martedì 19 settembre 2017

ANNE WITH AN “E” (Chiamatemi Anna) • Stagione 1

Ciao a tutti!
Seguendo la nostra scaletta, oggi è in programma il post a tema film/serie tv.
Voglio parlarvi della prima stagione di Anne with an "E" (Chiamatemi Anna), una serie tv bellissima (per me) tratta da una serie di libri bellissima (per me).


Anne with an “E” / Chiamatemi Anna
di Moira Walley-Beckett

2017 • 7 episodi • 45 minuti • DRAMA, FAMILY
Dopo aver trascorso la propria infanzia in diversi orfanotrofi, la giovane Anna viene mandata per errore a vivere con gli anziani fratelli Marilla e Matthew Cuthbert. Dopo un'iniziale diffidenza nei confronti di Anna, i due fratelli cominceranno a conoscerla meglio, e la bambina cambierà per sempre le loro vite.

My rolling thought

Anne with an “E” (Chiamatemi Anna) è una serie tv prodotta dalla CBC (CA)distribuita da Netflix. Si compone di sette episodi dalla durata di quarantacinque minuta circa, con un primo episodio dalla durata di un’ora e mezza.
Nel corso del tempo il romanzo di Lucy Maud Montgomery ha visto numerosi adattamenti attraverso diversi media (film, serie tv, anime, manga), quello più famoso e per cui tutti conoscono la storia della giovane orfana Anna Shirley è probabilmente l’anime prodotto dalla Nippon Animation Anna dai capelli rossi, quindi Anne with an “E” va ad inserirsi in una lista di rifacimenti già ben nutrita e variegata.
Avevamo bisogno di una (nuova) serie tv su Anna Shirley? Secondo me, sì. Anne with an “E” non si limita a ri-presentare una storia già conosciuta e un personaggio già amato da molti ma fa moltissimi riferimenti al nostro presente non rimanendo calato nella sua epoca.


Matthew e Marilla Cuthbert sono due fratelli che vivono nella fattoria di Green Gables sull’Isola del Principe Edward, in Canada, e non si sono mai sposati. I due decidono di adottare un giovane orfano che possa aiutare Matthew, ormai anziano e con problemi di cuore, nella gestione della fattoria ma, per errore, dall’orfanotrofio arriva Anna, una ragazzina che si presenta a Matthew e Marilla piena di gioia perché convinta di aver finalmente trovato un posto da chiamare casa.

Anne with an “E” è fedele al romanzo di Lucy Maud Montgomery ma vede qualche piccola e intelligente aggiunta che, dal mio punto di vista, va ad arricchire e a modernizzare la storia.
La produttrice e sceneggiatrice Moira Walley-Beckett propone una versione della storia di Anna più oscura e meno “gioiosa” rispetto alle precedenti, che fa leva sui traumi della vita passata della ragazzina che si ripercuotono nel suo presente dai Cuthbert.
Anna è sempre stata orfana, entra ed esce dall’orfanotrofio con eccessiva frequenza, passando da una famiglia numerosa all’altra prestando servizio come aiuto domestico e badando ai piccoli di casa. Non ha mai avuto la possibilità di andare a scuola, se non nei brevi periodi in cui è ritornata in orfanotrofio, eppure ama moltissimo i libri e ha una cultura sconfinata in ogni campo, questo perché legge qualunque volume riesca a trovare, incluso manuali di pronto intervento.
Anna è una ragazzina che cerca di superare un passato fatto di violenze e abusi, e la frase pronunciata nel primo episodio Preferisco immaginare che ricordare racchiude tutto il suo dolore. Ha infatti un’immaginazione molto forte e vivida, il suo unico appiglio per sottrarsi alla sofferenza e la sua unica fonte di speranza. Nonostante abbia vissuto situazioni molto forti, tristi e spiacevoli, trova sempre un motivo per sorridere e andare avanti.
La sua è stata un’infanzia privata, non ha mai avuto l’opportunità di essere una bambina spensierata, ma Marilla e Matthew le danno questa opportunità adottandola. Sottrarla ai lavori duri e alle continue umiliazioni però non è sufficiente, Anna deve fare i conti con il suo disturbo post-traumatico da stress che, in più di un’occasione, la porta ad estraniarsi completamente dalla realtà per rivivere i terribili episodi del suo passato, accentuato anche dal pregiudizio della nuova comunità in cui è stata inserita.
I flashback della vita passata di Anna permettono di comprendere meglio questo personaggio e di capirne i suoi atteggiamenti, perché si comporta in quel determinato modo. Questi episodi, così come vengono mostrati, sono del tutto estranei al romanzo; nella serie tv, invece, sono una parte fondamentale: il modo di comportarsi di Anna non è solo eccentricità, ma un modo per esorcizzare gli abusi che ha subito.


I personaggi sono praticamente usciti fuori dalla carta. Anna, soprattutto, ma anche Marilla, Matthew, Gilbert e Diana conservano la loro caratterizzazione originale, e gli attori che sono stati scelti per impersonificarli sono perfetti.
Amybeth McNulty è un’Anna fantastica, azzeccatissima e perfetta, non solo per un fattore puramente estetico, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la recitazione, la forza e l’intensità che ci ha messo a livello espressivo.
R.H. Thomson è un Matthew adorabile! È riuscito ad esprimere egregiamente tutta la dolcezza e la timidezza di questo personaggio.
Geraldine James nei panni di Marilla è stata strepitosa: un’attrice bravissima, che è riuscita a dare il giusto spessore ad un personaggio molto forte, con un guscio duro che protegge un animo dolce come quello del fratello. Marilla è il personaggio che cresce di più durante questi sette episodi: dopo l’arrivo di Anna, imparerà pian piano ad amarla e a lasciarsi andare anche a manifestazioni d’affetto nei suoi confronti, ricominciando a prendersi cura di un cuore lasciato a inaridirsi.
Così come sono importantissimi i flashback legati al passato di Anna, anche quelli che riguardano Matthew e Marilla sono fondamentali perché mettono lo spettatore a conoscenza del loro passato, di un percorso fatto di sofferenze e di rinunce che li ha portati lì dove sono adesso, ovvero ancora a Green Gables, a prendersi cura della fattoria di famiglia.


Quindi Anne with an “E” riprende la storia e i personaggio di Lucy Maud Montgomery ma la sua particolarità rispetto agli altri adattamenti è che presenta spunti nuovi e moderni - o anche solo accentuati maggiormente - come la lotta delle donne per l’indipendenza, il bullismo e l’amore omosessuale, sempre mantenendo l’atmosfera tipica delle pellicole in costume.
Anna, quando Marilla la vede per la prima volta ed è decisa a rimandarla indietro il mattino seguente, afferma con decisione di essere in grado di fare esattamente tutto quello che può fare un maschio. Marilla, dal canto suo, quando le altre donne ne riconoscono lo status sociale di madre e la invitano quindi alle loro riunioni pomeridiane, dovrà scontrarsi con un femminismo confuso fatto di ricami e di attenzione alle apparenze.
La condizione di Anna come orfana è stata sfruttata anche come occasione per trattare di bullismo. Tra Ottocento e inizio Novecento gli orfani erano considerati come dei rifiuti della società e venivano spesso sfruttati, nelle attività lavorative i maschi e come aiuto domestico le femmine. Non venivano mai adottati perché erano visti a priori come pericolosi, viziosi e non se ne conoscevano le origini, se i genitori erano state persone per bene o no. Anche Anna è costantemente vittima di questo forte pregiudizio, sia da parte degli adulti che degli altri bambini. Nonostante la sua buona volontà, la sua immaginazione, la sua cultura e la sua parlantina fatta di paroloni importanti, a scuola si scontra con la realtà dei suoi compagni di classe, che sono completamente il suo opposto. Tutto sembra destinarla a diventare un’emarginata ma, con la sua mente sveglia e intelligente, poco alla volta, riuscirà ad entrare nel cuore di tutti.

Il lavoro della regia mi è piaciuto moltissimo: pulito, attento al dettaglio e con una fotografia incantevole, con questi paesaggi mozzafiato in cui la natura è la protagonista e i colori prevalenti sono il marrone, il verde, l’azzurro e il bianco.
L’opening è il più bello che abbia mai visto! Di solito lo salto sempre quando vedo una serie tv, ma questo qui no. Si basa su otto dipinti ad olio realizzati da Brad Kunkle su legno e lino, e consistono in una sequenza narrativa che dall’inverno arriva all’estate, a rappresentare la storia di Anna dall’orfanotrofio a Green Gables. Le frasi più celebri del romanzo di Lucy Maud Montgomery appaiono intagliate nei rami degli alberi.


Ho adorato profondamente Anne with an “E”! Ho cercato di sintetizzare al meglio il mio pensiero per riuscire a parlarvi un po’ di tutto quello che ho amato, altrimenti credo che avrei scritto il triplo di quello che avete appena letto.
Se non si è abituati o se non si conosce il personaggio di Anna, all’inizio bisogna abituarsi alla sua parlantina e alle sue fantasticherie; il suo tono volutamente eccessivo e melodrammatico è stato preso così com’è dal libro e trasportato in questa serie.
Questi sette episodi hanno un ritmo molto veloce, sembra quasi che la vita di Anna a Green Gables consista solo in una successione di problemi e sfortune. Non mi ha infastidito più di tanto, al contrario non mi sono mai annoiata.
Questa prima stagione non riadatta il primo romanzo di Anna nella sua interezza, ma si ferma molto prima e con qualche modifica proprio sulle vicende che riguardano il finale.
Il mese scorso è stata annunciata la seconda stagione, la aspetto con trepidazione e curiosità!

★★★★★
Wonderful. *^*

La serie di Lucy Maud Montgomery su Anne Shirley è composta dai seguenti romanzi:
  1. Before Green Gables: prequel del 2008 scritto da Budge Wilson con l’autorizzazione degli eredi della scrittrice per il centenario di Anna;
  2. Anna dai capelli rossi;
  3. L’età meravigliosa;
  4. Il baule dei sogni;
  5. La casa dei salici al vento;
  6. La baia della felicità;
  7. La grande casa;
  8. La valle dell’arcobaleno;
  9. Rilla di Ingleside;
  10. The Blythes Are Quoted: l’ultimo libro scritto da Lucy Maud Momtgomery su Anna, pubblicato nel 2009.
Il primo volume della storia di Anna è stato ristampato più volte sia in italiano che in inglese, anche con copertine stupende che verrebbe voglia di collezionare; la ristampa dei volumi successivi non è stata così fortunata.
In italiano ho trovato QUESTA vecchia edizione della Mursia della serie, ma purtroppo non ne conosco il grado di reperibilità. Sull’account instagram della Rizzoli, invece, ho trovato questo commento della stessa CE ad un post sulla serie tv: “Abbiamo in serbo grandi sorprese per i prossimi mesi”. Speriamo si tratti di una buona ristampa dell’intera serie!
Se leggete in inglese, vi consiglio le edizioni della serie completa della Aladdin e della Tundra Books, sia in rigida che in paperback.

Fatemi sapere nei commenti se avete visto Anne with an “E” e come lo avete trovato o se avete intenzione di guardarlo, se avete letto la saga di Anne Shirley e se conoscete altre edizioni oltre quelle che vi ho segnalato! *abbraccio*