sabato 4 agosto 2012

RECENSIONE: Quel che resta di te di Keith Grey



Titolo: Quel che resta di te
Titolo originaleOstrich boys
Autore: Keith Gray
Data di uscita19 Giugno 2012
Editore: Piemme Freeway
Pagine: 298
Prezzo€ 15,00

L'amicizia è qualcosa di grande. Dopo il funerale ipocrita e deprimente di Ross, Kenny, Sim e Blake sentono di dover fare qualcosa di speciale per il loro migliore amico. Rubano così l'urna contenente le sue ceneri e affrontano 261 miglia per portarla in uno sperduto paesino della Scozia. Era il viaggio che Ross avrebbe da sempre voluto fare. Durante questo rocambolesco percorso, i tre ragazzi realizzeranno l'effetto che l'amico ha avuto sulle loro vite e quanto ancora conti per loro, ma dovranno anche confrontarsi con una sconvolgente verità che nessuno di loro aveva voluto vedere.



My rolling thought

Blake, Kenny, Sim e Ross: quattro amici uniti da un legame indissolubile.
Ma Ross, promettente scrittore in erba, muore improvissamente dopo un incidente in bici. Il suo funerale si svolge nella più totale ipocrisia e delusione, tant'è che i suoi amici decidono di rendere giustizia all'amico intraprendendo un viaggio all'insaputa di tutti. Uno dei desideri di Ross infatti era quello di visitare il piccolo paesino di Ross in Scozia, e i suoi amici faranno tutto ciò che sarà in loro potere per realizzare questo suo desiderio e per rendergli un giusto ultimo saluto, circondato dalle persone che in vita gli sono state accanto.
Il primo ostacolo si presenta nel momento in cui i tre devono rubare le ceneri di Ross dal soggiorno di casa sua...
Da questo momento in poi i tre, in una vera e propria corsa contro il tempo e contro tutti, intraprenderanno un viaggio alla scoperta di sè e alla scoperta dell'altro.


Credo che non sia affatto semplice scrivere un libro i cui protagonisti sono dei ragazzi adolescenti. Si cade spesso nella trappola della banalità e della scontatezza, e più si cerca di liberarsene più ci si rimane impigliati.
Il segreto, a mio parere, è la semplicità. Semplicità nel senso che non bisogna inventarsi niente di così eclatante per coinvolgere il lettore, basta parlargli con sincerità e con il cuore aperto.
E Keith Gray ci è riuscito.
La trama è scorrevole e lineare, le pagine scivolano via una dopo l'altra e in un battito di ciglia si arriva all'ultima pagina. Ultima pagina che però non è una vera e propria ultima pagina, in quanto il finale è apertissimo, e siamo costretti a lasciare i protagonisti a vedersela con le conseguenze delle proprie azioni.
La narrazione offre molti spunti di riflessione, da quelle più terrene a quelle prettamente spirituali. Si mette in discussione il proprio credo, se esiste un Dio (qualunque esso sia) che veglia sui suoi figli sulla Terra o se c'è una vita dopo la morte; si mette in discussione il proprio punto di vista, le certezze, il coraggio, la sincerità, le paure e le debolezze. Si fanno i conti con la morte, con la perdita, e si cerca il proprio modo per elaborarla.
Si fanno i conti con l'amicizia, in cui nulla è dato per scontato e in cui non si fa o dice mai troppo.
Nulla è inventato o troppo irreale: i pensieri di tutti i personaggi, seppur molto diversi tra loro, sono tutti convincenti ed esposti con la massima chiarezza.
Kenny: un concentrato di paure e insicurezze con un'assurda maglia arancione, ma che nei momenti in cui ci si deve far valere non si tira indietro, sempre però con qualche riserva.
Sim: il ragazzo 'cattivo' con la testa rasata che non si fa problemi a dire o fare quello che gli passa per la testa.
Blake, la voce narrante: un ragazzo 'pesante' ma con un cuore grande che non si stanca mai di fare da paciere tra i fin troppo diversi Kenny e Sim.
E' stata una delle rare volte in cui, durante tutto il mio percorso letterario, mi sono ritrovata a leggere un romanzo con voci tutte al maschile, ed è stata un'esperienza piacevole e insolita al tempo stesso. E' stato interessante sondare l'universo maschile, i loro pensieri e i loro punti di vista. Non ci sono abbracci, regali di Natale o compleanno, o "ti voglio bene" detti ad alta voce: l'amicizia è un qualcosa di più intimo, che non si dimostra con atti o manifestazioni concrete. L'amicia è sapere di poter contare su qualcuno nel momento in cui se ne ha più bisogno.
L'amicizia è qualcosa di grande, ma che troppo spesso si da per scontata.
Quel che resta di te è un bellissimo romanzo di formazione che andrebbe letto da tutti a qualsiasi età, perchè i temi affrontanti coinvolgono un pò tutti noi.

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thank u.
i love reading your rolling thoughts.♡