martedì 18 luglio 2017

LA BELLA E LA BESTIA: Dalla fiaba al grande schermo ❃

Ciao a tutti!
Qualche mese fa è uscito al cinema l'attesissimo live-action de La Bella e la Bestia. Sono andata a vederlo anch'io e, a spettacolo concluso, mi è venuta voglia di scriverci sopra un post. Non volevo fare il solito post di recensione o scrivere i "10 motivi per vedere La Bella e la Bestia" e cose del genere, ma qualcosa di più originale.
Dal momento che ho frequentato un corso di letteratura comparata (e mi ci sono anche laureata .___.) in cui si prendeva in esame il mondo delle fiabe, tra cui in particolare anche La Bella e la Bestia, mi è venuto in mente che sarebbe stato carino rispolverare le mie conoscenze e parlarvi un po' delle origini di questa fiaba fino ad arrivare ai prodotti letterari e cinematografici che ha ispirato nel corso del tempo.
Non allarmatevi, sarà un post semplice e tranquillo! :) Mi dispiace non essere riuscita a pubblicare questo post prima, più a ridosso dell'uscita del film, ma da me è arrivato tardi e non sono riuscita a mettermici prima. >-<


Una delle cose più importanti da tenere a mente per quanto riguarda il mondo delle fiabe è questa: le fiabe sono nate dalla tradizione popolare e hanno viaggiato per via orale prima di essere scritte, adattandosi al contesto sociale e culturale in cui sono state narrate. Abbiamo quindi numerose rielaborazioni e rimaneggiamenti delle fiabe, e non esiste una versione più “giusta” o "corretta" delle altre: una determinata versione di una fiaba è lo specchio della società in cui è nata.

Le origini de La Bella e la Bestia possono essere rintracciate nella letteratura latina, precisamente ne L’asino d’oro (o Le metamorfosi) di Apuleio e in particolare nella storia di Amore e Psiche.
Il testo di Apuleio si è fatto strada fin nella novellistica italiana, in cui troviamo una prima versione scritta de La Bella e la Bestia con il titolo Il Re porco ne Le piacevoli notti di Giovanni Francesco Straparola del 1550. La seconda versione è invece Il serpente, contenuta ne Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile del 1634.
Charles Perrault riprende la novella di Basile e scrive la sua sua versione della fiaba intitolandola Enrichetto dal ciutto, includendola nei Racconti di mamma Oca del 1697 e rendendola famosa tra la corte francese. Una celebre traduzione in italiano della fiaba di Perrault è quella di Carlo Collodi che, nei Racconti delle Fate, inserisce non solo Enrichetto dal ciuffo ma anche la versione de La Bella e la Bestia di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont.
La prima versione scritta de La Bella e la Bestia che sviluppa la fiaba così come la conosciamo noi oggi è quella del 1740 di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, scrittrice francese. Si tratta di un racconto molto lungo e dettagliato destinato alle giovani fanciulle del tempo che venivano date in sposa dai padri a uomini spesso molto più grandi di loro, che quindi vengono identificati dalla scrittrice nel personaggio della Bestia.
Altrettanto importante è la versione del 1756 di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont, istitutrice, che abbrevia la precedente versione della Villeneuve epurandola di tutta la parte sessuale e dei dettagli scabrosi e violenti, per sostituire il tutto con un forte apparato di insegnamenti morali, sulla scia della donna "angelo della casa" che riesce a domare la bestialità dell’uomo.

C’è un fondo di realtà in questa fiaba? Gli studiosi hanno proposto che la fiaba possa essere stata influenzata dalla vicenda di Petrus Gonsalvus, nobile spagnolo del XVI ospite della corte di Enrico II di Francia che soffriva di ipertricosi. Questo potrebbe spiegare l'evidente stacco contenutistico tra le versioni francesi della fiaba e le altre, che hanno portato La Bella e la Bestia a contenere quei determinati elementi caratteristici che oggi tutti noi conosciamo.


Angela Carter, nella raccolta di racconti La Camera di sangue del 1979, propone due versioni della fiaba intitolate La corte di Mister Leone e La moglie della Tigre. L’intera raccolta propone una visione contemporanea e femminista della fiabe più famose.
La letteratura young adult è ricca di retelling. Il primo tra tutti che mi viene in mente che prende ispirazione da La Bella e la Bestia è la serie A Court of Thorns and Roses di Sarah J. Maas, un vero e proprio fenomeno letterario.
Prima di questa serie, c'è stato il romanzo Beastly di Alex Flinn, una rivisitazione in chiave contemporanea con protagonisti due adolescenti che però non rinuncia ai tipici elementi fiabeschi come la strega e la maledizione.
Un'ulteriore riscrittura contemporanea young adult di questa fiaba è Cruel Beauty (Bellezza Crudele) di Rosamund Hodge, in cui le vicende di una bella e di una bestia si legano alla mitologia e ai riti pagani.

La prima trasposizione cinematografica de La Bella e la Bestia è quella del 1946 del regista francese Jean Cocteau. Si tratta di una pellicola in bianco e nero che gioca sull’opposizione di luce e ombra e in cui — curiosità —, per rendere più realistico l’aspetto della Bestia, sono stati applicati i peli sull’attore Jean Marais uno ad uno.
La prima produzione della Disney è del 1991 e si basa sulla versione della fiaba della Beaumont. La Compagnia, come è solita fare per le versioni cinematografiche delle fiabe, anche in questo caso ha operato delle modificazioni rispetto al testo dal quale prende origine.
Pochissimi anni prima di Emma Watson e Dan Stevens (2014), la Bella e la Bestia sono stati interpretati da Léa Seydoux e Vicent Cassel nella versione della fiaba del regista francese Christophe Gans.

Anche il mondo delle serie tv ha attinto da questa fiaba. Una delle serie che viene immediatamente in mente è Once Upon a Time (C'era una volta), che si ispira al mondo delle fiabe, delle leggende e dei racconti fantasy, mettendo in relazione tra di loro eventi e personaggi.
Beauty and the Beast è una serie poliziesca - fantasy - drammatica del 2012 in cui la protagonista è una detective della squadra omicidi di New York, salvata dall'agguato in cui è rimasta vittima la madre quando aveva nove anni da quello che lei ha sempre pensato fosse un animale.

Ci sono comunque tantissimi prodotti letterari e cinematografici, indipendenti da questa fiaba, in cui si ripete lo schema di una bella che deve superare una serie di prove per ricongiungersi all’amato o che possiede la qualità d'animo di guardare oltre l’aspetto esteriore della persona che finirà per essere quella amata. Alcuni esempi: King Kong, Edward mani di forbice, Notre-Dame de Paris, Il fantasma dell’opera.


Prima di concludere il post, vorrei lasciarvi un mio breve pensiero riguardo La Bella e la Bestia fiaba e le versioni cinematografiche che ho visto, ovvero le due produzioni della Disney e quella di Christophe Gans.
Nonostante sia un personaggio femminile che ama fortemente i libri e la lettura, non mi sono mai identificata nel personaggio di Belle sulla base di questa caratterizzazione. L’ho invece sempre apprezzata tantissimo per via della capacità del suo spirito di amare profondamente qualcuno andando oltre il suo aspetto esteriore e la sua voglia di evadere, di essere indipendente e di cercare qualcosa di meglio per lei, che per gli abitanti del suo paese questo altro non è che sinonimo di stranezza.
Il live-action de La Bella e la Bestia mi è piaciuto molto. È fedelissimo al film d’animazione, mi ha fatto rivivere la stessa magia ed è riuscito a colpirmi negli stessi identici punti (la scena del ballo e quando Gaston si reca al palazzo per attaccare la Bestia). Ci sono piccole modifiche e aggiunte qua e la che, secondo me, hanno reso il film ancor più ricco e stabile rispetto la versione animata nonché molto attuale, perché vanno ad approfondire la storia personale dei vari personaggi e le relazioni che intercorrono tra di loro. È palpabile l’emancipazione di Belle fin dalle primissime scene, quando se ne va in giro con il libro in mano e sogna di poter andare via dal paese in cui vive. Non è un personaggio arrendevole e ha anche un bel caratterino. Si scontra tanto con la la Bestia, fino a quando non si concede l’opportunità di provare a conoscerlo, e nei suoi confronti non assume mai comportamenti altezzosi o cela qualche pregiudizio, addirittura lei stessa in certe occasioni si abbandona alla sua natura “bestiale”, come quando beve la zuppa direttamente dal piatto e senza cucchiaio.
Una considerazione del tutto frivola che fa capire quanto in realtà io, da La Bella e la Bestia, non abbia appreso proprio niente (!): non avrei mai accettato una Bestia-tornata-principe meno figa di quella della versione animata. La Bestia-tornata-principe della versione animata è bellissima, ho sempre avuto una cotta per lui! Fortunatamente, Dan Stevens nei panni della Bestia-tornata-principe è stato soddisfacente (non sto parlando di lui come persona, ma proprio nel frangente Bestia-tornata-principe del suo personaggio). è-é
Mi è piaciuta molto anche la versione della fiaba di Christophe Gans. Nonostante abbia letto in diverse recensioni che questa pellicola, di fatto, non abbia aggiunto niente di nuovo, io l’ho apprezzata molto per la fotografia e le atmosfere che il regista è riuscito a creare.


Siamo finalmente arrivati alla conclusione di questo post! Spero che non vi sia venuto a noia, anzi che l'abbiate trovato un *minimo* interessante. Fatemi sapere se avete mai avuto l'occasione di approfondire questa o altre fiabe, se avete visto il live-action e se vi è piaciuto, se conoscete altre opere letterarie e/o cinematografiche derivate oltre quelle che ho citato e tutto quello che vi viene in mente riguardo La Bella e la Bestia! A PRESTO!