ti consiglio di leggere The giver; magari ti vengo a fare compagnia nel tuo rifugio, anch'io ho tantissime letture che mi piacerebbe recuperare. *-*

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡